Inter, Cavani si propone. Può essere l’erede di Lautaro?

Inter, Cavani si propone. Può essere l’erede di Lautaro?

Il calciomercato non dorme mai. In casa Inter si parla continuamente di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione in attacco, eccezion fatta per Lukaku, che al momento sembra l’unico sicuro di restare in nerazzurro. Alle voci sempre più insistenti che vogliono Lautaro Martinez lontano da Milano per abbracciare il blaugrana del Barcellona, si accompagnano, secondo la Gazzetta dello Sport, quelle legate all’approdo di Edinson Cavani. L’uruaguaiano, che sarà uno dei pezzi pregiati del mercato estivo in qualità di svincolato di lusso, si sarebbe proposto all’Inter, nella persona del DS Beppe Marotta. L’attaccante del PSG, che con i parigini ha segnato la bellezza di 200 gol in 301 partite, avrebbe anche il gradimento di Antonio Conte, che lo segue dai tempi in cui “El matador” vestiva la maglia del Napoli. In verità era la prima ipotesi nel caso in cui non si fosse arrivati a Lukaku, prima scelta per questioni di anagrafica in quanto classe ’93 contro i 33 anni di Cavani. Ora staremo a vedere che succederà nel prossimo mercato e se ci sarà il tanto atteso valzer delle punte.

Su Cavani c’è anche forte l’interesse dell’Atletico Madrid di Simeone ma lo scoglio più grande, al momento, che grava sull’arrivo di Cavani all’Inter è quello legato all’ingaggio dell’uruguaiano. Al momento “El Matador” percepisce la cifra importante di 14 milioni di € al PSG e non avrebbe intenzione di abbassare il suo salario. Se le cose dovessero restare così il tutto si concluderà con un nulla di fatto.

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Fifa, si va verso le 5 sostituzioni a partita per prevenire infortuni

Fifa, si va verso le 5 sostituzioni a partita per prevenire infortuni

Non 3 ma 5 sostituzioni a partita. L’idea in verità circola da un pò, tanto che anche il mister della Sampdoria, Claudio Ranieri, l’aveva proposta in tempi non sospetti. Si tratta di aumentare il numero di sostituzioni possibili nel corso di una partita da 3 a 5, in modo tate da poter contare su più giocatori competitivi in panchina. Questo perché i giocatori durante questi 2 mesi di quarantena si sono allenati individualmente, cosa molto differente dalle sedute di gruppo, che saranno possibili a partire dal 18 Maggio.
La decisione finale in merito alla questione spetta all’IFAB, unico organismo abilitato a modificare le regole e a tal proposito si è espresso, riportate nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il presidente della FIFA, Gianni Infantino: “La sicurezza dei giocatori è una delle priorità della Fifa – è scritto in una nota diffusa dalla federazione mondiale  A questo proposito, una delle preoccupazioni è che la frequenza delle partite possa aumentare il rischio di infortuni. Di fronte a ciò e di questa sfida unica da affrontare, quella della realizzazione delle competizioni d’accordo con i calendari previsti, la Fifa propone che venga permesso un maggior numero di sostituzioni”.

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Calciomercato Torino, per il centrocampo si valutano giovani della Serie B

