Zappacosta: “Vorrei restare a Roma e dimostrare cosa so fare”

Zappacosta: “Vorrei restare a Roma e dimostrare cosa so fare”

Davide Zappacosta, il terzino destro arrivato in estate in prestito dal Chelsea e con un futuro tutto da scrivere, ha parlato in esclusiva a Sky Sport. Durante l’intervista il ragazzo ha parlato del suo infortunio, del passato al Chelsea, di Nicolò Zaniolo e della voglia di rimanere in giallorosso per dimostrare che il brutto infortunio è alle spalle. L’infortunio al crociato lo ha di fatto costretto a giocare solamente 12 minuti in questa stagione (alla prima giornata di campionato contro il Genoa), ma ora Zappacosta chiede di rimanere alla Roma per ripagare club e tifosi della fiducia e del supporto datogli. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Cosa ti ha insegnato l’esperienza in Premier?

L’Inghilterra e il Chelsea mi hanno dato tantissimo. Ho avuto la possibilità di giocare con grandi campioni e di vincere due trofei. La Premier è un campionato dove la gente non molla mai“.

E il tuo futuro dove sarà? 

A livello personale mi piacerebbe tanto restare a Roma, per diversi motivi. Il principale è che voglio dimostrare alla piazza, ai compagni e alla dirigenza che giocatore sono e che cosa so fare. Ho lavorato tanto in questi mesi, mi sono allenato e ho fatto sacrifici per essere a disposizione alla ripartenza del campionato. Sto facendo alcune sedute dedicate completamete al ginocchio, perché per recuperare al meglio da questo infortunio ci vuole tempo. Ma ora mi sento al 90% della forma“.

Chi è più forte fra Zaniolo o Hazard?

Parliamo di due grandissimi campioni. Zaniolo mi ha sorpreso in positivo, ho visto un ragazzo davvero intelligente e con tanta voglia di migliorare, oltre che un calciatore dalle qualità straordinarie. Ha avuto il mio stesso infortunio, quindi l’ho osservato da vicino nel momento di maggiore difficoltà. Non ha mai mollato, tornerà più forte di prima“.

Se Davide Zappacosta rimarrà a Roma lo sapremo solo più avanti, nel mentre si registra un interesse dei giallorossi per il terzino destro (che può giocare anche a sinistra) Santiago Arias, classe ‘92 in forza all’Atletico Madrid. Come riportato da AS, Arias ha il contratto a scadenza nel 2023 ma quest’anno ha giocato poco, appena 11 le sue presenze ed è scivolato dietro Vrsaljko e Trippier nelle gerarchie del tecnico Simeone. Il suo cartellino ha una valutazione intorno ai 15 milioni di euro, tutto sommato una cifra abbordabile per il club giallorosso.

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Mancini: “La mia Italia è difficile da battere. Pellegrini e Zaniolo importanti”

Mancini: “La mia Italia è difficile da battere. Pellegrini e Zaniolo importanti”

Il CT della Nazionale Roberto Mancini ha, tra i tanti meriti, non solo quello  di aver ridato pericolosità alla selezione italiana ma anche di aver riavvicinato i tifosi Azzurri all’Italia come non succedeva dai tempi di Conte o Lippi. Il CT Mancini ha rilasciato una bella intervista ai microfoni di Roma Radio questa mattina, nella quale ha parlato della sua Nazionale, dei ragazzi italiani che giocano nella Roma, dell’eventuale ripresa dei campionati e dell’Europero 2020. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Che momento stiamo vivendo?
Sicuramente si sta meglio oggi di venti giorni fa. Stare senza libertà per tanto tempo non è semplice. Questo ci ha fatto soffrire. Ora piano piano sta finendo e la speranza è questa“.

Cosa ti è mancato in questo periodo?
Mi è mancato il lavoro prima di tutto. Avremmo dovuto giocare due partite importanti in Inghilterra e Germania dopo mesi che non ci vedevamo. In questi giorni, invece, sarebbe iniziato il ritiro per il campionato europeo“.

Quanto può migliorare ancora la tua Italia?
I ragazzi sono stati subito bravi. Quando ci siamo trovati all’inizio ho detto loro cosa pensavo e che quindi l’Italia non poteva non avere giocatori bravi. In cento anni di storia non è mai successo. Alcuni oggi sono ancora un po’ giovani, ma ho chiesto loro se fosse possibile fare qualcosa di speciale e i ragazzi sono stati super trovando anche un buon feeling tra di loro. Abbiamo usato la Nations League anche per capire chi poteva stare nel giro della Nazionale. Il merito va a loro perché chi ha giocato a calcio sa che le partite, anche se scontate, poi vanno vinte e non sempre succede. Noi volevamo fare qualcosa di diverso e speriamo di continuare a farlo“.

Cosa ha pensato quando le hanno proposto il ruolo di Ct?
Nessuno la voleva e io ho detto di sì (ride, ndr). C’era il timore di una situazione non rosea. Venivamo da una qualificazione non centrata al mondiale, ma il calcio è fatto anche di momenti difficili. Bisogna credere nelle qualità dei giocatori e dare fiducia a quelli più giovani“.

