Inter, il punto sull’attacco

Inter, il punto sull’attacco

Dopo il rinnovo di Mertens con il Napoli, Gianluca di Marzio ci spiega le prossime mosse dei nerazzurri in attacco: “l’Inter può intensificare i contatti con Edison Cavani. L’uruguaiano del PSG ha un ingaggio alto ma arriverebbe a Milano a parametro zero. Cavani era già stato contattato dall’Inter nei giorni scorsi.

In uscita, Lautaro Martinez. La trattativa col Barcellona resta sempre molto viva e procede tra alti e bassi: contatti in ogni caso costanti ma c’è ancora della distanza sulla cifra cash che il club spagnolo offre ai nerazzurri. Il Barcellona, infatti, non pagherà l’intera clausola di 111 milioni di euro per arrivare all’attaccante argentino e vuole inserire almeno una contropartita (ad ora Junior Firpo più di Semedo). Nulla di imminente, la forbice sulle rispettive valutazioni resta tutta da limare. Va comunque detto che Junior Firpo sarebbe una contropartita molto utile nello scacchiere di Conte, data la sua capacità di giocare anche come esterno di centrocampo (ruolo che ricopriva al Betis) e per il fatto che la fascia sinistra nerazzurra per la prossima stagione costituisce un rebus (Biraghi tornerà alla Fiorentina e Dalbert all’Inter, ma difficilmente rimarrà)

Attenzione anche ad Alexis Sanchez. Il cileno vuole giocarsi le sue carte nel finale di stagione per provare a convincere i dirigenti nerazzurri a confermarlo nella prossima stagione.

 

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Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha confermato di aver ricevuto la nuova proposta relativa al protocollo medico da seguire per la ripartenza del calcio. Un nuovo documento che dovrebbe risolvere i punti critici riscontrati nella versione precedente.

Come spiega La Gazzetta dello Sport, tra le novità principali è che non ci sarà più la tanto discussa “bolla”, niente più gruppo chiuso, si dormirà a casa. A ogni sessione, ci sarà il termo scanner che misurerà la temperatura e chi avrà più di 37,5 non potrà partecipare agli allenamenti. Per arrivare a consentire di dormire a casa serviranno però controlli più frequenti. E quindi, si adottano in toto quelle indicazioni della Federazione Medico-Sportiva che erano state messe da parte vista la «specificità» del calcio. Anche i tamponi saranno effettuati ogni quattro giorni. Si tratta di una decisione che fa in conti con l’impossibilità attuale per i club di Serie A (ad eccezione della Juventus con il J Hotel) di disporre di una struttura per mettere in atto l’isolamento del gruppo squadra.

Secondo punto è la questione su cosa fare in caso di positività. Dopo aver disposto l’immediato isolamento della persona, tutta la squadra si isolerà per due settimane, ma all’interno del centro sportivo e proseguendo gli allenamenti.

Se la decisione risolve il problema per gli allenamenti, il problema rimane per la ripresa del campionato. Per questo si è deciso di valutare la questione della «quarantena automatica» per la squadra più avanti. Si dovrà aspettare lo sviluppo della curva epidemiologica nei prossimi 10-12 giorni.

La nuova proposta ha fatto passare in secondo piano la vicenda del passaggio agli allenamenti collettivi. Il Dpcm firmato da Giuseppe Conte non basta, ci vorranno delle linee guida che il Cts deve validare per portare poi alla pubblicazione sul sito del ministero dello Sport.

Gli scienziati si riuniscono soltanto oggi, quindi anche per questa giornata i calciatori dovranno allenarsi soltanto in forma individuale. Con le nuove linee guida, sarà possibile farlo invece in piccoli gruppi, anche con il pallone, però sempre osservando il distanziamento di due metri.

Un documento che in sostanza non aggiunge molto ai protocolli precedenti, eccezion fatta per il provvedimento sui ritiri, e rimanda le decisioni più importanti in base ai successivi sviluppi della curva epidemiologica. Restiamo in attesa di uleriori novità.

