Esclusiva RG24 – Repice: “Lautaro e Icardi devono giocare insieme in un 3-5-2 o in un 4-4-2”

Francesco Repice, radiocronista RAI, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare delle note negative di questa prima giornata di Serie A. Il noto giornalista ha così commentato le ultime vicende riguardanti il nostro campionato:

Tutti stanno criticando (specialmente sui social) Pastore, dicono che la sua posizione in campo sia tra i flop di questa prima giornata di campionato. Nel secondo tempo come ala non ha brillato…

“Lui è un calciatore che deve semplicemente ritrovare il ritmo della partita, in Ligue 1 poteva giocare in pantofole col PSG poichè le partite – o simil-partite – che contavano effettivamente erano 2 all’anno, una col Marsiglia e l’altra col Monaco. In Champions League non andava nemmeno avanti perchè oltre alla bravura tecnica serve l’appartenenza, la storia, la pesantezza della maglia e altre cose. Qui in Italia quando giochi con le squadre cosiddette di “seconda fascia”, fra mille virgolette, le “giocatine” come quella che causa la ripartenza che porta alla punizione che fa fare goal al Torino, quella davanti alla porta con lui che si posiziona col corpo per calciare di piatto sul secondo palo, in Italia non possono andare. Quando arrivi in area devi sostanzialmente “rompere la porta” altrimenti se sbagli rischi di subire. Il nostro campionato tecnicamente è inferiore a quello inglese e spagnolo, ma è tatticamente molto più ricco e complicato. Non accade che un singolo giocatore salti 5 o 6 avversari e segni da solo, nemmeno Maradona riusciva a farlo. Piccolo esempio: nella finale di Champions League Salah capisce immediatamente la situazione contro Ramos, non è in Inghilterra. Qui quando difendi le squadre che sanno che tu sei tecnicamente più forte si fanno sentire e Pastore deve quindi tornare a capire come comportarsi in questo calcio molto operaio, poi lui può giocare dove gli pare.”

Di Francesco ce la farà a farlo diventare un po’ più “italiano” nello stile di gioco e nella cattiveria?

Chiaramente giocare con il Palermo o con la Roma è diverso: quando sei la Roma trovi generalmente squadre che ti aspettano in casa e trasferta, con al massimo 1 o 2 eccezioni, il resto devi guadagnartelo col sudore e con la “clava”. Per quanto riguarda il Palermo, risultava più facile perchè le avversarie attaccavano, i tuoi compagni di squadra alle spalle ringhiavano e ti davano palloni giocabili nello spazio e Pastore, da giocatore tecnicamente molto forte quale è, faceva girare bene la palla.
Detto questo, non fossilizziamoci però su di lui, ci sono Pastore, Schick, Karsdorp, Pellegrini, N’Zonzi, Cristante: Di Francesco ha diverse soluzioni. Ieri hanno tenuto su la baracca due giocatori di cui si parla poco sui giornali oggi e me ne sorprendo: Daniele De Rossi e Kevin Strootman. Sono due giocatori che si fanno sentire in campo, forti, con esperienza internazionale, che tengono in piedi le partite e poi le cambiano. Il resto sono delle belle fiabe. Tanto per capire il livello quale deve essere.”

Questo tipo di giocatori l’Inter li ha acquistati o no? Il Sassuolo ieri andava a 300 all’ora…

L’Inter secondo me è un equivoco tattico. Mi piace ricordare che Luciano Spalletti è riuscito a diventare il grandissimo allenatore che è un po’ per caso: il 4-2-3-1 venne appunto per caso in allenamento e poi provato in partita perchè c’erano due giocatori, di cui uno neanche lo nominiamo. L’altro gli giocava alle spalle ed era perfetto per quel modulo, ed è Simone Perrotta.
Con Totti puoi fare come ti pare, con gli altri può risultare più difficile: Lautaro Martinez e Icardi secondo me devono giocare insieme in un 3-5-2 o in un 4-4-2, bisogna giocare con due punte. Poi lui sa se farle giocare in orizzontale, una accanto all’altra, o in verticale. Al momento con tutti questi movimenti a vuoto Lautaro sta sprecando troppe energie e perde lucidità sotto porta.”

Cosa ne pensa della decisione finale della Lega riguardante la giornata di campionato dopo i fatti di Genova?

“Per me il calcio è festa, a maggior ragione per la prima giornata di campionato. In Italia il calcio è una festa. Mi risulta difficile si possa far festa in un giorno di lutto: anche in radiocronaca ho assunto un tono di conseguenza a quanto successo e perchè c’erano stati dei funerali di Stato. Fare festa in un giorno del genere l’ho trovato poco serio e opportuno. Non sono un sostenitore dello “show must go on” a tutti i costi: lo spettacolo si deve fermare perchè la vita umana è più importante. Il concetto di nazione è molto più importante e quando mi è stato chiesto quando si sarebbe potuta recuperare la giornata la mia risposta è stata secca: chissenefrega.”

 

Se volete risentire questa e altre tante interviste potete consultare la nostra radio tramite la nostra sezione dedicata, la nostra pagina Facebook o il nostro canale Spreaker. RadioGoal24 è in onda il Lunedì, il Mercoledì ed il Venerdì dalle 18 alle 20. Stay Tuned!




Esclusiva RG24 – Jacobelli: “Con Genova, la Lega di A ha perso un’occasione, sia d’esempio la Lega Pro”

Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare delle note positive di questa prima giornata di Serie A. Il noto giornalista ha così commentato le ultime vicende riguardanti il nostro campionato:

Abbiamo un cartello e il cartello recita questo:”L’umiltà di Cristiano Ronaldo”, si è messo al servizio della squadra, al Madrid queste cose non le faceva. Qual è il motivo?
“No, non credo che al Real Madrid non le facesse, penso che dopo 9 anni in cui ha vinto 4 Coppe dei Campioni, 5 Palloni d’Oro, oltre a 2 Liga spagnola e altri trofei, abbia deciso di raccogliere la sfida lanciata prima di tutto a sé stesso. E’ evidente che la rottura del rapporto con Perez sia stata la base di questa decisione, però è importante che questo fenomenale giocatore sia approdato nel nostro campionato.”

