Ceferin: “La chiusura dei campionati al 3 agosto è solo un’indicazione”

Ceferin: “La chiusura dei campionati al 3 agosto è solo un’indicazione”

Il presidente Aleksander Ceferin della UEFA fa dietrofront: la data del 3 agosto per la chiusura dei campionati non è più obbligatoria, o non lo è mai stato stando a quanto dice ora, ma è solo un’indicazione e lo è sempre stata. A Le Parisien il numero uno della UEFA ha rilasciato alcune dichiarazioni circa l’argomento, aggiungendo anche di aver inviato una lettera al presidente Jean-Michel Aulas del Lione spiegando che la Ligue 1 avrebbe potuto finire oltre quella data e che quindi lo stop del campionato francese è stato, a sua detta, una decisione prematura. Andiamo a vedere cos’ha detto Ceferin:

Per quanto riguarda se la Uefa abbia effettivamente dato alle federazioni affiliate una scadenza del 3 agosto per terminare i propri campionati nazionali, il seguente chiarimento dovrebbe rispondere alla tua domanda. Le date del 20 luglio (per le associazioni nazionali classificate dal 16 al 55) e del 3 agosto (per quelle classificate dall’1 all’15, che comprende la Francia) sono state menzionate nelle presentazioni fatte agli incontri con segretari e presidenti dei 55 Federazioni affiliate alla UEFA il 21 aprile e alle riunioni tra gruppi di lavoro Uefa, Eca ed European League. Tuttavia, durante queste riunioni abbiamo sempre menzionato che queste date sono solo raccomandazioni, provvisorie e non ufficiali. Spero che queste spiegazioni forniscano risposte sufficienti alle tue domande. Durante una videoconferenza il 23 aprile, il Comitato Esecutivo Uefa ha sottolineato all’unanimità che la salute dei giocatori, degli spettatori e di tutti coloro che sono coinvolti nel calcio, così come il pubblico in generale, deve rimanere la considerazione principale preoccupazione al momento, dettagli il leader sloveno. […] Queste linee guida, inviate con lettera circolare 24/2020, specificano quanto segue: […] La raccomandazione della Uefa era quindi chiaramente di incoraggiare le federazioni e le leghe nazionali a fare del proprio meglio per completare campionati nazionali in corso, nel formato originale o in un formato adattato, se necessario. L’obiettivo era fare di tutto per proteggere il integrità delle competizioni e garanzia dell’applicazione del principio del merito sportivo”.

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Watford, Deeney: “In campo non ci torno, perché dovrei rischiare?”

Watford, Deeney: “In campo non ci torno, perché dovrei rischiare?”

Qualcuno suona la carica contro la ripresa e quel qualcuno è Troy Deeney, bomber del Watford. Troy Deeney non ne vuole sapere di ricominciare a giocare in questa stagione e in un’intervista rilasciata a Talk The Talk su YouTube ha chiarito il suo punto di vista. Andiamo a vedere le parole del centravanti degli Hornets:

NO ALLA RIPRESA – “È previsto il nostro ritorno in campo questa settimana ma ho detto che non ci sarò. Non ha nulla a che vedere con le questioni finanziarie, nessuno qui ne farebbe un problema”.

RISCHIO CONTAGIO – “Il mio problema è che durante l’incontro che abbiamo avuto ho fatto domande molto semplici, sottolineando che etnie come neri, asiatici e razze miste hanno una probabilità di contrarre la malattia quattro volte superiore e il doppio delle probabilità che siano di lunga durata. C’è qualcosa di extra? Screening aggiuntivi, controlli al cuore? No? Beh, penso che sia una questione che vada affrontata. Mio figlio ha solo cinque anni, ha avuto difficoltà respiratorie, quindi non voglio tornare a casa e metterlo in pericolo”.

PERCHÉ RISCHIARE? – “Non posso tagliarmi i capelli fino a metà luglio, ma posso andare in un rettangolo con 19 persone e nessuno può rispondere alle domande, e non perché non vogliano, ma perché non si hanno le informazioni. Perché dovrei rischiare?”.

