Alla scoperta di Ruslan Malinovskyi: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Ruslan Volodymyrovyč Malinovs’kyj, in ucraino Руслан Володимирович Малиновський, nasce a Žytomyr (Ucraina) il 4 maggio del 1993. È un centrocampista ambidestro alto 181 cm e pesa 79 kg. Giampiero Gasperini ha parlato bene di Ruslan Malinovskyi in conferenza definendolo un gran colpo in vista della Champions, aggiungendo che può giocare sia nei due davanti alla difesa che tra le linee sostituendo Gómez. La trattativa per portare Ruslan Malinovskyi a Bergamo è stata lunga e faticosa, il Genk ha opposto grande resistenza finendo per litigare col ragazzo che voleva a tutti i costi andare all’Atalanta; gli orobici stanno chiudendo proprio in queste ore, dopo un corteggiamento durato più di un mese, sulla base di circa 14 milioni di euro più un 10% sulla futura rivendita del ragazzo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Ruslan Malinovskyi inizia a giocare a calcio piuttosto tardi, a dodici anni, quando nel gennaio del 2006 sostiene un provino con lo Shakhtar Donetsk che decide di tesserarlo. Dal 2006 fino al 2010 gioca per le giovanili dello Shakhtar facendo tutta la trafila, poi nella stagione 2010-2011 viene inserito nella rosa dello Shakhtar-3 (il team primavera in pratica, l’U19 del club) dove giocherà per due stagioni scendendo in campo 39 volte e segnando 10 gol. Ruslan Malinovskyi Comincia così la sua carriera, giocando da trequartista. All’età di diciannove anni va in prestito annuale al Sevastopol e la stagione si rivela un successo: Ruslan Malinovskyi scende in campo 16 volte, segna 1 gol e vince la Persha Liha (seconda divisione ucraina) promuovendo così il Sevastopol in Premjer Liha. Lì qualcosa tra Shakhtar e Malinovskyi si inceppa: il ragazzo rientra dal prestito al Sevastopol ma il club detentore del suo cartellino decide di non puntare su di lui, ritenendolo a vent’anni ancora acerbo per giocare con loro e così lo rigore in prestito alla Zorya. Comincia così un triennio molto positivo per Malinovskyi: gioca in prestito allo Zorya la 2013-2014 segnando 3 gol in 9 presenze, ritorna allo Shakhtar a fine campionato e l’anno dopo viene girato nuovamente in prestito allo Zorya dove Malinovskyi esplode definitivamente. A 21 anni, nella stagione 2014-2015, come detto viene rigirato allo Zorya ma questa volta il prestito è biennale e Ruslan Malinovskyi diventa in poco tempo un titolare inamovibile: gioca 31 partite esordendo anche in Europa League, segna 3 gol e sigla 6 assist, ma soprattutto comincia a giocare qualche partita anche da centrocampista centrale e non solo da trequartista. Nel 2015-2016 gioca solo i primi sei mesi sui dodici previsti dal prestito allo Zorya, siglando ben 7 gol e 5 assist in 20 presenze, perché a gennaio lo Shakhtar decide di interrompere il prestito per girare Ruslan Malinovskyi al Genk che lo acquista in prestito con obbligo di riscatto per 2 milioni di euro. La stagione 2015-2015 dunque la termina al Genk dove abbassa il suo raggio d’azione e spostandosi sempre più spesso a giocare in mediana, ma i sei mesi non si rivelano fortunatissimi: gioca 15 partite, sigla 3 assist e nelle ultime giornate si rompe i legamenti del crociato. La stagione 2016-2017 Malinovskyi la comincia nell’infermeria del Genk dove vi resterà per tutti i primi sei mesi della stagione, per poi ricominciare ad allenarsi a fine dicembre tornando in campo da titolare a fine gennaio. Nonostante l’infortunio grave la stagione non si rivelerà affatto malvagia per Ruslan Malinovskyi che a fine anno conterà ben 27 presenze e addirittura 7 gol e 9 assist. Nel Genk Ruslan Malinovskyi gioca esclusivamente da mediano, sia come vertice del 4-3-3 che in coppia nel 4-2-3-1. Messosi alle spalle l’infortunio, nel 2017-2018 gioca addirittura 42 partite segnando anche 7 gol e siglando 4 assist, riportando nuovamente il Genk in Europa League e attirando su di se le attenzioni di diversi club come la Roma, l’Atalanta, il Dortmund ed il Southampton. La stagione 2018-2019 si rivela un vero trionfo e a 26 anni il ragazzo vince il suo primo titolo: sotto la guida di Philippe Clement infatti il Genk riesce nell’impresa titanica di vincere il campionato e a fine stagione Malinovskyi avrà totalizzato addirittura 51 presenze, 16 gol e 16 assist sommando campionato, coppa nazionale, playoff scudetto ed Europa League. La super stagione vale a Ruslan Malinovskyi la chiamata dell’Atalanta di Gasperini e proprio in queste ore il ragazzo sta svolgendo le visite mediche col club della famiglia Percassi, dopo un’estenuante trattativa durata un mese e conclusasi con l’accordo tra Atalanta e Genk sulla base di circa 14 milioni di euro. Ruslan Malinovskyi è stato un punto fermo sia della Nazionale U19 che di quella U21, dove dal 2011 al 2014 ha totalizzato 25 presenze e 3 gol. Malinovskyi ha esordito con l’Ucraina nel marzo del 2015, a ventuno anni, diventando velocemente un titolare fisso della formazione e ad oggi ha disputato 22 partite segnando anche 2 gol.

