Alla scoperta di…Gustavo Cipriano: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Lazio, in attesa di risolvere la situazione legata a Milinković-Savić (sempre più vicino al Manchester United), ha piazzato un colpo per il presente ma soprattutto in prospettiva futura. Stiamo parlando di Gustavo Cipriano, giovane difensore brasiliano. Il giocatore, seguito dalla società biancoceleste già nella passata stagione, ha svolto le visite mediche ed ora sarà aggregato alla primavera ma verrà visionato da mister Inzaghi. Il club capitolino lo ha prelevato dal Santos con la formula del prestito annuale ed un riscatto fissato a 750 mila euro; alla società brasiliana andrà il 15% sulla futura rivendita. Acquisto intelligente sia per le qualità del giocatore sia per il fatto che il ragazzo è già in possesso del passaporto italiano (quindi non va ad occupare la casella da extracomunitario). Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Gustavo Cipriano è un classe 2001; i primi passi nel mondo del calcio li muove nelle giovanili del Santos. Il giovane difensore, dopo aver rifiutato più di una proposta dal club brasiliano per il rinnovo del contratto, è stato messo fuori rosa; motivo per cui non ha ancora esordito tra i professionisti. Con la maglia della Lazio avrà l’opportunità di entrare in contatto con il calcio europeo. La speranza della società biancoceleste è di aver acquistato un difensore dal grande futuro.

Caratteristiche tecniche:

Gustavo Cipriano è un difensore giovane con ampi margini di miglioramento; la sua caratteristica migliore è il gioco aereo, grazie ai suoi 185 centimetri. Veloce, bravo nell’uno contro uno, ama anticipare il diretto avversario. Usa il proprio fisico per uscire vincitore dai contrasti; l’esperienza in Brasile lo ha reso molto tecnico e questo gli permette di far partire l’azione offensiva. Tra i difetti il più importante è la troppa irruenza nel tentativo di recuperare la palla.

Numeri:

Le qualità di Gustavo Cipriano si possono evincere da alcuni numeri; il difensore, con le giovanili del Santos, non ha mai perso un contrasto aereo. Ha completato quarantatré passaggi (pari all’86%) mentre ha avuto una riuscita nei lanci lunghi del 57.1%.




Alla scoperta di Nicolas Dominguez: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Il Bologna è sempre alla ricerca di un centrocampista: Pulgar dovrebbe rimanere comunque in Emilia, ma resta il fatto che il club rossoblu abbia bisogno di un altro mediano che sia capace di impostare l’azione: le difficoltà incontrare per prendere Biglia dal Milan hanno fatto virare la dirigenza su Nicolas Dominguez del Velez, centrocampista classe 1998 che per molti è uno dei migliori prospetti del calcio argentino. la trattativa va avanti ormai da diverso tempo, quasi un mese, e poiché è stato già speso un bel bottino sul mercato, i falsinei vogliono aspettare il momento giusto per l’affondo finale e spuntarla con un prezzo conveniente. Il giocatore ha dato la sua disponibilità per il trasferimento in Italia. Vi ricordiamo che per ulteriori approfondimenti su tutto il calcio vi rimandiamo ai nostri podcast giornalieri, ascoltabili su YouTube, Facebook, Instagram e sulla nostra sezione Radio!

Storia:

La carriera di Nicolas Dominguez, nato  in Argentina il 28 giugno del 1998, è iniziata con molta cautela, visto che il giocatori si è fatta tutta la trafila delle giovanili prima di essere portato in prima squadra. Già dal 2016/2017 comincia comunque ad essere un calciatore utile per il Velez, totalizzando 12 presenze (seppur solo 3 da titolare) nella Superliga Argentina segnando tuttavia anche il suo primo goal con la maglia dell’Argentina. L’anno successivo è quello della sua consacrazione da titolare, con 24 presenze di cui 21 da titolare non riuscendo tuttavia mai a timbrare il cartellino. E’ nel 2018/2019 che la sua crescita si è comunque rivelata completata, divenendo un punto fisso della formazione argentina e cominciando anche ad essere più attivo in zona goal, con 3 siglature. Non ha ancora tuttavia esordito in competizioni ufficiali con nessuna delle selezioni argentine.

