Pagliuca consiglia Donnarumma: “Fossi in lui andrei in Premier”

Pagliuca consiglia Donnarumma: “Fossi in lui andrei in Premier”

Gianluca Pagliuca è senza dubbio uno dei migliori portieri italiani della storia: portiere con più presenze in Serie A con la maglia della Sampdoria, portiere con più rigori parati del nostro campionato insieme ad Handanovic; ha vestito la maglia della nazionale per 8 anni, partecipando a tre mondiali e due europei; poi tanti trofei specialmente con la maglia blucerchiata ed una Coppa Uefa con l’Inter. Pagliuca è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Tuttomercatowebradio e gli è stato chiesto se si rivede in qualche giovane portiere, l’ex portierone senza esitare ha rivelato di avere un debole per Donnarumma, al quale ha consigliato di provare un’esperienza all’estero, in Premier League, nonostante il forte legame che ha con il Milan. Ecco le sue parole:

Riguardo i portieri italiani: “Donnarumma è il top, poi mi piace Gollini e Silvestri. Meret ha fatto qualche errore di troppo, ma è un portiere di valore”.

Eventuali consigli da dare a Donnarumma “E’ molto legato al Milan, lui vorrebbe rimanere però deve stare attento. Ma passeranno degli anni prima di vincere qualcosa dì’importante così. Ci sono altre squadre che sono nettamente più avanti. Deve pensarci. Se arrivasse una grande offerta, ci penserei, soprattutto se arrivasse dalla Premier. Se fossi in lui, punterei ad andare in Premier”.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




D’Amico: “Lautaro non mi convince, ma probabilmente sbaglio”

D’Amico: “Lautaro non mi convince, ma probabilmente sbaglio”

Vincenzo D’Amico, ex attaccante della Lazio, è intervenuto quest’oggi a Maracanà, trasmissione in onda su TMWRadio, ed ha detto la sua sul possibile taglio degli stipendi dei calciatori, su Gravina, sull’eventuale proseguimento del campionato ed anche su Lautaro Martinez e Donnarumma, che pare siano due dei protagonisti della prossima sessione di calciomercato.

Sull’eventuale conclusione del campionato: “Se sarà possibile, io preferirei concluderlo sul campo. Magari giocando ad oltranza, con i calciatori che faranno meno ferie”.

Su Gravina: “Abbiamo sprecato qualche anno prima di arrivare a lui. Se avessimo trovato prima un presidente come lui, le cose sarebbero andate diversamente”.

Sulla scadenza dei contratti al 30 giugno e su un’ eventuale riduzione degli ingaggi: “Il barcone ha bisogno che si remi tutti dalla stessa parte. Il sacrificio va chiesto a tutti. Non capisco quale problema ci sarebbe ad andare oltre il 30 giugno nel giocare. Si prolungano i contratti e basta. Non credo ci siano giocatori che si rifiutino di giocare. Credo che alla fine servirà buonsenso da parte di tutti. Ma voglio capire cosa succederà dopo. Il giocatore dirà ok alla riduzione ora, ma magari chiedendo assicurazioni per gli anni a venire”.

Su Lautaro Martinez: “Non lo reputo un grande giocatore, ma il fatto che lo voglia Messi, forse mi fa pensare che io sbagli. Quindi accetterei la cessione, anche al costo di clausola”.

Su Donnarumma: “Non credo sia in scadenza. Ha 6 milioni di contratto, se offrono tanto, lo darei via”.

 

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Milan: se esce Donnarumma, pronti Musso e Meret

Milan: se esce Donnarumma, pronti Musso e Meret

Questa estate con tutta probabilità si consumerà il divorzio tra Donnarumma ed il Milan, viste le difficoltà incontrate tra le parti nel rinnovare un contratto già piuttosto importante economicamente parlando e la questione bilancio da risanare visto l’ennesimo mancato ingresso in Champions League (salvo clamorosissime sorprese). Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la cessione di Donnarumma sarebbe sicuramente sanguinosa sul piano tecnico e dannosa da un punto di vista d’immagine, ma sarebbe indispensabile per quanto riguarda le casse del club rossonero; c’è comunque da sottolineare che i tifosi non si opporrebbero più di tanto ad una cessione di Donnarumma, visto il rapporto non idilliaco che il portierone ha da sempre avuto coi supporters del Milan.

