Milan-Benevento: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Dopo il turno infrasettimanale, la 34° giornata vedrà affrontarsi Milan e Benevento, nel match a San Siro in programma domani 21 aprile alle h. 20.45 I rossoneri vengono dal pareggio esterno per 1-1 rimediato contro il Torino, deciso dai goal di Bonaventura e De Silvestri; mentre le streghe arrivano da un pesante 3-0 contro l’Atalanta, subito tra le mura amiche dai goal di Freuler, Barrow e Gomez.

Le probabili formazioni di Milan-Benevento

Sull’out di destra tornerà titolare Calabria, con Abate che si accomoderà in panchina, mentre Zapata è favorito su Musacchio per affiancarsi a Bonucci. Per il ruolo di prima punta resta in vantaggio Kalinic, anche se potrebbe essere data una chance dal 1′ a Cutrone. Stop per Calhanoglu, pronto Borini. Per quanto riguarda la squadra di De Zerbi, Sagna dovrebbe tornare titolare sulla fascia destra, mentre Iemmello potrebbe guadagnarsi una maglia da titolare. Torna Sandro in mezzo al campo.

Probabile formazione Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Zapata C., Bonucci, Rodriguez; Kessié, Biglia, Bonaventura; Suso, Kalinic, Borini. Allenatore: Gattuso

Probabile formazione Benevento (4-4-2): Puggioni; Sagna, Djimsiti, Tosca, Venuti; Viola, Djuricic, Sandro, Brignola; Diabatè, Iemmello. Allenatore: De Zerbi

Radiocronaca Milan-Benevento

La radiocronaca di Milan-Benevento verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.30.

Dove vedere in TV e streaming Milan-Benevento

Milan-Benevento sarà trasmessa in diretta sia sul digitale terrestre da Mediaset Premium, sul canale Premium Calcio 2, sia sul satellite da Sky, sul canale Sky Calcio 1. La gara sarà visibile in streaming per i soli abbonati delle due piattaforme attraverso Premium Play e Sky Go.




SPAL-Roma: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Il 34° turno di Serie A si aprirà con il match tra SPAL e Roma, in programma alle h. 15.00 di domani 21 aprile al Paolo Mazza di Ferrara. Gli spallini restano a +1 dalla zona retrocessione grazie al punto guadagnato contro il Chievo Verona, nel match terminato a reti bianche. Per quanto riguarda i giallorossi, continua senza sosta la corsa alla Champions League grazie alla vittoria interna conquistata per 2-1 contro il Genoa, vanificata però dai successi di Inter e Lazio.

Le probabili formazioni di SPAL-Roma

Molti rientri per Semplici, che dovrebbe poter contare nuovamente su Kurtic, Schiattarella e Mattiello. Rischio turnover per Paloschi, che potrebbe riposare e concedere una chance da titolare a Bonazzoli. Nella Roma tornerà Fazio dal 1′, così come De Rossi, Nainggolan e Strootman. In attacco, possibile riposo per Dzeko, che resta comunque in vantaggio su Schick. Sugli esterni dovrebbero essere confermati El Shaarawy e Under. Recuperato Perotti, che partirà dalla panchina.

Probabile formazione SPAL (3-5-2): Meret; Vicari, Felipe, Cionek; Lazzari, Kurtic, Schiattarella, Grassi, Mattiello; Paloschi, Antenucci. Allenatore: Semplici

Probabile formazione Roma (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; El Shaarawy, Dzeko, Under. Allentore: Di Francesco

Radiocronaca SPAL-Roma

La radiocronaca di SPAL-Roma verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 14.45.

Dove vedere in TV e streaming SPAL-Roma

SPAL-Roma sarà trasmessa in diretta sia sul digitale terrestre da Mediaset Premium, sul canale Premium Calcio 1, sia sul satellite da Sky, sul canale Sky Calcio 1. La gara sarà visibile in streaming per i soli abbonati delle due piattaforme attraverso Premium Play e Sky Go.

 




Sassuolo-Fiorentina: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Domani alle h. 18.00, andrà in scena il secondo anticipo della 34° giornata di Serie A tra Sassuolo e Fiorentina: il match, in programma al Mapei Stadium, avrà in palio per i viola il sogno europeo, mentre per i neroverdi un allungo in classifica sulla zona retrocessione, al momento distante 6 punti. La squadra di Pioli arriva dalla rocambolesca sconfitta per 3-4 contro la Lazio, mentre i ragazzi di Iachini vengono dall’importantissima vittoria conquistata per 1-0 sul campo dell’Hellas Verona.

