Il caso Gonzalo Higuain

Allarme rientri in casa Juve

Se da una parte c’è la soddisfazione generale per esser finalmente arrivati ad un accordo tra i venti club di Serie A per la ripresa della stagione, dall’altra parte c’è preoccupazione tra i dirigenti bianconeri per la piega che sta prendendo la situazione rientri negati per il Coronavirus. Come si legge su Il Corriere dello Sport, i voli verso l’Italia sono pochissimi e non partono certo da ogni zona del mondo, questo complica e non poco i piani della società Juventus che, qualora si tornasse a svolgere gli allenamenti ai primi di maggio, non avrebbe a disposizione alcuni dei suoi calciatori. Domenica è rientrato alla base Miralem Pjanic, mentre al momento sono ancora impossibilitati al rientro i vari Cristiano Ronaldo, Sami Khedira, Douglas Costa, Alex Sandro, Danilo e Wojciech Szczęsny, discorso diverso invece per Paulo Dybala, che è ancora convalescente dopo aver contratto il Coronavirus, e per Gonzalo Higuain, che invece rappresenta un vero e proprio punto interrogativo. Per via di queste numerose assenze, la Juventus vorrebbe posticipare la ripresa generale degli allenamenti ma i club ora sono tutti d’accordo per l’immediata ripresa, ok del Governo e del ministro Spadafora permettendo.

Il caso Gonzalo Higuain

Sulla vicenda riguardante Gonzalo Higuain si fanno molte ipotesi: ha paura di tornare, vuole il rinnovo di contratto, si è adagiato sapendo di non essere più indispensabile, vuole la cessione… quale sia la verità non si sa, ciò che è verto è che la Juventus non è affatto contenta del contrordine deciso autonomamente dal centravanti argentino che ha di fatto voltato le spalle alla società bianconera. Gonzalo Higuain non vuole tornare, questo è chiaro, e sembra che la cosa dipenda dalla paura del Pipita verso il virus e dalle delicate situazioni famigliari che ha in patria. Sembra, ad alcuni, mentre altre voci sostengono che sia per via della fiducia che il club bianconero ormai non ha verso il centravanti argentino, che quindi a fine stagione finirà sul mercato e allora perché tornare da chi ti scarica. Si pensa anche che il tutto sia una strategia del fratello procuratore Nicholas, che vuole per Gonzalo Higuain un nuovo contratto ma che la società bianconera non è affatto intenzionata a concedergli al momento. Ciò che è certo è che Gonzalo Higuain un contratto in essere con la Juventus ce l’ha, e anche ricco, da 7.5 milioni di euro all’anno fino al 2021 per la precisione, e pertanto un dipendente non può voltare le spalle all’azienda che lo paga profusamente quando questa comanda un qualcosa.

 

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Comunicato ufficiale della Serie A: la stagione verrà conclusa

Comunicato ufficiale della Serie A: la stagione verrà conclusa

La Serie A riparte! Ora c’è l’intesa tra i venti club del massimo campionato italiano ed i vertici della Lega calcio: la stagione 2019/2020 riprenderà e verrà portata a termine. Questo è quanto emerso dall’assemblea di Lega della Serie A, ovviamente bisogna attendere ancora il parere, e l’eventuale via libera, del Governo e del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ma i venti club di Serie A ora sono tutti concordi nel ricominciare. Nei prossimi giorni i vertici del calcio italiano incontreranno il ministro Spadafora per vagliare la possibilità di ricominciare.

Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale apparso sul sito della Serie A al termine dell’assemblea odierna:

“L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita questa mattina e ha confermato, con voto unanime di tutte le venti Società collegate in video conferenza, l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, come già evidenziato in passato, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonchè in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori”.

