Alla scoperta di Pereira Lage: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Sappiamo tutti che, per le squadre di Serie B promosse in Serie A, l’estate della promozione rappresenta un bivio di assoluta importanza per il futuro. In molte infatti non sono riuscite a fare un mercato all’altezza, costruendo una squadra inadeguata per la massima serie e retrocedendo dopo un solo anno. Il Brescia, al suo ritorno in A dopo diversi anni, non vuole certamente ripetere gli errori commessi dalle altre squadre. Uno dei primi colpi che la squadra lombarda vuole chiudere è quello relativo ad un esterno, il cui profilo sembra essere sempre più vicino a Pereira Lage, talento franco-portoghese che milita attualmente nel Clermont. La trattativa sembra ben avviata, anche per il Brescia ha già ufficializzato un giocatore per quella squadra, ovvero Ayé.  Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube. Andiamo ora a scoprire meglio Pereira Lage:

Storia:

Inizia la sua carriera da professionista nella stagione 2014/2015, quando esordisce con il Clermont II nella terza divisione francese: il giocatore mette subito in mostra le sue potenzialità segnando anche il suo primo goal in 6 presenze. La sua crescita è rapida e veloce e, già dalla stagione successiva, comincia a dividersi fra la prima e la seconda squadra del proprio club: in Ligue 2 riesce infatti a raggiungere le 28 presenze stagionali (anche se 12 da subentrato) segnando anche 2 goal; con la squadra B in terza divisione gioca invece  16 partite mettendo a segno 3 goal. Nel campionato 2016-2017 viene definitivamente ammesso alla squadra principale, andando a collezionare ben 28 presenze segnando sempre 2 reti in campionato. Esordisce anche in Coppa di Lega, non riuscendo però a timbrare il cartellino. Nel 2018-2019 arriva la sua definitiva esplosione, andando finalmente in doppia cifra (10 goal) in 38 presenze, numeri che più o meno si ripetono anche nella stagione successiva, dove però si ferma a 7 goal. Gioca anche con il Portogallo under-21 3 partite di qualificazione ma, la sua squadra, non riesce a qualificarsi per l’Europeo in Italia.

Caratteristiche Tecniche:

Pereira Lage è un esterno atipico: se dovessimo paragonarlo ad un attaccante conosciuto, il primo nome che ci verrebbe in mente è quello di José Maria Callejon, ala del Napoli che nel corso degli anni è divenuto famoso soprattutto per la sua capacità di inserirsi senza palla tagliano la difesa avversario in corsa. Non per questo non riesce a dribllare o esaltare l’uomo,  ma la sua capacità migliore non è sicuramente quella di puntare il proprio avversario uno contro uno. E’ un esterno di sacrificio, che tende anche ad accentrarsi per prendersi la palla e gestirla. I suoi difetti, rapportati alla Serie A attuale, è la sua struttura fisico: si tratta di un esterno piuttosto mingherlino essendo abituato ad un campionato di seconda divisione. E’ proprio l’ambientamento quindi la prima incognita riguardo questo giocatore, ,e cui caratteristiche tecniche (anzi tattiche!) sono più soddisfacenti. L’avere nella stessa squadra il suo amico Ayé potrebbe aiutare, ma di sicuro potrebbe essere un cambio veramente netto nella sua carriera

Numeri:

Azioni Totali/Riuscite: 50.4%   Goal: 0.21   Assist: 0.1   Tiri/In porta: 32.7%   xG: 0.19   Passaggi/ accurati: 75.2%

Lanci Lunghi/ accurati: 49%   Cross/ accurati: 29.6%   Dribbling/ riusciti: 62.3 %   Duelli/ Vinti: 34.6%

Duelli aerei/ Vinti: 38.1 %   Intercettazioni Palla: 3.38   Palle perse/ propria metà campo: 25.9 %   Palla recuperata/ metà campo avversaria: 48.5%

 




