3 aprile 1896, la nascita del quotidiano sportivo più antico d’Europa

3 aprile 1896, la nascita del quotidiano sportivo più antico d’Europa

Il 3 aprile 1896, non può essere una data  indifferente per gli amanti dello sport, giorno ed anno di fondazione della Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo più antico d’Europa. Il giornale venne fondato da due giornalisti piemontesi Eugenio Camillo Costamagna ed Elisio Rivera; i due furono chiamati a Milano dal direttore del Secolo, giornale democratico milanese, per rafforzare il settimanale il Ciclista. In pochi mesi i due riformarono totalmente il vecchio giornale, facendolo diventare un quotidiano inerente a tutte le discipline sportive, e gli diedero il nome di Gazzetta dello Sport; nel 1898 venne invece presa la storica decisione di modificare il colore della stampa, dal verde al rosa; il 2 gennaio 1899 fece il suo esordio la prima versione del quotidiano in rosa, che riscosse un grande successo ed ancora oggi è il marchio distintivo del giornale. In 124 anni la Rosea ha avuto il privilegio e l’onere di raccontare storie di sport agli appassionati, e lo ha fatto con grandissime firme come Brera, Palumbo, Giuseppe Ambrosini e tanti altri, arrivando ad essere il terzo quotidiano del paese, primo  per quanto concerne la categoria de giornali sportivi. Immortali alcune delle prime pagine della Gazzetta che scandiscono la nostra storia sportiva e inchiodano le sensazioni degli appassionati ad una pagina di giornale, creando un filo conduttore tra le generazioni con la capacità di rivelare e trasmettere la naturale forza coinvolgente di una manifestazione sportiva, che, bisogna sempre tenere a mente, non è MAI solo sport. Eccovi allora alcune delle più iconiche prime pagine della Rosea:

Prima pagina dell’8 luglio 1946 che celebra la storica vittoria di Gino Bartali alla 29esima edizione del Giro d’Italia, la prima dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

 

Prima pagina del 29 luglio 1980 che celebra Pietro Mennea, fresco vincitore dell’oro olimpico a Mosca nei 200 metri.

E per concludere le due prime pagine che celebrano ed omaggiano l’Italia Campione del Mondo, quella del 1982 in Spagna con Bearzot festeggiato dalla squadra, e quella del 2006 con il capitano Fabio Cannavaro che, gridando, alza la coppa al cielo.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Gli ultimi quattro lustri per la Lazio sono stati abbastanza controversi, un mescolarsi di emozioni, grandi successi e cadute profondissime: il ventennio 2000-2020 si apre con la vittoria dello Scudetto, poi la crisi societaria, la dolorosa vendita di Alessandro Nesta, un paio d’anni di transizione sotto la guida di Roberto Mancini e nel 2004, Lotito ufficializza l’acquisto della società biancoceleste, forte del nuovo decreto spalma-debiti. I primi anni da presidente della Lazio per l’imprenditore romano sono molto complicati: rapporti con la tifoseria ai minimi storici e calciomercato praticamente bloccato per le rate da pagare al fisco. Nonostante ciò con Delio Rossi la Lazio riesce a conquistare una Coppa Italia ed una qualificazione in Champions, ma nel 2009 il tecnico di Rimini lascia la squadra. La dirigenza laziale sceglie Davide Ballardini, che resterà solo qualche mese portando i biancocelesti nei bassifondi della classifica a lottare per la salvezza, nonostante conquisti una Supercoppa Italiana contro l’Inter del triplete ad inizio stagione. Dopo l’esonero di Ballardini, Lotito sceglie l’esperto Edy Reja per la panchina e da quel momento inizia una crescita lenta, ma costante ed arrivano giocatori di livello sempre più alto: prima Klose, Hernanes e Candreva, poi sotto la guida tecnica di Pioli si mette in mostra Felipe Anderson. Nel 2016 infine si siede sulla panchina della Lazio Simone Inzaghi, che porta a casa altri trofei, ed assicura alla squadra una crescita decisamente più rapida, arrivando addirittura a giocarsi la vittoria dello Scudetto in questa stagione. Venti anni in cui i biancocelesti hanno portato a casa 10 trofei (1 Scudetto, 5 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italia), ma allo stesso tempo hanno fatto i conti con l’ossessione della qualificazione in Champions raggiunta solamente 4 volte, l’ultima nel 2007. Diamo, quindi, uno sguardo alle 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni:

