Vigorelli: “rinnovo Zaniolo? non è il momento di parlarne”

Vigorelli: “rinnovo Zaniolo? non è il momento di parlarne”

Il procuratore di Nicolò Zaniolo, Claudio Vigorelli, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb pietrificando un pochino i tifosi della Roma, almeno inizialmente: “La sua prima parte del campionato è stata fantastica, ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere l’anno prima. Ripartirà da quella straordinaria azione contro la Juve che gli è costata l’infortunio, chiaramente con un finale diverso. Quello sarà il punto di ripartenza. È caduto e adesso si è rialzato. Comincia il conto alla rovescia. Ma niente ansia di ricominciare. Le sfide non spaventano certo Nicolò, uno che a diciannove anni ha esordito contro il Real Madrid. Non è il momento di parlare di rinnovi o situazioni di mercato, bisogna prima tornare alla normalità e superare questo brutto momento dovuto al Covid-19. Poi quanto sarà importante Nicolò per la Roma lo vedremo più avanti, ma oggi non è il momento di parlare di un eventuale rinnovo del contratto o di mercato anche perché Nicolò ha trovato il giusto ambiente per emergere con una società che crede in lui e un pubblico fantastico che lo ha da subito amato. Intanto voglio credere alla ripresa del campionato, mi auguro che si torni in campo. E che tutto avvenga con le dovute precauzioni. Senza forzature che potrebbero risultare dannose”.

Le parole di Vigorelli, dunque, hanno assunto un tono di doccia fredda quando si è parlato del rinnovo di Zaniolo, ma lo stesso ragazzo nella giornata di ieri a SkySport aveva lanciato messaggi d’amore al popolo giallorosso: ”Totti per me è l’idolo di Roma, il simbolo della città. Calciatori come lui o Daniele De Rossi sono difficili da eguagliare. Mi piacerebbe diventare una bandiera della Roma, anche se in questo momento non devo pensare a questo: il mio unico obiettivo adesso deve essere quello di rientrare in campo e far divertire i tifosi. Vedremo quello che succederà anche se il mio intento è quello di rimanere a lungo a Roma, perchè questa squadra mi ha dato tutto e sono innamorato di questa società.“

 

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Giovani e forti, ecco il Milan di Rangnick

Giovani e forti, ecco il Milan di Rangnick

Continuano le trattative per portare Ralf Rangnick a capo del settore tecnico del Milan, come dirigente o come allenatore ancora non si sa, ma il fondo Elliott e l’AD Gazidis stanno facendo di tutto per convincere il DT del Lipsia a lasciare la Germania per vestire il rossonero. Come riferisce SportMediaset, per convincere Rangnick ad accettare il Milan il fondo Elliott starebbe pensando di stanziare 130 milioni da utilizzare sul mercato per permettere al DT tedesco di rivoluzionare la rosa rossonero secondo due precise istruzioni: i nuovi calciatori rossoneri dovranno essere giovani, per dare vita ad un progetto duraturo, e forti, così da poter rimontare in brevissimo tempo le squadre più avanti in classifica e colmare il gap per agguantare la zona Champions.

Ralf Rangnick vorrebbe riproporre un mercato il stile Red Bull Lipsia e in tal senso si fanno già i nomi dei profili sondati dal Milan: tra i pali si andrà prepotentemente sul classe ‘94 Juan Musso (in forza all’Udinese) come sostituito del partente Donnarumma, per il centrocampo piace Rolando Mandragora (classe ‘97, costa 26 milioni di euro) al quale anche la Juventus è interessata, sulla trequarti il nome che fa saltare di gioia i tifosi è quello del fenomenale classe ‘98 Dani Olmo proprio in forza al Red Bull Lipsia, mentre per l’attacco piace Loren Moron del Betis che ha una clausola da 60 milioni ma per il classe ‘93 al momento il club spagnolo ha ricevuto solo offerte pari alla metà del valore della clausola.

 

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Inter, senti Rueda; “Ci sono possibilità che Vidal torni in Italia”

Un accostamento di mercato ormai quasi mainstream, Vidal e l’Inter si rincorrono da tempo, e tutti gli indizi portano sempre di più l’ex Juventus a vestire la maglia nerazzurra.