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Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

Rocco Commisso, vulcanico e simpatico presidente della Fiorentina, da quando è approdato in Italia ci ha abituati a voler fare le cose in grande e “fast fast fast”, come ama dire lui. Il presidente della Viola ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportmediaset dove ha parlato della sua Fiorentina, del futuro del club, dell’utilità di costruire in fretta il nuovo Centro Sportivo ed il nuovo Stadio, del calciomercato che verrà e dell’ipotesi playoff per la Serie A.

Andiamo a vedere cos’ha detto: “Paquetà e Belotti? Senza lo stadio di proprietà non si possono avere buoni giocatori. Con meno di 100 milioni di ricavi non possiamo fare come quei club che fatturano 400 milioni di euro. Questa è l’importanza dello stadio. Serve ad aumentare i nostri ricavi. Forse in questo calciomercato ci saranno più scambi rispetto al solito”.

Ci sarà un ritardo sul Centro Sportivo?
“Lo avremo la fine del 2021 con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia. Andiamo avanti. Lo stadio? La Toscana e i toscani ci vogliono bene. Eravamo partiti fast, fast, fast ma adesso siamo a slow, slow, slow. Se in Toscana vogliono bene alla Fiorentina devono farci fare lo stadio ai prezzi giusti. Lo stadio resterà per sempre a Firenze”.

Chiesa?
Mi dicono che mi sono troppo esposto e sono stato troppo aperto. Potremo parlare tra un mese o un mese e mezzo”.

Dopo Ribery quale giocatore sogna? Non è detto poi che debba arrivare…
Se devo sognare qualche giocatore dico Messi e Cristiano Ronaldo. Possiamo sognare ma non siamo il Real Madrid. Siamo la Fiorentina e dobbiamo essere pratici. La tifoseria deve capire anche questo aspetto. Non è che non vogliamo fare ma non possiamo fare. Ibrahimovic? E’ un campionissimo ma non abbiamo preso nessuna decisione per il futuro”.

Pensa che il campionato potrà riprendere?
Ci sono troppi poteri e troppa burocrazia. Spero che si arrivi alla decisione di lasciarci giocare perché il calcio è una grande industria in Italia. I miei giocatori hanno una gran voglia di iniziare di nuovo”.

Che pensa della formula dei playoff?
A me piace la tradizione del nostro calcio. Negli Usa non ci sono promozioni perché ci sono campionati chiusi. Per ora quindi ok ai playoff, ma non in futuro. Il campionato deve mantenere la formula che ha”.

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Sky Sport, polemica Bergomi-Capello: “Sei demagogico”

Sky Sport, polemica Bergomi-Capello: “Sei demagogico”

Momenti di dibattito acceso ieri sera negli studi di Sky Sport in occasione di Sky Calcio Club. Fabio Capello spinge per la ripresa del campionato di Serie A ad ogni costo:”Non nascondiamoci, finanziariamente il calcio ha bisogno di ripartire. Darebbe sospiro a tutti gli italiani, non dimenticando la gente che ci lavora e tutto l’indotto”. La risposta di  Bergomi: “Non si può pensare di tenere questi ragazzi per quattro settimane di ritiro adesso e poi fargli iniziare il campionato. E’ troppo, sottovalutiamo l’aspetto psicologico. Sono ragazzi giovani, ognuno ha una sensibilità diversa. Non tiriamo in ballo il fatto che guadagnano tanto”. A quel punto Capello ha obiettato:”Cosa vuoi che sia un ritiro? C’è gente che perde il lavoro, oppure in cassa integrazione… cosa sarà mai un ritiro da 40 giorni per i calciatori?”. La replica dello Zio è stata con tono irritato: “Sei demagogico. Bravo, con questa frase ora prenditi l’applauso…”, le sue parole.

Proprio oggi il Governo ha annunciato l’imminente approvazione di un nuovo protocollo per gli allenamenti da sottoporre alla conferma del Comitato tecnico-scientifico: annullata l’ipotesi del ritiro “bolla”, stante l’impossibilità per le società di contare su strutture adeguate. Un dettaglio sicuramente non tenuto in considerazione dall’ex allenatore, con Bergomi che, pur essendo dalla parte della ragione, si sarà fatto trascinare dal clima di polemica che imperversa in questi tempi difficili per tutti.