 

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Coronavirus, Arsenal: Ozil e le sue braccia corte. No a riduzione stipendio

Coronavirus, Arsenal: Ozil e le sue braccia corte. No a riduzione stipendio

Il taglio degli stipendi dei giocatori è uno dei temi più affrontati dall’inizio della sospensione dei vari campionati a causa dell’emergenza Coronavirus. Molti giocatori hanno accettato le decurtazioni o le sospensioni dei propri stipendi per non andare a gravare ulteriormente sui club proprietari dei loro cartellini in questo momento di crisi. In Serie A quasi tutti i tesserati si sono resi disponibili, anche per dar modo alle società di pagare gli stipendi nella loro interezza a tutti i dipendenti che non siano i giocatori. Nessun giocatore della massima serie si è rivoltato a questa proposta. Caso differente, invece, in Premier League. Con una nota sul proprio sito ufficiale l’Arsenal ha annunciato nella giornata di lunedì l’accordo volontario con i giocatori della prima squadra, il capo allenatore e il personale di base, che per aiutare il club a sostenere questo momento critico derivante dalla crisi per il coronavirus hanno accettato una riduzione dello stipendio del 12,5% per un anno (fino a marzo 2021), un importo da rimborsare nel caso in cui i “Gunners” si qualificassero per la Champions sia in questa stagione che nella prossima.

C’è però chi non ha accettato le direttive del club. Parliamo del tedesco Mesut Ozil. L’ex numero 10 del Real Madrid, che è il giocatore dallo stipendio più alto di tutto il club, 350mila sterline alla settimana, circa 20 milioni di euro l’anno, insieme ad altri 2 giocatori di cui non si conoscono ancora le generalità, ha rifiutato la proposta del club, motivandola così: “Non raccomanderei di accettare un taglio oggi perché non so se domani il campionato riprenderà e se i club avranno i soldi dalle televisioni. Il reale impatto finanziario sui club si vedrà tra tre o sei mesi, non oggi. Differire i pagamenti è un’opzione ma non concordare un taglio oggi quando i club potrebbero ancora ottenere lo stesso profitto dell’anno scorso. Quando i politici dicono ai giocatori di fare la loro parte è solo un modo per distrarre le persone perché non sanno nemmeno proteggere il personale del Sistema Sanitario Nazionale. Facile puntare a questi ‘avidi’ calciatori di Premier League, senza sapere che molti di essi fanno beneficienza”.

Questo invece quanto detto dal suo procuratore: “Ho raccomandato io a Mezut di non aderire all’accordo – le parole del procuratore – perché non siamo a conoscenza di cosa accadrà in futuro. Se la Premier League ripartirà e se il club incasserà i diritti televisivi”.

Sicuramente un gesto che verrà ricordato, in negativo, soprattutto da tutti i tifosi dei Gunners.

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Coronavirus, ecco perché la Serie A rischia di non riprendere

Coronavirus, ecco perché la Serie A rischia di non riprendere

Sono giorni decisivi per il calcio che sta provando a ripartire per tornare, in un certo senso, alla normalità; tante le idee per terminare la stagione calcistica. Il primo campionato che dovrebbe riprendere è la Bundesliga il prossimo nove maggio? E la Serie A? Nei giorni scorsi si vociferava di far tornare in campo le squadre del massimo torneo calcistico italiano nell’ultimo weekend di maggio. Una speranza per tutti i tifosi che, nonostante non si possa andare allo stadio, vogliono rivedere la loro squadra del cuore e tornare a lottare con i proprio beniamini. Questa ipotesi, però, sembra difficilmente realizzabile; il Governo, infatti, ha deciso che gli allenamenti potranno essere svolti solo a livello individuale (massimo in due rispettando la distanza di sicurezza) e non di squadra. Il problema principale sta nel divieto di utilizzare il pallone, probabilmente fino al termine di maggio, perché considerato un possibile mezzo di contagio quando, ad esempio, si va a colpire la sfera di testa. Un problema non da poco: come si può pensare di tornare in campo se non ci si può allenare con lo strumento principale del calcio, il pallone? Un’altra domanda che l’emergenza coronavirus pone alle società calcistiche e soprattutto a chi è chiamato a prendere una decisione in merito. Se la Bundesliga sembra pronta a tornare in campo, la Serie A compie un sensibile passo indietro verso il ritorno alla normalità. Ma in Germania non si gioca ugualmente con il pallone? Non ci sono gli stessi rischi di contagio? La risposta ad entrambe le domande è abbastanza semplice: sì. Ma allora, quello che si fatica a capire, è perché loro avrebbero deciso di tornare in campo mentre in Italia ci sono più dubbi che certezze.