Ultimo indizio, fresco di giornata, è una vera e propria conferma della possibilità di vedere il cileno in Italia alla ripresa del campionato, finita l’emergenza. Infatti il CT del Cile Rueda ha voluto parlare del suo pupillo questa mattina al giornale spagnolo Sport, aprendo gli scenari di mercato che si stanno mostrando al centrocampista, sottolineando anche un’intromissione del Borussia Dortmund: “Per quanto ne so ci sono possibilità di tornare in Italia. Il Dortmund da poco ha mostrato interesse nei suoi confronti. Però non c’è niente di concreto e ci vuole pazienza per maturare una decisione“.

Parole che aprono ad un futuro in nerazzurro, considerando che Arturo Vidal ha un feeling particolare con Conte, che nonostante l’acquisto di Eriksen continua a richiedere un centrocampista di quantità da inserire nel suo 3-5-2.

Alla ripresa dei campionati Vidal vestirà ancora la maglia blaugrana, come ha detto anche Rueda: “Credo che sia molto soddisfatto al Barcellona. I tifosi lo hanno accolto molto bene e spero che ovunque vada sia protagonista e che quando sarà chiamato in Nazionale arrivi in perfette condizioni“. Ma per quanto ancora? Ai posteri l’ardua sentenza

 

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Lucescu: “contento se Willian dovesse scegliere la Juventus”

Lucescu: “contento se Willian dovesse scegliere la Juventus”

Mircea Lucescu, ex CT della Turchia ed allenatore di Galatasaray ed Inter tra le altre, ha rilasciato una bella intervista a TuttoJuve.com dove ha parlato del mondo Juventus, suggerendo mosse di mercato e dando la sua opinione riguardo la ripresa del calcio giocato. Il nome più caldo è quello di Willian Borges da Silva, trequartista ed ala classe ‘88 in forza al Chelsea ma col contratto in scadenza a giugno; Lucescu lo conosce bene avendolo allenato tra il 2007 ed il 2013 ai tempi dello Shakhtar Donetsk, consacrando Willian come uno dei più forti calciatori di questi anni.

A tuo parere, la soluzione migliore per terminare la stagione è quella delle porte chiuse?

“Io sono favorevole alle porte chiuse, mi piacerebbe che l’ultima parte di stagione venisse disputata in questo modo. E’ giusto che ogni persona torni a vivere la vita di tutti i giorni, iniziano nuovamente a lavorare rispettando quelle che sono le condizioni di sicurezza. Mi auguro si possa riprendere al più presto”.

Da spettatore, saresti allettato di vedere la Champions League disputata in agosto?

“Sì, deve continuare ad essere lo spettacolo che è stata negli ultimi anni. E da spettatore mi piacerebbe l’idea che si giochi durante il mese d’agosto”.

Come stavi giudicando la Juventus? Ti stava convincendo fin qui?

“Ho seguito la Juve, si è comportata bene fino a prima dell’interruzione. Non era semplice passare da Allegri a Sarri, che concepiscono il calcio in maniera differente. Sarri ha cambiato diverse volte modulo e giocatori per trovare la quadra, è normale quando arrivi in un club nuovo. E’ cresciuta molto la Lazio, l’Inter può ancora riavvicinarsi ma credo che i bianconeri vinceranno nuovamente in campionato. E sono convinto che andranno avanti nuovamente anche in Champions League”.

Un pensiero su Merih Demiral, lo conosci bene in quanto lo hai fatto esordire con la Turchia.

“Demiral è un buon giocatore, è un peccato che si sia infortunato ma è ancora molto giovane. Merih è un ottimo professionista, l’augurio è che torni più forte di prima. Solo un giocatore di talento riesce a compiere il grande salto dallo Sporting Lisbona alla Juventus nel giro di un paio d’anni, ovunque è andato ha sempre fatto molto bene e questo significa che potrà avere un grande futuro. Sarà il degno erede di Chiellini”.

Se dovesse arrivare una grande offerta per Demiral, la Juve farebbe bene a cederlo?

“Se tante squadre lo vogliono, significa che tutti riconoscono le sue grandi qualità. E investirebbero per il suo futuro, non per quello che sta facendo oggi. Con molta onestà non conosco quali sono i piani della dirigenza su di lui, sicuramente se la società dovesse aver bisogno di soldi farebbe bene a cederlo. Tra l’altro, in questo momento, non mi sembra possa essere il titolare della Juve. Lo potrei vedere bene in Premier, è un campionato che si adatterebbe molto alle sue caratteristiche”.

Consiglieresti a Willian la Juventus?

