Premier League, ecco il protocollo per gli allenamenti

Premier League, ecco il protocollo per gli allenamenti

Secondo quanto riporta la BBC, anche in Inghilterra ci si torna ad allenare in attesa di capire se da giugno realmente si riprenderà anche a giocare. Per l’attuale “Project Restart” i parametri sono ben definiti per ciò che riguarda la prevenzione, le distanze da mantenere, i dispositivi da utilizzare e i comportamenti da assumere, ovviamente solo per quanto riguarda gli allenamenti. In partita si dovrà giocare nella massima “normalità” per le azioni in campo, tra marcature, contatti e contrasti.

La fisicità del calcio giocato è stata al momento bandita negli allenamenti, caratterizzati da un documento condiviso tra Lega, Federazione e staff medico-scientifici: nessun contrasto e nel caso ci fossero i presupposti, ai giocatori è stato esplicitamente richiesto di desistere dall’intervento sull’avversario. I protocolli ufficiali inviati, rivelano che il distanziamento sociale deve essere ‘rigorosamente rispettato’. Ci sarà una rigorosa sorveglianza sull’andamento delle sedute, oltre ai consueti screening all’arrivo al centro e a un ‘registro centrale’ in cui verranno conservati i vari risultati dei test.

Le ‘misure di controllo’ raccomandate nel “Project Restart”  evidenziano una meticolosa igiene personale e uso dei DPI , nessuna congregazione nelle aree comuni, incluso ma non limitato a sale mediche e aree palestra, e il divieto assoluto di utilizzare mezzi di trasporto pubblici o auto differenti di volta in volta, recandosi o lasciando i centri sportivi esclusivamente da soli. Tutti argomenti sul piano della discussione in queste ore che vede una tavola rotonda tra Premier, personale medico e la Federcalcio insieme al Sindacato giocatori che dovranno elaborare un ulteriore documento da consegnare alle società prima che tutto abbia ufficialmente inizio, cioè dalla settimana prossima.

Durante questi incontri verrà richiesto ai giocatori di distogliere lo sguardo gli uni dagli altri in caso di contrasto. Continueranno i test, in vista di una possibile ripartenza verrà ribadito che solamente i giocatori risultati negativi potranno essere considerati idonei mentre per chiunque altro sarà obbligatoria la quarantena. Ma al di là delle direttive che oramai già tutti sanno, il vero confronto si farà con il Sindacato calciatori visto che molti di loro hanno già espresso pareri contrari ad una ripartenza mentre persiste il pericolo contagio. La domanda più grande che deve affrontare qualsiasi sport, compreso il calcio, che voglia fare ripartire la stagione è come gestirà le cose se un giocatore dovesse testare positivamente il Coronavirus. La Premier League non dovrebbe affrontare questo problema durante le riunioni di questi giorni, l’argomento verrà trattato in separata sede con le istituzioni medico-scientifiche.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

La Uefa è preoccupata per le sorti del calcio italiano, a sostenerlo è il giornalista di Sky Sport Alessandro Alciato. A Nyon, nelle ultime ore, hanno avvertito chiaro un rischio: con le recenti richieste del Comitato Tecnico Scientifico alla Federcalcio, fra cui la quarantena per tutto il gruppo squadra in caso di positività di un calciatore – regola per adesso valida per gli allenamenti, ma è facile intuire che verrà estesa all’eventuale ripresa delle competizioni – le italiane rischiano di non portare a termine neanche la stagione di coppa, che la Uefa sta facendo di tutto per preservare. Atalanta, Juventus e Napoli sono ancora in corsa in Champions League, Inter e Roma in Europa League. Senza contare il percorso ad ostacoli facilmente prevedibile anche per l’Italia di Mancini attesa a settembre dai primi impegni in Nations League, e questo è un altro punto caldo. Se tutte le grandi federazioni europee – spinte dai rispettivi governi – andranno in una direzione, e la Federcalcio sarà costretta dagli scienziati del Governo a frenare in quella opposta, fino a quando non ci sarà una sorta di rischio zero per i giocatori, il calcio italiano rischia l’isolamento dal resto d’Europa. Nazionale compresa, almeno con la situazione di oggi.

