Milan, contatti continui Maldini-Gazidis. Vicina al conferma dell’ex capitano?

Contatti con Gazidis: la storia continua?

L’ad del Milan Ivan Gazidis presto dovrà affrontare il nodo legato alla conferma in dirigenza di Paolo Maldini. L‘ex capitano ascolterà la proposta dell’amministratore delegato e accetterà di restare solo nel caso in cui non gli venga proposto un ruolo depotenziato rispetto a quello attuale. Maldini viene descritto molto positivamente in termini di coinvolgimento in questo periodo di attività particolare, a cominciare dalle tante video conferenze che sta tenendo proprio con l’amministratore delegato. Inutile dare qualcosa per scontato in vista del prossimo futuro, la partita resta tutta da giocare. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Il fatto che Maldini venga descritto come molto attivo in termini di contatti con Gazidis potrebbe essere un indizio a favore del fatto che la società si sia finalmente decisa ad accontentare l’ex capitano e leggenda (e con lui probabilmente anche i tifosi), mettendo da parte la diffidenza post-licenziamento di Boban e  assegnandoli gli incarichi sostanziali che richiedeva e che poneva come condizione per la permanenza all’interno dell’organigramma del Milan. Se così fosse bisognerebbe poi valutare il grado dell’incidenza di Maldini: se sarà coinvolto nelle scelte di mercato (e in tal caso, quali paletti in termini economici gli saranno posti), nell’eventuale esonero/conferma degli allenatori, nella gestione dei rapporti giocatori-tecnico-società.

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Milan, Boban aveva convinto Modric!

Milan, Boban aveva convinto Modric!

Sono ormai noti i malumori di Zvonimir Boban, l’ex calciatore e dirigente del Milan è stato licenziato i primi giorni di marzo da Ivan Gazidis. La società Milan ha licenziato il croato per giusta causa, dopo l’intervista al veleno rilasciata ai giornalisti, eppure è notizia di qualche giorno fa che Boban non abbia accettato “la giusta causa”, poiché ritiene più scorretto che Gazidis abbia contatto Ragnick alle sue spalle. Mentre i tifosi e gli addetti ai lavori del Milan sono in attesa di capire come si evolverà l’ennesima rivoluzione societaria, il giornale spagnolo Marca lancia una vera e propria bomba di mercato (mancata). Sembrerebbe infatti che Zvonimir avesse convinto Modric ad unirsi ai rossoneri la prossima stagione, ma il numero 10 del Real Madrid si sarebbe poi ritratto a seguito della brusca separazione tra Boban e il Milan. Ad  oggi infatti l’ex pallone d’oro croato sarebbe sul punto di accettare la corte di Backham, che vuole rinforzare il centrocampo dell‘Inter Miami, sempre che non decida di restare a Madrid per puntare alla conquista della quinta Champions League.

 

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Milan, Maldini verso la permanenza?

Maldini si racconta!

Il direttore dell’area tecnica del Milan Paolo Maldini è stato protagonista di una diretta Instagram con Christian Vieri, suo grande amico e compagno di squadra in Nazionale e in rossonero. Diversi i passaggi significativi nello scambio di battute con Bobo.
Sulla possibile ripresa del campionato:

Bisogna provare a riprendere e finire questa stagione. In questo momento ovviamente bisogna avere come priorità la salute, ma se ci saranno le condizioni per iniziare bisogna provarci. Il protocollo per i giocatori sarebbe molto rigido, la federazione ha dato un’indicazione, ovvero di provare a finire. Ricominciare a luglio sarebbe complicato perché i contratti finiscono il 30 giugno. Se non si forza la situazione non si riparte più e il danno economico sarà enorme”.

Sul suo legame col Milan:

Non ho mai pensato di andare via. Io sono milanese, milanista e mio papà è stato il primo capitano ad alzare la Coppa dei Campioni per una squadra italiana. CI sono stati momenti difficili, ma la verità è che per andare via da quel Milan è che servivano due componenti: voler andare via e situazione della squadra”.

Sul rapporto col figlio Daniel:Non è facile. Io avevo il papà che allenava ed è bruttissimo, tutti con me si dovevano contenere. Ho iniziato da dirigente che mio figlio era in Primavera, Giampaolo l’ha portato in prima squadra e Pioli l’ha fatto esordire. Le critiche dai papà non fanno mai piacere“.

Sul suo ruolo di direttore tecnico:

Quando Leonardo mi ha detto che se ne sarebbe andato, ho pensato di rimanere solo. Da quando sono diventato il capo della direzione sportiva mi sono trovato a mio agio, avendo anche Boban e Massara. Mi piace ed è qualcosa che mi viene naturale”.

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Milan , sfuma l’affare low cost: Fofana rinnova con il St. Etienne

Wesley Fofana piace tantissimo al Milancentrale classe 2000 del St Etienne che in Francia sta brillando per continuità, qualità e personalità nonostante la giovanissima età. Il Milan lo ha visto dal vivo più volte ed è stato sondato anche a gennaio scorso prima di virare su Kjaer, usato sicuro a costi ben diversi quando è stata persa l’opportunità Jean Claire Todibo.

