Ripresa Serie A, parla Brusaferro: “Bisogna valutare tante variabili”

Ripresa Serie A, parla Brusaferro: “Bisogna valutare tante variabili”

Siamo entrati nella fase decisiva per gran parte del mondo calcistico; in questi giorni, infatti, Bundesliga e Serie A devono prendere una decisione per la ripresa dei rispettivi campionati. Per quanto riguarda il massimo campionato tedesco il verdetto dovrebbe arrivare in giornata con la data del rientro in campo il prossimo ventidue maggio; molto più campionato, così sembra, il discorso per il principale torneo in campo. Tante, forse troppe, le variabili da valutare prima di far riprendere la Serie A ed una lotta scudetto tra Juventus e Lazio. Proprio sul ritorno in campo si è espresso Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità che ha rilasciato delle dichiarazioni interessanti al Corriere della Sera. Ecco le sue dichiarazioni: “Siamo in fase di valutazione, il parere del Comitato tecnico scientifico non è pronto. Tutti gli sport di squadra mettono insieme un certo numero di persone che possono variare a seconda delle discipline. Sono per definizione delle aggregazioni. Ci sono tante variabili in gioco”. Dichiarazioni che fanno capire come un ritorno della Serie A sia sempre più complicato.

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Juventus, 21 regole da rispettare per la ripresa degli allenamenti

Juventus, 21 regole da rispettare per la ripresa degli allenamenti

Secondo quanto riporta l’edizione online di Tuttosport la Juventus ha stilato un vademecum in 21 punti per la ripresa degli allenamenti. Primo fra tutti c’è la distanza sociale al centro sportivo, ma attenzione massiccia è, ovviamente, sull’igiene personale, la cura delle aree comuni, le limitazioni nei contatti con parti terze. Divieto assoluto a bere dalla stessa bottiglia, a mangiare nello spogliatoio e anche a lasciare indumenti , bende o cerotti nelle zone comuni. Obbligatorio è lavarsi spesso le mani prima facendo attenzione a toccare i rubinetti solo con salviette monouso.

Ricordiamo che nella squadra bianconera sia Matuidi che Rugani sono risultati negativi al tampone di controllo. L’ unico ancora positivo al Covid-19 è il numero 10 Dybala.

Ecco la lista dei 21 punti da rispettare imposti dalla Juventus

Il Responsabile del Settore Medico, Dott. Stefanini, in ottemperanza a quanto disposto dal Gruppo Scientifico dei medici sportivi di Serie A, ha comunicato, esplicato e disposto per le Prime Squadre Maschile e Femminile le seguenti 21 regole che valgono anche per dirigenti, personale tecnico e addetti ai lavori.

NON BERE DALLA STESSA BOTTIGLIA
Non bere dalla stessa bottiglia, borraccia o bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando sempre bicchieri monouso o bottiglia personale. Non scambiare asciugamani e accappatoi con i compagni.

NON MANGIARE NELLO SPOGLIATOIO
Evitare di consumare cibo nello spogliatoio.

GLI INDUMENTI
Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi o in cesti comuni.

I FAZZOLETTI DI CARTA
Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende, ecc.

LAVARSI LE MANI
Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile. Lavarle con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi, dopo averle sciacquate accuratamente, asciugarle con una salvietta monouso. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.

SERVIZI IGIENICI
Evitare di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso.

DISPENSER E DISINFETTANTE
Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli spogliatoi, sia nei servizi igienici.

NON TOCCARSI OCCHI, NASO E BOCCA
Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.

TOSSIRE NEL BRACCIO
Coprirsi bocca e naso con un fazzoletto – preferibilmente monouso – o con il braccio, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.

CAMBIO D’ARIA
Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.

PULIRE TAVOLI, SEDIE, RUBINETTI
Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio.

COSA FARE IN PISCINA
In caso di attività sportiva o allenamento in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (fra cui pH o temperatura, che influisce sul livello di clorazione).

COSA FARE AI PRIMI SINTOMI
Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria e/o febbre devono immediatamente abbandonare il resto della squadra, possibilmente, isolarsi, e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi, se ne sussistesse l’indicazione, al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.

VACCINARSI CONTRO L’INFLUENZA
Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, ricorrere il più rapidamente possibile il vaccino antinfluenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti

I CONTATTI A RISCHIO
Informarsi degli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena.

LO SCREENING MEDICO SPORTIVO
Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con sintomatologia.

