Gastaldello: “Contrario alla ripresa, giocare alle 16:30 è scandaloso”

Gastaldello: “Contrario alla ripresa, giocare alle 16:30 è scandaloso”

Daniele Gastaldello, difensore e capitano del Brescia, si conferma contrario alla ripresa e ha parlato della situazione ai microfoni Radio Rai. Durante la trasmissione Radio Anch’io Sport, Gastaldello ha rilasciato un’intervista dove si è detto contrario alla ripresa su tutti i fronti: orari indecenti, incolumità a rischio, assenza di passione e playoff/playout non meritocratici, insomma Gastaldello proprio non ne vuole sapere di tornare a giocare. Andiamo a vedere le parole del difensore del Brescia:

Alcune settimane fa si è detto contrario alla ripartenza. La sua idea è sempre la stessa?
Resto sempre della mia idea. Non parlavo di paura, non bisogna averne, ma finire questo campionato è una forzatura per me. Si va incontro a dei rischi per l’incolumità dei calciatori. Giocare così tante partite, con temperature alte, non sarà semplice. Giocare alle 16.30 è una cosa scandalosa, non è fattibile“.

Com’è la situazione a Brescia?
Nel resto dell’Italia forse non si percepisce cosa sia successo in Lombardia. Si è vissuto un dramma importante, è morta tante gente. Le persone mi chiedono perché si pensi a riprendere a giocare e li capisco, hanno perso persone care. Tutto deve ripartire ma come ho detto prima questo campionato secondo me riparte in maniera molto forzata. Riparte un altro calcio, non sarà come a inizio marzo. La forma fisica sarà diversa, così come il contesto dove giocheremo, a porte chiuse. Non ci abbracceremo dopo i gol, questo non è calcio“.

Sarebbe d’accordo con i playoff?
No, perché si modificherebbe il regolamento. Altri sport si sono fermati. Noi rischiamo di rovinare anche il prossimo campionato e non solo questo. Al termine della prossima stagione poi ci saranno gli Europei. Si rischia molto, non siamo macchine. Il nostro fisico è fermo da più di due mesi. Non è come in estate, visto che quando finisce un campionato ci fermiamo massimo per un mese e poi ci prepariamo per un mese e mezzo. Ora si rischieranno infortuni importanti“.

Perché c’è stato questo lungo silenzio del calciatori sul tema ripresa?
Ne ho parlato anche con Damiano Tommasi. Questa cosa mi ha colpito molto. Anche sul protocollo non siamo stati chiamati in causa, nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accorso. Noi siamo i primi a dover attuarlo ma non ci è stato chiesto aiuto. Sarebbe giusto che anche noi dicessimo la nostra“.

Cosa pensa della questione relativa ai contratti?
Le scadenze sono un problema. Noi calciatori siamo privilegiati ma ricordo che si sono anche giocatori di categorie inferiori che guadagnano il minimo federale e devono mantenere una famiglia. Devono essere pagati e non in ritardo. Credo che non si debba generalizzare tutto il mondo del calcio. Non tutti solo Cristiano Ronaldo“.

Qual è la sua soluzione? Fermare il campionato e no alle retrocessioni?
Dico solo che deve fermarsi, poi ci sarebbe il tempo per decidere. Se noi siamo ultimi in classifica è giusto che retrocediamo. Il calcio deve ritornare a essere una passione per tutti. Io in questo momento sto vedendo che dai giocatori la passione sta passando, visto che ci sono altri interessi“.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Inter, si avvicina Tonali, si pensa ad un prestito con obbligo di riscatto