Calciomercato Torino, per il centrocampo si valutano giovani della Serie B

Calciomercato-Per rinforzare il centrocampo la dirigenza del Torino sta seguendo con attenzione giovani promesse della Serie B. Nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport si parla del Torino che verrà, soprattutto per quanto riguarda il centrocampo. La dirigenza granata, infatti, sta valutando parecchi profili della Serie B. Idee per la nuova stagione, nell’attesa che riparta e termini quella attuale. Secondo indicazione di mister Longo, si stanno monitorando alcuni giovani di ottima prospettiva che al momento giocano in Serie B. I nomi più gettonati sono su tutti quelli di Marius Marin, centrocampista classe ’98 del Pisa, che ha disputato 20 partite con 3 assist, e Giulio Maggiore, sempre del 1998, mediano dello Spezia, 22 partite 1 gol e 4 assist per lui.
Oltre ai 2 giocatori citati vanno poi aggiunti quelli del trequartista ventenne Davide Frattesi, giocatore di proprietà del Sassuolo ma oggi in prestito all’Empoli con cui ha giocato 27 partite, segnato 5 gol e fornito un assist e infine il ventiduenne mediano del Perugia Marco Carraro, 25 partite e 1 assist per lui. In particolare Frattesi, che tanto bene sta facendo in questa stagione, è seguito fin dalle giovanili, ai tempi in cui militava nella Roma prima del passaggio al Sassuolo e tra i giocatori citati è quello che ha il costo del cartellino più alto secondo i parametri di Transermarkt. Carraro invece è seguito attentamente anche dalla Fiorentina che nell’eventualità, così come il Toro, dovrà trattare con l’Atalanta che è proprietaria del cartellino. L’ obiettivo della dirigenza granata è quella di formare un gruppo eterogeneo, con un buon mix tra giocatori di esperienza e giovani di prospettiva, in particolare modo nel tentativo di formare un centrocampo solido, muscolare ma con qualità. In questo senso va anche visto il possibile rinnovo di contratto di Rincon.

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Calciomercato Roma, parla il DS del Lipsia: “Schick può rimanere”

Calciomercato Roma, parla il DS del Lipsia: “Schick può rimanere”

Calciomercato – Il direttore sportivo del Lipsia, Markus Krösche, ha rilasciato dichiarazioni interessanti sul quotidiano tedesco Bild in merito a di Patrik Schick. Il giocatore della Repubblica Ceca è attualmente in prestito al al club tedesco fino al 30 giugno 2020, con la possibilità di modificare la formula in acquisto a titolo definitivo. L’agente dell’ex Sampdoria aveva dichiarato che il Lipsia è la sicuramente la soluzione più adatta per il calciatore, testimoniato anche dal fatto che il suo rendimento in Germania è assolutamente convincente rispetto al trascorso in giallorosso. A testimonianza della grande fiducia nei confronti del calciatori è intervenuto proprio il Ds Krösche. Ecco le sue parole“Schick si sente molto a suo agio con noi e immagino che possa rimanere. Al momento l’opzione di riacquisto non è cambiata, ma forse lo farà nelle prossime settimane. Tutti i club dovranno affrontare questa crisi”.

Il calciatore ceco con il Lipsia ha disputato 19 partite, contando tutte le competizioni, mettendo a segno 7 reti. In 2 anni alla Roma ha giocato 58 incontri per 8 gol totali. Ricordiamo che attualmente il Club giallorosso chiede 29 milioni di € per il suo cartellino, cifra che sicuramente potrebbe essere rinegoziata. Il suo cartellino, secondo il sito Transfermarkt, è pari a 20 milioni di €.

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Lazio, si lavora al rinnovo di contratto di Simone Inzaghi

Lazio, si lavora al rinnovo di contratto di Simone Inzaghi

Il patron della Lazio Claudio Lotito ha tutta l’intenzione di non farsi scappare il suo allenatore Simone Inzaghi, tant’è che è pronto a rinnovargli il contratto in scadenza 2021. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, l’ obiettivo è proprio quello di blindare il tecnico di Piacenza offrendogli un contratto a cifre più alte fino al 2025. Inzaghi tanto bene ha fatto sulla panchina biancoceleste, andando in un continuo crescendo fin dal suo approdo nell’Aprile 2016. In verità la storia della Lazio sarebbe cambiata se solo Marcelo Bielsa avesse accettato la proposta di Lotito nell’estate del 2016 che, a quel punto, decise di richiamare proprio Inzaghi. Con la società biancoceleste sono stati ben 4 i trofei vinti: una Coppa Italia nel 2019 e ben 2 Supercoppe Italiane nel 2017 e nel 2019, queste ultime sempre ai danni della Juventus. In campionato, invece, il primo anno intero sulla panchina della Lazio è stato concluso all’ottavo posto, così come la stagione passata. Le annate 2016-17 e 2017-18 entrambe al 5° posto in classifica.

