Sassuolo e Lecce, via agli allenamenti. Domani tocca alla Juve, poi l’Inter

Al via la ripresa degli allenamenti!

Il Corriere della Sera descrive la tanto attesa ripresa degli allenamenti che, grazie alle ordinanze di alcune Regioni, è diventata realtà per Sassuolo, Lecce e presto Juve e Inter. Ovviamente il tutto si svolge in una situazione surreale e ancora imparagonabile a quella precedente.

Sassuolo

Ore 9: il Mapei Center, primo impianto sportivo di Serie A ad aprire, è blindatissimo. La sbarra si alza solo quando arrivano i primi tre della lista: Djuricic, Magnani e Rogerio. Già cambiati, come all’oratorio. E per fare la doccia se ne torneranno poi a casa. «Vietatissimi abbracci e strette di mano» viene subito ricordato loro da addetto alla sicurezza, fisioterapista e medico, gli unici tre ad avere accesso all’impianto oltre ai giocatori. Si salutano da lontano, i tre compagni. Tanti sorrisi, nessun contatto. Ognuno si allena su un campo diverso. Un po’ di stretching, qualche scatto, tattica zero: l’allenatore De Zerbi non c’è. Per adesso ciò che conta è rimettere in moto i muscoli. In tutto un’oretta di lavoro, poi spazio a un altro mini gruppetto. E via così fino alle 13. Il programma proseguirà fino a venerdì. Con regole ferree. Al massimo ci si può allenare contemporaneamente in sei: i campi sono tre, quindi due per campo. «Mi mancava l’odore dell’erba» ammette l’attaccante Caputo.

Lecce, Juve e Inter

Lunedì pomeriggio è ripartito il Lecce, con le stesse modalità di distanziamento. Martedì tocca alla Juve, club tra i più colpiti dal Covid-19 con tre positivi: lunedì i giocatori si sono sottoposti a test medici, fisici e tamponi. Cristiano Ronaldo con la famiglia è ripartito lunedì sera da Madeira per rientrare a Torino, dove ora dovrà osservare due settimane di quarantena. Il ritorno in campo dell’Inter, previsto per lunedì, è slittato di qualche giorno: prima la squadra di Conte si dovrà sottoporre agli esami clinici necessari. Al termine dell’iter sanitario i nerazzurri avranno la facoltà di sottoporsi alle sessioni di allenamento individuale alla Pinetina.

Le sedute distanziate, personalizzate, senza pallone e controllate solo da medici e fisioterapisti è un primo passo verso la normalità auspicata dai vertici della Figc e della Lega. L’apertura dei centri sportivi ai gruppetti però non implica necessariamente che il 18 maggio arriverà il semaforo verde agli allenamenti collettivi. Per ora non sono fissati in agenda appuntamenti fra il Comitato tecnico scientifico e la Federcalcio per discutere il protocollo. «Il protocollo non è stato validato e non sappiamo a oggi quali sono le criticità — dichiara il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, che aspetta novità per il consiglio federale di venerdì —. Un nodo da affrontare è la gestione del gruppo squadra in presenza di un positivo».

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Fonseca cerca esperienza sul mercato

Fonseca cerca esperienza sul mercato

La Roma, da quando la proprietà americana si è insediata ormai anni fa, ci ha abituati a vedere numerosi giovani acquistati sul mercato; non tutti i giovani presi negli anni però si sono rivelati pronti e sufficientemente abili, e spesso la Roma si è ritrovata con milioni e milioni di investimenti buttati.

Come si legge su Il Corriere dello Sport, Paulo Fonseca ha chiesto espressamente alla società di cambiare i soliti programmi sul mercato: meno soldi investiti su giovani di belle speranze e più concentrazione su calciatori esperti che possano dare contributi sin da subito. La Roma i giovani di belle speranze, e anche forti, ce li ha già ed è pronta a blindarli, infatti appena terminato il periodo buio dettato dal Coronavirus la società giallorossa si ritroverà con Pellegrini e Zaniolo per ridiscuterne i contratti. Cambio di programma dunque, a partire da quelli che ci sono già a Roma: su tutti Mkhitaryan e Smalling, fari e titolarissimi nello scacchiere di Fonseca che sta spingendo i dirigenti Fienga e Petrachi a fare uno sforzo sul mercato per convincere Arsenal e Manchester United a cedere i due calciatori a cifre ragionevoli. Un altro nome buono per la Roma arriva sempre dalla Premier League: Pedro Rodriguez, trentatreenne ala spagnola in forza al Chelsea che Fonseca aveva già provato a portare nella Capitale a gennaio. Pedro a giugno sis vincolerà dal Chelsea e la Roma potrebbe acquistare il ragazzo a parametro zero, convincendolo con un ingaggio da tre milioni di euro l’anno.

Ma Paulo Fonseca non ha chiesto solo Pedro come calciatore esperto, lo spagnolo tornerà utile alla Roma per rinforzare le fasce offensive, ma sulla lista del tecnico portoghese e del DS Petrachi ci sono anche altri nomi: Ismaily ad esempio, trentenne terzino sinistro già allenato da Fonseca allo Shakhtar, oppure il centrocampista ventiquattrenne Kovalenko anch’esso dello Shakhtar e col contratto in scadenza a giugno, ed infine Ciccio Caputo che tornerebbe utile come vice Dzeko, ruolo che il trentaduenne attaccante del Sassuolo accetterebbe di buon grado.

 

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