Alla scoperta di…Rodrigo Becão: storia, numeri e caratteristiche tecniche

L’Udinese, considerate le difficoltà avute nelle passata stagione dal punto di vista difensivo, ha rinforzato il reparto arretrato. La società friulana, dal Bahia, ha acquistato Rodrigo Becão; il difensore che nell’ultima stagione ha giocato in prestito al CSKA Mosca ha firmato un contratto di cinque anni. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Rodrigo Becão è un classe 1996 e nasce a Salvador (città brasiliana) il diciannove gennaio. Il percorso calcistico del difensore inizia nelle giovanili del Bahia; con questa squadra esordisce nel calcio professionistico nel 2015 e, in tre stagioni, colleziona solo undici presenze. Viste le difficoltà nell’imporsi decide di cambiare aria e nel 2018 viene acquistato dal CSKA Mosca; in Russia le cose vanno decisamente meglio ed infatti in un solo anno gioca trentasei partite esordendo anche in Champions League. Non è ancora riuscito a vestire la maglia della nazionale brasiliana ma, considerato la giovane età, avrà l’occasione di difendere i colori del suo paese.

Caratteristiche tecniche:

Rodrigo Becão è un difensore forte fisicamente che ha nel colpo di testa una delle caratteristiche migliori (è un pericolo per le difese avversarie su situazioni di palla inattiva). Giocatore di personalità in grado di leggere in anticipo il movimento dell’attaccante. Non disdegna l’uno contro uno nonostante abbia nella velocità un punto debole. In ultimo, ma non per questo meno importante, è in grado di far partire l’azione offensiva avendo buona tecnica. L’Udinese si è assicurata un prospetto interessante con la speranza di migliorare la fase difensiva.

Numeri:

Le qualità di Rodrigo Becão vengono confermate dai numeri; il difensore ha una media di 382 duelli aerei vinti a stagione (pari al 54.5%) e riesce ad intercettare la palla 299 volte. Difensore molto tecnico ed infatti ha una riuscita nei passaggi del 89.3% mentre del 55.3% per quanto riguarda i lanci lunghi.




Alla scoperta di Darío Benedetto: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Darío Ismael Benedetto nasce a Berazategui, una città di periferia dell’area denominata Grande Buenos Aires, il 17 maggio 1990. È soprannominato El Pipa. Darío Benedetto è da sempre un grande tifoso del Boca Juniors, squadra in cui milita, e da piccolo andava a vedere la sua squadra del cuore sugli spalti della Doce, la curva dei tifosi azul y oro. Ha un amore viscerale per il Boca Juniors che lo ha portato a tatuarsi lo stemma del club sul ventre. È alto 177 cm e pesa 80 kg. Il grintoso centravanti argentino, con passaporto messicano, è l’uomo individuato da Daniele Pradè come giusto colpo di mercato per ridare vita all’attacco della Viola e scaldare un po’ i tifosi al momento fortemente giù di morale. Darío Benedetto è valutato circa 15 milioni di euro dal proprio club ed ha ancora due anni di contratto con gli Xeneizes.
Storia:

Darío Benedetto cresce calcisticamente nell’Independiente ma a soli dodici anni decide di dire basta col calcio per via della prematura scomparsa della madre, per un attacco cardio respiratorio, mentre era sugli spalti per seguire una sua partita. Decide quindi di lasciare sia il calcio che la scuola per andare a lavorare col padre come bracciante. Nel gennaio del 2006, a sedici anni, decide di sostenere un provino con l’Arsenal de Sarandí che lo tessera ed inserisce nelle proprie giovanili. Torna dunque a giocare a calcio dopo quattro anni lontano dai campi e più tardi in un’intervista dichiara “fino alle 14 lavoravo come manovale per poi correre al campo ad allenarmi”. Dopo due buone stagioni nelle giovanili del Sarandí, il tecnico della prima squadra Gustavo Alfaro lo aggrega ai big e lo fa esordire in Primera División il 9 novembre 2007 proprio contro il Boca Juniors, a soli diciassette anni. La stagione 2008-2009 Benedetto la passa interamente in prima squadra sotto la guida del tecnico Daniel Granero che però lo vede poco, tanto che a fine stagione racimolerà solamente 12 presenze ed 1 gol. Essendo giovane ed utilizzato col contagocce, Benedetto lascia momentaneamente l’Arsenal de Sarandí in prestito, scendendo di categoria, per andare a giocare nel Defensa y Justicia una stagione e mezza, mentre nel Gimnasia Jujuy quella successiva (2009-2011, 2011-2012). Nel Defensa y Justicia colleziona 23 presenze e 2 gol, mentre nel Gimnasia Jujuy gioca 15 partite segnando ben 8 gol. Torna all’Arsenal de Sarandí sotto la guida del tecnico Gustavo Alfaro che lo promuove titolare e lui risponde con 13 gol in 47 partite nel giro di una stagione e mezza, vincendo una Clausura ed una Supercoppa argentina entrambe nel 2012. Nell’estate del 2013 il club messicano del Tijuana lo acquista dall’Arsenal de Sarandí per 1,5 milioni di euro e lì il talento di Benedetto esplode: colleziona 23 reti in 50 presenze nel giro di una sola stagione e mezza, prima di venir acquistato dai campioni in carica del Club América per 8 milioni di euro. Con il Club América gioca una stagione e mezza segnando ben 26 gol in 61 match, vincendo ben 2 CONCACAF Champions League (una da capocannoniere) ed un campionato messicano. Il 6 giugno 2016, all’età di 26 anni, viene acquistato dal Boca Juniors per circa 5 milioni di euro, tagliandosi anche l’ingaggio di un milione, realizzando così il sogno di una vita. Alla stagione d’esordio col Boca diventa immediatamente l’idolo dei tifosi siglando addirittura 21 gol e 3 assist in appena 23 partite e vincendo il campionato. La stagione successiva, quella 2017-2018, segna 13 gol in 15 partite prima di rompersi il legamento crociato anteriore del ginocchio destro che lo allontanerà dai campi per otto mesi, compromettendogli il finale di stagione e l’inizio di quella successiva (2018-2019). A fine stagione comunque il Boca Juniors vince campionato e Supercoppa nazionale. L’ultima stagione, la 2018-2019, è stata fortemente condizionata dal grave infortunio patito in quella precedente ed in uno più leggero avuto in questa, così a fine stagione Benedetto siglerà solamente 5 gol e 2 assist in 21 partite. Con la Nazionale Albiceleste Darío Benedetto gioca solamente 5 partite senza mai andare in gol. Darío Benedetto sarebbe la punta centrale ideale per il 4-3-3 di Vincenzo Montella, aggiungendo esperienza e grinta ad una Fiorentina molto giovane.

Caratteristiche tecniche:

Darío Benedetto è un attaccante estremamente grintoso, dotato di discreta forza fisica e buona velocità. Le caratteristiche migliori del ragazzo sono sicuramente l’elevazione, la potenza del tiro dalla distanza e la freddezza sotto porta. È inoltre abilissimo nell’aggirare la trappola del fuorigioco e giocare in linea con la difesa avversaria. I punti deboli del ragazzo sono sicuramente la precarietà fisica dopo gli ultimi infortuni avuti e la troppa aggressività che in campo lo porta talvolta a litigare fino a prendersi spesso dei cartellini. È un attaccante che per via della sua foga e aggressività recupera molti palloni. Date le sua abilità balistiche, la sua freddezza e l’aggressività ricorda molto Jamie Vardy nel modo di giocare. Può tranquillamente giocare sia in coppia con un altro attaccante che da solo al centro, essendo in grado di fare reparto da solo.

Numeri:

Darío Benedetto nonostante gli infortuni ha sfondato il muro dei cento gol ed in carriera ha siglato anche numerosi assist. Un dato negativo è sicuramente quello dei cartellini presi, mentre la statistica sulle palle recuperate nonostante il suo ruolo dimostra quanto il ragazzo sia dedito alla causa.