Caratteristiche tecniche:

Ruslan Malinovskyi è un centrocampista centrale in grado di giocare anche trequartista, può svolgere tranquillamente il compito di regista, incursore ed incontrista essendo abile in entrambe le fasi di gioco. Malinovskyi è mancino di piede ma gioca tranquillamente anche col destro, dote che lo aiuta molto nei disimpegni veloci soprattutto in uscita dalle situazioni di pressing. È un centrocampista molto affidabile con numerose qualità: è dotato di estrema precisione nei passaggi sia lunghi che corti, è discretamente abile nel gioco aereo, è aggressivo, è un chirurgico specialista delle punizioni abile nel calciarle sia di precisione che di potenza, è molto bravo nel tirare dalla distanza e batte anche calci di rigore e calci d’angolo. Ruslan Malinovskyi è considerato come uno tra i calciatori col tiro più potente del mondo. Non ha grandi punti deboli o perlomeno non ne ha per il suo ruolo, ha qualche limite in fatto di velocità e non predilige le scivolate. Per la sua precisione dei passaggi, per la visione e l’apporto alla fase offensiva con numerosi gol e assist è stato spesso paragonato a Cesc Fàbregas. Nel 3-4-1-2 di Gasperini entrerà in rotazione con De Roon e Freuler per una maglia da titolare nei due davanti alla difesa, ma all’occorrenza potrà sostituire anche Papu Gómez nel ruolo di trequartista.

Numeri:

I numeri di Ruslan Malinovskyi sono impressionanti: in particolare modo le statistiche riguardo la precisione dei passaggi tentati, la percentuale dei dribbling riusciti, il numero di palle recuperate e le azioni in solitaria riuscite lasciano intendere quanto questo ragazzo sia rimasto nell’ombra per troppo tempo, avendo numeri da vero campione!

Partite disputate: 211     Gol: 44     Assist: 40     Cartellini gialli/rossi: 34/3

Percentuale passaggi riusciti: 84%     Palle recuperate per partita: 8     Percentuale dribbling riusciti: 74%

Azioni in solitaria riuscite: 67%     Contrasti tentati per partita: 4     Intercetti per partita: 3




Alla scoperta di Pereira Lage: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Sappiamo tutti che, per le squadre di Serie B promosse in Serie A, l’estate della promozione rappresenta un bivio di assoluta importanza per il futuro. In molte infatti non sono riuscite a fare un mercato all’altezza, costruendo una squadra inadeguata per la massima serie e retrocedendo dopo un solo anno. Il Brescia, al suo ritorno in A dopo diversi anni, non vuole certamente ripetere gli errori commessi dalle altre squadre. Uno dei primi colpi che la squadra lombarda vuole chiudere è quello relativo ad un esterno, il cui profilo sembra essere sempre più vicino a Pereira Lage, talento franco-portoghese che milita attualmente nel Clermont. La trattativa sembra ben avviata, anche per il Brescia ha già ufficializzato un giocatore per quella squadra, ovvero Ayé.  Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube. Andiamo ora a scoprire meglio Pereira Lage:

Storia:

Inizia la sua carriera da professionista nella stagione 2014/2015, quando esordisce con il Clermont II nella terza divisione francese: il giocatore mette subito in mostra le sue potenzialità segnando anche il suo primo goal in 6 presenze. La sua crescita è rapida e veloce e, già dalla stagione successiva, comincia a dividersi fra la prima e la seconda squadra del proprio club: in Ligue 2 riesce infatti a raggiungere le 28 presenze stagionali (anche se 12 da subentrato) segnando anche 2 goal; con la squadra B in terza divisione gioca invece  16 partite mettendo a segno 3 goal. Nel campionato 2016-2017 viene definitivamente ammesso alla squadra principale, andando a collezionare ben 28 presenze segnando sempre 2 reti in campionato. Esordisce anche in Coppa di Lega, non riuscendo però a timbrare il cartellino. Nel 2018-2019 arriva la sua definitiva esplosione, andando finalmente in doppia cifra (10 goal) in 38 presenze, numeri che più o meno si ripetono anche nella stagione successiva, dove però si ferma a 7 goal. Gioca anche con il Portogallo under-21 3 partite di qualificazione ma, la sua squadra, non riesce a qualificarsi per l’Europeo in Italia.