 

Ecco perché assume un’importanza sempre maggiore l’imminente riunione fra Conte e i numeri 1 di Federcalcio e Lega, Gravina e Dal Pino. Insomma, molto ruota intorno alle scelte del Premier, mentre quelle della Premier League  e della Bundesliga porteranno all’isolamento dei calciatori contagiati e non di tutta la squadra.

 

Restando al protocollo italiano, ne ha parlato il Consiglio di Lega, senza trarre alcuna conclusione. Il concetto è: “Aspettiamo quello definitivo”. Se ne sta per riparlare anche in Assemblea. E proprio in queste ore la Federcalcio sta consegnando al Comitato Tecnico Scientifico il protocollo aggiornato, dopo le recenti richieste. A proposito del Comitato Tecnico Scientifico: a molti non è piaciuto quanto scritto nero su bianco nell’ultimo verbale dove, al punto 1, si parlava di “documentazione inizialmente fornita dalla Figc largamente lacunosa e imperfetta”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Serie A, Spadafora chiarisce la situazione in Senato

Serie A, Spadafora chiarisce la situazione in Senato

Il Ministro dello sport Spadafora è appena intervenuto in Senato per presentare e chiarificare l’attuale situazione dello sport in Italia e quindi anche del calcio. Il ministro apre parlando di come tutto il mondo lo sport si sia indiscriminatamente fermato dai dilettanti ai professionisti, specificando come siano sempre in essere i contatti con i ministri sportivi degli altri paesi per adottare, per quanto possibile, delle linee comuni per consentire la tutela della salute e la sopravvivenza di un settore fondamentale, ed aggiunge “La linea del Governo è sempre stata quella di tutelare la primariamente la salute di tutti”. Passando al calcio il Ministro riconosce il ruolo primario del calcio per la passione che smuove il paese e per i contributi che l’industria calcio fornisce allo Stato “quasi un miliardo di euro”. Manda però  anche una frecciatina definendo eccessivo l’inasprimento del dibattito sul calcio  perché  i cittadini sono concentrati “sulla loro salute e sul loro lavoro”. Il calcio non è un lavoro? il calcio conta quasi 280 mila lavoratori ( senza contare i lavoratori indiretti come i giornalisti sportivi), queste persone non possono pensare al loro lavoro? Credete che guadagnino tutte milioni su milioni?

Spadafora continua soffermandosi sulle criticità del protocollo FIGC sottolineate dalla valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico: responsabilizzare maggiormente i medici sociali delle squadre, imporre l’isolamento per quelle squadre che dovessero riscontrare un positivo e che i controlli per i calciatori non vadano ad intaccare le risorse volte alla tutela della comunità (specialmente tamponi e test sierologici); inoltre il Ministro cerca di rafforzare e motivare questa linea specificando le differenze comprensibili che ci sono tra chi lavora in un supermercato ( dove si possono rispettare le distanze di sicurezza) ed i calciatori che inevitabilmente durante una partita o negli allenamenti danno luogo ad assembramenti, spiegando quindi che la linea è volta sopratutto a tutelare la salute degli sportivi che rischiano il contagio. Poi sulla riapertura del campionato: ” Se ci sarà la ripresa del campionato è perché sono state adempiute una serie di situazioni necessarie e preliminari volte alla tutela della salute. In questo periodo hanno tutti cambiato, legittimamente posizione, per i frenetici cambiamenti che la crisi ha generato, noi abbiamo mantenuto la stessa linea volta alla non sottovalutazione della situazione. I paesi che hanno deciso frettolosamente sono quelli che poi hanno chiuso il campionato come la Francia e l’Olanda, se vogliamo continuare serve tempo. Capiamo che la ripresa del Campionato è importante non solo per fini sportivi ma anche economici poiché i mancati pagamenti dei diritti televisivi andrebbero a inficiare su molte squadre indebitate e sul movimento calcio in generale”.

