Calciomercato Fiorentina, il sogno della Viola è Paquetà

La Fiorentina ha in mente un colpo ad effetto per far tornare a sognare i propri tifosi: il nome che piace tantissimo in casa Viola è quello di Lucas Paquetà. Il fantasista brasiliano, ormai ai margini del progetto tecnico al Milan, è il giocatore scelto dal patron Rocco Commisso come perno della Fiorentina che verrà. Paquetà ha convinto tutti dalle parti di Firenze e potrebbe cedere alla corte del club toscano considerata l’attuale situazione da separato in casa in rossonero. Il Milan, dal canto suo, considera ancora Paquetà un vero e proprio patrimonio e non ha alcuna intenzione di svenderlo: per cederlo serviranno almeno 40 milioni di euro, una cifra importantissima anche per un giocatore di sicura prospettiva nonché da tempo nel giro della Nazionale brasiliana. La Fiorentina ha comunque intenzione di presentare un’offerta, conscia del fatto che per meno di 30 milioni sarà impossibile anche solo provare ad imbastire una trattativa. Per questo, il direttore sportivo prave non molla la presa neanche sulle possibili alternative per il centrocampo. Da Florenzi al sogno Paquetà, la Fiorentina si muove. L’ obiettivo è tornare ai vertici del calcio italiano.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa

Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa

In Inghilterra il Liverpool primo in classifica, in attesa della ripresa (se ci sarà) sta provando a convincere i suoi tifosi a rimanere a casa in questo momento complicato legato alla diffusione del Covid-19.

La tattica usata dal club guidato da Jurgen Klopp è quello di riproporre il meglio di questa straordinaria stagione di Premier, dove i Reds hanno letteralmente dominato.

Tramite i suoi canali social, infatti, la squadra campione d’Europa ha riproposto una raccolta di gol della corrente stagione, il meglio del trio Firmino, Manè e Salah. Sono 38 reti, moltissime di pregevole fattura.

Buona visione!

 

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…




Coronavirus, Spadafora:”Ripresa della Serie A a maggio? Forse a porte chiuse…”

Ripresa del campionato incerta!

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, si è espresso ai microfoni di Rai3, esprimendo incertezza riguardo una proposta che in precedenza sembrava plausibile:“Mi dispiace annunciarlo proprio qui, ma credo che le previsioni che facevano pensare di potere riprendere i campionati di tutte le discipline a fine aprile o ai primi di maggio siano state un po’ troppo ottimistiche. Sul 3 maggio sono dubbioso, se ci fosse la possibilità di riprendere decideremo di farlo a porte chiuse. Sono gli stessi scienziati a non avere certezze rispetto all’evoluzione. Dobbiamo adattare le decisioni che cambiano continuamente”.

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Roma, il coronavirus non ferma il mercato: tutti i nomi nel mirino

E’ una Roma già focalizzata sul mercato, nonostante gli ultimi rallentamenti sul fronte passaggio di proprietà dovuti all’emergenza coronavirus: in attesa di accogliere Friedkin alla presidenza, i giallorossi studiano gli accorgimenti tramite i quali puntellare la rosa. La priorità è assecondare quanto più possibile le richieste del tecnico Paulo Fonseca tentando, tuttavia, di contenere le spese, vista la complessa situazione finanziaria in cui si trova il club. Due idee per il centrocampo portano direttamente in casa Shakhtar Donetsk: l’obiettivo numero uno è Viktor Kovalenko, centrocampista classe ’96 da tempo nel giro anche della Nazionale. Il contratto in scadenza permetterebbe ai giallorossi di prenderlo a prescindere dall’esito della trattativa per far restare Mkhitharyan. Piace non poco anche il suo compagno di reparto nello Shakhtar Marcos Antonio, promettente mediano classe 2000 che, all’occorrenza, può essere impiegato anche da trequartista. Il ragazzo costa poco più di 5 milioni, cifra abbordabile che lo rende appetibile anche in un’ottima mercato low cost. L’ultimo nome è quello di Tiquinho Soares, 29enne attaccante del Porto: la pista, in questo caso, è più complicata vista la valutazione di più di 10 milioni. Il contratto che lega il giocatore ai Dragoes, tuttavia, scade nel 2021: una buona ragione per tenerlo in forte considerazione nell’ottica di aggiungere al pacchetto offensivo un vice-Dzeko all’altezza.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Lazio, il big può essere Pedro: ecco la strategia biancoceleste

