Il rinnovo di Arek Milik ancora non c’è

Il rinnovo di Arek Milik ancora non c’è

Il rinnovo non c’è ancora, e non è detto che si faccia nel prossimo futuro. Questo almeno è quanto trapela dalle parole del procuratore di Milik, David Pantak, nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Pantak ha specificato che quanto emerso questi giorni su trattative che vedono il suo assistito, Arek Milik, coinvolto altre non sono che voci e rumors, in oltre ha chiarito che le parti si stanno sentendo quotidianamente per cercare una soluzione che accontenti il DS Giuntoli, l’attaccante Milik ed il Napoli, ma che l’eventuale firma sul rinnovo o altre decisioni (come una separazione) verranno comunque prese al termine del periodo di chiusura generale per via del Coronavirus.

Ecco le parole di David Pantak, procuratore di Arek Milik, a La Gazzetta dello Sport: “Quanto viene pubblicato in questi giorni sono solo rumors, alcuni anche irrispettosi nei confronti della società del Napoli. Sono in continuo contatto con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e la nostra conversazione sul rinnovo continua ed è sempre attiva, al termine di questo periodo di difficoltà per tutti legato al Coronavirus ci incontreremo e proveremo a trovare una soluzione. Solo nel caso non si riuscisse a trovare allora penseremo ad una soluzione condivisa per il bene del giocatore e della società”.

Le divergenze tra il binomio Pantak e Milik con il DS Giuntoli ed il Napoli al momento riguardano le cifre del rinnovo e la clausola rescissoria al suo interno, per altro il club partenopeo sta ragionando sul rendimento e sulla tenuta atletica del ragazzo che come sappiamo tutti è spesso soggetto ad infortuni, anche gravi. Numerosi club si sono interessati a Milik nelle ultime settimane, su tutti Milan e Juventus, con i bianconeri che hanno l’arma in più dello scambio avendo in pugno Romero (difensore centrale in forza al Genoa) che interessa ai partenopei. Il Napoli al momento valuta Milik intorno ai 50 milioni di euro.

 

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Comunicato ufficiale della Serie A: la stagione verrà conclusa

Comunicato ufficiale della Serie A: la stagione verrà conclusa

La Serie A riparte! Ora c’è l’intesa tra i venti club del massimo campionato italiano ed i vertici della Lega calcio: la stagione 2019/2020 riprenderà e verrà portata a termine. Questo è quanto emerso dall’assemblea di Lega della Serie A, ovviamente bisogna attendere ancora il parere, e l’eventuale via libera, del Governo e del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ma i venti club di Serie A ora sono tutti concordi nel ricominciare. Nei prossimi giorni i vertici del calcio italiano incontreranno il ministro Spadafora per vagliare la possibilità di ricominciare.

Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale apparso sul sito della Serie A al termine dell’assemblea odierna:

“L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita questa mattina e ha confermato, con voto unanime di tutte le venti Società collegate in video conferenza, l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, come già evidenziato in passato, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonchè in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori”.

 

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Coronavirus, ecco perché la Serie A rischia di non riprendere

