Rivoluzione Newcastle: Pochettino e Coutinho nel mirino

Newcastle: mercato col botto in arrivo

Il Newcastle si prepara a voltare pagina, sia a livello tecnico che societario. Il club inglese, come rivela fra gli altri il Mundo Deportivo, è da tempo nel mirino del milionario americano Henry Mauriss, che lo contende al principe saudita Mohammed Bin Salman per un cifra che oscilla fra i 300 e i 400 milioni di euro. Il nuovo proprietario sarà chiamato a mettere mano al portafoglio per costruire una squadra ambiziosa, che punti su talenti di prestigio e su una guida tecnica di assoluto livello.

Il nome dell’allenatore che circola è quello dell’argentino Mauricio Pochettino, vicecampione d’Europa nella passata stagione con il Tottenham; in alternativa è circolato il mome di Massimiliano Allegri, che porterebbe in Inghilterra il cileno Vidal. Il nome di Philippe Coutinho, invece, rappresenta il primo possibile rinforzo per l’attacco. Il brasiliano, attualmente in prestito al Bayern Monaco, rientrerà a fine stagione nel Barcellona, da dove poi ripartirà per altri lidi. Uno di questi potrebbe essere il Newcastle (ANSA).

L’unica domanda che ci si pone spontaneamente è come questo scenario di grandi investimenti possa conciliarsi con quello attuale: il calciomercato estivo non dovrebbe essere infatti segnato da spese folli quest’anno a causa delle ingenti perdite subite da tutti i club e chiunque sia il nuovo properietario dei Magpies dovrà in primo luogo occuparsi del risanamento dei conti interni alla società. Tuttavia, se davvero il magnate americano o il principe saudita saranno in grado di investire grandi somme sul mercato, ciò potrebbe per ovvi motivi provocare degli squilibri in Premier League e chi sa, tra pochi anni potremo forse rivedere il Newcastle scrivere nuovi capitoli di storia calcistica come ai tempi di Alan Shearer.

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Premier League, medici dei club contrari alla ripresa

Premier League: I medici dei 20 club scrivono una lettera ai vertici del campionato

I medici della Premier League scrivono una lettera aperte ai vertici del calcio. Secondo quanto riporta The Athletic, i responsabili degli staff sanitari dei 20 club avrebbero inviato una email a Mark Gillet e a Richard Garlick comunicando tutte le loro perplessità e manifestando paura per la possibile ripresa del campionato e il proseguo della stagione. Nel documento ci sono circa 100 domande su cui le squadre vorrebbero chiarezza e trasparenza, tra le quali quesiti circa le assicurazioni e i test per per i giocatori  le loro famiglie. La situazione sembra sempre più complicata.

Le perplessità degli esperti non lasciano certo sorpresi, avendo l’Inghilterra dei numeri molto simili all’Italia in termini di contagiati totali (201mila) e morti (30mila) per Coronavirus, con la differenza che nel nostro Paese di ricominciare il campionato prima di un mese ancora non se ne parla (anzi, dev’essere ancora approvato il protocollo per la ripresa degli allenamenti di gruppo attraverso il meeting di oggi tra Comitato tecnico-scientifico e Federcalcio). Tuttavia la gran quantità di denaro mossa dalla Premier League, di gran lunga superiore rispetto alla Serie A, non può che influenzare i vertici dei 20 club, tutti concordi sul fatto che si debba ricominciare a giocare appena possibile. Con la differenza che lì le squadre (o meglio la squadra) coinvolte nella lotta al titolo non fanno appelli giornalieri alla ripresa immediata mascherandosi da paladini dell’interesse generale.

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Serie A, il coronavirus fa calare il valore dei giocatori

Serie A, il coronavirus fa calare il valore dei giocatori

Il calcio, come tutto il mondo, sta vivendo un periodo di estrema difficoltà a causa del coronavirus, la pandemia che ha cambiato le nostre abitudini di vita. In questo periodo, però, si sta cercando di trovare una soluzione per far ripartire la stagione calcistica considerando anche le gravi conseguenze che ci sarebbero a causa di uno stop definitivo. Una delle principali difficoltà riguarderebbe il valore di mercato dei giocatori; dopo che Transfermarkt e il CIES Football Observatory si sono pronunciati su questa problematica, si è fatto sentire anche KPMG Football Benchmark portando alla luce alcuni dati tanto interessanti quanto preoccupanti.