Nel corso di questa stagione, prima dello stop a causa dell’emergenza Coronavirus, Inzaghi aveva condotto la Lazio nelle zone alte della classifica, con 19 vittorie, 5 pareggi e 2 sole sconfitte in 26 partite. La qualificazione alla prossima Champions League è già assicurata ma il sogno Scudetto potrà riprendere una volta ricominciato il campionato di Serie A.

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Coronavirus, il campionato riprenderà tra molti dubbi ed incertezze

Coronavirus, il campionato riprenderà tra molti dubbi ed incertezze

Coronavirus – Nonostante le precedenti dichiarazioni di Cellino e Cairo, patron di Brescia e Torino che si erano detti contrari alla ripresa del campionato, ieri durante l’assemblea di Lega Serie A tutti i 20 presidenti si sono mostrati concordi nel voler terminare la stagione. In verità i contrari alla ripartenza non hanno cambiato idea subito, ma si sono allineati per compattare la Lega calcio, cercando di trasmettere quantomeno l’idea di unione in questo particolare momento. Questo anche per fronteggiare in maniera decisa i problemi che deriveranno dalla sicura battaglia legata ai diritti tv. Secondo quanto riporta Il Corriere dello Sport in questo senso FIGC e Lega si sono svincolate, facendo ricadere la responsabilità della distribuzione dei soldi che arriveranno dalle TV un onere che spetterà al Governo.

Per quanto riguarda invece l’aspetto sanitario i club hanno mostrato perplessità in merito al protocollo sanitario FIGC, ovvero che il documento è risulta essere inapplicabile per diversi motivi. Pare che il governo voglia prendere tempo e chiederà ai dodici componenti della commissione medico scientifica della FIGC di presentare un secondo protocollo sanitario. Non convince infatti il primo piano presentato perché non sono molto chiare le modalità dei ritiri, così come la su chi debba ricadere la responsabilità giuridica di attuazione del protocollo. Al momento, sempre secondo il primo protocollo, questa responsabilità giuridica ricadrebbe sui medici societari che sarebbero allo stesso tempo i controllori e i controllati e sembra non vogliano prendersela, soprattutto se dovesse verificarsi un caso di positività nel gruppo squadra che non comprende solo i giocatori. Tutte queste perplessità passeranno prima al Ministro Spadafora poi alla Lega Calcio stessa, al fine di avere un piano sicuro prima della definitiva ripresa del campionato.

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Coronavirus, Arsenal: Ozil e le sue braccia corte. No a riduzione stipendio

Coronavirus, Arsenal: Ozil e le sue braccia corte. No a riduzione stipendio

Il taglio degli stipendi dei giocatori è uno dei temi più affrontati dall’inizio della sospensione dei vari campionati a causa dell’emergenza Coronavirus. Molti giocatori hanno accettato le decurtazioni o le sospensioni dei propri stipendi per non andare a gravare ulteriormente sui club proprietari dei loro cartellini in questo momento di crisi. In Serie A quasi tutti i tesserati si sono resi disponibili, anche per dar modo alle società di pagare gli stipendi nella loro interezza a tutti i dipendenti che non siano i giocatori. Nessun giocatore della massima serie si è rivoltato a questa proposta. Caso differente, invece, in Premier League. Con una nota sul proprio sito ufficiale l’Arsenal ha annunciato nella giornata di lunedì l’accordo volontario con i giocatori della prima squadra, il capo allenatore e il personale di base, che per aiutare il club a sostenere questo momento critico derivante dalla crisi per il coronavirus hanno accettato una riduzione dello stipendio del 12,5% per un anno (fino a marzo 2021), un importo da rimborsare nel caso in cui i “Gunners” si qualificassero per la Champions sia in questa stagione che nella prossima.