Caratteristiche Tecniche:

Pereira Lage è un esterno atipico: se dovessimo paragonarlo ad un attaccante conosciuto, il primo nome che ci verrebbe in mente è quello di José Maria Callejon, ala del Napoli che nel corso degli anni è divenuto famoso soprattutto per la sua capacità di inserirsi senza palla tagliano la difesa avversario in corsa. Non per questo non riesce a dribllare o esaltare l’uomo,  ma la sua capacità migliore non è sicuramente quella di puntare il proprio avversario uno contro uno. E’ un esterno di sacrificio, che tende anche ad accentrarsi per prendersi la palla e gestirla. I suoi difetti, rapportati alla Serie A attuale, è la sua struttura fisico: si tratta di un esterno piuttosto mingherlino essendo abituato ad un campionato di seconda divisione. E’ proprio l’ambientamento quindi la prima incognita riguardo questo giocatore, ,e cui caratteristiche tecniche (anzi tattiche!) sono più soddisfacenti. L’avere nella stessa squadra il suo amico Ayé potrebbe aiutare, ma di sicuro potrebbe essere un cambio veramente netto nella sua carriera

Numeri:

Azioni Totali/Riuscite: 50.4%   Goal: 0.21   Assist: 0.1   Tiri/In porta: 32.7%   xG: 0.19   Passaggi/ accurati: 75.2%

Lanci Lunghi/ accurati: 49%   Cross/ accurati: 29.6%   Dribbling/ riusciti: 62.3 %   Duelli/ Vinti: 34.6%

Duelli aerei/ Vinti: 38.1 %   Intercettazioni Palla: 3.38   Palle perse/ propria metà campo: 25.9 %   Palla recuperata/ metà campo avversaria: 48.5%

 




Alla scoperta di Darío Benedetto: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Darío Ismael Benedetto nasce a Berazategui, una città di periferia dell’area denominata Grande Buenos Aires, il 17 maggio 1990. È soprannominato El Pipa. Darío Benedetto è da sempre un grande tifoso del Boca Juniors, squadra in cui milita, e da piccolo andava a vedere la sua squadra del cuore sugli spalti della Doce, la curva dei tifosi azul y oro. Ha un amore viscerale per il Boca Juniors che lo ha portato a tatuarsi lo stemma del club sul ventre. È alto 177 cm e pesa 80 kg. Il grintoso centravanti argentino, con passaporto messicano, è l’uomo individuato da Daniele Pradè come giusto colpo di mercato per ridare vita all’attacco della Viola e scaldare un po’ i tifosi al momento fortemente giù di morale. Darío Benedetto è valutato circa 15 milioni di euro dal proprio club ed ha ancora due anni di contratto con gli Xeneizes.
Storia:

Darío Benedetto cresce calcisticamente nell’Independiente ma a soli dodici anni decide di dire basta col calcio per via della prematura scomparsa della madre, per un attacco cardio respiratorio, mentre era sugli spalti per seguire una sua partita. Decide quindi di lasciare sia il calcio che la scuola per andare a lavorare col padre come bracciante. Nel gennaio del 2006, a sedici anni, decide di sostenere un provino con l’Arsenal de Sarandí che lo tessera ed inserisce nelle proprie giovanili. Torna dunque a giocare a calcio dopo quattro anni lontano dai campi e più tardi in un’intervista dichiara “fino alle 14 lavoravo come manovale per poi correre al campo ad allenarmi”. Dopo due buone stagioni nelle giovanili del Sarandí, il tecnico della prima squadra Gustavo Alfaro lo aggrega ai big e lo fa esordire in Primera División il 9 novembre 2007 proprio contro il Boca Juniors, a soli diciassette anni. La stagione 2008-2009 Benedetto la passa interamente in prima squadra sotto la guida del tecnico Daniel Granero che però lo vede poco, tanto che a fine stagione racimolerà solamente 12 presenze ed 1 gol. Essendo giovane ed utilizzato col contagocce, Benedetto lascia momentaneamente l’Arsenal de Sarandí in prestito, scendendo di categoria, per andare a giocare nel Defensa y Justicia una stagione e mezza, mentre nel Gimnasia Jujuy quella successiva (2009-2011, 2011-2012). Nel Defensa y Justicia colleziona 23 presenze e 2 gol, mentre nel Gimnasia Jujuy gioca 15 partite segnando ben 8 gol. Torna all’Arsenal de Sarandí sotto la guida del tecnico Gustavo Alfaro che lo promuove titolare e lui risponde con 13 gol in 47 partite nel giro di una stagione e mezza, vincendo una Clausura ed una Supercoppa argentina entrambe nel 2012. Nell’estate del 2013 il club messicano del Tijuana lo acquista dall’Arsenal de Sarandí per 1,5 milioni di euro e lì il talento di Benedetto esplode: colleziona 23 reti in 50 presenze nel giro di una sola stagione e mezza, prima di venir acquistato dai campioni in carica del Club América per 8 milioni di euro. Con il Club América gioca una stagione e mezza segnando ben 26 gol in 61 match, vincendo ben 2 CONCACAF Champions League (una da capocannoniere) ed un campionato messicano. Il 6 giugno 2016, all’età di 26 anni, viene acquistato dal Boca Juniors per circa 5 milioni di euro, tagliandosi anche l’ingaggio di un milione, realizzando così il sogno di una vita. Alla stagione d’esordio col Boca diventa immediatamente l’idolo dei tifosi siglando addirittura 21 gol e 3 assist in appena 23 partite e vincendo il campionato. La stagione successiva, quella 2017-2018, segna 13 gol in 15 partite prima di rompersi il legamento crociato anteriore del ginocchio destro che lo allontanerà dai campi per otto mesi, compromettendogli il finale di stagione e l’inizio di quella successiva (2018-2019). A fine stagione comunque il Boca Juniors vince campionato e Supercoppa nazionale. L’ultima stagione, la 2018-2019, è stata fortemente condizionata dal grave infortunio patito in quella precedente ed in uno più leggero avuto in questa, così a fine stagione Benedetto siglerà solamente 5 gol e 2 assist in 21 partite. Con la Nazionale Albiceleste Darío Benedetto gioca solamente 5 partite senza mai andare in gol. Darío Benedetto sarebbe la punta centrale ideale per il 4-3-3 di Vincenzo Montella, aggiungendo esperienza e grinta ad una Fiorentina molto giovane.

