Milan, Maldini tuona contro Rangnick: “Non sa cosa sia il rispetto”

Milan, Maldini tuona contro Rangnick: “Non sa cosa sia il rispetto”

Dopo mesi di dichiarazioni, giochini e frecciatine Paolo Maldini è comprensibilmente esploso, complimenti per la pazienza. Il direttore tecnico rossonero ha rilasciato una dichiarazione all’ANSA nella quale dice:” Non avendo mai parlato con Rangnick, non capisco su quali basi vertano le sue dichiarazioni, anche perché dalla proprietà non mi è stato detto nulla”. Fino a qui Maldini è stato anche abbastanza diplomatico, poi sempre con educazione e garbo rincara la dose ed affonda il colpo su Rangnick con un messaggio diretto e coinciso:

“Alcune considerazioni secondo me però vanno fatte. Il tecnico tedesco infatti, parlando di un ruolo con pieni poteri gestionali sia dell’area sportiva che di quella tecnica, invade delle zone nelle quali lavorano dei professionisti con regolare contratto. Avrei dunque un consiglio per lui, prima di imparare l’italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto, essendoci dei colleghi che, malgrado le tante difficoltà del momento, stanno cercando di finire la stagione in modo molto professionale, anteponendo il bene del Milan al proprio orgoglio“.

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Maldini giura amore eterno al Milan, Rangnick: “Milan? Mi piace l’idea”

Maldini giura amore eterno al Milan, Rangnick: “Milan? Mi piace l’idea”

Rangnick? Ho letto. Sinceramente, da direttore dell’area sportiva, con il dovuto rispetto, non credo che sia il profilo giusto per associarlo al Milan”. Parlava così Paolo Maldini a Sky Sport due mesi fa. Dopo l’addio di Boban, licenziato dal Milan per giusta causa, anche Maldini e Massara hanno visto il loro posto traballare soprattutto da quando il nome di Ralf Rangnick ha iniziato a circolare in orbita Milan.

Fino a ieri Ralf Rangnick è stato un’ombra, un nome, una voce in orbita rossonera che ha solamente alimentato le speranze dei tifosi e confuso i dirigenti attuali del Milan mettendoli in difficoltà verso la società, ma oggi di colpo tutto è cambiato perché Rangnick è finalmente uscito allo scoperto parlando ai microfoni della BILD“Hanno chiesto se ci fosse la possibilità di collaborare. Di conseguenza ho informato la Red Bull e successivamente ci sono stati colloqui con il mio procuratore. Non posso escludere del tutto che andrò lì. Al momento però il club e il campionato hanno altri problemi. Non sono uno che ha difficoltà a immaginare che le cose possano funzionare. Certo, l’avventura mi piace, ma non deve essere una missione suicida. Senza voler essere presuntuoso, ma la cerchia dei club che mi possono interessare è abbastanza ristretta”.

Ha parlato anche Paolo Maldini quest’oggi, in una diretta Instagram con l’amico Filippo Inzaghi, dove ha detto la sua circa il suo ruolo da dirigente, la possibile ripresa della stagione e il ricordo del gruppo storico rossonero allenato da Ancelotti. Queste le sue parole: “La squadra ha ripreso, ma c’è da stare attenti. I ragazzi non ce la facevano più a casa e noi nemmeno. Abbiamo chiuso le parti comuni di Milanello, erano divisi quattro per ogni campo e in dodici riesci a lavorare bene lo stesso. C’è tanta incertezza, tutto dipenderà da quello che deciderà la Serie A. Noi dobbiamo provarci ad andare in campo, sarebbe un disastro sotto tutti i punti di vista, in primis quello economico. Bisogna provarci. La Francia, secondo me, ha sbagliato ma noi accetteremo quello che sarà il verdetto del governo. Naturalmente quando sei calciatore hai altre armi. L’impegno in campo, l’essere sempre a disposizione, puntuale e preciso. Da dirigente devi conquistarti tutto, sei meno credibile di quando dai l’esempio in campo. La cosa bella del fare il dirigente è che capisci, a distanza di tempo, quello che è stato fatto dai tuoi dirigenti ai tempi in cui giocavi. Sono ere diverse, la storia conta e sono sicuro che farò il dirigente solo al Milan. Non lo farò da nessun’altra parte. Il suo gruppo del Milan e della Roma dove ha giocato, si è creato così. Se hai avuto certe esperienze, devi portarle quando sei in panchina. Poi c’era un gruppo maturo e c’era un principio che ci univa tutti, che era quello di responsabilità e volevamo fare qualcosa di straordinario. Non si può vivere la vita da calciatore pensando che sia un lavoro ordinario. Solo se punti al massimo, puoi arrivare al top. Se non vuoi migliorare te stesso, non arrivi a certi livelli. Non è facile creare una simbiosi tra società, allenatore, tifosi e giocatori”.

