Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Francesco Acerbi, intervistato ai microfoni di “Lazio style Radio“, radio ufficiale del club, ha evidenziato il suo punto di vista sulla ripartenza della Serie A e sulle nuove regole in vista della ripresa del campionato:

“Non sarà calcio balilla, quindi è impensabile non poter marcare stretto l’avversario. Giusto che si disputino partite vere come in Germania, sempre però attenendosi alle regole. Senza spettatori il calcio è un po’ triste ma nelle partite di Bundesliga ho visto un buon ritmo. Era solo la prima giornata, nelle gare successive aumenterà l’intensità”

Il calcio è la nostra passione ed il mio lavoro, lo stop è stata una bella mazzata considerando il nostro percorso ma era inevitabile vista la pandemia che si era scatenata: ora fortunatamente i dati stanno migliorando. Mi sono mancati i compagni, l’adrenalina ed il campo”.

Il colloquio con Lotito:

 “Nei giorni scorsi è andato in scena un semplice colloquio con il Presidente dopo due mesi e mezzo che non ci vedevamo, Lotito ha salutato la squadra, è stata una chiacchierata in famiglia. Sono stati toccati tutti gli argomenti a 360°, dagli obiettivi stagionali agli stipendi, è stata una conversazione tra persone mature. Ho letto alcune notizie false, questo mi ha dato molto fastidio: le cose dello spogliatoio devono rimanere nello spogliatoio”.

Poi la conclusione: “Con questo virus, la sicurezza non ce la dà nessuno. Il calcio è un’industria, è la prima passione al mondo: è giusto ripartire”.

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UEFA: quattro ipotesi per far ripartire la Champions League

UEFA: quattro ipotesi per far ripartire la Champions League

La Bundesliga è ripartita nello scorso weekend mentre Liga, Premier League e Serie A stanno cercando una soluzione per evitare di fare la fine di Ligue One ed Eredivisie; l’ipotesi, che sta prendendo sempre più corpo, è quella di tornare in campo a metà giugno. Non ci sono solo i campionati nazionali da far ripartire; in questi giorni, infatti, la UEFA sta lavorando per far tornare in campo le competizioni europee. L’obiettivo primario è far concludere la Champions League e, sotto questo punto di vista, si stanno vagliando quattro ipotesi. La prima, ed è anche quella che tutti noi ci auguriamo, è quella di far giocare le partite restanti compresa Juventus-Lione fino ad arrivare alla finale prevista al momento per il prossimo diciannove agosto. La seconda, invece, vuole la disputa dei quarti e delle semifinali a gara secca su un campo da decidere o in base al ranking o in base alle condizioni sanitarie del paese scelto per lo svolgimento del match. Le ultime due ipotesi, invece, vorrebbero una final four o una finale eight in sede unica; possibilità che la UEFA prenderà in esame solo qualora si allungassero i tempi ma questo dipende molto da quando termineranno i campionati nazionali. Quattro ipotesi, quattro possibilità messe sul tavolo con il chiaro obiettivo di far ripartire anche il calcio internazionale; la Champions è ad un bivio importante per il proprio futuro. La decisione definitiva non arriverà nel breve tempo ma il fatto che si stiano facendo discorsi del genere lascia aperta alla possibilità di rivedere, nel prossimo futuro, anche la più importante competizione europea.

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Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

“Il calcio non è cambiato dopo la prima o la seconda guerra mondiale, e non cambierà nemmeno a causa di un virus. La gente ha detto molte volte che il mondo non sarà più lo stesso dopo … questo potrebbe essere vero, ma il mio punto di vista è perché non pensare che il mondo sarà migliore dopo questo virus?”. Così in un’intervista al The Guardian il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin.

