Il rinnovo di Arek Milik ancora non c’è

Il rinnovo di Arek Milik ancora non c’è

Il rinnovo non c’è ancora, e non è detto che si faccia nel prossimo futuro. Questo almeno è quanto trapela dalle parole del procuratore di Milik, David Pantak, nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Pantak ha specificato che quanto emerso questi giorni su trattative che vedono il suo assistito, Arek Milik, coinvolto altre non sono che voci e rumors, in oltre ha chiarito che le parti si stanno sentendo quotidianamente per cercare una soluzione che accontenti il DS Giuntoli, l’attaccante Milik ed il Napoli, ma che l’eventuale firma sul rinnovo o altre decisioni (come una separazione) verranno comunque prese al termine del periodo di chiusura generale per via del Coronavirus.

Ecco le parole di David Pantak, procuratore di Arek Milik, a La Gazzetta dello Sport“Quanto viene pubblicato in questi giorni sono solo rumors, alcuni anche irrispettosi nei confronti della società del Napoli. Sono in continuo contatto con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e la nostra conversazione sul rinnovo continua ed è sempre attiva, al termine di questo periodo di difficoltà per tutti legato al Coronavirus ci incontreremo e proveremo a trovare una soluzione. Solo nel caso non si riuscisse a trovare allora penseremo ad una soluzione condivisa per il bene del giocatore e della società”.

Le divergenze tra il binomio Pantak e Milik con il DS Giuntoli ed il Napoli al momento riguardano le cifre del rinnovo e la clausola rescissoria al suo interno, per altro il club partenopeo sta ragionando sul rendimento e sulla tenuta atletica del ragazzo che come sappiamo tutti è spesso soggetto ad infortuni, anche gravi. Numerosi club si sono interessati a Milik nelle ultime settimane, su tutti Milan e Juventus, con i bianconeri che hanno l’arma in più dello scambio avendo in pugno Romero (difensore centrale in forza al Genoa) che interessa ai partenopei. Il Napoli al momento valuta Milik intorno ai 50 milioni di euro.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Milan, Boban ti porta tribunale: non accetta il licenziamento

La rivoluzione societaria in casa Milan sarà ancora una volta totale e in attesa di capire come andrà a finire con Paolo Maldini volano gli stracci con l’altro grande ex ed ex-dirigente Zvonimir Boban, già licenziato da Ivan Gazidis dopo l’intervista a mezzo stampa in cui attaccava la gestione della proprietà.

Secondo quanto riportato da Tuttosport tra le parti è ormai scontato che l’addio non sarà senza strascichi, ma che ci sarà anche un contenzioso legale che finirà in tribunale. Boban infatti non accetta la “giusta causa” nel suo licenziamento perché sebbene sia vero che ha attaccato Gazidis in quella lunga intervista, Boban ritiene più scorretto il comportamento dell’ad nei suoi confronti nella trattativa con Rangnick.

Ma la domanda che viene spontaneo porsi è: quali danni può arrecare questa telenovela al già non fortunato Milan? La società si è sicuramente procurata un danno d’immagine con il licenziamento di un grande ex come Boban, allo stesso modo di quanto succederebbe se non riuscisse a trattenere in società anche Maldini, e se l’ex-dirigente risultasse anche essere dalla parte della ragione da un punto di vista legale la brutta figura sarebbe doppia. Forse manca nella società rossonera la consapevolezza di tutto ciò, lo dimostra il fatto liquidato Boban come se si trattasse di una pedina qualunque nello scacchiere dirigenziale e colpevole di quelle uscite come se non avesse un’autorevolezza sufficiente per sostenerle. Ma questo discorso esula da questioni legali, che saranno trattate nella sede appropriata.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Giovani e forti, ecco il Milan di Rangnick

Giovani e forti, ecco il Milan di Rangnick

Continuano le trattative per portare Ralf Rangnick a capo del settore tecnico del Milan, come dirigente o come allenatore ancora non si sa, ma il fondo Elliott e l’AD Gazidis stanno facendo di tutto per convincere il DT del Lipsia a lasciare la Germania per vestire il rossonero. Come riferisce SportMediaset, per convincere Rangnick ad accettare il Milan il fondo Elliott starebbe pensando di stanziare 130 milioni da utilizzare sul mercato per permettere al DT tedesco di rivoluzionare la rosa rossonero secondo due precise istruzioni: i nuovi calciatori rossoneri dovranno essere giovani, per dare vita ad un progetto duraturo, e forti, così da poter rimontare in brevissimo tempo le squadre più avanti in classifica e colmare il gap per agguantare la zona Champions.