Giusto ripartire con il campionato?
Io non vorrei dire nulla che mi sembra ci sia un gran caos. Se dovessi parlare da allenatore della Nazionale spererei che si finisse qui per ricominciare con calma. Il prossimo anno ci saranno una serie infinite di partite e potrebbero arrivare stanchi i giocatori. La mia speranza, però, è comunque che si possa riprendere“.

Lo slittamento dell’Europeo può favorire la Nazionale?
Noi avevamo preso una bella scia. Ora, invece, ci ritroveremo a settembre senza vederci per un anno. Sarà un terno al lotto e non sarà facile. Noi stavamo costruendo ed eravamo a buon punto. Per alcuni ragazzi sicuramente è meglio che avranno un anno in più di esperienza“.

Come le sembra questo nuovo calcio?
Non è facile, ma penso questo: mi sembra che nel calcio ci siano stati veramente pochi giocatori che sono stati infettati dal virus. Questo significa che non è così semplice infettarci tra di noi giocando all’aperta. Io spero le mascherine scompaiano al più presto. Certo è diverso il calcio senza pubblico, è un calcio un po’ particolare“.

Come sarà ripartire dal punto di vista atletico?
Qualche infortunio di troppo ci sarà e il ritmo sarà come quello della Bundesliga e quindi basso. Magari con il passare delle partite ritroveranno le condizioni“.

Senza lo stop l’Italia era tra le favorite per vincere l’Europeo?
Penso che ce la saremmo giocata con tutte le altre squadre che sono più avanti di noi. La Francia è giovanissima e campione del mondo. Sarebbe stato difficile per tutti batterci. Avremmo avuto delle buone chance. In questo anno spero migliorino molti giocatori“.

Quanto può crescere ancora Zaniolo?
Zaniolo è un ragazzo giovane e non bisogna far ricadere su di lui tutte le responsabilità, è poco tempo che gioca in Serie A, deve accumulare esperienza, deve trovare il suo ruolo, che ancora credo non abbia trovato, è un giocatore che può giocare in 2/3 ruoli. Questo non è uno svantaggio, anzi può essere un vantaggio. Lui fa parte di quei giocatori giovani che con un altro anno potrà migliorare, recupererà dall’infortunio. È un giocatore forte fisicamente e tecnicamente, ha un gran sinistro. Quindi io penso che lui possa diventare un giocatore straordinario se continuerà a essere serio, ad allenarsi seriamente, a fare una vita da atleta. Credo che possa togliersi delle grandi soddisfazioni“.

Cosa pensa di Pellegrini?
Credo che Pellegrini sia un giocatore polivalente a centrocampo, è un giocatore offensivo che a volte nella Roma ha giocato anche da centrocampista basso, però io credo che sia migliore quando offende, perché comunque ha il gol dentro, credo che interno dei tre a centrocampo sia il suo ruolo migliore, però è un giocatore che può giocare esterno di attacco, come ha fatto con noi in Finlandia dove ha giocato benissimo. È un giocatore per noi molto importante, che può migliorare ancora perché ha margini enormi e ha diverse collocazioni in campo, quindi sarà importante anche lui“.

Su Cristante, Mancini e Spinazzola
Cristante, Mancini, Spinazzola sono tutti giocatori importanti per noi. Perché io ho molta fiducia in Mancini – a parte il nome, gli dico sempre “tu devi far bella figura, non è un nome semplice”. E’ un giocatore secondo me molto forte come centrale, anche lui ha bisogno chiaramente di giocare. A me piace molto, così come Bryan. Lui gioca da centrocampista basso, ma io l’ho fatto giocare anche interno un po’ più alto. La stessa cosa per Spinazzola: io penso che sia straordinario come calciatore, ha un po’ il problema di infortunarsi spesso, quindi io spero che questo non accada. Se lui è in forma, è un giocatore incredibile“.

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Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Il noto attore, regista e tifosissimo giallorosso Carlo Verdone ha rilasciato una bella intervista a Non è la Radio. Nel corso dell’intervista Verdone ha parlato del delicato momento che vive l’Italia, della precaria situazione economica della sua Roma, dei ricordi che ha della sua squadra del cuore e dei suoi progetti cinematografici. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Ciao Carlo e benvenuto. La prima domanda, doverosa, è sull’attualità. Pochi giorni fa, insieme a tanti artisti italiani (circa 300) hai firmato un appello al Governo e al Ministro Franceschini per chiedere l’applicazione della Direttiva Europea sul Copyright, un tema importante per la tua categoria.

È una cosa importante perché tutti se ne approfittano. Ci sono delle piattaforme su cui caricano qualsiasi cosa e non va bene, c’è un diritto d’autore da rispettare. Ogni giorno vengono caricati pezzi dei miei film, io non ho mai detto nulla, ma spesso su Youtube vengono caricati i film interi. Quel film ha avuto dei costi, e anche se noi autori non ci guadagniamo niente, quando ti ritrovi pezzi di film su piattaforme che non pagano o pagano pochissimo, non è neanche un mio problema neanche, perché io vengo pagato alla consegna del film, non prendo percentuali, ma francamente bisogna mettere le cose a posto. Qualche secondo si può concedere, un film intero no. Non è vero che tutto appartiene a tutti, non si può andare avanti così, nell’anarchia generale. È una questione etica, più che economica: ci devono essere delle regole. Ogni tanto qualche amico mi dice i film interi su Youtube, io segnalo ma non serve a niente. Ci vogliono delle regola, ma poi ti scontri con dei colossi che queste regole non le vogliono. Perlomeno abbiamo posto il problema, poi vediamo che succede. In questo Paese le cose vanno male anche perché c’è troppa burocrazia che rallenta tutto e che crea anche molta corruzione”.

