Tutti vogliono Sandro Tonali, ma chi può permetterselo?

Tutti vogliono Sandro Tonali, ma chi può permetterselo?

Uno dei giocatori che, nella prossima finestra di mercato, sarà al centro di una vera e propria asta sarà Sandro Tonali; il centrocampista del Brescia, infatti, ha avuto un grandissimo impatto con la Serie A dimostrando personalità e qualità per essere protagonista di una squadra di livello superiore. Sul futuro del giovane talento italiano è intervenuto, Massimo Cellino. Ecco le parole de presidente delle Rondinelle: “Lo vedrei bene a Roma o a Napoli, ma la Juventus ha Paratici e l’Inter Marotta. Resterà in Italia e sarà un Iniesta. Il mio sogno sarebbe tenerlo, farei i salti mortali ma ho un patto col ragazzo: lui sa che quando mi chiederà di andare via, lo lascerò partire”. Indicazioni importanti da parte del numero uno del Brescia che fa capire due cose: Tonali non resterà al Brescia e nel suo futuro ci sarà un club di primissimo livello.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus: il dramma della Serie C, parla Lucarelli

Coronavirus: il dramma della Serie C, parla Lucarelli

Intervistato da FanPage, l’attuale tecnico del Catania Cristiano Lucarelli ha detto la sua sulla crisi sanitaria ed economica che sta mettendo in ginocchio l’Europa. L’ex attaccante livornese si è soffermato sull’impossibilità di rimanere fermi per le categorie minori, obbligate a scegliere tra “morire di fame o per l’epidemia”, e di come in Serie C sia anche difficile rimanere a galla, non potendo difatti tagliare lo stipendio dei calciatori, che fanno una vita simile ai colleghi della massime serie, ma percependo 1200, 1300 euro al mese. Ecco le sue parole:

Sul taglio degli stipendi:

“Sì, per la Serie A sono d’accordo, penso che qualcosa si debba fare. In Serie B e in C diventa più complicato perché gli stipendi sono veramente bassi. Un giocatore di Serie C guadagna 1300 euro al mese, nonostante faccia una vita praticamente uguale ai calciatori di Serie A, si allena tutti i giorni e impegni e obblighi sono gli stessi. I ragazzi che erano rientrati a Catania abbiamo deciso di rimandarli a casa perché non riscuotendo lo stipendio non avevano la possibilità di pagarsi gli affitti. A certi livelli è giusto fare come ha fatto la Juventus e spalmare ciò che non viene pagato ora negli anni successivi, ma in B e in C è impensabile. Molti presidenti ci marciano anche un po’ sopra alla crisi. Il campionato di C per la promozione ha già dato tutti i verdetti, per la retrocessione più o meno lo stesso. Qualche presidente che non ha più niente da chiedere al campionato ci specula un po’ su questa situazione. Alla gente che guadagna 1300 euro al mese non puoi andargli a chiedere di fare delle rinunce”.

Su un’ipotetica ripresa:

“Condivido l’idea di Gravina, il calcio deve ricominciare da dove si è fermato, altrimenti avremmo a che fare con altri problemi per il nuovo campionato: ricorsi, contro ricorsi, ecc. Tutti parlano di di tagliare le squadre, affermano che 100 squadre professionistiche in Italia sono troppe, che ci vuole sostenibilità per il calcio e poi magari qualcuno parla di Serie A a 22 squadre, di Serie B a 25, di tre gironi da 22 in Serie C. Si parla di tagliare le squadre perché non ce la fanno e poi si allargano i campionati. Io non sono a favore né di una cosa né dell’altra, pero mi sembra strano che le stesse persone che fino ad un mese fa dicevano che ci sono troppe squadre, oggi parlano invece di fermare le retrocessioni e di mandare avanti solo le promozioni. Questa cosa mi sembra in controtendenza con quello che si è sentito dire fino ad oggi”.