 

5) Lazio 2014-2015

La Lazio 2014-2015 è una squadra sorprendente, gioca un calcio veloce ed in verticale, ed ha una difesa più solida rispetto alle annate precedenti grazie all’arrivo di De Vrij; alla guida tecnica c’è Stefano Pioli, accasatosi alla Lazio tra lo scetticismo generale. A centrocampo si mette in mostra Lucas Biglia, già da una stagione in biancoceleste, ma in pratica è come se fosse appena arrivato; in attacco oltre alla solita affidabile presenza di Klose, ci sono i colpi di Antonio Candreva, nella sua miglior stagione in carriera, ed il talento di Felipe Anderson, autore di un girone di ritorno da campione. La squadra di Pioli a fine stagione conterà ben 4 giocatori in doppia cifra per reti segnate: Parolo, Klose, Candreva e Felipe Anderson. I biancocelesti conquistano il terzo posto in campionato, vincendo l’ultima partita della stagione a Napoli ed ottenendo il pass per i preliminari di Champions ( dove vengono sconfitti da un modesto Bayern Lekervkusen); sono anche protagonisti di una splendida cavalcata in Coppa Italia, dove perdono di misura in finale con la Juventus.

4) Lazio 2017-2018

La Lazio del 2017-2018 è sostanzialmente quella attuale, per 7/11 per la precisione. E’ la prima Lazio di Inzaghi in versione 3-5-2. La squadra apre la stagione con la vittoria nella Supercoppa Italiana contro la Juventus, ed in campionato è sempre in zona Champions grazie ai colpi del redivivo Luis Alberto, del giovane Milinkovic Savic ed alle reti del nuovo acquisto Immobile. La Lazio fino a febbraio-marzo è praticamente in corsa per tutti gli obbiettivi, poi si inceppa qualcosa: fuori in semifinale di Coppa Italia contro il Milan ai calci di rigore; caduta rovinosa a Salisburgo che costa l’eliminazione dall’Europa League ai quarti di finale, ed a maggio arriva la batosta finale: sconfitta con l’Inter in casa, i nerazzurri sorpassano i ragazzi di Inzaghi, che finiscono quinti in classifica e vedono sfumare anche l’obbiettivo Champions League. La stagione porta comunque un trofeo in bacheca, il titolo di capocannoniere per Immobile e la consapevolezza di avere un gruppo completo, probabilmente il più forte dell’era Lotito, senza considerare l’attuale stagione.

3) Lazio 2002-2003

La Lazio 2002-2003 è una squadra pazza, condizionata dal fallimento societario, ma comunque con grandi campioni ed un allenatore giovane e capace (praticamente un ex compagno) come Roberto Mancini alla guida tecnica. Il 31 agosto 2002 Cragnotti cede simultaneamente Crespo all’Inter ed il capitano Alessandro Nesta al Milan, una giornata da incubo per i tifosi, ma nonostante ciò “la banda Mancini” fa divertire il suo pubblico e regala ottime prestazioni. 4-4-2 classico con Peruzzi in porta, Favalli ed Oddo terzini, Mihajlović e Stam al centro della difesa; Fiore e Stankovic sono i due esterni di centrocampo, mentre in mezzo al campo c’è Gianichedda a sudare e Liverani ad impostare; davanti la coppia d’attacco Lopez-Corradi. I biancocelesti sono in corsa per lo scudetto fino a gennaio, poi si assestano in quarta posizione e centrano la qualificazione in Champions, ma le speranze dei tifosi sono riposte nella Coppa Uefa. La squadra raggiunge le semifinali, ma ad attenderli c’è un avversario tanto sorprendente quanto più forte: il Porto di Mourinho, che vincerà il trofeo e l’anno successivo la Champions League.