Se scommetterebbe sul fatto gli Europei si giocheranno nel 2021:

Sì, vorrei…Non capisco perché non dovrebbe essere così. Non penso che questo virus durerà per sempre. Penso che cambierà prima di quanto molti pensano”. È una situazione grave, ma ora sta andando giù e siamo più cauti. Sappiamo di più sul virus e in generale sono una persona ottimista. Non mi piace questa visione apocalittica secondo cui dobbiamo aspettare la seconda e la terza ondata o anche la quinta ondata. Le persone che conosci probabilmente moriranno un giorno, ma dobbiamo preoccuparci oggi? Io non la penso così. Siamo pronti e seguiremo le raccomandazioni delle autorità, ma sono assolutamente sicuro, personalmente, che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà molto presto“.

Tassa sul lusso e nuovo fair play finanziario

Si tratta dei prossimi obiettivi dell’Uefa, quando la situazione di emergenza dettata dalla pandemia consentirà di affrontare le cose con calma. Sul fair play finanziario il numero uno del calcio europeo ha ribadito che “se i club non seguono le regole, saranno sempre sanzionati, ma ovviamente pensiamo sempre a come migliorare le nostre normative e, se necessario, adattarci ai nuovi tempi. Questo non accadrà molto presto ma stiamo pensando di migliorare modernizzando e facendo qualcosa in più sull’equilibrio competitivo. Stiamo anche prendendo in considerazione una sorta di tassa sul lusso, se possibile. Quindi, ci sono molte idee ma credetemi, durante questi tempi difficili abbiamo smesso di pensare più o meno ai cambiamenti che accadranno in futuro. Ora dobbiamo guidare la nostra nave sulla rotta giusta e siamo vicini a farlo. Quindi, quando le cose si calmeranno, torneremo ai vecchi compiti”.

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Decreto Rilancio: il fonda salva sport sarà finanziato dalle scommesse

Decreto Rilancio: il fonda salva sport sarà finanziato dalle scommesse

Il calcio sta provando a ripartire; in Germania è ricominciata la Bundesliga con tutte le precauzioni del caso mentre in Spagna, Inghilterra ed Italia si sta lavorando su come e quando far tornare le squadre in campo (l’ipotesi più probabile è metà giugno). Una soluzione che potrebbe dare una grossa mano al mondo del calcio è il fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale di cui già si era parlato qualche settimana fa; un piano leggermente modificato dal Decreto Rilancio che prevede l’arrivo di liquidità dalle scommesse online e tradizionali per un totale dello 0.5% rispetto allo 0.3% previsto inizialmente. Il prelievo sarà effettuato da quest’anno fino al 2022 e l’entità del fondo salva sport prevede un prelievo di massimo quaranta/cinquanta milioni di euro. Un punto di domanda molto importante riguarda come saranno ripartiti questi fondi considerando che la maggior parte delle quote sulle scommesse arriva dal calcio; la risposta verrà dal decreto attuativo dell’Autorità per lo sport che arriverà il prossimo ventinove maggio. Il calcio sta provando a ripartire e il fonda salva sport può rappresentare una prima ancora di salvezza in un periodo decisamente complicato per quanto riguarda lo sport.

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Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Il ministro dello Sport Spadafora si è nuovamente pronunciato A Tg Sport su Rai 2 sulla ripartenza del campionato di Serie A:

“Ho appena convocato una riunione per il 28 maggio con il presidente della Figc, Gravina e con quello della Lega, Del Pino: per quel giorno saremo in grado di decidere se e quando far ripartire il campionato di calcio. Il Comitato tecnico scientifico ha approvato il protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti di squadra dei club di calcio”. Tra le variazioni c’e’ quella dei ritiri, ora non piu’ necessari.

“L’Italia riparte, e’ giusto che riparta anche il calcio. Sarebbe stato piu’ facile fare come la Francia, e dire che il campionato era finito. Sono stato dipinto come il nemico del calcio, all’inizio mi ha dato fastidio, ora mi fa sorridere”.

Altre attività

“Da stasera sul sito del ministero ci saranno le linee guida per la ripresa in sicurezza delle attività nelle palestre e nei centri sportivi, lo sport di base”.  Il Cts ha infatti licenziato il testo con le indicazioni, in larga parte anticipate dall’ANSA il 10 maggio scorso, che dovranno essere seguite al fine di tutelare la salute di quanti praticano l’attività sportiva e degli operatori.