La Lazio continua ad osservare con estrema attenzione la situazione in casa Chelsea: dopo Giroud, il nuovo nome per il prossimo anno può essere quello di Pedro. Lo spagnolo ex Barcellona nell’ ultima finestra di mercato invernale è stato nei pensieri della Roma, con i giallorossi che poi hanno virato sull’esterno del Barcellona Carles Perez. Ora, sull’altra sponda del Tevere, il direttore sportivo Igli Tare, con l’ok del presidente Lotito, vuole regalare un nome di rilievo ai propri tifosi per continuare nell’ottimo percorso di crescita intrapreso dal club. Sia per caratteristiche tecniche che per esperienza internazionale, l’ex blaugrana può essere il profilo ideale da aggiungere al pacchetto attaccanti a disposizione di Simone Inzaghi. Il nome di Pedro sarebbe talmente in alto nella lista da aver spinto il club ad imbastire con debito anticipo una strategia per convincerlo a sbarcare nella capitale: i biancocelesti proporranno al 33enne l’ultimo contrattato importante della sua carriera, sforando anche il monte stipendi arrivando a una base annua di circa 3.5 milioni di euro; l’accordo dovrebbe essere discusso su una base quadriennale, in modo tale da far sentire Pedrito coinvolto al 100% nel progetto tecnico. Si attendono sviluppi importanti tra qualche settimana.

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Lazio




Roma, Le 5 partite da rivedere durante la quarantena

Le 5 partite della Roma da rivedere durante la quarantena.

Per i cuori giallorossi solitari, che come tanti in questo momento non vedono l’ora di tornare alla normalità, andando magari allo stadio a tifare la propria squadra, abbiamo selezionato 5 partite da rivedere per tornare ad emozionarsi grazie alla squadra capitolina.

5 – Roma-Lazio 5-1

Come non partire da un Derby vinto, il Derby vinto nella maniera più schiacciante della storia giallorossa. 10 Marzo 2002, un Roma scudettata affronta la Lazio nella gara di ritorno, un match fondamentale per gli uomini di Capello, a caccia della vetta della classifica. Nonostante le polemiche per l’esclusione di Batistuta dal match, la partita si mette subito in discesa per i giallorossi: al 13esimo Vincent Candela converge verso il centro al limite corto sinistro dell’area di rigore e con l’esterno pennella un cross al bacio per Vincenzo Montella, che di testa, colpo a lui poco avvezzo, stacca su Nesta ed insacca alle spalle di Peruzzi: 1-0 palla al centro. Passano soli 15 minuti e la Roma torna a far urlare i tifosi: Totti se ne va in solitaria sulla destra, entra in area e scarica il destro che Peruzzi respinge come può, Nesta, nella serata peggiore della sua splendida carriera, tarda ad intervenire e Montella lo anticipa battendo di nuovo il portiere della Lazio. Da qui è il tripudio, Montella sta giocando la sua migliore gara in carriera e dopo soli 7 minuti è ancora lui, ancora di testa, a convergere un calcio di punizione di Totti nel goal del 3-0. Si va in pausa con una Lazio demolita. Nella ripresa riappare qualche fantasma, con Stankovic che al 57esimo prova a riaprire la gara. Ma quella sera Vincenzo Montella è una furia e questa volta non c’è nessun errore di Nesta, ma solo il suo talento ed estro puro, un mancino preciso e potente da fuori area sotto l’incrocio al minuto 63 regala la rete del 4-1. L’epilogo è di quelli da film, perchè sarà pure la serata di Montella, ma perchè non far partecipare anche Francesco Totti alla festa? E il suo contributo è da antologia, uno dei goal più belli della sua carriera, un pallonetto da 30 metri che beffa Peruzzi ed esultanza dedicata a quella che poi sarebbe diventata sua moglie, Ilary Blasi.

Una partita storica che rivedendola non può che non dare un grande senso di appagamento a tutti i tifosi giallorossi.