Spadafora è stato chiaro, si riparte se vi saranno le condizioni, e si seguirà sempre il parere del CTS, che nel frattempo passa la patata bollente della responsabilità ai medici sportivi. Mi dispiace e mi sfugge il mancato riferimento a tutti quei lavoratori che sono nel calcio senza guadagnare milioni su milioni, non considerati da nessuno, se non da qualche calciatore e che più di tutti stanno soffrendo questo maledetto gioco di interessi economici e POLITICI, perché dire che i cittadini pensano al “lavoro ed alla salute” estraniando i lavoratori che hanno a che fare con il calcio è una mossuccia politica di cattivo gusto.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Liga, presidente Tebas: “Acquisti e stipendi andranno ridimensionati”

Liga, presidente Tebas: “Acquisti e stipendi andranno ridimensionati”

Liga – è più che probabile che il prossimo calciomercato avrà cifre diverse da quelle alle quali siamo stati abituati negli ultimi anni. Ne abbiamo giù parlato in un precedente articolo, scordatevi le cifre da capogiro sborsate per i vari Neymar, Coutinho o Dembelè. Lo scoppio della pandemia legata al Covid-19 ha stravolto il mondo ed inevitabili sono le conseguenze economiche in qualsiasi settore, compreso quello legato al calcio. Il costo del cartellino di molti calciatori si è abbassato notevolmente, in base a valutazioni fatte considerando valori teorici in base anche ad età e lunghezza dei contratti.

Parlando complessivamente dei vari campionati nazionali, se consideriamo tutti i maggiori tornei, ovvero Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue 1 arriviamo a perdite pari a 8,5 miliardi di euro. Solo la Serie A arriva a perdite pari a 1, 5 miliardi di dollari. Se i campionati non dovessero ripartire a livello di diritti tv perderebbero 4 miliardi di euro.

Il calciomercato e i contratti avranno cifre differenti nei prossimi anni, a questo i club ed i calciatori faranno bene ad abituarsi in fretta, In questo senso si è espresso il presidente della Liga Javier   e le sue parole sono sicuramente condivisibili da tutti i presidenti di Lega.

“I club dovranno ridurre gli ingaggi dei loro calciatori, non c’è altra soluzione. Le società hanno rose che superano il limite salariale previsto per la prossima stagione e le formazioni dovranno attingere tantissimo dalle proprie giovanili perché non potranno permettersi trasferimenti che vadano oltre l’importo economico, è impossibile. Non credo che ci saranno molto acquisti la prossima stagione, né in Spagna né da altre parti. Non c’è la possibilità per farlo. Dopo la pandemia i club dovranno abbassare gli stipendi dei calciatori, oppure acquistare di meno e a prezzi inferiori”.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 

 




Serie A, parla l’ex medico della Nazionale Castellacci

Serie A, parla l’ex medico della Nazionale Castellacci

L’ex medico della Nazionale Enrico Castellacci è stato intervistato da Tuttomercatowebradio ed ha rilasciato delle dichiarazioni che lasciano presagire pessimismo sulla ripresa del campionato. Castellucci si è soffermato sulla rivalutazione della figura del medico nel calcio come nella società e come si sia passati da un ruolo totalmente marginale a “primo ed unico responsabile”. Inoltre si è espresso duramente sulle considerazioni del Cts riguardo al Protocollo FIGC, che palesa il timore di ricominciare. Ecco un estratto dell’intervista:

“Non mi meraviglia che si sia messo l’accento sulla figura del medico del calcio. Se nella società civile la figura del medico viene rivalutata, anche nel calcio è riabilitata dopo essere stata reietta, anello debole della catena. Però ora vogliono attribuire troppe responsabilità: nessun medico si aliena dalle responsabilità, ma aver messo in evidenza che il responsabile sanitario è esclusivamente il medico del calcio, lo trovo eccessivo. I perché son due: primo, è l’unica figura che non ha contrattualizzazione federale, considerate che in Serie B e C spesso lavorano gratis, fanno altri lavori. Secondo, si vede che sono poco considerati: ai tavoli del calcio ci sono tutti tranne l’associazione italiana dei medici del calcio. La prima cosa che viene detto dal Governo é: sono responsabili i medici. E allora però ridiscutiamo la situazione. La preoccupazione dei miei colleghi, specie dalla B, è tanta: mi hanno scritto che sono pronti a dimettersi se non viene fatta chiarezza. Un medico può seguire le linee guida se sono applicabili, ma se non lo sono come fa? Un medico di Serie B non ha la possibilità di mettere in ritiro tutti, come fa a prendersi la responsabilità penale? Anche i club devono essere responsabili: un malato di Covid-19 può essere assimilato ad un infortunio. I medici devono essere responsabili della sistemazione sanitaria, ma non possono, senza neanche copertura assicurativa, prendersi anche quella organizzativa. Il professionismo deve prevedere protocolli adattabili a tutte e tre le leghe. Se lo sono, il medico non avrà alcun problema ad assumersi la responsabilità che gli compete”.

