Bologna, secondo tampone negativo per il membro dello staff di Mihajlovic

Bologna, secondo tampone negativo per il membro dello staff di Mihajlovic

Buone notizie in casa Bologna, secondo quanto riportato da La Repubblica. All’indomani del sospetto caso di positività che era emerso dagli ultimi esami effettuati martedì, il secondo tampone cui è stato sottoposto uno degli uomini dello staff del tecnico Sinisa Mihajlovic è risultato negativo.

In una nota il club precisa che servirà comunque un altro test per essere al riparo da ogni rischio. Nelle prossime ore verrà effettuato un ulteriore e definitivo esame di approfondimento. In via precauzionale comunque l’allenamento di oggi sarà in forma individuale.

La notizia del sospetto caso di positività s’era abbattuta ieri, proprio alla vigilia del delicato incontro tra Governo e Lega Serie A per la decisione finale sulla ripresa del campionato il prossimo 13 giugno. Il Comitato tecnico-scientifico ha confermato la necessità di tenere in quarantena per due settimane le squadre coinvolte da casi di positività, ipotesi avversata dai vertici del calcio italiano, che vedono in questa limitazione la fine di ogni possibilità di concludere il campionato. Secondo le ipotesi vagliate dalla serie A, il Bologna dovrebbe tornare in campo il 20 giugno contro la Juventus.

A questo punto dell’anno l’accertamento di un caso positivo tra i giocatori o lo staff di una squadra di Serie A sarebbe un colpo durissimo: significherebbe dover mettere tutto il gruppo in quarantena per 14 giorni, ma senza le strutture adeguate per garantire questo tipo di isolamento. Vorrebbe dire inoltre uno stop degli allenamenti che andrebbe ad alterare degli equilibri già di per sé sconvolti dall’emergenza: l’inizio del campionato verrebbe rinviato a date che difficilmente permetterebbero una conclusione in tempi ragionevoli.

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Bologna, ieri il primo allenamento. Mihajlovic oggi in campo da solo

Bologna di nuovo in campo, si allena anche Mihajlovic!

Da ieri anche i rossoblù sono tornati a lavorare: un’ora di corse e ripetute 57 giorni dopo l’ultima volta. Sedute rigorosamente individuali, senza palloni e senza attrezzi (sono chiuse tutte le strutture del centro sportivo Galli ad eccezione dei campi) e con un protocollo chiaro per poter accedere all’allenamento. Quindici  giocatori della prima squadra hanno svolto l’allenamento, tra cui Poli Orsolini che sono arrivati già cambiati e con l’acqua portata da casa. I parcheggi sono stati distanziati e la temperatura dei giocatori è stata misurata all’ingresso del centro. Erano presenti un medico e un preparatore, che hanno seguito tutto all’interno della struttura grazie alle immagini delle telecamere. La squadra ha lavorato su tre campi, per i portieri Skorupski Da Costa è stato predisposto un programma specifico di corsa, mobilità articolare, balzi e circuiti, senza pallone. Gli altri sono stati disposti su tre corsie verticali tracciate per ogni campo, da 20 metri di larghezza e separate di 3 metri l’una dall’altra. I lavori si sono basati sulla corsa, l’attivazione e la mobilità generale per agire su resistenza e rieducazione alla corsa. Lo staff ha richiesto ai giocatori di non esagerare per evitare il rischio di infortuni; il ritorno ad una condizione normale di corsa richiederà quattro settimane di lavoro.

Di oggi invece la notizia secondo la quale Sinisa Mihajlovic sta facendo una seduta di allenamento individuale a Casteldebole. Alle 10.00, secondo quanto riportato da Sky Sport, l’allenatore del Bologna ha varcato i cancelli del centro sportivo, dirigendosi sul campo, correndo e facendo addominali, come ieri ha fatto la squadra.

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Mihajlovic, in arrivo il risarcimento dallo Sporting Lisbona

Mihajlovic, in arrivo il risarcimento dallo Sporting Lisbona.

