Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Festeggia oggi i suoi 81anni Giovanni Trapattoni, il Trap. Nella storia del calcio italiano risulta attualmente l’allenatore più vincente a livello di club e uno tra i più titolati al mondo. Nella sua esperienza in panchina il Trap a livello nazionale ha vinto 7 campionati in Italia e uno in Germania, Portogallo e Austria. A livello internazionale altri sette titoli, vittorie che lo rendono il sesto allenatore al mondo per trofei conquistati.

Da calciatore ha vestito solo le maglie di Milan e Varese, dopo esser cresciuto tra le fila del Cusano Milanino. Va detto che anche da giocatore ha sempre avuto un feeling speciale con le vittorie, portandosi a casa i rossonero tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati, una Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Da allenatore, però, ha dato il suo meglio, in particolare modo nella sua parentesi alla guida della Juventus con cui ha vinto tutto tra Campionati (6), Coppe Italia (2), Coppe Uefa (2), una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale.

Oltre al bianconero in Italia ha allenato anche il “suo” Milan, l’Inter (con cui ha vinto un Campionato, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa), il Cagliari e la Fiorentina. All’estero, dove ovviamente ha vinto, ha allenato il Bayern Monaco (una Bundesliga, una Coppa di Lega Tedesca, una Coppa di Germania) il Benfica (un Campionato Portoghese) e il Salisburgo (un Campionato Austriaco).

A livello di Nazionale il Trap ha allenato l’Italia nel Mondiale di Corea-Giappone del 2002 (vi ricordate di un certo Byron Moreno?) e nell’Europeo di Portogallo 2004 (il famoso biscotto tra Svezia-Danimarca). Ha allenato anche la Nazionale Irlandese dal 2008 al 2013, sua ultima avventura in panchina prima di annunciare il ritiro.

Famose le sue sfuriate, tra le quali le più celebri senza dubbio quando allenava il Bayern Monaco.

Un signore dentro e fuori dal campo.

Tanti auguri grande Trap, da tutta la redazione di RadioGoal 24!

 


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

A libro paga dei presidenti di Serie A non ci sono solamente calciatori ed allenatori, c’è un mondo di lavoratori, “gli altri dipendenti”, che costano circa 95 milioni all’anno. La Serie A, come è stato più volte ribadito, è ormai una delle industrie più floride del nostro paese, che, non considerando i calciatori e gli allenatori, conta circa 1600 dipendenti; far proseguire il campionato sarebbe importante sopratutto per loro, che non godono delle stesse tutele dei calciatori milionari. Gli ultimi dati pubblicati dalle squadre di Serie A per la stagione in corso, e riportati da Calcio e Finanza,  ci dicono che i dipendenti non tesserati sono 1581 ed che il numero di personale cambia di società in società: la Juventus conta 250 dipendenti, Roma, Udinese, Inter e Milan ne hanno più di 100, mentre il Brescia solo 10. Se si butta un occhio sui costi annuali dei non tesserati troviamo Inter, Juventus e Roma in cima alla classifica, i nerazzurri investono ogni anni 18,8 milioni, la Juventus 14,4 e la Roma 13,6.; è’ ovvio che questi dati sono gonfiati dai maxi contratti che percepiscono alcuni dirigenti. Mentre le cifre più basse vengono spese da SPAL (750 mila euro), Lecce (493 mila euro) ed Hellas Verona (533 mila euro)( con il Brescia che non fornisce dati specifici). Gli ” altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni, mentre lo stipendio medio si aggira sui 55 mila euro; riprendere il campionato significherebbe anche salvare posti di lavoro, non solo tornare a guardare lo sport più bello del mondo.

 


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Juventus, parla Rugani: “Mi ritengo fortunato”

È stato il primo calciatore di Serie A a risultare positivo al Covid-19, Daniele Rugani rompe il silenzio e tramite Juventus TV ha rilasciato le prime dichiarazione per rassicurare tutto l’ambiente ed il mondo del calcio dei grandi: “Mi ritengo fortunato, è stata una bella botta perché sono stato il primo nell’ambiente calcio. Aldilà di questo sono stato bene e spero che il mio caso sia stato utile a sensibilizzare tutti sulla gravità di questo problema“.