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P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

Paolo Cannavaro, ex difensore di Sassuolo e Napoli, ha rilasciato un’intervista a TuttoMercatoWeb nella quale si è esposto circa la ripresa del calcio. Durante l’intervista Cannavaro ha parlato del Ministro Spadafora, della vita in Cina (dato che vive lì essendo collaboratore tecnico del Guangzhou), del Coronavirus e del famoso maxi ritiro. Andiamo a vedere le parole di Paolo Cannavaro a TMW:

Cannavaro, lei e il Covid-19 vi siete inseguiti…
Eravamo in Cina quando ci sono stati i primi avvisi di Coronavirus, poi ci siamo trasferiti a Dubai con la squadra e al ritorno siamo rimasti segregati nel nostro centro sportivo. Dopo aver fatto tutti i controlli del caso siamo tornati in Italia. Poi siamo andati di nuovo a Dubai e mentre stava per finire il ritiro iniziavano i primi casi in Italia tant’è che non siamo potuti tornare a casa. Così da Dubai ci siamo trasferiti in Cina dove il virus stava per finire e stava iniziando proprio negli Emirati”.

Distanziamento sociale, attività chiuse, rinuncia alle proprie abitudini. Abbiamo vissuto due mesi surreali.
Credo che il distanziamento sociale sia stata la cosa più brutta del Covid-19. In famiglia si sta sempre meno, le distrazioni sono tante. Poter stare con i propri cari non è poi così male. E invece il Covid ha creato questa triste situazione del distanziamento, un momento davvero brutto”.

In Cina come è stata gestita la situazione?
Alla grande. Ci sono state tante iniziative da parte del Governo e delle aziende private. Oggi è tornata la normalità, ci sono tanti controlli e a breve verrà eliminato l’obbligo della mascherina”.

Come si va al ristorante?
Sei una persona libera, puoi fare la tua vita. Ovunque vai però devi compilare un foglio o scaricare l’applicazione dove dichiari che sei stato in quel determinato posto. Tramite i controlli risalgono alle frequentazioni”.

In palestra invece?
Bisogna indossare le mascherine all’ingresso, poi in qualsiasi locale vai trovi l’igienizzante e ti misurano la temperatura corporea. In palestra dopo l’utilizzo degli attrezzi sei obbligato a disinfettarli e l’accesso è limitato ad un determinato numero di persone. Le piscine sono ancora chiuse, così come i cinema. Si può invece praticare lo sport all’aperto. Noi stiamo svolgendo allenamenti con regolarità da sei settimane, i nostri calciatori vengono controllati all’ingresso, c’è stato qualcuno con la febbre che è stato mandato a casa per qualche giorno fino all’esito del tampone. Ora aspettiamo la riapertura del campionato”.

E dal barbiere?
Non posso rispondere direttamente (sorride, ndr) ma vedo gli altri che vanno: si va per appuntamento con degli indumenti monouso dei quali poi bisogna spogliarsi. E ci si può sedere dopo che il posto viene sterilizzato. Però, vorrei fare un appello”.

Prego.
Attenzione: il Coronavirus non è passato e non possiamo fare tutto ciò che ci piace. Nessuno dovrà reagire così. Questi sono i primi step. Dobbiamo abituarci a convivere con la mascherina e i controlli costanti. In questo momento qualche regola deve cadere, anche sulla privacy. Se vado in un bar e mi viene chiesto di fornire il numero di cellulare e qualche dato so che devo darlo per il bene mio e degli altri. Facciamo finta che sia una partita di calcio: in questo momento siamo tornati in vantaggio, cerchiamo di conservarlo per arrivare al periodo estivo e divertirci. Spero che la gente torni ad avere degli introiti per pagare le spese che sono comunque tante. Torniamo alla normalità, ma con il massimo rispetto delle precauzioni”.