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Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Emergono nuovi passaggi dall’autobiografia di Giorgio Chiellini: questa volta il difensore bianconero parla del rapporto con Antonio Conte, della sua scelta di “tradire” i colori della Vecchia Signora per sposare quelli della Beneamata e del paragone tecnico tra l’Inter e la Juventus. Andiamo a leggere uno stralcio delle dichiarazioni dall’autobiografia del capitano bianconero:

“Conte riesce a creare realtà parallele. Gli perdono di essere all’Inter solo perché lo conosco, gli voglio bene e so che l’ha fatto da serio professionista. Sono sicuro però che qualche dubbio la sera gli verrà, e che quando guarda lo stemma dell’Inter sulla giacca ci resta un po’ così. Dopo di che, resto dell’idea che la Juve sia più forte dell’Inter, anche se non sempre la squadra più forte vince. Vince quella più costante. Conte ti coinvolge come nessuno, ti manda contro tutto e contro tutti. Rende la sua squadra pronta a qualunque cosa, o sei con lui o sei contro di lui, e se sei contro te ne vai. Anche da noi andarono via in tanti, idem quest’anno all’Inter: Antonio arriva e fa piazza pulita. La società nerazzurra aveva già deciso di non puntare su Icardi e Nainggolan, ma Perisic era a disposizione, si vede che Conte l’ha soppesato in ritiro e poi ha deciso che non serviva. Alla Juve, il primo anno, Ziegler non ha neppure finito il ritiro, Melo e Amauri sono durati due giorni. Tutto con Antonio è sempre spinto al massimo: se non vivi di passione, con lui non puoi andare d’accordo. La forza che sa trasmettere alla squadra è qualcosa di automatico: guardate cosa è successo all’Inter da quando è arrivato lui. Gli sono bastate poche settimane di lavoro in estate, ed ecco che la sua squadra ha iniziato a vincere a ripetizione”.

 

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Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

La Uefa è preoccupata per le sorti del calcio italiano, a sostenerlo è il giornalista di Sky Sport Alessandro Alciato. A Nyon, nelle ultime ore, hanno avvertito chiaro un rischio: con le recenti richieste del Comitato Tecnico Scientifico alla Federcalcio, fra cui la quarantena per tutto il gruppo squadra in caso di positività di un calciatore – regola per adesso valida per gli allenamenti, ma è facile intuire che verrà estesa all’eventuale ripresa delle competizioni – le italiane rischiano di non portare a termine neanche la stagione di coppa, che la Uefa sta facendo di tutto per preservare. Atalanta, Juventus e Napoli sono ancora in corsa in Champions League, Inter e Roma in Europa League. Senza contare il percorso ad ostacoli facilmente prevedibile anche per l’Italia di Mancini attesa a settembre dai primi impegni in Nations League, e questo è un altro punto caldo. Se tutte le grandi federazioni europee – spinte dai rispettivi governi – andranno in una direzione, e la Federcalcio sarà costretta dagli scienziati del Governo a frenare in quella opposta, fino a quando non ci sarà una sorta di rischio zero per i giocatori, il calcio italiano rischia l’isolamento dal resto d’Europa. Nazionale compresa, almeno con la situazione di oggi.

 

Ecco perché assume un’importanza sempre maggiore l’imminente riunione fra Conte e i numeri 1 di Federcalcio e Lega, Gravina e Dal Pino. Insomma, molto ruota intorno alle scelte del Premier, mentre quelle della Premier League  e della Bundesliga porteranno all’isolamento dei calciatori contagiati e non di tutta la squadra.

 

Restando al protocollo italiano, ne ha parlato il Consiglio di Lega, senza trarre alcuna conclusione. Il concetto è: “Aspettiamo quello definitivo”. Se ne sta per riparlare anche in Assemblea. E proprio in queste ore la Federcalcio sta consegnando al Comitato Tecnico Scientifico il protocollo aggiornato, dopo le recenti richieste. A proposito del Comitato Tecnico Scientifico: a molti non è piaciuto quanto scritto nero su bianco nell’ultimo verbale dove, al punto 1, si parlava di “documentazione inizialmente fornita dalla Figc largamente lacunosa e imperfetta”.

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Inter, test medici tutti negativi

Inter, test medici negativi!