Caratteristiche tecniche:

Darío Benedetto è un attaccante estremamente grintoso, dotato di discreta forza fisica e buona velocità. Le caratteristiche migliori del ragazzo sono sicuramente l’elevazione, la potenza del tiro dalla distanza e la freddezza sotto porta. È inoltre abilissimo nell’aggirare la trappola del fuorigioco e giocare in linea con la difesa avversaria. I punti deboli del ragazzo sono sicuramente la precarietà fisica dopo gli ultimi infortuni avuti e la troppa aggressività che in campo lo porta talvolta a litigare fino a prendersi spesso dei cartellini. È un attaccante che per via della sua foga e aggressività recupera molti palloni. Date le sua abilità balistiche, la sua freddezza e l’aggressività ricorda molto Jamie Vardy nel modo di giocare. Può tranquillamente giocare sia in coppia con un altro attaccante che da solo al centro, essendo in grado di fare reparto da solo.

Numeri:

Darío Benedetto nonostante gli infortuni ha sfondato il muro dei cento gol ed in carriera ha siglato anche numerosi assist. Un dato negativo è sicuramente quello dei cartellini presi, mentre la statistica sulle palle recuperate nonostante il suo ruolo dimostra quanto il ragazzo sia dedito alla causa.

Partite: 269     Gol: 110     Assist: 34     Cartellini gialli/rossi: 20/2    Passaggi completati: 73%

Palle recuperate metà campo avversaria: 70%     Dribbling riusciti: 67%     Duelli offensivi vinti: 40%




Alla scoperta di Mariano Díaz: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Mariano Díaz Mejía nasce l’1 agosto del 1993 a Premià de Mar, un piccolo comune catalano nella provincia di Barcellona. Pur essendo nato in Spagna ha scelto di giocare nella nazionale della Repubblica Dominicana, nel 2013, quando ha ottenuto la doppia nazionalità grazie alle origini dominicane della madre. Mariano Díaz è alto 182 cm e pesa 75 kg. Díaz è un centravanti ambidestro estremamente veloce e dirompente oltre ad essere dotato anche di buonissima tecnica individuale, queste enormi qualità gli sono valse le attenzioni di Maldini e Boban che vorrebbero regalarlo a Giampaolo per l’attacco del nuovo Milan. Il giocatore è valutato dal Real Madrid circa 20 milioni di euro e guadagna uno stipendio di 4 milioni netti l’anno, pertanto il Milan starebbe provando a prenderlo in prestito. Negli ultimi giorni si è parlato anche di un interessamento della Roma, che vorrebbe cautelarsi con lui in caso di mancato arrivato di Higuain per sostituire Dzeko. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Mariano Díaz ha avuto una carriera giovanile particolare, esplodendo piuttosto tardi. Inizia a giocare a calcio all’età di nove anni nei pulcini dell’Espanyol dove milita per quattro anni, dal 2002 al 2006, prima di essere tagliato ad appena tredici anni. Successivamente gioca per tre anni in squadre locali, due nel Premià e una nel Sánchez Libre, fino al 2009 quando all’età di sedici anni arriva la chiamata del Badalona che milita nella terza serie spagnola. Gioca negli allievi e nella primavera del Badalona per due anni, dal 2009 al 2011, prima di affrontare la stagione 2011-2012 tra le fila della prima squadra del Badalona dove però colleziona solamente quattro presenze ed un gol. Nonostante la stagione col Badalona non sia stata eccezionale viene notato dal Real Madrid che lo tessera per la squadra C, che milita anch’essa in Segunda B (la terza divisione spagnola), dove giocherà per due stagioni segnando 18 reti in 46 partite. All’età di ventuno anni, nel 2014, viene scelto dal neo allenatore del Real Madrid Castilla, cioè Zinédine Zidane, per far parte della squadra ottenendo così la promozione dal Real Madrid C. Zidane crede fermamente nel ragazzo e la scommessa la vince: nei due anni alla guida del Castilla gli da fiducia e Díaz lo ripaga con 32 reti in 42 partite. Mariano Díaz convince sia Zidane che l’intera dirigenza del Real Madrid e nella stagione 2016-2017, a 23 anni, viene promosso in prima squadra dove finalmente riesce ad esordire nella Primera Division della Liga. La stagione 2016-2017 risulta incredibile per Díaz: colleziona 5 reti e 2 assist in 15 presenze, vincendo campionato, Mondiale per Club e Champions League. Il mondo finalmente nota Mariano Díaz, in particolare il Lione che il 30 giugno del 2017 sborsa 8 milioni di euro per acquistarlo dal Real Madrid, con la clausola della recompra in favore del club madrileno fissata a 21,5 milioni. Mariano Díaz sotto la guida di Bruno Génésio nel Lione 2017-2018 esplode definitivamente mettendo in luce tutto il suo talento: gioca 45 partite, segna 21 gol e 6 assist. Dopo solo una stagione tra le fila del Lione, nonostante il contratto quinquennale firmato con il club francese, il Real Madrid lo riacquista pagando la clausola della recompra da 21,5 milioni di euro. La stagione 2018-2019 si rivela tribolata non solo per Mariano Díaz ma per l’intero Real Madrid: Díaz gioca 22 gare quasi sempre da subentrato, segnando solamente 4 gol. In Nazionale gioca una sola gara, il 24 marzo 2013, ed è un’amichevole in cui segna anche un gol: Repubblica Dominicana-Haiti 3-1; sarà la prima ed ultima partita con la Nazionale dominicana visto che da allora Díaz dice addio alla selezione di cui è originaria la madre per rendersi eleggibile dalla nazionale spagnola. Pur essendo una riserva nel Real Madrid, il club titolare del cartellino non vuole certo svendere il proprio ragazzo e pertanto il Milan sta lavorando ad un prestito per acquistarlo a titolo temporaneo, magari inserendo un diritto o un obbligo di riscatto.