Inter, si avvicina Tonali, si pensa ad un prestito con obbligo di riscatto

Ormai da settimane si parla su tutti i giornali dell’interesse di numerose big italiane e straniere nei confronti di Sandro Tonali, talento cristallino classe 2000 in forza al Brescia; negli ultimi giorni è arrivata anche la sponsorizzazione di Totti, che lo considera uno dei migliori prospetti del panorama europeo. Questa mattina l’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta come l’Inter stia tentando di anticipare la concorrenza di Juventus, Napoli, Milan e PSG; intanto Cellino gongola e attende che si scateni un’asta ed a parità di offerte lascerà sostanzialmente il giocatore nella posizione di scegliere arbitrariamente il proprio futuro. L’ Inter ha ottenuto il gradimento del ragazzo e si prepara a formalizzare un’offerta molto simile a quella che l’estate scorsa ha permesso di vestire Barella  di nerazzurro: prestito con obbligo di riscatto e l’inserimento di vari bonus legati alle presenze del calciatore. La proposta è chiaramente volta ad evitare di sborsare i 50 milioni cash che chiede Cellino, rimandando il pagamento completo del giocatore alla prossima stagione. L’ Inter mette al freccia, vedremo se arriverà una contromossa delle altre concorrenti.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Napoli, Gattuso potrebbe essere l’arma per arrivare a Tonali

Napoli, Gattuso potrebbe essere l’arma per arrivare a Tonali

Questa mattina il Corriere del Mezzogiorno riporta come Aurelio De Laurentiis stia cercando di anticipare la concorrenza (specialmente Juventus ed Inter) per arrivare a Sandro Tonali, talento cristallino classe 2000 in forza al Brescia. Ancora non si sa quale sarà il destino della Serie A, ma sia se continui che se si fermi definitivamente il campionato le Rondinelle hanno praticamente un piede in Serie B. Così il giovane Tonali dovrà cambiare aria per rimanere nella massima serie, tra le pretendenti, come riportato nei giorni scorsi, ci sono tutte le grandi del nostro campionato: Napoli, Juventus, Inter, Milan e Roma. I giallorossi ed il Milan nell’ultimo periodo si sono lentamente defilate per l’eccessiva concorrenza, mentre il Napoli a fari spenti sta cercando di convincere il ragazzo tramite il suo idolo, Gattuso. L’allenatore degli azzurri è in stretto contatto con il presidente De  Laurentiis per affondare il colpo, cercando di battere anche la concorrenza estera; sempre secondo il Corriere del Mezzogiorno anche PSG e Barcellona avrebbero messo gli occhi sul giovane centrocampista italiano.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Totti: “Barella e Tonali sono i miei due pupilli, saranno il futuro dell’Italia”

Totti: “Barella e Tonali sono i miei due pupilli, saranno il futuro dell’Italia”

In questo periodo così particolare ed inusuale tanti ex calciatori si sono cimentati nelle dirette instagram per ritrovarsi con vecchi compagni e per intrattenere gli spettatori. Bobo Vieri, Cannavaro, Nesta, Cassano, Pirlo, Ventola ed anche Francesco Totti sono spesso intervenuti raccontando vecchi aneddoti del passato e commentando, per quanto possibile, l’attuale crisi. L’ex capitano della Roma ieri ha condiviso una diretta con il conduttore televisivo Paolo Bonolis, noto interista. Durante la chiacchierata Totti ha espresso il suo apprezzamento verso due giocatori italiani, Barella e Tonali, il primo in forza all’Inter, l’altro al Brescia. Riguardo Barella Totti ha raccontato di aver provato a portarlo a Roma quando il ragazzo giocava nel Cagliari,ma senza successo, dato che si è poi accasato all’Inter; mentre per il classe 2000 del Brescia parole al miele e paragoni illustri: “Per lui farei carte false. Sotto tutti i punti di vista, diventerà uno dei centrali più forti del mondo. Come Gerrard, De Rossi o Lampard. E’ un misto tra Pirlo e Gattuso anche, ha tutto quello che può avere un giocatore. Ha un cambio di passo incredibile, è bravo tecnicamente e di testa, è sempre lucido. Sia nelle partite importanti sia nelle partite facili”.

Chiude il capitolo giovani con una considerazione su Zaniolo, grandissimo talento in forza alla Roma: “È fortissimo, ma ancora deve dimostrare tanto perché è all’inizio. Quando farà 100 partite consecutive ad alti livelli allora potremo giudicarlo. Ha margini di miglioramento”.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




In quale squadra potrebbe adattarsi meglio Tonali?

In quale squadra potrebbe adattarsi meglio Tonali?

