Serie A, concluso l’incontro tra medici e FIGC: tre punti non convincono

Serie A, concluso l’incontro tra medici e FIGC: tre punti non convincono

Si è concluso il vertice tra la FIGC, la Lega di Serie A ed i medici concernente il protocollo per la ripresa degli allenamenti e del campionato. Sport Mediaset riporta la dura posizione dei medici e delle società di Serie A che hanno comunicato alla FIGC l’inapplicabilità del protocollo, ed hanno ufficialmente richiesto che vengano rivisti e ridiscusse tre punti: le modalità del ritiro, la responsabilità primaria dei medici sociali ed infine la quarantena dell’intera squadra a seguito della conferma di positività per un calciatore della rosa. Quest’ultimo punto ricordiamo che in Germania è stato aggirato validando l’isolamento solo per il calciatore contagiato, altrimenti si andrebbe inevitabilmente incontro ad un altro stop, con le squadre che non potrebbero scendere in campo per due settimane. Per quanto concerne le modalità del ritiro, non tutte le squadre possono vantare delle strutture adatte a consentire lo svolgimento di un ritiro precampionato a porte chiuse. A questo punto il presidente della FIGC Gravina contatterà il Ministro dello Sport Spadafora, che ieri era parso forse troppo ottimista circa la ripresa del campionato; il percorso si riempe nuovamente di ostacoli a soli tre giorni dalla ripresa degli allenamenti collettivi, non sarà stato fatto tutto con un filino di ritardo?

 

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Roma, l’indebitamento finanziario arriva a 278,5 milioni

Roma, l’indebitamento finanziario arriva a 278,5 milioni

Con un comunicato apparso sul proprio sito, la Roma ha comunicato la situazione economica del club: l’indebitamento finanziario consolidato è arrivato a 278,5 milioni di euro, in aumento di circa 60 milioni rispetto al 30 giugno 2019. È stata fissata l’assemblea degli azionisti per il 26 giugno in prima convocazione alle ore 15 a Trigoria, oppure il 29 dello stesso messe sempre al Fulvio Bernardini e sempre alle ore 15. Andiamo a leggere il comunicato del club:

“Il Consiglio di Amministrazione di A.S. Roma S.p.A., riunitosi in data odierna, ha approvato la situazione patrimoniale consolidata e separata riferita al 31 marzo 2020, da cui emerge un risultato economico civilistico relativo ai primi nove mesi dell’esercizio 2019/20 che ha determinato una situazione di riduzione del patrimonio netto di A.S. Roma S.p.A. per perdite tale da integrare la fattispecie di legge di cui all’art. 2447 del Codice Civile (riduzione del capitale sociale – per perdite d’esercizio – di oltre un terzo e oltre il limite di legge per il tipo societario). In tale situazione, tenuto altresì conto delle previsioni dell’art. 6 del D.L. n.23 del 8 aprile 2020 (c.d. “Decreto Liquidità”), con riferimento alla sospensione degli obblighi previsti dal Codice Civile in tema di perdita del Capitale Sociale, nonché all’obbligo di informativa ai soci, gli amministratori hanno deliberato la convocazione dell’Assemblea degli Azionisti per il giorno 26 giugno 2020, alle ore 15:00, in prima convocazione, ed occorrendo, in seconda convocazione, per il giorno 29 giugno 2020, stessa ora. L’avviso di Convocazione dell’Assemblea degli Azionisti e la relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione, redatta ai sensi dell’articolo 2447 del Codice Civile e dell’articolo 74 del Regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999, come successivamente modificato sarà predisposta e messa a disposizione dei soci nei tempi e secondo le modalità previste dalla normativa in vigore”.

