Inter, le parole di Spalletti nel post partita

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro l’Udinese: “La squadra ha fatto bene, si è allenata bene ed è entrata nel modo giusto, mettendo sul piano del gioco la partita, ne ha preso possesso subito. Poi ha fatto anche gol, bisogna farle i complimenti oggi. Due vittorie non bastano per la matematica? Dico quello che fa comodo a me. Ausilio è uno attento, si fa trovare pronto. Anticipa le situazioni, io ho un altro ruolo, che è quello di finire bene. La squadra è cresciuta nell’ultimo periodo, dobbiamo fare quello che abbiamo fatto oggi anche nelle prossime partite. Nel secondo tempo abbiamo perso qualche pallone di troppo, tornando indietro al nostro difetto, di non essere sempre uguali. Noi siamo così, non dobbiamo essere condizionati, noi siamo quelli lì”.

“Inter senza Icardi? Dipende da chi lo sostituirebbe, è un top player, è un finalizzatore eccezionale. Ha qualità per il gol, sa dove passa la palla, non la va a rincorrere. Sa dove mettersi a capanno per aspettarla, per quel compito lì è il più forte che abbia allenato. Ci vorrebbe di più sul fatto della partecipazione alla manovra, sulla costruzione. Ci si può lavorare, lui ci sta attento e l’ha fatto vedere in questo periodo. Dentro l’area di rigore è micidiale”.

“Il mio futuro? Io non credo niente e non chiedo niente. La dimostrazione di oggi è un’indicazione importante per il futuro dell’Inter. Dobbiamo dare seguito a una forza evidenziata nell’ultimo periodo, ad una mentalità. Essere sempre uguali fa la differenza, se giochi in una squadra normale a volte puoi abbassare e concedere che gli altri si inseriscano, se giochi nell’Inter i cali devono essere numerati, pochissimi. Sennò non si colma la differenza con le prime della classe. La squadra mi sembra cresciuta, non vado a raccontarle delle favole. Quando dici bugie o falsifichi quello che è l’andamento i giocatori ti sgamano subito e diventi ridicolo. A inizio anno abbiamo vinto tante partite, ma questa squadra è cresciuta. Abbiamo giocato un buon calcio, ho sentito tantissimi applausi degli interisti, che hanno visto i calciatori forti. Sanno valutare se una squadra ha un comportamento di quel livello. Oggi avevamo un centrocampo tutto tecnico, era un piccolo vantaggio. Brozovic, Rafinha e Borja hanno la possibilità di un triangolo stretto, di fare possesso anche nel traffico”.




Il punto sull’Hellas Verona: news, mercato e ultime dai campi

La situazione:

In queste restanti tre giornate di campionato l’Hellas Verona si gioca le ultime possibilità di salvezza. La squadra veneta si trova al penultimo posto in classifica, a -6 dal Chievo e a -7 dalla Spal. Nel prossimo match di Serie A i ragazzi di Pecchia saranno ospitati dal Milan a San Siro, in una gara che inciderà moltissimo sulle sorti in campionato dei gialloblu. La partita si giocherà sabato 5 maggio alle ore 18.00.

Il mercato:

In casa Hellas continua a tenere banco il nome di Gustavo Cipriano. Il difensore centrale del Santos, contattato nel mercato invernale, resterà un obiettivo anche nella prossima sessione estiva. L’offerta a gennaio consisteva in un prestito con diritto di riscatto, che però non aveva convinto né il 17enne né il club propietario del cartellino.
In uscita continua lo stretto pressing del Siviglia per Verde.

Le ultime dai campi:

In vista della sfida contro il Milan, Pecchia non abbandona il 4-3-3. Nonostante il recupero di Kean, in attacco dovrebbero giocare Verde, Cerci e Matos. A centrocampo confermati Romulo e Calvano, ma si ferma Valoti: al suo posto ci sarà Fossati, in vantaggio su Zuculini. In difesa Vukovic e Caracciolo saranno i difensori centrali, mentre Ferrari e Fares agiranno sulle fasce. Problemi anche per Nicolas, ma per andare in porta è pronto Silvestri. Tra i diffidati ci sono Buchel, Lee e Petkovic, che in caso di giallo salterebbero la prossima sfida contro l’Udinese.