E’ bastata appena una stagione in Serie A a Sandro Tonali per attirare su di sé l’interesse delle grandi del nostro campionato. Il centrocampista è un classe 2000 e , nonostante la giovane età ed i risultati non esaltanti del suo Brescia, è riuscito a mettere in mostra le sue grandi qualità in questa sua prima annata nella massima serie. Il prezzo del cartellino del calciatore è velocemente lievitato a cifre altissime, siamo ormai vicino ai 50 milioni, cifra che lo rende appetibile solo alla Juventus ed allInter, mentre fino a qualche mese fa sembravano in corsa per acquisire il ragazzo anche il Napoli, la Roma ed il Milan. Con i rossoneri il discorso è stato tirato per le lunghe anche perché Tonali è milanista fin da bambino ed inutile dire che importanza avrebbe un giocatore del genere per la rosa di Pioli, sarebbe in grado di alzare il tasso qualitativo del centrocampo, non facendo perdere quantità. Al Milan Tonali sarebbe sicuro di essere un perno della squadra. Lo stesso non si potrebbe dire nella Juventus, squadra ad oggi più accreditata per acquistarne il cartellino; i bianconeri hanno bisogno di rifondare il centrocampo, e più volte in questi anni hanno dimostrato di voler puntare sui giovani italiani. Sarebbe la scelta giusta per Sandro? Domanda difficilissima, la Juventus è una possibilità a cui è difficilissimo dire di no, ed allo stesso tempo, anche se rischiasse di non giocare, in bianconero potrebbe crescere allenandosi con dei campioni assoluti, che potrebbero guidare il ragazzo verso una maturazione ancor più rapida. La Juventus è quella scelta rischiosa, che se sbagliata potrebbe significare non vedere il campo per qualche mese, ma se si rivelasse azzeccata proietterebbe il ragazzo direttamente tra i migliori della classe. Poi c’è l’Inter, ad oggi forse la via di mezzo perfetta. In nerazzurro Tonali non troverebbe la stessa competizione che c’è a Torino, e sopratutto si allenerebbe con un tecnico bravissimo nel valorizzare al meglio i giocatori a disposizione.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus – Il quotidiano ‘La Repubblica‘ pone l’accento sulla ripresa degli allenamenti prima e della conseguente ripresa del campionato poi. Come tutti ben saprete il 4 Maggio comincerà la famosa fase 2 e fino a quel momento continuano le discussione su come, quando e perché debba riprendere la Serie A. Al momento sono 7 le squadre che sono contrarie alla ripresa del campionato( (Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina) e che hanno sollevato parecchie rimostranze alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A. Oltre a questo c’è da valutare anche un’altra questione, quella sui contratti in scadenza il 30 giugno e sui prestiti con diritto o obbligo di riscatto.  Quello che al momento sappiamo è che il Governo, nella giornata di domani, dovrà rendere note direttive e linee guida.
Tra le 7 squadre citate ce ne sono 2 che di riprendere proprio non hanno intenzione, concetto già esposto a più riprese: sono il Torino e il Brescia, nelle figure dei rispettivi presidenti Urbano Cairo e Massimo Cellino i quali si sono esposti in prima persona per ribadire la loro assoluta contrarietà alla ripresa della Serie A.

Ci sono altri 2 club di Serie A, invece, che sono voluti intervenire ufficialmente per smentire alcune voci che le volevano nel gruppo delle contrarie alla ripresa del campionato. Parma e Fiorentina, attraverso i loro canali, hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Parma Calcio 1913, in riferimento ad erronee ed imprecise indiscrezioni di stampa, è costretto a ribadire in modo inequivoco la posizione assunta sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Ossia la piena disponibilità alla ripresa della stagione calcistica, qualora le condizioni sanitarie del Paese lo permettessero e – di conseguenza – le decisioni delle autorità competenti la definissero”, ha chiarito il Parma.

“La Fiorentina smentisce categoricamente di essersi dichiarata contraria alla ripresa del campionato. La Fiorentina ha sempre dichiarato di essere totalmente disponibile alle decisioni che la Lega e il Governo prenderanno”, si legge in una nota del club viola.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Tutti vogliono Sandro Tonali, ma chi può permetterselo?

Tutti vogliono Sandro Tonali, ma chi può permetterselo?

