Inter e Milan pronte a trasferirsi al Sud

Inter e Milan fanno dietrofront per quanto riguarda l’ipotesi di giocare le partite casalinghe lontane da San Siro, in caso di ripresa della Serie A. Come riporta la Gazzetta dello Sport, i due club hanno sottolineato nuovamente che salute e sicurezza vengono prima di tutto, dando la loro disponibilità ed apertura a qualsiasi soluzione arriverà dalla Federcalcio e dalla Lega, anche se questa fosse quella di utilizzare una sede unica nelle aree meno colpite dal virus per disputare le rimanenti partite di campionato. Il presidente federale Gravina aveva detto nei giorni scorsi: “Possibile concludere il campionato senza partite al Nord”. Inizialmente Inter e Milan sembravano avverse a questa possibilità in quanto ritenevano che gli spostamenti avrebbero comportato solamente problemi a livello organizzativo e di costi.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Il calcio è pronto a ripartire dalle semifinali di Coppa Italia

Il calcio è pronto a ripartire dalle semifinali di Coppa Italia

Il calcio sta cercando di capire come e quando ripartire per terminare la stagione; il coronavirus ha bloccato i campionati ma l’idea è sempre stata una: chiudere l’anno calcistico. Tante le ipotesi sul tavolo della Lega Calcio che, negli ultimi giorni, sta seriamente pensando, di invertire l’ordine delle competizioni. Che vogliamo dire? La Coppa Italia prima della Serie A; l’idea, infatti, è quella di tornare a calcare il terreno di gioco con le due semifinali di ritorno, Juventus-Milan e Napoli-Inter, i prossimi ventisette e ventotto maggio. Questo porterebbe la ripresa della Serie A nell’ultimo weekend di maggio. Ipotesi tutta da confermare ma la buona notizia, se possiamo chiamarla tale in un periodo complicatissimo, è che il calcio sta provando a tornare alla normalità.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Calciomercato Atalanta, si valuta la cessione di Castagne

Calciomercato Atalanta, si valuta la cessione di Castagne

Calciomercato – Nell’edizione oggi in edicola de La Gazzetta dello Sport parla del futuro dell’esterno belga dell’Atalanta Timothy Castagne.

L’ex Genk all’Atalanta dal 2017 ha il contratto in scadenza nel 2021 e l’opzione fino al Giugno successivo non è ancora stata esercitata. In previsione c’è un incontro tra la dirigenza della Dea e il procuratore del belga ma si sta valutando anche l’ipotesi di cederlo per non meno di 15 milioni di €, considerando il suo valore assoluto secondo il sito Transfermarkt per evitare minusvalenze. Sembra non filtrare molto ottimismo in chiave rinnovo.

In Italia Fiorentina e Napoli hanno mostrato interesse sull’esterno.

L’ex Genk è divenuto un titolare fisso dell’11 di Gasperini fin dal suo arrivo in Serie A. La scorsa è stata la miglior con la maglia degli orobici con 37 partite giocate con 5 gol all’attivo. Il nazionale belga ha collezionato complessivamente 80 presenze segnando 8 gol.

Il giocatore è rientrato in campo a gennaio dopo uno stop di 6 mesi per l’operazione subita al menisco.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

   

 




Oltre lo stemma: storia e spiegazione del logo dell’Atalanta

Storia

Scopriamo l’origine del logo dell’Atalanta.

L’Atalanta Bergamasca Calcio nasce, come moltissime società italiane ed estere, da una fusione tra più club. Si tratta infatti dell’unione di Atalanta e Bergamasca. L’Atalanta viene fondata nel 1907 da un gruppo di liceali, la Bergamasca nel 1877. La differenza sostanziale consiste nell’impostazione delle due compagini: la prima nasce come una squadra di calcio vera e propria, la seconda come una polisportiva basata principalmente sulla scherma e che solo nel 1913 vede aperta la sezione dedicata al calcio, sezione fondata grazie all’inglobamento del Football Club Bergamo (prima squadra della storia della città lombarda). È nel 1920 che le due società si fondono ufficialmente, dando vita all’Atalanta Bergamasca Calcio; non si tratta però di una vera e propria fusione: l’Atalanta subì un’evoluzione, la Bergamasca si staccò semplicemente una “costola”: esiste infatti tuttora la Società Bergamasca, che però da allora si occupa solamente di Ginnastica e Scherma. 