Sfuma l’affare low cost
Tuttavia mentre fino a poche settimane fa i rossoneri speravano di poter intavolare un discorso promettendo un ingaggio più alto rispetto a quello attuale, la situazione cambia dopo la contromossa del St Etienne. In queste ore il club ha raggiunto l’accordo per il suo rinnovo fino al 2024 con stipendio raddoppiato, un problema per il Milan e le pretendenti in Premier League che speravano nell’affare low cost. Chi vorrà Fofana dovrà alzare l’offerta in estate, oggi il suo valore supera i 20 milioni di euro e il St Etienne non intende fare sconti avendo ottenuto la firma sul nuovo contratto. Il Milan ha tante idee per la difesa, deciderà nei prossimi mesi su chi virare. Fofana con questo rinnovo è un po’ più lontano.

Il giovane difensore ha già disputato 25 partite con la maglia del St. Etienne e 2 gol , tenendo conto di tutte le competizioni. Può contare su un’altezza di 1 metro e 90 centimetri ed è cresciuto nelle giovanili della medesima squadra, esordendo in prima squadra il 18 maggio 2019 nella vittoria casalinga per 3-0 contro il Nizza.

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Milan, Boban ti porta tribunale: non accetta il licenziamento

La rivoluzione societaria in casa Milan sarà ancora una volta totale e in attesa di capire come andrà a finire con Paolo Maldini volano gli stracci con l’altro grande ex ed ex-dirigente Zvonimir Boban, già licenziato da Ivan Gazidis dopo l’intervista a mezzo stampa in cui attaccava la gestione della proprietà.

Secondo quanto riportato da Tuttosport tra le parti è ormai scontato che l’addio non sarà senza strascichi, ma che ci sarà anche un contenzioso legale che finirà in tribunale. Boban infatti non accetta la “giusta causa” nel suo licenziamento perché sebbene sia vero che ha attaccato Gazidis in quella lunga intervista, Boban ritiene più scorretto il comportamento dell’ad nei suoi confronti nella trattativa con Rangnick.

Ma la domanda che viene spontaneo porsi è: quali danni può arrecare questa telenovela al già non fortunato Milan? La società si è sicuramente procurata un danno d’immagine con il licenziamento di un grande ex come Boban, allo stesso modo di quanto succederebbe se non riuscisse a trattenere in società anche Maldini, e se l’ex-dirigente risultasse anche essere dalla parte della ragione da un punto di vista legale la brutta figura sarebbe doppia. Forse manca nella società rossonera la consapevolezza di tutto ciò, lo dimostra il fatto liquidato Boban come se si trattasse di una pedina qualunque nello scacchiere dirigenziale e colpevole di quelle uscite come se non avesse un’autorevolezza sufficiente per sostenerle. Ma questo discorso esula da questioni legali, che saranno trattate nella sede appropriata.

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Milan, è giusto continuare con Maldini alle sue condizioni?

Paolo Maldini vorrebbe continuare a far parte della dirigenza del Milan – scrive oggi La Gazzetta dello Sport -, ma  con la garanzia di partecipare alle decisioni cruciali in tema di mercato e di allenatore, senza più accontentarsi di un ruolo meramente rappresentativo. Nell’ultimo anno soltanto rare conferenze stampa. Si è esposto su Rangnick, presunto nuovo allenatore, non ritenendolo un profilo giusto per il calcio italiano. Si dice che la proprietà non abbia preso molto bene la sua riflessione e le vacanze natalizie in Florida dopo il 5-0  di Bergamo con l’Atalanta, ma nessuno ha mai messo in discussione la sua permanenza. Rappresenta il Milan, la faccia bella del club, la continuità da rappresentare all’estero. Gazidis ha sempre caldeggiato il suo impiego in dirigenza e continua a crederci, perché il milanismo all’interno della società non sia azzerato e perché Paolo è un valore anche all’estero. Ma la scelta spetta a lui, chiamato a decidere se vuole andare avanti dopo aver visto gli altri mollare, come Leonardo e Boban. Perciò ora detta le sue condizioni. Maldini non ha potuto occuparsi subito di quello che era successo prima con Boban, con l’intervista alla Gazzetta e il conseguente licenziamento, perché prima c’era la questione della salute, ma bisognerà parlarne quando la situazione migliorerà. Se è vero che adesso la questione più urgente da risolvere è la ripresa della Serie A, il futuro di Paolo Maldini non è una questione meno urgente.

Nel calcio attuale non solo le bandiere e la rappresentatività, ma anche i consigli forniti dall’esperienza di chi ha vissuto lo spogliatoio intensamente e per lungo tempo non sembrano più avere un valore importante, se messi a confronto con la logica del profitto e con la necessità di far quadrare i conti, a maggior ragione per l’esistenza di ferrei (ma solo per alcuni) meccanismi di controllo finanziario. Le questioni di cuore vanno a scontrarsi con questioni di pura razionalità strumentale, il potere decisionale a chi sa come accontentare la gente “vs” a chi sa meglio condurre un’azienda in base a necessità economico-finanziarie,  uno scontro che nel XXI secolo non coinvolge solo il calcio, ma tutti gli ambiti della società, fino alla politica. L’accantonamento di Maldini, come già avvenuto con Totti e non solo, testimonierebbe ancora una volta la vittoria della seconda opzione, quella che (purtroppo) più si addice ai nostri tempi. Tuttavia  anche la sua permanenza con un ruolo meramente rappresentativo rappresenterebbe una repressione di quella che è sicuramente la volontà di Paolo di incidere in modo sostanziale sulle scelte tecniche del club e, come successo (ancora una volta) con Totti, potrebbe in seguito sfociare in una brusca rottura con la società e uno sfogo doloroso.

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