Mentre sul tavolo delle trattative tra Gazidis e Rangnick si decide il futuro dirigenziale del Milan, Maldini e Massara (ancora incerti sul loro futuro nel club) si occupano del mercato: in caso di uscita di Donnarumma servirà un titolare giovane e all’altezza ma economicamente più sostenibile. Al momento sono due i profili sondati in casa Milan per il futuro della porta rossonera: Alex Meret, ventiduenne portiere del Napoli, ed il venticinquenne Juan Musso dell’Udinese. Secondo i dati Transfermarkt le valutazioni dei sostituti di Donnarumma non sarebbero comunque basse: Alex Meret al momento è valutato 35 milioni, Juan Musso invece 15 milioni ma sull’argentino in estate si scatenerà un’asta tra più società visto che il portiere interessa a molte società, tra le quali l’Inter.

 

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Serie A: chi sono stati i migliori fin qui?

Serie A: chi sono stati i migliori fin qui?

Mettiamo caso che, e solo quello possiamo fare in questi giorni di quarantena dove possiamo aggrapparci unicamente al mondo delle ipotesi, il campionato finisse ufficialmente oggi perché non si avrebbero più date utili per recuperare i vari impegni… chi vincerebbe il campionato? Chi retrocederebbe? Chi andrebbe a giocarsi le coppe europee? Tutte domande che ci siamo già fatti in queste ultime settimane e alle quali ancora non abbiamo una risposta. Ci sorge spontanea un’altra domanda allora: se il campionato dovesse finire oggi, quali calciatori vincerebbero i premi individuali della stagione?

Come riportato dai siti della Lega Serie A, Transfermarkt e Fantagazzetta andiamo allora a vedere chi sono stati i migliori della stagione 2019-2020 di Serie A:

Il premio di Capocannoniere della stagione andrebbe a Ciro Immobile: l’attaccante della Lazio è stato fin qui capace di segnare addirittura 27 gol in 26 presenze!

Anche il premio di Assist Men della stagione andrebbe ad un laziale: Luis Alberto, geniale trequartista che alla corte di Inzaghi si è consacrato come uno dei migliori fantasisti in circolazione ed in questa stagione ha siglato ben 12 assist.

Diamo anche un premio, questo di fantasia, ad un difensore: chi ha recuperato più palloni quest’anno?
Nemmeno troppo a sorpresa troviamo una delle rivelazioni del campionato: Amir Rrahmani, difensore del Verona (promesso sposo al Napoli) che ha recuperato ben 358 palloni.

Nel calcio moderno è risaputo che si corre molto e quindi tutte le squadre in campo hanno uno o più motori soprattutto a centrocampo, Marcelo Brozovic dell’Inter è quello che corre di più: ben 12km e mezzo (in media) a partita, un numero a dir poco sbalorditivo.

La più grande minaccia aerea invece è Edin Dzeko della Roma: il bomber giallorosso ha infilato i portieri avversari ben 5 volte con colpi di testa.

Il premio come “iellati dell’anno” invece va al trio del Napoli Insigne, Mertens e Milik: i tre attaccanti di Gattuso hanno colpito ben 14 pali, rispettivamente 5 i primi due e 4 il polacco.

La palma di para-rigori della stagione se la dividono invece Gianluigi Donnarumma e Bartlomiej Dragowski, entrambi col 40% dei rigori parati avendone entrambi sventati 2 su 5 tiratigli.

I portieri non stanno lì solo per parare rigori, allora è giusto menzionare anche il portiere con la media voto più alta (che abbia almeno disputato 15 gare in stagione): nonostante la valanga di gol subiti quest’anno dal Torino, è Salvatore Sirigu il più meritevole con un sontuoso 6.54 di media voto!

Il premio più ambito però resta quello del Miglior Giocatore della Stagione e noi lo assegneremo basandoci sulla media voto tenuta in stagione dai calciatori: vince l’ambito premio Ciro Immobile e non solo grazie ai suoi gol (ripetiamo, ben 27!) e assist (addirittura 7), ma anche grazie ad una media voto notevole di 6.77 (fantamedia spaziale: 9.96!).


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Psg, anni tra alti e bassi: per Donnarumma è il club giusto?

Nel nono appuntamento del podcast di Calcio (al) Mercato si parla di una delle squadre più ambiziose e ricche al mondo, che ha vinto ma mai a livello europeo e dove i top player non si sono sempre trovati bene.

Si tratta del Paris Saint-Germain, che nelle ultime ore sta provando ad acquistare Donnarumma dal Milan: una trattativa che cambierebbe il mercato dei rossoneri ma anche e sopratutto la carriera del portiere della Nazionale.