Partite: 269     Gol: 110     Assist: 34     Cartellini gialli/rossi: 20/2    Passaggi completati: 73%

Palle recuperate metà campo avversaria: 70%     Dribbling riusciti: 67%     Duelli offensivi vinti: 40%




Alla scoperta di Mariano Díaz: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Mariano Díaz Mejía nasce l’1 agosto del 1993 a Premià de Mar, un piccolo comune catalano nella provincia di Barcellona. Pur essendo nato in Spagna ha scelto di giocare nella nazionale della Repubblica Dominicana, nel 2013, quando ha ottenuto la doppia nazionalità grazie alle origini dominicane della madre. Mariano Díaz è alto 182 cm e pesa 75 kg. Díaz è un centravanti ambidestro estremamente veloce e dirompente oltre ad essere dotato anche di buonissima tecnica individuale, queste enormi qualità gli sono valse le attenzioni di Maldini e Boban che vorrebbero regalarlo a Giampaolo per l’attacco del nuovo Milan. Il giocatore è valutato dal Real Madrid circa 20 milioni di euro e guadagna uno stipendio di 4 milioni netti l’anno, pertanto il Milan starebbe provando a prenderlo in prestito. Negli ultimi giorni si è parlato anche di un interessamento della Roma, che vorrebbe cautelarsi con lui in caso di mancato arrivato di Higuain per sostituire Dzeko. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Mariano Díaz ha avuto una carriera giovanile particolare, esplodendo piuttosto tardi. Inizia a giocare a calcio all’età di nove anni nei pulcini dell’Espanyol dove milita per quattro anni, dal 2002 al 2006, prima di essere tagliato ad appena tredici anni. Successivamente gioca per tre anni in squadre locali, due nel Premià e una nel Sánchez Libre, fino al 2009 quando all’età di sedici anni arriva la chiamata del Badalona che milita nella terza serie spagnola. Gioca negli allievi e nella primavera del Badalona per due anni, dal 2009 al 2011, prima di affrontare la stagione 2011-2012 tra le fila della prima squadra del Badalona dove però colleziona solamente quattro presenze ed un gol. Nonostante la stagione col Badalona non sia stata eccezionale viene notato dal Real Madrid che lo tessera per la squadra C, che milita anch’essa in Segunda B (la terza divisione spagnola), dove giocherà per due stagioni segnando 18 reti in 46 partite. All’età di ventuno anni, nel 2014, viene scelto dal neo allenatore del Real Madrid Castilla, cioè Zinédine Zidane, per far parte della squadra ottenendo così la promozione dal Real Madrid C. Zidane crede fermamente nel ragazzo e la scommessa la vince: nei due anni alla guida del Castilla gli da fiducia e Díaz lo ripaga con 32 reti in 42 partite. Mariano Díaz convince sia Zidane che l’intera dirigenza del Real Madrid e nella stagione 2016-2017, a 23 anni, viene promosso in prima squadra dove finalmente riesce ad esordire nella Primera Division della Liga. La stagione 2016-2017 risulta incredibile per Díaz: colleziona 5 reti e 2 assist in 15 presenze, vincendo campionato, Mondiale per Club e Champions League. Il mondo finalmente nota Mariano Díaz, in particolare il Lione che il 30 giugno del 2017 sborsa 8 milioni di euro per acquistarlo dal Real Madrid, con la clausola della recompra in favore del club madrileno fissata a 21,5 milioni. Mariano Díaz sotto la guida di Bruno Génésio nel Lione 2017-2018 esplode definitivamente mettendo in luce tutto il suo talento: gioca 45 partite, segna 21 gol e 6 assist. Dopo solo una stagione tra le fila del Lione, nonostante il contratto quinquennale firmato con il club francese, il Real Madrid lo riacquista pagando la clausola della recompra da 21,5 milioni di euro. La stagione 2018-2019 si rivela tribolata non solo per Mariano Díaz ma per l’intero Real Madrid: Díaz gioca 22 gare quasi sempre da subentrato, segnando solamente 4 gol. In Nazionale gioca una sola gara, il 24 marzo 2013, ed è un’amichevole in cui segna anche un gol: Repubblica Dominicana-Haiti 3-1; sarà la prima ed ultima partita con la Nazionale dominicana visto che da allora Díaz dice addio alla selezione di cui è originaria la madre per rendersi eleggibile dalla nazionale spagnola. Pur essendo una riserva nel Real Madrid, il club titolare del cartellino non vuole certo svendere il proprio ragazzo e pertanto il Milan sta lavorando ad un prestito per acquistarlo a titolo temporaneo, magari inserendo un diritto o un obbligo di riscatto.