I RADUNI DELLE NAZIONALI
In caso di raduni nazionali o di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della Salute.

I MEDICI SOCIALI
Lo staff medico deve monitorare con attenzione i Paesi verso cui si è diretti o da cui si rientra. La FMSI ha istituito un collegamenti diretto e indirizzi di posta elettronica specifica per tutti i Medici Federali, per un più efficace coordinamento delle informazioni grazie alla linea diretta fra Ministero della Salute, Ministero dello Sport, Coni e FMSI.

NIENTE PREMIAZIONI
Evitare premiazioni o altre forme di contatto con il pubblico (es. club o manifestazioni varie).

IL RISCHIO DELLE INTERVISTE
Utilizzare un unico microfono nelle interviste da disinfettare ogni volta (quindi non vari microfoni tenuti in mano dal giornalista).

EVITARE IL CONTATTO CON I TIFOSI
Uscire dal centro di allenamento e/o stadio nel bus della squadra o sull’auto privata evitando il contatto fisico con i tifosi (es. evitare selfie, autografi e abbracci).

 

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Zaniolo torna in campo e tratta il rinnovo fino al 2025

Zaniolo torna in campo e tratta il rinnovo fino al 2025

Nicolò Zaniolo c’è, in campo e fuori, fieramente vestito di giallorosso. Come si legge su Il Corriere dello Sport, il ragazzo ha ormai definitivamente completato la riabilitazione dopo il brutto infortunio subito al ginocchio nella gara di gennaio contro la Juventus, pertanto può tornare ad allenarsi singolarmente già da oggi e, si spera, in gruppo con gli altri al centro sportivo di Trigoria dal 18 maggio. Mariani, storico chirurgo che salva gambe di calciatori da tantissimi anni ormai, ha scherzato con Zaniolo dicendogli “Non ti voglio più vedere”, il senso naturalmente è che la convalescenza ha raggiunto una fase nella quale non occorrono visite di controllo, ora bisogna andare sul campo e in palestra a lavorare con lo staff della Roma per ritrovare una buona condizione atletica. Se è vero che la quarantena non ha aiutato Zaniolo, che a contatto con i preparatori e i medici della Roma avrebbe potuto farsi seguire meglio, è altresì vero che il ragazzo si è gestito da solo alla grande ed era comunque supervisionato e seguito dallo staff della Roma tramite videochat. Nelle ultime settimane Zaniolo ha ripreso anche a correre sul tapis-roulant, sul terrazzo della sua casa al Torrino, e si prepara a ricominciare gli allenamenti sul campo. Una volta a Trigoria potrà svolgere per intero il lavoro atletico e poi, per gradi, riprendere contatto con il pallone. Finora si è esercitato soltanto con le palline leggere, per mantenere dimestichezza con il mezzo senza stressare la gamba.

Se la Serie A dovesse ripartire è probabile che Fonseca potrà utilizzarlo per metà o fine luglio, quando il campionato starà per terminare; esattamente un girone dopo l’infortunio, quando si fece male contro la Juventus, ed è proprio contro la Vecchia Signora che potrebbe tornare in campo Nicolò Zaniolo. Sarà impossibile, invece, vederlo in Europa League dato che la Roma a fine gennaio lo aveva rimosso dalla lista per inserire Carles Perez. Una volta terminata la stagione, la società giallorossa e il procuratore del giocatore, Claudio Vigorelli si concentreranno sul contratto: la Roma è intenzionata a prolungarlo fino al 2025.

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Spadafora: “Voglio far ripartire il calcio, ma decide il governo”

Intervista a Spadafora

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha manifestato la sua volontà di far ripartire il calcio italiano, ma con la maggior prudenza possibile:

“La maggioranza degli italiani non vede di buon occhio la ripresa del campionato. Ma io non bado in questo momento ai sondaggi. Il calcio è un mondo importante del Paese, lo conosco bene a differenza di chi vuol far passare un messaggio diverso. Legittimi gli interessi economici, ma quando si va su altro tipo di attacchi, pressioni e strumentalizzazioni, questo atteggiamento non fa bene a nessuno”.