Uno dei giocatori che, nella prossima finestra di mercato, sarà al centro di una vera e propria asta sarà Sandro Tonali; il centrocampista del Brescia, infatti, ha avuto un grandissimo impatto con la Serie A dimostrando personalità e qualità per essere protagonista di una squadra di livello superiore. Sul futuro del giovane talento italiano è intervenuto, Massimo Cellino. Ecco le parole de presidente delle Rondinelle: “Lo vedrei bene a Roma o a Napoli, ma la Juventus ha Paratici e l’Inter Marotta. Resterà in Italia e sarà un Iniesta. Il mio sogno sarebbe tenerlo, farei i salti mortali ma ho un patto col ragazzo: lui sa che quando mi chiederà di andare via, lo lascerò partire”. Indicazioni importanti da parte del numero uno del Brescia che fa capire due cose: Tonali non resterà al Brescia e nel suo futuro ci sarà un club di primissimo livello.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Sandro Tonali si racconta

Sandro Tonali si racconta

Il giovane regista del Brescia, il fenomenale Sandro Tonali, si è raccontano in una lunga intervista al Corriere della Sera, dove ha toccato tantissimi argomenti riguardo se stesso e l’ambiente calcio.

Il suo presidente Cellino dice che considera la stagione conclusa. E che se vi obbligano a tornare in campo, ritira la squadra.
«Sto col presidente. Giocheremo solo se e quando sarà davvero possibile, non un giorno prima. Si è giocato anche troppo, prima di interrompere. Ricordo l’atmosfera surreale della partita col Sassuolo, l’ultima. Non aveva senso. Qui parliamo di morti, di ospedali, di salute. Il pallone è una festa. Io posso anche essere pronto a giocare, ma la gente lo è? Festeggiare per un gol? Arrabbiarsi per una sconfitta? Con quello che sta succedendo? Non scherziamo. La mia famiglia è a Lodi, io vivo a Brescia. Non vedo il mio papà e la mia mamma da due mesi. Il calcio è una cosa, la vita vera un’altra. E lo dice uno per il quale il calcio è tutto, un sogno che si sta avverando».

Il Brescia è ultimo. C’è chi sostiene sia una mossa di convenienza per restare in serie A.
«Io non voglio nessun regalo. Siamo dove siamo perché ce lo meritiamo. Ma la salute viene prima di tutto. Quando si potrà giocare, giocheremo. A porte chiuse, se così si deciderà. Ma, vedrete, sarà un altro Brescia. Perché giocheremo anche per chi sta soffrendo, per chi ha perso un nonno o un papà, per chi allo stadio non ci sarà. Daremo quello che non siamo riusciti a dare fin qui. Perché solo chi vive a Brescia o Bergamo sa quello che stiamo passando. È come la guerra. Da fuori forse non si può capire. Ma credo che tutti usciremo migliori da questa emergenza mondiale».

C’è qualcosa che sta imparando dalla quarantena, da queste nuove regole di vita?
«A dare il peso giusto alle cose. Abito a Cellatica, un paese appena fuori Brescia. Qui si sentono ambulanze a tutte le ore del giorno e della notte, gli ospedali sono in una situazione drammatica. Ho la fortuna di poter stare accanto alla mia ragazza. Stiamo insieme da cinque mesi. Uno, passato in quarantena. Ieri abbiamo costruito un campo da tennis in giardino, mettendo la rete, tracciando le righe. Per fortuna abbiamo uno spazio grande».

Come fa a tenersi in forma? Alcuni suoi colleghi sostengono sia impossibile, che al massimo si possono limitare i danni.
«Io e Giulia facciamo quello che fanno tutti: videochiamate, playstation, guardiamo le nuove puntate della Casa di Carta. Ascolto Ultimo, il mio cantante preferito. Mi tengo in forma con i programmi che ci ha dato mister Lopez insieme al suo staff. Quando mi serve qualcosa un chiarimento, un consiglio, li chiamo. Qualche volta vado al centro sportivo per fare terapie. Insomma, sto bene. Ma non posso non pensare a chi soffre. Anche solo a chi un giardino o un cortile non ce l’ha. Mia nonna a Sant’Angelo Lodigiano è a casa rinchiusa da un mese. Non può andare al cimitero a portare i fiori al nonno. Per lei è una privazione immensa. Come fai a non pensare a tutto a questo?».