Panchine girevoli in Serie A: ha senso cambiare allenatore a poche giornate dalla fine?

Il campionato di Serie A 2017/2018 sta per chiudersi e siamo a sole tre giornate, dalla fine della stagione. Le situazioni in classifica non sono ancora definite e tutto, è ancora in gioco: i primi due posti saranno sicuramente occupati dalle due squadre che si contendono il campionato, Juventus e Napoli rispettivamente prima e seconda; la zona Champion’s League invece si sta pian piano definendo, poiché Lazio e Roma hanno vinto l’ultima gara disputata, mentre l’Inter è stata sconfitta dalla Juventus durante gli ultimi minuti di gioco. Le romane sono appaiate a 70 punti mentre i nerazzurri si trovano quattro punti sotto e al quinto posto; la corsa all’Europa League sta diventando una lotta a due tra Atalanta e Milan; in zona retrocessione cinque squadre sono a rischio nell’arco di tre punti: Udinese e Crotone a 34 punti, Cagliari a 33, SPAL 32 e Chievo a 31. Proprio di queste squadre a rischio retrocessione, si sta parlando negli ultimi giorni. Più precisamente degli allenatori di Udinese, Cagliari e Chievo, che hanno subito un calo drastico di forma fisica durante la seconda parte del campionato. Le panchine di queste tre squadre scottano e già sono avvenuti degli esoneri per cercare di terminare al meglio la stagione. Ora valuteremo infatti se sarà utile il cambio in panchina e se avverrà la scossa all’interno dello spogliatoio, anche a poche giornate dal termine.

Udinese (Oddo -> Tudor)