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Coronavirus, contratti e prestiti in scadenza al 30 Giugno. Che succederà?

Coronavirus, contratti e prestiti in scadenza al 30 Giugno. Che succederà?

Coronavirus – Sono parecchie le questioni che devono essere risolte prima della (sempre più probabile) ripresa del campionato come quella legata soprattuto alla scadenza dei contratti e prestiti di molti giocatori della Serie A. Molti infatti sono in scadenza 30 Giugno 2020. Cosa succede, quindi, se il campionato dovesse allungarsi fino a Luglio o addirittura fino ad Agosto? Ibrahimovic, Mertens, Callejon solo per citarne alcuni. Vanno valutati anche i casi di altri giocatori come i prestiti di Icardi dall’Inter al PSG, Nainggolan dall’Inter al Cagliari o Smalling dal Manchester United alla Roma. O ad esempio di giocatori che già hanno firmato un contratto con la nuova squadra come Petagna che passerà dalla SPAL al Napoli. I giocatori appena citati, ma ce ne sono molti altri, il 30 giugno vedranno cambiare le loro attuali condizioni contrattuali: chi per scadenza e mancato rinnovo, chi per termine di un prestito e mancato riscatto, chi per acquisizione da parte di altri club a partire da quella data. Il tema sarà dibattuto anche Lunedì in Lega Serie A per confermare le indicazioni date dagli organi internazionali che regolano il calcio.

 A tal proposito è intervenuta la Fifa che ha dichiarato testualmente: “I contratti dei giocatori in scadenza terminano di solito nella data di conclusione della stagione. La proposta è dunque di prorogare i contratti fino a quando la stagione non terminerà effettivamente, in linea con l’intenzione originaria delle parti al momento della firma del contratto, anche per preservare l’integrità e la stabilità sportiva. Un principio analogo si applica ai contratti che decorreranno dall’inizio della nuova stagione: l’entrata in vigore di tali contratti è ritardata fino a quando inizierà effettivamente la stagione successiva”.

I giocatori di Serie A in scadenza al 30 giugno (Transfermarkt)

Squadra Giocatori in scadenza al 30/06
SPAL 7
Bologna 5
Cagliari 5
Genoa 4
Inter 4
Lazio 4
Lecce 3
Milan 3
Sampdoria 3
Verona 3
Fiorentina 2
Juventus 2
Napoli 2
Sassuolo 2
Torino 2
Udinese 2
Atalanta 1
Brescia 1
Parma 0
Roma 0

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Coronavirus, Nicchi: “Gli arbitri sono pronti a ripartire”

Coronavirus, Nicchi: “Gli arbitri sono pronti a ripartire”.

Ormai la ripartenza del campionato comincia ad essere sempre più realtà, o almeno tutti gli organi cominciano a seguire la linea della ripresa estiva per concludere la stagione 2019/2020.

Oltre alle squadre di club, sono pronti a rimettere piede in campo anche gli arbitri. Nei giorni scorsi si era posto il problema sicurezza per le terne e soprattutto per gli addetti al Var, per i quali le condizioni lavorative non permetterebbero di osservare completamente le indicazioni anti-contagio da Coronavirus. Il Presidente dell’AIA, Marcello Nicchi, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ha rivelato come l’organo arbitrale sia pronto a ripartire: “Si siamo pronti a ripartire e lo dico con orgoglio. Non possiamo comportarci come una squadra di club e portare in ritiro un mese arbitri che vengono da tutta Italia. Ma visto che si sono allenati basterà un primo ciclo di 7-10 giorni per riprendere la forma ottimale. Poi a ridosso delle competizioni ci sarà un altro mini ritiro. Con test, controlli e tamponi” 

Pronto anche il VAR, con delle accortezze particolari: “a società che si occupa di tutta la tecnologia ci ha assicurato che le stanze con le apparecchiature negli stadi saranno sanificate e si manterranno le distanze di sicurezza. Forse diminuirà il numero di persone: oggi sono sei, potrebbero essere meno, ma il VAR ci sarà”.

