Tommasi: “Ok allungare le stagioni, ma è complicato rivedere i contratti”

Tommasi: “Ok allungare le stagioni, ma è complicato rivedere i contratti”

Damiano Tommasi, presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori), ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli della situazione delicata in cui versa il calcio italiano. Durante l’intervista Tommasi ha toccato numerosi argomenti: il futuro del calcio giocato italiano, i contratti dei calciatori, il punto di vista della FIFA e le difficoltà che ci saranno nelle serie minori.

Con l’inizio della Fase 2 si prova a vedere un po’ di luce. I nostri comportamenti avranno conseguenze tra 15 giorni, per cui attenendoci alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico la speranza è che la luce sia ancora più chiara in futuro. La soluzione ora non c’è. La nostra attenzione è rivolta alle fasce di reddito più basse e alla salute degli atleti. Al di là dell’aspetto della sostenibilità e tutti i conti che si stanno facendo, sicuramente ci sono da tener presente le categoria non professioniste che hanno atleti che però svolgono come professione il calcio. Siamo in contatto con gli altri sindacati europei e di tutto il mondo per la salute, uno dei temi che più ci sta a cuore. La FIFA ha sciolto i dubbi. Se le Federazioni allungano la stagione i calciatori potranno andare anche oltre la scadenza dei contratti. Ma da un punto di vista contrattuale, è complicato intervenire. E’ uno dei temi che non è stato ancora ben chiarito. Ci sono anche calciatori di Serie B e Lega Pro che hanno contratti in scadenza, per cui è bene che venga data una soluzione uguale per tutti, senza disparità di trattamento. La FIFA ha dato quest’apertura per allungare le stagioni, quindi dal punto di vista sportivo questo tema è superato. Ma c’è da capire dal punto di vista contrattuale“.

 

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Croazia, ripresa del campionato prevista per il 30 maggio

Coronavirus, Croazia: riparte il campionato!

Anche la Croazia tornerà in campo nel mese di maggio, dopo lo stop causato dall’emergenza Coronavirus. Il tutto dipenderà dal Governo e dalle scelte che verranno effettuate, ma l’amministrazione esecutiva della Federazione calcistica croata (HNS) ha deciso le date della ripresa: il 30 maggio – si legge nel comunicato – ripartiranno le semifinale della Coppa di Croazia tra l’Osijek Rijeka e lo Slaen Lokomotiva, mentre la settimana successiva (6 giugno) sarà la volta del campionato. Le gare si svolgeranno inevitabilmente a porte chiuse, mentre non è stata decretata nessuna novità per quanto riguarda promozioni nelle serie superiori e retrocessioni. Infine, la ripartenza riguarda solo il massimo campionato, la HNL 1.

Riportiamo la classifica della massima serie croata aggiornata a prima dello stop del calcio. La Dinamo Zagabria, eliminata dall’Atalanta ai gironi di Champions League, domina incontrastata al primo posto con 18 punti di vantaggio sul Rijeka secondo in classifica.

1 Dinamo Zagreb 26 21 2 3 51:11 +40 65
2 Rijeka 26 14 5 7 42:31 +11 47
3 Lokomotiva Zagreb 26 14 4 8 41:28 +13 46
4 Hajduk Split 26 13 6 7 41:23 +18 45
5 Osijek 26 11 9 6 38:25 +13 42
6 HNK Gorica 26 9 8 9 32:40 -8 35
7 Slaven Koprivnica 26 7 5 14 23:43 -20 26
8 NK Istra 1961 26 4 7 15 19:40 -21 19
9 Inter Zapresic 26 3 8 15 28:51 -23 17
10 Varazdin 26 3 8 15 18:41 -23 17

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Rizzoli: “Ecco come cambierà il calcio giocato”

Nicola Rizzoli, ormai ex-direttore di gara e oggi designatore arbitrale di Serie A, ha parlato a Casa Sky Sport riguardo i cambiamenti che il Covid-19 introdurrà durante le partite dopo la ripresa dei campionati.