La situazione dell’Udinese è alquanto preoccupante, poiché non riesce a trovare la vittoria da ben tre mesi. L’ultima vittoria infatti risale precisamente al 28 gennaio, con la vittoria per 0-1 in casa del Genoa; dalla partita successiva fino ad ora ha guadagnato soltanto due punti: il pareggio con il Milan per 1-1 prima della serie di undici sconfitte, terminata proprio nella gara di campionato appena trascorsa, grazie al pareggio per 3-3 con il Benevento. Il tecnico Massimo Oddo, aveva iniziato benissimo la sua avventura friulana, con una striscia di vittorie che stava facendo impallidire le squadre di alta classifica. Poi però, il percorso sulla panchina dell’Udinese è diventato incredibilmente tortuoso e la sconfitta casalinga nel match salvezza contro il Crotone ha sentenziato la fine del rapporto con i bianconeri. Ancora una volta l’allenatore si ritrova a dover fare i conti con l’immagine di guida tecnica dalle ottime idee ma dalla scarsa realizzazione. Eppure, l’esonero maturato con l’Udinese, nasconderebbe anche interessanti retroscena riguardanti incomprensioni di natura tecnico-tattica con la società. Fonti vicine all’allenatore avrebbero infatti palesato una situazione non tesissima ma certamente impossibile da definire idilliaca tra Oddo e l’Udinese. Al di là dei risultati sicuramente negativi delle ultime settimane, i primi attriti tra tecnico e dirigenza sarebbero nati in seguito ad alcune incomprensioni durante la sessione invernale di calciomercato. Nello specifico, Oddo avrebbe fatto un paio di richieste che sarebbero state disattese dalla società, ovvero l’acquisto di un attaccante per ovviare agli infortuni di Lasagna e la non cessione di Bajic, che il tecnico avrebbe voluto lanciare presto titolare poiché aveva notato significativi miglioramenti nel ragazzo in allenamento. La società, però, si è rivelata essere di diverso avviso su entrambe le questioni: in attacco non solo Bajic è stato ceduto al Basaksehir,  ma al suo posto non è poi arrivato nessun giocatore in sostituzione. Inoltre, proprio mister Oddo avrebbe lasciato intendere come la proprietà non fosse esattamente vicinissima alle necessità del club e si fosse rivelata maggiormente interessata alle vicende del Watford. L’ex giocatore di Milan e Lazio avrebbe poi avuto problemi con la dirigenza anche per quanto riguarda la situazione del ritiro, tanto chiacchierata negli ultimi giorni di permanenza all’Udinese. La proprietà avrebbe spinto infatti per mandare i calciatori in ritiro, mentre Oddo si sarebbe battuto fortemente per evitare che questo accadesse, dato che l’allenatore riteneva la soluzione sbagliata a livello psicologico. Paradossalmente, però, proprio i giocatori avrebbero “condannato” l’allenatore, mostrandosi poco capacitivi nei suoi confronti e addirittura indifferenti alla sua maniera di vedere il calcio, preferendo prendere altre strade durante le partite. Tutti questi fattori avrebbero dunque scatenato un mix di insoddisfazione e cali di tensione, con la conseguenza di risultati non all’altezza e un periodo nerissimo culminato con il suo esonero. Per l’allenatore si tratta già della seconda avventura terminata prematuramente in Serie A, dopo quella della scorsa stagione a Pescara. L’Udinese cercherà senza di lui un’inversione di tendenza, per non arrivare ad un finale di stagione, calcisticamente tragico e assolutamente inatteso. Ecco quindi che la dirigenza ha posto le sue scelte sull’ex giocatore della Juventus, nonché ex allenatore del Galatasaray, Igor Tudor. Il neo tecnico ha conquistato il pareggio in casa del Benevento, già retrocesso matematicamente in Serie B, con un rocambolesco 3-3. Infatti i friulani si sono portati sullo 0-1, raggiunti subito dopo 10 minuti, e superati per 2-1 al 76°. I mostri delle partite precedenti sembravano essere dietro l’angolo, quando la doppietta di Lasagna cambia tutto in un minuto ribaltando addirittura il risultato 2-3. La beffa però è arrivata al 90° minuto con il primo gol in Serie A di Sagna, lasciando l’amaro in bocca ad una squadra che ha voglia di rialzarsi. Vedremo quindi durante le prossime giornate di campionato, se sarà stata una questione di squadra contro allenatore o di qualità tecnica dei giocatori, sperando di non vedere l’Udinese tra le tre squadre che retrocederanno.

Cagliari (Lopez)

Il Cagliari viaggia in acque pericolose e si trova a solo due distanze, dalla zona retrocessione. Nelle ultime dieci partite, i sardi sono riusciti a portare a casa soltanto otto punti su trenta disponibili, mettendo a serio rischio la situazione della squadra in classifica. L’ultima partita giocata, ha segnato in definitiva i piani della società isolana, che dopo la pesante sconfitta a Genova contro la Sampdoria per 4-1, avevano intenzione di esonerare il tecnico  Lopez. La presidenza della società si era presa una notte di riflessione per capire quale soluzione fosse migliore, per il futuro della squadra. I rossoblù avevano tre alternative in casa: Beretta (responsabile delle giovanili), Rastelli e Legrottaglie, ancora sotto contratto dopo l’esonero di ottobre. Alla fine il presidente Giulini ha scelto di andare avanti con Lopez: evidentemente è rimasto convinto del fatto che solo il tecnico che conosce bene la squadra possa risolvere la difficile situazione. Per il Cagliari ci saranno tre gare fondamentali nelle prossime settimane, a partite dal posticipo in casa con la Roma di domenica 6 maggio, alla quale seguiranno le gare con la Fiorentina fuori casa il 13 maggio e l’Atalanta, nell’ultima partita del campionato. L’obbiettivo è uno ed unico per tutti nella società, la vittoria che varrebbe la tanto attesa salvezza nella massima serie. Probabilmente il tecnico uruguaiano la prossima stagione non siederà ancora sulla panchina del Cagliari, a prescindere dall’esito finale di questo campionato. Vedremo quindi nelle prossime ed ultime tre giornate di campionato, se squadra ed allenatore, saranno sulla stessa frequenza d’onda per riuscire a conquistare l’obbiettivo primario.

