Cessione Roma: Pallotta cerca nuovi soci e guarda in Arabia Saudita

Cessione Roma: Pallotta cerca nuovi soci e guarda in Arabia Saudita

Il coronavirus, con il conseguente stop della Serie A, ha portato numerosi problemi nel mondo del calcio; uno di questi riguarda la Roma e la questione riguardante la cessione societaria. Prima della pausa forzata, infatti, Pallotta era in trattativa con Friedkin e sembrava essere veramente vicino il cambio di proprietà per la squadra capitolina. Con la pandemia, ovviamente, è cambiato tutto e ora l’attuale presidente giallorosso si sta guardando intorno alla ricerca di nuovi soci. Uno potrebbe arrivare direttamente dall’Arabia Saudita dove, il proprietario di un fondo saudita Muhammad bin Salman, sembrerebbe interessato alla Roma. In realtà nel mirino del principe ci sta da tempo il Newcastle ma l’affare, da circa 400 milioni di euro, non di facile soluzione; ecco allora che uno degli uomini più ricchi del mondo sta guardando in Italia e, in particolar modo, a Roma dove la squadra capitolina ha voglia di voltare pagina e diventare uno dei club più importanti a livello nazionale e internazionale. Il percorso, ovviamente, non è semplice e i soli soldi non basterebbero ma avere al timone uno come il principe saudita è sicuramente una buona base di partenza.

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Roma-Friedkin, questo matrimonio non s’ha da fare

Roma-Friedkin, questo matrimonio non s’ha da fare

Si era arrivati a tanto così dalla chiusura definitiva, e invece niente da fare, almeno per ora. Era dicembre, quando Pallotta e Friedkin si stringevano virtualmente la mano dopo aver concordato la cifra per la cessione del club giallorosso: la Roma sarebbe passata a Friedkin per 710 milioni di euro. Troppi, sostennero in molti, ma ora a quanto pare non c’è più da preoccuparsi di quella cifra perché, stando a quanto riportato da Il Corriere dello Sport, la trattativa ha subito una frenata così brusca che rischia di naufragare definitivamente.

Tra dicembre e febbraio il dialogo tra i dirigenti della Roma ed il magnate texano era quotidiano, poi l’esplosione del coronavirus ha cambiato tutto ed ora Pallotta e Friedkin non si sentono da settimane. Nella mente dei romanisti sono ancora vive le immagini dei legali del texano che arrivano in sede per trattare l’acquisizione del club, ma ormai quelle immagini sono solo un ricordo perché al momento la trattativa è saltata e non si sa se potrà mai riprendere. Qualora dovesse riprendere in futuro, sicuramente andrà rivista tutta la documentazione ma soprattutto la cifra per l’acquisizione del club, visto che la Roma (come ogni altra società) sì è deprezzata per via del coronavirus e potrebbe ancora perdere di valore se il campionato non dovesse riprendere. C’è scetticismo generale anche su una possibile ripresa futura della trattativa dato che l’orizzonte non è chiaro ed al momento non si hanno sicurezze né sulla ripresa del campionato, né sul FairPlay finanziario.

James Pallotta resta al timone della Roma, dunque, e anch’esso non ha pochi problemi al momento: la Roma arriva da un bilancio semestrale che vede il consolidamento del suo debito complessivo a 264 milioni, con una perdita netta di quasi 87 milioni. Per questo è stata fondamentale la rinuncia a quattro mensilità da parte di giocatori e staff tecnico, una mossa che alleggerirà il bilancio di circa 35 milioni. Entro dicembre andrà varato un importante aumento di capitale per far respirare le casse societarie e molto probabilmente una parte verrà versata già entro fine mese.