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Serie A, arriva l’ok dal CTS, ma resta una decisione a metà

Serie A, arriva l’ok dal CTS, ma resta una decisione a metà

Domenica sera la FIGC aveva presentato al Ministro Spadafora il nuovo protocollo per gli allenamenti e la ripresa del campionato, il Ministro lo ha subito girato al Comitato tecnico scientifico che oggi ha pubblicato la sua valutazione. Ancora incertezza, ci sono dei timidi passi avanti, ma diciamo che di certo sul futuro del campionato non c’è praticamente nulla. Da domani le squadre possono riprendere le sedute di gruppo, ma sarà ancora vietato svolgere delle partitelle o comunque allenamenti che prevedano il contatto fisico; mentre sono state approvate due delle principali richieste: l’abolizione del ritiro forzato e della quarantena per tutta la squadra in caso di positività di un calciatore. Per la ripresa del campionato e per le prove tattiche durante gli allenamenti bisognerà attendere ancora, e si valuterà il da farsi a seconda dell’andamento della curva dei contagi, se dovesse continuare la discesa la Serie A ripartirà, in caso di brusca risalita il campionato va verso la sospensione. Nel caso che tutto vada come ci si augura bisognerà comunque definire il calendario e i vari step per la sicurezza degli impiegati e degli addetti ai lavori. Siamo ancora tanto indietro.

 


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Totti: “La Lazio non esiste. Monchi è un professionista”

Totti: “La Lazio non esiste. Monchi è un professionista”

Francesco Totti torna a farsi sentire e come al solito non è mai banale, stavolta concede un’intervista al quotidiano spagnolo “Libero” ed affronta moltissimi temi, dalla sua scelta per la Roma, passando per il rifiuto al Real Madrid, fino all’esperienza romanista di Monchi:

Scegliere la Roma:

“Perché la Roma o la Lazio? A me non dovete chiederlo. Per me Roma è la Roma. La Lazio non esiste. Non posso fare paragoni. Ciò non significa che sto parlando male di loro, tutt’altro. Per me la Roma è unica, così come i suoi tifosi. Sono passionali, sentimentali, danno tutto per la maglia”.

“Mia madre era della Lazio per mia nonna. Io giocavo nella Lodigiani, hanno chiamato i miei genitori e a me mi ha chiamato mio fratello Riccardo per parlare di queste due opzioni. Non ho avuto dubbi, mio padre e mio fratello erano della Roma. Ho scelto la Roma, però loro avrebbero preferito la Lazio perché avrebbe pagato. Per fortuna è stata la scelta migliore”.

Capitolo Real Madrid:

“Almeno due. Ne ricordo una, nel 2003. Mi restava un anno di contratto. Ci sono stati alcuni problemi con il presidente per altri motivi, non miei personali. E il Real Madrid mi offriva qualsiasi cifra per andare lì. Complessivamente qualcosa come venti, venticinque milioni. E alla Roma molti soldi. Io, tra alcune cose e altre, avevo una convinzione di andare dell’80%. Inoltre, con la Roma non vivevo il mio momento migliore. Mi hanno offerto molto, qualsiasi cosa, anche la “10” di Figo, che avrebbero venduto all’Inter. C’era Raúl, capitano, simbolo di Madrid, che era quello che guadagnava di più. Ogni giocatore che arrivava doveva guadagnare meno di lui. Ci ho pensato molto. Ilary (non eravamo ancora sposati) mi disse che stava lasciando il suo lavoro e che sarebbe venuta con me. Alla fine Sensi mi ha parlato, abbiamo chiarito tutto… E sono rimasto. È stata una scelta dal cuore in cui la famiglia, gli amici, i tifosi e la Roma hanno pesato molto. Ho avuto la sensazione di fare qualcosa di diverso da quello che fanno normalmente gli altri, che non respingono club di questo tipo. Mi sentivo un grande giocatore e, allo stesso tempo, diverso. Con l’amore verso una maglia. Giocare con loro (il Real Madrid, ndr), appartenere a quel gruppo, sarebbe già stato fantastico. Non giocare dall’inizio non sarebbe stato un problema. Il Real Madrid non è un club normale. A tutti sarebbe piaciuto giocare lì”.