Le probabili formazioni di Sassuolo-Fiorentina

Pioli dovrà fare a meno dello squalificato Sportiello, con Dragowski pronto a prendere il suo posto. Il tecnico dovrà rinunciare anche dello squalificato Pezzella: Milenkovic verrà quindi spostato centrale, mentre Laurini occuperà la corsia destra.  Nei neroverdi, Duncan dovrebbe essere confermato a centrocampo, mentre Babacar potrebbe tornare titolare ai danni ancora una volta di Berardi. Confermato Lemos in difesa.

Probabile formazione Sassuolo (3-5-2):  Consigli; Lemos, Acerbi, Peluso; Rogerio, Duncan, Magnanelli, Mazzitelli, Adjapong; Babacar, Politano. Allenatore: Iachini

Probabile formazione Fiorentina (4-3-2-1): Dragowski; Laurini, Milenkovic, Victor Hugo, Biraghi; Dabo, Benassi, Veretout; Chiesa, Saponara; Simeone. Allenatore: Pioli

Radiocronaca Sassuolo-Fiorentina

La radiocronaca di Sassuolo-Fiorentina verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 17.45.

Dove vedere in TV e streaming Sassuolo-Fiorentina

Sassuolo-Fiorentina sarà trasmessa in diretta sia sul digitale terrestre da Mediaset Premium, sul canale Premium Calcio 1, sia sul satellite da Sky, sul canale Sky Calcio 1. La gara sarà visibile in streaming per i soli abbonati delle due piattaforme attraverso Premium Play e Sky Go.




Serie A, ancora molto in palio: campionato competitivo o livello basso?

A cinque giornate dal termine del campionato, la storia della Serie A è ancora tutta da scrivere. Lo Scudetto, la qualificazione alla Champions League, la qualificazione all’Europa League e la corsa alla salvezza sono lotte con i verdetti ancora tutti da decidere. Una della stagioni più avvincenti degli ultimi 10 anni, è sintomo di un campionato molto competitivo o di un livello generalmente basso che non permette a certe squadre di imporsi sulle altre?

Scudetto

Nel caso della corsa alla Scudetto, è evidente che il Napoli abbia scalato un altro gradino rispetto allo scorso anno e abbia raggiunto (forse) il livello della Juventus. La stagione passata, alla 33° giornata di Serie A, i bianconeri avevano accumulato un vantaggio di ben 8 punti sulla seconda in classifica, la Roma; mentre gli azzurri si trovavano in terza posizione a ben 12 punti dalla squadra guidata da Allegri. I soli 4 punti di distacco di questa stagione, con ancora lo scontro diretto da giocare, sono l’emblema dell’escalation che la squadra di Sarri ha compiuto rispetto agli anni passati. Il match in programma domenica contro la società di Torino, potrebbe essere il coronamento del progetto e del sogno napoletano.

Zona Champions League

Per quanto riguarda la qualificazione alla Champions League, analizzando l’andamento di Roma, Inter e Lazio, sembrerebbe che nessuna delle tre squadre riesca e imporre la propria forza sulle altre. Tutte le formazioni hanno avuto almeno una possibilità per acchiappare il terzo posto in classifica e mettere qualche punto di distanza tra loro e le pretendenti: cosa che non è riuscita a nessune delle tre, che adesso si trovano racchiuse in un solo punto e con il rischio di essere escluse dalla partecipazione alla coppa dalle ‘grandi orecchie’. Resta da non escludere che il verdetto si possa decidere solamente all’ultima giornata di campionato, quando Lazio e Inter si sfideranno all’Olimpico.

Zona Europa League

La corsa all’Europa League è capitanata dal Milan, la squadra che forse ha deluso più di tutte durante l’arco della stagione, considerando soprattutto le aspettative di inizio anno. I soli due punti di vantaggio sull’Atalanta e i tre punti in più di Fiorentina e Sampdoria, potrebbero risultare troppo pochi per blindare il 6° posto in classifica. Le vere sorprese di questo campionato potrebbero essere proprio le tre pretendenti: la conferma a questi livelli dell’Atalanta non era assolutamente scontata come si poteva pensare, così come il rendimento dei viola dopo la ‘rivoluzione’ estiva. Infine, i blucerchiati hanno conquistato ben 6 punti in più rispetto alla scorsa stagione e hanno migliorato il rendimento contro le big.