“Assolutamente sì, sarei molto contento se Willian dovesse scegliere la Juventus. Sarebbe eccezionale vederlo vestire quella maglia, è da tanti anni al Chelsea e forse sarebbe ora di cambiare. Il club londinese si innamorò delle sue prestazioni quando ci affrontò in Champions. Ma tornando alla domanda, sarei contento esattamente come lo sono stato per Douglas Costa. Spero possa rimanere alla Juve”.

Ci puoi svelare un retroscena? E’ vero che nel gennaio 2013 volevi Buffon allo Shakthar?

“Posso confermare questo retroscena, sono venuto in Italia a parlare con il suo procuratore. In quel momento avevamo un grande problema con il nostro portiere titolare, così avevamo pensato a Buffon perché credevamo potesse essere il giocatore giusto per noi. Non avevamo paura di niente e di nessuno, giocavamo alla pari contro le big europee. L’ho sempre stimato, purtroppo non siamo riusciti ad acquistarlo perché lui voleva continuare ad inseguire il sogno europeo con la Juventus. E ora a distanza di sette anni è ancora lì sul pezzo, per me può giocare fino a 45 anni”.

 

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Gravina:” Fermarsi? Un disastro. Vincerà chi farà più punti”

Gabriele Gravina, presidente della Figc, ha parlato alla trasmissione Che tempo che fa su Rai 2 in merito all’attuale situazione del calcio italiano, la cui ripresa era stata pronosticata per giugno. Gravina precisa di voler lasciare al Governo la responsabilità di un eventuale stop ai campionati: “Fermarsi oggi sarebbe un disastro. Se il calcio non ripartisse, ci sarebbe un pesante impatto negativo sul settore ma anche sul Paese, visto che movimentiamo circa 5 miliardi. Chi vincerà il campionato? La squadra che farà più punti perché sono convinto che continueremo a dare gioia e speranza agli italiani. Io non ho mai preso in considerazione l’idea di fermarci, non posso prendermi questa responsabilità: non posso essere il becchino del calcio italiano“, ha aggiunto, sottolineando che per quanto riguarda i rischi sanitari “è stato preparato un protocollo, che andrà validato, che garantisce la negatività di un gruppo chiuso, non vedo quindi questo tipo di preoccupazione”.

“Ci sono due correnti di pensiero: quella per la quale si dovrebbe chiudere tutta l’attività collegata al mondo dello sport e c’è una corrente che porto avanti che è quella di continuare“. Gravina ricorda di aver parlato di giugno: “Spero che l’Italia nel mese di giugno possa avere la possibilità di vivere un momento di sollievo diverso a quello che stiamo vivendo in questo momento”.

Proprio nel processo di ritorno in campo, sabato la commissione medica della Federcalcio ha consegnato il protocollo per la ripresa ai ministri dello Sport e della Salute, in attesa di un loro via libera per programmare il “restart” del campionato.

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Ceferin:” Difficile terminare la stagione entro il 2020″

In un intervista al Corriere della Sera, il presidente Aleksander Ceferin si è espresso sulla possibile ripresa di campionati e coppe europei dopo la fase 1 dell’emergenza Coronavirus. Ecco le sue parole.

Sulla ripresa e sul termine della stagione
“La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite. In tempi così duri si porterebbe alla gente felicità e un certo senso di normalità anche se le partite saranno solo in tv. È presto per dire che non possiamo completare la stagione. L’impatto sarebbe terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare. Precedenza ai campionati e poi le coppe? Potrebbero disputarsi in parallelo. Non c’è una data limite per le finali di coppa.Le Nazionali? A settembre. Non c’è una deadline specifica per il termine della stagione. Stiamo esplorando una varietà di opzioni per vedere quando potrebbero finire le competizioni, sempre in base alle date per ripartire. Terminare la stagione anche tra settembre e ottobre o entro il 2020? Lo vedo abbastanza difficile, avrebbe un impatto pesante sul calendario della stagione 2020-21. Se i campionati saranno completati, le conseguenze finanziare saranno limitate. La Uefa invece perderà tanti soldi per aver posticipato Euro 2020“.

Sulla ripresa degli allenamenti
“Tutte le attività si stanno organizzando per ricominciare, tutti hanno bisogno di ritrovare le loro vite. Se le misure di sicurezza verranno rispettate e se le autorità daranno luce verde, gli allenamenti potrebbero riprendere come il resto. Per le gare servirà un ulteriore consenso. Le autorità permetteranno di ricominciare solo se tali misure verranno adottate in modo efficiente e senza recare danno alla popolazione“.

