Serie A, Gosens: “Complimenti alla Germania, qui siamo invidiosi”

Serie A, Gosens: “Complimenti alla Germania, qui siamo invidiosi”

Questo fine settimana ripartirà la Bundesliga; il campionato tedesco riparte con un match di cartello, quello tra Schalke 04 e Borussia Dortmund e Gosens, l’esterno dell’Atalanta, sarà pronto davanti al televisore sabato alle 15:30 per godersi la sfida. Il calciatore tedesco non perde occasione di lodare la sua nazione, che in tempi rapidissimi è riuscita ad avviare un piano di ripartenza per il calcio. Ecco le parole dell’esterno atalantino alla Bild:

“È stato bello ritrovarsi, bello vedere le acconciature dei compagni: i parrucchieri qui sono ancora chiusi, alcuni si sono fatti tagliare i capelli dalle loro compagne, e si vede… Altri invece non hanno osato, e si è visto anche questo…”.

“E io alle 15,30 guarderò Borussia Dortmund-Schalke 04. Non si può che togliersi il cappello nel vedere come la DFL sia riuscita in poco tempo a riavviare la macchina del calcio: in Italia c’è un po’ di invidia, perché tutti noi vogliamo tornare in campo. Qui l’ipotesi è ancora lontana e in Germania stanno già ricominciando. Anche se giocare a porte chiuse non è certo il massimo”.

 


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La giornata di calciomercato delle grandi della Serie A

La giornata di calciomercato delle grandi della Serie A

Il calciomercato delle grandi:

Roma:

In casa giallorossa continua a tener banco la situazione Pastore, che non ha intenzione di lasciare la Roma e vorrebbe arrivare addirittura alla scadenza del contratto tra tre anni per poi tornare al Talleres in Argentina. Inoltre oggi lo svincolato Viviano è stato offerto a Petrachi, che ha preso tempo per aspettare di vedere come e quando recupererà dall’infortunio al gomito Pau Lopez.

Lazio: 

Per quanto riguarda la Lazio, la notizia del giorno riguarda Immobile: l’agente dell’attaccante Alessandro Moggi è intervenuto a Radio Kiss Kiss e gli è stato chiesto, come spesso accade, di un possibile futuro di Immobile al Napoli. Moggi si è limitato a spiegare che Ciro è felicissimo a Roma e chiunque lo voglia deve parlare con il presidente Lotito.

Juventus:

Sempre più difficile riuscire ad imbastire uno scambio con il Barcellona per arrivare ad Arthur, quindi riprende quota la pista Jorginho, vecchio pupillo di Sarri. Occhio alla possibilità che Pjanic si aggiunga alla rosa di Lampard, anche se ad oggi non ci sono conferme riguardanti questa indiscrezione.

Milan:

I rossoneri oltre a dover gestire la spinosa trattativa con Rangnick sono comunque vigili sul mercato. Dalla Francia l’equipe riporta che il Milan è interessato a ben 4 giocatori che militano in Ligue One: Pierre Kalulu, Tanguy Kouassi, Kurzawa e Kamara.

Inter:

I nerazzuri sono vigili sulla situazione Tonali e si preparano a chiudere la trattativa con il Brescia; intanto Conte continua a spingere per portare  Mertens ai nerazzurri e per rinforzare la fascia sinistra, al riguardo spunta un nuovo nome: Luis Diaz del Porto. A consigliarlo all’Inter, secondo As, sarebbe stato l’ex Cordoba.

Napoli:

Il Napoli sarebbe sulle tracce di Wendel, centrocampsita dello Sporting Lisbona, che per cederlo chiede almeno 20 milioni. C’è da battere la concorrenza dell’ex Carlo Ancelotti, che ha puntato il centrocampista per rinforzare l’Everton.

