Manolas, infortunio durante il calcio-tennis: fuori un mese

Manolas, infortunio durante il calcio-tennis: fuori un mese

Si torna al lavoro e c’è subito una tegola per il Napoli di Gattuso: il difensore greco Kostas Manolas, infortunatosi ieri durante l’allenamento individuale facoltativo svolto al Training Center, si è sottoposto ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una distrazione di secondo grado del muscolo semimembranoso della coscia destra. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime settimane. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno

“Maledette rovesciate, quelle in cui si è cimentato Manolas durante il calcio-tennis, uno degli esercizi tecnici consentiti perché prevede il rispetto delle distanze di sicurezza”. Il quotidiano racconta così la disavventura del greco, vittima di un infortunio muscolare che lo terrà fuori dal campo almeno per un mese: “Una delle rovesciate è costata cara a Manolas che ha avvertito un fastidio ai flessori, sia il difensore che lo staff medico hanno intuito che potesse trattarsi di un problema serio. Gli esami hanno confermato le sensazioni: distrazione di secondo grado del muscolo semimembranoso della coscia destra. Manolas così si è dovuto fermare e rischia uno stop lungo, tra le quattro e le sei settimane“.

Dopo gli infortuni di Pau Lopez e Perotti in casa Roma ecco un’altra tegola importante, sicuramente frutto del periodo di inattività passato dai giocatori in questi mesi. La ripresa del campionato è stimata per il 13 giugno: prima di quella data ci troveremo di fronte a un’ecatombe?

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Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Pablo Bentancur, procuratore di Torreira, Ramirez e Nandez tra gli altri, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb dove ha parlato dei suoi assistiti, chiarito situazioni legate al suo lavoro con i club e parlato del mercato che verrà. Andiamo a vedere cos’ha detto a TMW:

Prego…
Mi ha cercato il direttore del Chiasso, Bignotti, per trovare qualcuno che si interessasse ad acquistare la società perché dopo tre anni di gestione negativa sul piano sportivo e con spese che si aggiravano a due milioni di franchi all’anno voleva qualcuno che lo aiutasse sul fronte sportivo. Io, Pablo Bentancur, non ho mai manifestato interesse per acquistare il Chiasso. Hanno usato il mio nome per cercare altri investitori. Mi dispiace per la gente, i tifosi che soffrono da tre anni molto per una gestione fallimentare dal punto di vista dei risultati e poi ho visto i bilanci: ci sono costi davvero alti per la categoria. Mi era stato chiesto un aiuto, invece il direttore del Chiasso ha strumentalizzato il mio nome. Mi dispiace anche per la proprietà che è seria e ha speso cifre molto importanti non ottenendo risultati positivi, avrebbe meritato di meglio. Forse qualcuno non ha capito che la realtà svizzera non è uguale a quella italiana”.

Con il Lugano ha ottenuto grandi risultati. Pensa ad un altro club svizzero in futuro?
Per ora ho tanto lavoro con i miei calciatori, non penso a prendere altre società. E dopo questa brutta esperienza non mi lascerei più strumentalizzare da certi personaggi che puntano a guadagnare uno stipendio che considero eccessivo alla luce dei risultati sul campo”.

Ok, parliamo dei suoi calciatori. Radu Dragusin, classe 2002, brilla alla Juve, quale futuro?
È un ragazzo con il dna da campione. Il papà è stato un giocatore olimpico di pallavolo e la mamma di basket. Mi hanno già chiamato dall’estero. Ma non faremo nessuna mossa prima di parlare con la Juve. Ha un anno di contratto, l’etica porta a parlare prima con i bianconeri”.

Porterà Brian Rodriguez in Italia?
Sto lavorando. È un calciatore veloce, tecnico, importante. Penso che per crescere debba giocare in Europa. Magari proprio in Italia. Ho iniziato a fare mercato attorno a lui, è un ragazzo giovane che gioca già in Nazionale, dove i suoi compagni hanno detto che è un talento”.