L’Inter tranquillizza i tifosi e tutto l’ambiente della Serie A, tramite un comunicato riportato dal Corriere dello Sport inerente l’esito dei test effettuati sui calciatori della rosa di Conte. Nessuno dei nerazzurri è risultato positivo al Coronavirus: “FC Internazionale Milano comunica che tutti i test medici ai quali è stata sottoposta la Prima Squadra sono risultati negativi. Dal pomeriggio di oggi avranno inizio gli allenamenti individuali facoltativi. Il Club mantiene la massima attenzione sui criteri preventivi per la salute dei giocatori e di tutti i componenti della Società, nel rispetto di tutte le linee guida governative e della tutela della salute pubblica”.

Buone notizie per i tifosi nerazzurri e per tutti gli appassionati di sport che vedono in questa notizia un ostacolo in meno verso la ripresa del campionato. Nel frattempo, come detto anche nel comuicato, ci sarà la posssibilità per chi vorrà di sottoporsi a sedute individuali di allenamento che si concentreranno sulla parte atletica,  a turni e in pochi su ogni campo. Esclusa la possibilità di svolgere partitelle o comunque di riaffinare la tecnica col pallone. Per quello si dovrà aspettare (forse) il 18 maggio.

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Conte vuole un esterno mancino, Alaba tra i candidati

Conte vuole un esterno mancino, Alaba tra i candidati

Bomba dalla Germania! Come riportato da Sport 1, l’Inter di Beppe Marotta è sulle tracce dell’esterno mancino austriaco David Alaba, in forza al Bayern Monaco, per accontentare il tecnico Antonio Conte e sistemare la fascia sinistra. Sul ragazzo, nemmeno a dirlo, c’è mezza Europa interessata, ma Inter, Juventus e Barcellona sono le squadre che sembrano più vicine al raggiungere un accordo.

Sono fiducioso, possiamo rinnovare con tutti e tre nel prossimo futuro“, ha dichiarato il presidente del Bayern Herbert Hainer, riferendosi esplicitamente ai leader dello spogliatoio Manuel Neuer, Thiago Alcantara e David Alaba. Com’è noto, i contratti dei tre calciatori scadranno tutti a giugno 2021. Mentre per questa settimana sono previsti gli appuntamenti con Thiago Alcantara e Manuel Neuer per cercare un accordo sull’estensione dei contratti, il futuro di Alaba resta più nebuloso e per il momento non è prevista alcuna riunione con la dirigenza per cercare un accordo.

Il procuratore di David Alaba, Pini Zahavi, al momento ha respinto tutte le offerte pervenutegli dal Bayern Monaco per il suo assistito, non ritenendole soddisfacenti e lasciando molte porte aperte ad un’ipotetica cessione. Hans-Dieter Flick, tecnico del club bavarese, vorrebbe trattenere Alaba a tutti i costi, ma lo stesso Antonio Conte apprezza l’esterno austriaco da diversi anni, avendolo già sondato e quasi convinto a trasferirsi quando allenava il Chelsea. Inizialmente David Alaba sembrava prossimo a vestire la maglia blaugrana del Barcellona, poi l’esplosione del coronavirus ha rallentato la trattativa permettendo all’Inter e anche alla Juventus di fiondarsi sul ragazzo.

David Alaba, esterno mancino austriaco classe ‘92, al momento viene valutato circa 50 milioni ma l’esplosione del coronavirus deprezzerà il cartellino del ragazzo e la prossima scadenza del suo contratto col Bayern Monaco farà calare ulteriormente la valutazione.

 

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Conte: “Presto un vertice per il calcio”. Ma il problema è sempre lo stesso

In un’intervista al Fatto Quotidiano, il premier Giuseppe Conte ha parlato anche della possibile ripresa dello sport italiano e del campionato di calcio: “Convocheremo anche il mondo dello sport e del calcio, insieme al ministro Spadafora, per fare il punto: raccoglieremo le istanze della Federcalcio e delle altre federazioni per avere un quadro condiviso della ripresa delle attività sportive”.