Caratteristiche tecniche

Nicolas Dominguez è un gigante del centrocampo: nonostante non sia altissimo o rubustissimo (stiamo parlando di 73 kg per 179 cm) riesce benissimo a sfruttare il massimo potenziale del suo fisico per proteggere la palle e vincere i contrasti: questo lo rendono un ottimo calciatore sia in fase offensiva che difensiva. E’ un centrocampista che non tende molto a stare fermo per gestire i palloni, ma è piuttosto mobile, tendendo ad essere aggressivo nel recupero della palla. Il suo difetto è quello di non essere a volte troppo preciso, soprattutto nei passaggi lunghi, faticando soprattutto contro le squadre che si rintanano in difesa; questo è collegato anche ad un altro suo difetto, ovvero il fatto che ancora non è molto attivo dalla trequarti in su, non riuscendo ad essere ancora incisiva sia in zona goal che in zona assist. Si tratta quindi di un mediano che tende molto ad abbassarsi, ottimo in fase di recupero o per proteggere palla e darla ai compagni vicini per far ripartire l’azione.

Numeri:

Azioni totali/ riuscite: 67%   Goal: 0.06   Assist: 0.08   Tiri/ in porta: 30.2%   xG: 0.11   Passaggi/ accurati: 84.7%   Lanci Lunghi/ Accurati: 63.2%   Cross/ Accurati: 29.5%   Dribbling/ Riusciti: 54.1%   Duelli /Vinti: 51.1%   Duelli Aerei/ Vinti: 46%   Intercett. palla: 4.06  Palle perse / propria metà campo: 30.3%  Palle recuperate/ propria metà campo: 42.1%




Alla scoperta di Daichi Kamada…storia, numeri e caratteristiche tecniche

Il Genoa ha praticamente finalizzato l’acquisto di Daichi Kamada, trequartista giapponese che proviene dall’Eintracht Francoforte. Si tratta del secondo giocatore nipponico approdato in Serie A per questa stagione, dopo il difensore Tomiyasu del Bologna.  Il giovane classe ’96 nei prossimi giorni svolgerà le visite mediche e sarà subito a disposizione di Andreazzoli, pronto finalmente a cercare di sfondare in Europa dopo l’esperienza in Germania. Si tratta di un ragazzo sempre pronto a migliorarsi e con tanta umiltà. E’ consapevole che probabilmente non partirà da titolare, ma la squadra ligure ha dimostrato in questi anni (sopratutto per trovare plusvalenze) di non avere paura a lanciare giovani talenti. Vi ricordiamo che potete trovare RadioGoal24 anche su Instagram, Facebook e Youtube, dove potrete seguire i nostri podcast oltre all’apposita sezione Radio.

Storia:

Kamada nasce il 5 agosto del 1996 ed esordisce da professionista nella massima divisione giapponese nel 2015, con la maglia del Sagan Tosu. La sua prima stagione la vive soprattutto da subentrato, conquistando tuttavia più di 1000 minuti in campo con ben 3 goal all’attivo. la stagione successiva diventa finalmente titolare della propria sqaudra, ed i risultati si vedono: 28 presenze e 7 goal sono il suo bottino, diventando uno dei protagonisti del Tosu, grazie anche alla sua giovane età. Il terzo e ultimo anno non fila liscio come quello precedente a causa di diversi infortuni che lo tengono lontano dai campi per diverse partite, chiudendo la stagione con  appena 16 presenze e 3 goal. Nella stagione 2017/2018 il giocatore decide di fare il passo in avanti della sua carriera approdando in Europa: si trasferisce all’Eintracht di Francoforte su consiglio si molti suoi compagni, visto che la Germania rappresenta ad oggi il miglior bacino di giocatori giapponesi in Europa. La prima stagione, complice la necessità di adattamento, non lo vede protagonista, viste le solo 3 presenze accumulate fra campionato e coppe. Ecco allora che nel 2018/2019 viene mandato in prestito nella seconda divisione belga nel Sint-Triden: tuttavia si vede fin da subito che il livello del campionato è fin troppo basso: 15 reti in 33 partite giocando da trequartista ed una abilità ben oltre superiore a quella dei suoi avversari. La grande stagione convince l’Eintracht a riprenderlo subito, facendo esordire qualche giorno fa in Europa League da subentrato: tuttavia i tedeschi, che hanno parecchia concorrenza in quel ruolo, hanno deciso comunque di cederlo: l’occasione Genoa non può fallirla.