Ecco, uno come Cristiano Ronaldo, oltre a portare tantissimi benefit alla Juventus, l’abbiamo detto tante volte, consideriamo anche l’importanza di aver portato quasi, ripetiamo quasi, il tutto esaurito allo stadio “Marcantonio Bentegodi” dove non si vedeva da anni, forse dalla promozione dell’Hellas Verona in Serie A, in cui tutti gli introiti economici dalla vendita dei biglietti sono andati al Chievo?

“Io credo che questo sarà un fenomeno che capiterà spesso in occasione delle trasferte della Juventus in Serie A. Ma l’effetto-Ronaldo si è riverberato anche sul mercato perché basta dare un’occhiata alle manovre che hanno eseguito le principali della Juventus, le campagne di rafforzamento che hanno condotto per rendersi conto di quanto sia subentrato uno spirito di emulazione nei confronti dell’asso portoghese e nei confronti della Juventus. Io penso che questo sarà un campionato molto più equilibrato rispetto ad altri che ci hanno preceduto proprio perché la presenza di Cristiano ha indotto la concorrenza a diventare ancora più agguerrita e questo è un aspetto positivo.”

Al Napoli, Xavier, mancava quella mentalità vincente che, forse, potrà portare Carlo Ancelotti, usiamo ancora il condizionale perché è la prima giornata di campionato e dare dei giudizi sarebbe molto prematuro, però quei pugni, quell’esultanza di Ancelotti dopo il triplice fischio, sono importanti, Xavier. Che ne pensi?

“Io penso che il fatto che l’allenatore più bravo al mondo, questa è la mia opinione, dopo 9 anni vissuti in quattro paesi diversi in cui si è coperto di gloria, vincendo tutto, abbia deciso di tornare ad allenare in Serie A, raccogliendo la sfida partenopea, che prima di tutto è una sfida lanciata a sé stesso, deponga ulteriormente in favore di questo straordinario personaggio. La vittoria dell’Olimpico contro la Lazio è una vittoria molto importante anche per la modalità con la quale è stata ottenuta, perché il Napoli era passato in svantaggio e perché Hamsik regista, Milik recuperato e rilanciato ai massimi livelli sono state le prime due mosse vincenti di Ancelotti però, come dicevi tu, siamo soltanto all’inizio, è presto per dare giudizi definitivi, ma una cosa è certa: questo Napoli, che per altro arriva dai 91 punti della passata stagione, si candida ad essere una delle principali rivali della Juventus.”

Che cosa, invece, non l’ha convinta del Napoli? Del Napoli  se n’è parlato molto bene in questi giorni per una prestazione obbiettivamente ottima, però c’è qualcosa, secondo lei, che può essere chiaramente ancora migliorata nella formazione di Carlo Ancelotti o comunque qualcosa che visibilmente non è andata nella prima uscita?
“
Tutto può essere migliorato, però è una squadra, questa, che proprio per il cambiamento di ruolo di Hamisk e per il recupero di Milik, non dimentichiamo come a causa del doppio infortunio all’attaccante polacco, Mertens si fosse brillantemente reinventato prima punta. Però, è una squadra solida, è una squadra che adesso avrà Ospina come portiere, con tutto il rispetto per Karnezis, ma avrà sicuramente un altro grande portiere in più, in una squadra che non ha ceduto i suoi pezzi migliori, tranne Jorginho, ma l’offerta del Chelsea era assolutamente irrinunciabile, è partito Reina, ma anche Meret, grazie a Dio tornerà presto, dopo l’infortunio che ha patito in precampionato, c’è un Allan in ottime condizioni, io credo che questo Napoli disponga di ulteriori margini di miglioramento.”

Un’ultima domanda che non concerne il calcio giocato, riguarda i fatti di Genova, volevo appunto sapere una sua opinione per quanto riguarda la decisione della Lega di giocare, tranne, ovviamente, le partite con le due squadre di Genova.

“E’ stata una decisione sbagliata, che noi di Tuttosport non abbiamo condiviso eravamo convinti e siamo tutt’ora convinti che bisognasse fermare l’intera prima giornata, non ci sarebbero stati sconvolgimenti di calendario tali da vietare questa decisione che sarebbe stata di rispetto assoluto per il dolore di tutti, non soltanto di Genova, un dolore che abbiamo visto in occasione dei funerali celebrati sabato è stato enorme, così come enorme è stata la partecipazione popolare. La Lega di Serie A ha perso una grande occasione, la Lega Pro, invece, ha dato una lezione di dignità rinviando le partite della Coppa Italia in programma ieri, dimostrando una sensibilità che fa onore alla Serie C.”

 

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SPAL- Campdarsego: info biglietti, probabili formazioni e dove vederla in TV o streaming

SPAL – Campdarsego probabili formazioni – è iniziato il pre-campionato anche della SPAL, reduce da una grande stagione conclusasi con il raggiungimento di una straordinaria salvezza. Da non ritenere del tutto scontata vista l’amara sorte che è toccata alle altre due neopromosse in Serie A. A distanza di un anno, ovvero dalla promozione in serie massima, i biancoazzurri hanno decisamente riscritto una nuova pagina di storia. L’obiettivo principale della squadra di Semplici ora, è quello di prepararsi al meglio per la prossima stagione. Il club, infatti, svolgerà il ritiro a Tarvisio fino al  21 luglio, data in cui la SPAL affronterà il Campdarsego, squadra che milita in serie D. Le due squadre si erano già affrontate lo scorso anno sempre in un’amichevole, la partita finì 4 a o per i ferraresi. Il match è fissato per sabato 21 luglio 16:00, anticipando di 60 minuti l’orario inizialmente fissato. Il friendly match andrà in scena presso il Polisportivo Comunale “Maurizio Siega”.