Il Governo a breve consentirà di scaricare l’applicazione Immuni sui cellulari per prevenire il contagio. Qualcuno fa appello alla privacy.
Quando viene presa una decisione non sta mai bene a nessuno. Ci saranno sempre ricorsi e controricorsi. Nelle scelte non si può accontentare tutti. Bisogna fare la cosa più intelligente. È un momento speciale, qualche regola deve crollare. La privacy è importante, ma se dovessi andare in un ristorante preferirei dare i miei dati e tutelare la mia salute così da sapere se qualcuno positivo e magari asintomatico ha frequentato il mio stesso locale. E poi, quando compriamo un cellulare siamo già schedati: non ci vuole nulla ad intercettare i movimenti… la privacy non verrà mai violata, l’applicazione sarà una forma di tutela. Qui in Cina c’è un’app che si chiama We Chat, funziona come whatsapp ma è molto più evoluta e quando sali su un mezzo pubblico basta scansionare il codice per registrare la tua presenza. Sarà meglio saperlo prima se si è a rischio piuttosto che dopo aver contagiato qualcuno”.

In Germania è tornato il calcio, in Italia il Governo ancora non decide. Lei, come la vede?
Sono a favore della ripresa, a patto che il nostro Paese possa prendere una boccata d’ossigeno. Se fossi ancora un calciatore di Serie A sarei favorevole alla ripresa, consapevole anche che ci possa essere qualche modifica come ad esempio giocare i playoff e i playout. Questo rimarrà per sempre nella storia come un campionato diverso, non si può pensare di finirlo normalmente. Meglio finire in modo diverso e poi riprendere il nuovo. L’azienda calcio funziona alla grande, il mondo del pallone fa star bene tante persone dal punto di vista lavorativo. Bisogna ripartire”.

Si è discusso tanto del maxi ritiro, che alla fine non si farà.
Isolare i calciatori e gli allenatori non basta, dietro il sistema non ci sono soltanto loro. Ci sono la stampa, i tecnici, i commissari federali, gli arbitri, gli autisti. Mandare i calciatori e gli allenatori in ritiro non risolve il problema. L’Italia sta avendo sempre meno casi e sta andando verso la normalità. Andando in ritiro non si risolve il problema, in hotel ci sarebbero i camerieri e altre persone. E poi il giorno della partita si frequenterebbero comunque altre persone. E quindi bisognerebbe mettere in quarantena tutti coloro che prenderebbero parte alle partite. No, così non sarebbe facile. Non vorrei essere nei panni di Gravina, verso il quale provo grande affetto, è stato il presidente dell’Under 21 quando ero in Nazionale”.

Lei, come tutti i calciatori e gli allenatori, probabilmente è più uomo di sport rispetto al Ministro Spadafora che sembra non amare il mondo del calcio. Che consiglio gli darebbe?
Il Ministro dello Sport avrà una pressione psicologica molto forte. Però non deve dimenticare che il calcio in Italia è lo sport più seguito. Tante volte il calcio viene visto come un mondo di viziati, gente che guadagna tanto. Questa storiella l’ho sentita troppe volte. La verità è che il calcio in Italia è una religione, una fede, una passione che non toglierà mai nessuno. Se la maggior parte del paese ama parlare di calcio non è colpa di nessuno. Se in altri sport non ci sono altri privilegi è un’altra storia. Magari oggi c’è la pressione di altri settori. Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia e deve avere il giusto peso. Capisco la pressione, ma il calcio è lo sport più seguito in Italia ed è giusto che sia in cima alle cose di cui occuparsi. Se quello più seguito fosse stato un altro sport, si sarebbe parlato dell’eventuale altra disciplina”.

E la sua esperienza in Cina?
Sto facendo una buona scuola al fianco di mio fratello e insieme ai ragazzi dello staff sto imparando. Spero di dare un contributo anche io. Abbiamo creato un nuovo Guangzhou con tanti giovani che giocavano anche in categorie inferiori. Questo nuovo progetto ci ha portato a vincere uno Scudetto a perdere la semifinale di Champions contro una squadra molto forte. Sono contento sia professionalmente che personalmente, sono in un Paese che va a tremila. Ho tanto da imparare da questa esperienza”.