Il PSG è un porto di mare, dove campioni come Cavani, Verratti, Ibrahimovic e Marquinhos si sono trovati meravigliosamente, e dove allo stesso tempo ci sono stati tanti giovani bruciati e tanti top player scontenti: non ultimi, ovviamente, Neymar, Rabiot e David Luiz.




Donnarumma, 100 presenze in Serie A: alla sua età cosa facevano i campioni nel suo ruolo?

Sembrava tutto fatto per Milik, doveva solo appoggiare in rete il tapin vincente e permettere al Napoli di vincere, restando così aggrappato alla Juventus: ma nel calcio nulla è scontato. Donnarumma ha calato una vera e propria saracinesca davanti all’attaccante polacco, deviando con la sua manona un pallone destinato ad entrare in porta. La sua prodezza ha significato una svolta importante per la Serie A, perché ha tolto una buona parte dello scudetto agli azzurri, infrangendo quasi tutti i loro sogni, ed ha permesso alla Vecchia Signora di scappare a +6. Una parata degna di un campione, di un predestinato, che in un periodo non particolarmente positivo a causa delle critiche ricevute nelle ultime partite, ha dato un segnale forte: Gigio c’è. A 19 anni Donnarumma si conferma essere uno dei migliori portieri italiani degli ultimi tempi, e a certificarlo ci hanno pensato anche le 100 presenze in Serie A, toccate ieri nella sfida contro i partenopei. Il portierone del Milan si trova da sempre però nel mezzo di una disputa molto accesa, che divide gli appassionati di calcio nella solita domanda: è un campione oppure no? Alla sua età non molti portieri potevano vantare di giocare in una grande squadra (perché il Milan, nonostante la debacle degli ultimi anni, rimane sempre un club importante) e quindi noi di RadioGoal24 abbiamo analizzato come si comportavano gli altri campioni del suo ruolo quando avevano i suoi stessi anni.

Gianluigi Buffon

L’esordio di Buffon in Serie A avviene il 19 novembre del 1995: l’attuale portiere della Juventus aveva allora 17 anni, 9 mesi e 22 giorni. Un talento cristallino cresciuto nella primavera del Parma, al quale Nevio Scala concede un debutto da sogno contro il Milan: in quella partita Bucci (il portiere titolare) era infortunato, mentre a Nesti (il secondo portiere) viene preferito il “giovane ragazzino”. Gigi da quel momento in poi gioca qualche altra partita da titolare, ritornando a sedere in panchina una volta che Bucci rientra dall’infortunio. L’anno successivo però, nella stagione 1996-1997, Buffon comincia a trovare maggiore spazio: dopo un inizio non facile, nel quale salta le prime 7 gare di campionato, il Superman dei portieri si guadagna un posto fisso e gioca tutti i 90 minuti delle restanti 27 partite. Ormai la sua grande carriera è avviata, continua a difendere la porta del Parma con estrema efficienza, e nella stagione 1997-1998 (all’età di 19 anni, la stessa attuale di Donnarumma) arriva anche l’esordio in Champions League, nei preliminari contro il Widzew Lodz, squadra polacca. Rimanendo sempre in quell’anno ma in ottica campionato, Buffon fa registrare un altro record di presenze: 32 per l’esattezza, in cui gioca tutti i minuti a disposizione, salvo poi non essere convocato nelle ultime due partite. In quella stagione il Parma arriva sesto in campionato, a due punti dalla Roma (quarta), e si qualifica per la Coppa Uefa, che vincerà l’anno successivo: quello, tra l’altro, è il primo ed unico trofeo europeo ad essere stato vinto da Buffon.

Iker Casillas

Iker Casillas, all’età in cui Donnarumma esordisce in Serie A, deve ancora debuttare con la maglia titolare del Real Madrid: dopo aver effettuato tutto il percorso nelle giovanili, viene lanciato come titolare nella stagione 1999/2000, proprio a diciotto anni compiuti (con un ritardo quindi di due anni rispetto al portiere del Milan). In quella stagione non viene convocato per diverse gare, e ne gioca 26 su 38 da titolare. In quella successiva invece, ovvero nella stagione 2000-2001, si ritaglia un posto fisso tra i pali dei Blancos e per 34 partite viene schierato titolare. I trofei per lui però non tardano ad arrivare: nel 2000 e nel 2002 vince la Champions League, mentre nel 2001 e nel 2003 arriva la vittoria della Liga. In quello stesso periodo arrivano anche due Supercoppe di Spagna, una Supercoppa Europea ed una Coppa Intercontinentale: insomma, a 22 anni il portiere spagnolo ha già vinto tutto quello che c’era da vincere, frutto anche di una squadra fenomenale come quella del Real Madrid. Trionfa in futuro anche con la nazionale spagnola, vincendo tra il 2008 e il 2012 due europei ed un mondiale.