 

 


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Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Abbiamo più volte commentato nel corso di questa lunga quarantena le vicende di casa Milan. I rossoneri si avviano all’ennesima rivoluzione estiva e, nonostante tutte le polemiche con Maldini, Rangnick sembrerebbe essere ancora la scelta prediletta dell’amministratore delegato Gazidis. Sport Mediaset oggi riporta le “semplici” condizioni che convincerebbero l’ex calciatore tedesco a legarsi al Milan:

  • non vuole firmare esclusivamente per il ruolo di allenatore, bensì gradirebbe una posizione da “manager” all’inglese (con Moncada che verrebbe promosso a Direttore Sportivo).
  • pretenderebbe di portare con lui ben 20 collaboratori, non tutti inerenti al lavoro tecnico, ma anche degli scuoting, degli addetti al settore giovanile ed uno psicologo
  • ben 80 milioni da investire sul calciomercato, che di questi tempi si sa son disponibili per molte società italiane… 

L’ ultima richiesta, per essere esaudita, porterebbe alle cessioni di Kessie, Paquetà ed all’addio di Ibra per risparmiare sullo stipendio. Il principino ha parlato, ora la palla passa al Milan ed a Gazidis, mentre del futuro di Maldini si sa ancora pochissimo, ma diventa sempre più difficile immaginarlo in rossonero anche nella prossima stagione.

 


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Lazio, Marcolin, Pancaro e Ravanelli ricordano lo Scudetto del 2000

Lazio, Marcolin, Pancaro e Ravanelli ricordano lo Scudetto del 2000

“Sono le 18 e 4 minuti del 14 maggio del 2000 e la Lazio è Campione d’Italia”. Queste le iconiche parole pronunciate da Riccardo Cucchi ai microfoni di RadioRai al termine della sfida al Renato Curi tra Perugia e Juventus che oggi sono impresse nella memoria di ogni tifoso della Lazio, e probabilmente anche di qualche Juventino. Oggi sono passati esattamente 20 anni da quello Scudetto, uno dei più paradossali ed emozionanti della storia del calcio italiano, con la partita della Juventus posticipata di un’ora a causa di un nubifragio che si era abbattuto su Perugia. I giocatori della Lazio, che avevano appena strapazzato la Reggina per 3-0, e  tutti i tifosi di un Olimpico gremito hanno dovuto aspettare un’ora prima di conoscere l’esito di quel campionato, c’era chi seguiva la sfida di Perugia dalla radio, chi invece negli spogliatoi guardava affannosamente il match in televisione. Proprio per ricordare quell’attesa straziante ed emozionante oggi sono intervenuti a Tuttomercatowebradio tre ex protagonisti di quel racconto: Dario Marcolin, Fabrizio Ravanelli e Giuseppe Pancaro.

Marcolin:

“Bene che potesse andarci, avremmo fatto lo spareggio con la Juventus. L’anno prima eravamo a -2 punti dal Milan, che all’ultima ha vinto a Perugia 2-1. Memori di ciò, non pensavamo che la Juventus potesse perdere. Invece abbiamo vissuto una giornata storica indimenticabile”. 

“Qualcuno era davanti la tv nel corridoio, altri invece avevano le radioline. Io non ce la facevo e insieme ad alcuni compagni ero nello spogliatoio senza sentire nulla. Non si parlava, eravamo tutti in silenzio a testa bassa. Così fino a quando uno è arrivato, ha dato un calcio alla porta e ha urlato “è finitaaaa!”. Da lì l’esplosione di gioia”

Ravanelli:

“Fu un’emozione incredibile. Fu il segno del destino, che lo scudetto fosse decretato dalla mia città Perugia, contro la mia squadra del cuore, la Juve. Abbiamo vinto meritatamente, fu una giornata straordinaria”. “Abbiamo potuto condividere subito la gioia con tanti tifosi della Curva, che sono venuti negli spogliatoi a festeggiare. E’ stato bello condividere con alcuni di loro quel momento. Sono stati momenti indelebili”.

“Noi giocatori ci abbiamo sempre sperato. Sapevamo che il Perugia se la sarebbe giocata. C’era confusione nel capire se la partita sarebbe ripresa. Noi però ci credevamo, perché il campo di Perugia è sempre stato storicamente difficile per i bianconeri”.