Sulla paura di tornare a giocare:

“Avrei la stessa preoccupazione che ho quando vado a fare la spesa o quando mi muovo per esigenza. Se uno dovesse andar dietro a questa cosa allora il calcio non potrebbe più ripartire. Speriamo si possa trovare da qui a breve un farmaco che risolva questo problema, ma se questo non dovesse accadere in tempi brevi non possiamo pensare di stare immobili per mesi, perché oggi possiamo avere complicazioni per il virus ma se ognuno di noi non lavora e non produce, e mi riferisco a quei calciatori con uno stipendio normale, come facciamo? Bisogna fare una scelta: o si muore di fame o si rischia di morire per l’epidemia. Non possiamo tenere ferma ogni cosa, probabilmente dovremo cambiare i nostri comportamenti, essere più responsabili, avere rispetto del prossimo e aiutare tutti, ma non possiamo pensare di fermarci del tutto perché un domani il problema potrebbe essere quello di mettere in tavola un piatto di pasta”.

 




Le conseguenze del goal di Matthijs de Ligt alla Juventus

Le conseguenze del goal di Matthijs de Ligt alla Juventus

Oggi è il difensore della Juventus, l’anno scorso eliminava i bianconeri nei quarti di Champions con un colpo di testa nel corso del secondo tempo; il rapporto tra Matthijs de Ligt e il club italiano non è iniziato nel migliore dei modi ma, probabilmente, è stata quella sera che la Juve ha capito di dover puntare su un difensore di sicuro affidamento. Quel goal ha scritto la storia di entrambi i club con l’Ajax che è arrivato ad un passo dalla finale di coppa Campioni ed è rimasta una delle squadre più belle degli ultimi anni. Diverso il discorso per i bianconeri usciti dalla competizione con la consapevolezza di aver trovato il leader del reparto per i prossimi anni. In estate, infatti, è stato fatto uno sforzo economico importante (settantacinque milioni di euro) per strappare il giocatore al club olandese; operazione onerosa ma necessaria per alzare il livello della rosa. Dal goal allo Stadium alla maglia bianconera: de Ligt come Ronaldo con l’obiettivo di ripagare l’eliminazione dello scorso anno.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Clamoroso Totti: il primo assistito potrebbe essere Insigne

Clamoroso Totti: il primo assistito potrebbe essere Insigne

Nei giorni scorsi è uscita fuori la notizia della fine del rapporto tra Insigne e Raiola; il capitano azzurro è quindi alla ricerca di un nuovo procuratore e, il nome che sta circolando in queste ore, è quello di Francesco Totti. L’ex giocatore della Roma, infatti, ha iniziato ad intraprendere la carriera manageriale fondando le società di assistenza e consulenza CT10 e IT Scouting. Inserire in questa scuderia un giocatore come Insigne porterebbe benefici ad entrambi; il capitano partenopeo avrebbe alle spalle un uomo di calcio di una certa rilevanza mentre Totti inizierebbe la sua nuova avventura con il botto. L’eventuale collaborazione potrebbe far pensare ad un trasferimento di Insigne in giallorosso? Difficile, almeno fino a quando la Roma non cambierà proprietà, ma non è da escludere che il Totti agente possa servire ancora una volta la sua città.

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In Serie A regna il caos, ora altre due idee sul tavolo di Gravina

In Serie A regna il caos, ora altre due idee sul tavolo di Gravina

Non si riesce a decidere su questa benedetta Serie A, e la questione dovrebbe sorprendere fino ad un certo punto, dato che il virus ancora imperversa nel nostro paese. Le perplessità sono rivolte a come la Federazione, la Lega, la Uefa e le società stiano gestendo la necessità di ripartire, necessità lecita per ogni settore imprenditoriale, e quindi anche per il calcio. Bisogna pensare inevitabilmente a programmare come e quando si potrà tornare a lavorare, sempre basandosi sulle indicazioni sanitarie. Ma si sta programmando? No. Gli organi competenti e le società non sono riuscite a tirare fuori neanche una bozza di calendario, in Francia ad esempio hanno fissato la ripresa al 17 giugno, è un’indicazione chiara, che non significa che si giocherà al 100%, poiché il rispetto del calendario dipenderà solo ed esclusivamente dalla situazione sanitaria e dal rientrare dell’emergenza, però intanto è stato varato un programma di riferimento. Mentre in Italia e per Gravina di chiaro abbiamo ancora poco, se non che la stragrande maggioranza dei protagonisti sentano il desiderio di ricominciare la stagione. Ogni giorno quindi, tramite gli organi di stampa, vengono rese note idee diverse e possibilità, le ultime, che pare stiano trovando il favore di molti, finite sul tavolo di Gravina sono: evitare le partite nelle aree più colpite del paese come Torino, Milano, Bergamo e Brescia; l’introduzione di 5 sostituzioni a partita, dato che probabilmente le gare saranno giocate ogni tre giorni nei mesi più caldi dell’anno. Sulla prima idea c’è anche da rivelare una conseguenza di tale decisione: il definitivo abbandono per questa stagione di VAR e Goal line technology nel caso in cui venissero scelti dei campi neutri che non abbiano le attrezzature adeguate.