Caratteristiche tecniche:

Kamada è un trequartista, e fin qui tutto ok: ma è un giocatore che pur giocando da raccordo con il centrocampo sa fare bene una cosa: fare goal. E’ infatti un tipo di calciatore che è capace di destreggiarsi in area di rigore e soprattutto è molto freddo davanti al portiere: è quindi un numero 10 che preferisce andare nell’uno contro uno sfruttando la sua agilità coadiuvata comunque da una buona corporatura  (1.80 di altezza). E’ quindi un giocatore che rispetto agli assist, preferisce i goal, ma non è da sottovalutare anche la sua capacità di rientrare in fase difensiva per dare una mano a centrocampo: spirito di dedizione e talento sono quindi i suoi punti caratteristici, ma sarà sicuramente difficile adattarsi ad un campionato in cui l’abilità tattica è fondamentale: destreggiarsi fra i centrali italiani non sarà infatti lo stesso rispetto al campionato belga o quello giapponese: sarà importante quindi non pensare di poter fare tutto subito ma dovrà mettersi a disposizione per imparare a giocare nel nostro calcio come prima cosa.

Numeri:

Azioni totali/ riuscite: 57.9%   Goal: 0.31   Assist: 0.13   Tiri/ in porta: 36.9   xG: 0.26   Passaggi/ accurati: 80.5%   Lanci Lunghi/ Accurati: 61.7%   Cross/ Accurati: 27.3%   Dribbling/ Riusciti: 55.6%   Duelli /Vinti: 42%   Duelli Aerei/ Vinti: 27.1%   Intercett. palla: 1.5  Palle perse / propria metà campo: 22.8%  Palle recuperate/ propria metà campo: 62.3%

 




Alla scoperta di Jorrit Hendrix: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Jorrit Hendrix nasce a Peel En Maas, un comune nella provincia del Limburgo (la più meridionale dei Paesi Bassi), il 6 febbraio del 1995. Hendrix è un mediano che può giocare anche mezzala o difensore centrale, è mancino di piede pur non cavandosela poi male anche col destro, è alto 181 cm e pesa 75 kg. Joey Saputo, il patron del Bologna, ha già speso quasi 55 milioni di euro in questo calciomercato estivo e non intende fermarsi: la squadra dei rossoblù ha bisogno di almeno un altro centrocampista e per questo il tycoon italoamericano ha dato mandato ai manager del club Bigon (direttore sportivo) e Sabatini (coordinatore sportivo) di trovare un forte e giovane centrocampista che possa rinforzare la squadra agli ordini di Mihajlovic. Dopo un mese di osservazione e valutazione si è deciso di puntare con forza su Jorrit Hendrix, il mediano del PSV Eindhoven, il quale cartellino viene valutato circa 7,5 milioni di euro. La trattativa portata avanti da Bigon e Sabatini è a buon punto e dopo settimane di colloqui siamo vicini ad una svolta: l’affare salterà o si siglerà a breve, questione di giorni. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Jorrit Hendrix muove i suoi primissimi passi da calciatore alla tenera età di sei anni, nel lontano 2001 quando inizia a giocare per una piccola squadra locale della sua cittadina natia. Nel gennaio del 2005, quando Hendrix non ha ancora compiuto dieci anni, viene notato ed acquistato dal PSV Eindhoven i quali osservatori restano stregati da questo prodigioso bambino che gioca come difensore centrale. Hendrix si trasferisce con la sua famiglia ad Eindhoven, a circa 50km da casa, e lì inizia una storia d’amore col PSV che durerà quindici anni e che proprio in questi giorni sembra destinata a terminare. Hendrix fa tutta la trafila delle giovanili, dal 2005 al 2013, dai nove ai diciotto anni, gioca grandi stagioni soprattutto con l’U19 del PSV, fin quando non viene promosso nello Jong PSV (la seconda squadra del PSV, la formazione dove vengono testati giovani e riserve in pratica) che milita nella seconda lega nazionale olandese, la Eerste Divisie. In quella stagione Hendrix collezionerà solamente 6 presenze, perché dopo poche partite di quel difensore centrale se ne innamora il tecnico della prima squadra Philip Cocu che lo promuove immediatamente. Cocu non promuove soltanto il ragazzo, lo fa diventare in breve tempo un inaspettato titolare della squadra, lo fa esordire in Europa League e soprattutto comincia a mutarne il ruolo: se Hendrix fin qui è stato solo un difensore centrale, Cocu ne capta le capacità e intravede in lui un talentoso centrocampista tanto da spostarlo per qualche partita da centrale a terzino sinistro e poi posizionandolo in mediana a far da regista. Il ragazzo terminerà la stagione 2013-2014 come mai avrebbe immaginato: 20 presenze in Eredivisie, 6 in Europa League e 3 assist siglati. Da lì in poi per Hendrix ci sarà un’escalation generale. Dal 2014-2015 si sposta definitivamente in mediana, tornando difensore centrale solo in qualche rara occasione, diventando a soli diciannove anni una colonna imprescindibile del PSV e dello scacchiere di Cocu. Nel 2015 arriverà l’esordio anche in Champions League, nel 2016 quello con la Nazionale dell’Olanda, nella stagione 2016-2017 testerà anche il dolore rimanendo per 13 gare out per un infortunio al legamento collaterale mediale. Nel mentre arriveranno anche numerosi trofei: nella stagione 2014-2015 vince il campionato olandese, nella stagione 2015-2016 farà la doppietta campionato e Supercoppa, nel 2017 arriverà un’altra Supercoppa e nella stagione 2017-2018 vincerà il suo terzo campionato nazionale. Nei quindici anni tra le fila del PSV, dalle giovanili fino alla prima squadra, Jorrit Hendrix ha giocato oltre 200 partite guadagnandosi il soprannome di New Hero, diventando un idolo della tifoseria oltre che un calciatore imprescindibile per il club. Con la nazionale maggiore Orange il ragazzo non ha avuto molta fortuna: con l’Olanda ha esordito nel settembre del 2016 contro la Grecia (subentrando al 65°) in quella che a tutt’oggi resta l’unica partita giocata con i “grandi” connazionali. Diversamente da quanto fatto con la Nazionale maggiore con le nazionali Under è sceso in campo moltissime volte, vincendo nel 2012 gli Europei di categoria in Slovenia con l’U17.

