La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

Si riparte il 13 giugno! Governo permettendo, s’intende. Questa è la decisione presa dai club di Serie A riunitisi in videoconferenza quest’oggi in assemblea, che hanno indicato il 13 giugno come prima data utile per riprendere a disputare il campionato. Come si legge su Il Corriere dello Sport, la decisione è stata presa oggi con 16 voti a favore sulle 20 squadre partecipanti alla video conferenza, mentre le altre 4 squadre rimanenti hanno votato a favore della ripartenza al 20 giugno. Nei prossimi giorni si attende inoltre l’ok da parte del governo per la ripresa degli allenamenti collettivi, per tutte le squadre, a partire da lunedì prossimo (18 maggio). Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nei giorni scorsi, aveva vincolato il nullaosta alle modifiche del protocollo della Federcalcio, che devono seguire le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Se dovesse passare ufficialmente la ripartenza del campionato il 13 giugno, l’attuale bozza di calendario prevede partite ogni 3-4 giorni fino alla conclusione del 2 agosto, con pause soltanto per disputare le semifinali di ritorno e la finale di Coppa Italia, in calendario rispettivamente il 1° e il 22 luglio.

Questo il comunicato apparso sul sito della Serie A al termine dell’odierna assemblea: “L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della FIGC le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”.

La Lega Calcio, dunque, ha respinto la richiesta di sconto presentata da Sky in merito all’ultima rata dei diritti televisi per la stagione 2019/2020. Secondo Calcio e Finanza l’ultima rata vale circa 162 milioni, di cui 130 da Sky e 32 da DAZN.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

La Uefa è preoccupata per le sorti del calcio italiano, a sostenerlo è il giornalista di Sky Sport Alessandro Alciato. A Nyon, nelle ultime ore, hanno avvertito chiaro un rischio: con le recenti richieste del Comitato Tecnico Scientifico alla Federcalcio, fra cui la quarantena per tutto il gruppo squadra in caso di positività di un calciatore – regola per adesso valida per gli allenamenti, ma è facile intuire che verrà estesa all’eventuale ripresa delle competizioni – le italiane rischiano di non portare a termine neanche la stagione di coppa, che la Uefa sta facendo di tutto per preservare. Atalanta, Juventus e Napoli sono ancora in corsa in Champions League, Inter e Roma in Europa League. Senza contare il percorso ad ostacoli facilmente prevedibile anche per l’Italia di Mancini attesa a settembre dai primi impegni in Nations League, e questo è un altro punto caldo. Se tutte le grandi federazioni europee – spinte dai rispettivi governi – andranno in una direzione, e la Federcalcio sarà costretta dagli scienziati del Governo a frenare in quella opposta, fino a quando non ci sarà una sorta di rischio zero per i giocatori, il calcio italiano rischia l’isolamento dal resto d’Europa. Nazionale compresa, almeno con la situazione di oggi.

 

Ecco perché assume un’importanza sempre maggiore l’imminente riunione fra Conte e i numeri 1 di Federcalcio e Lega, Gravina e Dal Pino. Insomma, molto ruota intorno alle scelte del Premier, mentre quelle della Premier League  e della Bundesliga porteranno all’isolamento dei calciatori contagiati e non di tutta la squadra.

 

Restando al protocollo italiano, ne ha parlato il Consiglio di Lega, senza trarre alcuna conclusione. Il concetto è: “Aspettiamo quello definitivo”. Se ne sta per riparlare anche in Assemblea. E proprio in queste ore la Federcalcio sta consegnando al Comitato Tecnico Scientifico il protocollo aggiornato, dopo le recenti richieste. A proposito del Comitato Tecnico Scientifico: a molti non è piaciuto quanto scritto nero su bianco nell’ultimo verbale dove, al punto 1, si parlava di “documentazione inizialmente fornita dalla Figc largamente lacunosa e imperfetta”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Serie A, parla l’ex medico della Nazionale Castellacci