Caratteristiche tecniche:

Mariano Díaz è il prototipo dell’attaccante moderno: è estremamente veloce, abile nel dribbling, adora puntare l’uomo e andarsene palla al piede, è molto abile nel gioco aereo pur non essendo altissimo, è molto forte fisicamente ed è bravo anche nel battere i calci piazzati. È un calciatore che si sacrifica molto in campo, giocando tanto con e per i compagni, sacrificandosi nei rientri e pressando in maniera asfissiante gli avversari. Ha pochi punti deboli: uno è la propensione agli infortuni e l’altro è la lucidità che spesso col passare del tempo nei novanta minuti perde proprio per via del suo continuo sacrificio in soccorso della difesa. È un attaccante completo che ricorda molto Samuel Eto’o sia nelle movenze che nelle giocate. Nel nuovo Milan di Marco Giampaolo non avrebbe alcuna difficoltà a giocare in coppia sia con Piatek che con Cutrone.

Numeri:

L’abilità nel dribbling e la tecnica di Mariano Díaz sonno testimoniate dai numeri del ragazzo: completa il 77% dei passaggi che tenta, completa il 54% dei lanci lunghi che prova, centra lo specchio nel 45% delle volte che tira, vince il 43% dei duelli offensivi contro i difensori avversari e gli riescono il 64% dei dribbling tentati.




Alla scoperta di Petar Stojanovic…storia, numeri e caratteristiche tecniche

La SPAL è alla ricerca di un esterno (vista l’imminente cessione di Lazzari) e, nelle ultime ore, il nome di Petar Stojanovic è sempre più vivo. La società di Ferrara sembrava essersi mossa anche per Paganini del Frosinone, tuttavia lo sloveno sta pian piano scalando le gerarchie di preferenza diventando ormai il candidato numero 1 ad essere acquistato. Stojanovic è un classe ’95 e gioca con la Dinamo Zagabria: è uno dei migliori giocatori squadra e ha ormai totalizzato un numero di partite tali da poterlo ritenere un giocatore di esperienza. La trattativa potrebbe quindi sbloccarsi nei prossimi giorni, considerando che sia la società che il giocatore sono disposti a trattare. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Petar Stojanovic nasce a Ljubljana, in Slovenia. Muove i suoi primi passi da giocatore al Maribor, dove nella stagione 2011/2012 debutta in campionato con 2 presenze in campo condite (purtroppo) da un’espulsione. In quella stessa stagione gioca per la prima volta anche con la nazionale Slovena Under-17, segnando anche un goal. La stagione 2012/2013 purtroppo non va molto meglio dal punto di vista della continuità (nonostante fosse ancora molto giovane) con 2 sole presenze e 8 panchine. Viene anche convocato per 2 partite di Coppa, ma resta solamente in panchina. Ottiene tuttavia una presenza alle qualificazioni per l’Europeo Under 21 nel 2015 in Repubblica Ceca, dove segna anche una rete. La stagione 2013-2014 è quella della svolta: comincia ad avere diverse presenze nella prima parte di stagione con il Maribor, con 7 partite giocate ed un goal. Per provare a farlo esplodere definitivamente, il club lo manda quindi in prestito al Verzej nella seconda divisione slovena, dove finalmente riesce ad esprimersi da titolare, con 11 presenze e 3 goal. Questo basta per essere richiamato alla base l’estate successiva, stagione 2014-2015, che sarà l’anno della consacrazione: 23 presenze in campionato ed 11 in Champions League con il Maribor lo rendono uno dei prospetti più interessanti in Europa. La qualità viene notata dalla Dinamo Zagabria che, durante la sessione invernale dell’anno dopo, lo acquista a titolo definitivo, collezionando già una decina di presenze con la sua nuova squadra. I due campionati successivi diventa una pedina fondamentale per la squadra, diventando anche titolare della nazionale slovena. Non è andata così bene nell’ultima stagione, in cui ha totalizzato solo 18 presenze a causa di molti infortuni, in cui ha però comunque realizzato 3 assist.