Torreira?
Lucas aveva avuto un po’ di malumore per alcune divergenze tecniche, poi si è ripreso. Ed è arrivato l’infortunio, fortunatamente meno grave del previsto. Oggi è completamente recuperato, credo che sarà un uomo mercato”.

Lascerà l’Arsenal?
Dovrò parlare con l’Arsenal. Al giocatore piacerebbe molto tornare in Italia, ma bisogna riconoscere che l’Arsenal lo ha trattato benissimo e si è comportato alla grande”.

È stata la telenovela degli ultimi mesi. Nandez ha sistemato il contratto con il Cagliari? Tutto risolto?
Prima del lockdown abbiamo raggiunto l’accordo con il Cagliari. Manca la firma. Tutto risolto, il nuovo accordo prevede una clausola da 38 milioni. Ma con la nuova economia al ribasso causata dal Covid-19 le clausole che lasciano il tempo che trovano”.

Ramirez rinoverà con la Samp?
Ha un anno di contratto. Con Ranieri che lo conosceva già dall’Inghilterra, ha fatto molto bene. Non abbiamo ancora parlato del rinnovo, penso che prima si debba tornare a giocare. Poi parleremo”.

Crede che si tornerà a giocare?
Il calcio deve riprendere. È vero che c’è un rischio, ma già da altre parti si è ricominciato. Sarebbe positivo per tutti che in Italia si tornasse a giocare”.

Nel mercato che verrà bisognerà puntare sui giovani…
L’Uruguay continua ad essere il territorio migliore del Sudamerica per i giovani calciatori. Il Manchester City ha presentato al Governo un progetto per lo sviluppo dei calciatori giovani in Uruguay. Il calcio in generale dovrà stare attento ai conti. Prima arrivavano i soldi dalle tv, oggi non si sa come e se si ricomincerà”.

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Serie A, telenovela infinita: si aspetta un nuovo protocollo

I club di Serie A contro il protocollo dicono “no” ai ritiri. Salta tutto? Ancora no, la Lega prova a rilanciare: chiede un incontro con Federmedici e Federcalcio per un nuovo protocollo condiviso con ministeri e Cts, riporta La Gazzetta dello Sport. Oggi le parti si ritroveranno in un’altra video-riunione. Prima di partire, le società vogliono chiarire alcune cose.

I nodi sono sostanzialmente tre: la quarantena a cui verrebbe sottoposta l’intera squadra in caso di nuova positività; la responsabilità penale dei medici; il lungo ritiro “bolla” di due settimane. Le contro-richieste si rifanno al modello tedesco: in caso di nuovo contagio, le società vogliono che sia solo il singolo a procedere all’isolamento. Così come che la responsabilità non gravi solo sui medici sociali ma venga condivisa secondo modalità che sarà il governo a stabilire. E infine i ritiri: i club chiedono di cancellarli dal protocollo e di poter procedere come succede adesso (giocatori in campo e poi a casa, e dal 18 con allenamenti collettivi veri, non a gruppi di 7-8 giocatori).

Tale questione resta la più dibattuta: l’a.d. interista Beppe Marotta è stato il primo a sollevarla, seguito dalla quasi totalità dei club di A. L’opposizione al ritiro nasce da differenti presupposti, soprattutto organizzativi: è difficile (se non impossibile data la chiusura degli hotel) individuare una struttura in grado di accogliere parte o l’intero gruppo squadra. Dal governo per il momento nessuna certezza ma neanche una chiusura preconcetta.  Servono due settimane, che però non ci sono.