Pancaro:

“Mentre vedevamo Perugia-Juve la tensione era talmente alta che nessuno di noi parlava. Aspettavamo soltanto che il tempo passasse. Ero con Inzaghi e Conceicao, ma ricordo che c’erano anche altri compagni come Mihajlovic. Veron dice che non abbiamo festeggiato abbastanza? Insomma (ride, ndr). Abbiamo festeggiato giustamente, eravamo giovani! C’era tanta felicità e gioia nelle cene e nelle feste che facevamo tutti insieme. Anche negli allenamenti dopo lo scudetto, quando abbiamo preparato la finale di Coppa Italia che poi abbiamo vinto contro l’Inter, c’era uno spirito incredibile”.

 

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Roma, potrebbe firmare Viviano, Fuzato andrà in prestito

Roma, potrebbe firmare Viviano, Fuzato andrà in prestito

Notizia di ieri che il portiere della Roma Pau Lopez dovrà stare fermo per almeno un mese a causa di una micro frattura al polso sinistro, lo staff spera di recuperarlo per la ripresa del campionato. In ogni caso la Roma si muove sul mercato e sta sondando le possibili soluzioni, tra queste c’è lo svincolato Viviano, che era stato vicino all’Inter verso la fine di Gennaio. L’ex portiere della Sampdoria è stato offerto a Petrachi, che al momento si è preso del tempo per monitorare il recupero di Pau Lopez, Viviano è seguito anche dalla Lazio, che è alla ricerca di un secondo portiere dato che Inzaghi nel corso di questa stagione non si è mai fidato del tutto di Proto. Per la prossima stagione invece, in casa Roma, sembra quasi certo l’innesto di un nuovo portiere che andrà a fare il vice di Pau Lopez, mentre Mirante scalerà nel ruolo di terzo onorando l’ultimo anno di contratto con i giallorossi; andrà invece in prestito il giovane portiere brasiliano classe 97′ Daniel Fuzato, così da offrirgli la possibilità di trovare continuità e minuti per giocare.

 

 

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Serie A, Malagò conferma la ripartenza: “Al 99,9% il 13 giugno”

Serie A, Malagò conferma la ripartenza: “Al 99,9% il 13 giugno”

Dopo le tante polemiche pare che la Serie A proceda a grande velocità verso la ripartenza; l’ultima conferma arriva dal presidente del CONI Giovanni Malagò, che questa mattina è stato intervistato su Radio 2. Il numero uno del Comitato Olimpico Nazionale esprime anche qualche perplessità riguardo allo scontro in atto tra medici sociali e Comitato tecnico scientifico. Intanto Spadafora da il via libera alla ripresa degli allenamenti collettivi, dopo che la FIGC ha presentato un secondo protocollo secondo le indicazioni e le correzioni indicate nel parere del Comitato Tecnico scientifico; la Serie A ha inoltre presentato la richiesta, sulla quale il Governo avrà l’ultima parola, di riprendere il campionato il 13 giugno. Malagò ha anche rivelato che la decisione della quarantena per la squadra potrebbe essere rivista, anche se ha affermato di non aver mai parlato direttamente con il CTS, poiché il confronto con quest’ente spetta al Ministro dello Sport ed a quello della Salute. In chiusura ha confermato la riapertura di palestre e piscine il 25 maggio. Ecco le dichiarazioni più importanti del presidente del CONI:

“Noi abbiamo recepito una direttiva che individua un percorso di coinvolgimento generale e non un isolamento individuale. Ma questo è un tema che riguarda la Commissione tecnico-scientifica e io non ho mai interloquito con loro, perché giustamente devono farlo solo in Ministero dello Sport e quello della Salute. Non so il motivo di questa decisione, mi dicono che è una decisione che potrebbe essere rivista ma non voglio aggiungere ulteriori considerazioni. Quello che è sicuro è che sono persone serie e probabilmente tra un protocollo più restrittivo e uno meno hanno voluto dare una indicazione nell’interesse del sistema paese oltre che di alcune categorie. Quest lotta tra alcuni medici e la Cts non mi appassiona. Al 99.9 percento il campionato di Serie A riparte il 13 giugno. Si sta facendo di tutto per ricominciare, è l’obiettivo primario. Una volta ricominciato, non so quando finirà, ci vorrebbe la palla di vetro.“