 

Evoluzione dello stemma.

 

Simbolo

L’identità del club è, comunque, per la maggior parte figlia dell’Atalanta: non a caso, infatti, viene indicato come anno di nascita il 1907. La scelta del nome va ricercata nell’intenzione dei fondatori di creare una squadra in cui ambizione, forza di volontà e propensione alla vittoria fossero protagoniste: caratteristiche tipiche di “Atalanta”, una figura mitologica famosa per essere la cacciatrice più forte della Grecia, cresciuta da un orso nei monti dell’Arcadia. Piccola curiosità: il soprannome di Dea è storicamente inesatto, dal momento che Atalanta era “solo” una principessa, figlia del Re Iaso; il titolo di Dea le è stato confezionato essendo discendente lontana di Arcadio, uno dei figli di Zeus. 

Evoluzione

La “Dea” ripresa nella seconda maglia 2019/20.

La figura della principessa è anche il simbolo del club, nel cui stemma è raffigurata di profilo. Il disegno del volto è però stato introdotto nel 1984 con l’ammodernamento dello stemma: quell’anno la società decise di dare una “svecchiata”, cominciando i lavori per il nuovo stadio e rifacendo il logo. Inizialmente Atalanta era stata rappresentata per intero, immortalata in un momento di corsa; come spiegato prima, infatti, la Principessa aveva tra le sue virtù (essendo una grande cacciatrice) la forza e la velocità (che, secondo il mito, superava quella dei centauri). Il volto del 1984 è stato recuperato fedelmente nell’evoluzione del 1993, stemma che da allora è rimasto quello ufficiale del club.

Colori

Come abbiamo capito, l’Atalanta ha una storia che poco coincide con la simbologia della sua città, Bergamo. I colori del Comune sono infatti il giallo e il rosso, mai presi in considerazione neppure dai club precedenti alla fusione tra Atalanta e Bergamasca. I colori del club sono azzurro (per essere precisi andrebbe definito come blu oceano), nero e (sempre per essere precisi) bianco. La scelta cromatica appartiene proprio al 1920, anno in cui si sono unite le due società: l’Atalanta giocava con una maglia a strisce bianconere (dettaglio che si ritrova nel primo logo del 1907), mentre la Bergamasca con una maglia a strisce biancazzurre. Le due società decisero che la prima divisa dopo la fusione fosse nerazzurra: il bianco è però sempre rimasto nei colori dei vari stemmi dell’Atalanta. 

Atalanta raccoglie le mele d’oro in un quadro di Guido Reni.

Da notare è il giallo-oro presente fino al 1993 e, per spiegarne la presenza, dobbiamo ancora una volta tornare al mito greco e aprire una parentesi. Il mito racconta che Atalanta venne mandata in esilio dal Re (suo padre), furioso del fatto che gli fosse nata una figlia femmina. Divenuta adulta, le impose di trovare marito contro la sua volontà. Come compromesso, consapevole che nessuno l’avrebbe mai battuta, la Principessa stabilì col padre che l’avrebbe avuta in sposa chi fosse riuscito a sconfiggerla in una gara di velocità. E infatti nessuno ci riuscì… senza aiuti divini: il vincitore, Ippomene, la batté grazie a tre mele d’oro consegnategli da Afrodite: le mele distrassero Atalanta che, durante la sfida, si fermò a raccoglierle. L’oro delle mele è anche l’oro raffigurato negli stemmi storici del club; il colore è stato poi accantonato nell’ultimo design, ma (se ci avete fatto caso) il giallo torna spesso nelle divise della squadra bergamasca.

 

Design

Difficile spiegare la geometria dello stemma, essendo – nelle sue varie evoluzioni – sempre stata modificata. Non essendoci continuità, l’attuale forma ovale non ha una spiegazione dettata da scelte particolari, bensì si tratta di una decisione principalmente estetica. Come già spiegato, il tondo centrale raffigurante la principessa è ripreso fedelmente dal disegno minimalista, efficace e iconico degli anni ’80. Entrando nel dettaglio, la linea stilistica sempre ripresa nella raffigurazione va ricercata nei capelli: in ogni stemma, infatti, il tentativo (sempre ben riuscito) è di immortalarli in movimento, cercando di fotografare Atalanta nella caratteristica che l’ha sempre contraddistinta, ovvero la velocità; il volto della Principessa va considerato come se fosse in corsa. Per questo motivo nello stemma attuale il volto è stato angolato leggermente all’insù, poiché correndo la testa tende naturalmente ad andare all’indietro.

