Faggiano: “Ventidue giocatori al parco ma no al centro sportivo, perché?”

Faggiano: “Ventidue giocatori al parco ma no al centro sportivo, perché?”

Daniele Faggiano, formidabile DS del Parma, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb nella quale ha toccato numerosi temi delicati riguardo il mondo del calcio: la ripresa degli allenamenti, il mercato che verrà, le sue scelte come direttore sportivo e molto altro. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Direttore, come trascorre questo periodo?
Guardo partite, sto in contatto con tutti al telefono. E poi ci sono film, le serie tv. Ho visto La Casa di Carta e Vis a Vis. E guardo con piacere il Commissario Montalbano. Guarderò anche l’Allenatore nel Pallone 2, anche se il primo era un’altra cosa”.

E i rapporti con la squadra e lo staff tecnico?
I rapporti con tutti ci sono sempre, seppure al telefono. Ovviamente manca il contatto quotidiano, di persona, con la squadra e l’allenatore. Anche se i ragazzi non possono allenarsi al centro sportivo”.

Non le sembra strana la decisione del Governo? Niente allenamenti al centro sportivo il 4 maggio con la Fase 2, ma si può correre per strada. E qualche altro sport può riprendere gli allenamenti…
Secondo me, senza particolari problematiche, si potrebbero fare allenare i calciatori un’ora a testa al centro sportivo. Ma magari noi che facciamo calcio e non ci occupiamo delle epidemie, sottovalutiamo altri problemi che Spadafora e chi deve prendere le decisioni hanno sicuramente valutato. Ventidue giocatori possono andare al parco separati ognuno per conto proprio e con le misure di sicurezza a correre, ma non al centro sportivo. Anche se qui a Parma il sindaco ha chiuso i parchi fino al 17 maggio. Ovviamente andare al parco qui è diverso rispetto a Palermo, Lecce o Napoli dove l’epidemia sta avendo un livello di contagio differente”.

Lei è per la ripresa del campionato?
Sono per il bene di tutti per la sicurezza. Sono per il fare, non per la confusione. Siamo pronti a tutto, ma prima sappiamo e meglio è”.

Qualcuno è tornato a casa, vedi De Ligt che è andato in Olanda. Come legge questa partenza?
Se qualche giocatore fa delle scelte ne risponde lui e ovviamente la società di appartenenza. Per quanto riguarda noi, la maggior parte dei nostri calciatori è a Parma”.

Quali conseguenze per il prossimo calciomercato? I danni economici derivanti da questa situazione potrebbero essere notevoli.
Usciremo con le ossa rotte. Sarà un mercato ridimensionato, di fantasia e tanti prestiti. Non sarà semplice”.

E gli incontri di mercato? Difficile ipotizzare che si facciano gli ultimi tre giorni in hotel.
Ci adegueremo a tutto… Si potrà fare ugualmente stando distanti. Sicuramente gli ultimi giorni bisognerà fare meno possibile, anche se non è facile”.

Proverà a prendere Giovinco?
Chi non lo vorrebbe? Se n’era parlato ma se guardavamo il bilancio a gennaio, figuriamoci adesso. Il calciatore non si discute. Però non è facile…”.

Che campionato è stato per il Parma?
Quello che speravamo, dimostrando di crescere piano piano. Certo, se avessimo ottenuto i tre punti contro la SPAL… “.

Una partita surreale, con l’incertezza di giocare sino al fischio d’inizio rimandato.
Quella partita non è da tenere in considerazione, è un brutto allenamento. Ti prepari, fai pranzo alle nove, ti dicono di non giocare e poi giochi. Senza quel rigore sarebbe finita 0-0. Sono contento per Di Biagio, un po’ meno per me”.

Ha fortemente voluto Kulusevski, che la prossima stagione andrà alla Juve. È pronto?
Siamo stati bravi. Sia io che il mister eravamo decisi. L’allenatore ci ha messo del suo a farlo giocare in più ruoli. Ha sempre fatto bene. Può crescere, deve trovarsi a suo agio, ma ha voglia di lavorare e arrivare. E in più ha talento. Alla Juve quando hai queste caratteristiche ti fanno crescere e ti accolgono a braccia aperte”.

Lei di scoperte se ne intende. Ciccio Caputo è una sua creatura dai tempi del Noicattaro.
Ci sentiamo spesso. C’è un rapporto stretto. Avevo fatto di tutto per prenderlo dall’Entella. Poi ci ho riprovato quando era all’Empoli, ma i costi erano eccessivi”.