Capitolo Edin Dzeko

Rischia il taglio il capitano, e non dell’ingaggio. Il centravanti bosniaco e capitano giallorosso Edin Dzeko a fine stagione potrebbe fare le valigie, questo perché ha un importantissimo ingaggio da 8,8 milioni lordi a stagione (fino al 2022) ed il coronavirus ha devastato le casse della società Roma che adesso siederà con Dzeko pere trovare una soluzione: ingaggio ridotto e spalmato, magari fino al 2023, o sarà cessione. Per Edin Dzeko non mancano le pretendenti (Inter su tutte) ma Fonseca e la Roma vorrebbero tenersi stretto il centravanti, quindi ora la palla passa a Petrachi e Fienga che dovranno trovare una soluzione che faccia felici tutti.

 

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Quale futuro societario per la Roma?

Quale futuro societario per la Roma?

L’esplosione del Coronavirus ha rallentato la trattativa tra Friedkin e Pallotta per l’acquisizione della Roma. Rallentano, non arrestato. Come riportato da Il Corriere dello Sport, sono due le date che segnano il ritorno di Friedkin sulle tracce della Roma: il 30 aprile ed il 30 giugno. Quella del 30 aprile rappresenta già uno snodo importante per riaccendere la trattativa, visto che in quella data la Roma dovrà pubblicare la semestrale del bilancio approvata al 31 dicembre, che prevede perdite di esercizio di circa 87 milioni. La ripresa dovrebbe consentire al mondo economico di ricominciare a produrre nel giro di qualche settimana, allora Friedkin potrà valutare l’impatto della crisi sul sistema calcio e sui conti del club per cominciare a rivedere le cifre dell’operazione. L’altra data fondamentale sarà quella del 30 giugno: in quella data le società calcistiche chiudono e consegnano il bilancio, che per la Roma si preannuncia in forte rosso, solo allora quindi si potrà capire effettivamente quanto Pallotta dovrà immettere di liquidi nella società (al momento si parla di un’iniezione da circa 150 milioni).

Dopo queste due date la trattativa potrà riprendere spedita, portando Friedkin e Pallotta a rivedere le cifre per la cessione, con il nuovo magnate americano che giocherà a ribasso con l’attuale proprietario della Roma, forte della svalutazione del bene e della crisi economica generale. Al momento, a venire incontro alla società ci hanno pensato i calciatori col taglio degli stipendi che ha dato una boccata d’aria ai conti del club, ma ancora non è abbastanza per sanare il bilancio e perciò anche le strategie di mercato andranno riviste, con l’abbassamento generale del monte ingaggi ed i riscatti di Smalling e Mkhitaryan che si complicano.

In un periodo pieno di incertezze, l’unico spiraglio è che le parti hanno voglia di proseguire e di portare a termine l’operazione.

 

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Roma, bisogna sistemare i conti!

Roma, bisogna sistemare i conti!

Il Coronavirus ha complicato tutto, anche nel mondo del calcio, mettendo nei guai numerose società calcistiche. Come si legge su Il Messaggero, uno dei club più in difficoltà al momento è la Roma di James Pallotta, quella che se non ci fosse stata l’esplosione del Coronavirus sarebbe diventata in primavera la Roma di Dan Friedkin.

L’attuale presidente della Roma, aspettando che la situazione migliori per ricominciare a trattare con Friedkin la cessione del pacchetto di maggioranza delle quote del club, dovrà intervenire in inverno con un aumento di capitale per dare nuova linfa vitale alle casse societarie, casse che al momento registrano una serie di brutti colpi sofferti per via di questa situazione pandemica: i cartellini dei calciatori si sono svalutati al momento del 28%, non è detto che si torni a giocare e pertanto potrebbero non esserci più gli introiti previsti sin da inizio stagione, in più prima dell’esplosione del Coronavirus la Roma aveva già fatto registrare un -87 milioni in bilancio che diventeranno circa 110 milioni al 30 giugno.