4 – Roma-Juventus 4-1

8 febbraio 2004, una nuova Roma, allenata sempre da Capello, sta facendo le prove per una nuova lotta scudetto ed in casa ospita la nemica di sempre, la Juventus che nelle ultime due stagioni ha impedito ai giallorossi di bissare la vittoria del campionato. Serata magica per la Roma, dove si esprime il massimo della coppia Totti-Cassano, che insieme demoliranno la Juventus. Apre le danze un insolito Olivier Dacourt, il quale con un destro in ribattuta da fuori batte Buffon per l’1-0 nel primo tempo. Ma è la seconda frazione a dare la consacrazione definitiva alla partita: prima Totti su calcio di rigore fredda Buffone e raddoppia, poi è Cassano show, un goal di testa ed un altro sempre su complicità di Francesco Totti regalano il 4-0 definitivo, reti condite da due esultanze iconiche del talento barese, una delle quali rompendo la bandierina del calcio d’angolo davanti ad un Pierluigi Collina stupefatto dal gesto folle di “FantAntonio”. Tutto questo condito da altri due episodi iconici, Pelizzoli parerà un calcio di rigore a Trezeguet, con tanto di annuncio da parte dello speaker Carlo Zampa ed il celebre “sono 4, zitto e vai a casa” gesto fatto da Francesco Totti ad Igor Tudor, il quale protestava veementemente per l’espulsione di Pablo Montero.

Una notte indimenticabile, dove la Roma ha dominato la sua più grande rivale nelle lotte scudetto.

3- Roma-Torino 3-2

Di questa gara si possono guardare anche solo 5 minuti. I 5 minuti più incredibile della storia della Roma. E quando si parla di cose incredibili, non si può non parlare di Francesco Totti. 20 aprile 2016, Roma-Torino, in una riga riassumiamo la gara fino all’86’. Il Torino passa in vantaggio con Belotti su calcio di rigore, la Roma pareggia con Manolas, ma i granata a 10′ dalla fine tornano in vantaggio con Martinez. Siamo nel periodo della critica aspra a Luciano Spalletti, il tecnico di Certaldo è nel pieno del suo momento peggiore alla guida della Roma, quello dello scontro con Totti, che nella gara precedente aveva siglato nei minuti finali il pareggio nella gara contro l’Atalanta. Pioggia di fischi per Spalletti, che nonostante la Roma stesse stentando con il Torino, lascia Totti in panchina per ben 86 minuti, fin quando, non avendo altre soluzioni offensive il tecnico toscano ci prova. Totti silenziosamente scende in campo al posto di Seydou Keita, tra gli applausi scroscianti dei tifosi e i fischi per il tecnico, come a chiedersi cosa possa fare in soli 4 minuti di gioco. In realtà Totti può tutto. C’è un calcio di punizione dalla destra al momento del cambio, solitamente il capitano giallorosso si prenderebbe il pallone per calciarlo in mezzo ma questa volta no, il 10 va in area di rigore, come una qualsiasi torre. Pjanic batte la punizione, lunga e tesa verso il secondo palo: una zampata, un lampo, un allungo con il piede destro, si vede solo lo scarpino e si sente solo il boato perchè la palla è dentro. Lo scarpino è proprio di Francesco Totti, che in 3 secondi di gioco ha già pareggiato la gara e corre sotto una curva completamente impazzita, in lacrime, incredula a quello che sta succedendo. Spalletti ha le mani in testa, chissà cosa avrà pensato in quell’istante, forse “Guarda se ora non ne fa un altro“. Non avrebbe avuto nessun torto.

Passano 4 minuti e al 90esimo Diego Perotti crossa e colpisce in pieno Glik. La palla sbatte sul braccio del difensore polacco, rigore molto dubbio di una partita nella quale l’arbitro Calvarese ha già negato due rigori solari per i giallorossi. Ma non conta perchè mentre tutti discutono in campo i tifosi sono ammutoliti perchè sul pallone c’è ancora una volta Francesco Totti. Sta per compiere l’impresa, se dovesse sbagliare probabilmente la sua carriera finirebbe lì. Ma stiamo parlando di Totti, non di uno qualunque. Sguardo fisso, tiro secco e goal. Il resto è solo emozione indescrivibile, che solo chi tifa davvero Roma può conoscere. E’ l’ennesima dimostrazione di amore di un uomo che ha regalato solo emozioni ai suoi tifosi.