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Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Henrikh Mkhitaryan in poco tempo è diventato è diventato centrale nel progetto Roma, indispensabile negli schemi di Mr Fonseca e idolo della tifoseria, tutto grazie alla sua professionalità ed al suo talento. Quest’oggi Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato un’intervista all’ambasciata armena dove ha parlato della Serie A, del suo futuro nel club giallorosso, della Roma e degli obiettivi di stagione. Andiamo a vedere cos’ha detto:

“Dal primo giorno che sono arrivato a Roma mi sono trovato bene con la città e la squadra. Tutto era fantastico. Ovviamente sarebbe bello restare qui. L’obiettivo principale è entrare in Champions League e vincere dei titoli. Mentre volavo da Londra a Roma lo steward mi chiese se avessi già firmato. Risposi che ancora non lo sapevo, poi una volta arrivato a Fiumicino c’erano tantissime persone e giornalisti. L’ufficio stampa della Roma mi spiegò che in Italia sono matti per il calcio e che era perfettamente normale. Questo fa capire la passione che c’è intorno alla squadra. Ho già vinto molto, ma quello è il passato. Voglio ottenere di più il prossimo anno perché poi quando smetterai tutti si chiederanno cosa hai fatto per la squadra. Quindi per me è importante lasciare un messaggio positivo vincendo qualcosa. A Roma ci sono grandi talenti e spero che potranno raggiungere i loro obiettivi. La Serie A ha le sue particolarità, molti la sottovalutano, ma è affascinante come campionato. Magari non è come venti anni fa, ma sono felice che il campionato stia continuando a crescere e anche il mio prestito dell’anno scorso parla da sè. Sono felice di giocare in Italia. Avevo sentito che i tifosi qui erano “pazzi”, in senso buono. Ma non credevo che fossero realmente così. Sono molto soddisfatto di giocare con la Roma e dei suoi tifosi.”

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Bari, De Laurentiis: “La Serie C non sta in piedi, è stata una votazione ridicola”

Bari, De Laurentiis: “La Serie C non sta in piedi, è stata una votazione ridicola”

Luigi De Laurentiis, presidente del Bari, non ci sta e attacca la decisione di non dare chance di promozione a tutti quelli che sono ancora in corsa. Ai microfoni di TeleBari il patron dei Galletti ha attaccato pesantemente le società che si sono astenute e non hanno votato in favore dei playoff, anche se alcune di loro sono effettivamente in corsa per giocarsela. Andiamo a vedere le parole di Luigi De LaurentiisBisogna avere fiducia. Vogliamo giocarci in campo ciò che potremmo meritare. Ci sono altre società che hanno il nostro stesso obiettivo e per questo è giusto giocarcelo sul campo”.

De Laurentiis contro la decisione di promuovere una quarta in Serie B tramite il merito sportivo: “Non ho amato il modo in cui è stato rappresentato questo criterio. Le società non hanno capito il calcolo. Era apparso come arabo totale. Mi fa pensare che si voglia sospendere il campionato senza lasciare altre opzioni a società che hanno stra-investito, dando visibilità ad una serie minore. Se la maggior parte dei club vuole la sospensione, significa che è un campionato che non sta in piedi. Si è parlato di vite, ma in realtà il discorso era economico: questo campionato di professionistico non ha nulla. Sedici squadre hanno votato i play-off. E le altre? Si sono astenute? Come mai chi potrebbe giocare i play-off non li vuole giocare? Questo deve far capire che la Serie C non sta in piedi: è stata una votazione ridicola sotto tutti i punti di vista. Il Padova, la Ternana, la Triestina, il Potenza, il Monopoli: tante le società che la pensano come noi”.

Il patron del Bari ribadisce però la fiducia nel Consiglio Federale e nei suoi tifosi: “Confido in loro; trovo ci sia stata una linea dall’inizio della pandemia, senza dribbling mediatici, per far ripartire il calcio. Sono persone concrete. Se il Bari dovesse restare in C un altro anno non voglio arrivare a delle cifre precise, ma sono perdite importanti. Se condizionerebbe il nostro progetto? In nessun modo. Sarebbe deludente, perché non ce la siamo giocati in campo. Ma resteremmo con la stessa identica energia e forza, continuando a costruire il progetto, augurandomi di trovare sostegno nei tifosi”.

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Veretout: “Curva Sud impressionante. Zaniolo e Fonseca sono importanti”

Veretout: “Curva Sud impressionante. Zaniolo e Fonseca sono importanti”

Il centrocampista giallorosso Jordan Veretout ha parlato al canale Instagram della Roma dove ha risposto alle domande dei tifosi. Il centrocampista giallorosso ha speso parole al miele per l’allenatore, i tifosi, il club ed i compagni di squadra, mandando in visibilio i tanti tifosi giallorossi che stavano seguendo la diretta. Andiamo a vedere cos’ha detto Veretout, motore del centrocampo di Mr Fonseca:

Come va, come stai e come è stato tornare a Trigoria?
Sto bene, sono contento di aver ritrovato Trigoria e i miei compagni. Sono contento di allenarmi con tutti.