Juventus pronta ai botti di mercato: ecco tutti i nomi

Juventus pronta ai botti di mercato: ecco tutti i nomi

Demiral: sirene inglesi

Le due squadre di Manchester,  oltre al Leicester e all’Everton di Ancelotti, sarebbero pronte a preparare un assalto per il cartellino di Demiral, prelevato da Paratici per circa 18 milioni di euro nell’ultima finestra estiva. Sul giovane difensore ci sarebbe anche l’interesse in Spagna dell’Atletico Madrid dell’estimatore Simeone, ma secondo Tuttosport la Juventus riterrebbe incedibile il classe ’98, destinato insieme a de Ligt a formare la coppia difensiva del futuro della squadra bianconera.

Bernardeschi scaricato da Ronaldo

Il futuro a Torino dell’ex Fiorentina è in bilico, con il numero 33 che potrebbe rientrare in qualche operazione come contropartita per arrivare ad altri obiettivi nel mirino dei bianconeri. Sul fantasista non si spengono i rumors sul Barcellona, con cui in diverse fasi si è discusso di un ipotetico scambio con Rakitic. In Spagna ci sarebbe però un’altra squadra che avrebbe messo nel mirino Bernardeschi: l’Atletico Madrid, che starebbe valutando con attenzione gli scenari sulla situazione del mancino classe ’94. Simeone stima il nazionale azzurro, ritenendolo un profilo adatto per lo scacchiere tattico dei ‘Colchoneros’. Dalla Spagna – come riporta ‘Don Balon’ -il tecnico argentino avrebbe segnato il nome di Bernardeschi sulla propria lista degli acquisti, con il giocatore che viene definito come il ‘Messi italiano’ dal portale iberico. Simeone aveva già avuto modo di apprezzare le qualità del talento della Juve nel match dello scorso marzo in Champions League a Torino, dove Bernardeschi aveva sciorinato una prestazione di grande spessore e contribuito in maniera decisiva alla ‘remuntada’ della squadra di Allegri. La ‘Vecchia Signora’ per 35 milioni di euro potrebbe dare il via libera all’Atletico Madrid per il numero 33 e anche Cristiano Ronaldo, malgrado la stima per il compagno di squadra, avrebbe dato il via libera alla cessione.

Opportunità Neuer

Manuel Neuer e il Bayern Monaco: un matrimonio complicato che potrebbe anche essere arrivato al capolinea. In scadenza di contratto nel 2021, il 34enne portiere vorrebbe chiudere la carriera in Baviera e avrebbe chiesto al club un prolungamento fino al 2025. Nei colloqui col suo entourage, i dirigenti del club tedesco avrebbero, invece, avanzato una proposta fino al 2023. Ma, al di là degli anni di contratto, a far discutere è la richiesta d’ingaggio di Neuer: 20 milioni di euro a stagione. Una cifra monstre che il Bayern non appare disposto a concedere al suo capitano. I rapporti restano tesi e, ad aggravare ulteriormente la situazione, sarebbe stata proprio la fuga di notizie riguardanti gli emolumenti che il calciatore chiederebbe per prolungare il contratto: secondo Kicker, infatti, il Nazionale della Germania e il suo agente non avrebbero per niente gradito la fuoriuscita dei dettagli della trattativa sulla stampa. Una situazione infuocate della quale potrebbero approfittare i club interessati in vista della prossima stagione. Juventus e Psg restano alla porta.