SPAL-Campdarsego probabili formazioni

La SPAL dovrebbe scendere in campo con il consueto 3-5-2, modulo con cui il club ha ottenuto una meravigliosa salvezza. L’allenatore cercherà comunque di gestire al meglio i 90 minuti che l’amichevole con il Campdarsego gli riserva per capire le condizioni fisiche dei giocatori e per tracciare delle linee guida alla società in ottica mercato. Per questo motivo, il modulo con il quale la squadra biancoazzurra potrebbe schierarsi nei primi minuti non sarà permanente, potrebbe quindi cambiare nel corso del match. Il neo arrivo Petagna sarà sicuramente impiegato dal mister dal primo momento, stessa sorte sarà riservata al portiere ex Torino Milinkovic-Savic.

Probabile formazione SPAL (3-5-2):  Gomis; Cremonesi/Cionek, Felipe, Salamon; Fares/Costa, Valoti, Dickmann, Kurtic/Viviani, Everton; Antenuci/Floccari, Paloschi/Petagna

Dove vedere la partita in TV o streaming

Non ci sono ancora notizie ufficiali riguardo la messa in onda in TV o tramite canale ufficiale video della società SPAL. L’articolo verrà aggiornato in caso di eventuali annunci. Per eventuali informazioni sul ritiro estivo della SPAL vi consigliamo di consultare la nostra radio nella nostra sezione dedicata o tramite pagina Spreaker

Info Biglietti:

La partita sarà a porte chiuse.




Fallimento Bari, il perché di un epilogo amaro

Fallimento Bari – Il Bari non c’è più. Enninaya, il diciottenne Cassano che si porta avanti il pallone con il tacco e segna all’Inter, Ventura e le sue frecce, la Mitropa Cup del 1991, il galletto e il suo stadio da Serie A; non c’è più nulla. Rimarrà certo il ricordo, prima o poi tornerà e magari ce ne dimenticheremo, abbiamo detto addio a tante squadre che poi sono tornate prepotentemente.

Ma dopo il Parma nessuno nel mondo del calcio era pronto a perdere 110 anni di storia, una squadra di una città di 325.000 abitanti. Qualcuno ricorderà le dichiarazioni di due anni fa del simpatico Dato Noordin, magnate maltese, in procinto di investire nel  Bari, che disse che in 5 anni i “galletti” sarebbero arrivati in Champions League. Forse è da lì che è partito tutto, forse proprio da quell’entusiasmo esagerato è iniziato un processo che ha portato alla rovina di un altro patrimonio del calcio italiano.

 Il vero colpevole

Andando nel dettaglio la colpa non è certo del nostro simpatico maltese ma di un solo uomo, come in tutte le storie di fallimento. Un protagonista che pur di difendere sé stesso distrugge tutto ciò che lo circonda: Cosmo Antonio Giancaspro non è un capro espiatorio è la causa diretta del fallimento del Bari.

L’attuale patron, anzi l’attuale presidente di un mucchio di macerie, ha deciso di rovinarsi da solo. Nel dettaglio alla scadenza dell’ultima stagione il Bari si è trovato con numerosi buchi di bilancio e debiti da saldare prima di procedere all’iscrizione alla Serie B 2018-2019. Mancavano 3 milioni e 90 mila euro ed in più pendevano anche 14 decreti ingiuntivi per svariati debiti non soddisfatti, compreso quello verso Aqp che in maggio produsse il taglio della fornitura dell’acqua allo stadio San Nicola. E i debiti derivanti dalle sole ingiunzioni ammontavano a 422 mila euro. Inoltre la procura sta indagando su presunte documentazioni false prodotte da Giancaspro riguardanti i versamenti dei contributi dei dipendenti. Non solo, la Guardia di finanza avrebbe proceduto ad un’ispezione nella Banca Popolare di Bari, alla ricerca di chi avrebbe aiutato Giancaspro a postdatare la valuta dei contributi versare ai dipendenti.

Le soluzioni mancate

Non bastasse tutto ciò, al momento di andare a rimediare , vendendo la società, Giancaspro, invece di farsi da parte ha mantenuto la possibilità di vagliare egli stesso le eventuali offerte, cercando un investitore in grado di mantenerlo al capo del CDA. Una scelta che lo ha lasciato solo, con la fuga dell’avvocato del club e di gran parte del CDA. Le offerte sono anche arrivate ma sono state rifiutate oppure, come nel caso di Radrizzani, patron del Leeds, hanno visto l’offerente ritirarsi al momento cruciale, rendendosi conto dei troppi debiti da sanare, o della folle idea di mantenere Giancaspro al comando. Sono falliti, dunque, i tentativi anche di trovare un prestito bancario o qualche benefattore che lo appoggiasse nella sua folle corsa contro il tempo che è scaduto il 16 luglio 2018 alle 19:00, termine ultimo per sanare i debiti e presentare le fideiussioni.

Una speranza per il futuro

Che dire insomma, ormai tornare indietro è impossibile e il Bari speriamo possa trovare la strada per tornare presto nel calcio che conta.  Nel frattempo cara FIGC, caro CONI e care Leghe, fate qualcosa per controllare ancor di più personaggi  come il buon Cosmo. Essi antepongono le proprie mire alla vita di squadre e storie che completano l’amore per questo sport perché senza di esso prima o poi farete tutti la fine del povero Giancaspro.