Oltreché per i gol, è balzato agli onori della cronaca per quel messaggio di speranza: andrà tutto bene.
Poche righe, un piccolo grande gesto. Quel cartello parlava a nome di tutti: calciatori, allenatori e dirigenti. Dalla Serie A ai dilettanti”.

E lei dove si vede il prossimo anno? È stato accostato alla Roma e ad altri club.
Mi vedo al Parma. Le voci fanno piacere,ma da altre parti ci sono amici che lavorano e per me l’amicizia è sacra. Resto al Parma”.

Trapani in difficoltà, anche con gli stipendi pagati in ritardo rispetto alla scadenza del 16 marzo. È stata la sua creatura, un miracolo sportivo per anni. Che effetto le fa?
Non conosco i discorsi fuori dal campo. Parlo della classifica e mi dispiace, perché sono un tifoso del Trapani. So quanto ci tenevano Castori e tutto l’ambiente a fare bene”.

Dubbi sulla ripresa della Serie A per il protocollo sanitario. In B sembra utopia poter riprendere.
Se è difficile in Serie A… però parlano tutti ed escono sempre molte date. Non è un discorso facile. Mi auguro ci sia chiarezza, in un senso o nell’altro”.

L’uomo mercato della B?
Sono contento che si sia messo in mostra Pettinari, lo avevo avuto a Siena. Deve ancora dimostrare completamente il suo valore. In B ci sono tanti calciatori bravi, ma Pettinari da parte mia merita una menzione a parte”.

 

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Parma, parla il direttore sportivo Faggiano: “non bisogna allenarsi!”

Parma, parla il direttore sportivo Faggiano: “non bisogna allenarsi!”

Il direttore sportivo del Parma, Faggiano, ha rilasciato un’intervista a Tuttomercatoweb radio, attraverso la quale si è espresso sull’attualità concernente la nostra Serie A, dalla ripresa del campionato e le varie strade percorribili, passando per la solidarietà del mondo del calcio, le preoccupazioni dei calciatori e dello staff e l’eventualità che anche quest’ultimi possano sacrificare parte dello stipendio, chiudendo con il  rischio e la pericolosità di ricominciare ad allenarsi. Ecco le sue parole:

Sulla solidarietà:
“Abbiamo una società che ci tiene al territorio. Siamo stati i primi a decidere una sottoscrizione all’ospedale del Parma. Ne faremo altre. Al momento però con i giocatori ci sentiamo da casa. Non è semplice però”.

Sullo stato d’animo e la preoccupazione dei calciatori:
“Abbiamo fatto fatica, spiegargli di stare fermi a casa è stata dura. Poi ci siamo organizzati in diversi modi. Stiamo cercando di ovviare a delle criticità. Il centro sportivo è chiuso, lo stiamo disinfettando e vedremo come andrà. Tutta questa fretta di iniziare il campionato, che riscontro in qualche squadra, non la capisco. Ora viene prima la salute. L’emergenza andrà avanti ancora per un bel po’, non è semplice andare avanti. Dobbiamo stare attenti e non farci prendere dalla smania di tornare in campo”.

Sulla scadenza dei contratti:
“Si troverà sicuramente. E’ una situazione particolare, cambia tutto. Le date non esistono più. Ci sarà buonsenso, a partite dai giocatori in prestito. Non è una cosa voluta da noi. Ci vuole un passo da parte di tutti, per concludere la stagione”.

L’eventualità che si possano chiedere dei sacrifici economici ai calciatori:
“Per ora meglio pensare alla salute. Il ragionamento può essere giusto, ma per ora non se ne parla. Prioritaria al momento è la salute dei calciatori, di tutti noi. Poi troveremo delle soluzioni”.

Le varie ipotesi sulla ripresa del campionato di Serie A.:
“Se non si potesse andare avanti, non credo sarebbe giusto bloccare la classifica come è ora. Io andrei ad oltranza. Quando sarà possibile tornare alla normalità, anche a porte chiuse, si deve tornare a giocare. E rimodulare tutti i calendari futuri. E’ giusto che finisca il campionato. Mi dispiace sentire di squadre che vogliono tornare ad allenarsi prima. Ci sono squadre come la nostra che sono in situazione di insicurezza totale. Non si capisce la situazione”.

 

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?