 

 

 

2)Lazio 2000-2001

La Lazio 2000-2001 sulla carta è la rosa più forte degli ultimi venti anni della squadra biancoceleste (forse anche di tutta la sua storia). Alla formazione che l’anno precedente vinse lo scudetto Cragnotti aggiunge Crespo, Claudio Lopez, Castroman, Poborsky e Dino Baggio ( a gennaio). L’ attacco biancoceleste è una vera e propria armata: Salas, Ravanelli, Lopez, Inzaghi e Crespo. Nonostante queste grandi premesse e la vittoria della Supercoppa Italiana a luglio, la squadra inizia male in campionato ed a metà stagione arriva l’esonero di Eriksson, sostituito da Zoff, con l’ex ct della Nazionale la Lazio torna a marciare a buon ritmo tallonando Roma e Juventus fino al termine della stagione. I giallorossi avranno però una costanza disarmante per tutto il corso del torneo e conquisteranno la Scudetto. In Coppa Italia i biancocelesti si fermano ai quarti, mentre in Champions League alla seconda fase a gironi.

 

 

1) Lazio 1999-2000

La stagione 1999-2000 si apre con la storica vittoria in Supercoppa Europea contro il Manchester United, 1-0 grazie alla rete di Salas. Cragnotti inoltre porta alla corte di Eriksson: Veron, Simeone, Sensini ed il giovane Simone Inzaghi; i biancocelesti vivono un testa a testa con la Juventus per tutta la stagione, culminato con la vittoria dello Scudetto sotto il diluvio di Perugia, dove Calori segna il goal dell’uno a zero contro i bianconeri, condannandoli al secondo posto. La Lazio trionfa anche in Coppa Italia, superando l’Inter in finale; unica nota stonata di una stagione quasi perfetta è la batosta presa in Champions ai quarti di finale contro il Valencia sotto i colpi dei due futuri biancocelesti Mendieta e Claudio Lopez.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Quando potremmo riparlare di Grande Milan?

Quando potremmo riparlare di Grande Milan?