Se dovesse venire individuato un positivo?

“Finisce tutto. Vanno in quarantena tutti i giocatori, la squadra non può fare il ritiro e il campionato non inizia. Siamo alle solite. So che è stato proposto di seguire il modello tedesco, e lì c’è la precisa volontà di continuare. Il giocatore va in quarantena per due settimane, finché non rientra ad allenarsi. Gli altri proseguono. In Germania è vero che hanno anche una quantità di tamponi fuori dal normale, ma un’ipotesi come questa dice che basta niente e in due secondi si ferma il campionato”.

Sui tamponi necessari: “I medici hanno l’obbligo di fare tamponi e test, e ok. Ma chi glieli dà? Ci vuole un accordo col Ministero della Sanità, anche perché non si possono levare tamponi a chi serve di più nella società civile, e questo è di base per noi. Noi cittadini privati non possiamo comprarci un tampone, ma ce ne vogliono immediatamente almeno 11.000, e non sono pochi. Questa è la prima scrematura, poi una volta che vai a blindarli servono solo quelli di controllo. Anche nel prosieguo del campionato ce ne vorranno altri… Stamani ho chiamato gli avvocati della LAMICA, l’associazione che presiedo. Voglio che guardino tutti i protocolli e mi facciano osservazioni dal punto di vista giuridico. Bisogna che io sia abbastanza severo”.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli- L’interesse dei partenopei per Josip Ilicic è di lunga data. Nello scorso calciomercato il presidente De Laurentiis ha cercato in tutti i modi di strappare il giocatore dalla corte di Gaperini ma proprio il tecnico atalantino ha convinto lo sloveno a rimanere a Bergamo. L’edizione odierna de Il Mattino pone l’accento proprio su Ilicic e su ritorno di fiamma per portarlo sotto il Vesuvio. La trattativa è legata al futuro di Dries Mertens. Sembra sempre più probabile che il belga vada via a a parametro zero, anche se l’offerta del Napoli (4,5 milioni di euro per i prossimi due anni) non è stata ancora pareggiata da altri club. La priorità del club di De Laurentiis sembra quella di trattenere “Ciro”. Qualora non si riuscisse nell’impresa si punterà tutto su Josip Ilicic.

Lo sloveno ha senza dubbio il gradimento di mister Rino Gattuso, anche perché questa è stata finora la migliore stagione del giocatore dell’Atalanta, capace di mettersi in luce anche e soprattuto in Champions League.

Per lui i numeri parlano chiaro: 21 presenze e 15 reti in campionato, una presenza e una rete in Coppa Italia e 7 presenze e 5 reti in Champions League. Cifre da capogiro. Attualmente il cartellino del classe ’86 è stimato, secondo Transfermarkt, a 17,50 milioni di €, sicuramente possibile per le finanze del Napoli. La trattativa, come abbiamo visto nelle scorse stagioni, non è facile e tanto dipenderà dalla volontà del giocatore di lasciare Bergamo.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




C’è uno studio che ha previsto i verdetti della Serie A

C’è uno studio che ha previsto gli esiti della Serie A

One Footbal Data Unit ha calcolato il potenziale risultato delle partite rimaste nei 5 maggiori campionati europei arrivando a stilarne le classifiche finali. Lo studio si basa sui risultati, le qualità, e l’andamento che le singole squadre hanno tenuto durante l’anno considerando anche i tiri effettuati, i goal subiti, e il diverso approccio tra sfide in casa ed in trasferta. Andiamo quindi a spulciare che esito è stato previsto per la Serie A:

Scudetto: Per quanto riguarda la corsa al titolo ci sono il 58% di possibilità che alla fine la spunterà la Juventus,  anche se Lazio conta un ottimo 38%, che potrebbe assicurare un finale affascinante per tutti gli appassionati; solo il 4% per l’Inter di Antonio Conte, che al momento è terza in classifica.