Come sempre, le nostre istituzioni politiche e calcistiche dimostrano la loro inefficienza ed inettitudine, con un’incapacità  sia di prendere decisioni volte a soddisfare una logica gestionale, sia di assecondare le richieste dei diretti interessati o, ancora meno, dei cittadini. Adesso si aspetta l’ennesimo protocollo, con la differenza che mentre prima gli attori coinvolti nella sua approvazione erano solo Figc e Cts, adesso vi prendono parte anche Federmedici e ministeri, andando a complicare un quadro già di per sè ingarbugliato. Alquanto meschina la decisione di scaricare tutta la responsabilità sui medici sociali, mentre quella dei ritiri, considerando la non disponibilità di strutture adeguate, fa pensare che chi l’abbia decisa non abbia una visione concreta della realtà.

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UEFA, parla Ceferin: “Cancellare la stagione non è l’ideale”

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Il calcio, piano piano, vuole ripartire per terminare una stagione decisamente complicata. Serie A, Premier League e Liga dovrebbero riprendere a metà giugno mentre la Bundesliga tornerà in campo questo weekend. Una scelta su cui è intervenuto Ceferin. Ecco le parole del presidente dell’Uefa ai microfoni di Bein Sports: “Penso che la maggioranza delle leghe europee, diciamo l’80%, finirà la stagione. Chi non lo farà, scelta autonoma, dovrà giocare le qualificazioni se vuole partecipare alle prossime competizioni Uefa. La stagione europea verrà completata; se tutto rimane com’è, prevediamo ad agosto. La cosa importante per noi è sapere la classifica definitiva per poi comporre il quadro delle qualificate alle prossime coppe. Personalmente credo che cancellare la stagione troppo presto non è ideale, le cose possono migliorare. Ma se la decisione è del governo, cosa possono fare club o leghe? Secondo me quella francese è stata una decisione prematura. Ma non è una cosa che riguarda la Uefa” Sul calendario e sul Fair Play Finanziario “Il calendario non sarà molto influenzato, in particolare quello delle competizioni Uefa. Il FFP? Ci troviamo in una situazione economica straordinaria per via della pandemia, vedremo di adattarlo ma non è stata ancora presa una decisione. La situazione dei club non è facile”

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L’Assocalciatori boccia il nuovo protocollo

L’Assocalciatori boccia il nuovo protocollo

Così non va, il protocollo FIGC modificato dopo le osservazioni fatte dal CTS non piace a Damiano Tommasi, ad alcuni club e a tutta l’Assocalciatori (AIC). Con un comunicato apparso sul sito dell’AIC, l’Assocalciatori ha sottolineato le numerose criticità del nuovo protocollo che, a detta loro, così redatto e applicato non garantirebbe la conclusione della stagione. Di seguito il comunicato:

Nella giornata di oggi si è tenuto un incontro di approfondimento con i rappresentanti delle squadre di Serie A, al quale ha partecipato il dottor Walter Della Frera, per esaminare le modifiche apportate al protocollo FIGC a seguito delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico del Governo. Le perplessità tra noi condivise riguardano soprattutto le tempistiche della ripresa della stagione. L’ipotesi del ritiro per la creazione del “GRUPPO Squadra” è stata valutata e condivisa fin dall’inizio, ma in assenza di date certe per la ripresa del campionato 2019/2020 appare prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento dello stesso. Inoltre, le modalità di gestione delle eventuali positività di un membro del “GRUPPO Squadra”, così come definite dal nuovo protocollo, non sembrano idonee a garantire la conclusione del campionato; esiste il concreto rischio di doversi fermare nuovamente non appena si potrà tornare in campo, vanificando così tutti gli sforzi profusi. L’esigenza sentita da tutti noi è quella di avere chiarezza sui futuri protocolli concretamente attuabili nelle settimane successive alla prima fase di ritiro, soprattutto con riguardo alle modalità di svolgimento delle partite di campionato; la consapevolezza dei passi da compiere per tornare in campo ci aiuterebbe a condividere un percorso, senza malintesi e rischi inutili in questo momento. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si valuteranno ulteriormente tutti gli aspetti critici, anche attraverso un confronto con i medici, i tecnici e gli arbitri che, come i calciatori, non vedono l’ora di trovare la giusta modalità di ripresa, preservando l’incolumità e garantendo l’uniformità di trattamento per tutte le persone coinvolte”.