Oltre alle varie società, anche gli arbitri sono in attesa di capire se il campionato di Serie A riaprirà. E il Coronavirus potrebbe andare a incidere anche sul regolamento e sul rapporto tra i direttori di gara e i calciatori: “Bisognerà avere comportamenti differenti, non voleranno cartellini ma ci vorrà una diversa distanza.Ci sarà bisogno di uno step culturale, potrà farci bene e questo vale anche per gli arbitri nei confronti dei calciatori. Stiamo facendo un grande lavoro con l’Uefa e i designatori dei grandi campionati europei e questo è un elemento molto importante. Bisogna sfruttare le situazioni difficili per tirarne fuori qualcosa di migliore, sotto tutti i punti di vista”.

VAR e sicurezza

Organizzazione dell’organico e protocollo: così la squadra arbitrale si sta organizzando per la ripresa del campionato. “Se in questa fase cresceranno nuovi arbitri giovani ben venga per tutto il movimento, è chiaro che i più esperti avranno tante partite da fare tra le varie competizioni. In più stiamo lavorando per ridurre al minimo i rischi: ci saranno il VAR, l’assistente VAR e l’operatore, tre persone anziché quattro come accade in genere. Ovviamente tutti con guanti e mascherine, dobbiamo rispettare anche noi il protocollo. Gli arbitri si sono allenati in casa come i calciatori, ora hanno ripreso a lavorare in maniera individuale in attesa che si possano organizzare dei veri e propri allenamenti. Ci sono tanti aspetti che stiamo valutando, per organizzare un protocollo che ci permetta di garantire la nostra presenza in tutte le partite”.

Cinque sostituzioni

Un’altra novità in vista, è quella che riguarda le cinque sostituzioni: qualche allenatore l’ha richiesta per affrontare i tanti impegni ravvicinati, la Fifa ha accolto positivamente questa proposta e l’Ifab potrebbe presto approvarla. “È una proposta importante, ne abbiamo parlato. In una fase in cui bisognerà affrontare tante partite una dietro o l’altra è giusto andare incontro alle società, si sta discutendo di questa proposta e tra pochi giorni potrebbe essere validata dall’Ifab“, le parole di Rizzoli.

Nuova regola sui falli di mano

L’Ifab ha già pensato a delle novità che verranno introdotte nella stagione successiva. “Ci sono state delle modifiche, definite chiarimenti, per limitare il tocco di mano dell’attaccante, un qualcosa che esula dalla volontarietà e dalla dinamica. Nel regolamento, in caso di gol, si parla solo di tocco di mano, per evitare che una rete possa essere segnata con un braccio seppur in maniera involontaria. C’era una parte non molto chiara, hanno voluto giustamente accorciare i tempi aggiungendo il principio dell’immediatezza del tocco di mano rispetto al gol. Il gol di Ibra contro la Fiorentina, per esempio, sarebbe valido, perché dopo il tocco di mano ci sono due dribbling prima del tiro in porta, quindi in questo caso l’immediatezza non c’è. Qualora invece il fallo di mano precedente al gol sia comunque punibile con gli altri principi della volontarietà e della dinamica, il gol sarebbe comunque da annullare anche in caso di non immediatezza”.

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Mkhitaryan, Raiola smentisce il messaggio mandato all’Arsenal