Lo Sporting Lisbona potrebbe dover risarcire il tecnico serbo di ben 3 Milioni di Euro. Questa la notizia battuta dal giornale portoghese A Bola, che riporta come la questione tra il club e l’attuale tecnico del Bologna potrebbe finire in tribunale, con una richiesta di risarcimento da parte dell’entourage di Sinisa.

La questione nasce nel 2018, quando il club biancoverde scelse Mihajlovic per la propria panchina, ma dopo appena una settimana arrivò  la scelta shock di licenziare il tecnico serbo, a causa del cambiamento di proprietà, con il licenziamento del presidente Bruno de Carvalho. Miha aveva firmato un triennale da 2 milioni a stagione, e già all’epoca chiese una buona uscita che non arrivò.

Il caso è rimasto aperto in questi due anni ed ora sarà il tribunale a decidere sul da farsi, con il club portoghese che probabilmente sarà costretto a risarcire per danni l’allenatore del Bologna, per una cifra di circa 3 Milioni, valutata dall’entourage di Sinisa.

Una battaglia da vincere per Mihajlovic, anche se sicuramente non la più importante del suo anno delicato.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Riccardo Orsolini: “il calcio mi manca”

Riccardo Orsolini: “il calcio mi manca”

Riccardo Orsolini, talentuosissimo esterno del Bologna classe ‘97, si è raccontato in una lunga intervista su Instagram a Cronache di Spogliatoio dove ha parlato di se stesso come persona, del suo ruolo in campo e della sua carriera. Andiamo a vedere le cose più interessanti dette dal giovane attaccante dei rossoblù.

Parlando in generale del calcio ha dichiarato: «Il calcio mi manca un casino, è un dramma per tutti. Non potendo uscire di casa e fare attività fisica è un po’ dura. Mi sto attrezzando ma è difficile. In casa ho un tapis roulant per svagare la mente. Io non ho una villa con megapiscina e palestra, ma mi adatto»

Riguardo al suo modo di giocare: «Giocare con entrambi i piedi è una dote naturale, fin dalle giovanili sono stato predisposto a fare la giocata. Nel vivaio ero piccolino e facevo fatica, poi sviluppandomi in Prima Squadra ho rafforzato il mio fisico, mi sono sviluppato ma mantenendo le caratteristiche che mi contraddistinguono. La mia è una dote preziosa: sono un esterno mancino e non ce ne sono tanti a giro, soprattutto in Italia»

Sull’apporto che il tecnico Siniša Mihajlović gli ha dato: «Ho fatto uno step mentale che mi è servito per avere maggiore sicurezza in campo: sentirmi meno bellino in campo e più concreto. Mi ha aiutato molto Mihajlovic, mi sento completamente cambiato come giocatore e come uomo rispetto a due anni fa. Posso dare sicuramente molto di più, sono giovane. Mi sono trovato bene fin da subito. Venivo da una mezza stagione in cui non giocavo quasi mai titolare, mi avevano cambiato ruolo. Appena arrivato mi ha buttato dentro titolare ed esterno. Mi ha dato continuità e fiducia»

Sul passaggio dall’Ascoli alla Juventus:  «Venivo da una piccola realtà, avevamo le strutture ma non come a Torino. Mi sono trovato in un JMedical stracolmo di persone, dai giornalisti ai fotografi. Ho chiesto al mio procuratore: ‘Ma stanno qua per me, non è che c’è qualche altro giocatore a fare le visite?’. Vedere la loro organizzazione mi ha fatto effetto. Non la vedevo mai in allenamento. Andavano al doppio, venivo dalla Serie B e l’intensità era diversa. Mi sono trovato a disagio, non ne beccavo mezza. Mi dicevo: ‘Ma come faccio?’. Lì ho capito di non essere pronto per quel palcoscenico in quel momento. Ho capito che dovevo mettermi sotto per colmare quel gap. Sono convinto che fosse questione di ritmo: una volta acquisito, con le tue qualità riesci a confrontarti con campioni del genere»

Nonostante le parole di Walter Sabatini, che nella scorsa finestra di mercato dichiarò che Orsolini “vale 70 milioni” e che “non è comunque sul mercato”, nelle ultime ore si registrano gli interessi della Juventus, della Sampdoria e della Lazio sul ragazzo.