Champions League: Per quanto riguarda la partecipazione alla prossima Coppa dei Campioni, 100% di probabilità che la Juventus si qualifichi, 99% per la Lazio e 97% per l’Inter. Per la quarta qualificata lo studio indica un 68% di possibilità che possa essere l’Atalanta, 29% la Roma; molto distanti le altre solo un 2% di possibilità di partecipare alla Champions per il Napoli ed 1% per l’Hellas Verona.

Europa League: Per quanto riguarda la qualificazione in Europa League, la Roma è la squadra che con più probabilità si qualificherà (68%), segue il Napoli con il 29%; poi molto vicine Hellas Verona (19%), Milan (19%) ed il Parma (17%).

Retrocessione: Chi ha più probabilità di scendere di categoria? praticamente spacciate Brescia e SPAL, rispettivamente con il 94% e l’82% di possibilità di retrocedere, mentre è molto incerta la terza retrocessa. Il Lecce, al momento terzultima, ha il 40% di probabilità di retrocedere, il Torino il 34%, 19% la Sampdoria e 15% il Genoa.

 

    Riparte la Bundesliga! Clicca qui per scoprire tutte le quote e le probabili formazioni


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Premier League, Johnson annuncia la ripartenza. I club rimborseranno le tv

Premier League, Johnson annuncia la ripartenza. I club rimborseranno le tv

Finalmente il “Project Restart” vedrà la luce! Il Premier britannico Boris Johnson dà l’ok alla ripresa della Premier League, solo ed esclusivamente a porte chiuse, ognuno nei rispettivi campi. Il Premier inglese ha dichiarato possibili gli incontri sportivi a partire dal 1 giugno. Considerando le 3 settimane richieste di allenamento prima della ripresa è realistico immaginare che la Premier League ricomincerà il 13 Giugno.

Viene accolta, quindi, da parte del Ministro degli Interni britannico, la richiesta dei club coinvolti nella zona retrocessione di giocare le partire cruciali per la permanenza nella massima serie nel proprio impianto e non in campo neutro (tra gli ultimi a dichiararsi contrari il Watford e ne avevamo parlato qui). Oltre a questo il CTS inglese ha accettato la linea guida che prevede che in caso di positività di un calciatore, solamente lui verrà messo in quarantena e i suoi compagni continueranno ad allenarsi. Questa soluzione può creare un precedente che potrebbe essere preso in considerazione anche in Italia per la ripresa della Serie A.

Sistemata la questione della ripartenza della del campionato ora i club dovranno affrontare i problemi relativi ai diritti televisivi.

Il CEO della Premier League Richard Masters aveva anticipato che, nella più ottimistica delle ipotesi, la Lega avrebbe subito perdite per almeno 1 miliardo di sterline.

Lunedì, Masters ha aggiunto“Oggi siamo in grado di aggiornare i club sulla situazione che li lega alle emittenti televisive. Ovviamente, non posso entrare nello specifico, sono discorsi confidenziali. Una cosa però posso dirla, qualunque cosa accada ci sarà una significativa mancanza di entrate. Questo è inevitabile. La dirigenza della Premier League è stata ora in grado di dipingere un quadro su ciò che sarebbe accaduto in vari scenari, sia tornando a giocare, sia concludendo anticipatamente la stagione. Ciò ha consentito ai club di avere un focus sul momento attuale”.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Napoli, Zielinski vicinissimo al rinnovo