Amore racchiuso in 5 minuti di pure magia.

2 – Roma-Barcellona 3-0

Una delle rimonte calcistiche più belle degli ultimi anni. Una Roma forse non la più forte di sempre, un Barcellona che sembra di un altro pianeta. Un risultato ed un arbitraggio sfavorevoli all’andata, un 4-1 che non lasciava scampo a rimonte. Forse. Perchè se c’è una cosa che contraddistingue i tifosi della Roma dagli altri è la tenacia e la spavalderia nel pensare cose impossibili, ma soprattutto nel sostenere ancora di più quando tutto è contro. 56.000 spettatori, tutti che da una settimana avranno ripetuto: “Ormai ce vado allo stadio, che c’avemo da perde, tanto nun succede. Ma se succede…“.

Succede.

Minuto 6 del primo tempo, De Rossi lancia Dzeko a memoria che si allunga e insacca l’1-0. Il tempo perfetto, sembra quasi che tutto stia andando come deve andare, ma i tifosi della Roma sanno bene che quando va così in realtà la beffa è dietro l’angolo, quindi si esulta come se fosse vinta, ma si dice “Troppo presto, ora ce segnano“. Minuto 13 del secondo tempo. Piquè atterra Dzeko in area di rigore, l’arbitro inizialmente soprassiede: “Ecco tanto nun ce lo da“. Rigore. Lo tira De Rossi: ” tanto lo sbaja, come Bruno Conti“. Goal. De Rossi reagisce da tifoso, esulta di rabbia ma allo stesso tempo predica calma perchè tutti si cominciano a chiedere: ” Che sta succedendo?”. Succede. Al minuto 30 del secondo tempo “Nun succede ma è successo“, Manolas, uno che di goal ne fa pochissimi, in area di rigore spizza un corner di Under ed insacca alla spalle di Ter Stegen. E’ il delirio, il delirio di un popolo che per una sera si è scrollato di dosso una serie di amarezze e sconfitte, un popolo che per una sera si sente sul tetto a guardare tutti dall’alto.

Il fischio finale è un sollievo gigantesco. Un emozione unica. Un emozione che solo il calcio può regalare.

1- Roma-Parma 3-1

Descrivere la partita del 17 giugno 2001 dal punto di vista calcistico è inutile, tanto che addirittura è raro trovare la rete segnata dal Parma, nessuno se ne è accorto che Di Vaio ha segnato in quella gara. Si perchè l’Olimpico non è mai stato così bello e pieno come quella giornata afosa di giugno dove la Roma vinse il suo terzo scudetto. Una vittoria presa di forza, un’inerzia infallibile, doveva andare così, con i goal dei tre protagonisti, Totti, Montella e Batistuta, con una corsa sotto la Sud del proprio capitano, con un’invasione di campo anticipata che ha rischiato di rovinare tutto, con una festa incredibile che non c’è tifoso romanista che non ricordi. Tutti sanno dove fossero il 17 giugno 2001.

Dire altro non serve, basta guardare la foto di questo articolo e sorridere.




Nicolò Zaniolo risponde ai tifosi su Instagram

Nicolò Zaniolo risponde ai tifosi su Instagram

Nicolò Zaniolo è diventato in breve tempo un idolo della tifoseria giallorossa e questo grazie al suo talento brillante, all’affetto dimostrato per la maglia della Roma e alla sua professionalità. Il ragazzo è alle prese col recupero dal brutto infortunio rimediato a gennaio nel match contro la Juventus (rottura del legamento crociato anteriore), ma la pausa forzata per l’esplosione del Coronavirus permetterà al giovane calciatore di recuperare per l’eventuale ripresa tra primavera ed estate dei campionati. La pagina Instagram della Roma e Nicolò Zaniolo quest’oggi hanno fatto una diretta insieme dove il 22 giallorosso si è raccontato rispondendo direttamente alle domande fattegli dai tifosi nei commenti. Queste le sue parole:

Sulle iniziative della Roma contro il Coronavirus
“E’ stata una grandissima cosa. Aiutare lo Spallanzani che era in difficoltà. Grazie ai tifosi siamo riusciti ad arrivare a 500 mila euro. Grazie a Roma e tifosi, si sono dimostrati una famiglia”.