Chievo Verona (Maran -> D’Anna)

È costata cara a Rolando Maran la sconfitta contro la Roma all’Olimpico. Il Chievo Verona ha infatti deciso di esonerare il tecnico trentino, scegliendo al suo posto Lorenzo D’Anna, attuale allenatore della Primavera. Decisione con tempistiche davvero strane quella del Chievo, che già era andato vicinissimo all’esonero di Maran dopo il ko di Napoli, quando la squadra andò a un passo dal colpaccio al San Paolo, salvo inchinarsi a Diawara all’ultimo minuto di recupero. Decisione presa, poi rimangiata. Fino a quella odierna, definitiva, ma arrivata a causa di una sconfitta con quella che è pur sempre una squadra con 40 punti in più in campionato e semifinalista di Champions League. Il Chievo prova quindi a dare una scossa all’ambiente in quella che sarà la settimana decisiva della stagione, ovvero quando domenica prossima a Verona arriverà il Crotone di Zenga in un autentico spareggio salvezza. Maran lascia così la panchina del Chievo dopo 4 stagioni: il tecnico aveva iniziato nell’ottobre del 2014 subentrando in corsa all’esonerato Corini. Dopo aver raggiunto la salvezza con cinque giornate di anticipo, a maggio del 2015 aveva firmato un triennale con opzione per altri due anni. La stagione successiva aveva ottenuto uno splendido nono posto in classifica, così come anche nella scorsa stagione il Chievo aveva raggiunto una salvezza in carrozza. In questa stagione invece le prime e autentiche difficoltà, specie nel girone di ritorno: dal 3 dicembre ad oggi infatti, in un totale di 21 partite il Chievo ha colto solo 2 vittorie e 5 pareggi, per un drammatico totale di 11 punti che di fatto sono costati a Maran il posto e alla squadra un risucchio verso la lotta salvezza a cui non era quasi più abituata.

Le squadre che hanno cambiato la loro guida tecnica potranno avere risvolti positivi nello spogliatoio, per unirsi tutti alla lotta contro la retrocessione. Di solito le squadre che hanno cambiato l’allenatore, sono riuscite a raggiungere l’obbiettivo della salvezza, soprattutto se la situazione all’interno della squadra, era di un serio conflitto tra giocatori e tecnico. Spesso è capitato, che i giocatori volontariamente cambiassero il loro rendimento in partita ai danni del tecnico, proprio per far capire alla dirigenza che qualcosa non andava nel giusto modo. Oppure potrebbe accadere, che i problemi derivino soltanto dalla qualità dei giocatori in rosa, probabilmente non all’altezza di questo campionato: ad esempio è il caso della rosa del Benevento, prima che fosse rinnovata durante il mercato di gennaio. La squadra campana infatti, dopo la sessione di mercato è sembrata rinata tatticamente, infatti ha ottenuto buoni risultati in alcune partite, esprimendo un buon gioco. Ma ciò nonostante non ha raggiunto i punti necessari per la salvezza nella massima serie, condannando il Benevento all’unica certezza che abbiamo finora nel nostro campionato: la retrocessione. Vedremo allora nelle prossime tre giornate, cosa ci racconteranno i risultati delle tante gare che saranno decisive sia per le zone alte che per le zone basse di un campionato tra i più aperti in tutta Europa.




Milan, le parole di Gattuso nel post partita

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky “Sport al termine del match contro il Bologna: “Oggi non è stata facile, anche durante il lavoro in settimana. Dopo la sconfitta contro il Benevento non era facile venire qua a fare punti fuori casa. Bisogna però riflettere sul perchè tante volte non chiudiamo le partite, anche oggi abbiamo rischiato di rovinare tutto. Un calo dopo la firma del contratto? Nel mondo del calcio all’improvviso puoi passare da avere gli occhi azzurri e i capellio biondi a diventare Gargamella. A livello mentale sappiamo che dobbiamo migliorare, io e i giocatori. Anche io posso fare degli errori di inesperienza. La stagione? A livello di condizione non siamo la massimo, abbiamo cominciato prima di tutti e ne stiamo risentendo. Sicuramente a qualche giocatore non starò simpatico, magari vorrebbe darmi una capocciata in bocca quando parlo, ma non lo fa per rispetto. A me non interessa cosa pensano i giocatori, voglio portare il mio lavoro al termine. Ci voglio mettere la faccia e assumermi le mie responsabilità. Io non posso piacere a tutti, lo so ma non mi interessa. Sento tante chiacchere da bar, per questo sono un po’ nervoso.”




