Fiorentina, Vlahovic: “voglio restare e vincere con questa maglia”

Fiorentina, Vlahovic: “voglio restare e vincere con questa maglia”

La Fiorentina ha vissuto una stagione, la seconda consecutiva, complicata dal punto di vista dei risultati con troppi alti e bassi; una squadra che, nonostante una rosa con buoni elementi, non è riuscita a trovare la giusta continuità di rendimento e il motivo principale è stato, senza ombra di dubbio, l’infortunio di Ribery. In assenza del francese a prendersi la squadra sulle spalle è stato Dusan Vlahovic, giovane talento serbo. L’attaccante, ventenne, in questa stagione ha dimostrato di avere un talento superiore a molti sui coetanei; tanti i colpi di classe del centravanti tra cui quello contro l’Inter che ha regalato un prezioso punto al club viola. Vlahovic, in questo periodo di quarantena, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: “Firenze è casa mia. Vorrei restare a lungo in viola e vincere qui. Io sogno di tornare ad esultare presto proprio davanti alla curva Fiesole piena. Dedicherò il primo gol post Covid a chi lotta in prima linea con il virus. Chiesa? Federico è un calciatore top e con lui in campo mi trovo davvero a meraviglia. Iachini? Mi sta insegnando i movimenti giusti e la posizione da tenere in campo“.

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Bundesliga, il futuro del campionato si deciderà il 25 maggio

Bundesliga, il futuro del campionato si deciderà il 25 maggio

La Bundesliga ha fatto un passo indietro, forse più di uno; nei giorni scorsi, infatti, era nata l’idea di far ripartire il massimo campionato tedesco nelle prime settimane di maggio (alcuni avevano addirittura ipotizzato il nove maggio come data per il ritorno in campo). Un nuovo picco di contagi, dopo che erano state allenate le misure di sicurezza, sembra aver fatto cambiare idea; il rischio di subire conseguenze ben più gravi è alto e ora serve raddoppiare il livello di attenzione. Proprio per questo è stata convocata un’assemblea per il prossimo 25 maggio per decidere il futuro della Bundesliga. Tre le ipotesi sul tavolo per il futuro del campionato tedesco: prendere ulteriori misure di sicurezza, riprendere la stagione calcistica, decidere di interrompere definitivamente il campionato. Qualora dovesse essere presa quest’ultima decisione andrebbero discusse promozioni, retrocessioni ma soprattutto l’eventuale assegnazione del titolo. Ricordiamo che, prima dello stop, la Bundesliga vedeva il Bayern Monaco al comando della classifica con il Borussia Dortmund prima inseguitrice; in corsa per il Meisterschale ci sono anche Lipsia e Borussia Monchengladbach nonostante due rose meno all’altezza di determinati obiettivi. In Germania sono ad un vero e proprio bivio; decidere se ricominciare o fare come in Belgio, Olanda e Francia dove è stato deciso di chiudere la stagione. Situazione delicata e che potrebbe portare una reazione a catena anche da parte di quei campionato che non hanno ancora preso una decisione definitiva.

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Daily Mail, Mertens apre al possibile trasferimento al Chelsea

Daily Mail, Mertens apre al possibile trasferimento al Chelsea

Sta mattina sulle pagine del Daily Mail appare una notizia che spinge Dries Mertens verso Londra, sponda Chelsea. Secondo il quotidiano inglese l’attaccante belga avrebbe aperto ad un possibile trasferimento alla corte di Lampard, affascinato dall’idea di giocare in Premier League. Ricordiamo che Mertens è in scadenza di contratto con il Napoli, e già a gennaio i blues avevano provato l’affondo, ma De Laurentiis aveva sparato una cifra troppo alta per un giocatore in scadenza, così il Chelsea decise di tenere Giroud, che invece aveva trovato l’accordo con la Lazio. Stavolta potrebbe essere la volta buona per Lampard, anche se non va sottovalutato il rapporto che Mertens ha con la città di Napoli, il belga è oramai un napoletano acquisito e la possibilità del rinnovo sarà sempre viva fino a quando Dries non firmerà per un altro club. L’ attaccante belga conta anche numerose pretendenti in Italia, su tutte Inter e Roma, la situazione è ancora in continuo divenire e di chiaro c’è ben poco. Mertens è molto legato a Napoli, ma allo stesso tempo si trova molto bene in Serie A, questa situazione potrebbe spingerlo a : rinnovare con gli azzurri, oppure scegliere un’altra squadra italiana per rimanere in Serie A, oppure ad accettare la corte del Chelsea, decidendo così di non tradire il tifo napoletano.


