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Sei un vero tifoso interista? Ami alla follia i colori nerazzurri? Dimostracelo rispondendo correttamente a queste dieci domande.





Calciomercato Atalanta, si valuta la cessione di Castagne

Calciomercato Atalanta, si valuta la cessione di Castagne

Calciomercato – Nell’edizione oggi in edicola de La Gazzetta dello Sport parla del futuro dell’esterno belga dell’Atalanta Timothy Castagne.

L’ex Genk all’Atalanta dal 2017 ha il contratto in scadenza nel 2021 e l’opzione fino al Giugno successivo non è ancora stata esercitata. In previsione c’è un incontro tra la dirigenza della Dea e il procuratore del belga ma si sta valutando anche l’ipotesi di cederlo per non meno di 15 milioni di €, considerando il suo valore assoluto secondo il sito Transfermarkt per evitare minusvalenze. Sembra non filtrare molto ottimismo in chiave rinnovo.

In Italia Fiorentina e Napoli hanno mostrato interesse sull’esterno.

L’ex Genk è divenuto un titolare fisso dell’11 di Gasperini fin dal suo arrivo in Serie A. La scorsa è stata la miglior con la maglia degli orobici con 37 partite giocate con 5 gol all’attivo. Il nazionale belga ha collezionato complessivamente 80 presenze segnando 8 gol.

Il giocatore è rientrato in campo a gennaio dopo uno stop di 6 mesi per l’operazione subita al menisco.

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Oltre lo stemma: storia e spiegazione del logo dell’Atalanta

Storia

Scopriamo l’origine del logo dell’Atalanta.

L’Atalanta Bergamasca Calcio nasce, come moltissime società italiane ed estere, da una fusione tra più club. Si tratta infatti dell’unione di Atalanta e Bergamasca. L’Atalanta viene fondata nel 1907 da un gruppo di liceali, la Bergamasca nel 1877. La differenza sostanziale consiste nell’impostazione delle due compagini: la prima nasce come una squadra di calcio vera e propria, la seconda come una polisportiva basata principalmente sulla scherma e che solo nel 1913 vede aperta la sezione dedicata al calcio, sezione fondata grazie all’inglobamento del Football Club Bergamo (prima squadra della storia della città lombarda). È nel 1920 che le due società si fondono ufficialmente, dando vita all’Atalanta Bergamasca Calcio; non si tratta però di una vera e propria fusione: l’Atalanta subì un’evoluzione, la Bergamasca si staccò semplicemente una “costola”: esiste infatti tuttora la Società Bergamasca, che però da allora si occupa solamente di Ginnastica e Scherma. 

 

Evoluzione dello stemma.

 

Simbolo

L’identità del club è, comunque, per la maggior parte figlia dell’Atalanta: non a caso, infatti, viene indicato come anno di nascita il 1907. La scelta del nome va ricercata nell’intenzione dei fondatori di creare una squadra in cui ambizione, forza di volontà e propensione alla vittoria fossero protagoniste: caratteristiche tipiche di “Atalanta”, una figura mitologica famosa per essere la cacciatrice più forte della Grecia, cresciuta da un orso nei monti dell’Arcadia. Piccola curiosità: il soprannome di Dea è storicamente inesatto, dal momento che Atalanta era “solo” una principessa, figlia del Re Iaso; il titolo di Dea le è stato confezionato essendo discendente lontana di Arcadio, uno dei figli di Zeus. 

Evoluzione

La “Dea” ripresa nella seconda maglia 2019/20.

La figura della principessa è anche il simbolo del club, nel cui stemma è raffigurata di profilo. Il disegno del volto è però stato introdotto nel 1984 con l’ammodernamento dello stemma: quell’anno la società decise di dare una “svecchiata”, cominciando i lavori per il nuovo stadio e rifacendo il logo. Inizialmente Atalanta era stata rappresentata per intero, immortalata in un momento di corsa; come spiegato prima, infatti, la Principessa aveva tra le sue virtù (essendo una grande cacciatrice) la forza e la velocità (che, secondo il mito, superava quella dei centauri). Il volto del 1984 è stato recuperato fedelmente nell’evoluzione del 1993, stemma che da allora è rimasto quello ufficiale del club.