In merito all’idea generalizzata di essere contrario alla ripartenza (generata dalla recente dichiarazione: “Del campionato proprio non se ne parla, ora mi occupo degli altri sport”, ndr):

“Sarebbe surreale per un ministro dello Sport demonizzare il calcio. Mi auguro di ripartire, ma lo deciderà il governo. Dal 18 maggio riprenderanno gli allenamenti di squadra. Sul campionato ci baseremo su elementi scientifici, oggi non disponibili. A metà maggio si potrà fare una previsione realistica. Non esiste una mia contrarietà, ma la volontà di valutare la ripartenza solo se si salvaguarda la salute delle persone all’interno del gruppo squadra. Poi rivendico pari dignità con gli altri sport e gli sport di base. Tutelo talmente tanto la ripartenza che ho convocato io la prima riunione con Figc e Leghe per cercare una soluzione. Ricominciare a giocare pone una serie di questioni legate a trasporti, alberghi, a centinaia di persone che si muovono. Di chi è la responsabilità? Il protocollo dovrà definire anche questo“

Sulla ripresa degli allenamenti:

“Il 18 maggio si ripartirà con gli allenamenti di squadra e per farlo serve un chiarimento definitivo sul protocollo: in settimana lo avremo. I governatori delle regioni? Ognuno si muove guardando i propri territori. Il calcio non è il primo caso in cui governo e regioni non sono totalmente allineati”.

Sulla frase di Renzi “Non decide Spadafora, ma il Parlamento”:
“Rivestire una responsabilità istituzionale è diverso da fare solo politica. Tocca al governo decidere se ci sono le condizioni per riprendere. Poi come farlo, intendo con quale formula e calendario, lo stabilirà la Figc. Anche il calcio però deve vivere una nuova stagione, autoriformarsi, pensare di rivedere il proprio sistema, capire se è in linea con quel che accade nel Paese, deve rigenerarsi”.

Sulle parole del presidente della Figc Gravina: «Non sarò io il becchino del calcio”:

“Assolutamente no, farò di tutto per ripartire. Se il governo sarà costretto, spero di no, a stabilire che non ci sono le condizioni il mio sforzo sarà duplice: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso”.

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Serie A, parla De Magistris: “Finiamo il campionato al Sud”

Serie A, parla De Magistris: “Finiamo il campionato al Sud”

Sono giorni decisivi per il mondo del calcio; la fase due, quella di una lenta ma iniziale ripartenza, deve coinvolgere anche la sfera calcistica. In questa settimana, molto probabilmente, si saprà il futuro della Bundesliga e della Serie A. Per quanto riguarda il massimo campionato italiano sono tante le ipotesi da discutere per una sicure ripresa ma sono anche tanti i dubbi visto la pericolosità di una malattia, il coronavirus, che sta dimostrando di non risparmiare nessuno. L’ultima ipotesi per tornare a vedere la Serie A arriva da Luigi De Magistris che ha rilasciato dichiarazioni interessanti alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: “Bisogna seguire la linea dei contagi e vedere queste due settimane. Chiaro che al Sud il contagio è meno diffuso e si può accelerare. Sport, cultura e bellezza sono asset importanti per la ripresa e l’immagine del paese. Penso ancora a quel Napoli-Barcellona che mi sono goduto al San Paolo a fine febbraio. Io ipotizzerei per il calcio una ripartenza con l’estate, il 21 giugno. Sarebbe un torneo, quasi un campionato a parte, ma si concluderebbe e Napoli è pronta. Sarei per la trasmissione delle partite in chiaro. Va creato un accesso popolare al calcio. Ricordiamoci che sarebbe un torneo ai tempi della pandemia a porte chiuse”.

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Tare a 360 gradi sul momento del calcio e della Lazio

Tare a 360 gradi sul momento del calcio e della Lazio

Il direttore sportivo della Lazio nella giornata di ieri è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, rispondendo alle numerose domande dei giornalisti; Tare ha così detto la sua su un’eventuale ripresa, sulle accuse che sono state rivolte alla società in questo periodo, sulla crescita dei ragazzi di Inzaghi e del progetto Lazio. Ecco le parole del direttore sportivo biancoceleste:

“Siete preoccupati che si possa terminare qui la stagione?
Non siamo preoccupati, è stata trasmessa male questa idea della Lazio che spinge per la ripresa. Quello che abbiamo ce lo siamo guadagnato, siamo solo un punto dietro alla Juve, ma ci sono ancora 36 punti da conquistare e matematicamente non abbiamo ancora nemmeno la presenza in Europa League. Ho sentito che nelle prossime ore potrebbe uscire un’altra ordinanza del ministro dello Sport che potrebbe bloccare il campionato, ma questo non è nelle loro competenze. Deve decidere la FIFA che ha detto che i campionati vanno chiusi entro la fine dell’anno solare. Siamo disposti a riprendere anche in autunno seguendo il modello del Mondiale in Qatar. Secondo me è importante finire questo campionato perché sarà di grande importanza per gestire quello dopo”.