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Lazio, per il centrocampo piace Dendoncker del Wolverhampton

Lazio, per il centrocampo piace Dendoncker del Wolverhampton

In un momento in cui il calcio non può essere protagonista nei nostri fine settimana, il mercato prova (seppur in maniera limitata) ad essere protagonista in vista della prossima stagione qualora non si dovesse tornare a giocare e l’ipotesi è piuttosto concreta. Una squadra che vuole rinforzarsi è la Lazio; il club biancoceleste, dopo un campionato giocato ai vertici in cui i ragazzi di Inzaghi sono stati capaci di tenere testa ad una corazzata come la Juventus, vogliono restare competitivi per sognare il definitivo salto di qualità. Lotito, da questo punto di vista, ha intenzione di tenere tutti i big e aggiungere qualche elemento in grado di alzare il valore della rosa. Il primo nome sull’agenda di Tare è quello di Leander Dendoncker, centrocampista belga in forza al Wolverhampton. Un ritorno di fiamma per il club biancoceleste che aveva messo gli occhi sul giocatore nel lontano 2013 al Torneo di Viareggio quando l’Anderlecht sfidò la Lazio; operazione di mercato non semplice considerando la richiesta del club inglese di almeno venticinque milioni di euro. Giocatore dinamico, dotato di grande forza fisica che garantirebbe ad Inzaghi una valida alternativa aumentando, sensibilmente, il valore della rosa. La Lazio ci riproverà con il chiaro obiettivo di restare competitiva e continuare un sogno iniziato in questa stagione.

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Inter, ecco le condizioni per cedere Lautaro al Barcellona

Inter, ecco le condizioni per cedere Lautaro al Barcellona

Uno dei giocatori che, nel corso del prossimo mercato estivo, sarà al centro di una grande trattativa, sarà Lautaro Martinez; l’attaccante argentino, di proprietà dell’inter, piace al Barcellona che vorrebbe portarlo al Camp Nou per un tridente offensivo con Suarez e Messi. E’ proprio il numero dieci blaugrana che potrebbe sponsorizzare l’arrivo del centravanti nerazzurro alla corte di Setién. Operazione di mercato non semplice sia per le difficoltà economiche che i club dovranno affrontare dovute all’emergenza sanitaria chiamata Covid-19 sia per le richieste del club italiano; la società nerazzurra, infatti, considera Lautaro Martinez uno dei punti fermi e per questo vuole guadagnarci il più possibile. La richiesta per cedere l’argentino è quella di avere Vidal (pallino di Antonio Conte), il prestito per una stagione di Antoine Griezmann che andrebbe a sostituire l’attaccante argentino nel 3-5-2 nerazzurro e un conguaglio pari a novanta milioni di euro. Una richiesta decisamente importante per un giocatore, di ventidue anni, che è legato all’Inter fino al 2023 e ha una clausola rescissoria pari a centoundici milioni di euro. Nelle prossime settimane le due società si rincontreranno per provare a trovare un’intesa nel tentativo di portare a termine una trattativa che potrebbe cambiare gli equilibri tattici dell’Inter e le gerarchie del campionato italiano.