Ralf Rangnick vorrebbe riproporre un mercato il stile Red Bull Lipsia e in tal senso si fanno già i nomi dei profili sondati dal Milan: tra i pali si andrà prepotentemente sul classe ‘94 Juan Musso (in forza all’Udinese) come sostituito del partente Donnarumma, per il centrocampo piace Rolando Mandragora (classe ‘97, costa 26 milioni di euro) al quale anche la Juventus è interessata, sulla trequarti il nome che fa saltare di gioia i tifosi è quello del fenomenale classe ‘98 Dani Olmo proprio in forza al Red Bull Lipsia, mentre per l’attacco piace Loren Moron del Betis che ha una clausola da 60 milioni ma per il classe ‘93 al momento il club spagnolo ha ricevuto solo offerte pari alla metà del valore della clausola.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Cutrone: “un onore vestire il rossonero, prometto tanti gol per la Viola”

Cutrone: “un onore vestire il rossonero, prometto tanti gol per la Viola”

Il giocane attaccante viola Patrick Cutrone ha rilasciato una lunga e bella intervista a La Nazione dove si è raccontato toccando numerosi argomenti: il passato in rossonero al Milan, il presente il viola con la Fiorentina, i suoi obbiettivi e la quotidianità ai tempi del Coronavirus.

Quando ha scoperto di avere contratto il virus, qual è stata la prima reazione?

“Ad essere sincero, quando ho iniziato a stare male ho immaginato che sarebbe potuto essere il Covid-19. Ho avuto la febbre altra per un po’ di giorni e, naturalmente, un po’ di paura, ma poi piano piano le cose sono migliorate. E’ stata una gioia sapere che adesso sono tornato negativo”.

Flachi alla “Nazione” ha detto che nel gioco somiglia a Pippo Inzaghi. Si rivede nel paragone?

“Di sicuro mi stimola incredibilmente ma rimango coi piedi per terra. Inzaghi è stato un modello per me che venivo dal settore giovanile del Milan”.

Ci parli del suo rapporto con Vlahovic e Chiesa.

“Molto buono. Siamo tutti giovani e tutti e tre abbiamo voglia di lavorare per far crescere noi stessi e la Fiorentina”.

L’esperienza del Milan, dove è esploso ma che ha dovuto lasciare, cosa le ha insegnato?

“Il Milan è una società molto importante, è stato un onore per me poter giocare a San Siro. Difficile dire cosa mi ha insegnato l’esperienza in rossonero. Sono cresciuto lì, se sono oggi un calciatore di A è sicuramente anche grazie a loro. E devo ringraziare tantissimo i tifosi per l’appoggio che mi hanno sempre dato, mi hanno aiutato moltissimo sia nei momenti belli che in quelli più difficili”.

E’ arrivato a gennaio con Iachini. E’ l’allenatore giusto per la sua voglia di riscatto?

“La Fiorentina è un club prestigioso e credo che, anche grazie all’aiuto del mister, potrò continuare il mio percorso di crescita. Iachini è un allenatore che chiede molto ai suoi calciatori e farò di tutto per rendermi utile nel suo gioco”.

In campionato ancora non ha segnato in maglia viola. Questo le dà carica quando ci sarà la ripresa?

“Ovviamente. Il mio primo gol in viola è stato al Franchi in coppa Italia, voglio riprovare presto quelle emozioni. Di sicuro in questo momento le priorità sono altre, ma spero che si possa tornare a giocare prima o poi per potere regalare nuove soddisfazioni ai tifosi viola”.

Isolamento causa virus a parte, con chi aveva legato fuori dal campo a Firenze?

“Conoscevo già alcuni ragazzi della squadra perché ci avevo giocato in Nazionale e questo mi ha aiutato. Devo dire che ho trovato un bel gruppo che mi ha accolto benissimo e con il quale mi auguro di tornare ad allenarmi presto”.

Come vive la concorrenza dopo l’arrivo a Firenze di Kouame?

“Per me non è un problema, anzi mi stimolerà a dare sempre di più per migliorarmi e conquistare il posto da titolare. Oggi ogni squadra deve avere un certo numero di attaccanti per far fronte alle situazioni diverse che si trovano in una partita. Bene o male tutti gli attaccanti in rosa hanno caratteristiche diverse, per cui anche con Kouame posso coesistere tranquillamente. Ovviamente poi starà al mister decidere chi mettere in campo a seconda dello stato di forma, piuttosto che dell’avversario che incontriamo”.

Il suo sogno nel cassetto?