L’epidemia ha bloccato l’uscita del tuo film “Si vive una volta sola”. Cosa puoi dirci a proposito?

Per noi è stato un duro colpo, poi però ho cercato di prenderla con filosofia anche pensando a chi ha sofferto di più. Noi abbiamo lavorato bene, eravamo molto coesi. Il film è venuto bene, sono riuscito fortunatamente a presentarlo proprio in concomitanza con l’inizio dell’epidemia, peraltro al Nord, nelle zone più colpite, ma fortunatamente non abbiamo avuto problemi. Ci abbiamo lavorato molto, soprattutto dal punto di vista della produzione, è davvero un buon film. Adesso speriamo di recuperarlo ma il film esce, forse nel tardo autunno o a Natale, speriamo recuperando la sala, perché vorrebbe dire che abbiamo superato l’emergenza. La gente deve ritrovare la fiducia di andare in sala. Io tengo molto a questo film: ha un impianto corale, c’è una recitazione notevole da parte di tutti: Anna Foglietta, Max Tortora, Rocco Papaleo. Ci siamo trovati molto bene anche tra di noi, cosa abbastanza difficile nel nostro mondo. Combatteremo per un po’ di promozione quando decideranno la data d’uscita”.

Veniamo alla Roma, con una domanda che è un po’ a metà con il cinema. La Roma è sempre stata molto citata nella storia del cinema, ma tu, che sei l’ultimo e forse unico erede della commedia italiana, non l’hai fatto quasi mai. È una forma di rispetto per la tua fede giallorossa?

Ci fu un episodio, forse ne I mostri, con Gassman che interpretava il supertifoso della Roma, facendo urla incredibili per un gol: una prova da grandissima attore soltanto con questa esultanza. Io penso che il calcio non è la Roma. La Roma l’ho citata solo in Gallo cedrone, quando sono in come dopo essere stato picchiato dagli integralisti islamici, e i miei amici per farmi risvegliare recitano la formazione della Roma dello Scudetto. Quello è l’unico omaggio che ho fatto alla Roma. Io non tocco l’ argomento calcio perché non ci trovo niente di poetico. Sono un tifoso appassionato e fedele, ma io devo trovare poesia e oggi nel calcio non c’è poesia. Lo vediamo anche in questi giorni, con tutti questi problemi, queste complicazioni politiche e burocratiche. Tutto è molto confuso e legato a interessi economi. Potrei fare un film su qualcosa che mi da uno spessore umano forte, su un maratoneta o anche un procuratore che cerca talenti, perché lì c’è un fattore umano, c’è un’anima, ma per la Roma non me la sento. Abbiamo avuto Alberto Sordi e Lino Banfi, a me francamente non viene molta voglia. Potrei fare un film su un uomo che lotta contro sé stesso, ma su una squadra di oggi, con i giocatori milionari, i diritti tv, tutto quello che c’è sotto, che c’è di poetico? Una volta il calcio era poesia, oggi è business. Dove c’è business non c’è poesia”.

Che sensazioni hai sul futuro della Roma? Sei preoccupato?

Sono preoccupato: tra l’epidemia e la delicata situazione del calcio italiano, Friedkin sembra aver fatto un passo indietro. La Roma è molto indebitata, il pericolo maggiore è dover cedere un gioiello come Zaniolo. Sarebbe una tragedia, l’ennesimo giocatore di talento ceduto. Dopo le cessione di Salah e poi anche degli altri, tutti dicevano che era Salah a voler andare via, ma non è vero. Salah voleva restare, invece ci hanno fatto credere che lui volesse andare via. Abbiamo ceduto giocatori con cui potevamo davvero vincere qualcosa, e che oggi vincono altrove. Avevamo l’oro in mano e non c’è rimasto niente. Abbiamo avuto squadre tenute insieme con lo scotch, che hanno fatto il loro meglio e non posso biasimarli, ma i giocatori non erano all’altezza di quelli ceduti. Le mie critiche sono rivolete soprattutto al presidente e alla sua voglia di fare qualcosa di importante in una grande città come Roma. Non mi sembra che sia così, che ci sia entusiasmo, che venga spesso a Roma. Chi comanda alla Roma? Tutti e nessuno. Sicuramente il presidente, ma per interposta persona. La Roma è una squadra mortificata, che sa quello che può fare, anche con un bravo allenatore come Fonseca, ma veri gioielli li abbiamo dati via. Se fai una squadra con i giocatori ceduti sei la squadra più forte del mondo, ma non abbiamo potuto tenerli. Io poi non sopporto le bugie: i giocatori volevano restare, sono stati ceduti per problemi economici. I ragazzi di talento come Zaniolo vanno tenuti a tutti i costi”.