Frosinone-Vaughan: info biglietti, probabili formazioni e dove vederla in TV o streaming

Frosinone-Vaughan probabili formazioni – inizia il pre-campionato estivo anche per il Frosinone che è riuscito a centrare la qualificazione in A dopo aver battuto il Palermo ai Playoff. Grande colpo soprattutto per la regione Lazio che avrà tre squadre rappresentative in serie massima. Il ritiro estivo è quindi già iniziato, con i Ciociari che hanno iniziato la loro preparazione l’8 luglio nel centro sportivo di Ferentino, prima di partire nella tournée canadese dal 17 luglio al 1 agosto. Il match d’esordio è fissato per venerdì 20 luglio contro il Vaughan, tre giorni dopo affronteranno il Canadians Superstars e subito dopo le All Stars Canada il 25 luglio.

Frosinone-Vaughan probabili formazioni

I Ciocari, volati in Canada, si prepareranno al meglio per non farsi trovare impreparati in vista della nuova stagione in serie A. Per la sua prima sfida amichevole, il Frosinone dovrebbe scendere in campo con un 3-5-2 con Ciano e Ciofani in avanti. A centrocampo dovrebbero prendere posto Maiello, Critesig e il neo acquisto Molinaro, insieme a Matteo Ciofani e Gori.In porta ci dovrebbe essere dal primo minuto la new entry Sportiello mentre in difesa ci saranno Goldaniga, Brighenti e Krajnc. Il mercato dei “Ciocari” però non dovrebbe essersi chiuso, infatti, il padron Stirpe ha dichiarato che ci saranno altri movimenti in entrata per il suo Frosinone. Infatti dovrebbero arrivare nuovi innesti, gli occhi sono più che altro su Fabio Pisacane del Cagliari, Alin Tosca del Betis, lo svincolato Aleandro Rosi e Isaac Cofie del Genoa.

Probabile formazione FROSINONE (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Brighenti, Krajnc; M.Ciofani, Gori, Maiello, Critesig, Molinaro; Ciano, D.Ciofani. All: Longo

Dove vedere in TV e streaming Frosinone-Vaughan

Non ci sono ancora notizie ufficiali riguardo la messa in onda in TV o tramite canale ufficiale video della società Frosinone. L’articolo verrà aggiornato in caso di eventuali annunci. Per eventuali informazioni sul ritiro estivo del Frosinone vi consigliamo di consultare la nostra radio nella nostra sezione dedicata o tramite pagina Spreaker.

Info Biglietti

Per la partita contro il Vaughan l’ingresso sarà libero per qualsiasi tifoso volesse assistere al match.




Conferenza stampa di Cristiano Ronaldo: diretta radio, streaming e testuale (LIVE)

Conferenza Stampa Ronaldo – E’ il CR7 Day, una giornata che potrebbe essere storica per la Juventus ed il calcio italiano: l’attaccante portoghesi, pluri-Pallone d’Oro e considerato già da ora uno dei calciatori più forti di tutti i tempi,  verrà infatti presentato alla stampa come nuovo calciatore bianconero. La squadra torinese punterà, grazie a lui, a tornare sul tetto d’Europa, dimostrando anche una ritrovata appetibilità per l’intero movimento calcistico italiano. Noi di RadioGoal24 saremo lì a raccontarvi l’intera conferenza, aggiornandovi attraverso la diretta testuale qui sotto e tramite la diretta streaming  dalla nostra radio.

Conferenza Stampa Ronaldo: diretta radio e streaming

La conferenza stampa potrà essere seguita in diretta tramite il nostro portale radio. Per seguirci potete restare su questo articolo (partirà il banner radio in automatico) oppure andare sulla sezione radio del nostro sito o ancora tramite il nostro canale Spreaker. Poterete seguire la diretta video tramite il canale Facebook ufficiale della Juventus

Conferenza Stampa Ronaldo: diretta testuale

Benvenuto Cristiano, perché hai scelto la Juventus?

Buona sera, non è stata una decisione facile ma è stata una decisione presa da tempo. Questo è un club fra i più importanti al mondo, parlando della dimensione del club, ed è un passo importante per la mia carriera. Sto nel migliore club italiano.

Cosa ti resta ancora da fare della tua carriera?

Io penso sempre al presente: esso è chiaro, mi godo il calcio e sono ancora giovane. Mi sono sempre piaciute le sfide, dallo Sporting al Manchester fino alla Juventus. Sono orgoglioso della mia carriera, di quello che ho vinto a livello collettivo e individuale.

Sembri triste di aver lasciato il Real. La nazionale?

Assolutamente no. A Real ho vinto tutto e sono contento di averlo lasciato così. Se la Nazionale chiama, io risponderò sempre.

Cosa pensi di dire ai tifosi del Real?

Li ringrazio ovviamente, ma adesso devo dedicarmi a questa nuova tappa per la mia carriera. Amo le sfide e non mi piace stare in zone di comfort. Adesso voglio lasciare un segno anche nella storia della Juventus. Non devo dimostrare nulla a nessuno.

Il calcio italiano è molto difficile e tattico. Anche questa è stata una motivazione?

So della sua difficoltà, ma a me piace semplicemente cambiare, provare qualcosa di diverso. Sono sicuro che le cose andranno bene e darò del mio meglio. Sarà dura, ma sono preparato.

I tifosi vogliono la Champions…

La vogliono tutte le squadre e la Juventus ha buone possibilità. E’ molto difficile da vincere ed io spero di poterla aiutare. La Juventus ci è arrivata molto vicino ma le finali sono sempre un’incognita. Bisogna comunque lasciare andare le cose in maniera naturale e vedere cosa succederà

Quanto ha inciso gli applausi dei tifosi della Juventus dopo la tua rovesciata in Champions?

E’ stato un momento molto bello per me, perché essere accolto in questo modo ti da motivazione per iniziare bene questa nuova avventura in questa nuova squadra. Ringrazio per come mi avete accolto, dall’aeroporto al centro sportivo, cercherò di ripagarvi.

Con l’arrivo di Ronaldo adesso vogliono tutti rimanere?

Sono arrivati molti messaggi da parte dei nostri giocatori: siamo tutti entusiasti di questo colpo per alzare l’asticella

Da quanto hai deciso di lasciare il Real Madrid?