“Paratici dice che i calciatori sono preoccupati, come si sentono i giocatori della Lazio?
È giusto chiarire delle cose, la Lazio è stata la prima squadra che si è fermata a causa della pandemia e siamo stati i primi a rispettare dall’inizio alla fine tutte le ordinanze. Siamo rimasti tutti fermi e abbiamo rispettato tutte le regole. Mi risulta che altre squadre hanno ancora giocatori fuori dal Paese, non spetta a me giudicare ma un’opinione personale me la posso permettere. Forse siamo parsi un po’ aggressivi perché analizzando cosa comporterebbe lo stop dell’industria abbiamo visto che i danni che subirà il movimento calcistico italiano saranno molto importanti. Parlare di Scudetto a 12 partite dalla fine mi sembra una parola grossa. Per lo Scudetto serve il campionato perfetto dall’inizio alla fine, noi siamo stati perfetti fino allo stop. Non è detto che lo saremo fino alla fine, ma io me lo auguro”.

“Questo campionato può farvi cambiare indirizzo sul mercato?
Io penso che il nostro percorso sia molto difficile, siamo partiti da anni molto difficili e adesso, negli ultimi anni, analizzando il lavoro fatto siamo andati molto vicino sempre alla Champions League. Il lavoro c’è sempre stato, ma non dobbiamo nascondere che le possibilità sono quelle che sono. Noi abbiamo fatto un progetto controcorrente, puntando sui giovani, anche sconosciuti che negli anni sono cresciuti a livello tecnico e fisico. Non è un caso che dopo la Juve siamo la seconda squadra più titolata in Italia negli ultimi anni. Noi non abbiamo osservatori, il nostro lavoro viene fatto attraverso una rete di contatti e questo sicuramente porta al club un bel risparmio”.

“I giocatori si sentono pronti?
Dobbiamo fermarli noi, sono 2-3 settimane che ci telefonano chiedendo notizie, dicendo che vogliono iniziare perché non ce la fanno più. Anche loro hanno festeggiato quando hanno visto l’ordinanza della Regione Lazio perché finalmente si può ricominciare”.

“La crescita della squadra?
Quando ho iniziato questo lavoro ho cercato sempre di analizzare il lavoro degli altri, guardando Milan, Inter, Juventus. Formello si è trasformato diventando un modello per gli altri, chiunque arriva alla Lazio si sente protetto. Servono anni e tante sconfitte da cui si può imparare tanto. La sconfitta di due anni fa all’ultima giornata contro l’Inter, che ci ha tolto la Champions League, è stata molto importante. Da lì abbiamo costruito la squadra di adesso. Per vincere serve la stagione perfetta, io mi auguro che la Lazio possa farlo, ma penso che la rosa attuale della Lazio sia lunga e anche larga. In tante gare sono state fondamentali le seconde linee”.

“Luis Alberto è uno dei giocatori migliori quest’anno per la Lazio e in Serie A.
Quando è arrivato a Roma si è presentato da me in ufficio dicendo che il calcio italiano non era per lui, io gli ho detto che non avevo mai conosciuto un giocatore che dopo quattro giorni avesse capito come funzionava il mondo. Nei primi 6-7 mesi ha faticato più per questioni ambientali che tecniche. Gli mandavo tutti i giorni i video dei suoi allenamenti per fargli capire quanto era forte. Poi Inzaghi è stato bravo ad aiutarlo nel momento difficile che ha passato. Penso sia uno dei giocatori migliori del calcio italiano”.

“La Juventus sembra soffrire contro di voi, come mai?
Non lo so perché, per anni è stata una squadra che ci metteva in difficoltà, partivamo sempre sotto 1-0. Poi negli ultimi anni la ruota è girata, abbiamo vinto la Supercoppa col gol di Murgia e da lì qualcosa è cambiato. I giocatori hanno capito che si può fare. Mi ha fatto molto piacere la vittoria in Supercoppa in Arabia Saudita, soprattutto per come l’hanno approcciata. I ragazzi erano sicuri di vincerla, questo fa capire che dal punto di vista mentale la squadra è al livello della Juve”.

