Denzel Dumfries, il terzino giusto per il Milan

Denzel Dumfries, il terzino giusto per il Milan

Il Milan quest’estate, Rangnick o meno, si rifarà la pelle. I rossoneri vareranno l’ennesima rivoluzione tecnica e con tutta probabilità anche dirigenziale, resta da capire se la dirigeranno Massara-Maldini o Ralf Rangnick. Qualche certezza il Milan l’ha trovata ultimamente: Gigio Donnarumma fra i pali, Alessio Romagnoli al centro della difesa, Theo Hernandez sulla fascia sinistra, Ismael Bennacer in mediana, Rebic e Castillejo come ali; troppo poco, non basta, serve ben altro per tornare in Champions League, servono rinforzi di livello da affiancare a questi ottimi calciatori che stanno facendo bene al Milan.

Come riportato da Calciomercato.com, uno dei problemi più evidenti del Milan è la fascia destra: Conti non dà garanzie fisiche e pesa a bilancio, Calabria non ha mai convinto tecnicamente fino in fondo. Andrea Conti pesa a bilancio per 12,5 milioni di euro, motivo per cui occorrerebbe venderlo a una cifra cospicua per non registrare una minusvalenza. Scenario improbabile, dettato dal singolare calciomercato che ci apprestiamo a vivere, quindi ipotizzare che qualcuno metta sul piatto almeno 15 milioni di euro per Conti sembra piuttosto impensabile. Chi potrebbe salutare tra i due terzini destri è sicuramente Davide Calabria: sole 5 presenze con Pioli, il passato nel vivaio permetterebbe al Milan di registrare una plusvalenza totale ed il ragazzo piace al Bologna di Sinisa Mihajlovic.

Dunque uno tra Conti e Calabria saluterà, più probabilmente il secondo, ma come si legge su Calciomercato.com servirà un titolare da piazzare sulla fascia destra rossonera. Con Mino Raiola il milan dovrà cercare un accordo per Donnarumma e Ibrahimovic, ma nel mentre Raiola ha arricchito la sua preziosa bottega con il richiestissimo Denzel Dumfries, terzino destro olandese originario di Aruba, capitano del PSV e nel giro della nazionale dell’Olanda. Il Milan è molto interessato al ragazzo e la richiesta è di soli 20 milioni di euro, prezzo che potrebbe diventare anche più basso a causa degli effetti che il Coronavirus avrà nel mondo del calcio deprezzando tutti i cartellini dei calciatori. Il terzino classe 1996 piace anche diverse società delle Premier League ma da Raiola è arrivata un’importante apertura al Diavolo: l’idea di poter essere allenato da Rangnick è considerata interessante per la crescita di Dumfries e la possibilità di giocare con una maglia storica come quella del Milan piace e non poco al ragazzo.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Mkhitaryan, Raiola smentisce il messaggio mandato all’Arsenal

Mkhitaryan, Raiola smentisce il messaggio mandato all’Arsenal

Il futuro della Serie A è ancora incerto; mentre in Germania sono pronti a tornare in campo, il massimo campionato italiano non ha ancora deciso se e quando ripartirà. In attesa di una presa di posizione il calciomercato prova, nonostante i ritmi rallentati, a non fermarsi. Sarà una sessione di trattative particolari ma i club, di certo, non rinunceranno a rinforzarsi in vista della prossima stagione. Tra i club più attivi troviamo la Roma che deve risolvere la questione di due calciatori in prestito ma la cui importanza è stata fondamentale; parliamo di Smalling e Mkhitaryan. Nei giorni scorsi calcio era uscita la notizia di come il calciatore armeno avesse mandato un messaggio all’Arsenal, squadra proprietaria del suo cartellino, in cui forzava la mano per una permanenza in giallorosso. Dichiarazione immediatamente smentita da Mino Raiola, procuratore dell’attaccante; ecco le sue parole: “Mkhitaryan non ha mandato nessun messaggio all’Arsenal. Soprattutto in momenti cosi, le fake news sono assolutamente inaccettabili”. Il futuro del classe 1989 è ancora incerto ma, nonostante i problemi fisici, uno con le sue caratteristiche farebbe piuttosto comodo alla Roma e al progetto di Fonseca.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