Serie A, parla l’ex medico della Nazionale Castellacci

L’ex medico della Nazionale Enrico Castellacci è stato intervistato da Tuttomercatowebradio ed ha rilasciato delle dichiarazioni che lasciano presagire pessimismo sulla ripresa del campionato. Castellucci si è soffermato sulla rivalutazione della figura del medico nel calcio come nella società e come si sia passati da un ruolo totalmente marginale a “primo ed unico responsabile”. Inoltre si è espresso duramente sulle considerazioni del Cts riguardo al Protocollo FIGC, che palesa il timore di ricominciare. Ecco un estratto dell’intervista:

“Non mi meraviglia che si sia messo l’accento sulla figura del medico del calcio. Se nella società civile la figura del medico viene rivalutata, anche nel calcio è riabilitata dopo essere stata reietta, anello debole della catena. Però ora vogliono attribuire troppe responsabilità: nessun medico si aliena dalle responsabilità, ma aver messo in evidenza che il responsabile sanitario è esclusivamente il medico del calcio, lo trovo eccessivo. I perché son due: primo, è l’unica figura che non ha contrattualizzazione federale, considerate che in Serie B e C spesso lavorano gratis, fanno altri lavori. Secondo, si vede che sono poco considerati: ai tavoli del calcio ci sono tutti tranne l’associazione italiana dei medici del calcio. La prima cosa che viene detto dal Governo é: sono responsabili i medici. E allora però ridiscutiamo la situazione. La preoccupazione dei miei colleghi, specie dalla B, è tanta: mi hanno scritto che sono pronti a dimettersi se non viene fatta chiarezza. Un medico può seguire le linee guida se sono applicabili, ma se non lo sono come fa? Un medico di Serie B non ha la possibilità di mettere in ritiro tutti, come fa a prendersi la responsabilità penale? Anche i club devono essere responsabili: un malato di Covid-19 può essere assimilato ad un infortunio. I medici devono essere responsabili della sistemazione sanitaria, ma non possono, senza neanche copertura assicurativa, prendersi anche quella organizzativa. Il professionismo deve prevedere protocolli adattabili a tutte e tre le leghe. Se lo sono, il medico non avrà alcun problema ad assumersi la responsabilità che gli compete”.

Se dovesse venire individuato un positivo?

“Finisce tutto. Vanno in quarantena tutti i giocatori, la squadra non può fare il ritiro e il campionato non inizia. Siamo alle solite. So che è stato proposto di seguire il modello tedesco, e lì c’è la precisa volontà di continuare. Il giocatore va in quarantena per due settimane, finché non rientra ad allenarsi. Gli altri proseguono. In Germania è vero che hanno anche una quantità di tamponi fuori dal normale, ma un’ipotesi come questa dice che basta niente e in due secondi si ferma il campionato”.

Sui tamponi necessari: “I medici hanno l’obbligo di fare tamponi e test, e ok. Ma chi glieli dà? Ci vuole un accordo col Ministero della Sanità, anche perché non si possono levare tamponi a chi serve di più nella società civile, e questo è di base per noi. Noi cittadini privati non possiamo comprarci un tampone, ma ce ne vogliono immediatamente almeno 11.000, e non sono pochi. Questa è la prima scrematura, poi una volta che vai a blindarli servono solo quelli di controllo. Anche nel prosieguo del campionato ce ne vorranno altri… Stamani ho chiamato gli avvocati della LAMICA, l’associazione che presiedo. Voglio che guardino tutti i protocolli e mi facciano osservazioni dal punto di vista giuridico. Bisogna che io sia abbastanza severo”.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Serie A, via libera agli allenamenti ma con grosse perplessità

Serie A, via libera agli allenamenti ma con grosse perplessità

Il via libera alla ripresa degli allenamenti collettivi è arrivato. Un sì che, pur con forti limitazioni e la prudenza quale parola chiave, può spingere i club del calcio italiano a rimettere in campo i propri calciatori. Un sì che, soprattutto, è arrivato dopo lunghi confronti tra il Comitato Tecnico Scientifico e la Figc.

Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, inizialmente gli scienziati sono stati durissimi nel giudicare la documentazione in forma originale della federcalcio, definita “largamente lacunosa e imperfetta”. Oggi si partirà con una riscrittura definitiva, con l’obiettivo di concludere il lavoro già in giornata, per poi convocare i calciatori e salutare la fase di questi allenamenti individuali e facoltativi.

Fa il punto il Corriere dello Sport: le condizioni sono stringenti, a partire dai tamponi (in molte Regioni è difficile reperirne) e dal nodo quarantena. Ma, più in generale, preoccupa lo scetticismo del Cts sul campionato: pur non avendole espresse ieri, gli scienziati hanno grosse perplessità sul fatto che si possa tornare in campo.

C’è poi da parte dei 20 club di A, una grossa incertezza. Ieri il sottosegretario alla Salute ha parlato di una bolla sterile, e la via di un maxi-ritiro dovrebbe essere quella scelta per garantire la sicurezza del gruppo squadra. Inteso in maniera molto allargata, particolare non da poco: in questo momento nessun club di A, se non la Juventus grazie al J-Hotel, ha la possibilità pratica di isolare giocatori, membri dello staff e altri dipendenti a contatto con la prima squadra per un periodo di tempo così prolungato. Appoggiarsi ad altre strutture, invece, minerebbe alla base il concetto di bolla sterile.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Calcio italiano nel caos: si ferma la Serie C, in bilico anche A e B

Calcio italiano nel caos: si ferma la Serie C, in bilico anche A e B

Vincenzo Spadafora, il Ministro dello Sport italiano, nei giorni scorsi era intervenuto alla trasmissione Mi Manda Rai Tre per chiarire il punto di vista suo e quello del Governo circa la ripresa del calcio giocato: “In questi giorni il comitato tecnico scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo dello sport, Figc e non solo, per degli approfondimenti sul protocollo proposto. Se si troverà una sintesi, gli allenamenti ripartiranno e questo potrà avere i suoi effetti sulla ripresa del campionato, altrimenti sarà il governo a decretare, per motivi di evidente emergenza sanitaria, la chiusura del campionato.

Detto e quasi fatto. L’incontro tra FIGC e Comitato Scientifico Sanitario (CTS) del governo non ha risolto i dubbi sul protocollo per la ripresa della Serie A, anzi. I nuovi undici casi di positività riscontrati nelle ultime ore tra Fiorentina, Torino e Sampdoria hanno aumentato la preoccupazione tra i giocatori. Restano perplessità sull’isolamento dei contagiati e sui tamponi necessari e si susseguono voci su nuovi possibili positivi in altre squadre. Come riportato dal Corriere della Sera, la FIGC vorrebbe adottare il modello tedesco, ovvero isolare solo l’eventuale positivo e consentire agli altri di continuare a lavorare ma il CTS, su questo punto, è sembrato intransigente. Il governativo parla chiaro: quattordici giorni di quarantena per chi ha contratto il virus e per tutti quelli che sono stati a contatto col soggetto infettato. Su Il Corriere dello Sport viene riportato che il protocollo, nell’eventualità che venga accettato dal Ministro della Salute e dal Ministro dello Sport, varrà eventualmente solo per la Serie A visto che in Serie B non ci sono i fondi necessari per sostenerlo. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, sostiene che si potrebbero fare tamponi a ripetizione ai calciatori e tornare a giocare.

La Serie C ieri ha annunciato lo stop definitivo della stagione 2019/2020 al termine dell’assemblea di Lega, per la Serie B il protocollo è troppo oneroso ed in Serie A fioccano i nuovi contagiati… il calcio italiano è nel caos e nei prossimi giorni rischia di saltare tutto definitivamente, altro che ripresa.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Sassuolo e Lecce, via agli allenamenti. Domani tocca alla Juve, poi l’Inter

Al via la ripresa degli allenamenti!

Il Corriere della Sera descrive la tanto attesa ripresa degli allenamenti che, grazie alle ordinanze di alcune Regioni, è diventata realtà per Sassuolo, Lecce e presto Juve e Inter. Ovviamente il tutto si svolge in una situazione surreale e ancora imparagonabile a quella precedente.