Sul fatto di giocare a porte chiuse
“All’inizio sì, ma è meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno. Le misure saranno per un periodo limitato, nel tempo si tornerà alla normalità. Vedremo ancora stadi pieni, ne sono certo“.

Sull’armonizzazione dei calendari in Europa
“L’armonizzazione totale è difficile a causa delle diverse condizioni climatiche. In alcuni Paesi non si può giocare per diversi mesi in inverno”.

Sull’esclusione del Belgio dalle coppe
“Decisioni del genere non vanne prese da soli. Il calcio è interconnesso, abbiamo visto quanto è importante che Uefa e leghe lavorino in buona cooperazione. Il Comitato esecutivo prenderà in esame i casi“.

Sul Fair Play finanziario
“Abbiamo già sospeso alcune condizioni, ma non rottameremo il fair play finanziario. Ha portato tanti benefici, però deve essere un aiuto, non un ostacolo: saremo flessibili. Se il Manchester City resterà davvero fuori dalle coppe due anni? Il caso è stato trattato da un organo indipendente e ora è al Tas. Non sarebbe appropriato fare commenti“.

Sul prolungamento dei prestiti e la durata della sessione di calciomercato

“Dobbiamo dare maggiore flessibilità a club e giocatori. Mi sembra che estendere la finestra per il calciomercato sia una buona opzione“.

Sull’utilizzo della Var
“La Var va utilizzata solo in caso di errori chiari ed evidenti. È un sostegno tecnologico importante, ma non può garantire che un fuorigioco per un’unghia del piede sia certezza assoluta. Anche l’autovelox ha un piccolo margine di tolleranza quando ti scopre oltre il limite di velocità“.

Sull’inserimento di un’altra competizione Uefa

“Se siamo d’accordo che il calcio abbia raggiunto il livello di saturazione, la mia risposta è che non abbiamo bisogno di altre competizioni“.

Sul ruolo dell’Italia in questa situazione
“Michele Uva e Andrea Agnelli siedono con me nel Comitato Esecutivo Uefa, Evelina Christillin nel Consiglio Fifa. Ci sono tanti italiani con ruoli importanti alla Uefa: Giorgio Marchetti vice segretario generale, Andrea Traverso alla sostenibilità finanziaria, Angelo Rigopoulos per disciplina e integrità, Roberto Rosetti capo del settore arbitri. È naturale che un Paese fondamentale per il calcio abbia un ruolo importante. E non dimentico Gabriele Gravina: lavora con grande lealtà verso la Uefa“.

 

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Acerbi: “vogliamo giocare, ma in massima sicurezza”

Acerbi: “vogliamo giocare, ma in massima sicurezza”

Francesco Acerbi, leader difensivo della Lazio di Simone Inzaghi, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio anch’io Sport (Rai Radio 1). Il difensore biancoceleste ha parlato della possibilità di riprendere allenamenti e competizioni, parlando brevemente anche della sua Lazio.

“Non credo che si possa tornare in campo senza contatti fisici, altrimenti non sarebbe calcio. Va bene giocare senza spettatori, vanno bene tutti i controlli. Ma senza contatti, senza contrasti, non è possibile. A queste condizioni non ci penso nemmeno a ricominciare“.

Acerbi è parso scettico anche sull’ipotesi di svolgere il torneo nell’anno solare: “Sono supposizioni, secondo me è un po’ difficile. C’è l’Europeo. Io spero che questa epidemia finisca prima possibile, per poi ripartire normalmente l’anno prossimo, magari non ad agosto ma a fine settembre, giocando a Natale. Però io rispetterei la tradizione. Non sfalserei troppo le date di inizio e fine”.

Bocciata da Acerbi, consigliere dell’Assocalciatori, la possibilità di disputare le partite che mancano rispettando un rigido isolamento, con un ritiro di un paio di mesi: “Non credo sia possibile un ritiro di due-tre mesi. Non penso di correre rischi muovendomi tra casa ed il luogo di allenamento se prendo tutte le precauzioni, indossando mascherina, guanti e quant’altro. L’augurio di tutti è ripartire, ma il problema è che non si rema tutti dalla stessa parte. Noi vogliamo giocare, ma con la massima sicurezza”.

Infine una battuta sulla sua squadra: “La Lazio è assolutamente da scudetto, ha vinto tante partite ed anche nei momenti di difficoltà non si è mai disunita. Se il campionato riparte penso che la mentalità resterà la stessa fino alla fine”.