Le speranze per il popolo romanista sono due: che Friedkin e Pallotta ricomincino presto a trattare, ritoccando le cifre della cessione al ribasso visti gli handicap economici sofferti dalla Roma (non sarà certo più una cessione a 704 milioni), e che la UEFA vari un allentamento della morsa del Fair Play Finanziario che permetta a tutti i club (non solo la Roma è in difficoltà) di riorganizzarsi senza subire troppo il contraccolpo economico che rischierebbe di far implodere fin troppe società.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Gravina: “Cessione Roma? Si, credo andrà avanti”

Gravina: “Cessione Roma? Si, credo andrà avanti”

In un’intervista rilasciata a LaRoma24, il presidente Gabriele Gravina della FIGC ha parlato della cessione della Roma da Pallotta a Friedkin che nelle ultime ore ha fatto registrare un rallentamento ma non uno stop definitivo, come era stato erroneamente riportato da alcuni nella notte. Queste le parole di Gabriele Gravina“Ci sono delle norme che regolano il passaggio dei pacchetti azionari, noi siamo stati informati per le vie brevi, siamo in attesa di ricevere tutta la documentazione prevista dalle norme, ma forse ora ci sono altre priorità, quindi saranno oggetto di valutazione da parte della nostra commissione interna per dare il via libera al passaggio sotto il profilo sportivo, poi sapete che civilisticamente noi possiamo incidere poco. L’operazione va avanti? Mi sembra di sì, credo proprio di sì“.

Anche l’attuale presidente James Pallotta ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo la trattativa per la cessione del suo club a Dan Friedkin: “Che ‘cielo’ (giocando sulla traduzione di Sky) fai?”, le parole del presidente in merito alle ultime indiscrezioni, poi alla domanda se al momento l’affare è ancora possibile ha risposto con un secco Sempre“.

 

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Tutti gli assi nella manica di Petrachi

Tutti gli assi nella manica di Petrachi

Il Coronavirus ha rallentato tutto, anche il passaggio di proprietà da Pallotta a Friedkin, e questo in casa Roma rappresenta un grosso problema non solo per i tifosi che sognavano un nuovo inizio, ma anche per le casse del club e per i piani del DS Petrachi. Gianluca Petrachi, già, che ora si ritrova a dover reinventarsi un mercato estivo vista l’assenza del denaro fresco che avrebbe messo Dan Friedkin, tra rinnovi, esuberi, riscatti e ristrutturazione di una squadra che necessita di giocatori pronti e forti che alzino il livello generale di talento della rosa.

Come si legge su Transfermarkt, i giocatori che a giugno andranno in scadenza coi propri club sono molti e tra loro ce ne sono diversi di indubbio talento che tornerebbe utili alla Roma di Fonseca.

DIFESA: per il reparto arretrato, dove per forza di cose andranno acquistati almeno un centrale esperto ed un terzino, tra i futuri parametri zero troviamo due vecchi obiettivi della Roma come Jan Vertonghen ed Ezequiel Garay: entrambi centrali difensivi, il belga è un classe ‘87 ed è in uscita dal Tottenham mentre l’argentino è un classe ‘86 che si svincolerà dal Valencia. Per le fasce invece si fanno largo i due terzini del PSG: il terzino destro belga Thomas Meunier (classe ‘91) ed il mancino francese Layvin Kurzawa (classe ‘92), quest’ultimo vicinissimo alla Juventus a gennaio e gestito da Mino Raiola che con gli uomini di Trigoria ha conservato ottimi rapporti.

CENTROCAMPO: qui forse troviamo i calciatori che più interessano in casa Roma: Giacomo Bonaventura e Viktor Kovalenko. Jack Bonaventura si libererà dal Milan, col quale ormai sembra impossibile un rinnovo, e sul tuttofare classe ‘89 oltre che la Roma ci sono anche Napoli, Torino e Lazio. Una delle richieste di Fonseca invece ha molte probabilità di sbarcare a Trigoria questa estate: Viktor Kovalenko, centrocampista centrale o trequartista classe ‘96, già allenato dal tecnico portoghese allo Shakhtar dal quale si libererà a giugno.