L’Inter piomba su Pogba

L’Inter piomba su Pogba

Il primo amore non si scorda mai, si sa, e per il duo nerazzurro formato da Beppe Marotta (DS) e Antonio Conte (allenatore) l’amore in questione è rappresentato da Paul Labile Pogba. Ai tempi della Juventus il talentuoso centrocampista francese fu acquistato a parametro zero da Beppe Marotta che lo soffiò al Manchester United da sotto il naso di Sir Alex Ferguson, ma Pogba era solo un ragazzino all’epoca dell’estate del 2012 che fu acquistato per crescere alle spalle di Pirlo, ma Antonio Conte lo reinventò mezzala facendo esplodere il talento del diciannovenne Pogba. L’Inter si è già presa Marotta e Conte dalla recente storia bianconera, chissà che non si prenda anche Pogba.

Come si legge su Tuttosport, tra l’Inter e Mino Raiola non scorre buon sangue, ma Beppe Marotta sta facendo il possibile per riallacciare i rapporti tra la società nerazzurra di Zhang ed il super procuratore di Paul Pogba, così da poterlo convincere a far vestire la maglia della Beneamata al suo assistito nella prossima stagione. Con Raiola l’Inter ha intavolato un discorso anche per Moise Kean dell’Everton, che però interessa anche a Roma e Lazio, mentre su Paul Pogba ci sono fortissimi gli interessi di PSG, Real Madrid e Juventus.

Col calcio giocato ci siamo lasciati tra fine febbraio e inizio marzo, e proprio in occasione della semifinale di Coppa Italia, giocatasi a San Siro tra Milan e Juventus, Mino Raiola disse «Per Pogba l’Italia è una seconda casa come per Ibrahimovic, a Paul non dispiacerebbe tornare alla Juventus. Ma ne riparleremo alla fine degli Europei». 

Pre-Coronavirus il costo di Paul Pogba si aggirava sui 100 milioni di euro più ricco ingaggio, ora quelle cifre non si vedranno per un bel pezzo nel calciomercato e pertanto Marotta e Paratici dovranno ragionare su un’offerta che convinca sia Manchester United che Paul Pogba, magari abbassando l’offerta per il cartellino inserendo un calciatore e proponendo così uno scambio ai Red Devils.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Insigne addio, un altro divorzio in casa Raiola

Mino Raiola, il noto procuratore, si è appena separato da un suo assistito, il capitano del Napoli Lorenzo Insigne.

Le motivazioni dell’addio, che in verità già era nell’aria da mesi, sono molteplici ma i più le adducono ad incomprensioni sulla gestione da parte di Raiola, nate soprattutto per la causa intentata dallo stesso Insigne contro gli ex procuratori. Sta di fatto che la separazione è stata consensuale, dopo esattamente un anno dall’inizio del rapporto, essendo cominciato nell’Aprile del 2019. La scorsa estate l’idea del 24 partenopeo sembrava fosse quella di cambiare aria, ma la richiesta importante di De Laurentiis per il suo cartellino (60 milioni di €) e l’anno di nascita (1991) hanno allontanato qualsiasi pretendente. La volontà di Insigne era addirittura quella di cambiare campionato, provando un calcio diverso come quello della Premier League ma per le motivazioni appena accennate non se n’è fatto nulla e “Lorenzinho” è rimasto all’ombra del Vesuvio. Anche questa sembra essere una delle cause del divorzio con Raiola, accusato di aver puntato più su altri giocatori (vedi Haaland o De Ligt su tutti) tralasciando quelle che erano l’esigenze di Insigne. Alla fine è presumibile che il 24 resterà fino al 2025 se dovesse concretizzarsi un rinnovo a vita (l’attuale contratto scadrà nel 2022) che sembra una soluzione gradita a tutte le parti. La difficile situazione ambientale della scorsa stagione, che si è protratta fino all’inizio di questa (vedi ammutinamento di Salisburgo e rapporti tesi con Ancelotti), che poteva essere ala leva per il suo cambiamento, è rientrata con l’arrivo di Rino Gattuso e del ricucito feeling con i tifosi partenopei. Al momento i nomi che circolano per la procura di Insigne sono quelli del duo Pastorello-Pisacane.

Il punto di vista di Raiola.