Manuel Neuer

Il diciottenne Manuel Neuer, nella stagione 2004-2005, è il portiere di riserva della seconda squadra dello Schalke 04, che in quel periodo militava nell’Oberliga, la quinta divisione del campionato tedesco. Diventa portiere titolare della squadra di Gelsenkirchen nella stagione 2006-2007, a vent’anni compiuti: in quell’anno gioca 27 partite, mentre le restanti 7 le guarda dalla panchina. Nel 2011, all’età di 25 anni, vince anche il suo primo trofeo sia da calciatore sia con lo Schalke 04, ovvero la coppa di Germania, battendo in finale il Norimberga per 3-2. L’anno successivo passa al Bayern Monaco, dove riesce a vincere tutto, comprese una Champions League nel 2013 e la Coppa del Mondo nel 2014, rispettivamente all’età di 27 e 28 anni.

David De Gea

Portiere spagnolo classe 1990, De Gea è uno dei maggior indiziati a vestire la maglia del Real Madrid la prossima stagione: si contende il posto proprio con il nostro Donnarumma, che molto volte è stato accostato alla squadra madrilena. L’attuale portiere del Manchester United esordisce a 18 anni con la seconda squadra dell’Atletico Madrid, nella stagione 2008-2009. L’anno successivo, quello compreso tra il 2009 e il 2010, viene trasferito in prima squadra, ma non riesce a ritagliarsi un posto da titolare fin da subito: gioca infatti 19 partite su 38, diventando portiere fisso nella seconda metà del campionato. In quella stagione arriva anche l’esordio in Champions League, dove gioca però soltanto una partita. Successivamente l’Atletico Madrid esce dal girone e viene “trasferito” in Europa League. Qui De Gea, in linea con il campionato, comincia a giocare titolare da febbraio in poi, riuscendo anche a vincere la competizione, con la vittoria in finale sul Fulham per 2-1. Tre mesi dopo invece bissa il successo con la vittoria in finale di Supercoppa europea contro l’Inter. Nel 2011 passa al Manchester United dove, tra buone prestazioni e molte critiche, riesce a vincere una Premier League, tre Community Shield, una Coppa d’Inghilterra, una Coppa di Lega inglese e la sua seconda personale Europa League.

Thibaut Courtois

A diciotto anni Courtois fa registrare una sola presenza da titolare con il Genk, nella Jupiler League belga. Nell’anno successivo però, quello 2010-2011, gioca tutte e 30 le partite di campionato senza mai essere sostituito e permette al Genk di proclamarsi campione di Belgio per la terza volta nella sua storia. Nella stagione 2011-2012 viene acquistato dal Chelsea, ma viene girato subito all’Atletico Madrid, dove resta per giocare tre stagioni, vincendo Liga, Coppa del Re, Europa League e Supercoppa Europea. Nel 2014 ritorna nel club londinese all’età di 22 anni, alla corte di José Mourinho: con il Blues riesce a vincere due Premier League e una coppa di Lega inglese.

 




Post-Buffon: a chi affidare la porta della nazionale?

Dopo 176 partite trascorse a difendere i pali dell’Italia, Gianluigi Buffon ha deciso di abbandonare definitivamente la nazionale italiana di calcio: l’annuncio era nell’aria e si era già avvertito durante la conferenza stampa pre-gara contro l’Argentina, quando il portierone azzurro aveva riassunto con lucidità il suo lungo curriculum ed i suoi titoli. Sembrerebbe che alla base di ciò ci sia la ragionevolezza e la giusta consapevolezza di aver dato tutto per la maglia azzurra, con la quale Buffon ha disputato mille battaglie, contribuendo ad altrettante vittorie, come quella dell’indimenticabile notte magica di Berlino del 9 luglio 2006, quando l’Italia ha vinto il suo quarto Mondiale, battendo in finale la Francia di Zidane.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che c’è anche la voglia di inseguire un sogno più volte infranto e chiamato Champions League: Superman, infatti, (questo il soprannome del numero uno bianconero) da qui a fine stagione ha in testa soltanto la Juventus, con la quale vuole conquistare l’ambito Triplete, sfiorato due volte negli ultimi tre anni ma mai raggiunto.  Nell’amichevole di domani sera contro l’Inghilterra dovrebbe giocare titolare Donnarumma, forse il primo candidato a prendere il posto di Buffon, ma in lizza ci sono anche Perin e Meret: chi tra questi meriterebbe un posto da titolare nella nazionale maggiore? Noi di RadioGoal24 abbiamo analizzato i numeri e le statistiche dei tre portieri di Milan, Genoa e Spal.