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Juventus, Barzagli lascia lo staff tecnico: la lettera su Instagram

Juventus, Barzagli lascia lo staff tecnico: la lettera su Instagram

In un anno arriva il secondo addio alla Juventus da parte di Andrea Barzagli. L’ex difensore, otto stagioni in bianconero con otto scudetti conquistati, si era ritirato dal calcio giocato a maggio 2019, scendendo in campo l’ultima volta in campionato contro l’Atalanta. Dallo scorso settembre però era entrato a far parte dello staff tecnico di Maurizio Sarri. Il suo ruolo era lavorare individualmente con i difensori, mettendo a disposizione la sua grandissima esperienza, accumulata in una carriera che lo ha visto come membro della famigerata BBC (Barzagli, Bonucci, Chiellini) diventare uno dei difensori più forti del mondo.

Ora però, complice probabilmente lo stop legato all’emergenza Coronavirus, Barzagli ha deciso di interrompere questa esperienza, spiegando le sue motivazioni in una sentita lettera pubblicata su Instagram:

“Ho deciso di fare una scelta di vita. È stata una scelta di cuore! Non per questo non sofferta. Ma sentivo l’esigenza di vivere maggiormente la mia famiglia che, silenziosamente in tutti questi anni, ha appoggiato e accompagnato le mie scelte professionali. Ho scelto di privilegiare, oggi, una famiglia a dispetto di un’altra, la Juventus, a cui sarò sempre legato ed eternamente grato. Ma era giusto scegliere.

Il mio pensiero corre a chi mi ha dimostrato sempre la massima stima e la totale vicinanza professionale e umana. Il Presidente, il mister, Fabio e Pavel. Figure che hanno contribuito alla mia crescita e che con discrezione e amicizia hanno camminato al mio fianco.

I GRAZIE sarebbero tantissimi. I compagni, i tifosi, i professionisti che lavorano ogni giorno per rendere la Juventus ciò che è! Riassumo tutto in un grande e gigantesco: #finoallafine forza Juventus!

Sempre vostro, Andrea!”

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Premier League, partite in chiaro e soldi alla base le condizioni per ripartire

Premier League, partite in chiaro e soldi alla base le condizioni per ripartire

Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, il governo britannico ha ordinato alla Premier League di mostrare in chiaro alcuni match e di mettere più più soldi nella Football League e nel gioco di base come condizione per ricominciare questa stagione. Le richieste sono state avanzate dal segretario alla cultura, Oliver Dowden, in una riunione di giovedì in cui ha dato il via libera per riprendere le partite purché sia sicuro farlo. “Il governo sta aprendo le porte al calcio per tornare in sicurezza a giugno”, ha detto Dowden. “Però dovrà essere aumentato il numero di partite mostrate in chiaro e bisognerà garantire la ripresa del gioco sostenga la più ampia famiglia di calcio. Ora spetta alle autorità calcistiche concordare e finalizzare i dettagli dei loro piani, e c’è una buona volontà combinata per raggiungere questo obiettivo per i tifosi, la comunità calcistica e la nazione”.

Come si può notare, il segretario alla cultura britannico ha indicato le autorità calcistiche come responsabili della definizione di questo piano, senza coinvolgere l’apparato di governo e andando così (si spera) a snellire una procedura che in Italia, a  causa del più che probabile inserimento della burocrazia nelle contrattazioni, avrebbe una durata e una complessità inimmaginabili, si pensi a cosa sta accadendo in merito al protocollo (o meglio, ai protocolli) per la ripresa degli allenamenti. Inoltre queste iniziative, che in in Italia sono state solo paventate, vengono in questo caso indicate proprio da un pubblico potere. Tuttavia, conoscendo i personaggi del mondo del calcio nostrano, questo spirito di solidarietà verrebbe in ogni caso difficilmente adottato.

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Inter, senti Messi: “Lautaro è impressionante, un attaccante completo”

Inter, senti Messi: “Lautaro è impressionante, un attaccante completo”