Corsa alla salvezza

In questo caso, è difficile capire se si sia alzato il livello delle neopromosse o se le squadre di Serie A abbiano preso sottogamba il pessimo inizio di Benevento, Hellas Verona e SPAL. Resta il fatto che ci sono ben 7 squadre in 9 punti, con i ragazzi di De Zerbi unici esclusi dalla corsa alla salvezza. Nella stagione 16/17, a questo punto del campionato, c’erano solamente 3 squadre nei 9 punti presi in considerazione per analizzare la zona bassa della classifica di quest’anno. La lotta per non retrocedere potrebbe essere stata alimentata da un mix formato dal difficile ambientamento delle squadre arrivate dalla Serie B, lente nell’acquisire il ritmo della Serie A, e dal preventivo rilassamento di Sassuolo, Udinese, Cagliari, Chievo Verona e Crotone.

 




Roma, sei sconfitte in casa: quali sono i motivi dei tracolli in campo amico?

Bisognerebbe entrare dentro una macchina del tempo e tornare indietro di 70 anni per registrare un rendimento casalingo più negativo di quello di quest’anno da parte della Roma. Solo nella lontanissima stagione del 1947/48 i giallorossi avevano fatto peggio: 8 sconfitte a fronte delle 6 fino ad ora incassate dalla squadra di Di Francesco.
Non si vince senza segnare neanche un goal; più che altro, partite come queste possono finire a reti bianche per entrambe le squadre, sempre se il reparto difensivo è pronto a limare le difficoltà realizzative di quello offensivo.
Se la matematica non è un’opinione, sono proprio i numeri a testimoniare come sia il fattore “goal” a determinare l’attuale crisi della squadra giallorossa: solo 50 le reti fino ad ora segnate. Bottino davvero misero.
Rendimento ampiamente insufficiente se poi lo si paragona a quello delle altre big italiane: con le sue reti la Roma si posiziona sotto alla Juventus (74), al Napoli (66) e alla prima della classe, la Lazio (75).
L’ultima sconfitta casalinga con la Fiorentina deriva proprio da questo aspetto: lo scarso cinismo sotto porta; 25 (tiri) a 0 (goal) è una proporzione allarmante se riferita ad una squadra a quota 60 punti, terza in classifica e ancora in lotta per un posto in semifinale di Champions League.  Un focus sulla gara con la Viola ci mostra come la squadra di Di Francesco sia strettamente Dzeko dipendente. Si deve comunque sottolineare che il ruolo centrale della prima punta negli schemi tattici è diventato ormai un topos del mondo calcistico italiano. Basti pensare, ad esempio, al ruolo di Icardi nell’Inter: dal derby in poi il centravanti nerazzurro è a secco di goal e la squadra, di conseguenza, dei 3 punti. Costruire e disegnare un gioco intorno ad un solo giocatore è un fattore inevitabilmente limitante per il rendimento complessivo del gruppo.
La Roma rimane, comunque, una squadra che nel corso delle partite crea molte occasioni da goal, sprecandone altrettante. Si può dire quindi che il momento no  per i giallorossi risiede più nella testa che nelle gambe: tanti impegni possono condizionare l’aspetto mentale e partite come quella con il Barcellona di mercoledì scorso portano con sè molte fragilità, tra cui anche la cosiddetta sindrome “del braccino corto” di cui sono affetti gli avanti capitolini.
In virtù di una settimana di fuoco, tra Europa e derby, Di Francesco dovrà inevitabilmente sperare nel ritrovato cinismo sotto porta degli attaccanti. In questo senso, sarà fondamentale per il tecnico giallorosso lavorare sulla testa dei propri giocatori: la sensazione è che il compito sia molto più arduo rispetto alle premesse di inizio stagione.