Coronavirus, ecco perché la Serie A rischia di non riprendere

Sono giorni decisivi per il calcio che sta provando a ripartire per tornare, in un certo senso, alla normalità; tante le idee per terminare la stagione calcistica. Il primo campionato che dovrebbe riprendere è la Bundesliga il prossimo nove maggio? E la Serie A? Nei giorni scorsi si vociferava di far tornare in campo le squadre del massimo torneo calcistico italiano nell’ultimo weekend di maggio. Una speranza per tutti i tifosi che, nonostante non si possa andare allo stadio, vogliono rivedere la loro squadra del cuore e tornare a lottare con i proprio beniamini. Questa ipotesi, però, sembra difficilmente realizzabile; il Governo, infatti, ha deciso che gli allenamenti potranno essere svolti solo a livello individuale (massimo in due rispettando la distanza di sicurezza) e non di squadra. Il problema principale sta nel divieto di utilizzare il pallone, probabilmente fino al termine di maggio, perché considerato un possibile mezzo di contagio quando, ad esempio, si va a colpire la sfera di testa. Un problema non da poco: come si può pensare di tornare in campo se non ci si può allenare con lo strumento principale del calcio, il pallone? Un’altra domanda che l’emergenza coronavirus pone alle società calcistiche e soprattutto a chi è chiamato a prendere una decisione in merito. Se la Bundesliga sembra pronta a tornare in campo, la Serie A compie un sensibile passo indietro verso il ritorno alla normalità. Ma in Germania non si gioca ugualmente con il pallone? Non ci sono gli stessi rischi di contagio? La risposta ad entrambe le domande è abbastanza semplice: sì. Ma allora, quello che si fatica a capire, è perché loro avrebbero deciso di tornare in campo mentre in Italia ci sono più dubbi che certezze.

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Coronavirus, contratti e prestiti in scadenza al 30 Giugno. Che succederà?

Coronavirus, contratti e prestiti in scadenza al 30 Giugno. Che succederà?

Coronavirus – Sono parecchie le questioni che devono essere risolte prima della (sempre più probabile) ripresa del campionato come quella legata soprattuto alla scadenza dei contratti e prestiti di molti giocatori della Serie A. Molti infatti sono in scadenza 30 Giugno 2020. Cosa succede, quindi, se il campionato dovesse allungarsi fino a Luglio o addirittura fino ad Agosto? Ibrahimovic, Mertens, Callejon solo per citarne alcuni. Vanno valutati anche i casi di altri giocatori come i prestiti di Icardi dall’Inter al PSG, Nainggolan dall’Inter al Cagliari o Smalling dal Manchester United alla Roma. O ad esempio di giocatori che già hanno firmato un contratto con la nuova squadra come Petagna che passerà dalla SPAL al Napoli. I giocatori appena citati, ma ce ne sono molti altri, il 30 giugno vedranno cambiare le loro attuali condizioni contrattuali: chi per scadenza e mancato rinnovo, chi per termine di un prestito e mancato riscatto, chi per acquisizione da parte di altri club a partire da quella data. Il tema sarà dibattuto anche Lunedì in Lega Serie A per confermare le indicazioni date dagli organi internazionali che regolano il calcio.

 A tal proposito è intervenuta la Fifa che ha dichiarato testualmente: “I contratti dei giocatori in scadenza terminano di solito nella data di conclusione della stagione. La proposta è dunque di prorogare i contratti fino a quando la stagione non terminerà effettivamente, in linea con l’intenzione originaria delle parti al momento della firma del contratto, anche per preservare l’integrità e la stabilità sportiva. Un principio analogo si applica ai contratti che decorreranno dall’inizio della nuova stagione: l’entrata in vigore di tali contratti è ritardata fino a quando inizierà effettivamente la stagione successiva”.

I giocatori di Serie A in scadenza al 30 giugno (Transfermarkt)

Squadra Giocatori in scadenza al 30/06
SPAL 7
Bologna 5
Cagliari 5
Genoa 4
Inter 4
Lazio 4
Lecce 3
Milan 3
Sampdoria 3
Verona 3
Fiorentina 2
Juventus 2
Napoli 2
Sassuolo 2
Torino 2
Udinese 2
Atalanta 1
Brescia 1
Parma 0
Roma 0

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Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus – Il quotidiano ‘La Repubblica‘ pone l’accento sulla ripresa degli allenamenti prima e della conseguente ripresa del campionato poi. Come tutti ben saprete il 4 Maggio comincerà la famosa fase 2 e fino a quel momento continuano le discussione su come, quando e perché debba riprendere la Serie A. Al momento sono 7 le squadre che sono contrarie alla ripresa del campionato( (Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina) e che hanno sollevato parecchie rimostranze alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A. Oltre a questo c’è da valutare anche un’altra questione, quella sui contratti in scadenza il 30 giugno e sui prestiti con diritto o obbligo di riscatto.  Quello che al momento sappiamo è che il Governo, nella giornata di domani, dovrà rendere note direttive e linee guida.
Tra le 7 squadre citate ce ne sono 2 che di riprendere proprio non hanno intenzione, concetto già esposto a più riprese: sono il Torino e il Brescia, nelle figure dei rispettivi presidenti Urbano Cairo e Massimo Cellino i quali si sono esposti in prima persona per ribadire la loro assoluta contrarietà alla ripresa della Serie A.