– Far terminare la stagione a porte chiuse causerebbe una perdita di un terzo o di un quinto dei ricavi rispetto alle mancate entrate nel caso in cui la Serie A non dovesse ripartire.

– Per quanto riguarda il valore dei giocatori che militano nei dieci campionato europei, si è avuto un calo del 26.5% che equivale a dieci miliardi di euro. In caso di ripresa questo calo sarebbe di 6.6 miliardi.

– La Serie A, in caso di stop definitivo, andrebbe a perdere 4.229 miliardi di euro mentre con una possibile ripresa la cifra sarebbe di 4.734 miliardi.

– I giocatori giovani o con più anni di contratto hanno avuto un calo minore nel loro valore di mercato; in caso in cui la Serie A non dovesse riprendere, il podio dei calciatori con il valore più alto sarebbe: Mbappè (-21.5%), Neymar (-21.7%) e Sterling (-13.8%). Solo due i calciatori che giocano nel massimo campionato italiano; parliamo di Lukaku (-15.3%) e de Ligt (-16%).

– La rosa con il rischio maggiore di perdita di valore è quella del Real Madrid a causa di una rosa composta da calciatori avanti con l’eta.In Serie A la Juventus perderebbe il 23.4% del suo valore, l’Inter il 24%, il Napoli il 28.7% e la Roma il 25%.

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Juventus, ufficiale: Dybala è guarito dal Covid-19

Juventus, ufficiale: Dybala è guarito dal Covid-19.

Dopo che questa mattina la Juventus aveva messo il dubbio sulla notizia, diramando un comunicato sui guariti, dal quale Paulo Dybala era stato estromesso, arriva invece ora la conferma ufficiale che Paulo Dybala non è più positivo al Coronavirus.

 

 

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Mi imagen lo dice todo, finalmente curado de Covid-19 😆💪🏽♥️. My face says it all, i’m finaly cured from Covid-19 💪🏽♥️😆La mia faccia dice tutto: finalmente guarito dal Covid-19!

Un post condiviso da Paulo Dybala (@paulodybala) in data:

Il calciatore argentino era risultato positivo al Covid-19 il Marzo scorso, positività confermata anche dai tamponi successivi, mentre oggi dopo 46 giorni dalla positività, Dybala è definitivamente guarito. Infatti è arrivato il responso tanto atteso, la “Joya”, può tornare alla normalità e chissà anche ad allenarsi alla Continassa.

Con il calciatore argentino tutti i giocatori della Juventus che erano risultati positivi nei mesi scorsi sono guariti e dunque al momento per la “vecchia signora” la situazione torna alla normalità, attendendo che tutta la Serie A possa avere questa stessa sicurezza.

 

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Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Tornare alla normalità e sconfiggere il virus, prima di tutto, questo è sempre stato l’obiettivo principale di tutti. Per parlare profano, però, uno degli obiettivi importanti ma meno nobili era anche quello di riprendere con gli allenamenti: per tornare ad una parvenza di normalità, per quanto possibile, e per farsi trovare pronti qualora il campionato di calcio ripartisse in estate per portare a termine la stagione 2019/2020. Come si legge sul nostro sito ieri l’Atalanta si è ritrovata al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia per riprendere gli allenamenti in forma individuale.

Domani, giovedì 7 maggio, i calciatori del Milan si ritroveranno a Milanello per riprendere gli allenamenti interrotti ormai due mesi fa. Ora che il Coronavirus si può gestire, il Governo ha deciso di permettere ai club di riaprire i propri centri sportivi e permettere ai calciatori di allenarsi a dovuta distanza ed in forma individuale, seguendo le norme sanitarie e cautelative previste. Domani mattina il primo gruppo di calciatori rossoneri scenderà sui terreni del centro sportivo di Milanello per la ripresa degli allenamenti individuali, mentre c’è attesa per il 18 maggio, data in cui tutte le squadre di Serie A dovrebbero tornare ad allenarsi in gruppo. In tal senso si aspettano notizie dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e dal Governo, che in questi giorni dovrebbero prendere una decisione definitiva circa la ripresa o meno del campionato di calcio.