Caratteristiche tecniche:

Jorrit Hendrix è un centrocampista molto duttile, potendo giocare anche come centrale difensivo e terzino fa di lui un calciatore polivalente ed utilissimo. Pur essendo un mancino naturale, se la cava discretamente anche col piede debole. Ha un fisico compatto: pur non essendo un adone (181×75) è discretamente forte fisicamente, è soprattutto dotato di enorme resistenza e aggressività. Il ragazzo è dotato di grande velocità e agilità, si disimpegna perfettamente sia con l’appoggio vicino che col lancio lungo grazie al suo mancino precisissimo, ha una grande visione di gioco, è bravo sia nel dribblare l’avversario che nel difendere 1vs1 quando è puntato, è anche molto bravo nel leggere il gioco avversario per intercettare palloni. Hendrix è un calciatore perfetto soprattutto nei primi quaranta metri di campo dove garantisce una presenza continua e assidua sia nella fase d’impostazione che in quella di recupero. È un calciatore molto intelligente, come centrocampista regista predilige l’immediata verticalizzazione una volta recuperato il pallone. I punti deboli del ragazzo non sono molti ma sono piuttosto rilevanti: non è decisamente portato per il gioco aereo ed è quasi nullo in zona gol, essendo un giocatore che spesso si ferma a metà campo, pur fornendo talvolta qualche assist. Pur avendo piedi buonissimi, non è bravo nei calci piazzati. Da non sottovalutare l’aspetto fisico: il ragazzo ha subito un solo infortunio in carriera, pertanto è un calciatore integro che garantisce sempre la presenza. Marcel Brands, DT del PSV dal 2010 al 2018, ha definito Jorrit Hendrix come un novello Franck De Boer ma ci sentiamo di poter definire questo paragone piuttosto esagerato; assomiglia nel modo di giocare più a calciatori come Fernandinho e Shelvey, anche se in patria l’hanno paragonato al primo Van Bommel. Nello scacchiere tattico di Sinisa Mihajlovic non avrebbe problemi a giocare in coppia con Pulgar davanti la difesa nel 4-2-3-1, infatti questo binomio garantirebbe al Bologna sia qualità che quantità a metà campo dando vita ad un’interessantissima mediana da seguire con attenzione.

Numeri:

Jorrit Hendrix ha una buona percentuale riguardo ai duelli vinti, un’ottima media di palloni intercettati, un buonissimo quantitativo di cartellini presi anche considerato il ruolo e le mansioni che ha, la percentuale di dribbling riusciti è stupefacente ed ha una clamorosa percentuale di passaggi completati (considerato il fatto che molti sono lunghi ed in avanti).

Partite disputate in carriera: 199     Gol segnati in carriera: 7     Assist siglati in carriera: 15

Percentuale duelli vinti per partita: 59%     Palloni intercettati per partita: 5

Cartellini presi in carriera gialli/rossi: 19/0     Percentuale dribbling riusciti per partita: 65%

Percentuale passaggi completati: 85%     Percentuale passaggi in avanti: 74%




La Juventus prova a soffiare Lukaku all’Inter: la situazione – Calcio (al) mercato #31

Nella puntata odierna di Calcio (al) mercato abbiamo parlato del possibile approdo alla Juventus di Romelu Lukaku. I bianconeri sarebbero disposti ad inserire Paulo Dybala nella trattativa.