Si discute da settimane sul taglio degli stipendi ai calciatori.
«Ognuno deve fare la sua parte».

C’è l’idea di organizzare a fine emergenza un’amichevole fra Brescia e Atalanta, la partita della memoria, fra le squadre delle due città più colpite dal Covid-19. Una partita per non dimenticare. Che ne pensa?
«Che io ci sto. È una grande idea. Con l’incasso da distribuire agli ospedali, a chi ha sofferto. Andrebbe organizzata tutti gli anni, d’estate. Per non dimenticare. Perché quando tutto questo inferno sarà finito, non dovremo dimenticare. Ma ripeto: io davvero credo che da tutto questo usciremo migliori, dobbiamo uscire migliori».

Ha pensato a quale sarà la prima cosa che farà?
«Una corsa. Anzi, un tiro in porta, in una porta vera»

Presto sarà estate. Al prossimo calciomercato ci sarà la fila. Inter, Juve, Chelsea, Manchester United: la vogliono tutti. Dove va?
«Non ci penso, non m’importa, non ora. E non lo dico così, per sviare. A me interessa chiudere al meglio la stagione, perché sento di avere ancora molto da dare al Brescia e a Brescia, che ha creduto in me. Poi, vedremo».

Cellino dice che non è in vendita nemmeno per 300 milioni. Fra l’altro al Brescia lei è arrivato gratis, a 12 anni, dal Piacenza fallito.
«Il presidente mi vuole bene, come a un figlio. E io voglio molto bene a lui, mi dà sempre consigli importanti. Non lo so, sono un sacco di soldi. Un po’ fa effetto sentire certe cifre, ma io sono sempre abbastanza calmo e sereno, è una mia qualità».

È vero che tifa Milan, anche se da bambino la scartavano sempre ai provini?
«Sì. E Gattuso era il mio idolo. Oggi fra i giocatori m’ispiro a Modric».

Lei gioca regista arretrato, alla Pirlo. Che ne pensa del fatto che la paragonino spesso a lui?
«Colpa dei capelli. Non mi dà fastidio, figuriamoci, però per me non è un paragone adatto. Avere somiglianze è una cosa, ma poi in campo è tutto diverso, Pirlo aveva una qualità pazzesca. Non so chi riuscirà a raggiungerlo».

Lui era un regista vero, fu proprio Mazzone al Brescia ad arretrarlo in quel ruolo. Secondo il c.t. Mancini lei è tagliato anche come mezzala: avendo un po’ più di libertà, arriverebbe forse anche qualche gol in più…
«Non mi spiacerebbe affatto. In fondo ho iniziato da mezzala. Ma dove mi mettono, sto. Basta giocare».

A proposito di Nazionale, quanto le è spiaciuto il rinvio dell’Europeo?
«Poco. Perché so che fra un anno saremo ancora più forti. Siamo un bellissimo gruppo, giovane, ambizioso, per me esserne parte è un orgoglio enorme. Che emozione, l’azzurro. Se cresciamo come esperienza, possiamo solo migliorare. E se miglioriamo, diventiamo forti davvero».

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


 Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Una leggenda vivente: non a caso inserito ante mortem nella Hall of Fame del calcio italiano, dedicatario di una tribuna allo stadio Cino e Lillo Del Luca di Ascoli, detentore del record di panchine in Serie A (797).

Carlo Mazzone compie oggi 83 anni. Romano doc, dopo aver iniziato la carriera nelle giovanili giallorosse, da calciatore veste le maglie di Latina tra i dilettanti,  Roma, Spal, Siena e Ascoli in Serie C . Diventa capitano e bandiera del club marchigiano a tal punto che, una volta terminata la carriera a 32 anni per un infortunio alla tibia, gli viene subito assegnata la panchina nella stagione 1968-1969. In sette anni porta la squadra dalla C alla sua prima promozione in Serie A nel 1973. Il calcio di provincia sarà sempre la sua dimensione ideale.