Come viene riportato e si legge su DailyMilan: “I rossoneri seguiranno un programma differenziato, con sedute di allenamento scaglionate tra mattino e pomeriggio e tabelle con esercitazioni individuali. Una sorta di preparazione estiva anticipata e concentrata in poche settimane. Solo in una fase successiva torneranno gli allenamenti più intensi in gruppo e la tattica. All’appello mancano ancora Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessiè. Rientreranno in Italia nei prossimi giorni. Il campione svedese ha scelto di trascorrere tutto il periodo di lockdown nella sua Svezia, dove le restrizioni anti Coronavirus sono consigli e la libertà di movimento non ha mai subito blocchi. Ha lavorato sul campo insieme ai “suoi ragazzi” dell’Hammarby, il Club di Stoccolma a cui è legato per il 25 per cento delle quote societarie. Diverso il discorso di Kessié, impossibilitato al rientro a causa di problemi sui voli di partenza dalla Costa d’Avorio”.

 

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Dossena: “Hanno sottovalutato Ferrero, Sampdoria tranquilla con Ranieri”

Dossena: “Hanno sottovalutato Ferrero, Sampdoria tranquilla con Ranieri”

L’ex centrocampista doriano Beppe Dossena, vincitore con la maglia blucerchiata di una Serie A, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana ed una Coppa delle Coppe, ha parlato ai microfoni di Sampnews24 del passato, del presente e del futuro del club. Tanti gli argomenti toccati da Dossena durante l’intervista: la mancata cessione del club, la cordata di Vialli, la sua avventura in maglia blucerchiata, la scelta di mettere Ranieri sulla panchina della Sampdoria e l’operato di Ferrero a capo del club. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Non possiamo non iniziare da quell’Inter-Sampdoria. Cosa ricorda di quella partita?

«Ricordo tutto. La preparazione, la settimana prima, l’intensità degli allenamenti. Giocammo con buon equilibrio, non andammo mai oltre il lecito di quello che si doveva fare. Avevamo la maturità necessaria per affrontare quella partita, ne venivamo da diverse finali, vinte o perse non importa. Poi chiaramente ricordo l’emozione, i cori, ma anche il post-partita, che vivemmo in maniera equilibrata».

Secondo lei una Sampdoria del genere si rivedrà mai nella storia?

«Mai dire mai nella vita, ma deve veramente calare dal cielo un alieno e mettersi ad investire quello che c’è da investire nel calcio di oggi per raggiungere gli stessi risultati che raggiungemmo noi».

Qual è la persona a cui ha voluto più bene alla Sampdoria?

«Paolo Mantovani. Come ho sempre detto, lui è stato l’artefice di quei bellissimi anni. Senza di lui, non ci sarebbe stato niente: certo, gli allenatori e i giocatori erano protagonisti perché scendevano in campo, ma li aveva scelti lui uno per uno. Sono frutto della sua mente e della sua lungimiranza».

Cosa pensa di Ferrero? Il rapporto con i tifosi è ormai ai ferri corti.

«Direi che il rapporto ormai è bruciato completamente. A me personalmente non ha dato fastidio quando ha detto che la Sampdoria prima di lui era conosciuta da Recco a Chiavari. L’ho presa come una battuta, ma poi basta ricordarsi un po’ di storia della Samp per provare che non è così. Qualche volta, o forse un po’ troppo spesso, le esternazioni sopra le righe ci sono state. Ha portato la squadra a un buon livello sul piano dei risultati sportivi ed economici, bisogna valutarlo per quello che è stata la sua attività sul campo. Da fuori capisco e mi rendo conto che con i tifosi non c’è speranza di recuperare il rapporto. Tuttavia, non mi sembra che lui ne faccia un dramma o lo turbi più di tanto, anche se immagino non gli faccia piacere sentirsi chiamato in causa dagli spalti del “Ferraris” ogni domenica».