Il Manchester United ci pensa aspettando il rilancio dell‘Inter ferma all’offerta di 60 milioni. L’eventuale arrivo del belga allontanerebbe Higuain e Mandzukic dalla Juventus, ma tutto questo sarebbe funzionale all’interno dello scacchiere tattico di Maurizio Sarri? Ma soprattutto alla Juventus serve un giocatore con le caratteristiche di Lukaku o uno con quelle di Dybala?
La scelta del giocatore sarà fondamentale per l’esito del trasferimento, con la presenza di Cristiano Ronaldo che peserà per tale decisione.

Il futuro dell’ex Everton si tingerà di bianconero o nerazzurro? Per il momento ci limitiamo ad analizzare eventuali pro e contro.




Torino, altra dimensione ma solite certezze – Calcio (al) mercato #30

Il Torino ha appena esordito in Europa League vincendo 3 a 0 contro il Debrefeb per l’andata dei preliminari. La squadra di Mazzarri, senza ancora rinforzi di rilievo sul mercato, si é affidata ai soliti trascinatore della squadra dello scorso anno. La continuità sarà quindi la chiave giusta per la prossima stagione?




De Rossi e Milinković-Savić: arrivederci Roma – Calcio (al) mercato #29

Nella puntata odierna di Calcio (al) Mercato abbiamo parlato dell’arrivo di Daniele De Rossi in Argentina. l’ex capitano della Roma è sbarcato a Buenos Aires tra l’affetto dei tifosi del Boca Juniors pronto ad attenderlo in aeroporto e quelli giallorossi che lo hanno accompagnato fino al volo d’arrivederci.

Anche i tifosi laziali presto potrebbero salutare un proprio beniamino. Il Manchester United è piombato su Milinkovic Savic con un’offerta di 80 milioni, cifra che ha catturato l’attenzione di Lotito. Abbiamo analizzato queste due trattative, molto diverse fra loro.

Da una parte la scelta romantica di De Rossi, pronto a vivere un’avventura mai vissuta prima per un calciatore italiano della sua esperienza; dall’altra Milinkovic con la sua voglia di esplorare realtà più ampie in confronto a quella biancoceleste, che tipo di avventure attendono i due atleti?




Alla scoperta di… Matías Zaracho: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Il Milan sta cercando di costruire una squadra che possa raggiungere il quarto posto; uno degli obiettivi della società rossonera è Matias Zaracho, trequartista del Racing Avellaneda. Per il giovane talento servono ventiquattro milioni, la cifra della clausola rescissoria. Un prezzo che sembra frenare il Milan anche se il ragazzo con Giampaolo potrebbe fare veramente bene. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Matias Zaracho è un classe 1998 e nasce il dieci marzo a Wilde, comune dell’Argentina. La carriera del ragazzo si è sviluppata tutta in una sola squadra, il Racing Avellaneda. Con la maglia del club argentino ha totalizzato sessantaquattro presenze con sei goal e cinque assist. Con la nazionale under-20 ha messo a segno un goal in sette partite; l’esordio con l’Argentina dei grandi è arrivato il 26 marzo 2019 contro il Marocco (match vinto uno a zero dall’Albiceleste). Ora la possibilità di sbarcare in Europa per continuare la crescita calcistica.

Caratteristiche tecniche:

Matias Zaracho è un giocatore molto interessante in grado di ricoprire tre ruoli: mezzala,centrocampista centrale puro e trequartista. Una delle sue caratteristiche migliori è l’intensità con il suo allenatore che lo definisce un trattore da sessanta chili (nei contrasti difficilmente esce sconfitto). Da punto di vista tecnico ama abbassarsi per ricevere la palla e costruire l’azione. Ha ottime statistiche difensive anche se il calcio argentino è molto diverso da quello europeo. Il suo ruolo principale è quello di trequartista centrale ma nel 4-3-1-2 del Milan sarebbe perfetto da mezzala di costruzione perché è uno portato a muoversi, scambiare posizione con i propri compagni e può giocare bene sia sul corto sia sul lungo.

Numeri:

Le qualità di Matias Zaracho si possono evincere da alcuni numeri; il trequartista, nell’ultima stagione, ha completato 2482 passaggi (pari all’86.4%) mentre ha avuto una riuscita nei lanci lunghi del 62.7%. La sua forza nei contrasti è evidenziata dal 46.5% di duelli vinti.