Rivoluzione particolare anche sulle designazioni, che potrebbero infrangere il regolamento sulla provenienza regionale: “È nostra intenzione scegliere gli arbitri più in forma per le partite più importanti senza vincoli geografici. Però partiamo da due presupposti: il primo è tutti i nostri arbitri offrono garanzie; il secondo è che arbitri e assistenti non viaggiano su pullman o charter come le squadre. Lo fanno per conto proprio con macchina, treno o aereo. Se possiamo permettere a un arbitro di raggiungere la partita di competenza senza attraversare mezza Italia non è meglio? Speriamo non ci sia bisogno di queste attenzioni, ma se ce ne fosse è giusto salvaguardare la salute. O vogliamo affermare che un arbitro professionista, se la pandemia lo rendesse necessario, non potrebbe arbitrare la squadra della propria città? Io questo lo rifiuto”

Parole dirette ed importanti, a sostegno delle previsioni che vengono fatte sulla ripartenza della Serie A: “Sono state ipotizzate delle date – ha aggiunto –, il 4 maggio per la ripresa degli allenamenti e fine maggio per le partite: abbiamo davanti 40 giorni, si comincia a intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel e io mi auguro che sia possibile riprendere, non solo per il calcio ma per l’intero Paese. Se aspettiamo che i contagi arrivino a zero in tutto il Paese potremmo non ripartire mai. Un piccolo margine di rischio calcolato ci sarà, ma dovremo essere bravi a renderlo minimo attraverso scelte di buon senso”.

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Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus, ecco i club contrari alla ripresa della Serie A

Coronavirus – Il quotidiano ‘La Repubblica‘ pone l’accento sulla ripresa degli allenamenti prima e della conseguente ripresa del campionato poi. Come tutti ben saprete il 4 Maggio comincerà la famosa fase 2 e fino a quel momento continuano le discussione su come, quando e perché debba riprendere la Serie A. Al momento sono 7 le squadre che sono contrarie alla ripresa del campionato( (Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina) e che hanno sollevato parecchie rimostranze alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A. Oltre a questo c’è da valutare anche un’altra questione, quella sui contratti in scadenza il 30 giugno e sui prestiti con diritto o obbligo di riscatto.  Quello che al momento sappiamo è che il Governo, nella giornata di domani, dovrà rendere note direttive e linee guida.
Tra le 7 squadre citate ce ne sono 2 che di riprendere proprio non hanno intenzione, concetto già esposto a più riprese: sono il Torino e il Brescia, nelle figure dei rispettivi presidenti Urbano Cairo e Massimo Cellino i quali si sono esposti in prima persona per ribadire la loro assoluta contrarietà alla ripresa della Serie A.

Ci sono altri 2 club di Serie A, invece, che sono voluti intervenire ufficialmente per smentire alcune voci che le volevano nel gruppo delle contrarie alla ripresa del campionato. Parma e Fiorentina, attraverso i loro canali, hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni.

“Parma Calcio 1913, in riferimento ad erronee ed imprecise indiscrezioni di stampa, è costretto a ribadire in modo inequivoco la posizione assunta sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Ossia la piena disponibilità alla ripresa della stagione calcistica, qualora le condizioni sanitarie del Paese lo permettessero e – di conseguenza – le decisioni delle autorità competenti la definissero”, ha chiarito il Parma.

“La Fiorentina smentisce categoricamente di essersi dichiarata contraria alla ripresa del campionato. La Fiorentina ha sempre dichiarato di essere totalmente disponibile alle decisioni che la Lega e il Governo prenderanno”, si legge in una nota del club viola.