“Nonostante sia giovane, i sogni sono tanti. Tutti questi sono accomunati da tanta voglia di fare e da grandi aspirazioni sia con la maglia viola che con la Nazionale”.

Cosa l’ha convinto ad accettare la proposta della Fiorentina?

“Quando il mio procuratore mi ha parlato di questa possibilità ho immediatamente detto di sì. Ho sempre ritenuto la Fiorentina una grande società con alle spalle un passato glorioso ed importanti traguardi davanti. Firenze è una città bellissima e la tifoseria fa sentire sempre la sua presenza e il suo affetto”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Ci sarebbe un modo per far rinnovare Ibrahimovic

Ibra si, Ibra no. Questo è il dilemma.

Sul rinnovo di Zlatan Ibrahimovic con il Milan nulla è scritto. L’attaccante svedese sembra disposto a voler affrontare un’ultima stagione nel calcio che conta ma, come riporta il Corriere dello Sport, a una condizione: non si tratta di aspetti economici, Ibrahimovic infatti chiede alla società di costruire una squadra competitiva per il quarto posto, con giocatori chiave in tutti i reparti, in modo da poter riportare il Milan in Champions League nel 2021 dopo ben 7 anni e terminare gloriosamente la sua carriera.

Zlatan Ibrahimovic ha dimostrato attaccamento alla maglia rossonera ed una certa utilità anche all’età di trentotto anni e mezzo: non solo ha segnato 4 gol e siglato 1 assist in appena 10 presenze, il modo di giocare di Ibra e la sua leadership hanno sicuramente avuto un effetto benefico anche su calciatori che avevano bisogno di una guida (tecnica e caratteriale) come Leao, Calhanoglu, Rebic, Bennacer e Castillejo. Con Ibra in campo il Milan deve sicuramente correre di più, ma può contare su un calciatore che abbina fisicità, regia offensiva, balistica e finalizzazione. Pioli stesso ha raramente rinunciato ad Ibrahimovic da quando lo allena, pertanto anche le sorti dell’allenatore in qualche modo dipendono dal gigante svedese.

Il Milan però può permetterselo un mercato all’altezza dei sogni di Ibra? Sì e no. Sì, perché il fondo Elliott di denaro ne ha e con una grossa ricapitalizzazione potrebbe dare un’iniezione importante alle casse societarie del club, e sì anche perché per tornare competitivi occorre spendere e farlo con criterio. No, perché il Coronavirus ha demolito molti progetti, complicando il mercato e costringendo i club a rivedere i propri piani, e no anche perché davanti ci sono club che hanno una rosa al momento più forte. Tutto quindi dipenderà dalla proprietà, da Paul Singer e Ivan Gazidis, che dovranno scegliere quale strada prendere: sicuramente le voci su Rangnick fanno ben sperare i tifosi rossoneri, perché prendere Ralf Rangnick significherebbe voler fare le cose in grande e fatte per bene dando vita ad un vero e proprio progetto.

Nonostante i piani della società rossonera siano tutti da scoprire, il presunto futuro allenatore/dirigente Ralf Rangnick avrebbe già in mente alcuni nomi per rinforzare la rosa.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Inter e Milan pronte a trasferirsi al Sud

Inter e Milan fanno dietrofront per quanto riguarda l’ipotesi di giocare le partite casalinghe lontane da San Siro, in caso di ripresa della Serie A. Come riporta la Gazzetta dello Sport, i due club hanno sottolineato nuovamente che salute e sicurezza vengono prima di tutto, dando la loro disponibilità ed apertura a qualsiasi soluzione arriverà dalla Federcalcio e dalla Lega, anche se questa fosse quella di utilizzare una sede unica nelle aree meno colpite dal virus per disputare le rimanenti partite di campionato. Il presidente federale Gravina aveva detto nei giorni scorsi: “Possibile concludere il campionato senza partite al Nord”. Inizialmente Inter e Milan sembravano avverse a questa possibilità in quanto ritenevano che gli spostamenti avrebbero comportato solamente problemi a livello organizzativo e di costi.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Milan, rinnovo per Cahlanoglu: può essere l’uomo del futuro?

Novità importante in casa MilanHakan Calhanoglu, uno dei perni del progetto rossonero del presente e del futuro, ha cambiato rappresentante. Adesso ad assisterlo è la ISMG International di Gordon Stipic, una delle più importanti agenzie in Germania e in Europa. Nel portfolio ci sono giocatori del calibro di Matthias Ginter del Borussia Monchengladbach, Kevin Volland e Nadiem Amiri del Bayer Leverkusen, Sead Kolasinac dell’Arsenal e ora anche il ventiseienne turco.