Come stai?
“Ora sta andando tutto molto bene. Mi sento sempre meglio. Faccio gli allenamenti con le video chiamate con il professore. Le stesse cose che facevo a Trigoria faccio a casa. Spero di riprendermi il prima possibile”.

Come funziona la giornata dentro casa?
“Non è cambiata più di tanto. Prima andavo al campo e poi stavo a casa tutto il giorno. Ora mi manca andare al campo, ma dobbiamo aspettare che passi questa brutta situazione. Ho finito i film su Netflix ora (ride, ndr)”.

A Fifa ti arrabbi se prendi te stesso e sbagli? 

“Si lo offendo. Nessuna pietà, ma mi dò sempre comunque la palla”.

Il tuo gol più bello?
“Per me il più bello è stato contro il Napoli. Poi sono tutti belli da ricordare”.

Te li riguardi?
“Si, soprattutto in questo periodo su YouTube e mi emoziono sempre”.

Come si fa a diventare forti come te?
“Basta allenarsi sempre bene e non perdere mai la passione. Se le doti le hai emergi”.

Hai sentito la vicina dei tifosi dopo l’infortunio?
“Si, anche lì devo ringraziarli. Appena mi sono infortunato ho ricevuto migliaia di messaggi e mi si è riempito il cuore. Ho sempre ricevuto belle parole da tutti”.

Serie Tv preferita?
“Ho finito poco tempo fa Elite e mi è piaciuta molto. Ora mi sto concentrando sui film thriller”.

Vi sentite ora tra compagni di squadra?
“Si ci sentiamo e ci scambiamo battute su Whatsapp. Quello più attivo è Spinazzola. Anche Jesus”.

Cosa significa segnare sotto la Sud?
“E’ il sogno di tutti. Ogni giocatore nella Roma penso abbia questo desiderio. Io ho avuto la fortuna e posso spiegare l’emozione. Quando la palla entra non ci pensi neanche, prendi e vai sotto la Sud”.

Come ti sentivi prima che Di Francesco ti dicesse che saresti stato titolare con il Real?
“Quando il mister mi ha detto che avrei giocato ho guardato il soffitto fino a sera. Ero tesissimo”.

Contro il Real riesci a mettere da parte le emozioni?
“E’ dura. Quando sali le scale e vedi 80 mila persone non è facile poi mettere da parte le pressioni. Io sono fortunato perché sono uno che non le patisce molto”.

Il 22 di maglia ha un significato particolare?
“L’ho scelta perché è la data di nascita di mia mamma e perché il mio idolo è Kakà e volevo il suo numero”.

Com’è giocare con Mkhitaryan?
“Miki è un grande giocatore. Mi dà tanti consigli. E’ una persona bravissima fuori e dentro dal campo. In campo è un fenomeno”.

Hai mai pensato di non essere all’altezza?
“No, se alla fine ci sei significa che li puoi starci. Ci sono momenti in cui stai meno bene fisicamente, ma basta tirar fuori il meglio di se stessi”.

La tua emozione più grande con la Roma?
“L’esordio al Bernabeu sicuramente. La doppietta con il Porto anche è un ricordo indelebile”

Con chi ti trovi meglio in squadra?
“Siamo un gruppo molto uniti. Italiani e non. Ci sono poi compagni con cui mi trovo meglio come Pellegrini e Spinazzola, ma sono tutti ben disposti a tenderti una mano. Quest’anno abbiamo un gruppo bellissimo”

Terminate le domande Nicolò Zaniolo si è congedato ringraziando i medici e gli infermieri che stanno lavorando duramente per il Paese, concludendo la diretta salutando i propri tifosi con affetto.