Intervistato da Mundo Deportivo, Leo Messi ha commentato le voci su un possibile arrivo a Barcellona di Lautaro Martinez. Messi si è detto entusiasta del centravanti dell’Inter, definendolo un attaccante completo e molto forte, anche se ha ammesso che una vera e propria trattativa ancora non è in piedi che ne sappia lui. Se addirittura Messi si scomoda per applaudire il talento di Lautaro Martinez, tutto fa presagire che un altro tentativo forte per portarlo in Spagna il Barcellona lo farà presto e difficilmente si dice di no ai blaugrana. Vi abbiamo parlato nei giorni scorsi sul nostro sito degli assalti che il Barcellona sta tentando per convincere l’Inter a cedere Lautaro Martinez, anche se i nerazzurri sono restii e sparano alto per il ragazzo. Lautaro Martinez ha con l’Inter una clausola rescissoria da 111 milioni di euro, che il Barcellona vorrebbe abbassare con un’offerta da 80 milioni più i cartellini di Semedo, Firpo e Todibo; niente da fare, offerta respinta al mittente, servono più soldi o giocatori più forti da ricevere in cambio.

Andiamo a leggere le parole di Leo Messi: “Sarò onesto, non so se ci siano stati o ci siano negoziati in questo momento per lui, non ne ho idea. Penso di averlo già detto, Lautaro è un attaccante impressionante, soprattutto perché penso che sia una punta molto completa: è forte, dribbla bene, vede bene la porta, sa come proteggere la palla … Ma va bene, dovremo vedere cosa succederà alla fine con lui e con altri nomi che si sentono. È spettacolare, ha giocate impressionanti, si vedeva che sarebbe stato un grande giocatore, ora è esploso e lo sta mostrando. È molto forte, ha un ottimo dribbling nell’uno contro uno, sa fare molti goal, nell’area combatte con chiunque, resiste, si gira, se ne va da solo. Ha molta qualità. È molto completo”.

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Manolas, infortunio durante il calcio-tennis: fuori un mese

Manolas, infortunio durante il calcio-tennis: fuori un mese

Si torna al lavoro e c’è subito una tegola per il Napoli di Gattuso: il difensore greco Kostas Manolas, infortunatosi ieri durante l’allenamento individuale facoltativo svolto al Training Center, si è sottoposto ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una distrazione di secondo grado del muscolo semimembranoso della coscia destra. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime settimane. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno

“Maledette rovesciate, quelle in cui si è cimentato Manolas durante il calcio-tennis, uno degli esercizi tecnici consentiti perché prevede il rispetto delle distanze di sicurezza”. Il quotidiano racconta così la disavventura del greco, vittima di un infortunio muscolare che lo terrà fuori dal campo almeno per un mese: “Una delle rovesciate è costata cara a Manolas che ha avvertito un fastidio ai flessori, sia il difensore che lo staff medico hanno intuito che potesse trattarsi di un problema serio. Gli esami hanno confermato le sensazioni: distrazione di secondo grado del muscolo semimembranoso della coscia destra. Manolas così si è dovuto fermare e rischia uno stop lungo, tra le quattro e le sei settimane“.

Dopo gli infortuni di Pau Lopez e Perotti in casa Roma ecco un’altra tegola importante, sicuramente frutto del periodo di inattività passato dai giocatori in questi mesi. La ripresa del campionato è stimata per il 13 giugno: prima di quella data ci troveremo di fronte a un’ecatombe?

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Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Pablo Bentancur, procuratore di Torreira, Ramirez e Nandez tra gli altri, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb dove ha parlato dei suoi assistiti, chiarito situazioni legate al suo lavoro con i club e parlato del mercato che verrà. Andiamo a vedere cos’ha detto a TMW:

Prego…
“Mi ha cercato il direttore del Chiasso, Bignotti, per trovare qualcuno che si interessasse ad acquistare la società perché dopo tre anni di gestione negativa sul piano sportivo e con spese che si aggiravano a due milioni di franchi all’anno voleva qualcuno che lo aiutasse sul fronte sportivo. Io, Pablo Bentancur, non ho mai manifestato interesse per acquistare il Chiasso. Hanno usato il mio nome per cercare altri investitori. Mi dispiace per la gente, i tifosi che soffrono da tre anni molto per una gestione fallimentare dal punto di vista dei risultati e poi ho visto i bilanci: ci sono costi davvero alti per la categoria. Mi era stato chiesto un aiuto, invece il direttore del Chiasso ha strumentalizzato il mio nome. Mi dispiace anche per la proprietà che è seria e ha speso cifre molto importanti non ottenendo risultati positivi, avrebbe meritato di meglio. Forse qualcuno non ha capito che la realtà svizzera non è uguale a quella italiana”.