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Rakitic: “Voglio tornare a giocare, altri lavoratori convivono con il virus”

Rakitic: “Voglio tornare a giocare, altri lavoratori convivono con il virus”

Il centrocampista croato del Barcellona ha rilasciato un’intervista al quotidiano Marca, nella quale esprime la sua decisa volontà di ritornare a giocare. Il numero 4 blaugrana aggiunge che è disposto a correre il rischio di essere contagiato come avviene per qualsiasi altra professione lavorativa. Il croato spinge verso un’azione di solidarietà verso tutti quei lavoratori che non hanno mai smesso di svolgere la loro professione durante questa crisi, come commessi dei supermercati e medici. Ecco le parole di Rakitic:

“Sono pronto a correre il rischio di essere contagiato, ma voglio tornare a giocare. Lo dico con la consapevolezza che il rischio sarà molto piccolo, ma anche per la solidarietà con coloro che hanno lavorato per noi dal primo minuto e che continueranno così per molti giorni. Dobbiamo giocare con le massime misure di sicurezza, sapendo che non sarà mai sicuro al cento per cento, per noi come per qualsiasi lavoratore. Anche i dipendenti dei supermercati si cambiano negli spogliatoi e hanno le stesse possibilità di contrarre il virus rispetto a noi, o forse anche di più. Loro corrono quel rischio e anche io voglio farlo.

Penso  che abbiamo un debito, dobbiamo restituire alla società quel che abbiamo ottenuto in questi anni, e non dico solo il termini economici: dobbiamo tornare a far divertire la gente, perché non parli solo di virus. Leggo in questi giorni di danni economici, di calendari, di retrocessioni, ma non leggo nulla di passione della gente.”

Riguardo lo stop del Campionato francese:

Penso che non esista una ricetta univoca – dice Rakitic in una lunga intervista a Marca – Ciascun Paese si regola secondo la propria situazione”.

 

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Mourinho: “Mi manca il calcio. Penso a vincere la quarta Premier”

José Mourinho, attuale allenatore del Tottenham, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sports UK. In assenza di calcio, sta facendo volontariato per consegnare allo stadio verdure fresche prodotte nel campo d’allenamento, affinché siano consegnate ai soggetti più in difficoltà della comunità locale durante quest’emergenza sanitaria: “Mi manca il calcio, ma preferisco dire che mi manca il nostro mondo, penso manchi a tutti. Il calcio è semplicemente parte del mio mondo. Ma dobbiamo essere pazienti, è una battaglia che dobbiamo combattere tutti”.

L’impianto degli Spurs ha già aperto le porte ai pazienti del North Middlesex Hospital e ciò fa sentire Mourinho “strano ed emozionato” quando entra nello spogliatoio: “Cerchi di immaginare che la vita normale si svolgeva qui dentro: il prepartita, la partita, il dopo…poi entri qui e vedi solo un’incredibile struttura ospedaliera. Semplicemente fanatastico”.

Il calcio rimane sospeso fino a data da destinarsi in Inghilterra, ma immaginare il suo ritorno offre “una luce in fondo al tunnel” per Mourinho. In Premier League si terranno ulteriori incontri questa settimana, essendo il suo obiettivo un ritorno a porte chiuse a giugno. Lo sport riprenderà solo quando il governo sarà soddisfatto sulle misure prese. Quando ciò succederà, Mourinho ha detto di voler terminare la stagione 2019/2020: “Sarebbe bello per tutti giocare le nove partite che ci rimangono., sarebbe una cosa buona sia per il calcio che per la Premier. Se giochiamo a porte chiuse mi piace pensare che il calcio non è mai a porte chiuse: con le telecamere ti guardano milioni e milioni di persone. Così se un giorno entreremo di nuovo in questo stadio vuoto, non lo sarà affatto vuoto”.