Napoli, Zielinski vicinissimo al rinnovo

In casa Napoli si respira aria di rivoluzione dopo tanti anni con lo stesso nucleo di giocatori ci si avvia verso un ricambio profondo dei componenti della rosa: Mertens e Callejon probabilmente andranno all’estero, è un’incognita il futuro di Koulibaly e Milik, mentre è certa la partenza di Hysaj. D’altra parte De Laurentiis sta lavorando per mantenere un nucleo di calciatori che si possano legare per ancora tanti anni al Napoli, tra questi ci sono gli acquisti della passata stagione Manolas e Di Lorenzo, poi Insigne ed anche il centrocampista polacco Zielinski. L’ex giocatore dell’Empoli  non ha ancora fatto il definitivo salto di qualità, ma la dirigenza ed il tecnico Gattuso credono molto nel talento del polacco, che è pronto ad accettare la super offerta di rinnovo: 4 milioni di euro all’anno, stipendio raddoppiato, e clausola rescissoria da 100 milioni. La notizia è riportata dal Corriere del Mezzogiorno che specifica anche la fretta della società partenopea di chiudere la trattativa per smorzare l’interesse verso il giocatore di alcune grandi società, Inter e Liverpool su tutte.

    Riparte la Bundesliga! Clicca qui per scoprire tutte le quote e le probabili formazioni


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Giorgio Chiellini e Mario Balotelli si chiariscono in una diretta del programma Le Iene dopo le dichiarazione rilasciate dallo juventino il quale definiva SuperMario una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. Ne avevamo parlato qui

Ecco i passaggi della doppia intervista

Iene: «Mario, vogliamo parlare di Chiellini!».

Balotelli: «No dai! Ho già risposto, basta!».

Iene: «Ti va di fargli una dedica su una maglietta, per fare pace?».

Balotelli: «Fai una cosa: mettimela nell’ascensore. La porto in casa, la firmo e te la rimando giù».

Iene: «Vai. Puoi scriverci quello che vuoi!».

Iene: «Saliamo anche noi. Vai Mario, ti aspettiamo qui! Solo una domanda, Mario. Quando hai letto le dichiarazioni di Giorgio, cos’hai pensato?».

Balotelli: «Dai ragazzi! Per me è finita qua la storia, non ho problemi».

Iene: «Scusami, lui l’ha proprio scritto in un libro».

Balotelli: «Eh, va bene».

Iene: «L’ha fatto per vendere qualche libro in più, dici?».

Balotelli: «No, non lo so, ma, secondo me è uscita male la frase. Leggete la maglietta, dai!».

Iene: «Leggila tu come se fosse una poesia, vai!».

Balotelli: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande!».

Iene: «Grande Mario, parole giuste! La nostra missione ora è quella di andare a Torino e vediamo se ha il coraggio di dirti le cose in faccia!».

Iene: «Com’è andata la quarantena?».

Chiellini: «Bene! Sono riuscito a stare un po’ di più con la famiglia».

Iene: «Hai imparato a cucinare? Hai fatto la pizza?».

Iene: «Hai preso un’altra laurea online?»

Chiellini: «No! Mi allenavo la mattina presto e poi stavo con mia moglie e le due bambine».

Iene: «Quando è scoppiato il caso Covid, eri preoccupato?»

Chiellini: «Preoccupato no. Poi sono stato tanto in quarantena al centro sportivo, non pensavo ci fosse questa gravità nel mondo, per fortuna la mia famiglia era a Livorno, dove non è arrivato con la stessa intensità che abbiamo vissuto a Torino».

Iene: «In Francia hanno assegnato il Campionato a PSG. Il campionato secondo te riprende o lo danno vinto alla Juve?».

Chiellini: «Noi ci alleniamo e poi vedremo nelle prossime settimane».

Iene«In realtà vorremmo farti anche un’altra domanda sulla Champions: quest’anno siete una corrazzata, ad un certo punto, dalla Cina, arriva il Covid19, ma non è che Steven Zang ha costruito il virus per non farvi vincere la Champions?».

Chiellini: «Non c’era bisogno del virus dalla Cina, ci abbiamo pensato noi negli anni scorsi!».

Iene: «Quest’anno c’erano gli Europei?».

Chiellini: «Quelli li abbiamo spostati con grande anticipo».

