Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Daniele Rugani ieri ha ricevuto la notizia della negatività al Coronavirus Covid-19. Il centrale della Juventus è stato il primo giocatore della Serie A risultato positivo al tampone. Dopo 35 giorni finalmente l’annuncio tanto atteso. Il difensore ha potuto così riabbracciare la sua fidanzata, incinta, Michela Persico.

Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

 

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Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme ❤️ . We’ll tell you about the time we had to spend far from each other. We’ll tell you that it was the right choice, but it was difficult too. And above all we’ll tell you how magic it was to hug again, the three of us. Together at last ❤️ #grazieatutti #family #RestateACasa

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Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

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Inter, Diego Godin vuole restare e riconquistare la piazza

Inter, Diego Godin vuole restare e riconquistare la piazza

Secondo quanto riporta il sito Tuttomercatoweb il difensore uruguaiano dell’Inter Diego Godin vorrebbe giocarsi le sue carte nel club nerazzurro. L’ex Atletico Madrid avrebbe intenzione di mettersi in mostra e farsi trovare pronto alla ripresa del campionato. Nella difesa della squadra allenata da Conte l’uruguaiano non è finora riuscito ad imporsi così come fatto nei trascorsi all’Atetico. Sembra però che il difensore non abbia intenzione di tornare a giocare in Spagna in un club che non sia quello Colchoneros Oltre al Valencia, anche altri club, questa volta di Premier League, starebbero sondando il terreno. C’è stato qualche contatto con il Tottenham, club allenato da Mourinho che stima molto il difensore ma non si è andato oltre qualche semplice chiacchierata. Si parla di Manchester United, sicuramente una squadra di prima fascia che il trentaquattrenne difensore che potrebbe prendere in considerazione qualora non riuscisse a convincere mister Conte. Va anche sottolineata l’esplosione del giovane Bastoni, al quale l’ex allenatore della Juventus ha dato spazio in molte occasioni.

L’obiettivo di Godin sembra essere quello di tornare protagonista e di diventare una vera colonna della retroguardia nerazzurra, così come fatto nella sua lunga militanza all’Atletico Madrid.

In questa stagione Diego Godin ha collezionato in totale 25 presenze, considerando tutte le competizioni giocate.

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Roma, errori e rivelazioni: la versione di Di Francesco

Roma, errori e rivelazioni; la versione di Di Francesco

L’ex allenatore della Roma Eusebio Di Francesco è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina giallorossa, chiarendo definitivamente alcune questioni che lo accompagnavano dall’esonero del Marzo 2018. Il tecnico di Pescara è reduce dall’infausta avventura a Genova, sponda Sampdoria ed ora è in attesa di una nuovo progetto mentre si impratichisce con l’inglese, nell’eventualità di un’esperienza Oltremanica. Tanti sono i temi affrontati da Di Francesco in una lunga intervista uscita nell’edizione odierna del Corriere dello Sport.Qui vi riproponiamo i punti più salienti.

La prima stagione in giallorosso è stato per certi versi entusiasmante ed è coinciso con un terzo posto in campionato e con un traguardo storico per la Roma, ovvero il raggiungimento della semifinale contro il Liverpool dopo aver battuto incredibilmente il Barcellona 3 a 0 nel ritorno dei quarti di finale di ormai 2 anni fa. Il secondo anno, invece, è stato molto più complicato, complice e colpevole in particolare modo il rinnovamento della squadra, al quale il tecnico non sembra fosse favorevole. Ecco le parole del tecnico in merito su quelli che sono i suoi più grandi rimpianti “: «Sono state fatte delle scelte non corrette, a cominciare da quelle che rimpiango più di tutte, le partenze di Strootman e Nainggolan. Strootman è un giocatore straordinario, con la sua partenza abbiamo perso personalità e lo abbiamo pagato in continuità di risultati. Ho il rimpianto di non aver insistito a farlo restare, ho assecondato la sua decisione. I risultati altalenanti del secondo anno non ci furono nel primo, nonostante il caos con il mercato di gennaio, Dzeko in bilico, stava per andare al Chelsea. I giovani andavano aspettati, ho dovuto rivedere il sistema di gioco per adattarlo alle caratteristiche di certi giocatori. Ünder è dovuto maturare, Kluivert ha avuto bisogno di tempo. Poi Zaniolo. Tutti mi dicevano che era un ragazzo complicato, io non ho avuto nessun problema con lui, all’inizio alcune volte l’ho ripreso davanti alla squadra ed è diventato il gioiello del calcio italiano».