Capitolo Monchi:

“Un rapporto con alti e bassi. Non mi sono mai sentito importante nel progetto. Lui per me è una persona leale, sincera, molto professionale. Non è stato facile il suo arrivo. E’ passato da Siviglia, dove è rimasto per 30 anni, a Roma dove tutti si aspettavano il massimo. E’ arrivato in un momento singolare della gestione americana, penso sia stato mal consigliato. Non si è circondato delle persone che volevano davvero lasciargli fare il suo lavoro. Ha avuto fiducia in altri che pensavano di più a se stessi”.

 


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Eroi estemporanei: che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Il mondo del calcio è costellato da campioni, leggende ed eroi. A volte un calciatore rappresenta un esempio, uno stile di vita e, non nascondiamocelo, tutti noi da bambini abbiamo ammirato le gesta di quel calciatore che, per forza di cose, ti entra nella testa e ti resta nel cuore. Che sia un bomber, un centrocampista dai piedi fatati, un difensore invalicabile o quel portiere così forte da regalarti la sicurezza che, anche questa volta, la palla non entrerà.
Dai primi anni del duemila, per esempio, sembra quasi impossibile non ricordare le gesta ed i goal di attaccanti del calibro di Totti, Del Piero e Ronaldo, le geometrie da fantascienza di Pirlo e Ronaldinho o le parate di Gianluigi Buffon; ma non sempre sono i grandi campioni a scrivere la storia. Avete presente lo storico Mondiale 2006? Focalizzate la rete del 2-0, contro la Repubblica Ceca, che ci ha permesso di approdare agli ottavi di finale. Bene. Siamo sicuri che la maggior parte di voi in questo momento non penserà solo a super Pippo Inzaghi, ma piuttosto a quella maledetta corsa, a quella voglia di ricevere il pallone ed entrare nella storia, di Simone Barone. Quella palla non gli arriverà mai, ma ecco che nella storia, e soprattutto nel cuore degli appassionati, ci sei entrato ugualmente.

Questo discorso lo possiamo proiettare su una vecchia conoscenza del nostro campionato, Antonio Nocerino. Oltre ad aver vestito tante casacche in Italia e nel mondo, Nocerino verrà ricordato negli anni per il periodo in cui ha indossato quella del Milan. All’epoca, nonostante le tante stelle presenti in rosa come Zlatan Ibrahimovic, l’eroe dell’annata 2011/2012 rossonera fu proprio il buon Antonio, acquistato durante l’ultimo giorno di mercato estivo per 500.000 euro. Nonostante le bassissime aspettative, Nocerino chiuse la sua prima stagione con 35 partite in campionato, 3 in Coppa Italia e 10 in Champions League e con 11 reti all’attivo, rimanendo poi per sempre nel cuore dei tifosi.
Ma la domanda che ci poniamo oggi è: che fine ha fatto Antonio Nocerino? Scopriamolo insieme.
Come racconta L’insider, Nocerino vive in Florida e sembra essere molto felice riguardo alle sue scelte del passato. Come possiamo leggere non sembra molto forte la nostalgia dell’Italia: “Qui si sta benissimo, io e la mia famiglia abbiamo fatto la scelta giusta e non tornerei indietro”.
La lunga intervista che ci offre il blog ci da anche un’idea su quanto possa essere diverso il calcio italiano da quello statunitense. A tal proposito l’ex Palermo ci racconta: “Qui, in America, il calcio è giovane, giovanissimo rispetto all’Italia: quest’anno la MLS spegne 25 candeline. Poche, no? Altro dettaglio, importante tanto quanto il primo: non è lo sport nazionale. Non è quello che tutti sognano di praticare. Ti faccio un esempio, se cammini per strada troverai molti più bambini giocare a baseball oppure a basket che a calcio. In Italia direi che è esattamente il contrario. Anzi, gli altri sport sono praticamente a zero […]  “Immagina questa scena: io in piazza Duomo. Qualcuno mi potrebbe anche fermare, per una foto o un autografo. Non so in quanti ma sicuramente qualcuno si avvicinerebbe. Ecco. Da queste parti mi considerano a mala pena! Poche domande, incrocio solo qualche sudamericano tifoso del Milan che mi ferma di tanto in tanto. Sei visto come una persona ‘normale’, tutt’altro che famosa, proprio perché il calcio è seguito molto meno rispetto all’Italia. Per dire, quello femminile ha leggermente più appeal del maschile”.
Nocerino si racconta a tuttotondo, spaziando dai ricordi di campo, al suo stile di vita, sino ad arrivare a parlare del suo campionato prediletto, la Premier League, e addirittura dell’importanza che ha la religione all’interno della sua vita.
Certi eroi non si scordano mai, è vero, ma ogni tanto una bella rinfrescata alla memoria non fa mai male e questa intervista ci fa rivivere emozioni che ormai sembrano lontane.
Ciao Antonio, ti aspettiamo in Italia.