Alla scoperta di Nicolas Pépé: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Nicolas Pépé nasce il 29 maggio del 1995 a Mantes-la-Jolie, una cittadina situata nel nord della Francia, da genitori ivoriani. Pur essendo nato in Francia ha preferito mantenere la nazionalità ivoriana ed infatti ha deciso sin da subito di difendere i colori della Nazionale della Costa d’Avorio. Pépé è un’ala destra che può giocare anche come attaccante, è di piede mancino, è alto 183 cm e pesa 73 kg. Aurelio De Laurentiis vuole regalare ad Ancelotti un top player in attacco e dopo la fumata nera nella trattativa per James Rodriguez si è deciso a virare con decisione su Nicolas Pépé, lo stesso Ancelotti ha ammesso in conferenza stampa che “lo stiamo trattando, inutile nasconderlo”. Il Lille valuta Nicolas Pépé circa 70 milioni di euro, una cifra importante che Cristiano Giuntoli (il DS del Napoli) sta cercando di abbassare magari inserendo qualche contropartita nell’affare. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Nicolas Pépé a differenza di tantissimi suoi colleghi non è cresciuto calcisticamente in prestigiose academy o in storici vivai, tutt’altro, ha giocato fino ai diciotto anni in squadre locali in giro per la Francia fin quando non è arrivata la grande occasione con l’Angers, ma partiamo dal principio. Dopo aver girato numerose squadre locali Pépé riceve la chiamata dello Stade Poitevin FC, siamo nel 2012 ed il ragazzo ha diciassette anni, dunque si ritrova ad allontanarsi per la prima volta da casa, esattamente a 370 km. Nicolas Pépé gioca la stagione 2012-2013 come attaccante tra le fila della squadra primavera dello Stade Poitevin FC e le ottime prestazioni in quel campionato convinceranno l’Angers ad acquistarlo nell’estate del 2013. Pépé appena maggiorenne firma per l’Angers e nella stagione 2013-2014 gioca per la squadra primavera dove viene spostato sulla fascia destra, comincia così la sua carriera come ala ed effettivamente le prestazioni del ragazzo si riveleranno ottime. L’Angers inserisce Pépé nella rosa della prima squadra per la stagione 2014-2015 ed il ragazzo all’età di 19 anni esordisce prima in Coupe de la Ligue, poi in Coupe de France ed infine anche in Ligue 2, totalizzando però solo 8 presenze. Lo scarso minutaggio impone all’Angers di valutare il ragazzo dove può giocare con regolarità, per questo Pépé viene prestato all’Orléans che nella stagione 2015-2016 nel Championnat National, la terza divisione francese, ed è lì che Pépé attira molte luci su di se: con la maglia giallorossa giocherà 30 partite, segnerà 7 gol e siglerà 2 assist, ottenendo la promozione della squadra in Ligue 2. A fine stagione Nicolas Pépé ritorna alla base e parallelamente alla promozione dell’Orléans anche l’Angers ha guadagnato la promozione alla lega superiore. Pépé gioca da titolare l’intera stagione 2016-2017 in Ligue 1 tra le fila dell’Angers, scendendo in campo in 39 occasioni, segnando 3 gol e siglando 2 assist. El Loco Bielsa, l’allora tecnico del Lille, fa sborsare al suo presidente ben 10 milioni di euro per acquistare Pépé che nel giugno del 2017 diventa ufficialmente un nuovo giocatore del Lille sottoscrivendo un quinquennale. Dal 2017 Pépé gioca per il Lille e sia Bielsa che Galtier l’hanno praticamente sempre schierato titolare, dapprima alternandolo come ala e centravanti e successivamente spostandolo definitivamente come sull’out di destra. In due stagioni tra le fila dei Les Dogues il ragazzo ha collezionato 79 presenze, segnando ben 37 gol e siglando 17 assist, riportando il Lille in Champions League ma senza vincere alcun trofeo. Nicolas Pépé viene soprannominato la Perle Noire, ovvero la Perla Nera, che curiosamente è lo stesso soprannome che affibbiarono a Pelè. Essendo arrivato piuttosto tardi nel calcio dei grandi Pépé ha collezionato solo 17 presenze con la Nazionale della Costa d’Avorio segnando 4 gol, l’esordio con la Nazionale è arrivato nel novembre del 2016 quando subentrò all’86° nel match amichevole contro la Francia. Ha partecipato alla Coppa d’Africa del 2019.