Quando potremmo riparlare di Grande Milan? La risposta è ovviamente sempre, ci sarà sempre un grande Milan quantomeno da ricordare, da ammirare e da porre come esempio, un esempio che definire scomodo è poco. In pochi sono riusciti ad onorare quel lustro, non eguagliandoli in grandezza ma riuscendo comunque a portare a casa trofei. La storia rossonera è ricca di squadre gloriose e vincenti, ma una sola è il Grande Milan, quell’armata guidata prima da Sacchi e poi da Capello con la difesa più forte della storia del calcio, un centrocampo arcigno e ricco di qualità ed il talento di Van Basten in attacco. Negli anni avvenire i rossoneri affrontano una breve transizione, impreziosita dallo scudetto del 1999, sotto la guida tecnica di Zaccheroni; in questi anni vengono poste le basi per un altro Milan fortissimo, forse quello che più si è avvicinato ai fasti della squadra formidabile degli anni 90′, inserendo in rosa un giovanissimo Ševčenko. La svolta arriva nell’estate 2001, quando Carlo Ancelotti lascia la panchina della Juventus e viene ingaggiato da Galliani, Carletto era stato grande protagonista da giocatore dei successi rossoneri con Sacchi e Capello e adesso è pronto per aiutare  in altre vesti. La sua esperienza da allenatore del Milan dura 8 anni, pieni di emozioni e successi, e crea un altro blocco di giocatori fedelissimi alla causa rossonera: Nesta, Pirlo, Inzaghi, Seedorf, Cafù e Gattuso, si aggiungono a Maldini, Costacurta e Ševčenko. Il Milan di Ancelotti è l’unico che è riuscito ad onorare la definizione di “Grande Milan”, nonostante gli alti e bassi che condizionarono alcune stagioni, specialmente in campionato, ma Carletto era uomo di Coppa. In Champions i rossoneri si esprimono al meglio, in 8 stagioni raggiungono ben 3 finali, due vinte ed una persa, poi conquistano lo scudetto nel 2004. Ad impreziosire la sua esperienza vi è anche la presenza di due vincitori del pallone d’oro: Ševčenko nell’anno dello scudetto, 2004, e Kakà nel 2007, anno della seconda vittoria in Champions League. Nell’estate 2009 arriva un’altra rivoluzione, dopo 8 anni Ancelotti lascia e si accasa al Chelsea, Kakà viene ceduto al Real, la guida tecnica del Milan è affidata ad un altro ex, Leonardo, che si affida a Ronaldinho, appena arrivato dal Barcellona, ed ai giovani Thiago Silva e  Pato. Nel 2009-2010 i rossoneri si piazzano terzi in Serie A ed escono al primo turno in Champions, qualcosa sembra cambiato. Nell’estate successiva viene ingaggiato Massimiliano Allegri e vine comprato dal Barcellona Zlatan Ibrahimović, nel 2011 i rossoneri si aggiudicano lo scudetto, e nei due anni successivi sotto la guida tecnica di Allegri arrivano secondi e terzi in campionato, ma la discesa è già partita. La Serie A non è più quella di una volta, Berlusconi e molti altri presidenti non riescono più a sostenere i costi faraonici del calcio europeo, arricchitosi con l’arrivo degli investitori arabi. Il Milan in europa fatica, come del resto tutte le squadre Italiane, Berlusconi decide così di  vendere la società a  Li Yonghong, la vendita va in porto dopo un calvario che lascia dei dubbi sull’affidabilità del compratore cinese, che nel 2018, a fronte di inadempimento economico lascia al fondo Elliot. Negli anni delle nuove proprietà il Milan non arriva mai sopra il quinto posto, collezionando una sfilza di stagioni deludenti anche dopo alcune sessioni di calciomercato caratterizzate da spese ingenti. Si sono inoltre susseguiti numerosi allenatori ed in pochi hanno convinto. L’ultimo ribaltone societario è di qualche settimana fa con Boban che lascia  il suo ruolo dirigenziale dopo i numerosi scontri con il direttore generale ed amministratore delegato Gazidis, mentre appare ancora incerto il futuro di Maldini e Pioli, che probabilmente sarà chiarito alla fine di questa crisi sanitaria. Ci siamo soffermati poco sugli ultimi anni del Milan, poiché li conosciamo tutti ed è abbastanza evidente di quanto siano lontani anni luce dall’idea di “Grande Milan”; questa sarebbe la settima stagione consecutiva che i rossoneri non rientrano nelle prime quattro del nostro campionato, inizia ad esserci una generazione di tifosi  che di Milan conosce solo questo, una squadra da metà classifica e niente più. Come uscirne? E’ una domanda difficilissima e certo noi non siamo i più adatti a rispondere, dato che ci limitiamo a scrivere di calcio, ma un’idea proviamo ad offrirvela a fronte delle tante stagioni seguite: ci vuole stabilità, ogni tanto si sbaglia e si prendono i fischi, ma a costo di sottoscrivere meno abbonamenti bisogna credere nel proprio progetto. Nel Milan degli ultimi anni si aspetta un salvatore e tutti i protagonisti si provano ad elevare a questa posizione, “il salvatore del Milan”, ed ad ogni ribaltone societario si susseguono puntualmente campagne acquisti folli che poche volte hanno dato i loro frutti (esempi: Bonucci, Higuain, Piatek). Ci vuole calma, per creare il concetto di “Grande Milan” ci sono voluti vent’anni di Berlusconi, non tutti sulla cresta dell’onda, ci sono state rivoluzioni, momenti di transizione e delusioni, tutti utili a ripartire per aggiornare la bacheca dei trofei. Ad ogni anno di transizione ne seguivano cinque, sei di successi. Ricreare il Milan di Sacchi è impossibile, ma lavorare per ambire a quel modello è possibile, bisogna mettere in conto che rinunciare ad un acquisto roboante potrebbe causare la perdita di qualche abbonamento, ma non minerebbe la stabilità dei piani.

 

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Calciomercato Roma, ecco chi potrebbero essere i nuovi acquisti

Calciomercato Roma, ecco chi potrebbero essere i nuovi acquisti


Calciomercato. Secondo il sito Onefootball sono molti i giocatori che sono accostati alla Roma, nonostante l’emergenza Coronavirus stia inevitabilmente stravolgendo le trattative di mercato e non solo.