Ho accettato la Juventus una volta che mi è arrivata l’offerta, un’offerta che mi ha reso molto orgoglioso. La scelta è stata felice, sopratutto perché al contrario di molti non sono sono andato in un campionato di basso livello

Quella della Juventus è stata l’unica offerta ricevuta?

Sì, è stata l’unica.

Allegri ti ha detto quando debutterai?

Non lo so, ho parlato con lui ma comincerò ad allenarmi il 30 Luglio cercando di debuttare il 12, la prima gara di campionato.

A 37 anni, una volta finito il contratto con la Juventus, tornei a Lisbona?

Tengo molto al mio vecchio club, ma adesso penso solo alla Juventus, a vincere qui.

Sarà più facile o difficile vincere il Pallone d’Oro con la Juventus?

Non è un qualcosa che prendo in considerazione. Ovviamente voglio sempre essere il migliore e, se le cose andassero bene, potrei di nuovo vincerlo ma non è un qualcosa che mi lascia sveglio la notte. E’ comunque sempre difficile vincerlo.

Cosa può dare la Juventus a Cristiano Ronaldo?

Mi ha dato un eccellente opportunità, di valorizzare ancora di più il mio modo di fare calcio. Non è un passo indietro per me, visto che la squadra è pronta per vincere qualsiasi cosa. Voglio aiutare per portare la Juventus ad un livello ancora più alto.

Cosa ci si sente ad essere Cristiano Ronaldo, il migliore al mondo?

Voglio essere sempre d’esempio per tutti, per i più giovani, e non intendo fermarmi. Voglio lavorare bene e aiutare la squadra per conquistare trofei insieme.

Ha parlato con Ancelotti?

No, è stato un allenatore importante per me e gli vorrò sempre bene, ma quando ci incontreremo saremo comunque avversari: entrambi penseremo solo a vincere.

Conosci già i tuoi rivali per il ruolo di marcatore?  Icardi o Dzeko?

Non ho rivalità con altri giocatori. Non lo ho avuta anche con Messi, ognuno alla fine lotta solo per la sua maglia. Pensiamo solo a vincere tutte le partite. Sarà una sfida molto bella.

Cosa ne pensi di Benatia?

CI siamo picchiati spesso (ride). E’ un eccellente giocatore, ci divertiremo

 

 




Francia-Croazia: formazioni ufficiali, diretta streaming e radiocronaca

Francia-Croazia formazioni ufficiali – E’ arrivato il momento tanto atteso della finale della Coppa del Mondo Russia 2018, che si giocherà tra Francia e Croazia. I Blues sono arrivati all’obiettivo battendo di misura i cugini del Belgio, grazie a un colpo di testa vincente di Umtiti. Dopo la sfortunata finale del 2006 contro l’Italia, i francesi avranno la possibilità di riportare a casa il trofeo. I croati, dopo un match avvincente contro l’Inghilterra prolungatosi fino ai supplementari, raggiungono per la prima volta nella storia una finale di Coppa del Mondo: il goal di Mandzukic, dopo l’1-1 firmato da Perisic e Trippier, ha trascinato la Croazia in finale. La partita si giocherà domenica 5 luglio alle h. 17.00 (ora italiana), presso lo Stadio Luzhniki di Mosca. Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Francia-Croazia.

Francia-Croazia formazioni ufficiali

Formazione ufficiale Francia (4-2-3-1): Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Hernandez; Pogba, Kanté; Mbappé, Griezmann, Matuidi; Giroud

Formazione ufficiale Croazia:(4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic; Rakitic, Brozovic; Rebic, Modric, Perisic; Mandzukic

Radiocronaca Francia-Croazia

La radiocronaca di Francia-Croazia verrà trasmessa da RadioGoal24 sul canale Spreaker, sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle ore 16.45.

Dove vedere in TV e streaming Francia-Croazia

La partita sarà trasmessa in diretta esclusiva e in chiaro su Mediaset, precisamente su Canale 5. Il match sarà visibile anche in streaming su smartphone, tablet e laptop, tramite il sito di SportMediaset.

Diretta Testuale:




Speciale Russia 2018: Serbia, il condottiero è Milinkovic

Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato.  Questa volta è il turno della Serbia mentre questa mattina è stata analizzata la Costa Rica.

Il cammino verso il mondiale

La Serbia, inserita nel girone con Brasile, Svizzera e Costa Rica, ha iniziato il suo cammino verso la Russia con il due a due contro l’Irlanda; pareggio ottenuto grazie alle reti di Kostic e Tadic. Le prime vittorie arrivano nel mese di ottobre quando i ragazzi di Muslin (sarà esonerato per non aver mai preso in considerazione Milinkovic-Savic) ottengono sei punti contro Moldavia e Austria. Nella quarta e sesta giornata la nazionale serba affronta il Galles e, in entrambe le occasioni, è Mitrovic a recuperare la rete di svantaggio portando punti preziosi alla sua nazionale. La svolta, per Kolarov e compagni, avviene il 05 settembre con la vittoria in casa dell’Irlanda, diretta concorrente per la conquista del primo posto. Il successo, firmato proprio dal difensore della Roma, sembra poter chiudere il discorso qualificazione ma la sconfitta in Austria rimette tutto in discussione. La Serbia, per andare in Russia senza passare dai preliminari, è obbligata a battere la Georgia; la rete, firmata da Prijovic, manda in delirio un popolo intero. L’unico a non essere felice è Muslin, esonerato per “colpa” di Milinkovic-Savic.