Tu hai vissuto un’epoca molto diversa rispetto a noi. Cos’è per te il romanismo?

Io ho vissuto un’ epoca in cui andavi allo stadio e non avevi paura. Soprattutto negli anni ‘60, tra Roma e Lazio si risolveva tutto a sfottò, qualche ortaggio tirato e un po’ di scenografia, ma non c’era violenza. Poi l’episodio di Paparelli cambia tutto e il calcio prende un’altra direzione. Le curve cominciano a essere frequentate da altre persone, diventa tutto più aggressivo e si perde la poesia che c’era in passato, quando non succedeva niente. Poi siamo entrati in un’altra era, meno poetica. Per me il romanismo sono due colori: il giallo e il rosso. Sono quartieri come Testaccio, quartieri di una Roma vera di un tempo, dove veramente batteva il cuore giallorosso. Quando ti innamori di una squadra sei quasi te a scendere in campo. È questo il bello di questo sport: ti senti quasi un calciatore, perché sai che il tuo tifo spinge quelli in campo a correre. Per me la Roma è una gran parte di Roma. Poi c’è anche la Lazio, ma io la identifico con la mia città”.

Ultima domanda arriva dal nostro Emanuele Giubilei: Totti definì il tempo con il termine “maledetto”. Il passare degli anni colpisce tutti, ma spesso, dal tempo, rubiamo momenti della nostra vita che rendiamo indelebili e indimenticabili. Ti chiediamo quindi tre immagini che non lascerai mai andare via

La prima volta che andai allo stadio con il mio compagno di banco, Franco, che mi fece diventare romanista anche con dei disegni molto belli che poi mi regalava. Io ancora non avevo una fede calcistica e diventai della Roma proprio per questi regali che mi faceva lui. La prima volta all’Olimpico fu per un Roma-Napoli in cui segnò Manfredini. Ricordo molto bene il campo, un Olimpico completamente diverso da oggi, la grande esultanza per quel gol. Poi dico il secondo Scudetto: quella era veramente un grande Roma, con il grande presidente Viola, la Roma di Falcao, Conti, Pruzzo. Quella fu una giornata meravigliosa. Infine quando sono entrato nello spogliatoio dopo Roma-Parma del 2001. Ero insieme a mio figlio, siamo entrati e abbiamo visto i giocatori che urlavano, festeggiavano, si spruzzavano lo spumante addosso, e Fabio Capello chiuso nel suo stanzino, sudato come non mai e ancora arrabbiato perché dopo l’invasione di campo avevamo rischiato l’annullamento della partita. Lui diceva “Questa città è folle, stavamo perdendo la partita!”. Io l’ho fermato, l’ho abbracciato, bagnandomi tutto perché lui era completamente zuppo, e gli ho detto: “Fabio, Roma voleva Cesare, tu oggi sei Cesare per Roma”. Lui sorrise e appoggiò testa sul tavolo, stremato, perché quell’invasione gli fece veramente temere di perdere la grande vittoria dello Scudetto. Quelli sono stati momenti meravigliosi, ma noi ora dobbiamo guardare avanti: è passato troppo tempo dall’ultimo scudetto, e per questo io sto male quando vedo i campioni della Roma andare via. Speriamo che i problemi ora si risolvano. Noi la Roma la ameremo sempre, anche se dovesse prendere delle bastonate, ma ovviamente speriamo che non debba prenderne più”.

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Veretout: “Curva Sud impressionante. Zaniolo e Fonseca sono importanti”

Veretout: “Curva Sud impressionante. Zaniolo e Fonseca sono importanti”

Il centrocampista giallorosso Jordan Veretout ha parlato al canale Instagram della Roma dove ha risposto alle domande dei tifosi. Il centrocampista giallorosso ha speso parole al miele per l’allenatore, i tifosi, il club ed i compagni di squadra, mandando in visibilio i tanti tifosi giallorossi che stavano seguendo la diretta. Andiamo a vedere cos’ha detto Veretout, motore del centrocampo di Mr Fonseca:

Come va, come stai e come è stato tornare a Trigoria?
Sto bene, sono contento di aver ritrovato Trigoria e i miei compagni. Sono contento di allenarmi con tutti.

La prima volta che hai visto l’Olimpico da avversario cosa hai pensato?
Uno stadio e una curva impressionante. Giocare a Roma, anche da avversario è sempre stata una cosa bella.

Zaniolo ha detto che sei bello!
Anche lui è molto bello (ride n.d.r.). Sono contento per lui, è stato infortunato e sono felice di vederlo sul campo. Spero che tra poco possa tornare con noi in gruppo.

Guarderai la Bundesliga?
Per forza, il calcio mi manca troppo.

C’è una leggenda del calcio francese con cui vorresti giocare?
Zidane, sicuramente. E’ una leggenda per noi francesi. Un grandissimo calciatore e un grande allenatore.

Come è stato segnale il primo gol con la Roma?
Contro il Napoli sì, un calcio di rigore. Nel primo tempo Kolarov aveva sbagliato e per me lui doveva tirare anche il secondo. L’ho guardato e lui mi ha detto di andare.