La sessione di mercato estiva sarà sicuramente differente da quelle precedenti, anche perché potrebbe concretizzarsi in maniera analoga a quella di Gennaio, ovvero mentre il Campionato è in corso d’opera (nell’ipotesi in cui si tornasse a giocare).

Per quanto riguarda i colpi in entrata per i giallorossi ecco a voi i nomi che circolano al momento.

Il primo nome sulla lista è quello dell’attaccante Francisco das Chagas Soares dos Santos, meglio noto come Tiquinho. Brasiliano classe ’91 è al Porto dal 2017 e attualmente ha una media precisa di un gol ogni 2 partite giocate, considerando tutte le competizioni. Attaccante molto alto ma rapido, è un pupillo di Mister Fonseca che lo porterebbe volentieri a Roma come possibile erede di Edin Dzeko.

Un altro nome sul taccuino di Gianluca Petrachi sembra essere quello di Giacomo “Jack” Bonaventura. Il centrocampista del Milan è in scadenza con i rossoneri e sembra che non gli verrà offerto il rinnovo, probabilmente a causa dei numerosi infortuni patiti nella sua carriera e delle sole 28 partite disputate negli ultimi 2 anni. La Roma potrebbe essere una buona occasione di rilancio per la sua carriera.

Qui sarebbe un ritorno, quello di Stephan El Shaarawy che, da quanto circola da mesi, farebbe carte false per tornare a vestire il giallorosso. Il feeling con la Cina e con il suo club, lo Shangai Shenhua non è mai scattato e sembra proprio che la porta verso la Capitale possa riaprirsi, soprattutto in vista dell’Europeo che, come ben saprete, si giocherà il prossimo anno. In giallorosso El Shaarawy ha collezionato 139 presenze segnando 40 gol, molti dei quali di pregevole fattura.

Un nome che circola da tempo in orbita AS Roma è quello di Viktor Kovalenko, talentuoso centrocampista della nazionale ucraina e attualmente giocatore dell’ultima squadra allenata da Paulo Fonseca, lo Shakhtar. E’ in scadenza di contratto ed è sicuramente un nome possibile sia se dovesse rimanere Mkhitaryan, sia se il centrocampista armeno dovesse tornare in Inghilterra, all’Arsenal.

C’è anche una suggestione, ma sembra essere molto difficile considerando la grande concorrenza, che è quella legata al nome di Mario Götze. Il giocatore del Borussia Dortmund è in scadenza di contratto e sembra voglio venire a giocare in Italia. Staremo a vedere…

In un approfondimento di questa mattina si è abbondantemente parlato di quello che è il mercato legato ai rientri dai prestiti nell’articolo di Federico Isidori che potete leggere qui.

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Calciomercato Roma, tutto su Gotze: è l’uomo giusto per i giallorossi?

Mario Gotze e la Roma: un binomio impossibile anche solo da pensare fino a qualche anno fa che potrebbe improvvisamente trasformarsi in una vera e propria trattativa di mercato. Non è un mistero che la volontà dei giallorossi siano da tempo alla ricerca di un giocatore di qualità per rinforzare il proprio pacchetto offensivo. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi, stando a quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild, avrebbe fiutato l’affare avviando i contatti col giocatore, nel tentativo di superare una concorrenza composta da club di livello assoluto tra cui, in Italia, anche Inter e Napoli. L’ età non particolarmente avanzata (27 anni) e, soprattutto, il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno sono gli elementi principali che hanno fatto salire il nome di gote tra le prime posizione della lista dei Capitolini, ansiosi di acquistare finalmente un giocatore in grado di poter sostituire degnamente Edin Dzeko e, all’occorrenza, affiancare lo stesso bosniaco in attacco. Elementi che, tuttavia, non nascondono certamente le ultime deludenti stagioni del tedesco, relegato a semplice alternativa di lusso dal tecnico del Borussia Dortmund Lucien Favre e mai al centro del progetto giallonero dopo il rientro dall’esperienza al Bayern Monaco. In stagione i gol di Gotze sono soltanto 3, a fronte di 19 presenze in tutte le competizioni, la maggior parte delle quali da subentrato. L’ex Bayern ha inoltre subito, nel corso della sua carriera, un discreto numero di infortuni, alcuni dei quali anche di lungo corso: una grana da non sottovalutare per un club come la Roma, falcidiato nel recente passato da ogni sorta di problema fisico da parte dei propri tesserati. Non basta neppure il Mondiale vinto con la Germania nel 2014 a disegnare Gotze come il profilo ideale per il prossimo futuro giallorosso: Paulo Fonseca e la dirigenza farebbero bene a vagliare altri profili. Mario gote e la Roma, un matrimonio che non s’ha da fare.