15 aprile 1992, il Torino irrompe tra le grandi d’Europa

15 aprile 1992, una data memorabile per i tifosi del Torino, ma in generale per gli amanti del calcio italiano, è il giorno del riscatto granata, la rivincita di una società gloriosa quanto disgraziatamente sfortunata.

Tornato in Serie A da appena una stagione, nella quale aveva conquistato un incredibile quinto posto, il Torino di Mondonico nella stagione 1991-1992 si gioca le sue carte in Coppa Uefa. Al tempo l’attuale Europa League prevedeva che ogni squadra partisse da i 32esimi di finale, la competizione procedeva sino all’assegnazione del titolo con turni ad eliminazione diretta costruiti sulla doppia sfida con le reti segnate in trasferta che valevano doppio in caso di parità nella differenza reti. Prima di affrontare il Real Madrid, il Torino eliminò in sequenza: KR Reykjavik (8-1); Boa Vista (2-0) , formazione che aveva superato l’Inter nei 32esimi; AEK Atene (3-2); BoldKlubben 1903 (3-0). Nelle quattro squadre semifinaliste c’erano ben due italiane, i granata se la dovevano vedere con il Real, mentre nell’altra sfida il Genoa sfidava l’Ajax.  La gara d’andata con i blancos si gioca il 1 aprile 1992 ed il Toro fa capire di che pasta è fatto, nonostante la sconfitta di misura per 2-1, con Hagi e Hierro che ribaltano la rete del vantaggio di Casagrande. La sfida di ritorno si gioca in un Delle Alpi stracolmo, ci sono ben 60mila persone caricate dagli ultimi due successi in campionato, in trasferta con l’Hellas l’11 aprile e nel derby con la Juventus giocatosi il 5 aprile, la città crede nella finale, nonostante lo svantaggio maturato nell’andata e la qualità dell’avversario. Le due formazioni si schierano con lo stesso modulo, il 4-4-2, per il Real Madrid: Buyo tra i pali, difesa con Chendo, Lasa, Rocha e Hierro, a centrocampo Milla, Michel, Maqueda ed Hagi, in attacco Butragueno e Paco Llorente; il Toro schiera Marchegiani in porta, Annoni, Cravero, Bruno e Mussi in difesa, Fusi, Scifo, Venturin e Lentini a centrocampo, l’ex Vazquez a supporto di Casagrande. Al settimo minuto arriva il primo boato del Dell’Alpi: cross di Lentini che Rocha spedisce nella sua porta, 1-0 per il Torino, che sarebbe già qualificato; la gara resta pericolosamente in bilico fino al 74esimo minuto, quando un altro cross di Lentini lacera la difesa del Real, finendo stavolta sui piedi di Fusi, che spinge in rete da pochi passi. 2-0. Torino in finale di Coppa Uefa. Purtroppo nella doppia sfida in finale la spunta l’Ajax per la regola delle reti in trasferta, 2-2 al Delle Alpi: alla doppietta di Casagrande, rispondono Jonk e Pettersson, mentre la partita di Amsterdam terminerà 0-0.  A distanza di 28 anni la cavalcata  del Toro di Mondonico  rimane ancora oggi il miglior risultato nelle competizioni internazionali dei granata, condita da quel 15 aprile 1992 e frenata ad un passo dal sogno da una formazione carica di giovani talenti (Berckamp, Winter, De Boer, Blind), che per tutti gli anni 90′ vincerà in Olanda ed in Europa. In campionato i granata si piazzano terzi alle spalle del Milan di Sacchi e della Juventus, conquistando un’altra qualificazione alla Coppa Uefa.

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Napoli: è Boga l’erede di Callejon?

l Napoli non molla Jeremie Boga. Come si legge sulle pagine del Corriere dello Sport la missione non è semplice: Boga gioca nel Sassuolo ma il Chelsea può esercitare un diritto di recompra a 14 milioni per riportarlo a Londra. L’alternativa porta il nome di Oussama Idrissi: olandese di nascita e marocchino di Nazionale, prima della sospensione dei campionato aveva strappato applausi in Olanda con la maglia dell’AZ Alkmaar, con 17 gol e 10 assist.