Caratteristiche tecniche:

Mariano Díaz è il prototipo dell’attaccante moderno: è estremamente veloce, abile nel dribbling, adora puntare l’uomo e andarsene palla al piede, è molto abile nel gioco aereo pur non essendo altissimo, è molto forte fisicamente ed è bravo anche nel battere i calci piazzati. È un calciatore che si sacrifica molto in campo, giocando tanto con e per i compagni, sacrificandosi nei rientri e pressando in maniera asfissiante gli avversari. Ha pochi punti deboli: uno è la propensione agli infortuni e l’altro è la lucidità che spesso col passare del tempo nei novanta minuti perde proprio per via del suo continuo sacrificio in soccorso della difesa. È un attaccante completo che ricorda molto Samuel Eto’o sia nelle movenze che nelle giocate. Nel nuovo Milan di Marco Giampaolo non avrebbe alcuna difficoltà a giocare in coppia sia con Piatek che con Cutrone.

Numeri:

L’abilità nel dribbling e la tecnica di Mariano Díaz sonno testimoniate dai numeri del ragazzo: completa il 77% dei passaggi che tenta, completa il 54% dei lanci lunghi che prova, centra lo specchio nel 45% delle volte che tira, vince il 43% dei duelli offensivi contro i difensori avversari e gli riescono il 64% dei dribbling tentati.




Alla scoperta di…Pau López: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Roma, visto il rendimento non positivo di Olsen, ha deciso di cambiare portiere; dal Betis è arrivato Pau López. L’estremo difensore è stato pagato ventisette milioni e mezzo di euro (venti di parte fissa più la rinuncia della futura rivendita di Sanabria). Una spesa importante per un giocatore chiamato a blindare la porta giallorossa. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Pau López è un classe 1994 e nasce a Girona. Calcisticamente parlando cresce nelle giovanili dell’Espanyol. La stagione dell’esordio, in Segunda División B, è la 2013-2014. L’anno successivo arriva un altro passo in avanti con il portiere che diventa il titolare (nelle partite di Copa del Rey) in prima squadra; la cessione di Kiko Casilla al Real Madrid (2015-2016) gli permette di diventare il numero uno dell’Espanyol in tutte le competizioni. Grazie alle sue prestazioni si trasferisce, in prestito, al Tottenham; con la maglia degli Spurs, complice la presenza di un certo Lloris, non gioca mai e torna alla base. Nel 2018 viene acquistato dal Betis e diventa il secondo portiere dei Verdiblancos, dopo Pepin, a vestire la maglia della nazionale spagnola. L’esordio con la Roja arriva nell’amichevole contro la Bosnia del 18 novembre 2018.

Caratteristiche tecniche:

Pau López è un portiere estremamente tecnico; la sua abilità con i piedi, infatti, gli permette di far partire l’azione della propria squadra. Abile nell’uno contro uno con l’attaccante, ha nelle uscite basse il suo punto di forza (riesce a coprire molto bene lo specchio della porta). Comanda la linea difensiva con personalità. Il suo difetto sono le uscite alte dove non è sempre impeccabile. Una cosa è certa: la Roma ha trovato un portiere con molti margini di miglioramento.

Numeri:

Le qualità di Pau López vengono confermate dai numeri; ha una percentuale di parate pari al 45.3 % e, nella distribuzione del pallone, ha una riuscita nei passaggi corti del 97.5% mentre del 65.8% per quanto riguarda i lanci lunghi.