Ha più sentito Vialli? Lo avrebbe visto bene come presidente della Samp?

«Certo, avrebbe avuto il profilo adatto per ricoprire una carica del genere».

Pensa che un giorno si possa riaprire la trattativa?

«Penso di no, c’è stata una forzatura. Ritengo che chi stava per comprare abbia sottovalutato Ferrero e forse lo ha messo troppo presto al muro, ma sono mie sensazioni. Sul piano della gestione della comunicazione qualcosa è stato sbagliato. Gli americani hanno tenuto poco conto dell’interlocutore, che qualche volta dev’essere coccolato e rassicurato per ottenere ciò che si vuole. La loro fretta di chiudere, forse perché interessati relativamente, ha fatto perdere di vista l’obiettivo». 

Ranieri sembra avere il posto assicurato alla Samp anche per la prossima stagione.

«È stata certamente la persona che ha tranquillizzato l’ambiente, la Sampdoria avrebbe potuto andare davvero molto vicino al baratro senza di lui. Per esperienza e capacità è l’uomo ideale, altre valutazioni bisogna farle da vicino, vedendolo allenare tutti i giorni e rapportarsi coi giocatori. La sua storia, però, parla da sé. Di Francesco è stato forse troppo integralista fino alla fine, ha avuto delle promesse non mantenute ma lui non si è sentito di cambiare il suo modo di interpretare il calcio».

Che opinione si è fatto sul caos relativo al taglio stipendi?

«Questo è veramente un tema scottante. L’AIC, al posto di prendere decisioni, delega i calciatori e li lascia in situazioni imbarazzanti. Così ci sono calciatori in scadenza che vorrebbero tutto, ci sono altri a cui la società ha promesso qualcosa. L’Assocalciatori doveva porsi come interlocutore unico e rappresentare i calciatori, allora forse si sarebbe cominciato a mettere in piedi un calcio veramente diverso. In questo modo, invece, l’AIC è stata delegittimata. Anzi, si è delegittimata lei stessa, quando invece avrebbe potuto uscirne rafforzata».

Sarà ancora la Juventus a vincere secondo lei, se la Serie A riprendesse?

«Penso di sì, anche se la Lazio era tanto vicina a poterlo fare. Quello che succederà dopo la ripresa è veramente un’incognita. È l’unica squadra che ha tenuto tutti i giocatori a Roma, questo è da sottolineare».

Ha mai più chiarito con Mancini? Come reagì la Samp al presunto episodio di tradimento?

«Io con Roberto ci parlo, lo vedo e nessuno deve spiegare niente a nessuno. Ciò che è uscito è un’invenzione bella e buona, punto. Ma se alla gente piace credere a queste cose che continuino pure a farlo. Nonostante tutto, quello che è uscito non ha incrinato nulla del nostro rapporto».

 

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Boga, un nuovo Gervinho per la Roma?

Boga, un nuovo Gervinho per la Roma?

Sarà per la stessa nazionalità, sarà per la fame di dribbling e l’imprevedibilità, ma se c’è un giocatore che può ripercorrere il rendimento di Gervinho ai tempi d’oro con la Roma, quello è Jeremie Boga.

L’attaccante del Sassuolo è al momento oggetto di mercato pregiato per tante big, in particolar modo per la Roma, che negli ultimi anni ha sperimentato diverse opzioni per la fascia offensiva senza però trovare continuità, continuità che manca dai tempi proprio di Gervinho prima e di Salah poi. Anche con l’egiziano tanti punti in comune: principalmente quello di essere stati “scartati” dal Chelsea per produrre le cose migliori in Serie A.

Boga si è messo in luce in questa stagione, 24 presenze e ben 8 reti fino allo stop, molti dei quali da cineteca, in particolare proprio contro i giallorossi, devastati dal passo dell’ivoriano, imprendibile ed imprevedibile, nonchè dotato di un notevole calcio.