Caratteristiche tecniche:

Stojanovic è un terzino destro moderno, capace di attaccare e difendere allo stesso momento. Sarebbe il sostituto ideale di Lazzari, poiché fa della grinta e dell’aggressività il suo punto di forza. E’ infatti uno “stakanovista” che molto spesso gli permette di fare ripetutamente avanti e indietro sulla fascia. Fra i suoi difetti ci sono soprattutto il fatto che, essendo molto rabbioso ed istintivo, tende ad essere molte volte fin troppo irruento, causandogli falli anche stupidi quando entra fuori tempo. Non ha un piede brillantissimo da vicino, visto che i cross non solo proprio il suo forte. Se di precisione non è il massimo, dal punto di vista della potenza non gli si può dire nulla: molto spesso tende infatti a fare lanci lunghi dalla difesa per spazzare o far ripartire l’azione in maniera molto veloce. Tende ad adattarsi molto, aiutando in difesa nelle situazioni di sofferenza, o stare insieme all’ala in attacco quando bisogna recuperare. A volte tende anche ad avanzare palla al piede e testa bassa, con risultati non sempre ottimali ma che denota comunque una personalità degna di nota. Dal punto di vista difensivo tende a preferire sempre il tackle od il contrasto comunque pesante, non essendo particolarmente adatto sulla marcatura senza palla.

Numeri:

(numeri relativi alla media dell’ultima stagione):

Azioni totali/riuscite: 61, 2%       Goal: 0.01       Assist: 0.15       Tiri/in Porta:  18.6%       xG: 0.02       Passaggi/accurati: 78.6%

Lanci lunghi/accurati: 51.4%  Cross/accurati: 31.6%  Dribbling/riuscita: 63.8%  Duelli/vinti: 38.3%  Duelli arei/vinti: 42.7%

Intercettazioni palla: 4.31       Palle perse/propria metà campo: 32.1%       Palle recuperate/campo avversario: 28.4 %

 




Alla scoperta di Martin Hinteregger: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Martin Hinteregger nasce nel piccolo comune austriaco di Feldkirchen in Kärnten il 7 settembre del 1992. Ha una corporatura piuttosto imponente essendo alto 186 cm e pesando 82 kg. È un possente difensore centrale, mancino di piede, che quest’anno sembra aver raggiunto la piena maturità tecnica e per questo Inzaghi e Tare lo hanno individuato come un ottimo rinforzo per la difesa della loro Lazio. L’Augsburg, proprietaria del cartellino del ragazzo, valuta Hinteregger non meno di 15 milioni di euro e la Lazio dovrà battere la concorrenza di Crystal Palace ed Eintracht Francoforte per accaparrarselo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Martin Hinteregger inizia a giocare a calcio all’età di sette anni dando i suoi primi calci al pallone nel piccolo club locale della sua cittadina, il Sirnitz, nel lontano 1999. Milita sette anni nel Sirnitz, fin quando nel 2006 arriva la chance della vita: lo chiama il Salisburgo quando Hinteregger ha quattordici anni ed il ragazzo ovviamente accetta. Nelle giovanili del Salisburgo si specializza come difensore centrale e all’occorrenza si spende anche come terzino sinistro. Terminate le giovanili nel 2009 entra a far parte del Salisburgo II dove gioca due ottime stagioni, tanto che nella seconda (2010-2011) viene spesso prelevato ed aggregato alla prima squadra dove esordisce sia in campionato che in Europa League. Nel 2011-2012, a diciannove anni, entra a far parte in pianta stabile della prima squadra del Salisburgo e dopo pochi match disputati si attesta subito come un titolare inamovibile, tanto da venir nominato capitano dall’allora tecnico olandese Moniz, salvo venir punito (per soli tre giorni) sul finale di stagione per un’uscita notturna senza autorizzazione. La stagione 2011-2012 comunque termina ed è un trionfo: il Salisburgo vince coppa e campionato, Hinteregger gioca ben 35 partite siglando anche un gol ed un assist. Con le dimissioni di Moniz arriva Roger Schmidt in panchina che impiega Hinteregger talvolta anche come mediano. Nel 2013 Hinteregger comincia a giocare anche con la Nazionale austriaca maggiore, dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili senza mai giocare troppo, solo con l’Under 21 disputa un buon numero di partite. Con le giovanili del Salisburgo gioca 58 partite e segna 13 gol, col Salisburgo II gioca 14 partite segnando addirittura 6 gol, mentre con la prima squadra gioca cinque anni e mezzo, scendendo in campo 212 volte e siglando 12 gol e 10 assist. Saluta il Salisburgo dopo dieci anni, e dopo aver vinto tre campionati e tre coppe nazionali, per andare in prestito semestrale al Borussia Monchengladbach nel gennaio 2016. L’esperienza non si rivela un granché: col Gladbach gioca solo dieci partite (sette da titolare e tre da subentrato), quattro le passa interamente in panchina e tre le guarda dall’infermeria per infortunio. Torna solo di passaggio al Salisburgo dal prestito al Gladbach, perché in estate si fa vivo l’Augsburg che lo acquista per 9 milioni di euro. Con l’Augsburg gioca due stagioni e mezzo con ottimi risultati: scende in campo 83 volte e segna anche 5 gol. Il 26 gennaio 2019, al termine della sconfitta per 2-0 contro il Gladbach, Hinteregger critica pubblicamente aspramente il proprio allenatore Manuel Baum, ciò costringe l’Augsburg a multare il ragazzo ed estrometterlo dalla rosa comunicandogli l’assoluta priorità nel venderlo quanto prima. Cinque giorni dopo il fattaccio passa in prestito all’Eintracht Francoforte dove gioca ottimi sei mesi dove infila 21 presenze e 2 gol, arrivando perfino a giocarsi col Chelsea la semifinale di Europa League dove proprio un suo errore dal dischetto costerà la lotteria dagli undici metri ai tedeschi e la conseguente uscita dalla competizione. Tornato all’Augsburg a fine campionato, non essendoci un riscatto inserito nel prestito, ma l’Eintracht si dimostra fin da subito interessato ad acquistarlo definitivamente. La Lazio potrà far leva proprio sull’assoluta voglia dell’Augsburg di sbarazzarsi del ragazzo per abbassare un po’ le pretese.