 

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Europa League, possibile ripresa il 2-3 agosto

Europa League, ecco le date: ripresa ad agosto

Molto complessa la ripresa e il termine dell’edizione corrente dell’Europa League secondo la UEFA, che però in questi giorni presenterà le possibili date per concludere la coppa a Federazioni e Leghe europee. Le prime due partite che dovrebbero essere giocate sono quelle degli ottavi di finale di Roma e Inter contro Siviglia e Getafe, uniche due gare di andata a non essere state disputate a marzo. Il recupero è previsto per il 2-3 agosto, mentre il ritorno, con tutte le altre gare in programma, dovrebbe avvenire il 6. La fase finale poi sarà alternata con la Champions: quarti di andata il 10 e il ritorno il 13; semifinali di andata il 17 e di ritorno il 20 finalissima a Danzica prevista per il 27 agosto. Il primo turno della prossima edizione sarebbe previsto con inizio fissato il 22 ottobre. A riportarlo è Tuttosport. Si va verso una probabile disputa a porte chiuse: appare infatti poco probabile che le autorità sanitarie diano l’ok per far affluire i tifosi negli stadi.

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Quale futuro per la Serie C? Galliani: “decide la FIGC”

Quale futuro per la Serie C?

È scontro su tutti i fronti. Balata (Serie B), Ghirelli (Serie C) e Sibilia (LND) non si sono trattenuti e nella giornata di ieri si sono scontrati duramente sul futuro delle rispettive leghe delle quali sono a capo. Tutto nasce dalla decisione del presidente della Serie C Ghirelli di terminare qui il campionato 2019/2020 di Serie C, promuovere direttamente in B le prime in classifica dei tre gironi (Monza, Reggina e Vicenza), sorteggiarne una quarta da promuovere senza tener conto dei punti e bloccare le retrocessioni in D. Questa decisione, inutile dirlo, ha destato l’ira di numerosi club che lottano per recuperare punti alle prime (fra tutti il Bari di De Laurentiis), del presidente della LND Cosimo Sibilia e del presidente della Serie B Mauro Balata.

Mauro Balata ha risposto così alle proposte di Francesco Ghirelli, con un comunicato apparso sul sito della Lega Serie B: “Le proposte avanzate dalla Lega Pro appaiono totalmente non condivisibili e irricevibili. Ci si riferisce sia alla scelta di interrompere la disputa del campionato in modo unilaterale, in un momento in cui il calcio italiano sta tentando la ripresa, sia ai meccanismi di passaggio di categoria, dove l’idea di procedere a un sorteggio per individuare la quarta società da promuovere in Serie B appare alquanto fantasiosa oltre che sconosciuta nel nostro sistema professionistico, e dunque una prospettiva che non può essere contemplata neppure in astratto. Senza alcun intento polemico, si ritiene in ogni caso necessario l’autorevole e urgente intervento del Presidente Federale, vista anche la preannunciata celebrazione delle seduta assembleare della Lega Pro del 4 maggio, affinché venga tutelato e affermato il valore delle regole e preservate le ragioni di tutte le componenti, riconducendo il tema nella sede federale deputata”.

Anche Cosimo Sibilia ha risposto con un comunicato apparso sul sito della LND: “Questa proposta peraltro, non è stata concordata né preventivamente illustrata dal presidente della stessa Lega Pro alle altre componenti federali direttamente interessate. Ovviamente ogni modifica regolamentare sulla specifica materia deve essere valutata dal Consiglio Federale della FIGC e, sul punto, la LND intende sin da ora chiarire che nessuna soluzione penalizzante per le Società che militano nel Campionato di serie D e, di riflesso, nei Campionati di Eccellenza potrà essere approvata e trovare l’adesione dei Dilettanti. Risulta evidente, in ogni caso, che proprio in momenti di particolare difficoltà, come quelli che stiamo vivendo, sarebbe necessaria una condivisione di sistema e un preventivo confronto nella sede più idonea, che resta la FIGC e il suo organo direttivo. Stupisce, inoltre, che nel mentre si evidenzia una situazione di crisi che attraversa il mondo professionistico, si propongano soluzioni che non solo non tengono conto dell’attuale format ma che, in contraddizione con l’accertata problematica della sostenibilità di un numero elevato di società della sfera professionistica, soprattutto in Serie C, addirittura ne preveda un aumento. La LND é certa che il Presidente Federale Gravina, che anche pubblicamente ha sottolineato l’esigenza di agire unitariamente per il bene del calcio italiano, sia di vertice che di base, saprà evitare fughe in avanti da parte di singole componenti”.