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

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Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa

Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa

In Inghilterra il Liverpool primo in classifica, in attesa della ripresa (se ci sarà) sta provando a convincere i suoi tifosi a rimanere a casa in questo momento complicato legato alla diffusione del Covid-19.

La tattica usata dal club guidato da Jurgen Klopp è quello di riproporre il meglio di questa straordinaria stagione di Premier, dove i Reds hanno letteralmente dominato.

Tramite i suoi canali social, infatti, la squadra campione d’Europa ha riproposto una raccolta di gol della corrente stagione, il meglio del trio Firmino, Manè e Salah. Sono 38 reti, moltissime di pregevole fattura.

Buona visione!

 

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…




RadioQuiz24 – Quanto ne sai sulla Nazionale Italiana?

QUANTO NE SAI SULLA NAZIONALE ITALIANA?

Dalle notti magiche al POPOPOPOPOPOPO, vediamo se siete tanto ferrati quanto tifosi della nostra nazionale azzurra con questo test che ripercorre storie, aneddoti, record e dati della nostra rappresentativa italiana nel tempo.

Dovrai rispondere a 10 domande sul campionato inglese: ad ogni risposta corretta saranno assegnati 10 punti, in caso di errore invece il punteggio della domanda sarà 0! In base al tuo punteggio finale sarai associato ad un particolare personaggio famoso in ambito Nazionale!

Vuoi metterti alla prova? Qui sotto puoi inserire facoltativamente il tuo nome (o un nickname), in modo da poterti inserire in una classifica dei migliori utenti (in base al punteggio e al tempo impiegato) che stileremo e pubblicheremo sui nostri social!

Sei pronto? Iniziamo!

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RadioQuiz24: Quanto ne sai di Premier League?

 

Premier League

QUANTO NE SAI DI PREMIER LEAGUE?

Si si, lo sappiamo... Drogba piace tanto a Marianella, Torres scivola sotto la Kop, Rooney fa la rovesciata al derby di Manchester e il Nottingham Forest ha vinto due Champions League, beh sappi che non basta sapere queste cose per essere un vero fan accanito della Premier League! Sfidaci al nostro quiz e dimostraci di essere un vero amante del football!

Dovrai rispondere a 10 domande sul campionato inglese: ad ogni risposta corretta saranno assegnati 10 punti, in caso di errore invece il punteggio della domanda sarà 0! In base al tuo punteggio finale sarai associato ad un particolare personaggio famoso in ambito Premier League!

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Coronavirus, Rami: “Vorrei rivedere i figli ma resto bloccato in Russia”

Coronavirus, Rami: “Vorrei rivedere i figli ma resto bloccato in Russia”

Adil Rami, ex difensore del Milan dal gennaio 2014 al Luglio 205, è attualmente in Russia dopo esser passato al Sochi nel mercato di Gennaio. Non ha però modo di tornare in Francia, o meglio, è lui stesso che preferisce non far ritorno in patria dando queste motivazioni ai microfoni di RMC Sport: “Tornare in Francia è complicato. Io ho un contratto con il Sochi: a 34 anni non si sa mai cosa può succedere viaggiando. In Francia ci sono persone in quarantena ovunque e ho paura di mettere a rischio la mia carriera“. Il campionato russo è stato sospeso sicuramente fino al 10 Aprile.

Rami prima di andare a giocare nella Prem’er-Liga, la massima divisione del campionato Russo di calcio, ha vestito le maglie di molte squadre tra cui, oltre al già citato Milan, anche quelle del Valencia e del Siviglia in Spagna, del Marsiglia e del Lille in Francia e, prima del Sochi, del Fenerbahçe in Turchia.