Sassuolo, le parole di Iachini nel post partita

Giuseppe Iachini, allenatore del Sassuolo, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro il Crotone: “Venivamo da otto risultati utili consecutivi, abbiamo eguagliato il record del Sassuolo in Serie A. Oggi dovevamo partire forte e avere la stessa determinazione delle partite scorse. Invece il Crotone ha sbloccato subito la partita e la gara ha preso una piega difficile. Peccato perchè non siamo riusciti a fare quello che avevamo preparato. Nel secondo tempo abbiamo reagito, ma quando sei in svantaggio, devi essere più cinico e cercare di far gol, non ci siamo riusciti”.




Le migliori imprese-salvezza nella storia della Serie A

Mancano quattro giornate alla fine del campionato e la lotta per non retrocedere in Serie B è ancora apertissima. A parte il povero Benevento, che ha già dovuto dire addio alla Serie A, sono sei le squadre che si giocheranno le ultime carte disponibili per potersi salvare: Cagliari, Udinese, Chievo, Crotone, Spal e Hellas Verona. Se lassù, dunque, Juventus e Napoli se le stanno suonando di santa ragione, in zona salvezza la situazione non è da meno, tanto che questo finale di stagione sta assumendo i contorni di uno dei più entusiasmanti degli ultimi anni. Non possiamo dire con certezza quali di queste squadre abbiano più chance di farcela, anche perché sarebbe un azzardo, ma soprattutto perché nel corso del tempo ci sono state vere e proprie imprese calcistiche nel nostro campionato, in cui club senza un briciolo di speranza sono riusciti ad agguantare un’insperata permanenza in Serie A.

Crotone (stagione 2016-2017)

Nello scorso campionato si parlava di un Crotone spacciato e di un discorso salvezza già chiuso a gennaio, con Palermo ed Empoli pronte a festeggiare la salvezza con largo anticipo. Ma la realtà è un’altra e sappiamo tutti come è andata a finire: i calabresi chiudono il girone d’andata all’ultimo posto con 9 punti, effettuando un sorpasso da cardiopalma sulle dirette concorrenti e trovando la meritata gioia nelle ultime giornate di campionato. Merito va dato soprattutto alla società, che in quella stagione ha sempre difeso l’operato di Nicola, la cui determinazione e costanza nel lavoro hanno creato le basi per poter pianificare una rimonta alla quale non credeva nessuno. Dal 19 marzo 2017, giorno della sconfitta con la Fiorentina in casa, il Crotone inizia la sua marcia verso la salvezza: il via alla rimonta viene dato dalla vittoria sull’Inter per 2-1, con doppietta di Falcinelli. Una volta raggiunta la salvezza, Nicola mantiene le promesse e percorre la tratta Crotone-Torino in bicicletta, sostenendo tra l’altro anche iniziative relative alla riapertura dell’aeroporto di Vigone, sua città di origine.

Sassuolo (stagione 2013-2014)

Nella stagione 2013-2014, anno dell’esordio in Serie A, il Sassuolo parte veramente male. Nelle prime sette giornate i neroverdi riescono a raccogliere soltanto 2 punti, mentre da dicembre in poi la squadra prima di Di Francesco e poi di Malesani racimola la miseria di 3 punti in dodici giornate, ottenendo undici sconfitte e una vittoria (quella del 4-3 contro il Milan, con il poker di Berardi che sancì l’esonero di Allegri). Alla ventisettesima giornata il Sassuolo si ritrova ultimo in classifica con 17 punti, a quattro lunghezze di distanza dalla zona salvezza. Date le circostanze, il presidente Squinzi esonera Malesani ed effettua un ultimo disperato tentativo, richiamando Di Francesco sulla panchina emiliana: il tecnico abruzzese riesce a far ricompattare la propria squadra e a fine stagione le consente di piazzarsi al quartultimo posto, davanti a Catania, Bologna e Livorno, condannate invece alla Serie B.