La prima questione che Stipic e la sua agenzia dovranno discutere col Milan sarà quella del contratto. Appena sarà possibile, s’intende, sul tavolo ci sarà un accordo ora in scadenza nel 2021 che dovrà esser visto al rialzo per quanto riguarda il futuro di Calhanoglu. Il giocatore è felice di restare a Milano e lo sarà ancor di più eventualmente con Ralf Rangnick. Il tecnico tedesco stima molto il trequartista ex Amburgo e Bayer Leverkusen e lo renderebbe centrale nel proprio progetto tattico. Non solo: anche Stefano Pioli apprezza molto l’evoluzione di Calhanoglu, il cui futuro sembra dipingersi sempre di più a tinte rossonere.

Ma come può Hakan Cahlanoglu tornare utile nel Milan che verrà? Il modulo preferito da quello che molte fonti considerano il prossimo allenatore del Milan, Ralf Rangnick, è il 4-4-2.  Ciò esclude dunque per il turco la collocazione di trequartista, nella quale è stato spesso utilizzato durante la sua prima stagione a Leverkusen (2014/15) e talvolta con la maglia rossonera. Molto probabile l’utilizzo da esterno sinistro, suo ruolo naturale, che lo ha visto essere assai prolifico in termini di assist più che di reti segnate; trattandosi di un 4-4-2, sarà comunque richiesta una propensione al ripiego in difesa oltre che la corsa nei contropiede. Plausibile anche un impiego come centrocampista centrale con la tendenza a spingersi più in avanti, ruolo che al Milan ha ricoperto in più di un’occasione dimostrando inoltre una non trascurabile capacità realizzativa e di rifinitura (anche se in un 4-3-3). Appaiono infine decisamente improbabili utilizzi da seconda punta, esterno destro o addirittura prima punta, ruoli che Cahlanoglu ha ricoperto sporadicamente solo quando giocava in Germania.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Milan, non solo Werner, ecco quali sono gli obiettivi di Ragnick

Milan, non solo Werner, ecco quali sono gli obiettivi di Ragnick

Il Milan guarda al futuro e, dopo l’ennesima brutta stagione, non vuole sbagliare nelle scelte. L’obiettivo, per tornare ad alti livelli, è Ralf Rangnick che ha già fatto sapere quali sono i desideri di mercato. Per la porta il nome è quello di Meret, individuato come il giocatore perfetto in caso di partenza di Donnarumma su cui è forte l’interesse di molti club; in difesa interessa N’Dicka che sta facendo molto bene con la maglia dell’Eintracht Fracoforte. A centrocampo l’idea è quella di prendere un giocatore che possa trascinare l’intero reparto e, proprio per questo, i rossoneri hanno messo gli occhi su Tonali del Brescia. Concludiamo con l’attacco dove si segue, con particolare interesse, Milik del Napoli anche se il sogno si chiama Timo Werner; l’attaccante del Lipsia permetterebbe alla squadra di fare un salto di qualità importante. Il problema, però, è l’aspetto economico visto che i Roten chiedono cinquanta milioni di euro. Operazione complicata ma il Milan vuole tornare ai vertici del calcio italiano.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Milan, è giusto continuare con Maldini alle sue condizioni?

Paolo Maldini vorrebbe continuare a far parte della dirigenza del Milan – scrive oggi La Gazzetta dello Sport -, ma  con la garanzia di partecipare alle decisioni cruciali in tema di mercato e di allenatore, senza più accontentarsi di un ruolo meramente rappresentativo. Nell’ultimo anno soltanto rare conferenze stampa. Si è esposto su Rangnick, presunto nuovo allenatore, non ritenendolo un profilo giusto per il calcio italiano. Si dice che la proprietà non abbia preso molto bene la sua riflessione e le vacanze natalizie in Florida dopo il 5-0  di Bergamo con l’Atalanta, ma nessuno ha mai messo in discussione la sua permanenza. Rappresenta il Milan, la faccia bella del club, la continuità da rappresentare all’estero. Gazidis ha sempre caldeggiato il suo impiego in dirigenza e continua a crederci, perché il milanismo all’interno della società non sia azzerato e perché Paolo è un valore anche all’estero. Ma la scelta spetta a lui, chiamato a decidere se vuole andare avanti dopo aver visto gli altri mollare, come Leonardo e Boban. Perciò ora detta le sue condizioni. Maldini non ha potuto occuparsi subito di quello che era successo prima con Boban, con l’intervista alla Gazzetta e il conseguente licenziamento, perché prima c’era la questione della salute, ma bisognerà parlarne quando la situazione migliorerà. Se è vero che adesso la questione più urgente da risolvere è la ripresa della Serie A, il futuro di Paolo Maldini non è una questione meno urgente.