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Pagliuca consiglia Donnarumma: “Fossi in lui andrei in Premier”

Pagliuca consiglia Donnarumma: “Fossi in lui andrei in Premier”

Gianluca Pagliuca è senza dubbio uno dei migliori portieri italiani della storia: portiere con più presenze in Serie A con la maglia della Sampdoria, portiere con più rigori parati del nostro campionato insieme ad Handanovic; ha vestito la maglia della nazionale per 8 anni, partecipando a tre mondiali e due europei; poi tanti trofei specialmente con la maglia blucerchiata ed una Coppa Uefa con l’Inter. Pagliuca è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Tuttomercatowebradio e gli è stato chiesto se si rivede in qualche giovane portiere, l’ex portierone senza esitare ha rivelato di avere un debole per Donnarumma, al quale ha consigliato di provare un’esperienza all’estero, in Premier League, nonostante il forte legame che ha con il Milan. Ecco le sue parole:

Riguardo i portieri italiani: “Donnarumma è il top, poi mi piace Gollini e Silvestri. Meret ha fatto qualche errore di troppo, ma è un portiere di valore”.

Eventuali consigli da dare a Donnarumma “E’ molto legato al Milan, lui vorrebbe rimanere però deve stare attento. Ma passeranno degli anni prima di vincere qualcosa dì’importante così. Ci sono altre squadre che sono nettamente più avanti. Deve pensarci. Se arrivasse una grande offerta, ci penserei, soprattutto se arrivasse dalla Premier. Se fossi in lui, punterei ad andare in Premier”.

 


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Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Tornare alla normalità e sconfiggere il virus, prima di tutto, questo è sempre stato l’obiettivo principale di tutti. Per parlare profano, però, uno degli obiettivi importanti ma meno nobili era anche quello di riprendere con gli allenamenti: per tornare ad una parvenza di normalità, per quanto possibile, e per farsi trovare pronti qualora il campionato di calcio ripartisse in estate per portare a termine la stagione 2019/2020. Come si legge sul nostro sito ieri l’Atalanta si è ritrovata al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia per riprendere gli allenamenti in forma individuale.

Domani, giovedì 7 maggio, i calciatori del Milan si ritroveranno a Milanello per riprendere gli allenamenti interrotti ormai due mesi fa. Ora che il Coronavirus si può gestire, il Governo ha deciso di permettere ai club di riaprire i propri centri sportivi e permettere ai calciatori di allenarsi a dovuta distanza ed in forma individuale, seguendo le norme sanitarie e cautelative previste. Domani mattina il primo gruppo di calciatori rossoneri scenderà sui terreni del centro sportivo di Milanello per la ripresa degli allenamenti individuali, mentre c’è attesa per il 18 maggio, data in cui tutte le squadre di Serie A dovrebbero tornare ad allenarsi in gruppo. In tal senso si aspettano notizie dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e dal Governo, che in questi giorni dovrebbero prendere una decisione definitiva circa la ripresa o meno del campionato di calcio.