Hellas Verona, le parole di Pecchia nel post partita

Fabio Pecchia, allenatore dell’Hellas Verona, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro il Cagliari: “Torniamo a prendere tre punti, la classifica si accorcia. Una vittoria importante. E faccio i complimenti ai miei ragazzi, non è facile giocare 8 mesi in queste condizioni. Forse questa vittoria è figlia anche delle dimissioni del nostro direttore sportivo Fusco dopo la partita toppata a Benevento. L’obiettivo salvezza è alla nostra portata. Siamo una squadra giovane, abbiamo perso dei pezzi. In questa fase finale di campionato conta molto più la serenità mentale rispetto ai valori – dice il tecnico gialloblu -. Fusco? Io non vedevo il motivo delle sue dimissioni e sono stato contrario. Gli obiettivi erano chiari fin dall’inizio: una salvezza, anche all’ultimo secondo. Il mio rapporto con lui è forte ed è stato un vantaggio per il club. Le condizioni ambientali? Basta venire qui e vivere un po’ la situazione. La squadra però deve rispondere sul campo, tutto quello che c’è fuori fa parte del gioco”.




Chievo Verona, le parole di Maran nel post partita

Rolando Maran, allenatore del Chievo Verona, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Napoli: “Non è andata come volevamo. Abbiamo fatto la gara che dovevamo, stavamo quasi riuscendo a portarla in porto, poi è arrivata la beffa. Abbiamo concesso relativamente poco al Napoli. E’ un periodo che gira così, prendiamo bastonate in situazioni in cui siamo convinti di aver portato a casa il risultato. Contro grandi squadre come il Napoli può capitare, ma resta l’amaro in bocca per la buona prestazione di tutti. Il Napoli nel finale ha provato il tutto per tutto. Ho la sensazione che c’era fallo a nostro favore prima del calcio d’angolo, lì sarebbe finita la partita. Poi nell’ultimo corner vien fuori la parabola di Diawara. Nel calcio ci stanno gli episodi, ma per me quello di Koulibaly è fallo, dà una testata al mio difensore. Rigore? Era una situazione da andare quantomeno a rivedere. Io vedo solo una carezza di Depaoli su Mertens, nessuna trattenuta. E’ un episodio dubbio, bisogna andare a rivedere. L’arbitro non era nelle condizioni migliori. Cambi? Non ho tolto gli attaccanti per non abbassarci troppo, questa poteva essere una cosa determinante in negativo. Il Napoli ha portato a casa la vittoria su un corner che non c’era purtroppo”.

 




La Serie A va a caccia di talenti: ecco cinque baby-top vicini all’Italia

Ultimamente le più importanti società di Serie A si stanno muovendo molto sul mercato estero, ma non si dirigono a caccia di giocatori già affermati; l’ultima tendenza delle nostre squadre, infatti, è quella di seguire i baby talenti del calcio internazionale, in modo tale da acquistarli ad una cifra quasi sempre irrilevante e farli poi giocare nel nostro campionato: così facendo consentono non solo di far crescere (calcisticamente parlando) queste giovani promesse, ma anche di far lievitare il prezzo del loro cartellino.
A proposito di ciò, noi di RadioGoal24 abbiamo stilato un elenco di cinque baby-top vicini all’Italia.

Ante Ćorić

Ante Ćorić è un centrocampista croato classe ’97, attualmente di proprietà della Dinamo Zagabria. Su di lui è forte l’interesse della Roma, che pochi giorni fa sembra aver piazzato il colpo per una cifra intorno ai 12 milioni di euro. Il ds Monchi vuole infatti costruire al tecnico Di Francesco una squadra di tutto rispetto anche per la prossima stagione, e Ćorić sembra essere il giusto regista di centrocampo per il dopo-De Rossi: con la Dinamo Zagabria ha finora disputato cinque stagioni, giocando 133 partite e segnando 22 reti.

Lautaro Martínez

Lautaro Javier Martínez (classe 1997 anche lui) è un attaccante del Racing Club, squadra argentina che milita nella Primera División. Nei giorni scorsi è arrivata l’ennesima conferma riguardo ad un suo possibile ingaggio da parte dell’Inter: sembra, infatti, che la società nerazzurra abbia già firmato un pre-contratto di cinque anni (a causa del Fair Play Finanziario) con il giovane attaccante argentino, in un’operazione vicina ai 30 milioni di euro. Metà della cifra sarà pagata in contanti, mentre la restante parte dipenderà dagli obiettivi stagionali del club di Milano. L’Inter avrà così la possibilità di schierare un tandem argentino in attacco, con il capitano Icardi supportato da El Toro: questo è il soprannome di Martínez, legato al Racing Club dal 2014 e con cui ha giocato 46 partite, segnando 21 goal.