Caratteristiche tecniche:

Nicolas Pépé è un’ala destra che può spendersi anche come centravanti, è mancino ma gioca decentemente anche col piede destro. I punti di forza di Pépé sono numerosi: è dotato di una velocità fulminea, possiede un dribbling ubriacante, ha una freddezza glaciale sotto porta, ha un tiro preciso e potente, è bravissimo a servire assist illuminanti ai compagni ed è dotatissimo balisticamente. Pépé è anche un cecchino riguardo ai calci di rigore. Nonostante sia un top player devastante sia in spazi aperti che nello stretto, bravo a calciare sia dalla distanza che a finalizzare sotto porta, Pépé ha comunque dei difetti importanti: nonostante la buona fisicità non è affatto forte e perde numerosi duelli corpo a corpo, non è uno specialista dei calci piazzati (rigori esclusi), è piuttosto noto per essere un calciatore egoista che spesso si incaponisce in azioni solitarie ed è praticamente nullo nel gioco aereo. È un giocatore poco atto al sacrificio e spesso se ne resta alto per farsi innescare una volta che la sua squadra ha recuperato palla. Essendo in grado di giocare sia sulla fascia che come centravanti Pépé tornerebbe utilissimo sia nel 4-4-2 che nel 4-3-3 di Ancelotti e si rivelerebbe un grandissimo colpo per il Napoli. Per il suo modo di dribblare e finalizzare, oltre che per la sua duttilità offensiva, viene paragonato ad Anthony Martial.

Numeri:

Pépé è un calciatore estremamente forte ma il suo incaponirsi nel dribbling lo porta ad avere una statistica non troppo alta di dribbling riusciti, diversamente ha dei buoni numeri quanto a cross andati a segno e tiri che centrano lo specchio della porta, le statistiche dei passaggi completati e delle palle recuperate nella metà campo avversaria sono da vero top player.

Partite disputate in carriera: 143     Gol segnati in carriera: 47     Assist siglati in carriera: 21