1) Serbia: la Squadra

La Serbia, al Mondiale di Russia, si dovrebbe presentare con il 4-3-3 (modulo che sembra perfetto per esaltare e caratteristiche dei giocatori). Tra i pali ci sarà Stojkovic, estremo difensore del Partizan Belgrado mentre la linea difensiva vedrà la presenza di Kolarov, autore di una stagione strepitosa con la Roma, e Rukavina sulle fasce; al centro insieme ad Ivanovic, esperto difensore in forza allo Zenit, uno tra Spajic e Tosic. Il cervello della nazionale sarà Luka Milivojević; il centrocampista del Crystal Palace avrà il compito di far partire tutte le azioni offensive serbe. Al suo fianco spazio a due giocatori di altissimo profilo: stiamo parlando di Matic e Milinkovic-Savic. Al primo sarà affidato un compito di interdizione mentre il secondo sarà libero di inserirsi in area avversaria ed aiutare il reparto offensivo in zona goal. L’attacco può contare sulla fantasia di Ljajic (l’uomo che dovrà accendere la scintilla), la fisicità di Mitrovic e le reti di uno tra Radonjić e Prijovic. Occhio anche ai sostituti, uno su tutti Tadic; il giocatore del Southampton, a partita in corso, può essere un’arma importante per la Serbia.

1.1) L’allenatore: Mladen Krstajić

Il Mondiale 2018 sarà il primo vero appuntamento da allenatore per Mladen Krstajić, diventato commissario tecnico della Serbia dopo l’esonero Muslin. L’attuale tecnico della nazionale serba si è fatto conoscere, fino a questo momento, per le vicende da calciatore. Il difensore, nato a Zenica nel 1994, è stato costretto a trasferirsi nel 1992 in Serbia per via dell guerra civile in Bosnia-Erzegovina. Superato questo momento di difficoltà va a giocare con il Partizan ma la vera fortuna la incontra in Germania con la maglia del Werder prima e quella dello Schalke poi. In nove anni di Germania realizza le bellezza di 28 goal (non pochi per un difensore). Nel 2009 torna al Partizan con cui vince due campionati e due coppe di Serbia. Tra i ricordi più belli di Krstajić giocatore vi è quello di aver fatto parte della Nazionale serba che, nel percorso di qualificazione verso Germania 2006, subì una sola rete. Ora il Mondiale da commissario tecnico con il compito, non semplice, di passare un girone in cui Brasile e Svizzera sono le grandi favorite.

1.2) La stella: Sergej Milinkovic-Savic

E’ curioso come la stella della nazionale serba sia un giocatore che, nel corso delle qualificazioni Mondiali, non è mai stato preso in considerazione. Stiamo parlando di Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio cercato da mezza Europa; i motivi per cui il Sergente (soprannome datogli dai tifosi biancocelesti) non rientrasse nei piani di Muslin sono a noi sconosciuti considerando anche l’ottimo rendimento avuto con la maglia della Lazio. Milinkovic è uno di quei giocatori che è sempre meglio avere dalla tua parte. Forte fisicamente, abile negli inserimenti e con una tecnica niente male Savic è in grado di dominare e decidere le partite in ogni momento. Una delle caratteristiche principali del centrocampista è il colpo di testa; fondamentale grazie al quale potrebbe portare punti preziosi alla Serbia. Krstajić, per tentare il miracolo in un girone quasi impossibile, si affiderà al suo giocatore più importante. Quel Milinkovic-Savic rimasto a guardare le qualificazioni da casa.

2) Serbia: la storia

La Serbia, nei primi periodi della sua storia (esattamente dal 1902 al 1992), era rappresentata dalla nazionale di calcio della Jugoslavia. Nel 1992 venne fondata la nuova nazionale di calcio della Jugoslavia che però non disputò una gara ufficiale fino al 23 dicembre del 1994 quando venne sconfitta dal Brasile per 2-0; la Jugoslavia non partecipò alle qualificazioni per i Mondiali del 1994 e per gli europei del 1996 a causa di sanzioni inflitte dalla FIFA per i conflitti bellici nei balcani. Una prima svolta si ebbe nel 2002 quando il Parlamento federale di Belgrado trovò un accordo per attenuare i legami tra Serbia e Montenegro; lo Stato si trasformò da federazione a confederazione e cambiò nome in Unione Statale di Serbia e Montenegro. Questo portò dei cambiamenti anche nel calcio con la nazionale che divenne nazionale di calcio di Serbia e Montenegro. Il secondo e definitivo cambiamento avvenne il 21 maggio 2006 quando, con un referendum, il Montenegro si dichiara indipendente dalla Serbia; nonostante ciò, però, si decise di formare un’unica nazionale per partecipare al Mondiale del 2006 (competizione terminata al primo turno). La separazione ufficiale ci fu il 28 giugno dello stesso anno  e la nazionale serba esordisce il 18 agosto dello stesso anno nell’amichevole, vinta, con la Repubblica Ceca. Da allora le soddisfazione per la nazionale sono la qualificazione ai Mondiali 2006, 2010 e appunto 2018.




Speciale Russia 2018: Inghilterra, il mondiale dei tre leoni

Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno dell’Inghilterra, che nel gruppo G dovrà vedersela con Belgio, Tunisia e Panama.

Il cammino verso il mondiale

Il percorso intrapreso dall’Inghilterra per arrivare al Mondiale in Russia iniziò il 4 settembre 2016, quando venne sorteggiata nel girone F insieme a Slovacchia, Scozia, Slovenia, Lituania e Malta. Le prime due gare del girone di andata terminarono con la vittoria degli inglesi per 0-1 e 2-0, rispettivamente contro Slovacchia e Malta. Alla terza giornata con la Slovenia e alla sesta contro la Scozia, le due partite terminarono con un pareggio, gli unici due risultati meno buoni dell’intero girone disputato dall’Inghilterra. Infatti tra le altre gare del girone di andata e tutto quello di ritorno, gli inglesi riuscirono ad ottenere sempre delle vittorie, classificandosi come primi (26 punti), con otto punti di vantaggio su Slovacchia e Scozia a pari punti (18 punti). Staccato quindi il pass per la Russia, l’Inghilterra vivrà da protagonista il mondiale.