Lovro Majer

Calciatore croato e attuale centrocampista della Lokomotiva Zagabria, Lovro Majer è un classe ’98 ricercato da mezza europa. In estate è stato accostato anche alla Sampdoria, ma poi la trattativa è sfumata e su di lui hanno messo gli occhi numerosi top club: tra questi ci sarebbe anche il Milan, con il ds Mirabelli che sarebbe rimasto incantato dalle capacità del giovane. Majer è già nel giro della nazionale croata maggiore ed è il classico fantasista dotato di buona tecnica, che gioca alle spalle delle due punte: con la Lokomotiva Zagabria ha disputato 54 gare in totale, andando in rete 14 volte.

Manor Solomon

Astro nascente del calcio israeliano, Manor Solomon è un attuale centrocampista del Maccabi Petah Tiqwa, una delle più importanti squadre di Israele. Nato il 24 luglio del 1999, il diciottenne è un jolly d’attacco dotato di grande talento, già al sevizio della nazionale israeliana maggiore: è stato convocato anche per la partita Italia-Israele delle qualificazioni ai mondiali (il 5 settembre del 2017), ma è rimasto in panchina. La Juventus sembra disposta a piombare fortemente su di lui, ma ha davanti a sé due ostacoli: il prezzo a 5 milioni fissato dal Maccabi Petah Tiqwa e la concorrenza raffigurata dal Liverpool.

Justin Kluivert

Giovane promessa del calcio europeo e figlio d’arte (il padre è Patrick Kluivert, ex giocatore di Ajax, Milan e Barcellona), Justin Kluivert è un attuale attaccante dell’Ajax, già debuttante con la nazionale maggiore dell’Olanda. Affacciatosi in Eredivisie la scorsa stagione, il giovane talento ha fatto registrare fino a questo momento 50 presenze con la maglia dell’Ajax, con cui ha segnato 10 reti. Il Napoli del presidente De Laurentiis sta già sondando il terreno su di lui, ed è pronto ad ingaggiarlo in rosa per la prossima stagione: occhio soltanto ai desideri del ragazzo, che ha manifestato più volte il desiderio di voler seguire le orme del padre e andare a giocare nel Barcellona.

 




Non solo Bayern-Sambenedettese: i 5 gemellaggi più strani del calcio italiano

Cosa ci facevano ben cento tifosi del Bayern Monaco alla partita di Serie C tra Sudtirol-Sambenedettese? Come i più appasionati sapranno, Bayern e Sambenedettese sono gemellate dal lontano 2005, quando alcuni esponenti della “Schickeria” (gruppo tedesco appassionato delle realtà calcistiche minori italiane), arrivarono allo stadio per seguire il match Sambenedettese-Napoli, proprio negli anni in cui il club campano era sprofondato in Lega Pro a causa del fallimento. Grazie a un tifoso marchigiano che parlava il tedesco, naque un’amicizia che poi si trasformerà in un gemellaggio solido. Negli anni ci sono state tante dimostrazioni di affetto da entrambe le parti. La più emblematica risale allo scorso anno, quando i tifosi tedeschi omaggiarono la squadra italiana per la promozione in Lega Pro con la scritta “L’amicizia va oltre ogni categoria. Auguri, magica Samb”. Andiamo a scoprire quali sono i gemellaggi più strani del calcio italiano.

Juventus-ADO Den Haag

Il gemellaggio tra i bianconeri e la squadra olandese naque nel lontnao 1988, quando un gruppo di tifosi olandesi assisitì ad una partita di Coppa UEFA tra Juventus e Liegi. Da quel giorno il rapporto si è rafforzato sempre di più, fino ad arrivare a festeggiare il 25° anniversario del gemellaggio: per l’occasione, oltre lo striscione che potete ammirare nella foto qui sotto, un centinaio i tifosi bianconeri sono stati invitati per partecipare ad un match contro il Feyenoord.

Milan-Partizan Belgrado

Il gemellaggio è nato in tempi recenti, quando nel 2012, alcuni tifosi serbi del Partizan Belgrado, hanno assistito al match di Champions League tra Milan e Barcellona. In seguito, i 40+ (il nome della tifoseria) hanno invitato una delegazione di tifosi rossoneri ad assistere all’emozionante derby contro lo Stella Rossa.

Roma-Panathinaikos

Il gemellaggio tra le tifoserie è nato grazie al basket, quando alcuni tifosi romanisti assistirono al match tra la Lottomatica e appunto il Panathinaikos. Al termine della partita, i tifosi delle due squadre sono andate a bere insieme in un pub e hanno stretto un’amicizia confermata poi anche nel calcio, quando la Roma incontrò l’Olympiacos: un numeroso gruppo di Pao viene in sostegno degli ultras capitolini, accompagnandoli allo stadio e dandogli ospitalità nel dopo gara.