C’è però chi non ha accettato le direttive del club. Parliamo del tedesco Mesut Ozil. L’ex numero 10 del Real Madrid, che è il giocatore dallo stipendio più alto di tutto il club, 350mila sterline alla settimana, circa 20 milioni di euro l’anno, insieme ad altri 2 giocatori di cui non si conoscono ancora le generalità, ha rifiutato la proposta del club, motivandola così: “Non raccomanderei di accettare un taglio oggi perché non so se domani il campionato riprenderà e se i club avranno i soldi dalle televisioni. Il reale impatto finanziario sui club si vedrà tra tre o sei mesi, non oggi. Differire i pagamenti è un’opzione ma non concordare un taglio oggi quando i club potrebbero ancora ottenere lo stesso profitto dell’anno scorso. Quando i politici dicono ai giocatori di fare la loro parte è solo un modo per distrarre le persone perché non sanno nemmeno proteggere il personale del Sistema Sanitario Nazionale. Facile puntare a questi ‘avidi’ calciatori di Premier League, senza sapere che molti di essi fanno beneficienza”.

Questo invece quanto detto dal suo procuratore“Ho raccomandato io a Mezut di non aderire all’accordo – le parole del procuratore – perché non siamo a conoscenza di cosa accadrà in futuro. Se la Premier League ripartirà e se il club incasserà i diritti televisivi”.

Sicuramente un gesto che verrà ricordato, in negativo, soprattutto da tutti i tifosi dei Gunners.

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Coronavirus, contratti e prestiti in scadenza al 30 Giugno. Che succederà?

Coronavirus, contratti e prestiti in scadenza al 30 Giugno. Che succederà?

Coronavirus – Sono parecchie le questioni che devono essere risolte prima della (sempre più probabile) ripresa del campionato come quella legata soprattuto alla scadenza dei contratti e prestiti di molti giocatori della Serie A. Molti infatti sono in scadenza 30 Giugno 2020. Cosa succede, quindi, se il campionato dovesse allungarsi fino a Luglio o addirittura fino ad Agosto? Ibrahimovic, Mertens, Callejon solo per citarne alcuni. Vanno valutati anche i casi di altri giocatori come i prestiti di Icardi dall’Inter al PSG, Nainggolan dall’Inter al Cagliari o Smalling dal Manchester United alla Roma. O ad esempio di giocatori che già hanno firmato un contratto con la nuova squadra come Petagna che passerà dalla SPAL al Napoli. I giocatori appena citati, ma ce ne sono molti altri, il 30 giugno vedranno cambiare le loro attuali condizioni contrattuali: chi per scadenza e mancato rinnovo, chi per termine di un prestito e mancato riscatto, chi per acquisizione da parte di altri club a partire da quella data. Il tema sarà dibattuto anche Lunedì in Lega Serie A per confermare le indicazioni date dagli organi internazionali che regolano il calcio.

 A tal proposito è intervenuta la Fifa che ha dichiarato testualmente: “I contratti dei giocatori in scadenza terminano di solito nella data di conclusione della stagione. La proposta è dunque di prorogare i contratti fino a quando la stagione non terminerà effettivamente, in linea con l’intenzione originaria delle parti al momento della firma del contratto, anche per preservare l’integrità e la stabilità sportiva. Un principio analogo si applica ai contratti che decorreranno dall’inizio della nuova stagione: l’entrata in vigore di tali contratti è ritardata fino a quando inizierà effettivamente la stagione successiva”.