1) La squadra

Tra i 23 convocati per la spedizione in Russia, figurano i nomi di molti talenti della Premier League e di giocatori meno giovani ma con molta esperienza, che sapranno dare il giusto equilibrio ad una rosa giovane, ma di livello. Tra i pali giocherà uno tra Pickford dell’Everton e Butland dello Stoke City: i due classe ’94 e ’93 ha disputato una discreta stagione, guadagnando la fiducia del CT Southgate. In difesa vedremo sulle fasce gli esperti terzini Rose e Walker, ai quali subentreranno Trippier del Tottenham a destra, o l’esperto Young del Manchester United per la fascia sinistra. I centrali saranno Dier e Stones, due giovani che prenderanno in mano le chiavi della difesa. In mezzo al campo ci sarà spazio per il talento esplosivo di Dele Alli e di Jesse Lingard. A completare il centrocampo titolare ci sarà l’esperto centrocampista del Liverpool, Henderson. Alle spalle delle due punte che saranno senza dubbio Kane e Vardy, ci sarà sicuramente Sterling del Manchester City, che potrebbe alternarsi sulla trequarti con Alli, chiamando in causa per il centrocampo accanto ad Henderson, Maguire. In panchina ci saranno giovani talenti come Alexander-Arnold del Liverpool e Rashford del Manchester United, che saranno pronti a dare il massimo quando verranno chiamati in causa.

1.1) L’allenatore: Gareth Southgate

Il commissario tecnico della nazionale inglese, che guiderà la squadra al prossimo Mondiale, è Gareth Southgate. Ritiratosi dal calcio giocato nel 2006, è stato un difensore con buone doti di finalizzazione. Nella sua carriera calcistica vestì le maglie del Crystal Palace dal 1989 al 1995, segnando ben 15 gol e vincendo la Full Members Cup; dopodiché si trasferì all’Aston Villa fino al 2001, dove segnò 7 gol e vinse una Coppa di Lega ed infine, indossò la maglia del Middlesbrough con la quale chiuse la sua carriera da giocatore, vincendo anche con questo club la Coppa di Lega. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo venne assunto dalla stessa squadra come allenatore, guidandola per tre stagioni, fino al 2009. Dal 2013 al 2016, provò l’esperienza di guidare una nazionale, la selezione under 21 dell’Inghilterra. Dal 2016 in poi, è arrivata la chiamata dalla nazionale maggiore, con la quale ha contribuito a qualificarsi al Mondiale 2018 in Russia.

1.2) La stella: Harry Kane

Harry Kane è sicuramente la stella, nonché il capitano della nazionale inglese. L’attaccante in forza al Tottenham è un giocatore di grandissima qualità: dotato di incredibile potenza e precisione nel tiro, è molto abile con entrambi i piedi e micidiale sotto porta anche di testa. L’attaccante ha iniziato la sua carriera al Tottenham, ma prima di esplodere nella squadra londinese, fu ceduto in prestito a varie squadre, per farsi le ossa nelle leghe minori. Tornato alla corte degli Spurs, ha da subito impressionato con il suo talento esplosivo. Nelle sue prime stagioni da titolare in Premier League, dimostrò di saper segnare facilmente con entrambi i piedi, sia da fuori area, che da dentro. Nelle stagioni 2015/2016 e 2016/2017, ha vinto la classifica marcatori in Premier League, segnando prima 25 gol e poi 29. Con la maglia del Tottenham ha siglato in 148 gare, 108 reti: un media gol veramente da fuoriclasse. In chiave nazionale la media rimane sempre molto alta, infatti dal 2015, anno in cui ha debuttato in nazionale maggiore, è riuscito a realizzare 13 gol in 24 partite disputate. Il talento di questo giocatore è sicuramente una certezza, e saprà regalare durante il Mondiale a tutti gli amanti di calcio, prestazioni e gol, alle quali solo lui ci ha abituati.

2) La storia

Fondata nel 1863, la nazionale inglese giocò la sua prima partita ufficiale 10 anni dopo, terminata in pareggio tra due compagini britanniche. Fino al 1950 non partecipò a nessun torneo internazionale, ed il primo al quale vi partecipò fu proprio in quell’anno nel Mondiale che si giocò in Brasile. Uscita nella prima fase del torneo, si riqualificò per le successive edizioni, arrivando alla vittoria del campionato del mondo, nel Mondiale del 1966 in Inghilterra. Questa fu però la prima ed ultima vittoria della Coppa del Mondo, finora, poiché nell’arco della sua storia, non è andata oltre il quarto posto ottenuto a Italia ’90. Nel 1968 si qualificò per la prima volta all’Europeo, che venne disputato in Italia. In quella edizione ottenne il miglior risultato della competizione continentale, con la conquista del terzo posto. L’altro miglior risultato ottenuto fu nell’europeo disputato in casa nel 1996, al quale arrivò in semifinale. La nazionale inglese, quindi, ha vinto un solo Mondiale, ma non è ancora riuscita a conquistare la vittoria dell’Europeo.
Quest’anno però nell’edizione di Russia 2018, la rosa sembra essere di maggiore talento in tutte le parti del campo. Ecco perché in questa occasione, l’Inghilterra punterà assolutamente ad ottenere il miglior risultato possibile, cercando di ripetere l’impresa e la vittoria del 1966.




Speciale Russia 2018: Giappone, i Samurai alla conquista del mondo

Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno del Giappone, che nel gruppo H dovranno vedersela con Colombia, Senegal e Polonia.

Il cammino verso il mondiale

Il cammino del Giappone verso il Mondiale in Russia è stato molto positivo, tanto che la seconda fase del girone F delle qualificazioni asiatiche si è conclusa con l’ottenimento di 7 vittorie e 1 pareggio, in cui sono arrivati 27 goal segnati e zero subiti. Leggermente più complicata è stata invece la fase del girone B, ovvero quella conclusiva, poiché intaccata dalla sconfitta iniziale contro gli Emirati Arabi, che ha obbligato la squadra allenata da Akira Nishino ad alzare l’asticella dal punto di vista qualitativo. Alla fine del girone, comunque, i Blue Samurai hanno racimolato 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, classificandosi al primo posto e mettendosi alle spalle squadre come l’Arabia Saudita, l’Australia, gli Emirati Arabi, l’Iraq e la Thailandia.