La prima volta che hai visto l’Olimpico da avversario cosa hai pensato?
Uno stadio e una curva impressionante. Giocare a Roma, anche da avversario è sempre stata una cosa bella.

Zaniolo ha detto che sei bello!
Anche lui è molto bello (ride n.d.r.). Sono contento per lui, è stato infortunato e sono felice di vederlo sul campo. Spero che tra poco possa tornare con noi in gruppo.

Guarderai la Bundesliga?
Per forza, il calcio mi manca troppo.

C’è una leggenda del calcio francese con cui vorresti giocare?
Zidane, sicuramente. E’ una leggenda per noi francesi. Un grandissimo calciatore e un grande allenatore.

Come è stato segnale il primo gol con la Roma?
Contro il Napoli sì, un calcio di rigore. Nel primo tempo Kolarov aveva sbagliato e per me lui doveva tirare anche il secondo. L’ho guardato e lui mi ha detto di andare.

Quale è lo stadio più bello dove hai giocato?
L’Olimpico è bello, ma anche il Velodrome in Francia è bello. C’è anche quello del Nantes o quello del Saint-Etienne. Per non parlare di quello del Galatasaray, ci ho giocato al mondiale Under 20. Il Bernabeu poi, il Camp Nou, ce ne sono tanti.

Quale calciatore in attività ti piace?
Mi piace molto guardare il calcio e i centrocampisti. Non uno in particolare, però Nainggolan per me è un grande calciatore. Ha fatto bene qua e per me è un esempio, perché qui si è fatto un nome. Quando ci gioco contro mi mette sempre in difficoltà.

Molti vogliono che resti a lungo…
Oggi sono romanista! Mi sento bene a Roma, come la mia famiglia. Nessuno vuole andare via.

Quale è la tua partita più bella giocata con la Roma? Ricordiamo la grande azione con il Bologna…
Ho fatto una bella azione e alla fine abbiamo vinto con il gol di Dzeko su passaggio di Pellegrini. E’ stata una vittoria molto importante.

Cosa hai pensato in quel momento?
Eravamo in dieci uomini e ho pensato che era l’ultima occasione. Dopo aver saltato tre giocatori ho fatto il passaggio decisivo per Pellegrini. E’ una delle mie qualità migliori quelle, ossia prendere palla e inserirmi.

Quanto pesava invece la palla durante il rigore con il Basaksehir?
C’era un clima incredibile, non si sentiva niente. E’ stata un’emozione.

Ti chiami Jordan per Michael?
No, non c’entra nulla (ride n.d.r.).

Stai vedendo la serie The Last Dance?
Mi hanno detto di guardarla, ma ancora non l’ho fatto. Lo farò perché mi piace la storia delle leggende dello sport.

Che serie tv e che film guardi?
In questo momento guardo sempre serie televisive. Credo che Breaking Bad sia la mia preferita, anche Walking Dead, che ancora non ho finito, o Peaky Blinders.

C’è stato un allenatore particolarmente importante per te?
Tutti sono stati importanti. All’inizio, in Francia, ho conosciuto tanti allenatori che mi hanno aiutato. In Italia Pioli mi ha fatto alzare molto il livello. Sono molto contento di avere avuto un allenatore come lui. Anche fuori dal campo è un grande uomo, mi è piaciuto molto stare con lui. Fonseca è un grande allenatore e sento che mi farà crescere molto e che farà crescere molto la squadra. Mi piace come gioca e sono contento di avere un allenatore come lui oggi.

Potevi fare meglio in questi primi mesi con la Roma?
Si può sempre fare meglio. Penso di aver fatto bene, anche se a centrocampo abbiamo avuto tanti infortunati e ho dovuto giocare tutte le partite. Non è semplice mantenere prestazioni costanti. Ho avuto un problemino alla caviglia e ho dovuto stringere denti, ma adesso la mia caviglia sta bene. So che posso fare meglio, in questo periodo ho lavorato per farmi trovare pronto al ritorno in campo e spero di far vedere presto un grande Veretout.