Dopo il comunicato apparso sul sito dell’AIC, il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi ha rilasciato un’intervista a RaiNews dove chiariva il suo punto di vista e quello dell’AIC in merito alle questioni ripresa del campionato e attuabilità del protocollo. Andiamo a leggere le sue parole: “Il Protocollo di sicurezza? Ci siamo ritrovati per analizzarlo e capire quali sono le novità. Ci sono delle criticità che hanno evidenziato i club, speriamo di trovare un modo per superarle in modo da poter ripartire. Sicuramente non avere una data certa per l’inizio della stagione genera incertezza, vorremmo avere più dati ed indicazioni. Il ritiro, vista la gestione dei casi di positività che rischia di bloccare un’intera squadra, è uno dei punti in sospeso. È un grande punto interrogativo, una positività potrebbe interrompere sul piu bello il percorso. Bisogna capire cosa fare in caso di una singola positività”.

Responsabilità penale per i medici?
Siamo in contatto con i medici e con il dottor Nanni, indicato dalla Lega come riferente. Essere allineati sulla stessa posizione è importante, per noi devono esserci le condizioni uniformi per tutti. Questo è uno degli scogli da superare, ma questo non è un tema che riguarda solo il mondo del calcio“.

La serie a riparte il 13 giugno?
Speriamo di avere una data certa. Da una data certa si può costruire un percorso fatto di controlli, test e modalità di allenamento. Questo aiuterebbe tantissimo, oggi la difficoltà è avere una data certa. Quella del 13 giugno è un’ipotesi, speriamo di poter avere una data certa al più presto“.

Gli stipendi dei calciatori?
La ripresa riguarderebbe solo la serie A, le altre categorie non hanno le possibilità di attuare il protocollo. Il problema dei tanti atleti che vivono di calcio è un problema che dobbiamo affrontare al più presto. Il nuovo decreto dovrebbe prevedere anche la cassa integrazione per i professionisti sotto un determinato reddito e questo dovrebbe essere importante soprattutto per la Lega Pro“.

Risposte dal Governo?
Se si vuole tenere viva la speranza di tornare a giocare dobbiamo navigare a vista, seguire la curva dei contagi e la situazione del paese. Purtroppo in alcune regioni del paese l’emergenza è ancora forte. Abbiamo imparato a convivere con questo virus, dobbiamo imparare a conviverci anche dal punto di vista sportivo.La nostra estate dovrà vederci uniti per arrivare pronti alla prossima stagione“.

Un messaggio a tifosi?
Servirà tanta pazienza, io sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa pausa forzata darà l’entusiasmo per tornare a vedere le partite dal vivo, ma servirà ancora tanta pazienza, È una cosa triste, in qualsiasi emergenza bisogna fare un passo alla volta per non mandare in fumo quello che è stato fatto in precedenza“.

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Serie A, Gosens: “Complimenti alla Germania, qui siamo invidiosi”

Serie A, Gosens: “Complimenti alla Germania, qui siamo invidiosi”

Questo fine settimana ripartirà la Bundesliga; il campionato tedesco riparte con un match di cartello, quello tra Schalke 04 e Borussia Dortmund e Gosens, l’esterno dell’Atalanta, sarà pronto davanti al televisore sabato alle 15:30 per godersi la sfida. Il calciatore tedesco non perde occasione di lodare la sua nazione, che in tempi rapidissimi è riuscita ad avviare un piano di ripartenza per il calcio. Ecco le parole dell’esterno atalantino alla Bild:

“È stato bello ritrovarsi, bello vedere le acconciature dei compagni: i parrucchieri qui sono ancora chiusi, alcuni si sono fatti tagliare i capelli dalle loro compagne, e si vede… Altri invece non hanno osato, e si è visto anche questo…”.