Gianluigi Donnarumma

Da Gigi a Gigio, o almeno dovrebbe essere così, perché Donnarumma appare come il perfetto erede di Buffon: ha esordito in campionato a soli 16 anni (uno in meno rispetto al portiere della Juventus), battendo così il record del più giovane portiere ad essere schierato in Serie A dal primo minuto. Ad aver creduto in lui sin dall’inizio è stato l’ex allenatore del Milan, Siniša Mihajlović, che lo ha schierato titolare nella partita contro il Sassuolo, preferendolo a Diego Lopez, ex portiere del Real Madrid che in quel periodo della stagione era in crisi di identità. Fino a questo momento Donnarumma ha fatto registrare 96 presenze con la squadra rossonera (per un totale di 8.299 minuti giocati), nelle quali ha subito 106 reti. Nella stagione attuale in corso, quella 2017/2018, ha difeso per 28 volte la porta del Milan, lasciandola inviolata per 10 partite, ma subendo 32 goal: ha certamente molto influito l’inizio di stagione disastroso della difesa milanista, quando la squadra era allenata da Montella e i difensori (Bonucci in primis) non riuscivano ancora ad integrarsi con il resto della rosa. Per quanto riguarda la nazionale, le presenze sono ancora poche: 4 nello specifico, con altrettante 4 reti subite. E’ ovvio che la presenza di uno come Buffon in nazionale abbia gettato parecchia ombra sul portiere del Milan, ma la strada per il futuro è tutta sua: da quando ha esordito con la nazionale maggiore (Italia-Francia del 1 settembre 2016), Donnarumma ha avuto la grande opportunità di scrutare Buffon, di poter imparare da lui nella gestione della palla, nella presa e nella lettura in anticipo. Inoltre al Milan credono in lui e ne hanno fatto un pilastro mondiale, tanto che già nella scorsa estate (quando il portiere non aveva ancora effettuato il discusso rinnovo di contratto con i rossoneri) era stato accostato vicino a squadre del calibro di Paris Saint-Germain e Real Madrid. Per concludere, diciamo che Donnarumma rispecchia le caratteristiche essenziali del portiere moderno, bravo sia con le mani che con i piedi:  di tutto questo Buffon ne è consapevole, tanto che forse, quando lo guarda, si riconosce in lui, ricordandosi di quando ha esordito con il Parma in quel lontano 19 novembre del 1995.

Mattia Perin

Mattia Perin ha esordito in Serie A il 22 maggio del 2011, nel giorno dell’ultima partita di quel campionato: la partita era Genoa-Cesena, finita 3-2 per i genoani. Nel 2012 è stato ceduto in prestito al Padova (in Serie B) e nella stagione successiva (quella 2013/2014) è tornato a Genova, dove ha giocato tutti i 90 minuti di ciascuna partita, eccezion fatta per la gara di ritorno contro la Lazio, in cui è stato collocato in panchina. Facendo un calcolo veloce (90 minuti per 37 presenze da titolare) viene fuori il risultato di 3.330 minuti giocati in totale: quella resta la stagione in cui Perin ha giocato di più con la maglia del Genoa, ma anche quella in cui sono arrivate più reti subite, ovvero 50. L’anno successivo il portiere classe ’92 si è confermato di nuovo una giovane promessa del calcio italiano, tanto che si cominciava a parlare di lui come sostituto numero uno di Gigi Buffon: il suo stare in porta è sempre stato spericolato e un po’ avventuroso, ma sempre contornato da tanto coraggio. Coraggio che nel momento clou della sua carriera non gli è mai mancato, nemmeno quando sono arrivate le prime disgrazie: nella stagione 2015/2016 si è infortunato prima alla spalla (restando fuori le prime 7 partite di campionato) e nella gara di ritorno contro il Carpi è arrivata anche la rottura del legamento crociato del ginocchio, che lo ha tenuto fuori per tutto il resto della stagione. Una stagione da incubo, dunque, che Perin non avrebbe ma più voluto rivivere, ma il 15 gennaio del 2017 quello stesso infortunio si è presentato di nuovo, obbligandolo a restare fuori dai campi di gioco per le ultime 19 partite di campionato. In quella stagione, infatti, ha disputato soltanto 16 partite (tre in meno della metà), subendo 19 reti. La stagione in corso si è presentata finalmente positiva per Mattia Perin: ha collezionato fino a questo momento 29 presenze, giocando tutte le partite di campionato dall’inizio alla fine (come già accaduto nel 2013) per una somma di 2.610 minuti giocati e di 29 reti incassate.
Con la nazionale maggiore vuoi i vari infortuni, vuoi lo stesso discorso fatto per Donnarumma riguardo la pesante presenza di Buffon, Perin ha giocato soltanto una partita (17 minuti per l’esattezza) quella del 18 novembre 2014 contro l’Albania, quando sulla panchina azzurra sedeva Antonio Conte.
Attualmente il portiere genoano sembra essere tornato quello di prima, anzi, forse è anche più forte, poiché siamo sicuri che le varie sciagure infortunistiche lo abbiano reso più maturo e dal punto di vista stilistico più pulito: bravo nelle uscite alte, presa sicura, sicuro nelle scelte, bravo con i piedi.

