Milan, Gazidis a lavoro per convincere Maldini a restare

Milan, Gazidis a lavoro per convincere Maldini a restare

Gazidis continua a parlare pochissimo, prende le decisioni ma tende a non spiegarle, il che lo rende comprensibilmente molto distante dai tifosi ed anche da una parte della dirigenza. Si è sentito solo Paolo Maldini in queste settimane, costretto a rispondere a Rangnick, dopo che quest’ultimo si era lasciato andare a delle uscite infelici. L’ex capitano del Milan non sa ancora che strada prenderà nel prossimo futuro, ma ciò che è certo è che per rimanere al Milan vorrebbe avere chiarezza sul suo ruolo e non accetterebbe una posizione marginale, all’ombra dell’ex calciatore tedesco. Rangnick ha espresso le condizioni per venire al Milan, e diciamo che sono abbastanza pretenziose: ben 20 collaboratori da portare con sé, e la possibilità di avere un ruolo da manager all’inglese, quindi con l’ultima parola anche per quanto concerne la campagna acquisti. Maldini, spiega la Gazzetta dello Sport, a queste condizioni è difficile che accetti di rimanere al Milan, poiché andrebbe a ricoprire un ruolo da “para fulmine” nei confronti dei tifosi, ruolo per altro non adatto all’ex difensore della Nazionale, che si è sempre contraddistinto per la libertà di dire sempre la sua.

 

 

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Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Abbiamo più volte commentato nel corso di questa lunga quarantena le vicende di casa Milan. I rossoneri si avviano all’ennesima rivoluzione estiva e, nonostante tutte le polemiche con Maldini, Rangnick sembrerebbe essere ancora la scelta prediletta dell’amministratore delegato Gazidis. Sport Mediaset oggi riporta le “semplici” condizioni che convincerebbero l’ex calciatore tedesco a legarsi al Milan:

  • non vuole firmare esclusivamente per il ruolo di allenatore, bensì gradirebbe una posizione da “manager” all’inglese (con Moncada che verrebbe promosso a Direttore Sportivo).
  • pretenderebbe di portare con lui ben 20 collaboratori, non tutti inerenti al lavoro tecnico, ma anche degli scuoting, degli addetti al settore giovanile ed uno psicologo
  • ben 80 milioni da investire sul calciomercato, che di questi tempi si sa son disponibili per molte società italiane… 

L’ ultima richiesta, per essere esaudita, porterebbe alle cessioni di Kessie, Paquetà ed all’addio di Ibra per risparmiare sullo stipendio. Il principino ha parlato, ora la palla passa al Milan ed a Gazidis, mentre del futuro di Maldini si sa ancora pochissimo, ma diventa sempre più difficile immaginarlo in rossonero anche nella prossima stagione.

 


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Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

In casa Milan la confusione è doppia, oltre alle problematiche comuni legate alla sospensione o all’eventuale proseguimento del campionato, i rossoneri devono gestire l’ennesima rivoluzione estiva. Da mesi ormai l’amministratore delegato Gazidis sta corteggiando l’ex calciatore tedesco Rangnick, anche se resta ancora incomprensibile con quale ruolo. Direttore sportivo, allenatore, o entrambi? Sta mattina Il Corriere dello Sport riporta le prime parole dello stesso Rangnick riguardo all’interessamento del Milan nei suoi confronti :

“C’è stato un interessamento, ma con il coronavirus ci sono state altre cose da considerare, oltre a pensare se Rangnick fosse l’uomo giusto per loro…Non sono interessato agli aspetti finanziari, per me si tratta di avere una certa influenza, che non c’entra con il potere…”

La dichiarazione chiarisce poco sul ruolo che andrà a ricoprire nel caso venisse arruolato dal Milan, l’unica cosa specificata dall’allenatore tedesco è che per accettare avrebbe bisogno di libertà d’azione, capacità di influenzare e prendere decisioni. Aspettiamo ancora, dato che in casa Milan ci sono numerose faccende irrisolte, su tutte il futuro di Maldini e Zlatan, ancora a Stoccolma nonostante il richiamo della società.  Se dovesse davvero arrivare Rangnick Maldini lascerebbe la società rossonera, dato che già a febbraio aveva espresso dei forti dubbi sul profilo indicato da Gazidis. Poi ci sono Almstadt e Moncada che nell’ultimo periodo sono nelle grazie dell’amministratore delegato, intenzionato ad affidare al primo il ruolo di direttore sportivo ed al secondo quello di capo scout.