 

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Dybala: “Sto meglio dopo i sintomi che ho avuto giorni fa”

Dybala: “Sto meglio dopo i sintomi che ho avuto giorni fa”

Dybala è stato il terzo giocatore della Juventus, dopo il difensore Rugani e il centrocampista Matuidi, ad essere risultato positivo al coronavirus. L’attaccante argentino, dopo essere stato sottoposto alle cure del caso, ha parlato tramite i canali della società bianconera per rassicurare i suoi tifosi. Ecco le parole del numero dieci: “Sto bene, molto meglio dopo alcuni sintomi forti che ho avuto un paio di giorni fa. Oggi già sto meglio, senza sintomi. Posso muovermi meglio, sto anche camminando e cercando di iniziare gli allenamenti. In questi giorni mi mancava l’aria e non riuscivo a fare niente, dopo 5 minuti ero morto, sentivo il corpo pesante e dovevo fermarmi. Ora sto meglio, così come Oriana”. Una notizia positiva per la Juventus e in generale per tutto il mondo dello sport in un momento dove risultato difficile essere ottimisti.

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Perisic, il Bayern Monaco è pronto a riscattare l’esterno offensivo

Perisic, il Bayern Monaco è pronto a riscattare l’esterno offensivo

Nella scorsa sessione di mercato il Bayern Monaco, per rinforzare il reparto offensivo, ha acquistato Ivan Perisic; l’esterno croato, mai stato preso in considerazione da Conte per il suo progetto tattico, è andato in Germania per dimostrare il suo valore. La stagione in Bundesliga ha avuto alti e bassi ma il club bavarese sembra essere intenzionato ad operare il riscatto chiedendo, però, uno sconto rispetto ai venti milioni decisi la scorsa estate. Una variante importante nella decisione del Bayern Monaco riguarda l’evoluzione del coronavirus; le conseguenze di questa pandemia potrebbe portare cambiamenti nelle strategia del club pluricampione di Germania. Il futuro di Perisic sembra poter essere, ancora, con i bavaresi e l’Inter spera di poter concludere l’operazione per mettere a bilancio una plusvalenza.

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Le mani di Paratici sulla Juventus

Le mani di Paratici sulla Juventus

Ciò che ha sempre contraddistinto la Juventus dagli altri club di Serie A è la strapotenza che la dirigenza ha mostrato sul mercato ed in Lega, merito di dirigenti forti, competenti e seri che hanno sempre operato al meglio. Dopo l’abbandono di Beppe Marotta la Juventus ha leggermente sbandato, soprattutto in chiave mercato, ma adesso si è ridestata grazie a Fabio Paratici che è diventato il dirigente di punta del club bianconero, per il quale ora passano tutte le decisioni sui rinnovi, sul mercato ed anche su questioni amministrative.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il presidente Agnelli ed il DS Paratici si sono incontrati con il capitano del club bianconero Giorgio Chiellini per discutere della questione riguardante i tagli degli stipendi. Le possibili soluzioni sono tre al momento, e la decisione finale in merito verrà presa nel giro di pochi giorni:

– La prima opzione prevede il pagamento del mese di marzo, dunque la sospensione dei pagamenti degli stipendi fino a quando non si tornerà a giocare. Se si riprenderà, la parte di stipendio del periodo giocato verrà congelata e pagata successivamente.

– La seconda prevede la rinuncia di un mese su quattro o due su quattro a seconda che il campionato venga sospeso definitivamente oppure concluso in estate.

– La terza ed ultima via proposta prevede la rinuncia a un mese e mezzo indipendentemente dalla piega che prenderà la stagione.

Il super dirigente Fabio Paratici, DS a capo dell’intera area sportiva della Juventus (Chief Football Officer), ha rilasciato un’intervista a Tuttosport dove ha parlato anche del prossimo calciomercato: “Ci saranno molti scambi, una situazione che avvicinerà il calcio all’NBA. È presumibile che alcuni club, ad esempio in Germania, possano beneficiare della generale situazione di crisi in virtù di un’economia sottostante più solida di altre”.

Come riportato da Il Corriere dello Sport, Fabio Paratici sta trattando con Gigi Buffon il rinnovo di contratto che vedrà il quarantaduenne proseguire con tutta probabilità la sua avventura in bianconero. Paratici vorrebbe avere Buffon come chioccia dei portieri e leader dello spogliatoio ancora per un anno ed il portierone bianconero sembra intenzionato a voler firmare il rinnovo perché ancora determinato e voglioso di giocare ad alti livelli, anche perché quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto con prestazioni solide che hanno convinto Paratici.

 

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