Così invece sulla possibilità di concludere il campionato: “Non ho ancora messo mano al dossier calcio, ma sentiremo e concorderemo. C’è il ministro, che ha fatto un ottimo lavoro, ma è giusto che tutti gli stakeholders del calcio e dello sport abbiano un confronto col governo ai massimi livelli. Ovviamente tenendo presenti le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico“. Domani è in programma l’incontro tra il Cts e la Federcalcio sul tema protocollo sicurezza.

Resta infatti da dirimere la questione principale: posto che ormai la totalità (o quasi) delle squadre è favorevole alla ripartenza, chi si assumerà la responsabilità qualora un tesserato dovesse risultare contagiato nel periodo compreso tra la ripresa degli allenamenti e quella del campionato (o, ancora peggio, dopo l’inizio del campionato stesso)? Un problema che si trascina da tempo e non menzionato dal premier Conte, ma di fondamentale importanza in quanto costituisce la trave sulla quale si poggia l’eventuale ripresa del calcio italiano.

 

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Sassuolo e Lecce, via agli allenamenti. Domani tocca alla Juve, poi l’Inter

Al via la ripresa degli allenamenti!

Il Corriere della Sera descrive la tanto attesa ripresa degli allenamenti che, grazie alle ordinanze di alcune Regioni, è diventata realtà per Sassuolo, Lecce e presto Juve e Inter. Ovviamente il tutto si svolge in una situazione surreale e ancora imparagonabile a quella precedente.

Sassuolo

Ore 9: il Mapei Center, primo impianto sportivo di Serie A ad aprire, è blindatissimo. La sbarra si alza solo quando arrivano i primi tre della lista: Djuricic, Magnani e Rogerio. Già cambiati, come all’oratorio. E per fare la doccia se ne torneranno poi a casa. «Vietatissimi abbracci e strette di mano» viene subito ricordato loro da addetto alla sicurezza, fisioterapista e medico, gli unici tre ad avere accesso all’impianto oltre ai giocatori. Si salutano da lontano, i tre compagni. Tanti sorrisi, nessun contatto. Ognuno si allena su un campo diverso. Un po’ di stretching, qualche scatto, tattica zero: l’allenatore De Zerbi non c’è. Per adesso ciò che conta è rimettere in moto i muscoli. In tutto un’oretta di lavoro, poi spazio a un altro mini gruppetto. E via così fino alle 13. Il programma proseguirà fino a venerdì. Con regole ferree. Al massimo ci si può allenare contemporaneamente in sei: i campi sono tre, quindi due per campo. «Mi mancava l’odore dell’erba» ammette l’attaccante Caputo.

Lecce, Juve e Inter

Lunedì pomeriggio è ripartito il Lecce, con le stesse modalità di distanziamento. Martedì tocca alla Juve, club tra i più colpiti dal Covid-19 con tre positivi: lunedì i giocatori si sono sottoposti a test medici, fisici e tamponi. Cristiano Ronaldo con la famiglia è ripartito lunedì sera da Madeira per rientrare a Torino, dove ora dovrà osservare due settimane di quarantena. Il ritorno in campo dell’Inter, previsto per lunedì, è slittato di qualche giorno: prima la squadra di Conte si dovrà sottoporre agli esami clinici necessari. Al termine dell’iter sanitario i nerazzurri avranno la facoltà di sottoporsi alle sessioni di allenamento individuale alla Pinetina.

Le sedute distanziate, personalizzate, senza pallone e controllate solo da medici e fisioterapisti è un primo passo verso la normalità auspicata dai vertici della Figc e della Lega. L’apertura dei centri sportivi ai gruppetti però non implica necessariamente che il 18 maggio arriverà il semaforo verde agli allenamenti collettivi. Per ora non sono fissati in agenda appuntamenti fra il Comitato tecnico scientifico e la Federcalcio per discutere il protocollo. «Il protocollo non è stato validato e non sappiamo a oggi quali sono le criticità — dichiara il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, che aspetta novità per il consiglio federale di venerdì —. Un nodo da affrontare è la gestione del gruppo squadra in presenza di un positivo».