I giocatori di Serie A in scadenza al 30 giugno (Transfermarkt)

Squadra Giocatori in scadenza al 30/06
SPAL 7
Bologna 5
Cagliari 5
Genoa 4
Inter 4
Lazio 4
Lecce 3
Milan 3
Sampdoria 3
Verona 3
Fiorentina 2
Juventus 2
Napoli 2
Sassuolo 2
Torino 2
Udinese 2
Atalanta 1
Brescia 1
Parma 0
Roma 0

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Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus – Il quotidiano ‘La Repubblica‘ pone l’accento sulla ripresa degli allenamenti prima e della conseguente ripresa del campionato poi. Come tutti ben saprete il 4 Maggio comincerà la famosa fase 2 e fino a quel momento continuano le discussione su come, quando e perché debba riprendere la Serie A. Al momento sono 7 le squadre che sono contrarie alla ripresa del campionato( (Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina) e che hanno sollevato parecchie rimostranze alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A. Oltre a questo c’è da valutare anche un’altra questione, quella sui contratti in scadenza il 30 giugno e sui prestiti con diritto o obbligo di riscatto.  Quello che al momento sappiamo è che il Governo, nella giornata di domani, dovrà rendere note direttive e linee guida.
Tra le 7 squadre citate ce ne sono 2 che di riprendere proprio non hanno intenzione, concetto già esposto a più riprese: sono il Torino e il Brescia, nelle figure dei rispettivi presidenti Urbano Cairo e Massimo Cellino i quali si sono esposti in prima persona per ribadire la loro assoluta contrarietà alla ripresa della Serie A.

Ci sono altri 2 club di Serie A, invece, che sono voluti intervenire ufficialmente per smentire alcune voci che le volevano nel gruppo delle contrarie alla ripresa del campionato. Parma e Fiorentina, attraverso i loro canali, hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Parma Calcio 1913, in riferimento ad erronee ed imprecise indiscrezioni di stampa, è costretto a ribadire in modo inequivoco la posizione assunta sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Ossia la piena disponibilità alla ripresa della stagione calcistica, qualora le condizioni sanitarie del Paese lo permettessero e – di conseguenza – le decisioni delle autorità competenti la definissero”, ha chiarito il Parma.

“La Fiorentina smentisce categoricamente di essersi dichiarata contraria alla ripresa del campionato. La Fiorentina ha sempre dichiarato di essere totalmente disponibile alle decisioni che la Lega e il Governo prenderanno”, si legge in una nota del club viola.

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Sampdoria, Ranieri: “Mi vedo bene qui. Gran feeling con squadra e tifosi”

Sampdoria, Ranieri: “Mi vedo bene qui. Gran feeling con squadra e tifosi”

Il tecnico della Sampdoria, Claudio Ranieri, ha parlato rilasciato parecchie dichiarazioni interessanti nel corso di una diretta a Casa Sky Sport. Sono stati tanti i temi affrontati, tra i quali la straordinaria vittoria della Premier League con il Leicester ma in particolare modo della sua esperienza a Genova, auspicando di poter continuare l’avventura. L’ ex allenatore della Roma dice di trovarsi bene e di avere un buon rapporto con squadra, società e tifosi, anche se sta vivendo uno dei momenti più difficili a causa della pandemia.

Ecco le sue parole: “Vivo tutto con grande fiducia di ritornare alla normalità. Dobbiamo rispettare le direttive ma sarà bello e gioioso tornare ad allenarci insiemeQuando sono arrivato ha sempre piovuto per un mese, ora sono dentro casa e vedo il mare solo al tg. Mi vedo bene qui, c’è un grande feeling con società, squadra e tifosi. Sono molto fatalista, cerco di star bene qua e fare bene qua. Resterà nella mia memoria la partita contro il Lecce: ci fecero gol in contropiede e cercammo il pareggio con i tifosi che ci spingevano. A fine partita ci fischiarono, non mi era mai capitato. Non ce l’avremmo fatta senza la loro spinta, ma il messaggio era che così non andava».

Sulla panchina Doriana il tecnico Romano, dal suo approdo a Genova nell’Ottobre 201, ha allenato in 19 partite, vincendone 6 (tra cui il Derby con il Genoa), pareggiandone 5 e perdendone 8.

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