Quale è lo stadio più bello dove hai giocato?
L’Olimpico è bello, ma anche il Velodrome in Francia è bello. C’è anche quello del Nantes o quello del Saint-Etienne. Per non parlare di quello del Galatasaray, ci ho giocato al mondiale Under 20. Il Bernabeu poi, il Camp Nou, ce ne sono tanti.

Quale calciatore in attività ti piace?
Mi piace molto guardare il calcio e i centrocampisti. Non uno in particolare, però Nainggolan per me è un grande calciatore. Ha fatto bene qua e per me è un esempio, perché qui si è fatto un nome. Quando ci gioco contro mi mette sempre in difficoltà.

Molti vogliono che resti a lungo…
Oggi sono romanista! Mi sento bene a Roma, come la mia famiglia. Nessuno vuole andare via.

Quale è la tua partita più bella giocata con la Roma? Ricordiamo la grande azione con il Bologna…
Ho fatto una bella azione e alla fine abbiamo vinto con il gol di Dzeko su passaggio di Pellegrini. E’ stata una vittoria molto importante.

Cosa hai pensato in quel momento?
Eravamo in dieci uomini e ho pensato che era l’ultima occasione. Dopo aver saltato tre giocatori ho fatto il passaggio decisivo per Pellegrini. E’ una delle mie qualità migliori quelle, ossia prendere palla e inserirmi.

Quanto pesava invece la palla durante il rigore con il Basaksehir?
C’era un clima incredibile, non si sentiva niente. E’ stata un’emozione.

Ti chiami Jordan per Michael?
No, non c’entra nulla (ride n.d.r.).

Stai vedendo la serie The Last Dance?
Mi hanno detto di guardarla, ma ancora non l’ho fatto. Lo farò perché mi piace la storia delle leggende dello sport.

Che serie tv e che film guardi?
In questo momento guardo sempre serie televisive. Credo che Breaking Bad sia la mia preferita, anche Walking Dead, che ancora non ho finito, o Peaky Blinders.

C’è stato un allenatore particolarmente importante per te?
Tutti sono stati importanti. All’inizio, in Francia, ho conosciuto tanti allenatori che mi hanno aiutato. In Italia Pioli mi ha fatto alzare molto il livello. Sono molto contento di avere avuto un allenatore come lui. Anche fuori dal campo è un grande uomo, mi è piaciuto molto stare con lui. Fonseca è un grande allenatore e sento che mi farà crescere molto e che farà crescere molto la squadra. Mi piace come gioca e sono contento di avere un allenatore come lui oggi.

Potevi fare meglio in questi primi mesi con la Roma?
Si può sempre fare meglio. Penso di aver fatto bene, anche se a centrocampo abbiamo avuto tanti infortunati e ho dovuto giocare tutte le partite. Non è semplice mantenere prestazioni costanti. Ho avuto un problemino alla caviglia e ho dovuto stringere denti, ma adesso la mia caviglia sta bene. So che posso fare meglio, in questo periodo ho lavorato per farmi trovare pronto al ritorno in campo e spero di far vedere presto un grande Veretout.

 

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Zaniolo torna in campo e tratta il rinnovo fino al 2025

Zaniolo torna in campo e tratta il rinnovo fino al 2025

Nicolò Zaniolo c’è, in campo e fuori, fieramente vestito di giallorosso. Come si legge su Il Corriere dello Sport, il ragazzo ha ormai definitivamente completato la riabilitazione dopo il brutto infortunio subito al ginocchio nella gara di gennaio contro la Juventus, pertanto può tornare ad allenarsi singolarmente già da oggi e, si spera, in gruppo con gli altri al centro sportivo di Trigoria dal 18 maggio. Mariani, storico chirurgo che salva gambe di calciatori da tantissimi anni ormai, ha scherzato con Zaniolo dicendogli “Non ti voglio più vedere”, il senso naturalmente è che la convalescenza ha raggiunto una fase nella quale non occorrono visite di controllo, ora bisogna andare sul campo e in palestra a lavorare con lo staff della Roma per ritrovare una buona condizione atletica. Se è vero che la quarantena non ha aiutato Zaniolo, che a contatto con i preparatori e i medici della Roma avrebbe potuto farsi seguire meglio, è altresì vero che il ragazzo si è gestito da solo alla grande ed era comunque supervisionato e seguito dallo staff della Roma tramite videochat. Nelle ultime settimane Zaniolo ha ripreso anche a correre sul tapis-roulant, sul terrazzo della sua casa al Torrino, e si prepara a ricominciare gli allenamenti sul campo. Una volta a Trigoria potrà svolgere per intero il lavoro atletico e poi, per gradi, riprendere contatto con il pallone. Finora si è esercitato soltanto con le palline leggere, per mantenere dimestichezza con il mezzo senza stressare la gamba.

Se la Serie A dovesse ripartire è probabile che Fonseca potrà utilizzarlo per metà o fine luglio, quando il campionato starà per terminare; esattamente un girone dopo l’infortunio, quando si fece male contro la Juventus, ed è proprio contro la Vecchia Signora che potrebbe tornare in campo Nicolò Zaniolo. Sarà impossibile, invece, vederlo in Europa League dato che la Roma a fine gennaio lo aveva rimosso dalla lista per inserire Carles Perez. Una volta terminata la stagione, la società giallorossa e il procuratore del giocatore, Claudio Vigorelli si concentreranno sul contratto: la Roma è intenzionata a prolungarlo fino al 2025.