ATTACCO: in scadenza a giugno, per il reparto offensivo, ci sono tanti di quei giocatori per i quali Gianluca Petrachi sarebbe pronto ad offrire immediatamente un contratto. Non si registra alcun interesse della Roma al momento per Cavani e Gotze, complici gli ingaggi proibitivi dei due, ma i giallorossi stanno corteggiando da diverso tempo un altro attaccante che andrà a parametro zero tra qualche mese: Dries Mertens. L’attaccante del Napoli ha un principio di accordo per il rinnovo col club partenopeo ma la firma tarda ad arrivare e Petrachi si è infilato da tempo nella trattativa: il belga classe ‘87 piace moltissimo sia al DS Petrachi che al tecnico Fonseca, che vedrebbe in lui la spalla perfetta di Edin Dzeko per formare una coppia formidabile. Per il ruolo di ala attenzione a due vecchi obiettivi della Roma: entrambi in uscita dal Chelsea a giugno a parametro zero, William (classe ‘88) e Pedro (classe ‘87) rappresentano due opzioni interessanti sulle quali Petrachi potrebbe tornare a breve.

 

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La Roma che verrà

La Roma che verrà

Il Coronavirus ha fermato il calcio giocato, non la ristrutturazione e la programmazione della nuova Roma. Mentre si attendono novità circa il passaggio di proprietà, rallentato anch’esso dell’esplosione del virus, il DS Petrachi e l’AD Fienga lavorano per progettare la Roma che verrà tra rinnovi, riscatti, nuovi acquisti e cessioni.

Sul fronte societario, così come riportato da Corriere dello Sport, si registra sì un rallentamento della trattativa tra Friedkin e Pallotta ma non uno stop definitivo, tutt’altro: si procede a fari spenti e col motore al minimo, sperando che il Coronavirus lasci in pace il mondo quanto prima per riprendere a correre al più presto verso l’acquisizione del club. L’impatto che il Coronavirus ha avuto sul calcio, e quindi anche sulle casse della Roma che non hanno avuto gli introiti previsti ad inizio stagione, sicuramente farà rivedere le cifre della cessione del club da Pallotta a Friedkin. Nel frattempo la Roma resta a Pallotta ed il club ha bisogno di un’iniezione di denaro fresco quanto prima: entro la fine di dicembre andrà varato l’aumento di capitale da un massimo di 150 milioni per permettere al bilancio societario di respirare.

Fienga e Petrachi intanto lavorano sodo, c’è una Roma da costruire in vista della prossima stagione. L’AD ha avuto mandato di rivedere i contratti dei giocatori che non sono titolari per cercare di abbassare il monte ingaggi (decisamente troppo pesanti rispetto al minutaggio avuto sono i contratti di Jesus, Fazio, Peres e Perotti) e di risolvere la quesitone Pellegrini: l’entourage del ragazzo vorrebbe un contratto da top player (3 milioni di ingaggio) mentre la Roma vorrebbe togliere la clausola rescissoria da 30 milioni, le parti risultano comunque vicine ad un accordo.