L’inclinazione della testa è cambiata rispetto al logo precedente.

Si potrebbe dire che è proprio il movimento a contraddistinguere il logo del club: nome e data di fondazione sono scritti seguendo una linea circolare, che li allontanano dalla staticità dei classici stemmi. Anche la diagonale che divide il simbolo garantisce questo senso di velocità sempre cercato nei disegnatori, che attraverso queste scelte sono riusciti a confezionare uno stemma geometricamente anarchico: l’efficienza del design sta però proprio nell’equilibrio stilistico dell’effetto finale, dove con grande cura sono stati uniti cerchi, diagonali, ovali e angolazioni differenti.

Rimani aggiornato con RadioGoal24! Clicca qui per tutte le notizie del giorno!




Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Daniele Rugani ieri ha ricevuto la notizia della negatività al Coronavirus Covid-19. Il centrale della Juventus è stato il primo giocatore della Serie A risultato positivo al tampone. Dopo 35 giorni finalmente l’annuncio tanto atteso. Il difensore ha potuto così riabbracciare la sua fidanzata, incinta, Michela Persico.

Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme ❤️ . We’ll tell you about the time we had to spend far from each other. We’ll tell you that it was the right choice, but it was difficult too. And above all we’ll tell you how magic it was to hug again, the three of us. Together at last ❤️ #grazieatutti #family #RestateACasa

Un post condiviso da Daniele Rugani (@daniruga) in data:

 

Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

   

 




Fiorentina, Commisso: “Con l’offerta giusta Chiesa può partire”

Fiorentina, Commisso: “Con l’offerta giusta Chiesa può partire”

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sul mercato della viola in uscita nel corso di un’intervista all’emittente Telelombardia

In particolare modo il patron della Fiorentina ha lasciato intendere che se dovesse arrivare una offerta congrua il gioiello viola Federico Chiesa potrebbe essere ceduto mentre su Castrovilli ha mostrato più cautela.

Ecco le sue parole «Voglio che la Fiorentina diventi come Milan, Inter e Juve, club in cui i giocatori vogliono restare: è il mio obiettivo. Castrovilli? Ha un contratto lungo, sicuramente resta. Chiesa? L’ho tenuto la scorsa estate, possiamo pure accontentarlo se arriva l’offerta giusta… Ma non se ne è discusso in questi mesi, la situazione di Firenze è cambiata agli occhi di Chiesa e di tutti: vogliamo fare una squadra forte».

Ricordiamo che il costo del cartellino di Federico Chiesa, secondo il sito Transermarkt è pari a 48 milioni di €.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




In Serie A regna il caos, ora altre due idee sul tavolo di Gravina

In Serie A regna il caos, ora altre due idee sul tavolo di Gravina

Non si riesce a decidere su questa benedetta Serie A, e la questione dovrebbe sorprendere fino ad un certo punto, dato che il virus ancora imperversa nel nostro paese. Le perplessità sono rivolte a come la Federazione, la Lega, la Uefa e le società stiano gestendo la necessità di ripartire, necessità lecita per ogni settore imprenditoriale, e quindi anche per il calcio. Bisogna pensare inevitabilmente a programmare come e quando si potrà tornare a lavorare, sempre basandosi sulle indicazioni sanitarie. Ma si sta programmando? No. Gli organi competenti e le società non sono riuscite a tirare fuori neanche una bozza di calendario, in Francia ad esempio hanno fissato la ripresa al 17 giugno, è un’indicazione chiara, che non significa che si giocherà al 100%, poiché il rispetto del calendario dipenderà solo ed esclusivamente dalla situazione sanitaria e dal rientrare dell’emergenza, però intanto è stato varato un programma di riferimento. Mentre in Italia e per Gravina di chiaro abbiamo ancora poco, se non che la stragrande maggioranza dei protagonisti sentano il desiderio di ricominciare la stagione. Ogni giorno quindi, tramite gli organi di stampa, vengono rese note idee diverse e possibilità, le ultime, che pare stiano trovando il favore di molti, finite sul tavolo di Gravina sono: evitare le partite nelle aree più colpite del paese come Torino, Milano, Bergamo e Brescia; l’introduzione di 5 sostituzioni a partita, dato che probabilmente le gare saranno giocate ogni tre giorni nei mesi più caldi dell’anno. Sulla prima idea c’è anche da rivelare una conseguenza di tale decisione: il definitivo abbandono per questa stagione di VAR e Goal line technology nel caso in cui venissero scelti dei campi neutri che non abbiano le attrezzature adeguate.