Quanto incidono i procuratori nelle trattative? Molto, stando a vedere la storia dello stesso Raiola o di Jorge Mendes, citando i 2 più importanti su piazza. Tanto importante è però la fiducia che si deve instaurare tra procuratore e assistito e l’importanza di questo lo si ritrova nelle trattative di Re Mino. Basti pensare alla carriera di Ibrahimovic, giocatore di un talento fuori al comune ma che, anche grazie al rapporto di fiducia ed amicizia con il suo procuratore, è riuscito ad ottenere contratti ultramilionari in ogni club in cui ha giocato. Nella sua carriera Raiola ha trasformato in oro quai tutto ciò che ha toccato. Il quasi è obbligatorio perché non sempre i rapporti con i suoi assistiti sono stati semplici. Prima di insigne anche l’attaccante belga dell’Inter aveva terminato il suo rapporto professionale con Re Mino per passare alla “scuderia” P&P Sport Management, ovvero la società di Federico Pastorello. Sembra lo spoiler di ciò che succederà con Insigne. Lukaku aveva accusato Raiola di non seguirlo a dovere e di con capire quelle che erano le esigenze di trasferimento dell’attuale 9 intervista ai tempi del Manchester United (rapporto difficile con il club, cessione doverosa). Un altro addio a Raiola è arrivato dall’ex attaccante del Milan M’Baye Niang, il quale dopo aver “divorziato” dal suo ex procuratore si è lasciato andare a dichiarazioni forti come:”Di solito non ho l’abitudine di scrivere ed espormi su questi fatti, ma questa volta sarò chiaro. Non sono rappresentato da Mino Raiola ed è un bene per la mia famiglia”.

Della questione ne ha parlato anche ai nostri microfoni quest’oggi Alessandro Canovi, agente e procuratore FIFA: “Conosco tutte le parti in causa, come il vecchio procuratore, come Raiola. Immagino sia un rapporto personale che non è andato perché da quello che leggo è stato Mino ad aver revocato il rapporto. Ma è una cosa abbastanza naturale che tra giocatore e agente non nasca l’empatia giusta per lavorare. Forse in questo caso bisogna vedere anche gli ultimi due anni travagliati di Insigne che adesso con Gattuso ha trovato la quadratura del cerchio”.

 


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Esclusiva RG24 – Alessandro Canovi: “Bisogna seguire l’esempio della Francia”

Esclusiva RG24. Alessandro Canovi: “Bisogna seguire l’esempio della Francia”

La nostra redazione ha contattato il noto agente FIFA Alessandro Canovi per parlare dell’attuale situazione e delle ultime sul fronte Insigne-Raiola:

Come stai passando da agente e procuratore questo periodo?

“Il lavoro di agente è un’opportunità per migliorare il rapporto con i propri clienti, non potendo fare altro visto che è tutto bloccato. Si potrebbe anche aprire un dibattito sulla visione sul calcio in Italia rispetto ad altri paesi come la Francia dove hanno delle visioni future. Qui viviamo nell’incertezza. Non è un momento facile dal punto di vista lavorativo”.

Come cambia adesso il lavoro del procuratore visto che ci saranno, se si dovesse riprendere, differenze sanitarie ed economiche?

“Il mondo del calcio non è avulso dalle dinamiche della società civile. Il problema economico riguarda anche il calcio, vedremo come riprenderà; prima della pandemia leggevo delle polemiche che non ritenevo giuste a livello morale, però erano vere a livello sportivo ovvero che il lavoro dell’agente era un mestiere antico e invece si deve guardare più nell’attualità non in quanto di quelli che mettono i giocatori da una squadra all’altra ma proprio come servizio che offriamo, come aiutiamo il cliente. Forse saranno messe delle specificazioni al lavoro dell’agente che prenderà valore, visto che il calciatore avrà sempre più bisogno di un assistente personale. Penso che si tornerà alle qualifiche dell’agente di venti o trent’anni fa, ovvero quando si occupavano solo ed esclusivamente dei propri clienti”.

E’ d’accordo con la linea di Tommasi che ha posto un focus importante sul ruolo del giocatore come lavoratore?

“Certo, siamo tutti lavoratori, non siamo avulsi dalla realtà. Il calcio non è un mondo diverso da quello normale. Stiamo parlando di un mondo fatto da gente che lavora. Questa situazione mi auguro riporterà a dei valori antichi, come erano quelli di venti o trent’anni fa perché immaginando l’economia più in difficoltà, sarà riflesso anche sul calcio”. 