Ci sono altri 2 club di Serie A, invece, che sono voluti intervenire ufficialmente per smentire alcune voci che le volevano nel gruppo delle contrarie alla ripresa del campionato. Parma e Fiorentina, attraverso i loro canali, hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni.

“Parma Calcio 1913, in riferimento ad erronee ed imprecise indiscrezioni di stampa, è costretto a ribadire in modo inequivoco la posizione assunta sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Ossia la piena disponibilità alla ripresa della stagione calcistica, qualora le condizioni sanitarie del Paese lo permettessero e – di conseguenza – le decisioni delle autorità competenti la definissero”, ha chiarito il Parma.

“La Fiorentina smentisce categoricamente di essersi dichiarata contraria alla ripresa del campionato. La Fiorentina ha sempre dichiarato di essere totalmente disponibile alle decisioni che la Lega e il Governo prenderanno”, si legge in una nota del club viola.

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Ceferin:” Difficile terminare la stagione entro il 2020″

In un intervista al Corriere della Sera, il presidente Aleksander Ceferin si è espresso sulla possibile ripresa di campionati e coppe europei dopo la fase 1 dell’emergenza Coronavirus. Ecco le sue parole.

Sulla ripresa e sul termine della stagione
“La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite. In tempi così duri si porterebbe alla gente felicità e un certo senso di normalità anche se le partite saranno solo in tv. È presto per dire che non possiamo completare la stagione. L’impatto sarebbe terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare. Precedenza ai campionati e poi le coppe? Potrebbero disputarsi in parallelo. Non c’è una data limite per le finali di coppa.Le Nazionali? A settembre. Non c’è una deadline specifica per il termine della stagione. Stiamo esplorando una varietà di opzioni per vedere quando potrebbero finire le competizioni, sempre in base alle date per ripartire. Terminare la stagione anche tra settembre e ottobre o entro il 2020? Lo vedo abbastanza difficile, avrebbe un impatto pesante sul calendario della stagione 2020-21. Se i campionati saranno completati, le conseguenze finanziare saranno limitate. La Uefa invece perderà tanti soldi per aver posticipato Euro 2020“.

Sulla ripresa degli allenamenti
“Tutte le attività si stanno organizzando per ricominciare, tutti hanno bisogno di ritrovare le loro vite. Se le misure di sicurezza verranno rispettate e se le autorità daranno luce verde, gli allenamenti potrebbero riprendere come il resto. Per le gare servirà un ulteriore consenso. Le autorità permetteranno di ricominciare solo se tali misure verranno adottate in modo efficiente e senza recare danno alla popolazione“.

Sul fatto di giocare a porte chiuse
“All’inizio sì, ma è meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno. Le misure saranno per un periodo limitato, nel tempo si tornerà alla normalità. Vedremo ancora stadi pieni, ne sono certo“.

Sull’armonizzazione dei calendari in Europa
“L’armonizzazione totale è difficile a causa delle diverse condizioni climatiche. In alcuni Paesi non si può giocare per diversi mesi in inverno”.

Sull’esclusione del Belgio dalle coppe
“Decisioni del genere non vanne prese da soli. Il calcio è interconnesso, abbiamo visto quanto è importante che Uefa e leghe lavorino in buona cooperazione. Il Comitato esecutivo prenderà in esame i casi“.

Sul Fair Play finanziario
“Abbiamo già sospeso alcune condizioni, ma non rottameremo il fair play finanziario. Ha portato tanti benefici, però deve essere un aiuto, non un ostacolo: saremo flessibili. Se il Manchester City resterà davvero fuori dalle coppe due anni? Il caso è stato trattato da un organo indipendente e ora è al Tas. Non sarebbe appropriato fare commenti“.