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Mariani: “Zaniolo? Ginocchio guarito, in campo in estate”

Mariani: “Zaniolo? Ginocchio guarito, in campo in estate”

Il professor Pierpaolo Mariani giovedì ha visitato per l’ultima volta Nicolò Zaniolo, dichiarandolo clinicamente guarito. Il prof. Mariani operò Nicolò Zaniolo a gennaio, dopo l’infortunio subito nella partita contro la Juventus, ed è da quel giorno che il CT Mancini, il giocatore stesso ed i tifosi romanisti aspettano la notizia che adesso è finalmente arrivata: Nicolò Zaniolo tornerà in campo, e lo farà in questa stagione.

in una dichiarazione rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il professor Mariani ha confermato che: “Il ginocchio è guarito e non ho nemmeno più bisogno di visitarlo. Coronavirus permettendo tornerà presto a disposizione dello staff tecnico della Roma. Se il campionato dovesse riprendere a giugno, come tutti speriamo, l’ultima giornata prevederebbe la Juventus a fine luglio. Ecco, Zaniolo potrebbe essere in campo per quella data, anche solo per qualche minuto”.

Dunque Nicolò Zaniolo c’è, può tornare in gruppo ad allenarsi con lo staff della Roma (dal 18 maggio?), ma non sono solo la Roma ed i suoi tifosi che aspettavano questa notizia. Tra le persone interessate alle condizioni fisiche di Nicolò Zaniolo c’è sicuramente il CT Roberto Mancini, che due giorni fa a Il Corriere dello Sport aveva dichiarato che: “Avevamo seguito Zaniolo durante l’Europeo U19, a quel tempo era giovane. Si vedeva la qualità. Con lui c’erano anche Tonali, Kean e diversi giocatori bravi. Poi mi son detto ‘Proviamolo’. Nonostante fosse giovanissimo, si vedeva che aveva personalità e forza. La Roma poi è stata brava a farlo giocare. Zaniolo fra due-tre mesi sarà pronto, per agosto-settembre ci sarà. Spero di arrivare agli Europei con tutti in forma”.

Sempre a Il Corriere dello Sport, durante un’intervista qualche giorno fa Nicolò Zaniolo aveva voluto ringraziare il professor Mariani per tutto ciò che ha fatto: Il professor Mariani:Ciao Nicolò, so che stai benissimo. I medici della Roma mi dicono ottime cose sul recupero delle tue condizioni, prima o poi spero di rivederti. Anche perché sei un ragazzo grintoso che è riuscito a farsi spostare gli Europei e la fine della stagione”. Zaniolo risponde a Mariani: “Mi ricordo ancora la sera di Roma-Juve e mi aveva detto che il ginocchio era rotto, avevo gli occhi pieni di lacrime e lui mi aveva capito. Mi è sempre stato vicino, anche dopo l’operazione veniva 2-3 volte al giorno per darmi conforto. Se tutto va bene è anche grazie a lui”.

 

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Roma, Under cercato in Italia e all’estero: tenerlo o farci plusvalenza?

Cengiz Under sarà tra i pezzi sacrificabili sul prossimo mercato per ottenere plusvalenza preziose. Il turco non ha reso come ci si aspettava negli ultimi mesi, ma ha ancora un discreto mercato vista l’età (22 anni) e le doti tecniche innegabili. Fonseca però preferisce Kluivert e in futuro vuole lanciare Carles Perez che almeno dal punto di vista caratteriale sembra avanti rispetto a Under.

All’estero
In prima fila per Cengiz c’è l‘Everton di Ancelotti. Carletto è un grande estimatore del turco dai tempi del Napoli e lo vede bene nel suo schacchiere offensivo. La Roma qualche mese fa ha sparato alto (40 milioni), ma ora sa bene di dover abbassare le pretese magari chiedendo in cambio il cartellino di Kean che vorrebbe tornare in Italia. Chi stravede per Under è pure Monchi che lo ha portato in Italia nella sua esperienza alla Roma. Il ds del Siviglia potrebbe fare una doppia richiesta che riguardi sia il turco sia Florenzi di ritorno al Valencia.

In Italia

C’è anche la possibilità che Under possa restare in Italia visto che lo vogliono sia Napoli che il Milan. Con i partenopei potrebbe avvenire uno scambio (non alla pari) visto che alla Roma interessa Hysaj. Il club che si è avvicinato più al turco la scorsa finestra di mercato è stato però il Milan. Lo scambio con Suso non è andato a buon fine, ma in estate i rossoneri hanno intenzione di rifarsi sotto con un’offerta da 20 milioni.