Come viene riportato e si legge su DailyMilan: “I rossoneri seguiranno un programma differenziato, con sedute di allenamento scaglionate tra mattino e pomeriggio e tabelle con esercitazioni individuali. Una sorta di preparazione estiva anticipata e concentrata in poche settimane. Solo in una fase successiva torneranno gli allenamenti più intensi in gruppo e la tattica. All’appello mancano ancora Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessiè. Rientreranno in Italia nei prossimi giorni. Il campione svedese ha scelto di trascorrere tutto il periodo di lockdown nella sua Svezia, dove le restrizioni anti Coronavirus sono consigli e la libertà di movimento non ha mai subito blocchi. Ha lavorato sul campo insieme ai “suoi ragazzi” dell’Hammarby, il Club di Stoccolma a cui è legato per il 25 per cento delle quote societarie. Diverso il discorso di Kessié, impossibilitato al rientro a causa di problemi sui voli di partenza dalla Costa d’Avorio”.

 

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La Fiorentina vuole Paquetà, il Milan è pronto a cederlo

La Fiorentina vuole Paquetà, il Milan è pronto a cederlo

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la Fiorentina di Commisso vuole fare le cose in grande e per riuscirci sta puntando il trequartista brasiliano Lucas Paquetà, in forza al Milan. Dopo il grande mercato di gennaio che ha visto Igor, Duncan, Agudelo, Kouamé, Cutrone ed Amrabat (da giugno quest’ultimo) arrivare a vestire la casacca viola, il DS Pradé sta pensando a come rinforzare ulteriormente la rosa della Fiorentina in vista del mercato estivo, ed al momento ha messo nel mirino Lucas Paquetà: classe ‘97, Paquetà è un centrocampista molto tecnico capace di giocare sia come centrale di centrocampo che come trequartista e all’occorrenza può anche spendersi come ala d’attacco, arrivato al Milan nel mercato di gennaio del 2019 per circa 40 milioni di euro dal Flamengo. Al momento Lucas Paquetà è valutato circa 20 milioni di euro, dopo aver visto la sua valutazione del cartellino crollare per il suo scarso rendimento in rossonero e per via del coronavirus che ha deprezzato tutti i cartellini dei calciatori.

Lucas Paquetà in rossonero però non ha mai convinto davvero, soprattutto in questa stagione, e dopo un avvio incoraggiante nello scorso campionato il talentuoso brasiliano si è andato via via spegnendosi, arrivando a prima a perdere il posto da titolare e per poi sparire del tutto dai radar con Pioli. Con i rossoneri l’intesa si potrà trovare senza troppi patemi, resta da coprire la questione contrattuale sia per la durata (con Pradè e Barone che vorrebbero proporre un quadriennale) che per l’ingaggio, ma al momento Paquetà è convinto di vestire la casacca della Viola dopo averla snobbata nel mercato di riparazione a gennaio. Stefano Pioli Daniele Pradé sono convinti di poter tirar fuori dal ragazzo tutto il talento che troppo poco spesso ha fatto vedere, ma nelle ultime ore anche Paulo Fonseca ha mostrato apprezzamento verso Lucas Paquetà e non è escluso che, quindi, anche la Roma non possa fare un tentativo per portarti nella Capitale.

In estate, a prescindere dalla ripresa o meno del campionato in corso, le prospettive di un addio al Milan per il centrocampista sono decisamente concrete.

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Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

In casa Milan la confusione è doppia, oltre alle problematiche comuni legate alla sospensione o all’eventuale proseguimento del campionato, i rossoneri devono gestire l’ennesima rivoluzione estiva. Da mesi ormai l’amministratore delegato Gazidis sta corteggiando l’ex calciatore tedesco Rangnick, anche se resta ancora incomprensibile con quale ruolo. Direttore sportivo, allenatore, o entrambi? Sta mattina Il Corriere dello Sport riporta le prime parole dello stesso Rangnick riguardo all’interessamento del Milan nei suoi confronti :

“C’è stato un interessamento, ma con il coronavirus ci sono state altre cose da considerare, oltre a pensare se Rangnick fosse l’uomo giusto per loro…Non sono interessato agli aspetti finanziari, per me si tratta di avere una certa influenza, che non c’entra con il potere…”