La Roma dovrà dunque fare le proprie scelte, sopratutto decidendo una volta per tutte chi è il vero padrone della fascia offensiva, dove si alternato troppo spesso vari nomi. Cengiz Under dovrebbe essere il vero titolare inamovibile, ma gli infortuni e la pessima forma di questa stagione ne hanno rallentato la crescita, situazione che però al momento non fa scemare l’interesse e soprattutto il prezzo di mercato. Proprio per questi motivi il primo indiziato a lasciare posto a Boga, permettendo anche di fare una buona plusvalenza è il talento turco, sul quale c’è l’interessa di molte squadre di Premier League.

Altro nome potrebbe essere quello di Diego Perotti, veterano della rosa di Fonseca, il quale però per un fisico troppo fragile ha dovuto troppe volte far riscoprire di che pasta sia fatto, con un rendimento alto ma troppo discontinuo a livello numerico e di presenze.  Dunque potrebbe essere arrivato il momento per il “monito” di far largo ai giovani e far posto al talento del Sassuolo.

Ultimo nome è quello di Justin Kluivert, quello più complicato da vedere proprio ora via da Roma, visto che il prezzo del giocatore ancora non è salito e soprattutto non ha avuto ancora il tempo di dimostrare il suo valore. A livello di rendimento sicuramente quello con più problematiche, anche se nell’ultimo periodo, prima dello stop del campionato, l’olandese ha regalato buone prestazioni e aumentato il proprio bottino di reti.

Tutti nomi che al momento però hanno in comune quella mancanza di stabilità e continuità che manca proprio dai tempi dell’altro ivoriano Gervinho, capace di giocate devastanti ed imprevedibili, due caratteristiche che Boga possiede e anzi, a volerla dirla tutta forse in prospettiva potrebbe anche avere qualcosa in più, tutto starebbe a Fonseca e all’ambiente Roma a far crescere come si deve il talento dell’ivoriano.

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Juventus-Lione, il ritorno dell’Allianz ad agosto? Filtra la data

Juventus-Lione, il ritorno dell’Allianz ad agosto? Filtra la data

Dopo mesi di attesa qualcosa si muove! Il calcio torna prepotentemente protagonista, un po’ per i tifosi a cui mancava e un po’ come rappresentazione di quella quotidianità e normalità che il coronavirus ci aveva tolto. Ripartono i campionati dunque, come si legge sul nostro sito, ed ora filtrano le date anche per la ripresa della Champions League.

Secondo RMC Sport, la data per il match di ritorno tra Juventus e Lione programmata all’Allianz Stadium di Torino è quella dell’8 agosto. Dalla Francia filtrano le date sulla ripresa della Champions League e le indiscrezioni sono state confermate dal giornalista francese Loic Briley, che avverte però di come la data possa cambiare, visto che è soggetta alle decisioni delle leghe nazionali e dell’UEFA in merito alla ripartenza del calcio post COVID-19.

All’andata il match terminò 1-0 per il Lione, con gli uomini di Rudi Garcia che grazie al gol di Tousart misero in evidenza i limiti della Juventus di Sarri che disputò una delle peggiori partite della stagione.

Come riportato dal Corriere dello Sport, entro il 3 agosto l’UEFA pretende di conoscere i nomi delle squadre che si qualificheranno alle prossime coppe europee. L’organismo europeo, infatti, vuole la lista dei campionati che verranno conclusi o che verranno interrotti a causa dell’emergenza Coronavirus. La deadline del 2 agosto per concludere i tornei al momento non può essere superata. Nel Comitato Esecutivo del 27 maggio, Ceferin potrà tracciare un bilancio della situazione, visto che arriveranno i report sui vari scenari in giro per l’Europa.

 

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Matri da l’addio al calcio: “Ho realizzato tutti i miei sogni”

Matri da l’addio al calcio: “Ho realizzato tutti i miei sogni”.

Dopo 500 presenze e 127 reti tra Serie A, B e C1, Alessandro Matri si ritira dal calcio giocato. Il “Mitra” aveva già dato addio a gennaio al Brescia, rescindendo il contratto con i lombardi, finendo nella lista degli svincolati, con molte offerte tra Italia ed estero per ripartire, fino a febbraio però rifiutate.