Cagliari (stagione 2012-2013)

Quello 2012-2013 è un campionato travagliato per il Cagliari. I rossoblu non iniziano al meglio la stagione e chiudono il girone di andata con un distacco di 4 punti dal Pescara. Il presidente Cellino decide così di esonerare Ficcadenti e di chiamare sulla panchina sarda una vecchia bandiera cagliaritana: Ivo Pulga. Nonostante un inizio positivo, in cui arrivano quattro vittorie consecutive, nelle seguenti otto giornate la squadra ottiene soltanto due punti. Il 6 gennaio 2013, inoltre, i sardi perdono per 2-1 contro la Lazio e stabiliscono il record negativo di sconfitte consecutive, che raggiunge quota sei. Nel mese di febbraio la vittoria sulla Roma per 4-2 e il pareggio contro il Milan per 1-1 fanno si che il Cagliari cominci ad allontanarsi dalla zona retrocessione. Nemmeno l’arresto del presidente Massimo Cellino (avvenuto il 14 febbraio, con le accuse di peculato e falso ideologico) incide sui risultati della squadra, che nel girone di ritorno ottiene 15 risultati utili consecutivi. Il 5 maggio il pareggio per 0-0 contro il Chievo, unito alla sconfitta del Palermo contro la Juventus, regala l’aritmetica salvezza con tre domeniche di anticipo. La realizzazione di quella bellissima impresa è anche merito dell’esplosione di Marco Sau, che al suo esordio in Serie A realizza 12 reti.

Catania (stagione 2009-2010)

La stagione 2009-2010 è la tredicesima in Serie A per il Catania, che però non inizia nel migliore dei modi: nelle prime tre gare di campionato arrivano altrettante sconfitte, e il primo punto arriva alla quarta giornata nel pareggio casalingo contro la Lazio. L’8 dicembre 2009, dopo quindici giornate in cui il Catania ha raccolto solo 9 punti e si trova ultimo in classifica, viene esonerato il tecnico Atzori e viene ingaggiato Sinisa Mihajlovic, che contribuisce ad un cambio di rotta immediato della sua squadra. Il tecnico serbo riesce a vincere contro la Juventus a Torino, dopo 46 anni senza vittorie in casa dei bianconeri, e ottiene due vittorie fondamentali contro Lazio e Roma, con le quali permette ai catanesi di uscire definitivamente dalla zona retrocessione. I successi di quella seconda parte di stagione sono frutto anche delle buone prestazioni di Maxi Lopez, acquistato a gennaio e diventato capocannoniere della squadra, con undici goal messi a segno in sei mesi.

Chievo (stagione 2008-2009)

Il Chievo nella stagione 2008-2009 riesce a compiere un vero e proprio miracolo. La squadra veronese non inizia bene il campionato, tanto da ritrovarsi con soli 9 punti al termine del girone d’andata. Agli inizi di novembre, dopo un 3-0 rimediato in trasferta contro il Paermo, Iachini viene sostituito da Di Carlo e tale operazione segna la svolta per i gialloblu, che cominciano a risalire la classifica in maniera progressiva. Nell’ultima giornata di andata viene sconfitto il Napoli, mentre nel 30° turno arriva lo spettacolare pareggio per 3-3 in casa della Juventus, in cui Pellissier segna una fantastica tripletta a Buffon. Nella seconda parte di campionato il Chievo ottiene 28 punti in 21 partite e chiude la stagione con 38 punti, staccando la zona retrocessione di quattro lunghezze.