Con il Lugano ha ottenuto grandi risultati. Pensa ad un altro club svizzero in futuro?
“Per ora ho tanto lavoro con i miei calciatori, non penso a prendere altre società. E dopo questa brutta esperienza non mi lascerei più strumentalizzare da certi personaggi che puntano a guadagnare uno stipendio che considero eccessivo alla luce dei risultati sul campo”.

Ok, parliamo dei suoi calciatori. Radu Dragusin, classe 2002, brilla alla Juve, quale futuro?
“È un ragazzo con il dna da campione. Il papà è stato un giocatore olimpico di pallavolo e la mamma di basket. Mi hanno già chiamato dall’estero. Ma non faremo nessuna mossa prima di parlare con la Juve. Ha un anno di contratto, l’etica porta a parlare prima con i bianconeri”.

Porterà Brian Rodriguez in Italia?
“Sto lavorando. È un calciatore veloce, tecnico, importante. Penso che per crescere debba giocare in Europa. Magari proprio in Italia. Ho iniziato a fare mercato attorno a lui, è un ragazzo giovane che gioca già in Nazionale, dove i suoi compagni hanno detto che è un talento”.

Torreira?
“Lucas aveva avuto un po’ di malumore per alcune divergenze tecniche, poi si è ripreso. Ed è arrivato l’infortunio, fortunatamente meno grave del previsto. Oggi è completamente recuperato, credo che sarà un uomo mercato”.

Lascerà l’Arsenal?
“Dovrò parlare con l’Arsenal. Al giocatore piacerebbe molto tornare in Italia, ma bisogna riconoscere che l’Arsenal lo ha trattato benissimo e si è comportato alla grande”.

È stata la telenovela degli ultimi mesi. Nandez ha sistemato il contratto con il Cagliari? Tutto risolto?
“Prima del lockdown abbiamo raggiunto l’accordo con il Cagliari. Manca la firma. Tutto risolto, il nuovo accordo prevede una clausola da 38 milioni. Ma con la nuova economia al ribasso causata dal Covid-19 le clausole che lasciano il tempo che trovano”.

Ramirez rinoverà con la Samp?
“Ha un anno di contratto. Con Ranieri che lo conosceva già dall’Inghilterra, ha fatto molto bene. Non abbiamo ancora parlato del rinnovo, penso che prima si debba tornare a giocare. Poi parleremo”.

Crede che si tornerà a giocare?
“Il calcio deve riprendere. È vero che c’è un rischio, ma già da altre parti si è ricominciato. Sarebbe positivo per tutti che in Italia si tornasse a giocare”.

Nel mercato che verrà bisognerà puntare sui giovani…
“L’Uruguay continua ad essere il territorio migliore del Sudamerica per i giovani calciatori. Il Manchester City ha presentato al Governo un progetto per lo sviluppo dei calciatori giovani in Uruguay. Il calcio in generale dovrà stare attento ai conti. Prima arrivavano i soldi dalle tv, oggi non si sa come e se si ricomincerà”.

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Serie A, telenovela infinita: si aspetta un nuovo protocollo

I club di Serie A contro il protocollo dicono “no” ai ritiri. Salta tutto? Ancora no, la Lega prova a rilanciare: chiede un incontro con Federmedici e Federcalcio per un nuovo protocollo condiviso con ministeri e Cts, riporta La Gazzetta dello Sport. Oggi le parti si ritroveranno in un’altra video-riunione. Prima di partire, le società vogliono chiarire alcune cose.

I nodi sono sostanzialmente tre: la quarantena a cui verrebbe sottoposta l’intera squadra in caso di nuova positività; la responsabilità penale dei medici; il lungo ritiro “bolla” di due settimane. Le contro-richieste si rifanno al modello tedesco: in caso di nuovo contagio, le società vogliono che sia solo il singolo a procedere all’isolamento. Così come che la responsabilità non gravi solo sui medici sociali ma venga condivisa secondo modalità che sarà il governo a stabilire. E infine i ritiri: i club chiedono di cancellarli dal protocollo e di poter procedere come succede adesso (giocatori in campo e poi a casa, e dal 18 con allenamenti collettivi veri, non a gruppi di 7-8 giocatori).