Il Napoli è alla ricerca di un esterno. José Marìa Callejon è infatti dato per partente dopo ben sette stagioni passate all’ombra del Vesuvio. Quello di Boga sembra il profilo giusto per sostituire lo spagnolo: è veloce in contropiede, ma anche abile negli inserimenti e possiede un destro micidiale, con il quale ha più volte fulminato i portieri avversari in questa stagione rientrando dalla fascia sinistra. L’ala francese è approdata in Serie A la scorsa stagione collezionando 3 gol e un assist in 27 presenze tra campionato e Coppa Italia, mentre quest’anno si sta consacrando alla corte di De Zerbi con 8 reti e 4 assist in 25 apparizioni. Può essere lui la nuova freccia del Napoli?

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Inter, bivio su Icardi: guadagnare o recuperarlo?

Nel futuro di Mauro Icardi dovrebbe esserci ancora il Paris Saint-Germain. Secondo Sky Sport l’attaccante argentino, che ha lasciato l’Inter nella sessione estiva di calciomercato del 2019 per trasferirsi al Psg in prestito oneroso (5 milioni di euro) con diritto di riscatto a 65 milioni, sembra aver convinto il club parigino ad acquistarlo definitivamente. Il club nerazzurro, in base anche alle informazioni dell’entourage del giocatore, si aspetta il riscatto del cartellino di Icardi da parte del suo attuale club. Il Psg, anche per via della situazione attuale legata al Coronavirus, potrebbe chiedere uno sconto sul cartellino e, visto il momento, difficilmente l’Inter resterebbe insensibile davanti a tale richiesta. Non vi è inoltre nessuna clausola del contratto che permetterebbe a Icardi di rifiutare tale opzione.

Ma è davvero così conveniente per l’Inter monetizzare sul giocatore piuttosto che provare a recuperarlo? Icardi e sua moglie hanno un rapporto pessimo con l’ambiente ed è difficile immaginare con che faccia possano tornare a Milano. Qualora si decidesse di non puntare nuovamente sull’argentino, come è probabile, la cessione a titolo definitivo al Psg eviterebbe l’incubo di vederlo giocare con la Juventus e magari di svenderlo a causa della difficile situazione economica di tutti i club, nessuno dei quali quest’estate potrà presumibilmente permettersi investimenti monstre: a questo punto, meglio uno sconticino al Psg che un regalo alla Juve (l’interesse di alcuni club inglesi non è niente di concreto, anche per il motivo già spiegato). Oltre al pessimo rapporto con l’ambiente, Icardi non rientrerebbe neanche nel progetto tecnico di Conte, che proprio l’estate scorsa spinse per una sua cessione: il ruolo di prima punta è già occupato da Lukaku ed è impossibile che uno dei due possa sedersi in panchina per alternarsi con l’altro, trattandosi di due attaccanti di grande caratura; non converrebbe del resto neanche all’Inter accollarsi due stipendi così pesanti per un solo slot.

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Il Napoli può davvero fare a meno di Dries Mertens?

Il Napoli può davvero fare a meno di Dries Mertens?

In casa Napoli inizia ad esserci preoccupazione intorno al futuro di Dries Mertens; l’attaccante belga, infatti, non ha ancora dato una risposta a De Laurentiis; il presidente partenopeo, infatti, aveva proposto al calciatore un prolungamento del suo attuale contratto con l’obiettivo di far chiudere al classe 1987 la carriera all’ombra del Vesuvio. L’esplosione del coronavirus ha rallentato la trattativa con Monaco ma soprattutto Inter pronte ad inserirsi.  Una possibile cessione di Mertens sarebbe difficile da sostituire per il Napoli visto la sua capacità di incidere nei momenti decisivi e di essere determinante partendo dalla panchina; in pochi hanno la classe ed il talento del belga che ha, come caratteristica migliore, quella di sapersi muovere tra le linee e trovare sempre il modo di punire la difesa avversaria. Spalla ideale per la prima punta, può partire anche dall’esterno per poi accentrarsi e decidere se dialogare con l’attaccante o mettersi in proprio. Giocatore unico nel suo genere che il Napoli deve blindare in vista della prossima stagione, quella del riscatto,

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