Dichiarazioni importanti in questo momento storico nel quale solo verità e racconti certi possono aiutare, il difensore nato a Lucca classe ’94 è risultato positivo ma asintomatico, ossia senza complicanze di genere della malattia che sta mettendo in ginocchio l’Europa: “Sto bene, voglio tranquillizzare tutti. Sono sempre stato abbastanza bene, non ho avuto alcun grave sintomo”, ha detto dunque lo juventino che ha voluto anche sottolineare la parte psicologica dell’apprendere una notizia del genere, soprattutto quando si tratta del primo caso nel proprio ambiente: “E’ stata una botta perché c’è stato un boom mediatico fortissimo. In pochi minuti mi hanno scritto tante persone. Li ringrazio tutti. Sto bene, potete stare tranquilli. Supererò anche questa, la supereremo tutti. Speriamo di ripartire al massimo insieme”.

Al momento la situazione in casa Juventus resta tranquilla, lo staff è completamente in quarantena, fatta eccezione per CR7 che come ben si sa, si trova dalla famiglia in Portogallo, dove sta comunque osservando i 14 giorni di isolamento.

Parole, quelle di Rugani, che ci danno un altro specchio della realtà che stiamo vivendo, una realtà che non ha colori, squadre, gerarchie o privilegi economici.


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Juventus-Lokomotiv Mosca: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Martedì 22 ottobre alle ore 21:00 andrà in scena la partita che vedrà protagoniste la Juventus di Maurizio Sarri e la Lokomotiv Moska di Yuri Semin. All’Allianz Stadium i bianconeri scenderanno in campo con 4 punti in classifica, dopo il pari con l’Atletico e la vittoria sul Leverkusen, giocandosi una buona fetta della qualificazione agli ottavi di finale. I russi vedono la Juventus ad un solo punto di vantaggio e cercheranno il colpaccio per ribaltare la situazione nel girone. Maurizio Sarri dovrebbe optare ancora una volta per il 4-3-1-2, con Douglas Costa, Ramsey e De Sciglio assenti, oltre a Chiellini. Tra i pali torna Szczesny, dopo il turno di riposo in campionato contro il Bologna. La difesa sarà composta da Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro. A centrocampo il trio composto da Pjanic, Khedira e Matuidi, mentre in avanti dovrebbe essere confermato il tandem Higuain-Ronaldo con Bernardeschi alle loro spalle ad agire da trequartista. Gli ospiti dovrebbero adottare il 4-3-3, con l’ex di giornata Howedes in dubbio e con Joao Mario che partirà dal primo minuto. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Juventus-Lokomotiv Mosca:

Juventus-Lokomotiv Mosca probabili formazioni:

Probabile formazione Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi; Higuain, Ronaldo. All. Sarri

Probabile formazione Lokomotiv Mosca (4-3-3): Guillerme; Ignatyev, Corluka, Höwedes, Idowu; Barinov, Murilo, Krychowiak; Al. Miranchuk, Eder, Joao Mario. All. Semin

Juventus-Lokomotiv Mosca quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
1.216.25142.251.602.351.53
1.196.5013.502.251.602.351.53
1.196.75162.351.552.351.55

Juventus dunque favorita con l’uno quotato tra l’1.19 e l’1.21. Consigliamo altre due scommesse: l’Over 2.5 la cui variazione va dall’1.55 all’1.60 e il Goal quotato 2.35.

Juventus-Lokomotiv Mosca dove vederla in TV

La partita di Champions League sarà in esclusiva su SkySport1 e SkyCalcio2, ma la potrete anche seguire tramite pc, laptop, tablet o smartphone grazie al servizio di SkyGo.

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Juventus-Bayer Leverkusen: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Dopo le tre faticose vittorie consecutive in campionato con Hellas, Brescia e Spal la Juventus torna giocare in Champions con un Dybala ritrovato. I bianconeri ancora non convincono eppure non hanno ancora mai perso in stagione: 5 vittorie e 2 pareggi, con Fiorentina e Atletico Madrid. La situazione nel girone è ancora sotto controllo ma vincere oggi è fondamentale per salire in vetta al raggruppamento che, ad oggi , vede la Lokomotiv Mosca in testa con tre punti grazie al successo ottenuto proprio contro i tedeschi nel primo turno. Sarri dovrebbe optare per il 4-3-1-2 con Ramsey che si muoverà tra le linee, l’unico dubbio di formazione al momento riguarda il compagno di reparto di Ronaldo: ballottaggio serratissimo tra il ritrovato Dybala ed Higuain. Il Leverkusen dopo i giri a vuoto con il Dortmund ( sconfitta 4-0 ) e con la Lokomotiv Mosca (sconfitta 1-2) ha ripreso a macinare punti in Bundes vincendo 2-0 con l’Union Berlino e 0-3 con l’Ausburg. Rispetto all’ultima uscita Bosz potrebbe cambiare i terzini: dovrebbero infatti accomodarsi in panchina Sinkgraven e Weiser per lasciar spazio a L.Bender e Wendell. Ballottaggio anche tra Dragovic e Tah. A centrocampo ed in attacco si va verso la conferma di tutti gli effettivi che hanno strapazzato l’Ausburg nel fine settimana. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Juventus-Bayer Leverkusen:

Juventus-Bayer Leverkusen probabili formazioni:

Probabile formazione Juventus (4-3-1-2): Szczeny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Kedhira, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Higuain, Ronaldo All. Sarri

Probabile formazione Bayer Leverkusen (4-2-3-1): Hradecky; L.Bender, Dragovic, S.Bender, Wendell; Baumgartlinger, Aranguiz; Havertz, Amiri, Volland; Alario. ALL. Bosz

Juventus-Bayer Leverkusen quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
2.603.302.751.851.851.662.10
2.503.302.701.911.831.652.10
2.563.252.841.891.851.642.17

Juventus dunque favorita con l’uno quotato tra l’1.57 e l’1.60. Consigliamo altre due scommesse: l’Over 2.5 la cui variazione va dall’1.60 all’1.61 e il Goal quotato tra l’1.70 e l’1.72.

Juventus-Bayer Leverkusen dove vederla in TV

La partita di Champions League sarà in esclusiva su SkySport1, che potrete anche seguire tramite pc, laptop, tablet o smartphone grazie al servizio di SkyGo . Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.




Chi può davvero togliere il primo posto alla Juventus?

Cosa resta della nostra Serie A? Senza voler sminuire il lavoro di nessuno, la sensazione è che con Sarri, a queste condizioni, il campionato anche per la prossima stagione sembra già scritto. I bianconeri sono a 8 scudetti consecutivi, siamo quasi arrivati ad un decennio di dominio, un’eternità. Di questi 8 titoli solo due sono stati combattuti fino al termine, il primo contro il Milan di Allegri, ed il settimo contro il Napoli di Sarri, nelle altre sei occasioni più o meno ad Aprile già era tutto deciso. La cosa più grave è che anche oggi dietro la Juventus sembra ci sia stallo totale, o meglio, si muove qualcosa, ma lungi dall’essere abbastanza. Proviamo a passare velocemente in rassegna le squadre che vorrebbero impensierire i bianconeri: l’Inter, che si era presentata alla griglia di partenza della stagione 2018-2019 come la più credibile avversaria di Cr7 e compagni ha ampliamente deluso, la squadra in tre mesi si è sgretolata ed ha mostrato tutti i limiti di una costruzione quantomeno confusionaria. Marotta dovrà fare la differenza e prendersi la responsabilità delle nuove scelte, si riparte da Antonio Conte e Godìn, c’è da pelare la “gatta Icardi” e da completare un centrocampo parso troppe volte sterile. Il Napoli ha timidamente provato a seguire il passo dei bianconeri, ma la distanza è parsa anche in questo caso assai marcata. Gli azzurri hanno una rosa rodata e ben costruita negli anni, ma mancano ancora quei colpi d’esperienza che possano assicurare ricambi all’altezza per mister Ancelotti. Profili come Manolas e James sembrerebbero i più adatti per i partenopei, pochi acquisti, mirati e di qualità. Dietro queste due squadre solo terra bruciata per ciò che concerne la possibilità di competere per il titolo, nota di demerito per la Roma, che fino a qualche stagione fa sembrava lanciatissima per sfidare la Juventus, mentre oggi vede una sfilata di ex giocatori alzare trofei in giro per l’Europa ( Rudiger, Palmieri, Alisson, Salah) e si ritrova ad affrontare un delicatissimo momento societario. Nota di merito invece per l’Atalanta che ha un progetto sempre in crescita, il monte ingaggi si alza costantemente, e quando si vende qualche pezzo pregiato non tarda mai l’investimento mirato (oggi acquistato Muriel) per non rimanere indietro. Continueremo ad aspettare  i fine settimana, ma la speranza che la nostra Serie A ritorni quella di un tempo resta ancora molto lontana dalla realtà.