Sampdoria-Olympique Marsiglia

Il gemellaggio tra le due tifoserie dura da più di 30 anni, quando alcuni tifosi dell’Olympique Marsiglia vennero a Genova per vedere una partita dei blucerchiati. Lo scorso anno, in occasione del rapporto trentennale, è stata organizzata una vera e proprio festa per ricordare l’anniversario dell’amicizia.

Parma-Bordeaux

L’amicizia naque nel lontano 1998, quando un ragazzo girondino si trasferì a Parma per continuare gli studi ed entrò a bere nel bar dove si riunivano i tifosi ducali. Qualche tempo più tardi, una delegezione di tifosi italiani fu invitata ad asssistere alla finale di Coppa di Francia, al nuovo stadio Saint Denise contro il Paris Saint-Germain. Da quel momento, naque ufficialmente il gemellaggio tra le due tifoserie.




I 5 migliori Juventus-Milan nella storia

“Che cos’è un classico?”
In letteratura viene inteso come qualcosa di bello e di unico, ciò che la storia ha decretato come importante per un determinato gruppo di persone. Tuttavia, può essere anche pensato come qualcosa che ricorre e permane nel tempo, si pensi per esempio ai classici della letteratura greca.
Anche banalmente nel mondo del calcio si sente spesso parlare di questo termine: basti pensare che in Spagna con l’espressione “El Clasico” viene indicata la partita in cui a sfidarsi sono i due club più forti e titolati del paese. La sfida, infatti, viene disputata ogni anno e molto spesso le due squadre si trovano al vertice della classifica, contendendosi fino all’ultimo il titolo di campioni.
In Italia, invece, uno dei pochi match più sentiti nella penisola è senza dubbio quello tra la Juventus e il Milan, che può esser benissimo sentito come un “Clasico” nel mondo del calcio italiano. Non a caso, la partita vede come protagoniste due squadre antitetiche che posso godere la fama di avere moltissimi titoli e sostenitori. Da sottolineare è anche il fatto che giocatori dal calibro di Buffon, Del Piero, Ronaldinho, Beckham e tanti altri hanno vestito le loro maglie.
Ora vediamo in analisi, 5 dei loro più importanti incontri nella storia: il primo avvenne in un amichevole nel lontanissimo 1900 a casa del Milan, a vincere fu proprio il Diavolo che si impose per 2 a 0.
Fu la prima gara tra le tantissime che si sono poi disputate nel corso degli anni. Un’altra stagione da ricordare fu quella dei primi anni ottanta, nella quale la squadra rossonera fu coinvolta nello scandalo del Totonero e si ritrovò in serie B nel 1982, impoverendosi sempre di più. Solo dopo l’arrivo del presidente Silvio Berlusconi, il divario netto che c’era prima tra le due squadre si andò a assottigliare nel tempo. Nel 1988-89 nel Milan di Sacchi c’era un trio-olandese, difficile da dimenticare, quello formato da Gullit-Riikaard e Van Basten, in quell’anno una delle due sfide contro la Juventus si giocò a casa del “Diavolo” e finì con un colossale 4 a 0 per i padroni di casa. Impossibile da dimenticare è la sfida in finale di Champions League del 2003, giocata a Manchester.
La partita fece la storia del calcio: infatti, fu la prima finale valida per la Coppa dei Campioni in cui a sfidarsi furono due italiane. Il match venne vinto dal Milan che sconfisse la “Vecchia Signora” per 3 a 2 sui rigori, dopo lo 0 a 0 ai supplementari. Nel 2001-02 la Juventus vinse lo scudetto nell’ultima gara davanti a Roma e Inter, mentre i rossoneri finirono la stagione piazzandosi al quarto posto in classifica. In quell’anno a Torino la Juventus riuscì ad imporsi in casa per 1 a 0 contro i rossoneri con l’autogoal di Chamot J..
Importante fu anche la sfida del 2005, vinta dalla Juve per 1 a 0. A di là del risultato la partita viene ricordata per un fantastico assist di Del Piero in rovesciata che mise a disposizione di Trezeguet un favoloso cross che si concretizzò con un goal di testa del centravanti.