 

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La UEFA è al lavoro per la ripresa delle coppe europee

La UEFA è al lavoro per la ripresa delle coppe europee

Il calcio vuole ripartire e, in questi giorni, si sta lavorando per far ricominciare il sistema calcistico. La Bundesliga torna in campo questo weekend, la Premier nel pomeriggio odierno deciderà il proprio futuro mentre per Serie A e Liga si dovrà attendere, probabilmente, metà giugno. Non solo i campionati nazionali come problema da risolvere dal momento che si deve trovare una soluzione anche per le coppe europee; a tal proposito la UEFA, direttamente dalle stanze di Nyon, sta cercando delle soluzioni per permettere a Champions ed Europa League di tornare in campo. La prima idea è quella di ricominciare il tre agosto una volta terminati i campionati nazionali anche se stabilire una data certa per la fine delle varie leghe è veramente complicato. Ecco allora che si studiano delle soluzioni alternative come spostamenti di date, il cambio del format o addirittura una mini rivoluzione dei calendari tenendo presente che già è stato rinviato l’Europeo. In attesa di trovare la soluzione definitiva, la UEFA è sicura di una sola cosa: non ci saranno le cinque sostituzioni. Gli allenatori avranno a disposizione tre cambi che potranno diventare quattro in caso di tempi supplementari.

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Carpi, Bonacini: “Il merito sportivo ci premia, aspetto il Consiglio Federale”

Carpi, Bonacini: “Il merito sportivo ci premia, aspetto il Consiglio Federale”

Il presidente del Carpi, Stefano Bonacini, è intervenuto a Question Time con Gianluca Di Marzio dove ha chiarito il suo punto di vista circa numerosi argomenti come la promozione del suo Carpi in B per merito sportivo, il rapporto con i presidenti di altri club e un’ipotetica riforma futura del calcio italiano, infine anche una chiosa sul Coronavirus contratto. Andiamo a vedere le parole del presidente Bonacini:

“Mi sono stupito delle dichiarazioni di qualche presidente. Credo che Ghirelli abbia lavorato bene. Ha presentato tre soluzioni, sono state fatte le domande e date delle risposte. In assemblea il presidente del Catanzaro ha detto che noi avevamo la migliore media punti, tutti sapevano che votare per il merito sportivo significava che il Carpi aveva la miglior media punti. Galliani mi ha chiamato lunedì per ringraziarmi delle parole. Con questa votazione, oggi si è premiato il Carpi. Ma domani si premierà un’altra realtà. La decisione è stata presa per maggioranza relativa essendo un’assemblea ordinaria, la maggioranza assoluta si necessità in caso di assemblea straordinaria. l merito sportivo è stato decretato in riferimento alla media punti. La Lega ha fatto la sua proposta e l’ha chiarita. Se qualcuno pensava di non essere rispettato doveva dirlo. Alle assemblee bisogna andarci preparati. Per noi questo è il primo passo. Dobbiamo rimetterci al Consiglio Federale, che è l’unico organo che può confermare quanto deliberato. Sono fiducioso perché è composto da membri competenti in materia. Lotito? Penso sia un uomo intelligente. A volte cede in rimostranze troppo forti. Credo sia uno dei pochi che conosce bene il mondo del calcio. Lui ha parlato per anni di riforma del calcio, soprattutto in Lega Pro e in Serie B. E’ un uomo di calcio. Non ho mai chiesto favori, sicuramente non lo chiamerò per interagire sul discorso Carpi. Con Federico Melchiorri mi sono trovato bene (ex Carpi e ora al Perugia), mi dispiace non sia qui con noi, ma in futuro mai dire mai. Il Consiglio Federale dovrà pensare a una riforma complessa. Il prossimo anno la Serie C giocherà a porte chiuse e senza sponsor, con risorse scandalose. La preoccupazione è che se si rimane in  C non so quanti club possano resistere senza sponsor e botteghini. Devono fare qualcosa per forza. La proposta delle 40 squadre in B è passare la terza serie come dilettantistica può essere un’idea. Il Carpi avrebbe vinto il campionato se non ci fosse stato il Covid-19. Qualora fossimo promossi l’obiettivo è proseguire il lavoro fatto quest’anno. Ci sono alcuni ragazzi che sarebbero pronti per la B. Non vogliamo ripetere gli errori della retrocessioni. La retrocessione della scorsa stagione? Sono rimasto deluso, alcune persone mi hanno tradito. Qualche errore l’abbiamo fatto. Ho tanti difetti, ma sono un sognatore. Mi piace pensare che un uomo non ti possa tradire dal punto di vista umano. Sono state fatte cose a livello personale non corrette. Ho contratto il virus, è stato un momento difficile ma i risultati sono positivi adesso. Tutto sembra volgere al meglio. Speriamo bene, è stato un periodo complicato. Sono contento di esserne uscito.”