Il tecnico è tornato a parlare anche dell’esonero e dei giorni a seguire:” Il calcio è così, legato a episodi: l’esonerò è stato un insieme di situazioni al di là dei risultati. C’era un po’ di malcontento che ci ha portato a quell’epilogo. Era un momento particolare, avevamo perso il derby e se fossimo passati con il Porto non so quale sarebbe stato il mio futuro, forse avrei scelto di andarmene io”.

I suoi giocatori, però, non l’hanno abbandonato, in particolare uno, il Capitano Daniele De Rossi: Daniele è uno di quelli che ha chiamato il Presidente per  evitare il mio esonero. Io dico sempre che l’allenatore è un uomo solo, ribadisco che nessuno ha giocato mai contro. La Roma di Pallotta ha raggiunto il massimo con me in panchina. Nonostante gli infortuni, che sono ancora tanti. Trovare una spiegazione non è facile, a volte ci sono giocatori predisposti. Pensate a Pastore. Io vengo criticato perché cambio tanto, ma a volte tolgo un titolare per il timore che si infortuni.”

Poi, sempre sull’argentino: “«Non voglio attribuire responsabilità a nessuno. Anche quest’anno si è visto che il problema principale è fisico. Non abbiamo avuto un buon rapporto, ma non riesco ad avere rancore per certe sue dichiarazioni. Non è riuscito a rendere come ci si aspettava, ho visto che anche quest’anno aveva grande voglia ma non gioca da mesi. La qualità non è in discussione».

Il rapporto con l’ex direttore sportivo, il tanto criticato Monchi: “Ho avuto sempre un ottimo rapporto, devo ringraziarlo perché è stato uno di quelli che mi ha voluto alla Roma. Non è facile fare il mercato dovendo vendere Salah e Alisson, abbiamo avuto contrasti su alcune situazioni, come in una famiglia, ma abbiamo cercato di andare sempre nella stessa direzione“.

Poi una battuta finale sul futuro in panchina:Accetterò una squadra solo se Ranieri, che saluto con affetto, sarà già piazzato. Perché dopo Roma e Sampdoria..Non c’è due senza tre”.

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CONI, Malagò : “Per assegnazione scudetto ho idee ma decide il Consiglio Federale”

CONI, Malagò : “Per assegnazione scudetto ho idee ma decide il Consiglio Federale”

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha parlato ai microfoni di ‘Radio Radio’.

Le elezioni del presidente del CONI slittano di un anno?
“Lo Statuto del CONI è chiarissimo e questo vale anche per il Comitato Paralimpico. Noi siamo obbligati a fare le elezioni dopo lo svolgimento delle Olimpiadi. Le elezioni devono esserci dopo il quadriennio perché le Olimpiadi si svolgono ogni 4 anni, ma in 124 anni di storia non era mai capitato lo slittamento di un anno dei Giochi Olimpici. Ne ho parlato anche col CIO, credo che slitteranno come tutte le altre elezioni. E poi le elezioni le devi fare di persona e chi oggi si può prendere un impegno mettendo rappresentanti e delegati in un unico posto?”

Cosa pensa del dibattito sulla ripresa degli allenamenti?
Il Governo, a tutto o ragione, ha accomunato tutto e tutti, adesso è vietato fino al 13 aprile e credo verrà prorogato o fino al 27 aprile o fino al week-end del primo maggio. Stiamo a vedere, proprio oggi lo stanno predisponendo a Palazzo Chigi il nuovo Dpcm”.

Come si schiera sull’eventuale assegnazione del titolo in Serie A?
“A chi ci ascolta, va ricordato un aspetto giuridico: gli unici soggetti che hanno potere sull’assegnazione dei campionati o sul blocco sono le Federazioni. In alcuni sport, ad esempio il calcio, si è delegato l’organizzazione dei campionati alle leghe, così come nel basket o nella pallavolo. Ma è la Federazione che nel caso dovrà decidere in totale autonomia di assegnare lo Scudetto e prendere provvedimenti relativi ad altri aspetti. Se io vi dicessi cosa fare, verrei tacciato di essere intervenuto su una tematica che non mi compete”.