Nel calcio attuale non solo le bandiere e la rappresentatività, ma anche i consigli forniti dall’esperienza di chi ha vissuto lo spogliatoio intensamente e per lungo tempo non sembrano più avere un valore importante, se messi a confronto con la logica del profitto e con la necessità di far quadrare i conti, a maggior ragione per l’esistenza di ferrei (ma solo per alcuni) meccanismi di controllo finanziario. Le questioni di cuore vanno a scontrarsi con questioni di pura razionalità strumentale, il potere decisionale a chi sa come accontentare la gente “vs” a chi sa meglio condurre un’azienda in base a necessità economico-finanziarie,  uno scontro che nel XXI secolo non coinvolge solo il calcio, ma tutti gli ambiti della società, fino alla politica. L’accantonamento di Maldini, come già avvenuto con Totti e non solo, testimonierebbe ancora una volta la vittoria della seconda opzione, quella che (purtroppo) più si addice ai nostri tempi. Tuttavia  anche la sua permanenza con un ruolo meramente rappresentativo rappresenterebbe una repressione di quella che è sicuramente la volontà di Paolo di incidere in modo sostanziale sulle scelte tecniche del club e, come successo (ancora una volta) con Totti, potrebbe in seguito sfociare in una brusca rottura con la società e uno sfogo doloroso.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




I gioielli dell’Ajax che i club di Serie A sognano

I gioielli dell’Ajax che i club di Serie A sognano

L’Ajax è, da sempre, una grande fucina di calciatori. Potremmo citare Van Basten, Cruijff, Eriksen, Suarez, Ibrahimovic, Seedorf o Rijkaard, ma potremmo citarne anche altri mille e non sarebbero comunque tutti. Anche l’odierno Ajax è ricco di giovani talenti, tutti molto interessanti e pronti sin da subito per giocare ad alti livelli, e molti di questi interessano ai nostri club di Serie A. L’Ajax è inoltre la squadra che dà più calciatori ai cinque maggiori campionati. Se fino a ieri molti di questi calciatori avevano prezzi inaccessibili, la pausa forzata dei campionati ha deprezzato (di circa il 25%) tutti i calciatori del mondo che ora hanno il valore di mercato decisamente più basso rispetto a un paio di mesi fa.

Difesa:

Noussair Mazraoui ad esempio è uno di quei calciatori che farebbero molto comodo a numerosi club di Serie A: terzino destro che può giocare anche mediano, classe ‘97, nella scorsa stagione ha dimostrato di essere un ottimo calciatore in grado di saper fare le due fasi senza problemi. Soppiantano dall’esplosione del fenomenale Sergiño Dest, Mazraoui ha visto il suo utilizzo da parte di Ten Hag diminuire drasticamente ed ora il suo prezzo è sceso fin sotto ai 10 milioni di euro. Juventus, Roma e Milan beneficerebbero del suo acquisto.

Centrocampo:

Il nome caldo a centrocampo è quello di Ryan Jiro Gravenberch: mediano classe 2002, alto ben 190cm e dal cartellino che si aggira sugli 11 milioni di euro. I club di Serie A si sono fiondati sul ragazzo, prima che l’Ajax lo faccia titolare e lo renda un centrocampista da grandi palcoscenici, d’altronde uno col suo fisico e la sua qualità servirebbe sicuramente alla Roma, all’Inter e alla Fiorentina. Gravenberch di distingue per grande visione, agilità e dribbling, tutte caratteristiche che fanno di lui un mediano moderno. Qualora il Milan decidesse di passare ad un modulo con due mediani, uno con la fisicità di Gravenberch sarebbe il compagno ideale di Bennacer.

Attacco:

Lassina Traoré è un attaccante, classe 2001, che ha tutto per diventare un grande centravanti moderno: velocità, fiuto del gol, discreta fisicità e forza. Milan, Torino, Sampdoria e Hellas Verona mancano di un profilo del genere e potrebbero affondare il colpo su Traoré dato che al momento il cartellino del ragazzo vale poco meno di 6 milioni di euro. Lassina Traoré viene paragonato a Patrick Kluyvert per il suo modo di giocare e al momento nell’Ajax non è ancora un titolare, pertanto i lancieri potrebbero privarsi di una seconda linea che invece nel nostro campionato potrebbe trovare minutaggio e crescita giocando titolare.

(dati Transfermarkt)

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?