Alla scoperta di…Szymon Zurkowski: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Fiorentina ha messo le mani su un giovane di grandi prospettiva: stiamo parlando di Szymon Zurkowski. Il centrocampista, acquistato lo scorso gennaio per una cifra di 4 milioni dal Górnik Zabrze, è rimasto in prestito al club polacco fino al 30 giugno. Per il giocatore un contratto di quattro anni. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Zurkowski è un classe 1997 e nasce a Tychy. Muove i primi passi da giocatore nelle giovanili del MOSiR Jastrzebie Zdroj prima e il Gwarek Zabrze poi. Questa seconda esperienza gli permette di essere acquistato, nel luglio del 2016, dal Górnik Zabrze; con il club (impegnato nella seconda serie polacca) esordisce a livello di prima squadra totalizzando nove presenze ed un goal contro lo Stomil Olsztyn. La scorsa stagione ha visto la consacrazione del ragazzo che ha conquistato il posto da titolare e contribuito alla promozione della propria squadra in Ekstraklasa. A livello di nazionale ha fatto l’esordio con la Polonia Under21 il tredici settembre del 2017 nella vittoria per tre a zero contro la Georgia; in tredici presenze con la maglia del suo Paese ha realizzato due goal tra cui quello contro il Belgio nella prima gara dell’Europeo Under21 (match terminato tre a due per la Polonia).

Caratteristiche tecniche:

Zurkowski è un centrocampista molto tecnico in grado di fare sia il regista sia la mezzala; all’occorrenza può essere impiegato anche come trequartista vista la sua qualità. Costantemente nel vivo del gioco non ha paura di fare la giocata complicata; è letale negli ultimi venticinque metri dove può decidere se calciare in porta o mettere il proprio compagno in davanti al portiere avversario. Zurkowski ha nel suo bagaglio anche tanta sostanza; in fase di non possesso va in pressione sul regista avversaria per recuperare il prima possibile il pallone e trasformare l’azione da difensiva in offensiva. Deve migliorare nell’ultimo passaggio visto che nel suo curriculum ha molti meno assist rispetto alla sua qualità.

Numeri:

Abbiamo parlato delle qualità di Zurkowski; la conferma arriva direttamente dai numeri. Il centrocampista, infatti, ha una media di 513 (71.5%) dribbling riusciti e una realizzazione nei passaggi del 2967 (77.9%). La sua aggressività lo porta a recuperare, nella metà campo avversaria, il 50.1% di palloni.




Alla scoperta di Martin Hinteregger: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Martin Hinteregger nasce nel piccolo comune austriaco di Feldkirchen in Kärnten il 7 settembre del 1992. Ha una corporatura piuttosto imponente essendo alto 186 cm e pesando 82 kg. È un possente difensore centrale, mancino di piede, che quest’anno sembra aver raggiunto la piena maturità tecnica e per questo Inzaghi e Tare lo hanno individuato come un ottimo rinforzo per la difesa della loro Lazio. L’Augsburg, proprietaria del cartellino del ragazzo, valuta Hinteregger non meno di 15 milioni di euro e la Lazio dovrà battere la concorrenza di Crystal Palace ed Eintracht Francoforte per accaparrarselo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Martin Hinteregger inizia a giocare a calcio all’età di sette anni dando i suoi primi calci al pallone nel piccolo club locale della sua cittadina, il Sirnitz, nel lontano 1999. Milita sette anni nel Sirnitz, fin quando nel 2006 arriva la chance della vita: lo chiama il Salisburgo quando Hinteregger ha quattordici anni ed il ragazzo ovviamente accetta. Nelle giovanili del Salisburgo si specializza come difensore centrale e all’occorrenza si spende anche come terzino sinistro. Terminate le giovanili nel 2009 entra a far parte del Salisburgo II dove gioca due ottime stagioni, tanto che nella seconda (2010-2011) viene spesso prelevato ed aggregato alla prima squadra dove esordisce sia in campionato che in Europa League. Nel 2011-2012, a diciannove anni, entra a far parte in pianta stabile della prima squadra del Salisburgo e dopo pochi match disputati si attesta subito come un titolare inamovibile, tanto da venir nominato capitano dall’allora tecnico olandese Moniz, salvo venir punito (per soli tre giorni) sul finale di stagione per un’uscita notturna senza autorizzazione. La stagione 2011-2012 comunque termina ed è un trionfo: il Salisburgo vince coppa e campionato, Hinteregger gioca ben 35 partite siglando anche un gol ed un assist. Con le dimissioni di Moniz arriva Roger Schmidt in panchina che impiega Hinteregger talvolta anche come mediano. Nel 2013 Hinteregger comincia a giocare anche con la Nazionale austriaca maggiore, dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili senza mai giocare troppo, solo con l’Under 21 disputa un buon numero di partite. Con le giovanili del Salisburgo gioca 58 partite e segna 13 gol, col Salisburgo II gioca 14 partite segnando addirittura 6 gol, mentre con la prima squadra gioca cinque anni e mezzo, scendendo in campo 212 volte e siglando 12 gol e 10 assist. Saluta il Salisburgo dopo dieci anni, e dopo aver vinto tre campionati e tre coppe nazionali, per andare in prestito semestrale al Borussia Monchengladbach nel gennaio 2016. L’esperienza non si rivela un granché: col Gladbach gioca solo dieci partite (sette da titolare e tre da subentrato), quattro le passa interamente in panchina e tre le guarda dall’infermeria per infortunio. Torna solo di passaggio al Salisburgo dal prestito al Gladbach, perché in estate si fa vivo l’Augsburg che lo acquista per 9 milioni di euro. Con l’Augsburg gioca due stagioni e mezzo con ottimi risultati: scende in campo 83 volte e segna anche 5 gol. Il 26 gennaio 2019, al termine della sconfitta per 2-0 contro il Gladbach, Hinteregger critica pubblicamente aspramente il proprio allenatore Manuel Baum, ciò costringe l’Augsburg a multare il ragazzo ed estrometterlo dalla rosa comunicandogli l’assoluta priorità nel venderlo quanto prima. Cinque giorni dopo il fattaccio passa in prestito all’Eintracht Francoforte dove gioca ottimi sei mesi dove infila 21 presenze e 2 gol, arrivando perfino a giocarsi col Chelsea la semifinale di Europa League dove proprio un suo errore dal dischetto costerà la lotteria dagli undici metri ai tedeschi e la conseguente uscita dalla competizione. Tornato all’Augsburg a fine campionato, non essendoci un riscatto inserito nel prestito, ma l’Eintracht si dimostra fin da subito interessato ad acquistarlo definitivamente. La Lazio potrà far leva proprio sull’assoluta voglia dell’Augsburg di sbarazzarsi del ragazzo per abbassare un po’ le pretese.