Dribbling completati: 46%     Cross completati: 33%     Tiri nello specchio: 47%

Passaggi completati: 80%     Palloni recuperati nella metà campo avversaria: 60%




Alla scoperta di Aaron Long: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Aaron Long nasce a Oak Hill, un piccolissimo comune nella contea di Fayette nella Virginia Occidentale, il 12 ottobre del 1992. Aaron Long è un difensore centrale di piede destro che gioca nei New York Red Bulls e nella Nazionale statunitense, è alto 186 cm e pesa 78 kg. Long è stato inserito nella MLS XI dell’ultima stagione ed ha anche vinto il premio come MLS Defender of the Year. Rocco Commisso, neo presidente della Viola, vuole regalare ai propri tifosi ed al tecnico Vincenzo Montella una squadra matura che sappia migliorare il tragico risultato sportivo dello scorso campionato, per questo ha dato mandato al neo DS Pradé di acquistare giocatori pronti e non più tutti giovanotti come faceva Corvino: tra i vari nomi seguiti dalla Fiorentina c’è anche quello di Aaron Long, difensore che Commisso conosce bene in quanto connazionali, e la trattativa per portarlo a Firenze è appena cominciata. I New York Red Bulls valutano Long circa 5 milioni di euro, ovvero la cifra della clausola rescissoria nel contratto del ragazzo, e la Fiorentina al momento ha offerto 3 milioni; la concorrenza per Aaron Long è tanta: oltre alla Fiorentina sul ragazzo ci sono anche Lione e West Ham. Commisso vuole almeno un americano tra le fila della sua Fiorentina per entrare nel mercato statunitense del merchandising. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Aaron Long, a differenza della stragrande maggioranza dei ragazzi americani, sognava fin da bambino di giocare a calcio. Si è diplomato alla Serrano High School dove praticava sia football che soccer, cominciando la sua carriera come mediano, per poi iscriversi alla UC Riverside dove giocherà per quattro stagioni nella college soccer dell’Università. Parallelamente alla carriera universitaria nella squadra della UC Riverside, Long ha giocato nel 2012 e nel 2013 nel FC Tucson che militava nella USL League Two (la quarta categoria del calcio statunitense, non riconosciuta come professionistica). Durante gli anni del college Aaron Long totalizza 88 presenze e 16 gol, sommando i numeri ottenuti sia con la UC Riverside che col FC Tucson, concludendo così una carriera collegiale sportiva sbalorditiva. Terminata la carriera universitaria Long viene draftato dai Portland Timbers nel MLS SuperDraft del 2014 (il Draft si svolge a gennaio) come trentaseiesima scelta (al secondo round) e viene immediatamente prestato in USL Pro per testarne le capacità tra i grandi. Aaron Long viene così prestato dalla casa madre Portland prima ai Sacramento Republic e successivamente agli Orange County Blues, con due short-term loans (ovvero due prestiti brevi da 3 mesi l’uno) che frutteranno a Long però solamente 5 presenze in totale. Aaron Long gioca poco e neanche tanto bene, pertanto Portland decide di tagliare il ragazzo nel luglio 2014 non facendogli firmare il contratto professionistico (tagliandolo quando ancora aveva il contratto da rookie), di questa decisione ne approfittano i Seattle Sounders FC che puntano sul talento inespresso del ragazzo e lo tesserano per la squadra riserve (che milita nella USL Championship, la terza divisione americana). Aaron Long finisce la stagione 2014 allenandosi con la prima squadra dei Sounders senza mai però scendere in campo, mentre gioca la stagione 2015 con i Seattle Saunders II da titolare totalizzando 28 presenze, segnando 1 gol e siglando 2 assist, e qui la carriera di Long cambia: il ragazzo ha quasi 23 anni e fino ad ora ha sempre giocato come mediano brillando però solo nella carriera giovanile e fallendo tra i grandi, allora il tecnico dei Saunders II (poi rinominati Tacoma Defiance) Ezra Endrickson ha la geniale intuizione di spostare Long come difensore centrale ed il ragazzo ripaga il suo allenatore giocando una grande stagione. Le ottime prestazioni di Aaron Long tra le fila dei Tacoma Defiance fanno girare la testa ai New York Red Bulls che nella pre-season 2016 decidono di acquistarlo e testarlo anch’essi nella squadra riserve (anch’essa militante in USL Championship): Long totalizzerà 26 presenze e 4 gol in questa stagione giocando alla stragrande, vincendo sia il campionato che il premio USL Defender of the Year. Le strepitose prestazioni di Long coi Red Bulls II convincono la dirigenza a promuoverlo in prima squadra per la stagione 2017. Dal 2017 Aaron Long gioca stabilmente in prima squadra coi New York Red Bulls dove da allora ha totalizzato 105 presenze condite anche da 6 gol e 2 assist, durante questi anni è stato nominato MLS Defender of the Year ed è stato inserito nella MLS XI (entrambi i premi gli sono stati assegnati per la stagione 2018). Nel settembre del 2018 Aaron Long ha ricevuto la sua prima chiamata in Nazionale e da allora ne è diventato un punto fermo totalizzando 11 presenze e segnando 2 gol; ha rappresentato la sua Nazionale nella CONCACAF Gold Cup 2019 dove gli Stati Uniti sono arrivati fino in finale perdendo poi col Messico per 1-0 e Long è stato inserito nella Gold Cup Best XI del torneo. Per via della sua tardiva esplosione avvenuta solo all’età di 24 anni è stato soprannominato The Late Bloomer.

Caratteristiche tecniche:

Aaron Long è un difensore centrale che all’occorrenza può anche giocare come mediano. Pur essendo un destro naturale preferisce agire sul centro-sinistra e comunque non se la cava affatto male col piede debole. Essendo 186×78 ha una fisicità imponente che lo attesta come uno dei giocatori più resistenti e forti dell’intero continente americano. Le doti migliori di Aaron Long sono senza dubbio l’esuberanza fisica, la grande velocità, la quasi imbattibilità nel gioco aereo e l’aggressività nell’uscire in anticipo sull’attaccante. Long ha due punti deboli: non ha dei piedi buonissimi, pertanto gioca unicamente da stopper, e troppo spesso parte palla al piede perdendo alle volte il pallone nella propria metà campo. Per velocità, abilità nel gioco aereo e aggressività ricorda molto Antonio Rüdiger. Nella Fiorentina di Vincenzo Montella, che utilizza spessissimo il 4-3-3, giocherebbe al centro della difesa vicino ad un difensore più tecnico come Milenkovic, dunque Long dovrebbe alternarsi a Pezzella nel ruolo di stopper.

Numeri:

Aaron Long come detto ha una statistica molto grave di palloni persi nella propria metà campo, in compenso ha un’ottima statistica riguardo ai cartellini presi, ha dei numeri interessantissimi anche riguardo ai duelli vinti sia aerei che terreni, intercetta numerosi palloni e nonostante non abbia piedi da centrocampista ha una statistica a dir poco sorprendente riguardo ai passaggi completati.

Partite disputate in carriera: 131     Gol segnati in carriera: 11     Assist siglati in carriera: 3

Palloni persi per partita: 8     Cartellini gialli/rossi: 9/1     Passaggi completati: 82%

Duelli terreni vinti: 72%     Duelli aerei vinti: 63%     Intercetti per partita: 6