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Il calendario dei compleanni: “El Niño” Fernando Torres

“El Niño” Fernando Torres, compie oggi 36 anni, uno dei talenti simbolo del dominio spagnolo in Europa nel primo decennio del duemila, uno dei più grandi giocatori della storia dell’Atletico Madrid.

Il soprannome “bambino” lo deve a quel volto pulito, contornato dai capelli biondi, le guance spesso arrossate ma soprattutto al fatto che a 19 anni aveva già realizzato 44 goal nelle varie competizioni e già era il capitano dell’Atletico Madrid.

Un ingresso nel calcio dei grandi esplosivo, nei primi anni duemila il giocatore spagnolo era già tra i più forti in circolazione, una forza della natura, giocatore dalle doti tecnico-fisiche, strabilianti: il primo Fernando Torres era un giocatore che quasi ricordava il giovane Ronaldo (il fenomeno), capace di giocate in solitaria strabilianti.

Nella prima fase con l’Atletico colleziona 214 presenze condite da 84 goal in 7 stagioni, numeri che gli valgono il trasferimento al Liverpool nel 2007.

Con i “Reds” esplode in maniera esponenziale il talento del Niño, l’impatto è devastante: alla prima stagione segna 33 goal in 46 partite, battendo il record di reti stagionali del Liverpool, appartenuto ad Owen, ed il record di giocatore straniero con più goal in Premier League, superando il precedente score di Ruud Van Nistelrooy. Tre stagioni da sogno, nonostante i primi problemi al ginocchio, che lo portano ad ottenere il terzo piazzamento al Pallone d’oro nel 2008, e a realizzare in totale 65 reti in 102 partite con la maglia reds, diventando anche il giocatore che ha raggiunto il 50° goal in carriera più velocemente nella storia del Liverpool.

In questa fase Torres vive la sua definitiva consacrazione con la maglia della nazionale  spagnola: assoluto protagonista dell’Europeo vinto nel 2008, e della Confederations Cup del 2009, dove ottiene anche il titolo di capocannoniere della competizione. Con le furie russe vincerà tutti i trofei dell’epoca d’oro, vincendo il Mondiale del 2010 e l’Europeo del 2012.

Intanto il sodalizio con i “reds” finisce nel 2011, quando con la cifra più alta mai spesa fino ad allora in Premier, il Chelsea di Abramovic si assicura le prestazioni di Torres per 50 Milioni.  Inizia qui una nuova fase della carriera di Torres, forse quella che gli costa la caduta e gli impedisce di spingersi oltre ed arrivare sul tetto dei grandi del calcio mondiale. Poche reti in Premier, tanti infortuni. Per il Chelsea diventa un acquisto flop, anche se El Niño segnerà dei goal pesantissimi, come quello contro il Barcellona nella semifinale di Champions del 2012 che poi i blues vinceranno o come il primo dei due goal nella finale di Europa League del 2013, vinta dal Chelsea contro il Benfica.  Nonostante dunque le difficoltà, Torres vincerà con i “Blues”, una Coppa d’Inghilterra, una Champions League ed una Europa League.

Torres toccherà il fondo della sua fase decadente con il trasferimento nel 2014 al Milan, in prestito, un’avventura da vera e propria meteora, un solo goal contro l’Empoli in 10 presenze, che gli varranno la cessione a gennaio, cessione che però gli restituirà qualcosa di importante.

L’Atletico Madrid infatti gli regala una seconda chance, Torres torna a casa e la musica cambia. Nonostante l’età e gli acciacchi, El Niño torna a splendere,con 38 reti in 3 stagioni e mezza, arrivando anche ad alzare nuovamente l’Europa League, battendo in finale il Marsiglia, regalando il primo trofeo europeo della storia dei Colchoneros.

La carriera terminerà in Giappone, al Sagan Tosu, dove dopo 35 presenze e 5 reti, nell’estate del 2019 El Niño dirà basta con l’amato pallone, ricevendo onorificenze da tutto il mondo calcio, riconoscente a quel “bambino”, che ha fatto sognare tutti i tifosi che hanno avuto l’onore di vederlo splendere.