 

 




Sampdoria, le parole di Giampaolo nel post partita

Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match contro la Lazio: “La prestazione di oggi? Molle no, Lazio molto più forte rispetto alla Samp. Il risultato ci dà fastidio, ma non per le differenze, gli ultimi due gol li abbiamo regalati. Sapevamo a cosa andavamo incontro, nei particolari siamo venuti meno. Il nostro percorso non è finito e domenica è un’altra partita. Veniamo da 7 punti, è un campionato difficile ed equilibrato. La Samp non è partita per arrivare in Europa League. Spaventati? Non l’abbiamo giocata con entusiasmo, la Lazio ha due marce in più ed è anche molto competitiva per i primi posti. Il rammarico è aver perso quattro gol. A quattro giornate dalla fine si spinge comunque. Andersen? E forte, diventerà un giocatore forte. L’ho fatto giocare perchè sono queste partite che può dimostrare e maturare esperienza. Ha il motore del calciatore da grandi club. Ramirez? Oggi è difficile la squadra singolarmente, la Lazio ti fa muovere poco. Nel secondo tempo siamo anche venuti fuori perché la Lazio è un po’ calata. C’è chi fa meglio e chi fa meno bene, ma il mio obiettivo è cercare di stare in ballo fino all’ultima di campionato. Sapevamo che poteva essere una domenica particolare:”

 




Napoli, 3 mosse per l’impresa in casa della Juventus

Domenica sera, alle h. 20.45, andrà in scena il big match di Serie A tra Juventus e Napoli, in programma allo Stadium di Torino. I partenopei inseguono il sogno Scudetto, alimentato dal pareggio dei bianconeri contro il Crotone e della vittoria degli azzurri sull’Udinese di Oddo: adesso, la distanza tra le due formazioni, è tornata a misurare 4 punti. Considerando anche il calendario, molto più complicato per la squadra di Allegri che dovrà giocare contro Inter e Roma nelle ultime cinque giornate di campionato, l’impresa partenopea non è poi così utopica. Ma come si fa a battere la Juventus a Torino?

Attaccare le vie centrali

La partita contro il Real Madrid, così come quella contro la Sampdoria, possono essere esempi emblematici di come si possa mettere in difficoltà la squadra bianconera. Nonostante i Blancos giochino molto sulle fasce, la squadra di Allegri è andata in crisi non appena gli spagnoli hanno cominciato a giocare nello stretto e tra le linee, come si può ammirare nell’1-0 e nel 3-0 del Real. Attaccare e puntare direttamente i centrali difensivi, non nel pieno della fiducia e forse scoraggiati dalle recenti uscite, potrebbe essere la mossa vincente. Degna di nota è sicuramente la vittoria per 3-2 della Sampdoria, che senza giocare sugli esterni, ma attaccando gli spazi centrali con le due punte e il trequartista, è riuscita nell’impresa di battere l’armata juventina.

Difesa solida

Negli ultimi 10 scontri diretti, tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa, il Napoli ha subito almeno un goal dalla Juventus. L’ultima porta inviolata risale alla stagione 2013/14, quando i partenopei riuscirono a battere i bianconeri per 2-0 al San Paolo, grazie ai goal di Callejon e Mertens. Questa potrebbe essere la volta buona, grazie anche alla solidità difensiva che Sarri è riuscito a trasmettere alla squadra: infatti, l’anno scorso a questo punto della stagione, il Napoli aveva subito 35 goal, e cioè 12 in più rispetto a quest’anno. Cercare di non subire goal dalla Juventus, è il primo passo per arrivare alla vittoria.

Milik o Mertens?

L’ultima mossa la deve azzeccare Sarri. La difficile scelta che si prospetta all’allenatore toscano, potrebbe essere la chiave decisiva della partita. Chi giocherà nel ruolo di prima punta? Milik o Mertens?
Il polacco è molto più in forma del belga: l’ex Ajax, dopo il rientro dall’infortunio, ha già segnato due goal decisivi contro Chievo Verona e Udinese. A favore del 30enne ex PSV, c’è sicuramente la tattica. Sarri è diventato uno dei migliori allenatori d’Italia dopo aver scovato il talento da prima punta del belga che, senza dare punti di riferimento, a messo a ferro e fuoco tutte le difese di Serie A.