Caratteristiche tecniche:

Martin Hinteregger è discretamente veloce e forte fisicamente, ciò lo porta ad essere un ottimo centrale di una difesa a quattro ed un “braccio” perfetto per una difesa a tre, infatti come erede di Radu nel 3-5-2 di Inzaghi sarebbe l’ideale. Centrale difensivo estremamente aggressivo e dotato di buona tecnica individuale che gli permettere di cominciare l’azione sfruttando spesso una delle sue armi migliori: il passaggio lungo, arma che l’ha portato ad essere utilizzato anche come regista di centrocampo talvolta. Hinteregger è molto bravo anche nell’anticipo e, a dispetto del suo ruolo, nel tiro dalla distanza. I punti deboli del ragazzo sono sicuramente la testa troppo calda (non in campo ma fuori), il gioco aereo dove non domina nonostante la fisicità ed il piazzamento, visto che un po’ troppo spesso si fa sorprendere non ben allineato al resto della difesa. È considerato un ragazzo fortemente emotivo e molti esperti di mercato pensano che fino ad ora abbia fatto una carriera al di sotto delle sue qualità che in tanti reputano enormi. Nel modo di giocare assomiglia molto al Bruno Alves di qualche anno fa, quand’era più rapido. In patria, con le dovute proporzioni, l’hanno designato come erede di Daniel Agger. Curiosità: per essere un difensore aggressivo prende pochissimi cartellini.