Ma siamo sicuri che alla Roma convengano queste operazioni? Il turco, portato nella Capitale tre estati fa, ha dimostrato grandi qualità ma anche limiti caratteriali, discontinuità e (per quanto riguarda la stagione in corso) problemi fisici. Tuttavia è uno di quei giocatori che può accendere la partita in qualsiasi momento, ha tecnica, velocità e imprevedibilità e il fatto che Fonseca gli preferisca Kluivert ci lascia perplessi, dato che l’olandese non è certo da meno in quanto a incostanza di rendimento e carattere acerbo. Il confronto con i giovani Perez, Zaniolo e lo stesso Kluivert, nonché l’ala protettiva di un giocatore d’esperienza come Mkhitaryan, potranno sicuramente aiutarlo a riprendersi la Roma. Inoltre, se pensiamo che Under fu acquistato con la prospettiva di rivenderlo come potenziale campione, 20 milioni di euro (cash oppure ammortizzati con contropartite come Suso e Hysaj) non sembrano certo una cifra allettante; tanto vale a questo punto tenerlo e puntare su di lui come base per il futuro dei giallorossi.

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Vigorelli: “rinnovo Zaniolo? non è il momento di parlarne”

Vigorelli: “rinnovo Zaniolo? non è il momento di parlarne”

Il procuratore di Nicolò Zaniolo, Claudio Vigorelli, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb pietrificando un pochino i tifosi della Roma, almeno inizialmente: “La sua prima parte del campionato è stata fantastica, ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere l’anno prima. Ripartirà da quella straordinaria azione contro la Juve che gli è costata l’infortunio, chiaramente con un finale diverso. Quello sarà il punto di ripartenza. È caduto e adesso si è rialzato. Comincia il conto alla rovescia. Ma niente ansia di ricominciare. Le sfide non spaventano certo Nicolò, uno che a diciannove anni ha esordito contro il Real Madrid. Non è il momento di parlare di rinnovi o situazioni di mercato, bisogna prima tornare alla normalità e superare questo brutto momento dovuto al Covid-19. Poi quanto sarà importante Nicolò per la Roma lo vedremo più avanti, ma oggi non è il momento di parlare di un eventuale rinnovo del contratto o di mercato anche perché Nicolò ha trovato il giusto ambiente per emergere con una società che crede in lui e un pubblico fantastico che lo ha da subito amato. Intanto voglio credere alla ripresa del campionato, mi auguro che si torni in campo. E che tutto avvenga con le dovute precauzioni. Senza forzature che potrebbero risultare dannose”.

Le parole di Vigorelli, dunque, hanno assunto un tono di doccia fredda quando si è parlato del rinnovo di Zaniolo, ma lo stesso ragazzo nella giornata di ieri a SkySport aveva lanciato messaggi d’amore al popolo giallorosso: Totti per me è l’idolo di Roma, il simbolo della città. Calciatori come lui o Daniele De Rossi sono difficili da eguagliare. Mi piacerebbe diventare una bandiera della Roma, anche se in questo momento non devo pensare a questo: il mio unico obiettivo adesso deve essere quello di rientrare in campo e far divertire i tifosi. Vedremo quello che succederà anche se il mio intento è quello di rimanere a lungo a Roma, perchè questa squadra mi ha dato tutto e sono innamorato di questa società.“

 

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Zaniolo:” La Roma è tutto, non ho motivi per andarmene”

Zaniolo:” La Roma è tutto, non ho motivi per andarmene”

Nicolò Zaniolo trascorre l’isolamento al lavoro per recuperare dall’infortunio che lo tiene fermo dal 12 gennaio, consapevole di tutto l’interesse che si è generato intorno a lui. Nonostante ciò non ha intenzione di lasciare la Roma. Di questo e altro ha parlato nel corso dell’intervista al Messaggero. Queste le parole di Zaniolo:

La Roma per me è tutto, mi ha regalato emozioni indescrivibili a partire dall’esordio al Bernabeu. Mi ha fatto esultare, giocare all’Olimpico e sentire amato dai tifosi. Quindi, non vedo il motivo per cui debba cambiare e spero di rimanere qui per tantissimi altri anni.

L’infortunio al ginocchio è stata una bella batosta. Sono riuscito a superarla solo dopo le prime due-tre settimane che sono state molto dure. Il mio carattere non è mai cambiato e sono stato sempre sorridente e felice. Ogni giorno mi do degli obiettivi da raggiungere e superare. Il ginocchio risponde bene, spero di tornare in campo più forte di prima.

Appena ho visto la foto del bambino che giocava con la mia maglia a Milano sono rimasto stupito, contento. La passione per il calcio c’è sin da piccoli e quel bambino la rispecchiava in pieno. Sono orgoglioso che indossasse la mia maglia ed è segno che qualcosa di buono ho fatto e che dovrò continuare così per rimanere nel cuore di questi bambini che hanno grandi sogni. Se lo avessi davanti lo porterei sicuramente a Trigoria per fargli vedere come ci comportiamo e alleniamo. Un piccolo gesto ma credo che lo farebbe molto felice.

L’Europeo? In questo momento è difficile provare emozioni positive perché siamo tutti rinchiusi in casa ed è un periodo molto duro. Di certo poter sperare di nuovo di giocarlo è un’emozione bellissima, voglio riuscire ad arrivarci al 100%.