 


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Milan, contatti continui Maldini-Gazidis. Vicina al conferma dell’ex capitano?

Contatti con Gazidis: la storia continua?

L’ad del Milan Ivan Gazidis presto dovrà affrontare il nodo legato alla conferma in dirigenza di Paolo Maldini. L‘ex capitano ascolterà la proposta dell’amministratore delegato e accetterà di restare solo nel caso in cui non gli venga proposto un ruolo depotenziato rispetto a quello attuale. Maldini viene descritto molto positivamente in termini di coinvolgimento in questo periodo di attività particolare, a cominciare dalle tante video conferenze che sta tenendo proprio con l’amministratore delegato. Inutile dare qualcosa per scontato in vista del prossimo futuro, la partita resta tutta da giocare. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Il fatto che Maldini venga descritto come molto attivo in termini di contatti con Gazidis potrebbe essere un indizio a favore del fatto che la società si sia finalmente decisa ad accontentare l’ex capitano e leggenda (e con lui probabilmente anche i tifosi), mettendo da parte la diffidenza post-licenziamento di Boban e  assegnandoli gli incarichi sostanziali che richiedeva e che poneva come condizione per la permanenza all’interno dell’organigramma del Milan. Se così fosse bisognerebbe poi valutare il grado dell’incidenza di Maldini: se sarà coinvolto nelle scelte di mercato (e in tal caso, quali paletti in termini economici gli saranno posti), nell’eventuale esonero/conferma degli allenatori, nella gestione dei rapporti giocatori-tecnico-società.

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Gazidis sfida l’Arsenal per Ajer

Gazidis sfida l’Arsenal per Ajer

Il Milan vuole rinforzarsi e ringiovanirsi, questo è chiaro, con o senza Rangnick a capo della direzione tecnica del club si imboccherà la strada del progetto giovani. Al timone del Milan, almeno per ora, resta Gazidis coadiuvato da Massara e Maldini (ma per quanto ancora?), pertanto il team dirigenziale rossonero si sta muovendo in cerca di rinforzi per la prossima stagione. Una delle necessità più grosse il Milan ce l’ha in difesa dove occorre un forte difensore centrale da affiancare a Romagnoli; giorni fa vi abbiamo parlato dell’utilità che potrebbe avere Armando Izzo nel ricoprire il ruolo di compagno di reparto di capitan Alessio Romagnoli, ma il nome che fa oggi il Daily Star è ancora più allettante: secondo il quotidiano britannico il Milan sarebbe sulle tracce di Kristoffer Ajer.

Kristoffer Ajer è un difensore centrale, all’occorrenza anche mediano o terzino destro, classe ‘98 in forza al Celtic. Già titolare della Nazionale norvegese, Ajer è un possente centrale difensivo di 197cm d’altezza, al quale fisico statuario affianca anche una buona velocità ed un’aggressività che lo rende un cliente scomodo per qualsiasi attaccante. Abilissimo nel gioco aereo e nei tackle in scivolata, Kristoffer Ajer sarebbe il perfetto compagno di reparto per il più elegante Alessio Romagnoli, i due darebbero così vita ad una coppia difensiva giovane e fortissima.

Per il Milan c’è però da battere la concorrenza di una vecchia conoscenza dell’AD Gazidis: l’Arsenal, società del quale il dirigente sudafricano è stato AD dal 2009 al 2018, proprio prima di passare in rossonero. Il Celtic non fa sconti e chiede 30 milioni di euro per cedere Kristoffer Ajer, ora Milan e Arsenal si sfideranno all’ultimo sangue per accaparrarsi il talentuosissimo difensore norvegese.

 

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Al futuro Milan dei giovani servono anche leader carismatici