La dichiarazione chiarisce poco sul ruolo che andrà a ricoprire nel caso venisse arruolato dal Milan, l’unica cosa specificata dall’allenatore tedesco è che per accettare avrebbe bisogno di libertà d’azione, capacità di influenzare e prendere decisioni. Aspettiamo ancora, dato che in casa Milan ci sono numerose faccende irrisolte, su tutte il futuro di Maldini e Zlatan, ancora a Stoccolma nonostante il richiamo della società.  Se dovesse davvero arrivare Rangnick Maldini lascerebbe la società rossonera, dato che già a febbraio aveva espresso dei forti dubbi sul profilo indicato da Gazidis. Poi ci sono Almstadt e Moncada che nell’ultimo periodo sono nelle grazie dell’amministratore delegato, intenzionato ad affidare al primo il ruolo di direttore sportivo ed al secondo quello di capo scout.

 


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Milan, Castillejo: “Una fortuna Ibra con noi. Con condizioni ok riprendiamo”

Il giocatore del Milan Samu Castillejo ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo As nella quale ha analizzato il difficile momento, la sua avventura il maglia rossonera e la volontà di ricominciare a giocare “Mi manca, voglio sentire il campo. Spero che la situazione migliori: è la cosa più importante ora. Paolo e Daniel Maldini sono stati contagiati ma hanno gestito bene la malattia e per fortuna sono già guariti: quando il virus ti si avvicina in questo modo, hai davvero paura”.

Sugli allenamenti e sul suo contratto con il Milan “Aspetto che ci siano condizioni per giocare di nuovo. Noi alterniamo un giorno di allenamento in video a un altro con il lavoro aerobico che ci inviano. Abbiamo la necessita’ di un po’ di tempo per la preparazione, mi sento infatti dopo stanco dopo il lavoro sulla forza. Per quanto riguarda il mio futuro vorrei restare qui a lungo. Il 2020 era iniziato bene: ho giocato ogni partita ad un buon livello. Speriamo che continui. Il primo anno è stato di adattamento, è difficile mostrare il proprio valore giocando 15 minuti e una partita da titolare ogni due o tre settimane. Il cambiamento nasce sempre quando ti mettono alla prova, al di là dei sistemi. Se c’è fiducia e ti fanno sentire importante, entri in un buon clima con te stesso”.

Parole al miele per Zlatan Ibrahimovic

“È stato grandioso, è un ragazzo molto umile. Va d’accordo con tutti, fuori dal campo è molto simpatico. Durante gli allenamenti sa dare consigli, è venuto per aiutarci: condividere lo spogliatoio e il campo con lui ti insegna molto”.

Fino all’interruzione della Serie A lo spagnolo aveva disputato 19 partite segnando una rete e fornendo 4 assist.

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Calciomercato e non solo: tutti le incognite della Serie A dopo il 30 giugno

Calciomercato, questione stipendi…quante incognite nella Serie A che cerca una soluzione per ricominciare. Il calcio italiano ha l’obbligo di trovare soluzioni efficaci ed intelligenti per evitare di cadere in un burrone giuridico che rischia di inghiottire le relative certezze di questi tempi pieni di affanni. Dal 1° luglio, infatti, con chi giocheranno i calciatori col contratto in scadenza? E quelli in prestito da chi verranno pagati? La maggior parte delle squadre di Serie A ha in casa problemi di questo tipo, secondo La Gazzetta dello Sport.

Il calciomercato si prospetta ingarbugliato. Che dire di Mertens? Il belga non ha ancora rinnovato con il Napoli e dal 30 giugno in poi è in teoria libero di giocare con chi meglio ritiene. Ovvio, è un caso limite, ma non inverosimile. Alla stessa stregua il Milan che sta pensando di rinnovare il contratto a Ibrahimovic, rischia di restare in mezzo al guado. Situazione diversa per i romanisti Smalling e Mkhitaryan, per i quali la Roma ha strappato un accordo, rispettivamente con Manchester United e Arsenal, per il prolungamento del prestito oltre il 30 giugno. Capitolo Kulusevski: a luglio vestirà ancora la maglia del Parma o sarà già a Torino?