Esiste il pericolo che molte società sportive possano scomparire dopo questo terremoto?
“Sul campo rimarranno feriti e anche qualche morto, chi ha già dei problemi ed è più debole pagherà dazio in un modo diverso rispetto a chi ha fieno in cascina. Il mio suggerimento è molto chiaro: approfittiamo di questo disastro per fare una cosa epocale, cioè riformare le dinamiche in tutte le discipline sportive. In questi giorni si parla molto della composizione dei campionati e sappiamo benissimo che a monte c’è qualcosa che non quadra, tanto è vero che molte società negli ultimi anni sono fallite in A e ancora più in B e in Lega Pro. In questo momento si possono fare delle cose che in un altro contesto storico sarebbero impossibili e quindi va colta l’occasione”.

Ripresa del campionato possibile?
In teoria ci sono i tempi, anche se ci sono tante scadenze e problematiche. E poi devi sperare che non incappi in un nuovo problema e in quel caso ti ritroveresti ad aver pregiudicato la stagione successiva e a dover fermare quella attuale. Sono moltissime le variabili che incidono in tutto questo”.

Temi che gli atleti toccati dal COVID-19 possano essere influenzati nelle performance?
“Ci sono degli atleti che sono stati molto toccati da questa vicenda e quindi antepongono moltissimo questo tema ed altri che sono più leggeri. Bisogna vedere anche l’atleta quanti anni ha, che carriera ha, quanti soldi ha messo da parte, la famiglia. Insomma, ci sono tante variabili”.

Come sono i rapporti col Governo?

“I rapporti col Governo sono migliorati nell’ultimo anno, lo dico con molta franchezza. Adesso sono eccellenti nel vero senso della parola. E’ un qualcosa di cui sono particolarmente felice, le problematiche le abbiamo tutti quanti

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Calciomercato Samp, si segue una giovane promessa brasiliana

Calciomercato Samp, si segue una giovane promessa brasiliana

Calciomercato Samp – Secondo il sito Sampnews24 il club blucerchiato si sarebbe messo sulle tracce del giovane classe ’98 Andrey che vanta al momento solo due presenze in Copa Sudamericana con la maglia della prima squadra del Vasco Da Gama. Il 22enne è un destro che gioca nel ruolo di centrocampista centrale ma può essere utilizzato anche come trequartista. Viene visto in patria come una promessa e il costo non esorbitante del suo cartellino (1,30 milioni di € secondo le stime di Transfermarkt) avrebbe ingolosito la squadre del patron Ferrero.

Va registrato anche che sul giovane brasiliano c’è forte anche l’interesse del Galatasaray.

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Milan, Bennacer:”Sogno il primo gol in rossonero. Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi”

Milan, Bennacer:”Sogno il primo gol in rossonero. Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi”

Il centrocampista del Milan Ismael Bennacer ha risposto a parecchie domande dei tifosi sul profilo Instagram del club rossonero, riguardanti presente, passato e futuro.

Sulla gara del passato che vorrebbe vedere: “Vorrei assistere alla semifinale di Champions contro il Manchester, quando Kakà ha segnato un gol incredibile”.

Sul miglior calciatore algerino: “Per me il miglior giocatore algerino è Riyad Mahrez“.

Sull’avversario più forte: “Il giocatore più forte che ho affrontato è Dybala della Juventus”.

Sui giocatori a cui si ispira: “Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi“.

Sulle emozioni con la maglia rossonera: “Quando metto la maglia del Milan è incredibile, vedo il simbolo delle 7 Champions sulla spalla…”.

Sui ruoli da bambino: “Da bambino giocavo numero 10, a volte terzino sinistro quando ero molto piccolo”.

Sul momento più bello come calciatore: “Per ora il momento più bello della mia carriera è stata la vittoria in Coppa d’Africa”.

Sul gol che manca: “Anche io non vedo l’ora di segnare a San Siro. Sicuramente esulterei sotto la Curva Sud”.

Su cosa lo ha fatto innamorare del Milan: “Tutto, la squadra, la società, i giocatori che ci sono stati e quelli che ci sono ancora”.

Sulla miglior gara col Milan: “La partita più bella che ho giocato con il Milan è stata contro l’Udinese in Coppa Italia”.