Sono molto orgoglioso di far parte della famiglia Roma. Sì, perché per me la Roma è davvero una famiglia e lo sta dimostrando in questo brutto momento in cui tutti si stanno aiutando, a partire dalla società fino ad arrivare ai tifosi. Voglio ringraziare tutti, giocatori compresi. Riusciremo a uscire da questo momento per tornare ad abbracciarci di nuovo.”

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Nicolò Zaniolo risponde ai tifosi su Instagram

Nicolò Zaniolo risponde ai tifosi su Instagram

Nicolò Zaniolo è diventato in breve tempo un idolo della tifoseria giallorossa e questo grazie al suo talento brillante, all’affetto dimostrato per la maglia della Roma e alla sua professionalità. Il ragazzo è alle prese col recupero dal brutto infortunio rimediato a gennaio nel match contro la Juventus (rottura del legamento crociato anteriore), ma la pausa forzata per l’esplosione del Coronavirus permetterà al giovane calciatore di recuperare per l’eventuale ripresa tra primavera ed estate dei campionati. La pagina Instagram della Roma e Nicolò Zaniolo quest’oggi hanno fatto una diretta insieme dove il 22 giallorosso si è raccontato rispondendo direttamente alle domande fattegli dai tifosi nei commenti. Queste le sue parole:

Sulle iniziative della Roma contro il Coronavirus
“E’ stata una grandissima cosa. Aiutare lo Spallanzani che era in difficoltà. Grazie ai tifosi siamo riusciti ad arrivare a 500 mila euro. Grazie a Roma e tifosi, si sono dimostrati una famiglia”.

Come stai?
“Ora sta andando tutto molto bene. Mi sento sempre meglio. Faccio gli allenamenti con le video chiamate con il professore. Le stesse cose che facevo a Trigoria faccio a casa. Spero di riprendermi il prima possibile”.

Come funziona la giornata dentro casa?
“Non è cambiata più di tanto. Prima andavo al campo e poi stavo a casa tutto il giorno. Ora mi manca andare al campo, ma dobbiamo aspettare che passi questa brutta situazione. Ho finito i film su Netflix ora (ride, ndr)”.

A Fifa ti arrabbi se prendi te stesso e sbagli? 

“Si lo offendo. Nessuna pietà, ma mi dò sempre comunque la palla”.

Il tuo gol più bello?
“Per me il più bello è stato contro il Napoli. Poi sono tutti belli da ricordare”.

Te li riguardi?
“Si, soprattutto in questo periodo su YouTube e mi emoziono sempre”.

Come si fa a diventare forti come te?
“Basta allenarsi sempre bene e non perdere mai la passione. Se le doti le hai emergi”.

Hai sentito la vicina dei tifosi dopo l’infortunio?
“Si, anche lì devo ringraziarli. Appena mi sono infortunato ho ricevuto migliaia di messaggi e mi si è riempito il cuore. Ho sempre ricevuto belle parole da tutti”.

Serie Tv preferita?
“Ho finito poco tempo fa Elite e mi è piaciuta molto. Ora mi sto concentrando sui film thriller”.

Vi sentite ora tra compagni di squadra?
“Si ci sentiamo e ci scambiamo battute su Whatsapp. Quello più attivo è Spinazzola. Anche Jesus”.

Cosa significa segnare sotto la Sud?
“E’ il sogno di tutti. Ogni giocatore nella Roma penso abbia questo desiderio. Io ho avuto la fortuna e posso spiegare l’emozione. Quando la palla entra non ci pensi neanche, prendi e vai sotto la Sud”.

Come ti sentivi prima che Di Francesco ti dicesse che saresti stato titolare con il Real?
“Quando il mister mi ha detto che avrei giocato ho guardato il soffitto fino a sera. Ero tesissimo”.

Contro il Real riesci a mettere da parte le emozioni?
“E’ dura. Quando sali le scale e vedi 80 mila persone non è facile poi mettere da parte le pressioni. Io sono fortunato perché sono uno che non le patisce molto”.

Il 22 di maglia ha un significato particolare?
“L’ho scelta perché è la data di nascita di mia mamma e perché il mio idolo è Kakà e volevo il suo numero”.

Com’è giocare con Mkhitaryan?
“Miki è un grande giocatore. Mi dà tanti consigli. E’ una persona bravissima fuori e dentro dal campo. In campo è un fenomeno”.

Hai mai pensato di non essere all’altezza?
“No, se alla fine ci sei significa che li puoi starci. Ci sono momenti in cui stai meno bene fisicamente, ma basta tirar fuori il meglio di se stessi”.

La tua emozione più grande con la Roma?
“L’esordio al Bernabeu sicuramente. La doppietta con il Porto anche è un ricordo indelebile”

Con chi ti trovi meglio in squadra?
“Siamo un gruppo molto uniti. Italiani e non. Ci sono poi compagni con cui mi trovo meglio come Pellegrini e Spinazzola, ma sono tutti ben disposti a tenderti una mano. Quest’anno abbiamo un gruppo bellissimo”

Terminate le domande Nicolò Zaniolo si è congedato ringraziando i medici e gli infermieri che stanno lavorando duramente per il Paese, concludendo la diretta salutando i propri tifosi con affetto.

 

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