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Pradè: “Ho contratto il virus e contagiato la mia famiglia, è stato brutto”

Pradè: “Ho contratto il virus e contagiato la mia famiglia, è stato brutto”

In Italia alcuni hanno sottovalutato il virus, auto convinti dallo sciocco mantra “tanto a me non capita”, ma quando anche le persone famose raccontano di aver contratto il coronavirus allora tutta la popolazione automaticamente si spaventa. Daniele Pradè, DS della Fiorentina, si è raccontato in una bella e toccante intervista a Sky Sport con Luca Marchetti e Gianluca Di Marzio dove ha raccontato la sua brutta esperienza di convivenza col Coronavirus che si è esteso a tutta la sua famiglia. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

“Ho portato il virus in casa, l’ho trasmesso a mia moglie, a mia figlia, ai miei cognati e ai miei nipoti e soprattutto ai miei suoceri, che sono stati ricoverati per 30 giorni. Nella sfortuna sono stati ricoverati allo Spallanzani che è un posto di importanza primaria nel mondo per questo tipo di malattie. Il momento più brutto è quando vedi tutta la tua famiglia ammalarsi pian piano, è un virus subdolo e bastardo. Il messaggio che mi sento di dare è proprio quello sul cambiamento delle nostre vite, su come dobbiamo essere accorti con le precauzioni e le distanze, evitando gli assembramenti. Io sarò un portavoce assoluto di questo, quando si hanno tutte le precauzioni e si prendono tutti gli accorgimenti, il calcio e in generale lo sport possono essere un veicolo giusto per far capire questa nuova vita, perché ci dovremmo convivere finché non si troverà un vaccino“.

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Premier League, giornata decisiva per la ripartenza

Premier League, giornata decisiva per la ripartenza

Il calcio vuole provare a ricominciare per dare un segnale, seppur debole, di normalità; in un periodo in cui il mondo è colpito dal coronavirus, il sistema calcistico vuole lanciare un messaggio ripresa. In questo weekend, infatti, tornerà in campo la Bundesliga con il Bayern Monaco pronto a difendere il primo posto dagli attacchi di Dortmund, Lipsia e Monchengladbach. E gli altri campionati? Francia ed Eredivisie hanno preferito chiudere mentre Serie A e Liga vogliono terminare la stagione; per entrambe si parla di metà giugno come periodo in cui le squadre potranno tornare in campo. La Premier League? La giornata di oggi sarà decisiva; secondo Sky Uk, infatti, il Governo nel pomeriggio sarà impegnato in una call con le componenti del calcio inglese e la volontà e quella di ufficializzare la ripartenza del campionato a patto che si trovino delle misure che possano tenere i calciatori e gli addetti ai lavori il più possibile al sicuro. La Premier, dunque, è pronta a ricominciare con il Liverpool ad un passo dalla conquista del titolo, una lotta europea che coinvolge sei squadre e una corsa verso la salvezza per nulla scontata.

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