Divorzio Insigne-Raiola: che pensiero ha su questa situazione visto che difficilmente un giocatore lascia Raiola ma sono proprio i giocatori a cercarlo visti i benefici che può portare?

“Conosco tutte le parti in causa, come il vecchio procuratore, come Raiola. Immagino sia un rapporto personale che non è andato perché da quello che leggo è stato Mino ad aver revocato il rapporto. Ma è una cosa abbastanza naturale che tra giocatore e agente non nasca l’empatia giusta per lavorare. Forse in questo caso bisogna vedere anche gli ultimi due anni travagliati di Insigne che adesso con Gattuso ha trovato la quadratura del cerchio”.

Il campionato francese è stato il secondo a fermarsi dopo quello italiano per l’emergenza Covid. Quale è la situazione della Ligue 1 per il futuro?

“In Francia hanno dato una data, il diciassette giugno per riprendere a giocare. Chiaramente sempre con determinate condizioni per svolgere in piena sicurezza l’attività. E’ quello che mi auguro succeda anche in Italia. Io non vedo nulla di male nel dare delle date e siamo tutti maturi per capire che senza determinate condizioni sanitaria non si può giocare. Questo fatto di non dare date, di incolpare al calcio, al movimento calcistico di cercare di riprendere; io lo vedo come un valore il voler cercare di riprendere sempre rispettando il principio sanitario. In Francia l’hanno fatto. Il calcio è un movimento importante, stiamo parlando di una grande industria per il mondo. Non vedo nulla di male nel dare degli obiettivi basta che si parla chiaramente. Siamo tutti coscienti che devono esserci le condizioni per riprendere ma almeno si lavora per farlo. Io mi sento di dire che quello di ostacolare è sbagliato come atteggiamento”.

La redazione di RadioGoal24 ringrazia Alessandro Canovi per il suo intervento.




Torino: nel mirino Petagna e Bonaventura

Torino: obiettivo Petagna

Secondo  Tuttosport, il Torino sta pensando già all’attaccante che prenderà il posto di Simone Zaza, in uscita e ancora sul taccuino del Sassuolo, club che lo conosce bene. Il primo nome in lista è Andrea Petagna. La punta della SPAL ha firmato per il Napoli in vista della prossima stagione, ma gli azzurri potrebbero girarlo subito ai granata per arrivare a Belotti.

C’è l’offerta per Bonaventura

Sempre secondo il quotidiano torinese, la squadra di Longo fa sul serio per Giacomo Bonaventura: il presidente Cairo avrebbe già messo sul piatto la propria offerta: 1,5 milioni di euro per tre anni e la promessa di essere al centro del progetto tecnico granata. Il calciatore è ormai a un passo dall’addio dal Milan a parametro zero e parlerà col suo agente Mino Raiola, anche se la sensazione è che aspetterà ancora per valutare bene tutte le proposte che arriveranno nelle prossime settimane

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 



La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio lavora al calciomercato per rinforzare la squadra in vista della prossima Champions League, secondo Lalaziosiamonoi, la dirigenza biancoceleste avrebbe avviato i contatti con Mino Raiola per arrivare ad Alessio Romagnoli. L’ex difensore centrale della Roma ha il contratto in scadenza nel 2022 con il Milan e percepisce circa 3,5 milioni a stagione; i rossoneri si avviano a vivere l’ennesima rivoluzione estiva ed il centrale romano potrebbe rappresentare una pedina sacrificabile per finanziare i nuovi acquisti. Romagnoli non ha mai nascosto la sua fede laziale, tanto che in occasione della semifinale di Coppa Italia nel 2018 non esultò dopo aver trasformato il calcio di rigore decisivo, sarebbe, quindi, un innesto gradito anche alla tifoseria. Potrebbe esserci qualche dubbio riguardo ad un suo possibile adattamento alla difesa a 3, nella quale Romagnoli andrebbe a ricoprire il ruolo di centro-sinistra, alternandosi con Radu; offrirebbe poi a mister Inzaghi anche la possibilità di cambiare modulo se fosse necessario: si potrebbe infatti pensare ad una linea di difesa a 4 con Radu sulla sinistra, Acerbi ed uno tra Romagnoli e Luiz Felipe al centro con Lazzari terzino destro.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?