Al futuro Milan dei giovani servono anche leader carismatici

Nei giorni scorsi vi abbiamo riportato della pazza voglia del fondo Elliott e del DG rossonero Gazidis di portare Ralf Rangnick al Milan (qui il pezzo in questione), per dargli in mano tutto il settore tecnico rossonero e affidargli il ruolo di DT o proprio di allenatore. L’idea di Rangnick è quella di costruire un Milan di giovani pronti sin da subito a centrare la zona Champions e riportare il Diavolo ad essere competitivo, ma una squadra giovane ha comunque bisogno di leader carismatici che possano darle fiducia e coraggio nei momenti di difficoltà. Su una squadra giovane si fonda il principio di un progetto duraturo, e ci sta se si vuole ripartire secondo una logica, ma uno dei reparti più delicati da rinnovare è sempre quello difensivo. La difesa rossonera al momento ha una sola certezza che è Theo Hernandez a sinistra, e lo sarà per molto tempo, a destra invece arriverà qualcuno di nuovo (un giovane di livello) mentre al centro Romagnoli dovrebbe rimanere in rossonero ma avrà bisogno di un compagno di reparto carismatico e aggressivo che completi l’eleganza e la pulizia del centrale e capitano rossonero. Il profilo ideale da affiancare ad Alessio Romagnoli è quello di Armando Izzo: difensore centrale, e all’occorrenza terzino destro, classe ‘92 in forza al Torino, Izzo è un difensore che può spendersi bene sia nelle difese a tre che in quelle a quattro, è in uscita dal club granata e pertanto la valutazione di 16 milioni di euro (complice il deprezzamento subìto dai cartellini dei calciatori per via del Coronavirus) non è affatto proibitiva per i rossoneri. Se Alessio Romagnoli brilla per pulizia, eleganza, regia e contrasti, Armando Izzo completerebbe il capitano rossonero e la difesa del Milan grazie al suo carisma, all’aggressività, alla vigoria che mette nelle scivolate ed all’abilità nel gioco aereo. Armando Izzo economicamente abbiamo detto che rientrerebbe pienamente nei piani del Milan, costando circa e solo 16 milioni, in più va considerato che il ventottenne difensore del Torino al momento percepisce uno stipendio da 1,7 milioni che davvero non rappresenterebbe un problema per la maggior parte dei top club italiani e non, Milan compreso.

 

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Milan, Boban ti porta tribunale: non accetta il licenziamento

La rivoluzione societaria in casa Milan sarà ancora una volta totale e in attesa di capire come andrà a finire con Paolo Maldini volano gli stracci con l’altro grande ex ed ex-dirigente Zvonimir Boban, già licenziato da Ivan Gazidis dopo l’intervista a mezzo stampa in cui attaccava la gestione della proprietà.

Secondo quanto riportato da Tuttosport tra le parti è ormai scontato che l’addio non sarà senza strascichi, ma che ci sarà anche un contenzioso legale che finirà in tribunale. Boban infatti non accetta la “giusta causa” nel suo licenziamento perché sebbene sia vero che ha attaccato Gazidis in quella lunga intervista, Boban ritiene più scorretto il comportamento dell’ad nei suoi confronti nella trattativa con Rangnick.

Ma la domanda che viene spontaneo porsi è: quali danni può arrecare questa telenovela al già non fortunato Milan? La società si è sicuramente procurata un danno d’immagine con il licenziamento di un grande ex come Boban, allo stesso modo di quanto succederebbe se non riuscisse a trattenere in società anche Maldini, e se l’ex-dirigente risultasse anche essere dalla parte della ragione da un punto di vista legale la brutta figura sarebbe doppia. Forse manca nella società rossonera la consapevolezza di tutto ciò, lo dimostra il fatto liquidato Boban come se si trattasse di una pedina qualunque nello scacchiere dirigenziale e colpevole di quelle uscite come se non avesse un’autorevolezza sufficiente per sostenerle. Ma questo discorso esula da questioni legali, che saranno trattate nella sede appropriata.

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Ci sarebbe un modo per far rinnovare Ibrahimovic

Ibra si, Ibra no. Questo è il dilemma.

Sul rinnovo di Zlatan Ibrahimovic con il Milan nulla è scritto. L’attaccante svedese sembra disposto a voler affrontare un’ultima stagione nel calcio che conta ma, come riporta il Corriere dello Sport, a una condizione: non si tratta di aspetti economici, Ibrahimovic infatti chiede alla società di costruire una squadra competitiva per il quarto posto, con giocatori chiave in tutti i reparti, in modo da poter riportare il Milan in Champions League nel 2021 dopo ben 7 anni e terminare gloriosamente la sua carriera.