Caratteristiche tecniche:

Martin Hinteregger è discretamente veloce e forte fisicamente, ciò lo porta ad essere un ottimo centrale di una difesa a quattro ed un “braccio” perfetto per una difesa a tre, infatti come erede di Radu nel 3-5-2 di Inzaghi sarebbe l’ideale. Centrale difensivo estremamente aggressivo e dotato di buona tecnica individuale che gli permettere di cominciare l’azione sfruttando spesso una delle sue armi migliori: il passaggio lungo, arma che l’ha portato ad essere utilizzato anche come regista di centrocampo talvolta. Hinteregger è molto bravo anche nell’anticipo e, a dispetto del suo ruolo, nel tiro dalla distanza. I punti deboli del ragazzo sono sicuramente la testa troppo calda (non in campo ma fuori), il gioco aereo dove non domina nonostante la fisicità ed il piazzamento, visto che un po’ troppo spesso si fa sorprendere non ben allineato al resto della difesa. È considerato un ragazzo fortemente emotivo e molti esperti di mercato pensano che fino ad ora abbia fatto una carriera al di sotto delle sue qualità che in tanti reputano enormi. Nel modo di giocare assomiglia molto al Bruno Alves di qualche anno fa, quand’era più rapido. In patria, con le dovute proporzioni, l’hanno designato come erede di Daniel Agger. Curiosità: per essere un difensore aggressivo prende pochissimi cartellini.

Numeri:

Duelli difensivi per partita: 7     Vinti: 32%     Duelli aerei per partita: 6     Vinti: 60%

Palloni intercettati per partita: 5     Cartellini gialli/rossi 2018-2019: 3/0     Falli commessi 2018-2019: 26

Passaggi per partita: 42     Completati: 80%     Lanci per partita: 9     Completati: 52%




Alla scoperta di Josip Brekalo: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Josip Brekalo nasce a Zagabria il 23 giugno 1998. È alto 175 cm e pesa 70 kg. Brekalo è un’ala sinistra, destro di piede, anche se nella sua carriera ha giocato talvolta anche come ala destra. Giocando a piede invertito è l’identikit perfetto per il tipo di ala che piace a Di Francesco ed infatti la Sampdoria lo sta sondando per poi eventualmente consegnarlo al proprio tecnico. Attualmente Brekalo gioca nel Wolfsburg che ne valuta il cartellino non meno di 10 milioni di euro.

Storia:

Josip Brekalo muove i suoi primi passi nel mondo del calcio sin da piccolissimo quando nel 2008, a otto anni, inizia a giocare nei pulcini della Dinamo Zagabria. Nella squadra della capitale della Croazia comincia a specializzarsi prima come attaccante centrale per poi spostarsi sulle fasce dove inizia a giocare con regolarità come ala sia a destra che a sinistra. Dopo ben nove anni passati nelle giovanili della Dinamo Zagabria, nel dicembre del 2015 (a diciassette anni) esordisce con la prima squadra e finisce la stagione 2015/16 giocando otto partite. A fine stagione si fa sotto il Wolfsburg per accaparrarselo prima che esploda definitivamente e diventi “famoso”, perciò brucia tutta la concorrenza andando a staccare per Brekalo un assegno alla Dinamo Zagabria di ben 7 milioni di euro. Nei primi sei mesi al Wolfsburg totalizza solamente 4 presenze e perciò la dirigenza decide di prestarlo allo Stoccarda per dodici mesi, con rientro alla casa madre previsto per inizio gennaio 2018. Brekalo si trasferisce quindi in prestito annuale allo Stoccarda, a fine gennaio 2017, dove gioca una buona seconda parte di stagione scendendo in campo in 11 partite siglando anche 1 gol ed 1 assist. La prima metà del campionato 2017-2018 è ancora in prestito allo Stoccarda e anche quei sei mesi si rivelano positivi per Brekalo che gioca ben 17 partite segnando anche 2 gol e siglando 1 assist. Torna al Wolfsburg ad inizio gennaio del 2018 con un anno di esperienza in più sulle spalle e si vede: prima Schmidt e poi Labbadia lo schierano sempre tanto che Brekalo chiude quei sei mesi con 15 presenze, 4 gol ed 1 assist. Nella stagione appena conclusasi Josip Brekalo viene utilizzato spesso da Bruno Labbadia come ala sinistra, mettendosi in mostra con giocate di buon livello, chiudendo l’annata con 25 presenze, 3 gol e 3 assist. Nei tre anni in Germania gioca sempre come ala sinistra sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1. Josip Brekalo ha fatto dei numeri importanti soprattutto con la maglia della propria Nazionale: tra il 2012 ed il 2018 fa tutta la trafila nelle selezioni giovanili dove gioca e segna tantissimo, in particolare con l’Under 19 (17 presenze e 6 gol) e con l’Under 21 (16 partite e 9 gol), fino ad arrivare ad esordire nel novembre del 2018 con la Nazionale maggiore.