“E io alle 15,30 guarderò Borussia Dortmund-Schalke 04. Non si può che togliersi il cappello nel vedere come la DFL sia riuscita in poco tempo a riavviare la macchina del calcio: in Italia c’è un po’ di invidia, perché tutti noi vogliamo tornare in campo. Qui l’ipotesi è ancora lontana e in Germania stanno già ricominciando. Anche se giocare a porte chiuse non è certo il massimo”.

 


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La giornata di calciomercato delle grandi della Serie A

La giornata di calciomercato delle grandi della Serie A

Il calciomercato delle grandi:

Roma:

In casa giallorossa continua a tener banco la situazione Pastore, che non ha intenzione di lasciare la Roma e vorrebbe arrivare addirittura alla scadenza del contratto tra tre anni per poi tornare al Talleres in Argentina. Inoltre oggi lo svincolato Viviano è stato offerto a Petrachi, che ha preso tempo per aspettare di vedere come e quando recupererà dall’infortunio al gomito Pau Lopez.

Lazio: 

Per quanto riguarda la Lazio, la notizia del giorno riguarda Immobile: l’agente dell’attaccante Alessandro Moggi è intervenuto a Radio Kiss Kiss e gli è stato chiesto, come spesso accade, di un possibile futuro di Immobile al Napoli. Moggi si è limitato a spiegare che Ciro è felicissimo a Roma e chiunque lo voglia deve parlare con il presidente Lotito.

Juventus:

Sempre più difficile riuscire ad imbastire uno scambio con il Barcellona per arrivare ad Arthur, quindi riprende quota la pista Jorginho, vecchio pupillo di Sarri. Occhio alla possibilità che Pjanic si aggiunga alla rosa di Lampard, anche se ad oggi non ci sono conferme riguardanti questa indiscrezione.

Milan:

I rossoneri oltre a dover gestire la spinosa trattativa con Rangnick sono comunque vigili sul mercato. Dalla Francia l’equipe riporta che il Milan è interessato a ben 4 giocatori che militano in Ligue One: Pierre Kalulu, Tanguy Kouassi, Kurzawa e Kamara.

Inter:

I nerazzuri sono vigili sulla situazione Tonali e si preparano a chiudere la trattativa con il Brescia; intanto Conte continua a spingere per portare  Mertens ai nerazzurri e per rinforzare la fascia sinistra, al riguardo spunta un nuovo nome: Luis Diaz del Porto. A consigliarlo all’Inter, secondo As, sarebbe stato l’ex Cordoba.

Napoli:

Il Napoli sarebbe sulle tracce di Wendel, centrocampsita dello Sporting Lisbona, che per cederlo chiede almeno 20 milioni. C’è da battere la concorrenza dell’ex Carlo Ancelotti, che ha puntato il centrocampista per rinforzare l’Everton.

 

 


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Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Abbiamo più volte commentato nel corso di questa lunga quarantena le vicende di casa Milan. I rossoneri si avviano all’ennesima rivoluzione estiva e, nonostante tutte le polemiche con Maldini, Rangnick sembrerebbe essere ancora la scelta prediletta dell’amministratore delegato Gazidis. Sport Mediaset oggi riporta le “semplici” condizioni che convincerebbero l’ex calciatore tedesco a legarsi al Milan:

  • non vuole firmare esclusivamente per il ruolo di allenatore, bensì gradirebbe una posizione da “manager” all’inglese (con Moncada che verrebbe promosso a Direttore Sportivo).
  • pretenderebbe di portare con lui ben 20 collaboratori, non tutti inerenti al lavoro tecnico, ma anche degli scuoting, degli addetti al settore giovanile ed uno psicologo
  • ben 80 milioni da investire sul calciomercato, che di questi tempi si sa son disponibili per molte società italiane… 

L’ ultima richiesta, per essere esaudita, porterebbe alle cessioni di Kessie, Paquetà ed all’addio di Ibra per risparmiare sullo stipendio. Il principino ha parlato, ora la palla passa al Milan ed a Gazidis, mentre del futuro di Maldini si sa ancora pochissimo, ma diventa sempre più difficile immaginarlo in rossonero anche nella prossima stagione.