Udinese-Crotone: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Domenica 22 aprile, alle h. 15.00, si sfideranno Udinese e Crotone, in un match quasi decisivo per la permanenza in Serie A. Pessimio momento per i bianconeri, che arrivano da 10 sconfitte consecutive: l’ultima rimediata nel turno infrasettimanale al San Paolo, nella partita persa per 4-2 contro il Napoli. Meglio la squadra di Zenga, che con il miracoloso pareggio ottenuto contro la Juventus, resta a 1 punto dalla zona salvezza.

Le probabili formazioni di Udinese-Crotone

Match decisivo per Oddo, che potrebbe essere esonerato in caso di sconfitta. Potrebbe rientrare Fofana tra i titolari, ma non è da escludere una conferma di Ingellson, a segno nella partita contro il Napoli. Davanti dovrebbe tornare de Paul, con Lasagna pronto a prendere il posto di Perica. Zenga dovrebbe confermare 10/11 della squadra vista contro la Juventus. L’unico cambio dovrebbe essere il rientro di Ricci, con Diaby verso la panchina.

Probabile formazione Udinese (3-5-1-1): Bizzarri; Nuytinck, Danilo, Samir; Larsen, Behrami, Jankto, Fofana, Adnan; de Paul; Lasagna. Allenatore: Oddo

Probabile formazione Crotone (4-3-3): Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Barberis, Stoian, Mandragora; Ricci, Simy, Trotta. Allenatore: Zenga

Radiocronaca Udinese-Crotone

La radiocronaca di Udinese-Crotone verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 14.45.

Dove vedere in TV e streaming Udinese-Crotone

Udinese-Crotone sarà trasmessa in diretta sia sul digitale terrestre da Mediaset Premium, sul canale Premium Calcio 4, sia sul satellite da Sky, sul canale Sky Calcio 5. La gara sarà visibile in streaming per i soli abbonati delle due piattaforme attraverso Premium Play e Sky Go.




Cagliari-Bologna: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Nell’anticipo della domenica, in programma alle h. 12.30, Cagliari e Bologna di sfideranno alla Sardegna Arena nel match Modifica data e or20valido per la 34° giornata di Serie A. Entrambe le squadre devono riscattare le sconfitte rimediate nel turno infrasettimanale: i sardi vengono da un pesante 4-0 rimediato in casa dell’Inter, mentre i rossoblu arrivano dalla sconfitta subita contro la Sampdoria, nel match deciso nel finale da goal di Zapata.

Le probabili formazioni di Cagliari-Bologna

Diego Lopez potrà contare di nuovo su Barella, che prenderà il posto in mezzo al campo di Cossu. In attacco tornerà titolare Pavoletti ai danni di Ceter, mentre la difesa dovrebbe rientrate Ceppitelli al posto di Andreolli. Donadoni dovrebbe accomodare in panchina Crisetig, con Poli pronto a tornare tra i titolari. Così come Palacio (in vantaggio su Destro), che prenderà il posto di Avenatti.

Formazione ufficiale Cagliari (3-5-2): Cragno; Romagna, Ceppitelli, Castán; Padoin, Cigarini, Ionita, Barella, Faragò; Pavoletti, Sau. Allenatore: Lopez

Probabile formazione Bologna (4-3-3): Mirante; Mbaye, Helander, De Maio, Masina; Poli, Dzemaili, Nagy; Verdi, Palacio, Di Francesco. Allenatore: Donadoni

Radiocronaca Cagliari-Bologna

La radiocronaca di Cagliari-Bologna verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 12.30.

Dove vedere in TV e streaming Cagliari-Bologna

Udinese-Crotone sarà trasmessa in diretta sia sul digitale terrestre da Mediaset Premium, sul canale Premium Calcio 1, sia sul satellite da Sky, sul canale Sky Calcio 1. La gara sarà visibile in streaming per i soli abbonati delle due piattaforme attraverso Premium Play e Sky Go.