Colori

Come abbiamo capito, l’Atalanta ha una storia che poco coincide con la simbologia della sua città, Bergamo. I colori del Comune sono infatti il giallo e il rosso, mai presi in considerazione neppure dai club precedenti alla fusione tra Atalanta e Bergamasca. I colori del club sono azzurro (per essere precisi andrebbe definito come blu oceano), nero e (sempre per essere precisi) bianco. La scelta cromatica appartiene proprio al 1920, anno in cui si sono unite le due società: l’Atalanta giocava con una maglia a strisce bianconere (dettaglio che si ritrova nel primo logo del 1907), mentre la Bergamasca con una maglia a strisce biancazzurre. Le due società decisero che la prima divisa dopo la fusione fosse nerazzurra: il bianco è però sempre rimasto nei colori dei vari stemmi dell’Atalanta. 

Atalanta raccoglie le mele d’oro in un quadro di Guido Reni.

Da notare è il giallo-oro presente fino al 1993 e, per spiegarne la presenza, dobbiamo ancora una volta tornare al mito greco e aprire una parentesi. Il mito racconta che Atalanta venne mandata in esilio dal Re (suo padre), furioso del fatto che gli fosse nata una figlia femmina. Divenuta adulta, le impose di trovare marito contro la sua volontà. Come compromesso, consapevole che nessuno l’avrebbe mai battuta, la Principessa stabilì col padre che l’avrebbe avuta in sposa chi fosse riuscito a sconfiggerla in una gara di velocità. E infatti nessuno ci riuscì… senza aiuti divini: il vincitore, Ippomene, la batté grazie a tre mele d’oro consegnategli da Afrodite: le mele distrassero Atalanta che, durante la sfida, si fermò a raccoglierle. L’oro delle mele è anche l’oro raffigurato negli stemmi storici del club; il colore è stato poi accantonato nell’ultimo design, ma (se ci avete fatto caso) il giallo torna spesso nelle divise della squadra bergamasca.

 

Design

Difficile spiegare la geometria dello stemma, essendo – nelle sue varie evoluzioni – sempre stata modificata. Non essendoci continuità, l’attuale forma ovale non ha una spiegazione dettata da scelte particolari, bensì si tratta di una decisione principalmente estetica. Come già spiegato, il tondo centrale raffigurante la principessa è ripreso fedelmente dal disegno minimalista, efficace e iconico degli anni ’80. Entrando nel dettaglio, la linea stilistica sempre ripresa nella raffigurazione va ricercata nei capelli: in ogni stemma, infatti, il tentativo (sempre ben riuscito) è di immortalarli in movimento, cercando di fotografare Atalanta nella caratteristica che l’ha sempre contraddistinta, ovvero la velocità; il volto della Principessa va considerato come se fosse in corsa. Per questo motivo nello stemma attuale il volto è stato angolato leggermente all’insù, poiché correndo la testa tende naturalmente ad andare all’indietro.

L’inclinazione della testa è cambiata rispetto al logo precedente.

Si potrebbe dire che è proprio il movimento a contraddistinguere il logo del club: nome e data di fondazione sono scritti seguendo una linea circolare, che li allontanano dalla staticità dei classici stemmi. Anche la diagonale che divide il simbolo garantisce questo senso di velocità sempre cercato nei disegnatori, che attraverso queste scelte sono riusciti a confezionare uno stemma geometricamente anarchico: l’efficienza del design sta però proprio nell’equilibrio stilistico dell’effetto finale, dove con grande cura sono stati uniti cerchi, diagonali, ovali e angolazioni differenti.

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Premier League, obiettivo finire la stagione entro il 30 giugno

Premier League, obiettivo finire la stagione entro il 30 giugno

In questi giorni si sta decidendo il futuro della Premier League; il campionato, fermo a causa dell’emergenza coronavirus, sta cercando di capire come e quando poter terminare. L’idea, che probabilmente verrà ufficializzata nella giornata di domani, sarebbe di prendere come termine ultimo per finire la Premier il prossimo trenta giugno. Soluzione che ovviamente porterebbe a delle discussioni come, ad esempio, retrocessioni e promozioni. Da questo punto di vista sta prendendo corpo la possibilità di far giocare la prossima Premier League a ventidue squadre; in questo caso salirebbero Leeds e WBA, attualmente prima e seconda in Championship. Soluzione che eviterebbe problemi a livello di diritti televisivi. Non solo aspetti positivi; far terminare la stagione entro il trenta giugno sta creando delle discussioni in merito al contratto dei giocatori che non possono essere costretti ad accettare una proroga oltre la data scelta per completare la stagione.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Daniele Rugani ieri ha ricevuto la notizia della negatività al Coronavirus Covid-19. Il centrale della Juventus è stato il primo giocatore della Serie A risultato positivo al tampone. Dopo 35 giorni finalmente l’annuncio tanto atteso. Il difensore ha potuto così riabbracciare la sua fidanzata, incinta, Michela Persico.

Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

 

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Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme ❤️ . We’ll tell you about the time we had to spend far from each other. We’ll tell you that it was the right choice, but it was difficult too. And above all we’ll tell you how magic it was to hug again, the three of us. Together at last ❤️ #grazieatutti #family #RestateACasa

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Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

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Lazio, parla Luis Alberto: “La svolta dopo la gara con l’Atalanta”

Lazio, parla Luis Alberto: “La svolta dopo la gara con l’Atalanta”

Uno dei protagonisti principali della Lazio è, senza ombra di dubbio, Luis Alberto; il fantasista è indispensabile nella rosa di Inzaghi visto il contributo in fase realizzativa. Il classe 1992 ha rilasciato una lunga intervista a Lazio Style Radio. Ecco le sue parole: “Ora faccio solo cose che non mi piacciono: corro, lavoro sulla forza e faccio piscina. Mi alleno anche con mia moglie, abbiamo iniziato a fare yoga. Le sessioni? Ne faccio due al giorno, a volte anche tre”. Se si riprenderà a giocare, gli stimoli rimarranno gli stessi di febbraio? “La testa è rimasta sul campionato, non è colpa nostra questa crisi. La mentalità deve rimanere quella che abbiamo sempre avuto. Dobbiamo continuare a lottare”.Ti piacciono più gli assist o i gol? “Mi piacciono i tre punti (ride, ndr). Immobile mi dovrà fare un regalo, dovrà spendere un po’ di soldi. Ha più anni e ne ha di più in banca, magari mi prende un rolex (ride, ndr). Tornando seri, spero che faccia 40 gol il prima possibile”.Parma-Lazio è stata la tua partita perfetta? “Non lo so, alcuni compagni mi hanno detto che la mia partita migliore è stata a Milano contro il Milan quest’anno. Io gioco per divertimento, il calcio è sempre stata la mia passione. Ora sto bene, ho lavorato tanto per arrivare qui. Voglio vincere il più possibile, se facciamo tre punti ogni domenica significa che saremo sempre primi o secondi”.La partita della svolta della Lazio qual è stata? “Penso la partita dopo Lazio-Atalanta. In quella settimana ne abbiamo giocate e vinte tre contro Fiorentina, Torino e Milan, da lì è cambiato tutto. Ce lo siamo anche detti tra compagni e così è stato. Quando gira tutto bene, alcune volte vinci all’ultimo come successo a Cagliari. Abbiamo cambiato poco, lavoriamo da tempo con lo staff e il mister ci conosce bene. Siamo una famiglia e ci troviamo bene a giocare a calcio”. Le emozioni della Supercopppa? “Le emozioni ci sono perché abbiamo vinto la Supercoppa, ma non mi è piaciuto giocare lì. Nel calcio devono esserci i tifosi, avrei preferito giocare in casa della Juve. Questo sport non è solo per noi giocatori, è per tutti. Quando si gioca in un paese così lontano non è la stessa cosa, è tutto più strano, anche i festeggiamenti dopo la partita. Noi però non possiamo farci niente, è una questione di soldi”. Sabato prossimo uscirà una figurina Panini speciale in tuo omaggio...“Mi fa piacere, ho sempre fatto la collezione di figurine anche in Spagna. È una cosa bella, spero che a mio figlio gli potrà piacere. La patch come miglior centrocampista sulla maglietta? Vorrei pensare soltanto a giocare bene e a vincere i titoli”. Come trascorri il tempo dentro casa? Oltre agli allenamenti…
“Guardo poco la tv, mi alleno tantissimo, più del solito. Passo così i giorni. Più i miei bimbi la guardano, soprattutto i cartoni Disney”.Con chi ti sei sentito di più della squadra? “Parliamo tutti nel gruppo, ci chiediamo cosa dovremmo fare. Siamo una squadra unita, una vera famiglia e tutti pensiamo sempre alla collettività. La nostra mentalità è cambiata. La Nazionale? Ci penso molto, ma adesso la priorità è la salute. Io sono tranquillo, spero di alzare il livello quando torneremo a giocare. Mando un saluto a tutti i laziali, magari ci rivedremo tutti a festeggiare all’Olimpico”.