Mkhitaryan, Raiola smentisce il messaggio mandato all’Arsenal

Il futuro della Serie A è ancora incerto; mentre in Germania sono pronti a tornare in campo, il massimo campionato italiano non ha ancora deciso se e quando ripartirà. In attesa di una presa di posizione il calciomercato prova, nonostante i ritmi rallentati, a non fermarsi. Sarà una sessione di trattative particolari ma i club, di certo, non rinunceranno a rinforzarsi in vista della prossima stagione. Tra i club più attivi troviamo la Roma che deve risolvere la questione di due calciatori in prestito ma la cui importanza è stata fondamentale; parliamo di Smalling e Mkhitaryan. Nei giorni scorsi calcio era uscita la notizia di come il calciatore armeno avesse mandato un messaggio all’Arsenal, squadra proprietaria del suo cartellino, in cui forzava la mano per una permanenza in giallorosso. Dichiarazione immediatamente smentita da Mino Raiola, procuratore dell’attaccante; ecco le sue parole: “Mkhitaryan non ha mandato nessun messaggio all’Arsenal. Soprattutto in momenti cosi, le fake news sono assolutamente inaccettabili”. Il futuro del classe 1989 è ancora incerto ma, nonostante i problemi fisici, uno con le sue caratteristiche farebbe piuttosto comodo alla Roma e al progetto di Fonseca.

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Bundesliga, ecco perché è importante tornare a giocare

Bundesliga, ecco perché è importante tornare a giocare

Il calcio, almeno in Germania, è pronto a ripartire; la Bundesliga, dopo lo stop causato dal coronavirus, sembra aver trovato il modo giusto per far terminare la stagione calcistica. La data, per riprendere una lotta al titolo che vede coinvolte Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Lipsia e Borussia Monchengladbach, dovrebbe essere il quindici maggio; una ripresa assolutamente fondamentale. Come primo aspetto da sottolineare abbiamo il fatto che l’intero movimento calcistico tedesco evita una perdita pari a 770 milioni di euro; i club, grazie a questa decisioni, andranno ad incassare la bellezza di 300 milioni derivanti dall’ultima rata dei diritti TV; una somma che sarà restituita solo qualora la Bundesliga non dovesse essere portata a termine (ipotesi, a questo punto, improbabile). Il ritorno in campo sarà fondamentale anche per quanto riguarda gli addetti ai lavori, che tra Bundesliga e Zweite, sono  56.081. L’ultimo dato rassicurante riguarda quello dei club; nonostante si giocherà a porte chiuse, infatti, la ripresa ha evitato il fallimento di ben tredici club. Motivi che testimoniano come, anche in Italia, sia fondamentale tornare in campo come testimonia una recente analisi che ha messo in campo tutte le possibili perdite di un mancato ritorno; bisogna trovare una soluzione per evitare conseguenze ancora più gravi di quelle che stiamo già vivendo. Dalla Bundesliga arriva un primo segnale di ritorno verso la normalità.

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Rivoluzione Newcastle: Pochettino e Coutinho nel mirino

Newcastle: mercato col botto in arrivo

Il Newcastle si prepara a voltare pagina, sia a livello tecnico che societario. Il club inglese, come rivela fra gli altri il Mundo Deportivo, è da tempo nel mirino del milionario americano Henry Mauriss, che lo contende al principe saudita Mohammed Bin Salman per un cifra che oscilla fra i 300 e i 400 milioni di euro. Il nuovo proprietario sarà chiamato a mettere mano al portafoglio per costruire una squadra ambiziosa, che punti su talenti di prestigio e su una guida tecnica di assoluto livello.

Il nome dell’allenatore che circola è quello dell’argentino Mauricio Pochettino, vicecampione d’Europa nella passata stagione con il Tottenham; in alternativa è circolato il mome di Massimiliano Allegri, che porterebbe in Inghilterra il cileno Vidal. Il nome di Philippe Coutinho, invece, rappresenta il primo possibile rinforzo per l’attacco. Il brasiliano, attualmente in prestito al Bayern Monaco, rientrerà a fine stagione nel Barcellona, da dove poi ripartirà per altri lidi. Uno di questi potrebbe essere il Newcastle (ANSA).