La Serie A è pronta a stravolgere il proprio regolamento

La Serie A è pronta a stravolgere il proprio regolamento

Sono giorni decisivi per il futuro del calcio italiano; in queste ore, infatti, si sta discutendo su quale sia la soluzione migliore per concludere la stagione calcistica. Una possibilità, visto lo sviluppo del virus, è quella di finire entro dicembre 2020. Idea che, ovviamente, porterebbe a delle conseguenze per la Serie A 2020/2021. A tal proposito è intervenuto il presidente della FIGC Gabriele Gravina; ecco le sue parole: “Valutiamo tutte le ipotesi. Una è organizzare le competizioni su anno solare, ma, ripeto, serve il coordinamento con tutte le federazioni europee. Altrimenti, dovremo chiudere la stagione a maggio prima dell’Europeo. Il campionato 2021 si potrebbe disputare in 5 mesi. Ci sono delle idee sul tavolo, ad esempio una formula con due o più gironi e poi play-off e play-out. Misure eccezionali, solo per una stagione. Calendari? Dobbiamo snellirli. Per troppo tempo abbiamo rinviato il problema. Ridurre il numero delle squadre sarà un’ipotesi reale”. Una soluzione che andrebbe a falsare ulteriormente un campionato già colmo di problemi; a questo punto la decisione migliore sarebbe quella di chiudere ora l’anno calcistico e ripartire da zero l’anno prossimo. Tante idee, nessuna certezza.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma, errori e rivelazioni: la versione di Di Francesco

Roma, errori e rivelazioni; la versione di Di Francesco

L’ex allenatore della Roma Eusebio Di Francesco è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina giallorossa, chiarendo definitivamente alcune questioni che lo accompagnavano dall’esonero del Marzo 2018. Il tecnico di Pescara è reduce dall’infausta avventura a Genova, sponda Sampdoria ed ora è in attesa di una nuovo progetto mentre si impratichisce con l’inglese, nell’eventualità di un’esperienza Oltremanica. Tanti sono i temi affrontati da Di Francesco in una lunga intervista uscita nell’edizione odierna del Corriere dello Sport.Qui vi riproponiamo i punti più salienti.

La prima stagione in giallorosso è stato per certi versi entusiasmante ed è coinciso con un terzo posto in campionato e con un traguardo storico per la Roma, ovvero il raggiungimento della semifinale contro il Liverpool dopo aver battuto incredibilmente il Barcellona 3 a 0 nel ritorno dei quarti di finale di ormai 2 anni fa. Il secondo anno, invece, è stato molto più complicato, complice e colpevole in particolare modo il rinnovamento della squadra, al quale il tecnico non sembra fosse favorevole. Ecco le parole del tecnico in merito su quelli che sono i suoi più grandi rimpianti “: «Sono state fatte delle scelte non corrette, a cominciare da quelle che rimpiango più di tutte, le partenze di Strootman e Nainggolan. Strootman è un giocatore straordinario, con la sua partenza abbiamo perso personalità e lo abbiamo pagato in continuità di risultati. Ho il rimpianto di non aver insistito a farlo restare, ho assecondato la sua decisione. I risultati altalenanti del secondo anno non ci furono nel primo, nonostante il caos con il mercato di gennaio, Dzeko in bilico, stava per andare al Chelsea. I giovani andavano aspettati, ho dovuto rivedere il sistema di gioco per adattarlo alle caratteristiche di certi giocatori. Ünder è dovuto maturare, Kluivert ha avuto bisogno di tempo. Poi Zaniolo. Tutti mi dicevano che era un ragazzo complicato, io non ho avuto nessun problema con lui, all’inizio alcune volte l’ho ripreso davanti alla squadra ed è diventato il gioiello del calcio italiano».