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Inter, Diego Godin vuole restare e riconquistare la piazza

Inter, Diego Godin vuole restare e riconquistare la piazza

Secondo quanto riporta il sito Tuttomercatoweb il difensore uruguaiano dell’Inter Diego Godin vorrebbe giocarsi le sue carte nel club nerazzurro. L’ex Atletico Madrid avrebbe intenzione di mettersi in mostra e farsi trovare pronto alla ripresa del campionato. Nella difesa della squadra allenata da Conte l’uruguaiano non è finora riuscito ad imporsi così come fatto nei trascorsi all’Atetico. Sembra però che il difensore non abbia intenzione di tornare a giocare in Spagna in un club che non sia quello Colchoneros Oltre al Valencia, anche altri club, questa volta di Premier League, starebbero sondando il terreno. C’è stato qualche contatto con il Tottenham, club allenato da Mourinho che stima molto il difensore ma non si è andato oltre qualche semplice chiacchierata. Si parla di Manchester United, sicuramente una squadra di prima fascia che il trentaquattrenne difensore che potrebbe prendere in considerazione qualora non riuscisse a convincere mister Conte. Va anche sottolineata l’esplosione del giovane Bastoni, al quale l’ex allenatore della Juventus ha dato spazio in molte occasioni.

L’obiettivo di Godin sembra essere quello di tornare protagonista e di diventare una vera colonna della retroguardia nerazzurra, così come fatto nella sua lunga militanza all’Atletico Madrid.

In questa stagione Diego Godin ha collezionato in totale 25 presenze, considerando tutte le competizioni giocate.

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Roma, Patrik Schick verso il ritorno nella capitale

Roma, Patrik Schick verso il ritorno nella capitale

La Roma, nella prossima stagione, rischia di avere un problema in attacco: oltre a Dzeko e Kalinic (qualora dovesse continuare sulla scia di Cagliari non è da escludere il riscatto) i giallorossi potrebbero ritrovarsi anche Patrik Schick. L’attaccante sta facendo bene in Germania, con la maglia del Lipsia, dove ha finalmente ritrovato il sorriso tornando il giocatore visto alla Sampdoria. I Roten, però, non sono del tutto convinti di riscattare il classe 1996 visto i problemi causati dall’emergenza coronavirus. Le conseguenze economiche del Covid 19, infatti, potrebbero spingere il club tedesco a non sborsare i ventotto milioni di euro necessaria per riscattare l’attaccante. In aiuto del club giallorosso potrebbe arrivare la situazione legata a Werner; la punta, infatti, piace al Bayern Monaco e probabilmente saluterà la Red Bull Arena per andare dai bavaresi. In estate, dunque, si deciderà il destino di Schick e di conseguenza della Roma che spera di fare cassa per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione.

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Fiorentina, Commisso: “Con l’offerta giusta Chiesa può partire”

Fiorentina, Commisso: “Con l’offerta giusta Chiesa può partire”

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sul mercato della viola in uscita nel corso di un’intervista all’emittente Telelombardia

In particolare modo il patron della Fiorentina ha lasciato intendere che se dovesse arrivare una offerta congrua il gioiello viola Federico Chiesa potrebbe essere ceduto mentre su Castrovilli ha mostrato più cautela.

Ecco le sue parole «Voglio che la Fiorentina diventi come Milan, Inter e Juve, club in cui i giocatori vogliono restare: è il mio obiettivo. Castrovilli? Ha un contratto lungo, sicuramente resta. Chiesa? L’ho tenuto la scorsa estate, possiamo pure accontentarlo se arriva l’offerta giusta… Ma non se ne è discusso in questi mesi, la situazione di Firenze è cambiata agli occhi di Chiesa e di tutti: vogliamo fare una squadra forte».

Ricordiamo che il costo del cartellino di Federico Chiesa, secondo il sito Transermarkt è pari a 48 milioni di €.

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Napoli, si punta Emerson Palmieri per sostituire Ghoulam

Napoli, si punta Emerson Palmieri per sostituire Ghoulam

Il Napoli sta lavorando sul mercato per rinforzare la rosa e regalare a Gattuso una squadra che possa competere per obiettivi importanti nel corso della prossima stagione. Uno degli obiettivi principali della società partenopea è un terzino sinistro considerando le difficoltà fisiche di Ghoulam che, nelle ultime stagioni, non è riuscito a confermare le aspettative. Il club azzurro, per sostituire l’algerino, ha messo gli occhi su Emerson Palmieri. L’ex Roma sembra non essere nei piani di Lampard e gradirebbe un ritorno in Italia dove ha mostrato tutte le sue caratteristiche. Operazione non semplice ma Giuntoli vuole regalare a Gattuso un elemento in grado di alzare il livello della rosa. Il Napoli vuole tornare grande e si sta muovendo per non perdere neanche un minuto.

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