Dopo tre stagioni alla Fiorentina, durante le quali conquista un quinto posto e un torneo anglo-italiano, trascorre il biennio 1979-1980 al neopromosso Catanzaro, che conduce a due salvezze consecutive. Tra il 1980 e il 1985 torna ad Ascoli, dove consegue quattro salvezze ed un sesto posto. Nel 1986 riesce a centrare una storica salvezza con il Lecce subentrando in panchina a  dieci giornate dalla fine (più tre gare di spareggio). Nelle due stagioni successive mantiene altrettante volte la categoria, dopodiché approda al Cagliari nel ’91, riportandolo alla qualificazione in coppa UEFA dopo 21 anni.  Arriva dunque la chiamata della sua squadra del cuore, la Roma, con la quale conquista sempre la qualificazione europea tranne che nel primo anno.

Nel ’96 il cammino dei giallorossi in coppa UEFA viene fermato solo da un gol nei supplementari di Vavra all’Olimpico, che costa l’eliminazione dai quarti di finale (una delle storiche delusioni europee della squadra capitolina). Nel ’98 compie l’impresa di portare il Bologna di Signori in semifinale di coppa Italia e coppa UEFA (oltre a vincere l’Intertoto).Dal 2000 al 2003 allena il Brescia, conquistando svariate salvezze e sfiorando la qualificazione alla solita competizione europea. Convince Baggio a seguirlo in quell’avventura e dona a Pirlo, all’epoca seconda punta, il ruolo di regista.

Memorabile la sua esultanza sotto la curva dell’Atalanta, a causa degli insulti rivolti alla sua romanità, dopo il gol del 3-3 di Baggio il 30 settembre 2001, una delle scene più iconiche del calcio italiano. Nel 2006, durante la sua ultima esperienza da allenatore alla guida del Livorno, supera il record di panchine in Serie A detenuto da Nereo Rocco. Nel 2009 Pep Guardiola gli dedica la vittoria della Champions League nella finale Barcellona-Manchester United di Roma, alla quale lo invita mostrando la sua gratitudine come allievo di Sor Carletto (o Sor Magara): un episodio che dimostra quanto la funzione pedagogica di quest’uomo per generazioni di calciatori, allenatori e tifosi, sia il suo lascito morale più grande e imperituro, al di là di ogni successo grande o piccolo. Ancora buon compleanno, Carlo Mazzone!

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Brescia, non tutti restano a casa: Corini e staff convocati a lavoro!

A Brescia non tutti restano a casa, nonostante gli allenamenti siano sospesi fino al 28 marzo. Infatti questa mattina il club di Cellino ha convocato per le ore 09:00 gli staff degli’allenatori Eugenio Corini e Fabio Grosso, esonerati nel corso della stagione, nel centro tecnico di Torbole, situata a pochi passi da Brescia.

La scelta del club lombardo ha suscitato subito la reazione dell’ AIAC, l’associazione italiana allenatori di calcio, che in una nota ha dichiarato di voler “Denunciare la grave ed irresponsabile condotta posta in atto dalla società Brescia Calcio S.p.A. nei confronti degli allenatori e preparatori atletici in precedenza esonerati.”

Non sono ancora chiari i motivi di tale scelta, ma la convocazione, oltre ad andare contro la sospensione degli allenamenti fino al 28 marzo, va contro il DPCM del 11/03/2020, firmato dal Premier Conte, che interrompe tutte le attività lavorative non di prima necessità, invitato i datori di lavoro ad utilizzare metodi alternativi per organizzare incontri di lavoro.

Resta dunque un mistero la la motivazione di tale scelta, soprattutto fatta nei confronti di uno staff esonerato, per il quale l’AIAC è pronta a dare battaglia al club di Cellino: ” L’AIAC stigmatizza e censura fermamente l’iniziativa del Club ed è accanto ai propri associati, preannunciando fin d’ora l’intenzione di intraprendere ogni iniziativa e denuncia alle autorità sportive e di sicurezza nazionale a fronte di una condotta che andrà valutata anche sotto il profilo dell’eventuale rilevanza penale. Si consiglia ai propri associati di rimanere ciascuno nelle proprie abitazioni finché non lo consentiranno il contesto normativo e le condizioni igienico-sanitarie ivi prescritte“.

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?