Sassuolo

Ore 9: il Mapei Center, primo impianto sportivo di Serie A ad aprire, è blindatissimo. La sbarra si alza solo quando arrivano i primi tre della lista: Djuricic, Magnani e Rogerio. Già cambiati, come all’oratorio. E per fare la doccia se ne torneranno poi a casa. «Vietatissimi abbracci e strette di mano» viene subito ricordato loro da addetto alla sicurezza, fisioterapista e medico, gli unici tre ad avere accesso all’impianto oltre ai giocatori. Si salutano da lontano, i tre compagni. Tanti sorrisi, nessun contatto. Ognuno si allena su un campo diverso. Un po’ di stretching, qualche scatto, tattica zero: l’allenatore De Zerbi non c’è. Per adesso ciò che conta è rimettere in moto i muscoli. In tutto un’oretta di lavoro, poi spazio a un altro mini gruppetto. E via così fino alle 13. Il programma proseguirà fino a venerdì. Con regole ferree. Al massimo ci si può allenare contemporaneamente in sei: i campi sono tre, quindi due per campo. «Mi mancava l’odore dell’erba» ammette l’attaccante Caputo.

Lecce, Juve e Inter

Lunedì pomeriggio è ripartito il Lecce, con le stesse modalità di distanziamento. Martedì tocca alla Juve, club tra i più colpiti dal Covid-19 con tre positivi: lunedì i giocatori si sono sottoposti a test medici, fisici e tamponi. Cristiano Ronaldo con la famiglia è ripartito lunedì sera da Madeira per rientrare a Torino, dove ora dovrà osservare due settimane di quarantena. Il ritorno in campo dell’Inter, previsto per lunedì, è slittato di qualche giorno: prima la squadra di Conte si dovrà sottoporre agli esami clinici necessari. Al termine dell’iter sanitario i nerazzurri avranno la facoltà di sottoporsi alle sessioni di allenamento individuale alla Pinetina.

Le sedute distanziate, personalizzate, senza pallone e controllate solo da medici e fisioterapisti è un primo passo verso la normalità auspicata dai vertici della Figc e della Lega. L’apertura dei centri sportivi ai gruppetti però non implica necessariamente che il 18 maggio arriverà il semaforo verde agli allenamenti collettivi. Per ora non sono fissati in agenda appuntamenti fra il Comitato tecnico scientifico e la Federcalcio per discutere il protocollo. «Il protocollo non è stato validato e non sappiamo a oggi quali sono le criticità — dichiara il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, che aspetta novità per il consiglio federale di venerdì —. Un nodo da affrontare è la gestione del gruppo squadra in presenza di un positivo».

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Spadafora: “Voglio far ripartire il calcio, ma decide il governo”

Intervista a Spadafora

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha manifestato la sua volontà di far ripartire il calcio italiano, ma con la maggior prudenza possibile:

“La maggioranza degli italiani non vede di buon occhio la ripresa del campionato. Ma io non bado in questo momento ai sondaggi. Il calcio è un mondo importante del Paese, lo conosco bene a differenza di chi vuol far passare un messaggio diverso. Legittimi gli interessi economici, ma quando si va su altro tipo di attacchi, pressioni e strumentalizzazioni, questo atteggiamento non fa bene a nessuno”.

In merito all’idea generalizzata di essere contrario alla ripartenza (generata dalla recente dichiarazione: “Del campionato proprio non se ne parla, ora mi occupo degli altri sport”, ndr):

“Sarebbe surreale per un ministro dello Sport demonizzare il calcio. Mi auguro di ripartire, ma lo deciderà il governo. Dal 18 maggio riprenderanno gli allenamenti di squadra. Sul campionato ci baseremo su elementi scientifici, oggi non disponibili. A metà maggio si potrà fare una previsione realistica. Non esiste una mia contrarietà, ma la volontà di valutare la ripartenza solo se si salvaguarda la salute delle persone all’interno del gruppo squadra. Poi rivendico pari dignità con gli altri sport e gli sport di base. Tutelo talmente tanto la ripartenza che ho convocato io la prima riunione con Figc e Leghe per cercare una soluzione. Ricominciare a giocare pone una serie di questioni legate a trasporti, alberghi, a centinaia di persone che si muovono. Di chi è la responsabilità? Il protocollo dovrà definire anche questo