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Coronavirus, il calcio riparte: riprende la Bundesliga

Coronavirus, il calcio riparte: riprende la Bundesliga

L’ultima turno di Bundesliga è stato l’otto marzo scorso quando si è disputata la venticinquesima giornata; da quel momento (escluso il recupero tra Gladbach e Colonia giocata l’undici marzo a porte chiuse) il pallone ha smesso di rotolare sui campi del massimo campionato tedesco. Il motivo? L’emergenza coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. Un problema sanitario che ha cambiato abitudini e stili di vita e, ovviamente, il calcio non ha fatto eccezione. In questi giorni, però, si è cercato di trovare delle soluzioni per chiudere la stagione calcistica considerando le gravi conseguenze economiche qualora si dovesse fermare tutto per l’anno in corso. La soluzione, almeno per la Bundesliga, sembra essere stata trovato; il massimo campionato tedesco, infatti, ha deciso la data per ripartire e concludere il campionato. Si tratta del nove maggio con le gare a porte chiuse; a tal proposito a parlato Fritz Keller. Ecco le parole del presidente della Federazione calcistica tedesca: “La ripresa non avverrà a danno del sistema sanitario. Il calcio è un importante settore economico e i calciatore vogliono praticare il loro mestiere”. Una data, quella del nove maggio, che dovrebbe essere annunciata al termine del prossimo vertice Stato-Regioni che si terrà il trenta aprile. Il calcio è pronto a ripartire con la Bundesliga; un primo passo verso il ritorno alla normalità.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




RadioQuiz24 – Quanto ne sai sulla Juventus?

RadioQuizz24 - Quanto ne sai sulla Juventus

La squadra ad aver vinto più titoli in Serie A e capace di dominare in Italia da otto anni è la Juventus; ma tu, tifoso bianconero, sei sicuro di conoscere tutto riguardo la tua squadra del cuore? Dimostralo rispondendo correttamente a queste dieci domande. Al termine del quiz capirai se sei un tifoso fedele o un De Ceglie qualunque.

Pronti? Cominciamo





Tutti pazzi per Immobile, Lazio svegliati!

Tutti pazzi per Immobile, Lazio svegliati!

Il CT Mancini, Luca Toni, Fabio Cannavaro e persino Francesco Totti, sono tutti d’accordo sul quanto sia diventato formidabile Ciro Immobile. Luca Toni: “È fortissimo. è l’unico italiano che segna così tanto”, Francesco Totti: “Immobile è un gran giocatore e sta vivendo una di quelle annate in cui ogni palla che tocca fa gol”, Fabio Cannavaro: “E’ il mio preferito, il miglior bomber del campionato”, così i tre campioni del mondo del 2006 si sono espressi circa Ciro Immobile su una diretta Instagram. Come si legge su Cittaceleste, la Lazio sta pensando ad un adeguamento di contratto per Ciro Immobile, così da blindarlo a Formello e respingere l’interesse di molte società che si stanno facendo sotto per l’attaccante.

Così l’agente di Ciro Immobile, Marco Sommella, si è espresso giorni fa sulla questione mercato intorno al suo assistito: “Ciro non ha nessun rimpianto, sta bene a Roma e ha un lungo contratto. Per farlo muovere serve una squadra che bussi alla sua porta e a quella di Lotito. Il presidente sinora ha sempre fatto muro e il tempo lo ha ripagato. Adesso deve solo pensare a battere il record di Higuain. In quel caso regalerebbe pure due Rolex a ogni compagno, non solo a Luis Alberto”. 

Su Cittaceleste viene riportato che Lotito ha detto no a offerte da 60-70 milioni nelle ultime sessioni di mercato. Gli ha pure adeguato il contratto, ma adesso rischia di diventare necessario un ulteriore ritocco. Ancelotti lo aveva richiesto a De Laurentiis al Napoli e non lo ha dimenticato. All’Everton è pronto a fare sul serio: può offrire tanti soldi e mettere Kean sul piatto. La Lazio non ha alcuna intenzione di cedere, ma l’impressione è che si dovrà poi di nuovo sedere con l’attaccante a un tavolo. Perché dall’Inghilterra gli offrono addirittura 8 milioni a stagione pur di averlo, e Ciro Immobile con i gol e la Champions ha già raggiunto tutti i bonus possibili che portano a 3,8 milioni il suo stipendio alla Lazio. La punta però si dovrà confrontare con il suo entourage a giugno per parlare del futuro.

 

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