Gianluca Petrachi lavora al mercato invece, sia in uscita che in entrata. Il DS ha come priorità quella di risolvere la questione legata ai riscatti di Smalling e Mkhitaryan: per il difensore inglese il Manchester United chiede 25 milioni di euro ma nelle ultime ore la squadra di Solskjaer si è fiondata su Koulibaly per rinforzare il reparto difensivo, l’eventuale acquisto del centrale del Napoli da parte dei Red Devils permetterebbe a Petrachi di ottenere uno sconto per Smalling che diventerebbe un esubero in casa United, discorso diverso invece per Mkhitaryan (come si legge su La Gazzetta dello Sport) che ha la stessa valutazione di Smalling (anch’esso 25 milioni) ma gli infortuni e l’età stanno spingendo Petrachi a ragionare su un’altra stagione in prestito oneroso nella capitale più che ad un acquisizione a titolo definitivo, in tal senso torneranno utili i rapporti col procuratore Raiola che spingerà l’Arsenal a rinnovare Mkhitaryan (scadenza 2021) magari spalmando l’ingaggio per permettere così alla Roma di richiederne il prestito (anche biennale). Ci sarà poi da trovare una sistemazione definitiva agli esuberi: Patrick Schick è promesso sposo al RB Lipsia che con tutta probabilità riscatterà il ragazzo per 29 milioni, per Nzonzi al Rennes verosimilmente si procederà con un rinnovo del prestito (per risparmiare un altro anno di ingaggio) e puntare al riscatto nell’estate del 2021, discorso diverso invece per quanto riguarda Rick Karsdorp che col Feyenoord stava facendo bene ma non era stata inserita alcuna cifra per il riscatto post prestito, il club olandese vorrebbe comunque tenere il terzino e sembra che nell’affare potrebbe rientrare l’esterno offensivo Steve Berghuis che piace molto a Petrachi. Difficili, se non impossibili, i riscatti da parte di Sassuolo e Almeria per Defrel e Coric che quindi rientreranno alla base. Infine ci sarà da capire il futuro di Alessandro Florenzi ma qui sia confermalo che cederlo sembra più semplice, le pretendenti non mancano ma il ragazzo vorrebbe convincere Fonseca. Intanto per il mercato in entrata si registra un interesse di Gianluca Petrachi per il difensore Gonzalo Montiel: terzino destro del River Plate, classe ‘97, argentino, viene valutato circa 10 milioni di euro ma sul contratto ha una clausola rescissoria da 20 milioni sulla quale il club di Buenos Aires potrebbe giocare per alzare il prezzo, sul ragazzo si registrano gli interessi anche da parte del Betis Siviglia, del West Ham e del Crystal Palace.

Fienga e Petrachi lavorano, Pallotta e Friedkin trattano, tutti per costruire la Roma del futuro, mentre i tifosi sognano che i capitani storici Totti e De Rossi tornino a casa e non è escluso che possano farlo con la nuova proprietà. Sognare è lecito, d’altronde Totti in un’intervista a DAZN (risalente a gennaio) rispose mai dire mai riguardo alla domanda su un suo futuro ritorno alla Roma…

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Roma, Friedkin non molla e osserva da lontano

Roma, Friedkin non molla e si attendono notizie sul fronte dell’imprenditore americano che prima dello stop del campionato aveva pronta la firma sulle carte che gli avrebbero consegnato lo storico club giallorosso.

Una trattativa che non si è fermata definitivamente, certamente rallentata, ma non nelle intenzioni; infatti Dan Friedkin e Ryan Friedkin stanno solo attendendo di avere più chiaro il futuro prossimo del calcio italiano ed europeo, fermo insieme a tutto il mondo per fronteggiare l’unico nemico attuale, il Coronavirus.

Scelta obbligata, visto che l’ingresso in società prevede anche una programmazione lavorativa impossibile da costruire al momento, non essendoci alcuna certezza sulla ripresa della stagione in essere e non conoscendo neanche quali saranno le modalità della prossima.

Sul fronte economico, come riporta il Corriere dello Sport, c’è ancora qualche distanza tra la valutazione di Friedkin e quella di Pallotta, valutazione che vista la situazione potrebbe ancora variare. Probabilmente questo non fermerà la trattativa anche ‘perché la volontà è chiara da parte di entrambi; Pallotta vuole vendere e anche in fretta, Friedkin è deciso nell’intento di investire nella società romana e provare ad esportare il suo modello di marketing alla’americana, ancora più intraprendente di quello esposto dal bostoniano Pallotta, il quale è riuscito solo in parte a cambiare il fatturato ed il prestigio della società giallorossa, migliorandone sì il brand ma non ottenendo risultati dal punto di vista sportivo.


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