Sulla ripresa degli allenamenti:

“Il 18 maggio si ripartirà con gli allenamenti di squadra e per farlo serve un chiarimento definitivo sul protocollo: in settimana lo avremo. I governatori delle regioni? Ognuno si muove guardando i propri territori. Il calcio non è il primo caso in cui governo e regioni non sono totalmente allineati”.

Sulla frase di Renzi “Non decide Spadafora, ma il Parlamento”:
“Rivestire una responsabilità istituzionale è diverso da fare solo politica. Tocca al governo decidere se ci sono le condizioni per riprendere. Poi come farlo, intendo con quale formula e calendario, lo stabilirà la Figc. Anche il calcio però deve vivere una nuova stagione, autoriformarsi, pensare di rivedere il proprio sistema, capire se è in linea con quel che accade nel Paese, deve rigenerarsi”.

Sulle parole del presidente della Figc Gravina: «Non sarò io il becchino del calcio”:

“Assolutamente no, farò di tutto per ripartire. Se il governo sarà costretto, spero di no, a stabilire che non ci sono le condizioni il mio sforzo sarà duplice: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Oggi è previsto l’incontro tra la FIGC ed il Comitato tecnico scientifico

Oggi è previsto l’incontro tra la FIGC ed il Comitato tecnico scientifico

Oggi, domenica 3 maggio, è una giornata importante per delineare il futuro della stagione di calcio 2019-2020. E’ previsto un incontro tra la commissione medica della FIGC ed il Comitato tecnico scientifico, che si occuperà di esaminare il protocollo per la ripresa ideato dalla Federcalcio e proporrà, se possibile, delle raccomandazioni utili a tutelare la salute degli addetti ai lavori. La speranza è che l’incontro sia collaborativo, e che si possa trovare una soluzione per far lavorare le  280mila persone  che dipendono economicamente dal calcio; d’altro canto bisognerà avere il coraggio di sospendere la stagione, se non potranno essere predisposte le condizioni sanitarie per evitare la diffusione del virus,  e fare un passo indietro al fine di ripensare l’attuale sistema calcio per evitare un’ecatombe di medio-piccole società  nelle serie minori. Il punto centrale che genera incertezza tra gli addetti ai lavori è come si possa gestire un nuovo contagio con il campionato in corso. Quarantena per la squadra? per il giocatore? di quanti giorni? L’incontro di oggi dovrebbe chiarire questi scenari e sopratutto le modalità di svolgimento degli allenamenti di squadra, che dovrebbero partire il 18 maggio. Se il Comitato tecnico scientifico non dovesse approvare il protocollo dei medici della FIGIC per gli allenamenti collettivi, la sospensione diventerebbe quasi certa.

tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Sticchi Damiani: “Ascoltiamo i medici. Le Pay-tv pagheranno?”

Sticchi Damiani: “Ascoltiamo i medici. Le Pay-tv pagheranno?”

Saverio Sticchi Damiani, il presidente del Lecce, ha rilasciato una bella intervista a Tuttosport dove ha parlato della delicata situazione che sta vivendo il calcio. Il presidente Sticchi Damiani ha parlato della propria quarantena, della possibile ripresa degli allenamenti, del tecnico del Lecce Liverani, della rata mancante delle pay-tv e del taglio degli stipendi. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

Sulla sua quarantenaNon viaggio più, sono fisso a Lecce e lavoro tutto il giorno. Mi dedico anche alla famiglia, come non facevo da 10 anni, e continuo a occuparmi del club. Con i miei soci stiamo cercando di portare avanti la battaglia legata agli aspetti sportivi e finanziari. Questo evento si è abbattuto improvvisamente su una società sana, ora serve gestire bene il tutto”.