L’unica domanda che ci si pone spontaneamente è come questo scenario di grandi investimenti possa conciliarsi con quello attuale: il calciomercato estivo non dovrebbe essere infatti segnato da spese folli quest’anno a causa delle ingenti perdite subite da tutti i club e chiunque sia il nuovo properietario dei Magpies dovrà in primo luogo occuparsi del risanamento dei conti interni alla società. Tuttavia, se davvero il magnate americano o il principe saudita saranno in grado di investire grandi somme sul mercato, ciò potrebbe per ovvi motivi provocare degli squilibri in Premier League e chi sa, tra pochi anni potremo forse rivedere il Newcastle scrivere nuovi capitoli di storia calcistica come ai tempi di Alan Shearer.

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Premier League, medici dei club contrari alla ripresa

Premier League: I medici dei 20 club scrivono una lettera ai vertici del campionato

I medici della Premier League scrivono una lettera aperte ai vertici del calcio. Secondo quanto riporta The Athletic, i responsabili degli staff sanitari dei 20 club avrebbero inviato una email a Mark Gillet e a Richard Garlick comunicando tutte le loro perplessità e manifestando paura per la possibile ripresa del campionato e il proseguo della stagione. Nel documento ci sono circa 100 domande su cui le squadre vorrebbero chiarezza e trasparenza, tra le quali quesiti circa le assicurazioni e i test per per i giocatori  le loro famiglie. La situazione sembra sempre più complicata.

Le perplessità degli esperti non lasciano certo sorpresi, avendo l’Inghilterra dei numeri molto simili all’Italia in termini di contagiati totali (201mila) e morti (30mila) per Coronavirus, con la differenza che nel nostro Paese di ricominciare il campionato prima di un mese ancora non se ne parla (anzi, dev’essere ancora approvato il protocollo per la ripresa degli allenamenti di gruppo attraverso il meeting di oggi tra Comitato tecnico-scientifico e Federcalcio). Tuttavia la gran quantità di denaro mossa dalla Premier League, di gran lunga superiore rispetto alla Serie A, non può che influenzare i vertici dei 20 club, tutti concordi sul fatto che si debba ricominciare a giocare appena possibile. Con la differenza che lì le squadre (o meglio la squadra) coinvolte nella lotta al titolo non fanno appelli giornalieri alla ripresa immediata mascherandosi da paladini dell’interesse generale.

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Serie A, il coronavirus fa calare il valore dei giocatori

Serie A, il coronavirus fa calare il valore dei giocatori

Il calcio, come tutto il mondo, sta vivendo un periodo di estrema difficoltà a causa del coronavirus, la pandemia che ha cambiato le nostre abitudini di vita. In questo periodo, però, si sta cercando di trovare una soluzione per far ripartire la stagione calcistica considerando anche le gravi conseguenze che ci sarebbero a causa di uno stop definitivo. Una delle principali difficoltà riguarderebbe il valore di mercato dei giocatori; dopo che Transfermarkt e il CIES Football Observatory si sono pronunciati su questa problematica, si è fatto sentire anche KPMG Football Benchmark portando alla luce alcuni dati tanto interessanti quanto preoccupanti.

– Far terminare la stagione a porte chiuse causerebbe una perdita di un terzo o di un quinto dei ricavi rispetto alle mancate entrate nel caso in cui la Serie A non dovesse ripartire.

– Per quanto riguarda il valore dei giocatori che militano nei dieci campionato europei, si è avuto un calo del 26.5% che equivale a dieci miliardi di euro. In caso di ripresa questo calo sarebbe di 6.6 miliardi.

– La Serie A, in caso di stop definitivo, andrebbe a perdere 4.229 miliardi di euro mentre con una possibile ripresa la cifra sarebbe di 4.734 miliardi.

– I giocatori giovani o con più anni di contratto hanno avuto un calo minore nel loro valore di mercato; in caso in cui la Serie A non dovesse riprendere, il podio dei calciatori con il valore più alto sarebbe: Mbappè (-21.5%), Neymar (-21.7%) e Sterling (-13.8%). Solo due i calciatori che giocano nel massimo campionato italiano; parliamo di Lukaku (-15.3%) e de Ligt (-16%).