Juventus, la conferenza stampa di Massimiliano Allegri (LIVE)

Conferenza stampa Allegri – L’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri interverrà nella giornata di oggi  in vista del prossimo impegno di campionato.

Il tecnico bianconero ha parlato del match di domani, ore 12.30, contro il Genoa di Prandelli (qui le probabili formazioni di Genoa-Juventus), valido per la 28° giornata di Serie A. Vi ricordiamo che potrete seguire la radiocronaca della partita grazie a Radiogoal24 andando sulla sezione radio o sulla nostra pagina Spreaker

“In questo momento deve regnare l’equilibrio, come dovrebbe regnare sempre. La Juventus martedì ha fatto una cosa straordinaria, è riuscita a ribaltare il match d’andata. E’ stata una serata speciale e bella, e questo è il segnale più importante. Le cose vanno vissute e celebrate, ma una volta finito questo bisogna rituffarsi sul campionato perché abbiamo quattro partite prima della gara d’andata dei quarti di finale”.

Ronaldo verrà squalificato dall’UEFA?

“Assolutamente no. Martedì tutti hanno esultato e non ci sarà la squalifica. L’ho lasciato a casa, bisogna recuperare e ha giocato tanto. Poi ci saranno per lui le due gare della nazionale e per questo l’ho lasciato a casa”.

Sulla corsa Scudetto.

Ci mancano ancora cinque vittorie. Noi abbiamo bisogno dei tre punti e all’andata abbiamo lasciato due punti in casa, domani bisognerà fare la partita giusta. Non eravamo scarsi prima della gara di martedì, né siamo adesso già a Madrid. Ma dobbiamo fare un passo alla volta. Il Genoa in casa ha subito in casa la metà dei gol rispetto alle gare in trasferta. Domani sarà difficile, ma stiamo bene, sia fisicamente che mentalmente”.

Tornerà sui social?

“Sui social non torno assolutamente. Sono uscito perché ci volevo uscire, è molto semplice”.

 E’ stata la miglior gara della sua carriera?

“Non è stata la gara migliore della mia carriera perché non ho giocato. A parte il colpo di tacco che ho fatto, non ho giocato… Mi ha fatto molto piacere l’entusiasmo della gente allo stadio e dei tifosi. E’ stata una serata indimenticabile, mi ha fatto piacere vedere le persone emozionate. Non abbiamo fatto tirare calci d’angolo all’Atletico Madrid, su questo i ragazzi sono stati molto bravi”.

Cosa pensa dell’Ajax? Le piace questa formula?

“L’Ajax è una squadra veloce e con grande qualità. In casa è sempre molto difficile giocare, saranno due gare molto differenti da quelle con l’Atletico Madrid. E’ sbagliato pensare alle semifinali, c’è il quarto di finale. Ci sarà la prima gara ad Amsterdam e bisognerà mettere le basi per il passaggio del turno, bisogna concentrarci su quello che c’è bisogno da fare. In cinque giorni siamo passati dal fallimento all’essere già alla finale di Madrid. La formula mi piace, ora già si conosce il percorso”.

Che giudizio dà sulla squadra?

“Anche chi è entrato dopo, è entrato molto bene. Su tutti Dybala ha iniziato a fare le cose che sa fare, può essere un nuovo acquisto per gli ultimi tre mesi”.

Che può dire di Perin?

“Perin domani gioca”.

Cosa può dire di Mandzukic?

“Mandzukic è stato molto importante per noi, in entrambi i gol ha fatto la differenza perché con la sua fisicità portava via uno-due centrali di difesa. Ha fatto una buona partita, ma è normale che lui s’è sacrificato tanto. Domani o gioca lui o gioca Kean, che se non giocherà dall’inizio sarà un importante cambio a gara in corso”.

Come stanno gli infortunati?

“Cuadrado stamattina ha mosso le gambe meglio del solito, ma lo avremo solo per il finale di campionato. De Sciglio rientra lunedì e ci sarà con l’Empoli. Giovedì ci sarà un esame per Douglas Costa, e se andrà bene rientrerà per la prima gara di Champions. Barzagli è da valutare, Khedira sta facendo lavoro aerobico e appena ci sarà l’ok dei medici alzerà il ritmo degli allenamenti. E poi valuteremo in che condizione è, purtroppo per lui è stata un’annata sfortunata”.