1) La squadra

La nazionale giapponese dovrebbe presentarsi al Mondiale in Russia con il classico 4-2-3-1, in cui a difendere i pali ci sarà Eiji Kawashima, portiere che milita in Ligue 1 con il Metz. Venendo alla difesa, questa vanta uomini di esperienza come Hiroki Sakai, Ueda, Yoshida e una nostra ex conoscenza quale Yuto Nagatomo, trasferitosi al Galatasaray dopo l’esperienza all’Inter. Anche la mediana di centrocampo presenta giocatori di spessore, di cui il trascinatore è sicuramente il capitano Makoto Hasebe, anima carismatica della propria nazionale che gioca in Bundesliga, nel Francoforte; a completare il reparto ci sarà invece Shinji Kagawa, talento del Borussia Dortmund ed ex Manchestr United. La zona della trequarti vedrà invece il terzetto formato da Haraguchi, Shibasaki e Keisuke Honda, ex giocatore del Milan e attualmente tra le fila del Pachuca, in Messico. Per concludere con l’attacco, l’unica punta sarà Shinji Okazaki, attaccante del Leicester City che quest’anno ha realizzato 7 goal e 4 assist in 32 presenze totali.

1.1) L’allenatore: Akira Nishino

Akira Nishino è stato promosso commissario tecnico del Giappone a due mesi dall’inizio del Mondiale, sostituendo il posto dell’ex CT Halilhodzic e dopo aver ricoperto a lungo la carica di direttore tecnico della Federcalcio giapponese. Nella sua carriera da allenatore ha diretto la nazionale Under 20 e Under 23, vincendo con quest’ultima la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1996. Squadre di club che invece ha allenato sono il Kashiwa Reysol (con cui ha vinto la Coppa J.League nel 1999), il Gamba Osaka (con cui ha vinto campionato nel 2005, AFC Champions League nel 2008 e ottenuto un terzo posto al Mondiale per club), il Vissel Kobe nel 2012 (nel quale però non ha fatto benissimo, venendo esonerato nel 2014) e il Nagoya Grampus fino al 2015. 

1.2) La stella: Makoto Hasebe

Come già scritto nel paragrafo relativo alla squadra, Makoto Hasebe è la vera anima trascinatrice di questo Giappone. Cresciuto tra le fila del Fujieda Higashi HS tra il 2002 e il 2007, il capitano nipponico si è trasferito prima nell’Urawa Reds Diamonds e, successivamente, come altri suoi colleghi giapponesi, in Germania, dove ha vinto la Bundesliga nel 2009 con il Wolfsburg e la Coppa di Germania a maggio 2018 con il Francoforte. La sua figura racchiude tutta l’esperienza e la determinazione necessaria per affrontare al meglio questa importante manifestazione, quale quella della Coppa del Mondo, e lo sottolineano le 110 presenze collezionate con la propria nazionale, che nel 2011 ha guidato verso la vittoria della quarta Coppa d’Asia.

2) La storia

Prima della nascita della J. League nel 1992, in Giappone il calcio non era praticato a livello professionistico e a dirla tutta non era nemmeno tanto seguito; tuttavia la prima partita ufficiale è stata giocata il 9 maggio del 1917, in cui è arrivata però la sonora sconfitta per 5-0 contro la Cina. Negli anni tra il 1954 e il 1990 ci sono state invece moltissime mancate qualificazioni tra Mondiali, Coppa d’Asia e Olimpiadi, in cui la squadra nipponica non è riuscita a qualificarsi alle fasi finali dei rispettivi tornei davvero per un nonnulla. La svolta ovviamente è arrivata nel 1992, quando in Giappone è stato creato il primo campionato per professionisti (la J League appunto), che ha permesso la crescita di un gran numero di talenti, i quali avrebbero permesso alla nazionale dei Blue Samurai di assumere maggiore competitività a livello internazionale. Proprio in quello stesso anno, infatti, la squadra allenata da Hans Ooft è riuscita a vincere la sua prima Coppa d’Asia, battendo in finale l’Arabia Saudita con il risultato di 1-0. Quattro anni più tardi, precisamente nel Mondiale USA del 1994, il Giappone non ha c’entrato nuovamente la qualificazione alla competizione iridata, salvo poi riuscirci nel 1998, sotto la guida del CT Takeshi Okada. In quell’occasione la nazionale giapponese ha perso tutte e tre le partite contro Argentina, Croazia e Giamaica, ma come non citare una vecchia stella di quella formazione, Hidetoshi Nakata, ex giocatore di Perugia, Roma, Parma, Bologna e Fiorentina. Nel 2000 e nel 2006 è arrivata la vittoria della seconda e della terza Coppa d’Asia (tutto nel giro di 14 anni), ma è anche seguito l’ultimo posto nel girone F dei Mondiali del 2006. Da quel momento in poi è iniziato un periodo altalenante per il Giappone, che non è riuscito a mantenere lo stesso dominio in terra orientale che lo aveva contraddistinto negli ultimi anni. Il 30 agosto del 2010, però, Alberto Zaccheroni è stato nominato nuovo commissario tecnico, ed ha portato nel 2001 Hasebe e compagni ad aggiudicarsi la quarta coppa asiatica in finale contro l’Australia. Nel 2013 e nel 2014 l’ex allenatore di Milan e Juventus è inoltre riuscito a far qualificare la nazionale giapponese ai rispettivi Mondiali, ma proprio la disastrosa Coppa del Mondo brasiliana gli è costata caro (1 solo pareggio e 2 sconfitte), costringendolo alle dimissioni.