Galliani: “decide la FIGC”

Adriano Galliani, AD del Monza, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Giornale proprio sul futuro della Serie C e non solo: “Finire i campionati è infinitamente meglio che non giocare più, la prima data utile sembra quella di giugno ma se così non fosse dovremmo spostare le lancette più in là. Si potrebbe terminare con calma la stagione 2019-20, anche oltre settembre, e ripartire nel 2021 con la nuova stagione. La soluzione potrebbe essere quella di dividere la Serie A in due gironi da dieci squadre con le prime otto o le prime quattro che si sfidano ai play off per lo scudetto, facendo durare la stagione solo cinque mesi. Nel 2022 ci saranno i Mondiali in Qatar da novembre a dicembre, possiamo allinearci tornando poi al classico svolgimento della stagione tra agosto e maggio. Da quello che so e leggo, i campionati europei finiranno in periodi diversi da loro. Quindi si potrebbe trasformare la data del 30 giugno nella frase ‘fino ai termine del campionato’. Ovviamente andrà chiuso il mercato fino alla conclusione dei tornei in modo che chi non accettasse la nuova clausola, non possa accasarsi in un’altra squadra a campionato ancora in corso. Quello di Serie C è un campionato senza risorse che vive grazie al mecenatismo di 60 eroi che investono 120 milioni l’anno nel settore. Chissà quanti resisteranno alla tempesta economica prodotta dal virus”.

 

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Roma, è ufficiale: ecco il comunicato sulla rinuncia agli stipendi

UFFICIALE:  i giocatori della Roma e la dirigenza hanno trovato un accordo per la riduzione degli stipendi

AS Roma

✔@OfficialASRoma

I calciatori dell’, Paulo Fonseca e il suo staff hanno scelto spontaneamente di fare a meno di quattro mesi di retribuzione nell’attuale stagione sportiva per aiutare la Società a superare la crisi economica che ha colpito il mondo del calcio dopo l’epidemia da COVID-19.

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I calciatori e lo staff hanno rinunciato a 4 mesi di stipendio per far fronte alla pandemia di COVID-19 che ha colpito il paese e il settore calcio. La Roma è la terza squadra in Serie A dopo Juventus e Parma ad adottare questa misura.


IL COMUNICATO

“Guido Fienga ringrazia i giocatori dell’AS Roma, l’allenatore e il suo staff in seguito alla rinuncia dei rispettivi stipendi per il resto della stagione, (…) per aiutare la Società a superare la crisi economica che ha colpito il mondo del calcio dopo l’epidemia da COVID-19. Gli atleti giallorossi, il tecnico e il suo staff hanno anche concordato di pagare collettivamente la differenza economica per garantire che ogni dipendente interessato dagli ammortizzatori sociali messi a disposizione dal Governo continui a percepire il proprio stipendio netto (…).  Con la Serie A ferma da quasi due mesi i calciatori e il tecnico giallorossi hanno quindi contattato i quadri dirigenziali societari offrendo una rinuncia ai propri stipendi per la stagione in corso relativamente alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno. Se il campionato dovesse riprendere ed essere completato, l’azienda, i giocatori e l’allenatore con il suo staff hanno inoltre definito un piano di incentivi che dovranno essere pagati a seconda del raggiungimento di determinati obiettivi sportivi. Nelle prossime settimane, saranno perfezionati gli accordi individuali con i calciatori, il tecnico e i suoi collaboratori come richiesto dalle normative vigenti. In una lettera indirizzata al CEO Guido Fienga, gli atleti giallorossi hanno dichiarato: “Scriviamo per esprimere il nostro sostegno alla Società per tutto quello che sta facendo in questo periodo al fine di superare le difficoltà create dall’emergenza Covid-19. “Noi giocatori siamo pronti a riprendere a giocare appena sarà possibile dando il massimo per raggiungere i nostri obiettivi, ma ci rendiamo anche conto che tutto ciò non basterà a far fronte alle conseguenze economiche dell’emergenza in corso. Con la speranza di fare qualcosa che aiuti la Società a far ripartire al meglio il progetto Roma che tutti condividiamo, abbiamo deciso di fare questa proposta finanziaria”. “Confermiamo inoltre tutto il nostro supporto alle iniziative della Roma e di Roma Cares per aiutare chi si trova in difficoltà a causa del virus. Forza Roma!”. Anche il management del Club rinuncerà a una parte del salario in questo periodo per aiutare l’azienda“.

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