“C’è un episodio che ha fatto cambiare mentalità alla squadra?
La vittoria della Coppa Italia dell’anno scorso. Prima si parlava della Lazio come di una sorpresa che però non aveva ancora fatto il passo decisivo. Abbiamo fatto tanti colloqui con la squadra, dobbiamo essere una squadra che può lottare anche per obiettivi al vertice perché non si possono sentire frasi come “la Lazio ha vinto la Coppa Italia ma è arrivata ottava in campionato”. Abbiamo sempre cercato di proteggere la squadra mettendo obiettivi magari anche un po’ più bassi, ma ora dobbiamo essere chiari e dire per cosa dobbiamo lottare e anche questo ci ha aiutati”.

“Milinkovic-Savic può andare via?
Se i giocatori pensano di aver chiuso un ciclo possono anche andare. Anche il Napoli ha ceduto dei giocatori importanti ed è rimasta comunque competitiva e questo può succedere anche per Milinkovic-Savic. È rimasto cinque anni alla Lazio, ci sono state tante richieste. Le cose vanno valutate sempre al termine della stagione”.

“Preoccupato di riprendere dopo l’interruzione nel miglior momento della Lazio?
Se dovessimo partire domani, vedendo cosa abbiamo vissuto negli ultimi due mesi, penso che siamo la squadra più motivata per vincere questo Scudetto. Sarebbe un grande peccato veder sfumare questo obiettivo, c’è curiosità per vedere come la squadra si presenterà alla ripresa”.

“Il vostro cambio di rotta è arrivato con l’arrivo di Acerbi.
È stata una grande sorpresa, è arrivato quando abbiamo perso De Vrij che è andato all’Inter. Abbiamo conosciuto un calciatore di un altro pianeta, è impossibile non essere un suo fan. È il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, non c’è una partita nemmeno amichevole dove lui non dia il massimo. È un trascinatore”.

“Immobile?
L’unico problema che avevamo all’inizio è che il suo stipendio era fuori dalla nostra portata, appena si è aperto uno spiraglio con il Siviglia siamo stati bravi a intervenire. Lui ci è venuto incontro accettando di ridursi l’ingaggio pur di venire alla Lazio. È un trascinatore, per noi è stata una grossa fortuna”.

 

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Spadafora: “Ripresa del calcio? Per ora non se ne parla proprio”

Spadafora: “Ripresa del calcio? Per ora non se ne parla proprio”

“Leggo cose strane in giro ma nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul Calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del Campionato per ora non se ne parla proprio. Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri danza, piscine, ecc) che devono riaprire al più presto!”, così in un post sul suo profilo Facebook il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, chiarisce il suo punto di vista circa l’eventuale ripresa di allenamenti e campionati di calcio in Italia.

Già tre giorni fa, come si legge su ANSA, Spadafora era intervenuto al programma televisivo ‘Mi manda Rai3’ per chiarire un altro importante punto sul quale sarà fondamentale discutere per decidere per il futuro del calcio giocato, ovvero il protocollo di sicurezza per gli allenamenti in gruppo, senza il quale il Governo non darà l’ok alla ripresa della stagione: “Se la Figc e la commissione tecnico scientifica del governo troveranno un’intesa sul protocollo di sicurezza, gli allenamenti riprenderanno; viceversa sarà il governo a decretare la chiusura del campionato. Se non ci sara’ quell’accordo, ci assumeremo noi questa responsabilità, facendo in modo che il calcio come altri settori possa avere meno danni possibili. Siamo al punto che bisogna lanciare un appello alla lega di Serie A per finire qui con le polemiche e gli scontri. Il calcio deve essere simbolo di leggerezza, passione, di gioco e debba dividerci solo per il tifo”.