Sull’assetto tattico visto martedì.

“E’ lo stesso visto a Madrid, solo che a Torino abbiamo fatto un filino meglio.

Debutteranno altri giovani?

“Nicolussi ha già debuttato con l’Udinese. Poi Kean è un 2000 che è da due anni con noi. Nicolussi tra i giovani è quello un po’ più pronto, abbiamo dei 2000 e dei 2001 con un’ottima tecnica, ma fisicamente sono un po’ più indietro”.

Cristiano Ronaldo come sta gestendo questo turnover?

“All’interno di una squadra l’allenatore non è un dittatore. Parla e si confronta, lui fisicamente è ok ma ha 34 anni e quest’anno ha giocato tantissime partite. In campionato, ha giocato molto più quest’anno rispetto allo scorso perché in questa stagione solo adesso ha deciso di rientrare in nazionale. Ieri gliel’ho detto e ha condiviso la mia scelta. Ma questo ragionamento non lo faccio solo con lui, lo faccio con tutti. Ogni stagione è diversa dalle altre”.

Cosa ha detto Andrea Agnelli dopo la partita?

“Io col presidente ho parlato a cena prima della partita. Un suoi pregio è che quando dice una cosa è quella, e allora ci siamo detti che a fine stagione tireremo le somme. Dopo la partita, certo, eravamo tutti felici e ci siamo abbracciati”.

Come stanno Chiellini, Bonucci e Matuidi?

“Matuidi domani dovrebbe restar fuori, così come Chiellini”.

Vuole commentare l’esultanza di CR7?

“Martedì dopo l’esultanza dei 42mila allo stadio ci sarebbe da squalificarli tutti. E invece non sarà così, non la vedo come una cosa strana ma solo come una esultanza”.

Le emozioni vissute martedì potranno spingerlo verso la permanenza?

“Io le emozioni le vivo in quel momento specifico, poi mi devo staccare. Il mio futuro non dipendeva dal passaggio del turno, né da una eventuale eliminazione. A fine anno parlerò col presidente, poi ci saranno eventualmente altri confronti con Paratici e Nedved. Ma in questo momento non ha senso parlarne”.

De Ligt può diventare uno dei difensori più forti del mondo?

“Tutti parlano di lui come di uno dei migliori difensori al mondo, sicuramente sarà curioso vederlo dal vivo”.

 Domani a Marassi ci saranno due osservatori dell’Ajax.

“Vuol dire che si guarderanno Genoa-Juventus, noi vogliamo concentrarci sul campionato per arrivare alla conquista dello Scudetto”.

TERMINA LA CONFERENZA STAMPA




Juventus, sorteggio positivo: ma quali sono le insidie di questo Ajax?

Sono state sorteggiate, all’urna di Nyon, le 4 partite che comporranno i quarti di finale della Champions League 2018/2019. L’unica italiana rimasta, la Juventus, affronterà l’Ajax. Gli olandesi hanno battuto il Real Madrid agli ottavi di finale, grazie ad una partita storica al Bernaebeu, con 4 goal in casa dei campioni di Europa che difficilmente i tifosi si scorderanno. Diciamolo subito: ai bianconeri sono comunque andata bene, molto bene. La differenza tecnica è enorme e, anche se a questi livelli sottovalutare gli avversari può portare alla disfatta, alla squadra di Max Allegri serve solo rimanere concentrata per 180 minuti e fare il suo gioco. Nonostante tutto, l’Ajax è una squadra molto interessante, soprattutto per l’avvenire: il tecnico Erik ten Hag ha costruito un’impalcatura di giovani molto interessanti, come de Jong e de Ligt. Il centrocampista ed il difensore sono fra i più interessanti prospetti del calcio europeo e si sposano perfettamente con il 4-2-3-1 della squadra: gioco veloce, pressing asfissiante, doppie marcature e difesa a zona sui calci piazzati: servirà quinsi stare attenti anche alle due ali Ziyech e Neres, accotati spesso al calcio italiano; il primo ha disposizione grande tecnica, il secondo di una incredibile velocità. Molta attenzione anche alla punta titolare, Dusan Tadic: nonostante i 30 anni ha ancora l’anima e la passione di un ragazzino, pronto a mettersi a disposizione dei compagni ma a trovarsi pronto ad ogni occasione. In questa stagione le grandi soddisfazioni sono arrivate sopratutto in Champions League, visto che in campionato i lancieri sono solo secondi, a due punti di distacco dalla capolista PSV: la lotta al titolo è ancora aperta, ma il valore della rosa è sulla carta ben superiore a tutta l’Eredivise. Nei gironi di Champions League è invece riuscita a passare come seconda con ben 12 punti, solo due in meno del Bayern Monaco e +5 dalla terza Benfica: un ottimo risultato per una squadra che negli ultimi anni è sempre stata considerata solo un’ombra, di ciò che era in passato. Dopo aver affrontato una squadra al suo livello come l’Atletico Madrid, è ora di verificare se la Juventus sia maturata e pronta ad affrontare una sfida in cui ha solo da perdere.