Zlatan Ibrahimovic ha dimostrato attaccamento alla maglia rossonera ed una certa utilità anche all’età di trentotto anni e mezzo: non solo ha segnato 4 gol e siglato 1 assist in appena 10 presenze, il modo di giocare di Ibra e la sua leadership hanno sicuramente avuto un effetto benefico anche su calciatori che avevano bisogno di una guida (tecnica e caratteriale) come Leao, Calhanoglu, Rebic, Bennacer e Castillejo. Con Ibra in campo il Milan deve sicuramente correre di più, ma può contare su un calciatore che abbina fisicità, regia offensiva, balistica e finalizzazione. Pioli stesso ha raramente rinunciato ad Ibrahimovic da quando lo allena, pertanto anche le sorti dell’allenatore in qualche modo dipendono dal gigante svedese.

Il Milan però può permetterselo un mercato all’altezza dei sogni di Ibra? Sì e no. Sì, perché il fondo Elliott di denaro ne ha e con una grossa ricapitalizzazione potrebbe dare un’iniezione importante alle casse societarie del club, e sì anche perché per tornare competitivi occorre spendere e farlo con criterio. No, perché il Coronavirus ha demolito molti progetti, complicando il mercato e costringendo i club a rivedere i propri piani, e no anche perché davanti ci sono club che hanno una rosa al momento più forte. Tutto quindi dipenderà dalla proprietà, da Paul Singer e Ivan Gazidis, che dovranno scegliere quale strada prendere: sicuramente le voci su Rangnick fanno ben sperare i tifosi rossoneri, perché prendere Ralf Rangnick significherebbe voler fare le cose in grande e fatte per bene dando vita ad un vero e proprio progetto.

Nonostante i piani della società rossonera siano tutti da scoprire, il presunto futuro allenatore/dirigente Ralf Rangnick avrebbe già in mente alcuni nomi per rinforzare la rosa.

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Milan, è giusto continuare con Maldini alle sue condizioni?

Paolo Maldini vorrebbe continuare a far parte della dirigenza del Milan – scrive oggi La Gazzetta dello Sport -, ma  con la garanzia di partecipare alle decisioni cruciali in tema di mercato e di allenatore, senza più accontentarsi di un ruolo meramente rappresentativo. Nell’ultimo anno soltanto rare conferenze stampa. Si è esposto su Rangnick, presunto nuovo allenatore, non ritenendolo un profilo giusto per il calcio italiano. Si dice che la proprietà non abbia preso molto bene la sua riflessione e le vacanze natalizie in Florida dopo il 5-0  di Bergamo con l’Atalanta, ma nessuno ha mai messo in discussione la sua permanenza. Rappresenta il Milan, la faccia bella del club, la continuità da rappresentare all’estero. Gazidis ha sempre caldeggiato il suo impiego in dirigenza e continua a crederci, perché il milanismo all’interno della società non sia azzerato e perché Paolo è un valore anche all’estero. Ma la scelta spetta a lui, chiamato a decidere se vuole andare avanti dopo aver visto gli altri mollare, come Leonardo e Boban. Perciò ora detta le sue condizioni. Maldini non ha potuto occuparsi subito di quello che era successo prima con Boban, con l’intervista alla Gazzetta e il conseguente licenziamento, perché prima c’era la questione della salute, ma bisognerà parlarne quando la situazione migliorerà. Se è vero che adesso la questione più urgente da risolvere è la ripresa della Serie A, il futuro di Paolo Maldini non è una questione meno urgente.

Nel calcio attuale non solo le bandiere e la rappresentatività, ma anche i consigli forniti dall’esperienza di chi ha vissuto lo spogliatoio intensamente e per lungo tempo non sembrano più avere un valore importante, se messi a confronto con la logica del profitto e con la necessità di far quadrare i conti, a maggior ragione per l’esistenza di ferrei (ma solo per alcuni) meccanismi di controllo finanziario. Le questioni di cuore vanno a scontrarsi con questioni di pura razionalità strumentale, il potere decisionale a chi sa come accontentare la gente “vs” a chi sa meglio condurre un’azienda in base a necessità economico-finanziarie,  uno scontro che nel XXI secolo non coinvolge solo il calcio, ma tutti gli ambiti della società, fino alla politica. L’accantonamento di Maldini, come già avvenuto con Totti e non solo, testimonierebbe ancora una volta la vittoria della seconda opzione, quella che (purtroppo) più si addice ai nostri tempi. Tuttavia  anche la sua permanenza con un ruolo meramente rappresentativo rappresenterebbe una repressione di quella che è sicuramente la volontà di Paolo di incidere in modo sostanziale sulle scelte tecniche del club e, come successo (ancora una volta) con Totti, potrebbe in seguito sfociare in una brusca rottura con la società e uno sfogo doloroso.