Sui punti di forza e su cosa migliorare: “Il recupero palla e il passaggio tra le linee, devo migliorare tutto, soprattutto devo essere decisivo”.

Sul Ramadan: “Lo passerò a casa oppure durante l’allenamento se ci alleneremo”.

Sulla vittoria in Coppa d’Africa: “E’ stato qualcosa di incredibile, quando siamo tornati in Algeria è stato incredibile”.

Sull’undici ideale: “Come portiere Dida, terzino sinistro Roberto Carlos, centrali Maldini-Nesta, a destra Cafu, regista Pirlo, poi IniestaXavi. In avanti Messi, Ronaldinho e Ronaldo“.

Su cosa fare alla fine della quarantena: “Voglio andare in allenamento, a vedere mia mamma se posso e anche mia moglie”.

Sul messaggio ai tifosi: “Sempre forza Milan, torneremo più forti. Stiamo a casa, siamo una squadra”.

 

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Calciomercato Torino, si seguono 3 giocatori per il dopo Sirigu

Calciomercato Torino, si seguono 3 giocatori per il dopo Sirigu

Sulle pagine odierne di Tuttosport si affronta il tema mercato del Torino, più precisamente quello riguardante il portiere. Sembra, infatti, che il club granata si stia muovendo per trovare un sostituto dell’ex estremo difensore del Paris Saint Germain sia nel caso in cui Salvatore Sirigu dovesse partite per andare a giocare le Coppe europee, sia per avere un secondo di fiducia. Il nome che circola con insistenza è quello di Simone Scuffet, 23 anni ora in forza allo Spezia ma di proprietà dell’Udinese. Ora bisognerà vedere se la trattativa verrà fatta con gli Aquilotti, che vantano un diritto di riscatto, o con l’Udinese che ne detiene ancora il cartellino. Altri due nomi seguiti sono Alberto Paleari ventisettenne portiere del Cittadella e quello di Lorenzo Montipò del Benevento, da tempo seguito.

Non sarà per nulla semplice sostituire un portiere di esperienza e carisma come Salvatore Sirigu ma il Ds del Toro Massimo Bava si sta già muovendo con largo anticipo.

 

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Coronavirus, come cambiano i valori di mercato dei club di Liga

Coronavirus, come cambiano i valori di mercato dei club di Liga

A causa della diffusione del Coronavirus, secondo le stime del CIES, agenzia che studia il valore di mercato dei giocatori sotto contratto nei cinque maggiori campionati europei, potrebbe esserci un cambiamento radicale nel valore degli stessi e passare da 32.7 miliardi di euro a 23.4 miliardi di euro totali. Un cambiamento del 28%.

Come sono fatte queste stime? Sono state realizzate tenendo in considerazione l’età dei giocatori, la durata del contratto, le precedenti esperienze e il livello delle prestazioni.

Partendo da questo presupposto, l’Osservatorio ha effettuato una previsione dei valori di mercato di ogni singolo giocatore ipotizzando che i contratti in scadenza al 30 giugno non vengano estesi/rinnovati e che non si giochi più una partita ufficiale.

Sulla base di questi calcoli, ecco le dieci squadre della Liga Spagnola che potrebbero registrare la maggior perdita. Attualmente il valore totale della Liga è pari a 5,08 miliardi di € secondo Transfermarkt


10 – ATHLETIC CLUB (-24,8%)

Coronavirus

Coronavirus

Valore attuale: 238 milioni, valore al 30 giugno: : 179 milioni, Perdita: -59 milioni.

9 – ESPANYOL (-30,9%)

Valore attuale: 143 milioni, valore al 30 giugno: 207 milioni, Perdita: -64 milioni.


8 – REAL SOCIEDAD (-30,9%)

Valore attuale: 357 milioni, valore al 30 giugno: 282 milioni, Perdita: -75 milioni.


7 – VILLAREAL (-26,6%)

Valore attuale: 331 milioni, valore al 30 giugno: 243 milioni, Perdita: -88 milioni.


6 – SEVILLA (-28,8%)

Valore attuale: 399 milioni, valore al 30 giugno: 284 milioni, Perdita: -115 milioni.


5 – REAL BETIS (-33%)

Valore attuale: 367 milioni, valore al 30 giugno: 246 milioni, Perdita: -121 milioni.