Kane, Sissoko e Bergwijn guariti dagli infortuni

Harry Kane, Moussa Sissoko e Steven Bergwijn sono tutti guariti dai loro lunghi infortuni, ma Mourinho è incerto sulla data del loro rientro, una volta che si tornerà a giocare: “Per loro si è trattato di  molte settimane di stop e abbiamo smesso di allenarci proprio quando gli infortuni stavano arrivando a una fine, Nessuno sa, dobbiamo aspettare il permesso perché possano nuovamente allenarsi in gruppo per vedere se possono tornare a un normale livello agonistico.”

L’allenamento al parco

Mourinho ha ammesso di aver sbagliato nell’aver tenuto una sessione d’allenamento privata con Tanguy Ndombele in un parco pubblico il mese scorso. Tuttavia questa settimana gli Spurs hanno reso disponibile per i giocatori “un numero di campi” nel loro centro di allenamento, Hotspur Way: “Per i ragazzi è una sensazione positiva sentire di nuovo l’odore dell’erba”

Preferisco pensare che vincerò la mia quarta Premier

Mourinho sta vivendo con altri tre allenatori del Tottenham durante il lockdown. Il tempo vola e rimane loro poco tempo persino per cucinare, dato che passano la maggior parte del tempo a lavorare: “Sono lo specialista delle uova al tegamino, gli altri ragazzi sono un po’ più bravi di me” ammette. Il periodo difficile ha concdesso a Mourinho una pausa, nonostante tutto: “Sto guardando partite in Tv come non ho mai fatto in vita mia“. Giovedì sarà il 15o anniversario dalla sua prima vittoria di una Premier League, quando il Chelsea vinse 2-0 contro il Bolton. Ma Mourinho non vuole impantanarsi sulle date: “Preferisco pensare che vincerò la quarta.”.

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Serie A, le scommesse potrebbero non sostenere solo il calcio

Serie A, le scommesse potrebbero non sostenere solo il calcio

Il calcio, in un modo o nell’altro deve ripartire; la Serie A non può assolutamente fare la fine di Eredivisie e Ligue 1 (che hanno chiuso i battenti sulla stagione calcistica) per evitare conseguenze ancora più gravi di quelle che stiamo già vivendo. Tante le idee sul tavolo per dare aiuto ad un’impresa che fa girare molti soldi; una delle proposte per sostenere il calcio riguarda le scommesse. Nelle settimane scorse, infatti, è stata fatta una proposta dalla Lega Serie A al governo che riguardava il prelevamento dell’1% delle scommesse da utilizzare come fondo “salva pallone”. L’idea, però, non ha riscontrato grande successo e rischia di rappresentare una beffa per il mondo del calcio. Le società di betting non gradirebbero questa soluzione dal momento che il loro sostentamento potrebbe non andare solo al mondo del calcio ma anche ad altri sport. Di questa proposta se ne riparlerà la settimana prossima quando le questioni economiche, nel pieno della Fase due, torneranno ad essere argomento di prima necessità. Giorni decisivi, quindi, per il mondo del calcio il cui futuro è appeso ad un filo che rischia di spezzarsi in ogni momento. Le società di betting potrebbero rappresentare un salvagente non da poco.

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Pezzella: “Ho avuto paura, la Fiorentina mi è stata vicino”

Pezzella: “Ho avuto paura, la Fiorentina mi è stata vicino”

Il leader e capitano della Fiorentina, il difensore German Pezzella, ha convissuto per molte settimane con il Coronavirus dopo esser stato contagiato dai compaghi di squadra. In una bella intervista al Corriere della Sera il ragazzo ha raccontato il suo periodo di convivenza col virus addosso, tra paure e pensieri, senza però che sia mai stato lasciato solo. Pezzella ha infatti raccontato della costante vicinanza dello staff medico della Fiorentina e dei compagni di squadra che non l’hanno mai abbandonato in questo periodo difficile. Andiamo a vedere cos’ha detto nell’intervista:

German Pezzella, capitano della Fiorentina, come si è accorto di essere positivo al Covid 19?
«All’inizio avevo solo un po’ di tosse e febbre, ma considerando che in squadra c’erano già dei casi, ho immaginato subito di essere rimasto infettato. Poi mi hanno fatto il tampone e a quel punto non ci sono stati più dubbi».