Ora, visto il campionato fermo da due mesi ed una ripresa al momento lontana, l’ex attaccante di Milan e Juventus ha deciso di dire addio al calcio giocato, in diretta televisiva ai microfoni di Sky Sport: “Dopo aver visto come sono andati i primi sei mesi con il Brescia. Successivamente sono venuti a mancare un po’ di stimoli e dal campo ho avuto risposte non positive. Non avevo più voglia di essere sopportato e non fa parte del mio carattere restare in una piazza dove non posso dare ciò che serve. Dopo che sono rimasto svincolato di richieste ne sono arrivate poche e non ero convinto di nessuna di queste. Ho preferito evitare figuracce.”

Queste le parole di Matri che poi ha dato uno sguardo con la mente alla sua carriera, comunque ricca di soddisfazioni: “Mi mancherà la vita da calciatore, ma solo un’occasione importante poteva farmi ripartire. Non avrei mai pensato di vincere tre scudetti, non posso certo lamentarmi della mia carriera. Posso dire di aver realizzato i miei sogni. Lo scudetto del 2012? Sembra ieri, sono ricordi indelebili, anche se sono passati già otto anni”.

Una carriera brillante in effetti: Milan. Cagliari, juventus, Lazio, Fiorentina, Genoa, Sassuolo, Brescia, tante squadre che si sono affidate al suo talento, con alti e bassi che però gli sono valsi anche 7 presenze ed 1 goal in nazionale. Il Palmares è tutto riconducibile alla Juventus, con la quale ha vinto 3 campionati, 2 Supercoppe ed 1 Coppa Italia da aggiungere se vogliamo considerare anche la Champions League del 2003 del Milan, con Matri che all’epoca militava nelle giovanili rossonere ma rimaneva in orbita prima squadra.

 

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Capuano: “Protocolli inapplicabili sia in B che in C, sarà tracollo”

Capuano: “Protocolli inapplicabili sia in B che in C, sarà tracollo”

Ezio Capuano, vulcanico tecnico dell’Avellino, ha rilasciato una lunga e bella intervista ad Eleven Sport dove ha toccato molti temi riguardanti l’universo del calcio: la difficile situazione economica delle serie inferiori, gli stipendi dei calciatori di Serie C e D, la difficoltà nell’applicare i protocolli sanitari in Serie B ed in Serie C, il presente dell’Avellino ed il futuro nebuloso che aspetta al calcio. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

“Vorrei riprendere ad allenare domattina, ma i protocolli non sono applicabili neppure in Serie B figuriamoci in C. Ci sono stati tanti morti che non hanno avuto una degna sepoltura, come si può parlare di calcio? Faccio i complimenti a Ghirelli perché come un bravo padre di famiglia deve mettere d’accordo sessanta società. Io avrei fermato la stagione molto tempo fa. In condizioni normali avremmo dato fastidio a molte squadre nei playoff. Eravamo a tre punti dal Catanzaro, una delle squadre accreditate alla promozione. E il Catanzaro, come la Viterbese doveva venire a giocare ad Avellino. Ci sono tanti calciatori di Serie C e Serie D che guadagnano poco e devono campare famiglie. L’anno prossimo ci sarà un tracollo. Dobbiamo aiutare questi calciatori, che regolarmente percepiscono stipendi ogni tre mesi. Un lavoratore se non gli viene permesso di lavorare, non ha colpe. Se mi viene chiesto di aiutare la mia società, lo faccio volentieri, ma non si può incolpare o togliere soldi ai calciatori. Capisco il momento dei presidenti, chi aveva delle aziende forti è stato massacrato dal virus. Chi deve scegliere tra la società di calcio e le proprie aziende, sceglierà sempre l’azienda. La famiglia D’Agostino non è rimasta ferma, ha allineato l’Avellino alle proprie aziende dal punto di vista giuridico e amministrativo. Le aziende del gruppo D’Agostino sono ferme, lui ha pensato all’Avellino mettendo a posto alcune situazioni per portare l’azienda Avellino nell’elite del calcio”.

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