 

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Sassuolo: “Dal 4 maggio sedute individuali al Mapei Football Center”

Sassuolo: “Dal 4 maggio sedute individuali al Mapei Football Center”

Con una nota apparsa sul proprio sito il Sassuolo ha ufficializzato la ripresa individuale degli allenamenti per i calciatori presso il proprio centro sportivo. Andiamo a vedere la nota del club neroverde:

“A seguito dell’Ordinanza del 30 aprile 2020 – Decreto 74/2020 della Regione Emilia Romagna con la quale, a far data dal 4 Maggio p.v., saranno consentiti, in strutture a porte chiuse, gli allenamenti in forma individuale di atleti professionisti, anche di discipline sportive non individuali, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, U.S. Sassuolo Calcio comunica che, a partire da lunedì 4 Maggio, sarà concesso ai calciatori professionisti di U.S. Sassuolo Calcio l’utilizzo dei campi del Mapei Football Center per sedute individuali facoltative. Sarà consentito agli atleti esclusivamente l’accesso ai campi, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, mentre resteranno interdetti gli accessi alla struttura del Centro Sportivo (spogliatoi, palestre, uffici). Alle sedute individuali, che si articoleranno nell’arco delle mattinate, dal lunedì al venerdì, con l’utilizzo di tre campi, presenti 6 atleti all’ora (un atleta per ogni metà campo), non presenzierà lo staff tecnico mentre sarà garantito un presidio sanitario di emergenza. Resta inteso che l’accesso al Mapei Football Center e al parcheggio esterno antistante l’ingresso continuerà ad essere interdetto a qualsiasi altra persona che non sia compresa nei soggetti sopra indicati”.

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Coppa Italia verso la cancellazione per dare spazio alla Serie A

Coppa Italia verso la cancellazione per dare spazio alla Serie A

Coppa Italia- Sky Sport ha lanciato l’indiscrezione secondo cui, per terminare la stagione corrente, la Lega Serie A abbia intenzione di sacrificare la Coppa Italia. Se il campionato dovesse riprendere ci sarebbe il rischio che si arrivi anche ad Agosto inoltrato per terminarlo completamente. Le ipotesi vagliate durante l’Assemblea di Lega al momento sono queste: 13 giugno come prima possibilità, ripartendo dalla 27esima giornata, cioè quella di Bologna-Juventus, Atalanta-Lazio e Inter-Sassuolo per restare alle prime della classifica. I recuperi il 17 giugno e finire il 1° agosto, con finale di Coppa Italia il 22 luglio. La seconda ipotesi prevede il via il 20 giugno, i recuperi il 24 giugno, niente Coppa Italia e ultima giornata sempre il 1° agosto. Sembra sempre più probabile la seconda ipotesi, in modo tale che i club si concentrino solo sul campionato e abbiano modo di allenarsi e riposare senza dover pensare all’impegno della Coppa Italia. Al momento le squadre ancora in lizza sono Inter, Napoli, Milan e Juventus. Prima dello stop alle competizioni erano già stati disputati i match di andata delle semifinali fra Inter e Napoli, che aveva visto i partenopei imporsi a San Siro con il punteggio di 1 a 0 con rete di Fabian Ruiz e Milan-Juventus, terminata con il punteggio di 1 a 1 con reti di Rebic per i rossoneri e di Cristiano Ronaldo per i bianconeri.

Nell’edizione dello scorso anno la quadra vincitrice è stata la Lazio che si è imposta nella finale contro l’ Atalanta con il punteggio di 2 a 0.

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Nota del Genoa: “No a playoff e playout, ma la stagione va terminata”

Nota del Genoa: “No a playoff e playout, ma la stagione va terminata”

La società Genoa con una nota apparsa sul proprio sito ha voluto chiarire la proprie idee sulla ripresa del campionato. La società rossoblù ha tenuto a chiarire la totale distanza dalle infondate voci circolate oggi riguardo ipotetici cambi di volontà circa la ripresa del campionato, sottolineando come playoff e playout per il presidente Preziosi ed il Genoa sono totalmente da escludere in quanto andrebbero a modificare in corsa il regolamento della stagione, compromettendone la regolarità di fatto. Andiamo a vedere la nota della società:

“«L’obiettivo prioritario è superare l’emergenza sanitaria, per quanto riguarda il campionato la volontà di tutti resta quella di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza». E ancora, su playoff e playout: «Non si possono imporre oggi regole nuove, mai utilizzate, diverse da quelle che conoscevamo in partenza. Non è previsto in alcun modo. E’ sbagliato a livello di principio oltre che nella pratica: chiunque vuol vedere riconosciuti i proprio sforzi sul campo secondo le regole note a tutti». Questa è la posizione espressa pubblicamente dal Presidente del Genoa Enrico Preziosi il 12 marzo. Posizione che, anche a riguardo di playoff e playout, «rimane invariata». È quanto precisa la Società dopo alcune infondate indiscrezioni fatte trapelare oggi.”

 

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