Inter, Vidal fuori dalla trattativa per Lautaro, ma resta un obiettivo

Inter, Vidal fuori dalla trattativa per Lautaro, ma resta un obiettivo

Proseguono costantemente i contatti tra la dirigenza dell’Inter e quella del Barcellona per trovare un accordo che possa accontentare tutte le parti in causa. I nerazzurri hanno una priorità: no contropartite, solo cash. Il Barcellona ha provato più volte ad inserire contropartite nella trattativa, ma l’Inter ha sempre rifiutato, nonostante alcuni di questi giocatori siano degli obiettivi di mercato dei nerazzurri, come Arturo Vidal. L’arrivo del cileno a Milano è comunque legato alla trattativa di Lautaro Martinez, se si trovasse un accordo per l’argentino il Barcellona potrebbe andare incontro alle richieste dell’Inter. La dirigenza nerazzurra valuta l’ex centrocampista della Juventus circa 10 milioni di euro, anche perché il suo contratto scade nel 2021, ed a febbraio potrebbe firmare per qualsiasi squadra; così l’Inter potrebbe anche decidere di aspettare Vidal fino a febbraio, magari tenendo anche Lautaro Martinez in rosa, ma al momento sono solo supposizioni. In ogni caso Antonio Conte spinge per avere uno dei suoi pupilli, che è peraltro un tipo di centrocampista che manca all’interno della rosa dell’Inter

 


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Lazio, Lotito si ammorbidisce sulla questione contratti

Lazio, Lotito si ammorbidisce sulla questione contratti

In casa Lazio negli ultimi giorni ha tenuto banco la questione legata al ritocco degli stipendi dovuti alla crisi sanitaria. Ieri Lotito si era presentato a Formello con una proposta abbastanza scellerata che aveva accesso un duro confronto con la squadra: taglio immediato di due mesi di stipendio, che diventerebbero quattro in caso di mancata di ripresa. Il presidente della Lazio oggi ha rivisto la proposta, come riporta Sky, giustamente preoccupato di poter generare malumori all’interno di un gruppo che quest’anno è andato a vele spiegate. La nuova proposta dovrebbe prevedere un mese senza stipendio ed un altro congelato, che dipenderà dalla ripresa della stagione. A Formello non si vuole rompere la magia ed anche Lotito, che spesso è stato intransigente sulle questioni legate ai contratti dei giocatori,  sembra essersi disteso e appare sempre più disponibile al dialogo con i suoi dipendenti. Intanto si continuano ad aspettare notizie sulla ripresa, ma al momento regna la confusione assoluta, e Lega è sulle spine in attesa di capire quale sarà la valutazione del Comitato Tecnico Scientifico in merito al nuovo protocollo.

 


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