 

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De Vrij all’Inter: ecco i 5 migliori trasferimenti dalla Lazio ai nerazzurri

Secondo i maggiori quotidiani sportivi italiani, l’Inter avrebbe raggiunto nella giornata di ieri l’accordo con Stefan de Vrij, difensore centrale in scadenza con la Lazio. Sabatini a Ausilio hanno raggiunto l’intesa con l’entourage dell’olandese su una base di un accordo quinquennale da 4,2 milioni di euro più bonus a stagione. I nerazzurri hanno così battutto la concorrenza di Barcellona e Manchester City, e il 26enne andrà a far coppia con Skriniar nella prossima stagione, con Miranda a fare da chioccia. Andiamo a scoprire quali sono stati i migliori trasferimenti di mercato degli ultimi anni dalla Lazio all’Inter.

Christian Vieri 99/00

Bobo Vieri è stato il primo giocatore che nel nuovo millennio ha percorso la tratta Roma-Milano. Il bomber della nazionale è stato acquistato dal presidente Moratti per la spettacolare cifra di 100 miliardi di lire (circa 47 milioni di euro), un’investimento che ha dato molti frutti: il 44enne ha giocato con la maglia nerazzurra per sei stagioni, collezionando 123 goal in 190 presenze. L’unico rammarico è non aver vinto nemmeno un titolo con quei colori, nonostante la coppia d’attacco con Ronaldo fosse sulla carta una delle più forti di tutti i tempi.

Hernan Crespo 02/03

Arrivato a Milano l’ultimo giorno di mercato, l’argentino doveva essere il sostituto di Ronaldo, partito alla volta di Madrid. Dopo la prima stagione poco fortunata, e una parentesi al Chelsea e al Milan, l’ex giocatore del Parma è riuscito a segnare 45 reti in 116 presenze. Non può essere considerato un flop, ma tenendo di conto della cifra spesa da Moratti (ben 37 milioni di euro), il rendimento di Hernan Crespo è stato inferiore alle aspettative. Con la maglia nerazzurra ha vinto 3 Scudetti e 4 Supercoppe Italiane.

Dejan Stankovic 03/04

Nel mercato invernale del 2004, per 4 milioni di euro più un certo Goran Pandev, arrivò Dejan Stankovic sotto richiesta di Alberto Zaccheroni. Il centrocampista serbo ha fatto le fortune di molti allenatori all’Inter, fino al ritiro nell’estate del 2013. L’attuale 39enne è stato protagonista di molte vittorie, tra cui quella del Triplete con Mourinho: nel suo palmarès nerazzurro troviamo una Champions League, 5 Scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe e un Mondiale per Club. Le sue 326 presenze e i suoi 42 goal sono un lieto ricordo per ogni tifoso nerazzurro.

Sinisa Mihajlovic 04/05

Nell’estate del 2004, l’allora 35enne Sinisa Mihajlovic, passò a parametro zero dalla Lazio all’Inter, dove vi rimase fino al 2006, anno del suo ritiro dal calcio giocato. La storia d’amore è continuata negli anni successivi, con il serbo nei panni di vice allenatore di Roberto Mancini. Il difensore mancino ha chiuso la carriera con 43 presenze e 6 reti con la maglia nerazzurra. Memorabile il “pari o dispari” con Adriano per decidere chi dovesse battere un calcio di punizione.

Goran Pandev 09/10

L’ultimo grande acquisto risale al gennaio del 2010, quando Goran Pandev riuscì a liberarsi del contratto con la Lazio di Lotito per approdare, non senza polemiche burocratiche tra le due società, alla corte di Mourinho. Alla vincita del Triplete ha contribuito anche il macedone che, alternandosi con il giovane Balotteli, è risultato decisivo per il raggiungimento dello storico traguardo. L’attuale attaccante del Genoa ha chiuso gli anni in nerazzurro con 69 presenze, 8 reti segnate, una Champions League, uno Scudetto, 2 Coppe Italia, una Supercoppa e un Mondiale per Club. Ricordiamo che il passaggio all’Inter è stato un ritorno per il macedone, che si è calcisticamente formato nelle giovanili della società milanese.