– La rosa con il rischio maggiore di perdita di valore è quella del Real Madrid a causa di una rosa composta da calciatori avanti con l’eta.In Serie A la Juventus perderebbe il 23.4% del suo valore, l’Inter il 24%, il Napoli il 28.7% e la Roma il 25%.

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Juventus, ufficiale: Dybala è guarito dal Covid-19

Juventus, ufficiale: Dybala è guarito dal Covid-19.

Dopo che questa mattina la Juventus aveva messo il dubbio sulla notizia, diramando un comunicato sui guariti, dal quale Paulo Dybala era stato estromesso, arriva invece ora la conferma ufficiale che Paulo Dybala non è più positivo al Coronavirus.

 

 

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Mi imagen lo dice todo, finalmente curado de Covid-19 😆💪🏽♥️. My face says it all, i’m finaly cured from Covid-19 💪🏽♥️😆La mia faccia dice tutto: finalmente guarito dal Covid-19!

Un post condiviso da Paulo Dybala (@paulodybala) in data:

Il calciatore argentino era risultato positivo al Covid-19 il Marzo scorso, positività confermata anche dai tamponi successivi, mentre oggi dopo 46 giorni dalla positività, Dybala è definitivamente guarito. Infatti è arrivato il responso tanto atteso, la “Joya”, può tornare alla normalità e chissà anche ad allenarsi alla Continassa.

Con il calciatore argentino tutti i giocatori della Juventus che erano risultati positivi nei mesi scorsi sono guariti e dunque al momento per la “vecchia signora” la situazione torna alla normalità, attendendo che tutta la Serie A possa avere questa stessa sicurezza.

 

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Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Tornare alla normalità e sconfiggere il virus, prima di tutto, questo è sempre stato l’obiettivo principale di tutti. Per parlare profano, però, uno degli obiettivi importanti ma meno nobili era anche quello di riprendere con gli allenamenti: per tornare ad una parvenza di normalità, per quanto possibile, e per farsi trovare pronti qualora il campionato di calcio ripartisse in estate per portare a termine la stagione 2019/2020. Come si legge sul nostro sito ieri l’Atalanta si è ritrovata al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia per riprendere gli allenamenti in forma individuale.

Domani, giovedì 7 maggio, i calciatori del Milan si ritroveranno a Milanello per riprendere gli allenamenti interrotti ormai due mesi fa. Ora che il Coronavirus si può gestire, il Governo ha deciso di permettere ai club di riaprire i propri centri sportivi e permettere ai calciatori di allenarsi a dovuta distanza ed in forma individuale, seguendo le norme sanitarie e cautelative previste. Domani mattina il primo gruppo di calciatori rossoneri scenderà sui terreni del centro sportivo di Milanello per la ripresa degli allenamenti individuali, mentre c’è attesa per il 18 maggio, data in cui tutte le squadre di Serie A dovrebbero tornare ad allenarsi in gruppo. In tal senso si aspettano notizie dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e dal Governo, che in questi giorni dovrebbero prendere una decisione definitiva circa la ripresa o meno del campionato di calcio.

Come viene riportato e si legge su DailyMilan: “I rossoneri seguiranno un programma differenziato, con sedute di allenamento scaglionate tra mattino e pomeriggio e tabelle con esercitazioni individuali. Una sorta di preparazione estiva anticipata e concentrata in poche settimane. Solo in una fase successiva torneranno gli allenamenti più intensi in gruppo e la tattica. All’appello mancano ancora Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessiè. Rientreranno in Italia nei prossimi giorni. Il campione svedese ha scelto di trascorrere tutto il periodo di lockdown nella sua Svezia, dove le restrizioni anti Coronavirus sono consigli e la libertà di movimento non ha mai subito blocchi. Ha lavorato sul campo insieme ai “suoi ragazzi” dell’Hammarby, il Club di Stoccolma a cui è legato per il 25 per cento delle quote societarie. Diverso il discorso di Kessié, impossibilitato al rientro a causa di problemi sui voli di partenza dalla Costa d’Avorio”.

 

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