Riguardo le donazioni fatte dai calciatoriAnche i giocatori hanno perso la loro quotidianità e sono un po’ scoraggiati. Da un lato si vogliono riprendere le attività, dall’altro c’è prudenza per la situazione d’emergenza. Sono contento per le donazioni di migliaia di tamponi fatte dal Lecce agli ospedali salentini. Ora il calcio deve litigare meno e fare più beneficenza”.

Sulla possibile ripresa degli allenamenti il 18 maggioSperavamo tutti di riprendere prima con allenamenti individuali. Molti medici sportivi hanno proposto di migliorare il protocollo, ascoltiamoli. Se dovesse aumentare la curva del contagio, il calcio farà fatica a ripartire”.

Una riflessione poi sulla rata finale che le pay-tv dovrebbero saldare entro domani: Quello è un momento importante, perché la Lega ritiene di avere un contratto che tutela adeguatamente la posizione delle società di serie A anche in situazioni di forza maggiore come quella che stiamo tutti vivendo. E’ importante capire se le pay-tv provvederanno ad adempiere o meno. Nulla vieta che i vertici della Lega possano sedersi con le emittenti televisive per trovare una soluzione di buon senso. In ogni caso, anche nell’ipotesi di pagamento dell’ultima rata non è detto che non avvengano decurtazioni sugli anni successivi“.

Due parole anche sul suo tecnico, Fabio LiveraniLiverani è uno della famiglia Lecce. Parliamo tutti i giorni della possibile ripartenza, lui vuole salvare il Lecce sul campo ma sa che viene prima la salute”.

Chiusura col taglio degli stipendiAbbiamo parlato con i calciatori, questa crisi non deve pagarla solo la squadra. La società è stata trasparente con loro a proposito dei numeri, e tutti dovranno fare un sacrificio. E in generale i calciatori si sono dimostrati disponibili”.

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Figc, Serie A rimarrà a 20 squadre: interruzione della stagione in vista?

Figc, possibile interruzione dei campionati?

Nella giornata di giovedì si è svolta una riunione della Figc. Come riporta Sky Sport, la federazione lavora in questi giorni come se si andasse avanti senza ulteriori impedimenti. In caso di stop definitivo, che deve arrivare dal governo, la Serie A rimarrà a venti squadre.Verrà di fatto seguito il modello francese, che proprio oggi ha decretato le retrocessioni e le promozioni, oltre che alla vittoria del Psg in campionato.Resteranno dunque promozioni e retrocessioni, e il formato a 20 squadre verrebbe così “salvato”. Ad ogni modo la priorità rimane ancora quella di terminare la stagione in corso, e la Figc sarebbe anche pronta ad una possibile estensione della stagione oltre il 2 agosto.

Una soluzione che da una parte potrebbe evitare dei problemi, dall’altra potrebbe crearne altri. Per un verso infatti verrebbero assecondate le velleità di Serie A del Benevento, che quest’anno ha letteralmente dominato la Serie B tanto da annunciare il ricorso a misure drastiche qualora il primo posto conquistato sul campo fosse stato reso privo di effetti. Chi rimarrebbe scontento sarebbe invece in particolar modo la Lazio, che si trova al secondo posto in classifica a -1 dalla Juve e che da mesi, per bocca del Presidente Lotito e dei dirigenti Tare e Diaconale, spinge per una ripresa al più presto; bisogna ricordare però che  circa 3/4 della Serie A hanno manifestato la volontà di riprendere . Nonostante ciò, la positività di Dybala al quarto tampone consecutivo, la decisione presa dalla Francia (nonché da altri Paesi) e il fatto che nessuno voglia prendersi la responsabilità nel caso altri giocatori venissero contagiati dopo la ripresa degli allenamenti (un rischio che metterebbe a repentaglio la salute pubblica oltre che lo svolgimento stesso del campionato) fanno sì che negli ultimi giorni la possibilità che il campionato venga interrotto con congelamento della classifica attuale abbia preso sempre più piede.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!