Tale questione resta la più dibattuta: l’a.d. interista Beppe Marotta è stato il primo a sollevarla, seguito dalla quasi totalità dei club di A. L’opposizione al ritiro nasce da differenti presupposti, soprattutto organizzativi: è difficile (se non impossibile data la chiusura degli hotel) individuare una struttura in grado di accogliere parte o l’intero gruppo squadra. Dal governo per il momento nessuna certezza ma neanche una chiusura preconcetta.  Servono due settimane, che però non ci sono.

Come sempre, le nostre istituzioni politiche e calcistiche dimostrano la loro inefficienza ed inettitudine, con un’incapacità  sia di prendere decisioni volte a soddisfare una logica gestionale, sia di assecondare le richieste dei diretti interessati o, ancora meno, dei cittadini. Adesso si aspetta l’ennesimo protocollo, con la differenza che mentre prima gli attori coinvolti nella sua approvazione erano solo Figc e Cts, adesso vi prendono parte anche Federmedici e ministeri, andando a complicare un quadro già di per sè ingarbugliato. Alquanto meschina la decisione di scaricare tutta la responsabilità sui medici sociali, mentre quella dei ritiri, considerando la non disponibilità di strutture adeguate, fa pensare che chi l’abbia decisa non abbia una visione concreta della realtà.

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UEFA, parla Ceferin: “Cancellare la stagione non è l’ideale”

UEFA, parla Ceferin: “Cancellare la stagione non è l’ideale”

Il calcio, piano piano, vuole ripartire per terminare una stagione decisamente complicata. Serie A, Premier League e Liga dovrebbero riprendere a metà giugno mentre la Bundesliga tornerà in campo questo weekend. Una scelta su cui è intervenuto Ceferin. Ecco le parole del presidente dell’Uefa ai microfoni di Bein Sports: “Penso che la maggioranza delle leghe europee, diciamo l’80%, finirà la stagione. Chi non lo farà, scelta autonoma, dovrà giocare le qualificazioni se vuole partecipare alle prossime competizioni Uefa. La stagione europea verrà completata; se tutto rimane com’è, prevediamo ad agosto. La cosa importante per noi è sapere la classifica definitiva per poi comporre il quadro delle qualificate alle prossime coppe. Personalmente credo che cancellare la stagione troppo presto non è ideale, le cose possono migliorare. Ma se la decisione è del governo, cosa possono fare club o leghe? Secondo me quella francese è stata una decisione prematura. Ma non è una cosa che riguarda la Uefa” Sul calendario e sul Fair Play Finanziario “Il calendario non sarà molto influenzato, in particolare quello delle competizioni Uefa. Il FFP? Ci troviamo in una situazione economica straordinaria per via della pandemia, vedremo di adattarlo ma non è stata ancora presa una decisione. La situazione dei club non è facile”

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L’Assocalciatori boccia il nuovo protocollo

L’Assocalciatori boccia il nuovo protocollo

Così non va, il protocollo FIGC modificato dopo le osservazioni fatte dal CTS non piace a Damiano Tommasi, ad alcuni club e a tutta l’Assocalciatori (AIC). Con un comunicato apparso sul sito dell’AIC, l’Assocalciatori ha sottolineato le numerose criticità del nuovo protocollo che, a detta loro, così redatto e applicato non garantirebbe la conclusione della stagione. Di seguito il comunicato:

“Nella giornata di oggi si è tenuto un incontro di approfondimento con i rappresentanti delle squadre di Serie A, al quale ha partecipato il dottor Walter Della Frera, per esaminare le modifiche apportate al protocollo FIGC a seguito delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico del Governo. Le perplessità tra noi condivise riguardano soprattutto le tempistiche della ripresa della stagione. L’ipotesi del ritiro per la creazione del “GRUPPO Squadra” è stata valutata e condivisa fin dall’inizio, ma in assenza di date certe per la ripresa del campionato 2019/2020 appare prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento dello stesso. Inoltre, le modalità di gestione delle eventuali positività di un membro del “GRUPPO Squadra”, così come definite dal nuovo protocollo, non sembrano idonee a garantire la conclusione del campionato; esiste il concreto rischio di doversi fermare nuovamente non appena si potrà tornare in campo, vanificando così tutti gli sforzi profusi. L’esigenza sentita da tutti noi è quella di avere chiarezza sui futuri protocolli concretamente attuabili nelle settimane successive alla prima fase di ritiro, soprattutto con riguardo alle modalità di svolgimento delle partite di campionato; la consapevolezza dei passi da compiere per tornare in campo ci aiuterebbe a condividere un percorso, senza malintesi e rischi inutili in questo momento. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si valuteranno ulteriormente tutti gli aspetti critici, anche attraverso un confronto con i medici, i tecnici e gli arbitri che, come i calciatori, non vedono l’ora di trovare la giusta modalità di ripresa, preservando l’incolumità e garantendo l’uniformità di trattamento per tutte le persone coinvolte”.

Dopo il comunicato apparso sul sito dell’AIC, il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi ha rilasciato un’intervista a RaiNews dove chiariva il suo punto di vista e quello dell’AIC in merito alle questioni ripresa del campionato e attuabilità del protocollo. Andiamo a leggere le sue parole: “Il Protocollo di sicurezza? Ci siamo ritrovati per analizzarlo e capire quali sono le novità. Ci sono delle criticità che hanno evidenziato i club, speriamo di trovare un modo per superarle in modo da poter ripartire. Sicuramente non avere una data certa per l’inizio della stagione genera incertezza, vorremmo avere più dati ed indicazioni. Il ritiro, vista la gestione dei casi di positività che rischia di bloccare un’intera squadra, è uno dei punti in sospeso. È un grande punto interrogativo, una positività potrebbe interrompere sul piu bello il percorso. Bisogna capire cosa fare in caso di una singola positività”.

Responsabilità penale per i medici?
“Siamo in contatto con i medici e con il dottor Nanni, indicato dalla Lega come riferente. Essere allineati sulla stessa posizione è importante, per noi devono esserci le condizioni uniformi per tutti. Questo è uno degli scogli da superare, ma questo non è un tema che riguarda solo il mondo del calcio“.

La serie a riparte il 13 giugno?
“Speriamo di avere una data certa. Da una data certa si può costruire un percorso fatto di controlli, test e modalità di allenamento. Questo aiuterebbe tantissimo, oggi la difficoltà è avere una data certa. Quella del 13 giugno è un’ipotesi, speriamo di poter avere una data certa al più presto“.

Gli stipendi dei calciatori?
“La ripresa riguarderebbe solo la serie A, le altre categorie non hanno le possibilità di attuare il protocollo. Il problema dei tanti atleti che vivono di calcio è un problema che dobbiamo affrontare al più presto. Il nuovo decreto dovrebbe prevedere anche la cassa integrazione per i professionisti sotto un determinato reddito e questo dovrebbe essere importante soprattutto per la Lega Pro“.

Risposte dal Governo?
“Se si vuole tenere viva la speranza di tornare a giocare dobbiamo navigare a vista, seguire la curva dei contagi e la situazione del paese. Purtroppo in alcune regioni del paese l’emergenza è ancora forte. Abbiamo imparato a convivere con questo virus, dobbiamo imparare a conviverci anche dal punto di vista sportivo.La nostra estate dovrà vederci uniti per arrivare pronti alla prossima stagione“.

Un messaggio a tifosi?
“Servirà tanta pazienza, io sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa pausa forzata darà l’entusiasmo per tornare a vedere le partite dal vivo, ma servirà ancora tanta pazienza, È una cosa triste, in qualsiasi emergenza bisogna fare un passo alla volta per non mandare in fumo quello che è stato fatto in precedenza“.

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