Torino, ufficiale l’esonero di Mihajlovic: Mazzarri in pole

Arriva un pò a sorpresa l’esonero di Sinisa Mihajlovic. L’ormai ex allenatore del Torino, dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Juventus, ha ricevuto nella notte la telefonata dal ds Petrachi che lo informava della decisione presa dalla società. Difficile pensare che il sollevamento dall’incarico sia frutto solo della sconfitta contro i bianconeri: i Granata si trovano in 10° posizione in Serie A, a -5 dalla zona europa, risultato che non ha soddisfatto Cairo e il resto dei dirigenti. Dopo aver saputo dell’esonero, Belotti e una delegazione di giocatori, è andata a salutare calorosamente e affettuosamente quello che  per un anno e mezzo è stato il loro allenatore. Secondo La Gazzetta dello Sport, il tecnico si è intrattenuto con loro abbracciandoli ed è scesa anche qualche lacrima. Walter Mazzarri è il primo candidato per prendere il posto del serbo.




Torino, Mihajlovic su Milinkovic-Savic: “La punizione del portiere? Niente di strano, ha un ottimo tiro”

Ieri sera è successo un fatto alquanto inusuale in una partita di pallone. Durante il match di Coppa Italia tra Torino e Carpi, nei minuti di recupero e con il risultato già deciso a favore dei Granata, il portiere Vanja Milinkovic-Savic si è incaricato di battere un calcio di punizione: il risultato è stato un tiro potente e preciso, che per sfortuna si è fermato sulla traversa. Il fratello del centrocampista della Lazio ha sorpreso tutti e ha ricordato ai più nostalgici Ceni e Chilavert, due goleador con i guantoni. Probabile ci sia stato anche lo zampino di Mihajlovic, che al termine del match ha dichiarato: “La punizione di Milinkovic-Savic? L’avrei fatto tirare anche se non fosse stato recupero, ha un tiro potente e preciso. Non c’è niente di strano”.




Torino, Mihajlovic nel post partita: “Un buon punto. Aspettiamo che gli attaccanti si sblocchino”

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Milan: “Abbiamo fatto un buon punto contro una diretta avversaria, in due partita a San Siro siamo usciti imbattuti. Una grande partita difensiva, potevamo fare qualcosa in più in fase di possesso nel primo tempo. Quello che ci manca sono i punti persi nei pareggi in casa come contro il Verona, comunque siamo ad un punto dall’Europa League. Quando avremo i gol degli attaccanti miglioreremo ancora la classifica. Dovevamo avere più peso in avanti, ho fatto giocare Niang per avere maggior velocità per le ripartenza facendo molto meglio come Belotti che gli manca quel gol per sbloccarsi. I pareggi in casa sono frutto della occasioni non sfruttate, quest’anno infatti il Gallo ha segnato tre gol invece dei dieci dello scorso anno. Mi fido di loro per il futuro e crescerà il nostro peso offensivo. Belotti deve rimanere sereno e non deve avere tutta sta foga per per fare gol poi arriveranno se sta sereno. Mi fido di lui come di tutti i miei giocatori”.




Torino, Mihajlovic nel post partita: “Dispiaciuto e arrabbiato. Belotti rimane il rigorista”

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni  al termine del match pareggiato 1-1 contro il Chievo Verona: “Dispiaciuto e arrabbiato. Abbiamo fatto sempre la partita, anche se il Chievo è partito meglio. Abbiamo avuto 6-7 palle nitide, preso una traversa, sbagliato un rigore. Poi se non segni i giocatori si abbattono e perdono lucidità ed energie. Facciamo troppa fatica a fare un gol. Belotti è il rigorista e quest’errore non cambia niente. Lui deve stare tranquillo perchè ci mette troppa foga. Deve lavorare per la squadra con calma e il gol arriverà. Il rigore lo ha battuto lui come è giusto che sia. Ha sbagliato, tirandolo male, e Sorrentino è stato bravo. Si va avanti”.