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Milan, quanti esuberi e bocciati!

Milan, quanti esuberi e bocciati!

Come troppo spesso accade in casa Milan, a fine stagione sarà rivoluzione. E non sarà rivoluzione solo per quanto riguarda il tecnico e la dirigenza, ma anche la rosa del club verrà profondamente rivoluzionata radicalmente. Quest’oggi su La Gazzetta dello Sport il Milan è stato scomposto per capire la situazione sul mercato di ciascun calciatore.

GLI USCENTI: sicuramente a fine stagione lascerà Biglia, che ha il contratto in scadenza e il club rossonero non proverà a trattenerlo per questioni di età (34 anni) e di ingaggio (3,5 milioni netti a stagione). Lascerà anche Jack Bonaventura, seguito da moltissimi club in Italia ma anch’esso in scadenza, qui però un rinnovo col Milan non è impossibile anche se complicato. I due portieri di scorta, Asmir Begovic e Pepe Reina, lasceranno entrambi per questioni d’età e per via del rientro dal prestito del giovane e talentuoso Plizzari. Non verrà infine riscattato l’esterno belga Saelemaekers.

I PIOLISTI: con l’avvento di Pioli sulla panchina rossonera alcuni calciatori hanno ottenuto maggior minutaggio e tanta fiducia da parte del tecnico. È il caso dei nuovi indispensabili Castillejo e Rebic, divenute colonne imprescindibili di questo Milan e titolari inamovibili tanto da scalzare Piatek, Leao e Suso. Maggior minutaggio e un miglioramento di rendimento l’ha avuto anche Calhanoglu grazie a Pioli, così come il giovane Gabbia che da quinto difensore con Giampaolo ha finito per giocare qualche gara da titolare con Pioli. Intoccabili per Pioli poi troviamo Theo Hernandez e Ismael Bennacer. Questi dovrebbero rimanere tutti, ma l’avvento di un nuovo tecnico potrebbe compromettere il futuro in rossonero di alcuni di questi calciatori.

GLI SCONTENTI: qui i casi spinosi sono due, Paqueta e Musacchio. Lucas Paqueta, trequartista brasiliano, è arrivato per 38 milioni circa un anno fa ed è passato brevemente da protagonista a riservista, un passo così breve che ora il brasiliano sente le sirene estere che suonano. L’altro scontento è Mateo Musacchio, difensore centrale argentino, che in questa stagione è stato scavalcato sia da Simon Kjaer che dal giovanissimo Gabbia. Nei giorni scorsi l’agente di Musacchio ha lasciato intendere tutto il malumore del ragazzo per la sua posizione nelle gerarchie di Pioli.

GLI INCERTI: qui la lista è lunga e troviamo Ibrahimovic, Gigio Donnarumma e il fratello Antonio, Kessie, Laxalt, Kjaer e uno tra Conti e Calabria. Per Ibra bisognerà parlare con la nuova dirigenza, ma difficilmente un quasi trentanovenne dall’ingaggio pesantissimo verrà riconfermato nel nuovo Milan voluto da Gazidis. In forte dubbio anche i fratelli Donnarumma, Raiola sta parlando col club rossonero per un possibile rinnovo o per una cessione prima che il contratto scada (2021) ed il ragazzo venga perso a zero, con lui ovviamente lascerebbe anche il fratello terzo portiere. Per Laxalt verranno cercati acquirenti, così come per Kessie che non ha mai davvero convinto San Siro e ora potrebbe tornare utile come pedina di scambio col Napoli per abbassare le pretese dei partenopei per Milik. Simon Kjaer è quello che più probabilmente verrà confermato, viste le sue pretese contrattuali congrue ed un riscatto da 2,5 milioni abbordabile. Uno dei due terzini destri lascerà: Conti e Calabria, col secondo più instradato verso l’addio perché essendo un prodotto del vivaio garantirebbe una ricca plusvalenza.

I RIMANDATI: sono tre i rimandati, ovvero quelli che hanno giocato e in parte convinto ma poi sono finiti nel dimenticatoio. Il centrocampista Rade Krunic, che minutaggio ultimamente ne aveva anche trovato, il difensore Duarte ed il giovanissimo attaccante Leao. Tra questi quello più traballante sembra Duarte, mentre Krunic e Leao dovrebbero far parte della rosa del prossimo anno.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?