L’onnipotenza calcistica di Cristiano Ronaldo: con lui la Juve può tutto

Questa sera Cristiano Ronaldo ha dimostrato perché è fra i più grandi calciatori della storia. Perché ha vinto cinque volte il Pallone d’Oro. Perché è costato 100 milioni. Perché ne prende 30 a stagione. Perché ha vinto cinque Champions League.

È un fenomeno calcisticamente onnipotente.

La Juventus aveva bisogno di fare tre goal ad una delle migliori difese d’Europa, un’impresa: ebbene ci ha pensato il 7, decisivo come sempre. Ha dato dimostrazione di cosa voglia dire essere un campione: lo è tecnicamente e mentalmente. Un carattere che lo ha portato a caricarsi le responsabilità sulle spalle, accettando una sfida che ha mangiato con ferocia.

CR7 ha distrutto con una tripletta memorabile l’Atletico Madrid, mostrando a tutti le qualità sovrumane che l’hanno portato dov’è ora. Con lui in campo si ha davvero la sensazione che tutto possa accadere.

Questa vittoria è anche una rivincita per Massimiliano Allegri, allenatore ingiustificatamente criticato da mesi: anche lui, nel momento decisivo, ha tirato fuori la maestria che serviva. Un tecnico formidabile e vincente, che sa come gestire una squadra di campioni.

Non sappiamo se la Juventus vincerà la Champions, ma la sensazione di onnipotenza ci fa pensare che quest’anno il trionfo sia vicino come mai lo è stato nell’ultimo decennio.

Cheapeu CR7.




Allegri ha costruito una Juventus perfetta nella sua normalità

Una Juve perfetta, trascinata dalla normalità di Ronaldo ed Allegri. E di uno stadio, che ha “normalmente” tifato. Una ordinarietà che appaga. E ripaga. Una Che significa reprimere tutti i numeri e le statistiche in partenza palesemente ostili. Che vuol dire rimontare davvero, non semplicemente sfiorare come accaduto a Monaco di Baviera e Madrid.

La migliore partita di stagione, erede di quella del Bernabeu di quasi un anno or è. Atteggiamento paziente in avvio, con tiki-taka tipicamente spagnolo diretto alla comprensione delle incertezze avversarie. Inizio di ripresa ruggente, con raddoppio immediato. E con i benefici della tecnologia e dei dispositivi vibranti dell’arbitro. Una successiva fase di transizione per opportunamente rifiatare e finale nuovamente arrembante per prevenire i supplementari. Tutto a fronte di una sola palla gol concessa.

I singoli. L’allenatore: preferenze iniziali (Bernardeschi e Spinazzola), quelle in corsa (Dybala per il mantenimento della palla a risultato in via di acquisizione), quelle minuto per minuto: da Matuidi a Cancelo terzini sinistri, per giungere alla designazione di Can laterale basso di destra.

La normalità di Ronaldo, si diceva. Tripletta in Champions, l’ottava al pari di Messi; 25 gol in 33 partite contro l’Atletico. Un normale Ronaldo di Coppa, che vince da solo. O, al più, sfruttando i presupposti dei compagni: come non esaltare la velocità trascinante di Bernardeschi all’84’, con beffa inferta ad un avversario subentrato ed indotto in errore?

Atletico e Simeone annichiliti, privati dell’ambizione di affermarsi in patria (finale al Wanda Metropolitano il 1 giugno), traguardo riuscito solo a Juve e Borussia a fine anni novanta.

Il tutto nella serata delle 500 gare bianconere di Chiellini, capitano.

Il tutto, soprattutto, nella serata del 12 marzo, ricorrenza di nascita dell’Avvocato Agnelli. Stella delle stelle juventine.