 

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Juventus, Barzagli lascia lo staff tecnico: la lettera su Instagram

Juventus, Barzagli lascia lo staff tecnico: la lettera su Instagram

In un anno arriva il secondo addio alla Juventus da parte di Andrea Barzagli. L’ex difensore, otto stagioni in bianconero con otto scudetti conquistati, si era ritirato dal calcio giocato a maggio 2019, scendendo in campo l’ultima volta in campionato contro l’Atalanta. Dallo scorso settembre però era entrato a far parte dello staff tecnico di Maurizio Sarri. Il suo ruolo era lavorare individualmente con i difensori, mettendo a disposizione la sua grandissima esperienza, accumulata in una carriera che lo ha visto come membro della famigerata BBC (Barzagli, Bonucci, Chiellini) diventare uno dei difensori più forti del mondo.

Ora però, complice probabilmente lo stop legato all’emergenza Coronavirus, Barzagli ha deciso di interrompere questa esperienza, spiegando le sue motivazioni in una sentita lettera pubblicata su Instagram:

“Ho deciso di fare una scelta di vita. È stata una scelta di cuore! Non per questo non sofferta. Ma sentivo l’esigenza di vivere maggiormente la mia famiglia che, silenziosamente in tutti questi anni, ha appoggiato e accompagnato le mie scelte professionali. Ho scelto di privilegiare, oggi, una famiglia a dispetto di un’altra, la Juventus, a cui sarò sempre legato ed eternamente grato. Ma era giusto scegliere.

Il mio pensiero corre a chi mi ha dimostrato sempre la massima stima e la totale vicinanza professionale e umana. Il Presidente, il mister, Fabio e Pavel. Figure che hanno contribuito alla mia crescita e che con discrezione e amicizia hanno camminato al mio fianco.

GRAZIE sarebbero tantissimi. I compagni, i tifosi, i professionisti che lavorano ogni giorno per rendere la Juventus ciò che è! Riassumo tutto in un grande e gigantesco: #finoallafine forza Juventus!

Sempre vostro, Andrea!”

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Inter, senti Messi: “Lautaro è impressionante, un attaccante completo”

Inter, senti Messi: “Lautaro è impressionante, un attaccante completo”

Intervistato da Mundo DeportivoLeo Messi ha commentato le voci su un possibile arrivo a Barcellona di Lautaro Martinez. Messi si è detto entusiasta del centravanti dell’Inter, definendolo un attaccante completo e molto forte, anche se ha ammesso che una vera e propria trattativa ancora non è in piedi che ne sappia lui. Se addirittura Messi si scomoda per applaudire il talento di Lautaro Martinez, tutto fa presagire che un altro tentativo forte per portarlo in Spagna il Barcellona lo farà presto e difficilmente si dice di no ai blaugrana. Vi abbiamo parlato nei giorni scorsi sul nostro sito degli assalti che il Barcellona sta tentando per convincere l’Inter a cedere Lautaro Martinez, anche se i nerazzurri sono restii e sparano alto per il ragazzo. Lautaro Martinez ha con l’Inter una clausola rescissoria da 111 milioni di euro, che il Barcellona vorrebbe abbassare con un’offerta da 80 milioni più i cartellini di Semedo, Firpo e Todibo; niente da fare, offerta respinta al mittente, servono più soldi o giocatori più forti da ricevere in cambio.

Andiamo a leggere le parole di Leo Messi: “Sarò onesto, non so se ci siano stati o ci siano negoziati in questo momento per lui, non ne ho idea. Penso di averlo già detto, Lautaro è un attaccante impressionante, soprattutto perché penso che sia una punta molto completa: è forte, dribbla bene, vede bene la porta, sa come proteggere la palla … Ma va bene, dovremo vedere cosa succederà alla fine con lui e con altri nomi che si sentono. È spettacolare, ha giocate impressionanti, si vedeva che sarebbe stato un grande giocatore, ora è esploso e lo sta mostrando. È molto forte, ha un ottimo dribbling nell’uno contro uno, sa fare molti goal, nell’area combatte con chiunque, resiste, si gira, se ne va da solo. Ha molta qualità. È molto completo”.

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