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L’Inter piomba su Pogba

L’Inter piomba su Pogba

Il primo amore non si scorda mai, si sa, e per il duo nerazzurro formato da Beppe Marotta (DS) e Antonio Conte (allenatore) l’amore in questione è rappresentato da Paul Labile Pogba. Ai tempi della Juventus il talentuoso centrocampista francese fu acquistato a parametro zero da Beppe Marotta che lo soffiò al Manchester United da sotto il naso di Sir Alex Ferguson, ma Pogba era solo un ragazzino all’epoca dell’estate del 2012 che fu acquistato per crescere alle spalle di Pirlo, ma Antonio Conte lo reinventò mezzala facendo esplodere il talento del diciannovenne Pogba. L’Inter si è già presa Marotta e Conte dalla recente storia bianconera, chissà che non si prenda anche Pogba.

Come si legge su Tuttosport, tra l’Inter e Mino Raiola non scorre buon sangue, ma Beppe Marotta sta facendo il possibile per riallacciare i rapporti tra la società nerazzurra di Zhang ed il super procuratore di Paul Pogba, così da poterlo convincere a far vestire la maglia della Beneamata al suo assistito nella prossima stagione. Con Raiola l’Inter ha intavolato un discorso anche per Moise Kean dell’Everton, che però interessa anche a Roma e Lazio, mentre su Paul Pogba ci sono fortissimi gli interessi di PSG, Real Madrid e Juventus.

Col calcio giocato ci siamo lasciati tra fine febbraio e inizio marzo, e proprio in occasione della semifinale di Coppa Italia, giocatasi a San Siro tra Milan e Juventus, Mino Raiola disse «Per Pogba l’Italia è una seconda casa come per Ibrahimovic, a Paul non dispiacerebbe tornare alla Juventus. Ma ne riparleremo alla fine degli Europei». 

Pre-Coronavirus il costo di Paul Pogba si aggirava sui 100 milioni di euro più ricco ingaggio, ora quelle cifre non si vedranno per un bel pezzo nel calciomercato e pertanto Marotta e Paratici dovranno ragionare su un’offerta che convinca sia Manchester United che Paul Pogba, magari abbassando l’offerta per il cartellino inserendo un calciatore e proponendo così uno scambio ai Red Devils.

 

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Inter, bivio su Icardi: guadagnare o recuperarlo?

Nel futuro di Mauro Icardi dovrebbe esserci ancora il Paris Saint-Germain. Secondo Sky Sport l’attaccante argentino, che ha lasciato l’Inter nella sessione estiva di calciomercato del 2019 per trasferirsi al Psg in prestito oneroso (5 milioni di euro) con diritto di riscatto a 65 milioni, sembra aver convinto il club parigino ad acquistarlo definitivamente. Il club nerazzurro, in base anche alle informazioni dell’entourage del giocatore, si aspetta il riscatto del cartellino di Icardi da parte del suo attuale club. Il Psg, anche per via della situazione attuale legata al Coronavirus, potrebbe chiedere uno sconto sul cartellino e, visto il momento, difficilmente l’Inter resterebbe insensibile davanti a tale richiesta. Non vi è inoltre nessuna clausola del contratto che permetterebbe a Icardi di rifiutare tale opzione.

Ma è davvero così conveniente per l’Inter monetizzare sul giocatore piuttosto che provare a recuperarlo? Icardi e sua moglie hanno un rapporto pessimo con l’ambiente ed è difficile immaginare con che faccia possano tornare a Milano. Qualora si decidesse di non puntare nuovamente sull’argentino, come è probabile, la cessione a titolo definitivo al Psg eviterebbe l’incubo di vederlo giocare con la Juventus e magari di svenderlo a causa della difficile situazione economica di tutti i club, nessuno dei quali quest’estate potrà presumibilmente permettersi investimenti monstre: a questo punto, meglio uno sconticino al Psg che un regalo alla Juve (l’interesse di alcuni club inglesi non è niente di concreto, anche per il motivo già spiegato). Oltre al pessimo rapporto con l’ambiente, Icardi non rientrerebbe neanche nel progetto tecnico di Conte, che proprio l’estate scorsa spinse per una sua cessione: il ruolo di prima punta è già occupato da Lukaku ed è impossibile che uno dei due possa sedersi in panchina per alternarsi con l’altro, trattandosi di due attaccanti di grande caratura; non converrebbe del resto neanche all’Inter accollarsi due stipendi così pesanti per un solo slot.

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