 


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Roma, potrebbe firmare Viviano, Fuzato andrà in prestito

Roma, potrebbe firmare Viviano, Fuzato andrà in prestito

Notizia di ieri che il portiere della Roma Pau Lopez dovrà stare fermo per almeno un mese a causa di una micro frattura al polso sinistro, lo staff spera di recuperarlo per la ripresa del campionato. In ogni caso la Roma si muove sul mercato e sta sondando le possibili soluzioni, tra queste c’è lo svincolato Viviano, che era stato vicino all’Inter verso la fine di Gennaio. L’ex portiere della Sampdoria è stato offerto a Petrachi, che al momento si è preso del tempo per monitorare il recupero di Pau Lopez, Viviano è seguito anche dalla Lazio, che è alla ricerca di un secondo portiere dato che Inzaghi nel corso di questa stagione non si è mai fidato del tutto di Proto. Per la prossima stagione invece, in casa Roma, sembra quasi certo l’innesto di un nuovo portiere che andrà a fare il vice di Pau Lopez, mentre Mirante scalerà nel ruolo di terzo onorando l’ultimo anno di contratto con i giallorossi; andrà invece in prestito il giovane portiere brasiliano classe 97′ Daniel Fuzato, così da offrirgli la possibilità di trovare continuità e minuti per giocare.

 

 

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Serie A, Malagò conferma la ripartenza: “Al 99,9% il 13 giugno”

Serie A, Malagò conferma la ripartenza: “Al 99,9% il 13 giugno”

Dopo le tante polemiche pare che la Serie A proceda a grande velocità verso la ripartenza; l’ultima conferma arriva dal presidente del CONI Giovanni Malagò, che questa mattina è stato intervistato su Radio 2. Il numero uno del Comitato Olimpico Nazionale esprime anche qualche perplessità riguardo allo scontro in atto tra medici sociali e Comitato tecnico scientifico. Intanto Spadafora da il via libera alla ripresa degli allenamenti collettivi, dopo che la FIGC ha presentato un secondo protocollo secondo le indicazioni e le correzioni indicate nel parere del Comitato Tecnico scientifico; la Serie A ha inoltre presentato la richiesta, sulla quale il Governo avrà l’ultima parola, di riprendere il campionato il 13 giugno. Malagò ha anche rivelato che la decisione della quarantena per la squadra potrebbe essere rivista, anche se ha affermato di non aver mai parlato direttamente con il CTS, poiché il confronto con quest’ente spetta al Ministro dello Sport ed a quello della Salute. In chiusura ha confermato la riapertura di palestre e piscine il 25 maggio. Ecco le dichiarazioni più importanti del presidente del CONI:

“Noi abbiamo recepito una direttiva che individua un percorso di coinvolgimento generale e non un isolamento individuale. Ma questo è un tema che riguarda la Commissione tecnico-scientifica e io non ho mai interloquito con loro, perché giustamente devono farlo solo in Ministero dello Sport e quello della Salute. Non so il motivo di questa decisione, mi dicono che è una decisione che potrebbe essere rivista ma non voglio aggiungere ulteriori considerazioni. Quello che è sicuro è che sono persone serie e probabilmente tra un protocollo più restrittivo e uno meno hanno voluto dare una indicazione nell’interesse del sistema paese oltre che di alcune categorie. Quest lotta tra alcuni medici e la Cts non mi appassiona. Al 99.9 percento il campionato di Serie A riparte il 13 giugno. Si sta facendo di tutto per ricominciare, è l’obiettivo primario. Una volta ricominciato, non so quando finirà, ci vorrebbe la palla di vetro.

 

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