Iene: «Se tu l’anno prossimo sei convocato, con Mancini c’è anche la possibilità che venga convocato anche Mario Balotelli».

Chiellini: «Mamma ragazzi, sarebbe un piacere! Io non ho mica problemi!».

Iene: «Nelle tue dichiarazioni non dici che Balotelli è una persona negativa in generale».

Chiellini: «Ci sono state situazioni in cui lo è stato».

Iene: «Siamo andati ad incontrarlo e lui, che è sempre istintivo nel rispondere, ha scritto una dedica per te».

Chiellini: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande! Mario” Sorpreso piacevolmente!».

Iene: «Lo vogliamo fare un saluto volante a telefono a Mario?».

Iene: «Un faccia a faccia virtuale!».

Le Iene quindi decidono di fare, insieme a Chiellini, una videochiamata a Balotelli:

Chiellini: «Ciao Mario!».

Balotelli: «È la prima volta in vita mia che il casino l’hai fatto tu e non l’ho fatto io!».

Chiellini: «Ero Invidioso! Perché nella vita per migliorare bisogna sbagliare!».

Balotelli: «Io sono perfetto, allora!».

Iene: «La facciamo la pace, vero?».

Balotelli: «Ma non c’è mai stata la guerra ragazzi, ve l’ho già detto!».

Chiellini: «Ci sono stati degli screzi, a me dispiace ma qualcosa dovevo dire, Mario, poi ti avrei scritto fra un po’, te lo dirò di persona, più avanti».

Chiellini: «Grazie per la maglietta! Questa la tengo per davvero!».

Balotelli: «Va benissimo! Comunque Giorgio, a parte gli scherzi, Io ti ho risposto nel senso che…».

Chiellini: «Hai fatto bene! Ero indeciso se metterlo, però non raccontare “nulla” è brutto, mi sembrava da falso e ipocrita. Mi prendo annessi e connessi».

Balotelli: «Con le cose brutte che potevi raccontare, proprio me dovevi mettere? Hahaha!».

Iene: «Va bene il momento di pace però Giorgio, vuoi dirglielo che nel 2013 due schiaffi volevi darglieli davvero?».

Chiellini: «Si è fatto male, è andato via prima di darglieli!».

Balotelli: «Ma veramente ti riferivi alla Confederations Cup?».

Chiellini: «Eh Mario…va bene, dai».

Balotelli: «Che cosa è che avevo fatto?».

Chiellini: «Non te lo ricordi?».

Balotelli: «Ma no, a parte essere andato via, cos’è che avevo fatto di così brutto? Giuro non mi ricordo».

Chiellini: «Con il Brasile, un paio di cose…».

Balotelli: «No aspetta, mi ricordo adesso! Che mi sono arrabbiato perché perdevamo e Gigi mi fa: “Non siamo mica il Brasile noi”, quella cosa lì?».

Chiellini: «Sì, più o meno».

Balotelli: «Va bene dai, non è una cosa grave quella. Io ho risposto soprattutto perché, ti dico la verità, da Giorgio non me l’aspettavo, nel senso che, non sono una persona negativa, sono uno che scherza sempre, ti ho risposto perché ti voglio bene, perché se non me ne fregasse niente non avrei mai risposto».

Chiellini: «Si migliora tutti con gli anni, vedi? Sono passati tanti anni, siamo pronti a scrivere un’altra pagina del prossimo libro».

Balotelli: «Ma questo libro, non potevi pubblicarlo tra cinque anni?».

Chiellini: «Ma sono troppo vecchio Mario, io smetto tra poco! Poi non mi legge più nessuno, è quello il problema! Il prossimo libro lo potrai raccontare tu!».

Balotelli: «No, sarebbe troppo lungo un mio libro!».

Iene: «Senti Mario, te lo facciamo regalare il libro da Giorgio!».

Balotelli: «Sì, strappa le pagine dove parla di me!».

Chiellini: «Promesso! (Chiellini scrive una dedica a Balotelli sul suo libro, ndr.) “A Mario, sbagliando ho imparato tanto e continuo a farlo giorno dopo giorno. Ti auguro il meglio, e spero di vederti presto in campo!».


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!