Il tecnico è tornato a parlare anche dell’esonero e dei giorni a seguire:” Il calcio è così, legato a episodi: l’esonerò è stato un insieme di situazioni al di là dei risultati. C’era un po’ di malcontento che ci ha portato a quell’epilogo. Era un momento particolare, avevamo perso il derby e se fossimo passati con il Porto non so quale sarebbe stato il mio futuro, forse avrei scelto di andarmene io”.

I suoi giocatori, però, non l’hanno abbandonato, in particolare uno, il Capitano Daniele De Rossi: “Daniele è uno di quelli che ha chiamato il Presidente per  evitare il mio esonero. Io dico sempre che l’allenatore è un uomo solo, ribadisco che nessuno ha giocato mai contro. La Roma di Pallotta ha raggiunto il massimo con me in panchina. Nonostante gli infortuni, che sono ancora tanti. Trovare una spiegazione non è facile, a volte ci sono giocatori predisposti. Pensate a Pastore. Io vengo criticato perché cambio tanto, ma a volte tolgo un titolare per il timore che si infortuni.”

Poi, sempre sull’argentino: “«Non voglio attribuire responsabilità a nessuno. Anche quest’anno si è visto che il problema principale è fisico. Non abbiamo avuto un buon rapporto, ma non riesco ad avere rancore per certe sue dichiarazioni. Non è riuscito a rendere come ci si aspettava, ho visto che anche quest’anno aveva grande voglia ma non gioca da mesi. La qualità non è in discussione».

Il rapporto con l’ex direttore sportivo, il tanto criticato Monchi: “Ho avuto sempre un ottimo rapporto, devo ringraziarlo perché è stato uno di quelli che mi ha voluto alla Roma. Non è facile fare il mercato dovendo vendere Salah e Alisson, abbiamo avuto contrasti su alcune situazioni, come in una famiglia, ma abbiamo cercato di andare sempre nella stessa direzione“.

Poi una battuta finale sul futuro in panchina:“Accetterò una squadra solo se Ranieri, che saluto con affetto, sarà già piazzato. Perché dopo Roma e Sampdoria..Non c’è due senza tre”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

   

 




La Serie A in estate può funzionare?

La Serie A in estate può funzionare?

Cominciamo col dare la risposta: sì, a non poche condizioni però.

A cosa sta pensando la Lega? Come riportato da Tuttosport, L’ad Luigi De Siervo e il responsabile delle competizioni Andrea Butti stanno lavorando ad un nuovo calendario per la Serie A che preveda le rimanenti gare di campionato da disputare in estate al posto dell’Europeo (posticipato al 2021). Si punta a tornare in campo il 31 maggio, disputando i recuperi delle gare interrotte e sospese tra febbraio e marzo, per poi ripartire con le giornate rimanenti da disputare tra il 4 giugno ed il 12 luglio. Il programma prevede di giocare le partite in tre turni settimanali di due giorni ciascuno fino al 21 giugno. Durante questi primi sei turni le gare saranno spalmate su tre fasce orarie giornaliere. Dal 24 giugno, poi, le fasce si ridurranno a due per evitare la partite delle 15, troppo a rischio per le temperature, ma si amplierà la spalmatura su tre giorni. Quest’oggi si radunerà anche l’UEFA per vagliare questa ed altre ipotesi sulla ripresa dei vari campionati.

La Serie A in estate, dunque, potrebbe funzionare? Come detto, sì. Ma servono innanzitutto le condizioni sanitarie che lo permettano, Gravina stesso ha detto che al nord si potrebbe non giocare e pertanto il campionato italiano potrebbe concludersi disputando tutte le gare rimanenti tra il centro ed il sud, servono tamponi a tappeto per tutti i calciatori ed i dipendenti delle varie società per evitare qualsivoglia contagio. E tutto questo solo per far scendere in campo le squadre, poi resta da capire quanto appeal potrebbe avere verso il pubblico. Se la gente fosse libera di andare al mare, ad esempio, le partite potrebbero anche passare in secondo piano (e come dar torto alla gente dopo mesi di detenzione forzata). Diversamente, se fossero vietate le partenze e gli esodi verso le seconde case, allora le partite trasmesse in estate avrebbero un grosso share. In ogni caso tutte le gare si disputerebbero a porte chiuse ed al momento la riapertura degli stadi è prevista solo per la prossima primavera, a meno che non venga trovata una cura o una vaccinazione.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!