Ha avuto paura?
«Confesso di si. È vero che per me il virus è stato simile all’influenza, ma nei primi giorni della malattia ti vengono un sacco di pensieri. Per fortuna la famiglia e gli amici, pur non fisicamente, mi sono stati vicini».

Qual è stato il momento più duro?
«Quando ho avuto la conferma che si trattava di coronavirus. Come ho detto, il sospetto ce lo avevo, ma la conferma è un’altra cosa. Ho cercato, dentro di me, di non perdere la serenità, ma non è stato facile».

La Fiorentina e i suoi compagni l’hanno sostenuta?
«Moltissimo. Lo staff medico mi ha seguito sin dal primo momento e con i compagni di squadra siamo sempre stati in contatto. D’altra parte non ero l’unico del gruppo a trovarsi in quella situazione e capire come si sentivano gli altri era importante».

Adesso che è tornato negativo ha ripreso un po’ di attività fisica?
«Seguo un percorso personalizzato come gli altri giocatori della Fiorentina. Non è semplice allenarsi così, ma speriamo che presto si possa tornare al centro sportivo».

È pronto per tornare a giocare o pensa che sia prematuro visto la situazione del Paese?
«La decisione sulla ripartenza deve essere presa dai medici e dagli esperti. Quando succederà l’importante è che sia garantita la sicurezza di noi giocatori e di tutti gli addetti ai lavori».

 

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Calciomercato e non solo: tutti le incognite della Serie A dopo il 30 giugno

Calciomercato, questione stipendi…quante incognite nella Serie A che cerca una soluzione per ricominciare. Il calcio italiano ha l’obbligo di trovare soluzioni efficaci ed intelligenti per evitare di cadere in un burrone giuridico che rischia di inghiottire le relative certezze di questi tempi pieni di affanni. Dal 1° luglio, infatti, con chi giocheranno i calciatori col contratto in scadenza? E quelli in prestito da chi verranno pagati? La maggior parte delle squadre di Serie A ha in casa problemi di questo tipo, secondo La Gazzetta dello Sport.

Il calciomercato si prospetta ingarbugliato. Che dire di Mertens? Il belga non ha ancora rinnovato con il Napoli e dal 30 giugno in poi è in teoria libero di giocare con chi meglio ritiene. Ovvio, è un caso limite, ma non inverosimile. Alla stessa stregua il Milan che sta pensando di rinnovare il contratto a Ibrahimovic, rischia di restare in mezzo al guado. Situazione diversa per i romanisti Smalling e Mkhitaryan, per i quali la Roma ha strappato un accordo, rispettivamente con Manchester United e Arsenal, per il prolungamento del prestito oltre il 30 giugno. Capitolo Kulusevski: a luglio vestirà ancora la maglia del Parma o sarà già a Torino?

Per non dimenticare, poi, la spina degli stipendi. Molte società in queste settimane hanno dialogato coi giocatori per dilazionare il pagamento degli emolumenti da febbraio in poi o per concordare eventuali tagli. Un braccio di ferro pericoloso che alla lunga ha portato a molti rinvii.

Nel calderone dei problemi ci sono anche le date del mercato. Su questo argomento la Fifa, all’inizio della tempesta, ha parlato di una finestra unica da luglio a fine gennaio. Qualcuno si è illuso che ci fossero le porte aperte ad un maxi mercato. Poi, la correzione di Infantino e dei suoi collaboratori ha chiarito che le singole federazioni dovranno delimitare i tempi delle contrattazioni, per evitare pericolose sovrapposizioni con il campionato in corso. Ma questo è il punto dolente: quando si avranno le idee più chiare sulla sfera agonistica e su quella contrattuale? Per ora regna la confusione

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