Alex Meret

Classe 1997 e tanto talento da vendere: questo è Alex Meret, giovanissimo portiere che attualmente milita tra le fila della Spal. La carriera di Meret in Serie A è iniziata con l’Udinese, squadra di cui ha fatto parte nelle stagioni 2014/2015 e 2015/2016, ma con la quale non giocato nemmeno una partita di Serie A. Nel 2017 si è trasferito nella Spal, ma l’inizio di stagione è stato molto sfortunato per lui: diversi problemi muscolari, infatti, lo hanno tenuto fuori per metà campionato, nel quale ha ripreso a giocare dal pareggio per 1-1 contro l’Inter, il 28 gennaio del 2018. Da quel momento in poi ha sempre occupato il posto da titolare fisso, disputando 8 partite e subendo 11 reti. Elogiato da Zof, paraganato ad Handanovic e considerato il Donnarumma della Serie B, Meret è rimasto sempre con i piedi per terra e non ha mai dato retta a tutte queste etichette. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Tutti questi paragoni vanno presi nel modo giusto, senza montarsi la testa. Il segreto è l’equilibrio. Non mi esalto e non mi demoralizzo. Anche fuori dal campo sono tranquillo, di poche parole. Un vero friulano“.
Con la nazionale maggiore non ha ancora esordito, ma ha collezionato molte esperienze con l’Under 19, con cui si è giocato anche la finale dell’Europeo 2016 contro la Francia di un certo Mbappè (attuale attaccante del Paris Saint-Germain), che l’Italia ha perso disgraziatamente con un tondo risultato di 4 a 0. Sempre a detta dell’estremo difensore della Spal: “Da Mbappè arriva un messaggio chiaro: i giovani bravi possono far bene ad altissimi livelli”. Tutte queste dichiarazioni lo rendono tenace, grintoso, uno con la testa sulle spalle e, nonostante le zero presenze, nei vari ritiri della nazionale in cui era presente ha avuto la grande opportunità di osservare non solo la figura leggendaria di Buffon, ma anche le altre due giovani promesse della porta azzurra, ovvero Donnarumma e Perin: mica poco!

 




Milan, il Liverpool vuole Donnarumma

La vicenda Donnarumma sembra non voler finire mai; il portiere del Milan, infatti, è ancora al centro di voci di mercato. Secondo quanto riportato dal Daily Star sull’estremo difensore rossonero è forte l’interesse del Liverpool che a giugno potrebbe virare in maniera decisa sul giocatore.




Milan, tutti i nomi per il post Donnarumma

Il Milan comincia a guardarsi intorno per il ruolo di portiere; i rossoneri, visto la possibile cessione di Donnarumma, stanno pensando al possibile sostituto. I nomi presenti nella lista di Fassone e Mirabelli sono: Mattia Perin, Pepe Reina, Salvatore Sirigu e Trapp del Paris Saint Germain.




Milan, Donnarumma può essere ceduto già a gennaio

Il Milan contro il Bologna ha ritrovato la vittoria ma non la serenità; l’ambiente rossonero, infatti, deve fare nuovamente i conti con il caso Donnarumma. Il portiere non sembra essere convinto di restare e, secondo alcune voci di mercato, potrebbe partire già nella prossima finestra di mercato. Il rapporto tra la società ed il calciatore non è mai stato così teso.