Caratteristiche tecniche:

Essendo abile con entrambi i piedi, pur prediligendo il destro, può giocare tranquillamente su entrambe le fasce. È un’ala estremamente tecnica, è dotato di grandissima rapidità e abilità nel dribbling, ciò lo porta a sfidare spessissimo gli avversari nell’uno contro uno. Brekalo gioca sempre molto largo ed ama correre con la palla tra i piedi piuttosto che rincorrerla da lanci in profondità. Il ragazzo non è portato per il gioco aereo e non è molto prolifico, perciò i punti deboli di Brekalo sono sicuramente il colpo di testa e la scarsa vena realizzativa. Josip Brekalo segna la maggior parte dei suoi gol su azione personale: parte palla al piede, sfida il difensore, lo supera con un dribbling e calcia fulmineamente. È considerato un talento eccezionale dall’enorme potenziale ancora inesploso. Josip Brekalo ricorda molto Taison Barcellos Freda dello Shakhtar Donetsk per come gioca.

Numeri:

Minuti Giocati: 1412’     Gol: 3     Assist: 3     Titolare: 15 volte     Subentrato: 10 volte

Dribbling per partita: 5     Riusciti: 63%     Tiri per partita: 1     Nello specchio: 33%

Totale Carriera nei club: 101 presenze, 14 gol, 8 Assist




Alla scoperta di Valentino Lazaro: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Valentino Lazaro nasce a Graz il 26 marzo 1996 da madre di origini greche e padre angolano. È alto 180 cm e pesa 76 kg. Di ruolo esterno destro a tutta fascia, sia basso che alto, è stato scelto da Antonio Conte come perfetto quinto di centrocampo della sua nuova Inter e dopo una trattativa piuttosto lunga, durata circa tre settimane, è arrivato l’accordo per venticinque milioni con l’Hertha Berlino per il cartellino del ragazzo che firmerà un quinquennale da un milione e mezzo a stagione. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Il Salisburgo preleva Valentino Lazaro dal Grazer AK, squadra della terza categoria austriaca, a soli quindici anni quando ancora giocava trequartista. A sedici anni esordisce con il Salisburgo ed intanto comincia a cambiare ruolo, spostandosi sulle fasce e finendo per giocare come esterno sia a destra che a sinistra, andando anche in prestito sei mesi al Liefering (squadra di seconda divisione austriaca) dopo una buona prima parte di stagione al Salisburgo. Tornato dal prestito diventa un punto fermo della formazione titolare del Salisburgo specializzandosi sempre di più nel ruolo di esterno destro, giocando sia terzino che ala. Gioca con gli austriaci per sei stagioni vincendo ben quattro campionati nazionali e quattro coppe d’Austria, esordendo anche in Europa League, per poi passare in prestito all’Hertha Berlino nell’estate del 2017 che lo riscatta l’anno dopo per sei milioni e mezzo. La prima stagione con i tedeschi la gioca da esterno di centrocampo del 4-4-2 mentre l’anno successivo gioca l’intera stagione da terzino destro nel 4-2-3-1, giocando da esterno alto solo una manciata di partite. Nell’Inter di Conte potrà ricoprire sia il ruolo di esterno destro nel 3-5-2 che quelli di esterno o ala nel 3-4-3.

Caratteristiche tecniche:

Valentino Lazaro è destro di piede ma usa con buoni risultati anche il sinistro. Lazaro è l’identikit del terzino moderno: estremamente bravo in fase offensiva, non tanto in quella difensiva. È un esterno dotato di grandissima velocità, è abilissimo nel dribbling, è molto bravo nel crossare e nel rimontare gli attaccanti avversari anche quand’essi hanno un considerevole vantaggio. Gli unici punti deboli del ragazzo sono la finalizzazione, la marcatura ed i contrasti aerei. Assomiglia molto a Manuel Lazzari della SPAL, pur essendo Lazaro un calciatore che qualche gol lo mette a segno mentre Lazzari non arriva quasi mai al tiro. Lazaro segna la maggior parte dei suoi gol scappando alle spalle del difensore e attaccando il secondo palo, ricevendo palla con filtranti o cross, un po’ come lo schema che ha reso celebre Callejon con Sarri per capirci.

Numeri:

Partite disputate: 217     Gol: 26     Assist: 37     Tiri per partita: 2     Cross per partita: 4

Passaggi per partita: 45     Percentuale passaggi riusciti per partita: 75%

Falli commessi per partita: 1     Duelli per partita: 17     Percentuale duelli vinti: 35%