Sul prolungamento dei prestiti e la durata della sessione di calciomercato

“Dobbiamo dare maggiore flessibilità a club e giocatori. Mi sembra che estendere la finestra per il calciomercato sia una buona opzione“.

Sull’utilizzo della Var
“La Var va utilizzata solo in caso di errori chiari ed evidenti. È un sostegno tecnologico importante, ma non può garantire che un fuorigioco per un’unghia del piede sia certezza assoluta. Anche l’autovelox ha un piccolo margine di tolleranza quando ti scopre oltre il limite di velocità“.

Sull’inserimento di un’altra competizione Uefa

“Se siamo d’accordo che il calcio abbia raggiunto il livello di saturazione, la mia risposta è che non abbiamo bisogno di altre competizioni“.

Sul ruolo dell’Italia in questa situazione
“Michele Uva e Andrea Agnelli siedono con me nel Comitato Esecutivo Uefa, Evelina Christillin nel Consiglio Fifa. Ci sono tanti italiani con ruoli importanti alla Uefa: Giorgio Marchetti vice segretario generale, Andrea Traverso alla sostenibilità finanziaria, Angelo Rigopoulos per disciplina e integrità, Roberto Rosetti capo del settore arbitri. È naturale che un Paese fondamentale per il calcio abbia un ruolo importante. E non dimentico Gabriele Gravina: lavora con grande lealtà verso la Uefa“.

 

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Sampdoria, Ranieri: “Mi vedo bene qui. Gran feeling con squadra e tifosi”

Sampdoria, Ranieri: “Mi vedo bene qui. Gran feeling con squadra e tifosi”

Il tecnico della Sampdoria, Claudio Ranieri, ha parlato rilasciato parecchie dichiarazioni interessanti nel corso di una diretta a Casa Sky Sport. Sono stati tanti i temi affrontati, tra i quali la straordinaria vittoria della Premier League con il Leicester ma in particolare modo della sua esperienza a Genova, auspicando di poter continuare l’avventura. L’ ex allenatore della Roma dice di trovarsi bene e di avere un buon rapporto con squadra, società e tifosi, anche se sta vivendo uno dei momenti più difficili a causa della pandemia.

Ecco le sue parole: “Vivo tutto con grande fiducia di ritornare alla normalità. Dobbiamo rispettare le direttive ma sarà bello e gioioso tornare ad allenarci insieme. Quando sono arrivato ha sempre piovuto per un mese, ora sono dentro casa e vedo il mare solo al tg. Mi vedo bene qui, c’è un grande feeling con società, squadra e tifosi. Sono molto fatalista, cerco di star bene qua e fare bene qua. Resterà nella mia memoria la partita contro il Lecce: ci fecero gol in contropiede e cercammo il pareggio con i tifosi che ci spingevano. A fine partita ci fischiarono, non mi era mai capitato. Non ce l’avremmo fatta senza la loro spinta, ma il messaggio era che così non andava».

Sulla panchina Doriana il tecnico Romano, dal suo approdo a Genova nell’Ottobre 201, ha allenato in 19 partite, vincendone 6 (tra cui il Derby con il Genoa), pareggiandone 5 e perdendone 8.

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Napoli, come mai così tanti gol subiti? La risposta di Manolas