4 – VALENCIA (-31,3%)

Valore attuale: 527 milioni, valore al 30 giugno: 326 milioni, Perdita: -165milioni.


3 – ATLETICO MADRID (-24,9%)

Valore attuale: 836 milioni, valore al 30 giugno: 628 milioni, Perdita: -208 milioni.


2 – REAL MADRID (-31,8%)

Valore attuale: 1100 milioni, valore al 30 giugno: 750 milioni, Perdita: -350 milioni.


1 – BARCELLONA (-31,3%)

Valore attuale: 1170 milioni, valore al 30 giugno: 804 milioni, Perdita: -366 milioni.

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Stipendi Roma, accordo società-giocatori ad un passo

Stipendi Roma, accordo società-giocatori ad un passo

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport la trattativa riguardante il taglio degli stipendi dei giocatori della Roma è alle battute conclusive, tanto che il club capitolino si prepara ad annunciare l’accordo in tempi brevi. La decurtazione degli stipendi prevede i calciatori, l’allenatore Fonseca e i dirigenti. Restano esclusi dal discorso tutti i giocatori della Primavera e Fuzato, che ha uno stipendio equiparabile a quello dei giovani più pagati, Riccardi e Bouah: 500.000 euro netti. Il club giallorosso ora sta parlando intensamente con quelli che sono i rappresentanti della squadra, ovvero il capitano Edin Dzeko, Kolarov, Pellegrini e Fazio. Si prevede che il taglio sarà del 75-80% dello stipendio di marzo. Alla Roma dovrebbero a breve allinearsi anche tutte le altre squadre della Serie A.

La decisione verrà ufficializzata nei giorni successivi al 13 Aprile.

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Coronavirus, gli Ultras della Samp contro la ripresa della Serie A

Coronavirus, gli Ultras della Samp contro la ripresa della Serie A

Coronavirus – Sono parecchie le società di serie A che vorrebbero riprendere il campionato. La questione è soprattuto economica, poiché le perdite in caso di sospensione definitiva sarebbero enormi.

A tal proposito gli Ultras Tito Cucchiaroni, storico gruppo della Gradinata Sud della Sampdoria, hanno detto la loro, rilanciando una nota ufficiale. “Tutti noi ci siamo innamorati del calcio da bambini. Uno sport popolare, capace di incendiare le menti e i cuori di migliaia di persone. Negli anni i troppi soldi, i troppi interessi, il colpevole consegnarsi mani e piedi alle tv, hanno fatto in modo che il calcio diventasse un’industria. Che dà da mangiare a tanti, lo sappiamo, e non solo ai calciatori milionari, ma anche a lavoratori meno privilegiati, come ogni altra industria. Un’industria e non più uno sport, insomma: una deriva figlia di una politica ottusa e colpevole contro cui ci siamo battuti, per oltre vent’anni, convinti che il “sistema” sarebbe, per un motivo o per l’altro, imploso su se stesso. Ed ecco la dimostrazione: in una situazione emergenziale, senza nessuna certezza su come si evolverà, l’unico pensiero dei “signori del pallone” che sono gli stessi che lo hanno portato in questo vicolo cieco, è quello di riprendere a giocare. Nient’altro importa”.

I campionati devono riprendere, e pazienza se a porte chiuse. Ovvero senza i tifosi. I tifosi non contano, contano solo i soldi e finalmente tutti possono dire “il re è nudo”! E allora che si rimangino morali e slogan. “Il calcio è di chi lo ama”? Tutto sembra tranne questo. Noi invece siamo tifosi. Non riusciamo a concepire una partita di pallone in uno stadio spoglio di colore e di calore. Questa per noi è l’antitesi del calcio. Chiamatelo come volete ma non calcio. Il calcio è stato concepito in maniera totalmente diversa. Questo sarebbe solo uno show business, oltre che una mancanza di rispetto verso chi piange le proprie vittime; vorrebbe dire accettare passivamente la morte di questo sport. Un giorno si dovrà tornare a giocare, è quello che vogliamo anche noi, ma non così, non a queste condizioni, e soprattutto non a porte chiuse. Se invece queste davvero saranno le condizioni – conclude la nota – per noi il campionato finisce qui. E quando si riprenderà, si dovrà fare solo in presenza di chi davvero rappresenta l’anima del calcio: i tifosi”.

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