Per non dimenticare, poi, la spina degli stipendi. Molte società in queste settimane hanno dialogato coi giocatori per dilazionare il pagamento degli emolumenti da febbraio in poi o per concordare eventuali tagli. Un braccio di ferro pericoloso che alla lunga ha portato a molti rinvii.

Nel calderone dei problemi ci sono anche le date del mercato. Su questo argomento la Fifa, all’inizio della tempesta, ha parlato di una finestra unica da luglio a fine gennaio. Qualcuno si è illuso che ci fossero le porte aperte ad un maxi mercato. Poi, la correzione di Infantino e dei suoi collaboratori ha chiarito che le singole federazioni dovranno delimitare i tempi delle contrattazioni, per evitare pericolose sovrapposizioni con il campionato in corso. Ma questo è il punto dolente: quando si avranno le idee più chiare sulla sfera agonistica e su quella contrattuale? Per ora regna la confusione

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Milan, contatti continui Maldini-Gazidis. Vicina al conferma dell’ex capitano?

Contatti con Gazidis: la storia continua?

L’ad del Milan Ivan Gazidis presto dovrà affrontare il nodo legato alla conferma in dirigenza di Paolo Maldini. L‘ex capitano ascolterà la proposta dell’amministratore delegato e accetterà di restare solo nel caso in cui non gli venga proposto un ruolo depotenziato rispetto a quello attuale. Maldini viene descritto molto positivamente in termini di coinvolgimento in questo periodo di attività particolare, a cominciare dalle tante video conferenze che sta tenendo proprio con l’amministratore delegato. Inutile dare qualcosa per scontato in vista del prossimo futuro, la partita resta tutta da giocare. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Il fatto che Maldini venga descritto come molto attivo in termini di contatti con Gazidis potrebbe essere un indizio a favore del fatto che la società si sia finalmente decisa ad accontentare l’ex capitano e leggenda (e con lui probabilmente anche i tifosi), mettendo da parte la diffidenza post-licenziamento di Boban e  assegnandoli gli incarichi sostanziali che richiedeva e che poneva come condizione per la permanenza all’interno dell’organigramma del Milan. Se così fosse bisognerebbe poi valutare il grado dell’incidenza di Maldini: se sarà coinvolto nelle scelte di mercato (e in tal caso, quali paletti in termini economici gli saranno posti), nell’eventuale esonero/conferma degli allenatori, nella gestione dei rapporti giocatori-tecnico-società.

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Milan, nessun contributo al risarcimento di Leao allo Sporting

 

Rimane problematica per Rafael Leao la sentenza del Tas di Losanna, che condanna il portoghese al pagamento di 16,5 milioni di euro in favore dello Sporting Lisbona, da cui si era liberato in seguito agli episodi di violenza con una parte della tifoseria nel 2018 per poi firmare con il Lille. In Portogallo si è scritto che Jorge Mendes (procuratore, tra gli altri, di Cristiano Ronaldo) vorrebbe coinvolgere il Milan nel pagamento di una parte di questa cifra per sostenere Leao; niente di tutto questo, il club rossonero ritiene di aver già abbondantemente investito  su Leao tra cartellino e stipendi, lo ha comprato dal Lille e non certo a parametro zero. Dunque, la speranza di tutti è che l’annullamento della sentenza possa essere il finale della storia dopo la contromossa di Mendes e degli avvocati che stanno difendendo Leao.

Il Milan crede molto nel giovane a prescindere dalle scelte tecniche del futuro e vorrebbe blindarlo, anche a fronte delle chiamate che potrebbero arrivare dalla Premier (e che sono già arrivate nella scorsa sessione di mercato). L’impressione è che per ora il suo potenziale si sia espresso solo in parte, e c’è l’intenzione di vedere Leao sbocciare in rossonero. 

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