Napoli, come mai così tanti gol subiti? La risposta di Manolas

Napoli – Il difensore greco Kostas Manolas ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli parlando anche della compagno di reparto Kalidou Koulibaly.
Secondo l’ex giocatore della Roma, uno dei motivi per cui la difesa del Napoli non ha brillato in questa occasione è proprio dato dal fatto che i due non hanno disputato molte partite assieme, non avendo quindi avuto modo di collaudarsi.
Ecco le sue dichiarazioni:”Io lo vedevo anche quando non ero a Napoli che era un giocatore straordinario. Ha fatto cose incredibili, con Ancelotti e con Sarri. Io sono stato sfortunato quest’anno perché ho giocato davvero pochissimo con lui. Tutti dicono che questa coppia non funziona, ma guardate quanto poco abbiamo giocato insieme… E’ difficile trovare un’intesa quand’è così, con Koulibaly ho giocato pochissimo. Nel calcio si tende a criticare invece che analizzare la realtà. Io ho giocato pochissimo con Koulibaly. E’ difficile raggiungere un’intesa speciale. Poteva esserci, perché sia io che Koulibaly possiamo formare una coppia eccezionale. Anche con gli altri ragazzi. Maksimovic e Luperto sono due giocatori di grande livello, sono ragazzi che non mollano mai, si allenano bene, posso spendere solo buone parole per loro”.
Nel corso di questa sua prima stagione al Napoli il difensore greco ex Roma ha collezionato 27 presenze in tutte le competizioni segnando 3 reti.

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Sconto a Sky e DAZN per i diritti tv della stagione 2020/2021?

Sconto a Sky e DAZN per i diritti tv della stagione 2020/2021?

La ripresa del campionato non interessa solo ai club ed alla Lega calcio, ma anche e soprattutto alle piattaforme che trasmettono le partite. Sky e DAZN stanno per saldare l’ultima rata ai club dei diritti tv per la stagione 2019/2020, ma non è ancora chiaro se e quando riprenderà il campionato, pertanto le piattaforme ora studiano un piano per i pagamenti futuri.

Come riportato da Il Corriere dello Sport, martedì ci sarà l’assemblea di Lega dove i vertici del calcio italiano decideranno cosa fare riguardo l’ultima rata che devono saldare Sky e DAZN. Al momento la pista più percorribile vede la proroga del saldamento dell’ultima rata a quando ricomincerà la stagione 2019/2020 ed uno sconto sui diritti tv per la stagione 2020/2021. Considerato il fatto che la prossima stagione inizierà a porte chiuse e non si sa quando gli stadi potranno riaprire, questo porterà alla sottoscrizione di numerosi abbonamenti alle piattaforme satellitari che trasmettono le partite in tv.

Dunque i club beneficeranno dell’incasso di tutti i soldi dei diritti tv per questo campionato, incasseranno una bella somma di denaro comunque prevista ad inizio stagione, somma che rappresenta una vera e propria boccata d’aria per gli attuali bilanci dei club italiani fortemente in rosso. Per la stagione successiva, stando al probabile sconto che otterranno Sky e DAZN, i club riceveranno molto meno denaro e allora andranno rivisti i piani societari di molti club: questo comunque permetterà ai club di organizzarsi ora per un problema che si presenterà soltanto nella prossima stagione, e darà modo alle squadre di lavorare molto con i giovani emergenti dalla primavera, di acquistare tanto sul mercato svincolati e mettere in piedi una grossa rete di calciatori in prestito (sia in entrata che in uscita). I club dovranno quindi reinventarsi, lasciando andare i felici ricordi degli acquisti faraonici fatti fino a qualche mese fa e lavorare su un mercato meno dispendioso e più intelligente.

 

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Il coronavirus può terminare la carriera di Gigi Buffon?

Il coronavirus può terminare la carriera di Gigi Buffon?

Il coronavirus ha bloccato il mondo del calcio; uno dei problemi legati a questo stop riguarda il contratto di quei giocatori avanti con l’età. All’interno di questa particolare classifica, troviamo, Gigi Buffon; l’estremo difensore della Juventus, nonostante la carta d’identità reciti dica quarantadue anni, ha avuto la fiducia della società bianconera. Il presidente Andrea Agnelli si è sentito telefonicamente con Buffon (vedersi di persona, in questo momento, è impossibile) e gli ha garantito il rinnovo per un’altra stagione con opzione per l’anno successivo. L’avventura dell’estremo difensore italiano con la maglia bianconera è destinata a continuare ancora a lungo nonostante l’età, nonostante il coronavirus.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?