Numeri:

Duelli difensivi per partita: 7     Vinti: 32%     Duelli aerei per partita: 6     Vinti: 60%

Palloni intercettati per partita: 5     Cartellini gialli/rossi 2018-2019: 3/0     Falli commessi 2018-2019: 26

Passaggi per partita: 42     Completati: 80%     Lanci per partita: 9     Completati: 52%




Alla scoperta di…Jan Hurtado: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Sampdoria vuole rinforzare il reparto offensivo con un profilo giovane e sembra aver individuato in Jan Hurtado il giocatore ideale. I dirigenti del Gimnasia La Plata si trovano in Italia per chiudere l’operazione intorno ai sette milioni di euro; la trattativa, però, ha subito una brusca frenata nelle ultime ore con le società che si aggiorneranno nei prossimi giorni. Filtra ottimismo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Hurtado è un classe 2000 nato ad Andrés Eloy Blanco, un comune venezuelano. Dal punto di vista calcistico fa il suo esordio nelle giovanili del Deportivo Táchira; con questo stesso club giocherà, nel professionismo, dal 2016 al 2018. Stagioni in cui realizza sei goal in venti presenze. La rete più importante è sicuramente quella con cui la sua squadra batte il Portoguesa nel Torneo Clausura. Successivamente, da svincolato, si trasferisce al Gimnasia La Plata senza però fare grandi cose. Con la maglia della Vinotinto ha avuto le maggiori soddisfazioni in Under17 e Under19 realizzando, in totale, sei reti; il primo goal è arrivato il 28 febbraio del 2017 contro i pari età del Paraguay. Una gara in cui ha realizzato anche un assist. Il 22 marzo del 2019 ha preso parte, anche se solo per un minuto, al successo della nazionale maggiore contro l’Argentina per tre a uno.

Caratteristiche tecniche:

Hurtado è la classica prima punta vecchio stampo: forte fisicamente e abile nel gioco aereo grazie al suo metro e ottantuno. Questa sua caratteristica lo rende un pericolo pubblico nell’area di rigore avversaria e lo ha dimostrato contro il Colón quando, lasciato colpevolmente solo, ha potuto colpire indisturbato realizzando il goal del due a zero. Ama venire incontro alla palla per favorire l’inserimento o del centrocampista o del compagno di reparto. Nonostante la sua mole fisica è molto agile e nell’uno contro uno riesce a mettere in difficoltà il diretto avversario. La sua giovane età lo porta ad essere troppo irruento; un altro difetto (ma ha tutto il tempo per limarlo) è il poco cinismo sotto porta. Attaccante giovane, forte fisicamente e con molti margini di miglioramento; nel suo futuro sembra esserci la Sampdoria.

Numeri:

Come abbiamo detto una delle caratteristiche migliori di Hurtado è il colpo di testa; la conferma ci arriva da una statistica che vede il giovane attaccante aver vinto 356 duelli aerei (pari al 28.9%). Non male neanche i dati sui dribbling riusciti. Sono 194, ovvero il 56.7%, le volte in cui il giovane attaccante è riuscito a superare il diretto avversario.




Alla scoperta di Josip Brekalo: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Josip Brekalo nasce a Zagabria il 23 giugno 1998. È alto 175 cm e pesa 70 kg. Brekalo è un’ala sinistra, destro di piede, anche se nella sua carriera ha giocato talvolta anche come ala destra. Giocando a piede invertito è l’identikit perfetto per il tipo di ala che piace a Di Francesco ed infatti la Sampdoria lo sta sondando per poi eventualmente consegnarlo al proprio tecnico. Attualmente Brekalo gioca nel Wolfsburg che ne valuta il cartellino non meno di 10 milioni di euro.

Storia:

Josip Brekalo muove i suoi primi passi nel mondo del calcio sin da piccolissimo quando nel 2008, a otto anni, inizia a giocare nei pulcini della Dinamo Zagabria. Nella squadra della capitale della Croazia comincia a specializzarsi prima come attaccante centrale per poi spostarsi sulle fasce dove inizia a giocare con regolarità come ala sia a destra che a sinistra. Dopo ben nove anni passati nelle giovanili della Dinamo Zagabria, nel dicembre del 2015 (a diciassette anni) esordisce con la prima squadra e finisce la stagione 2015/16 giocando otto partite. A fine stagione si fa sotto il Wolfsburg per accaparrarselo prima che esploda definitivamente e diventi “famoso”, perciò brucia tutta la concorrenza andando a staccare per Brekalo un assegno alla Dinamo Zagabria di ben 7 milioni di euro. Nei primi sei mesi al Wolfsburg totalizza solamente 4 presenze e perciò la dirigenza decide di prestarlo allo Stoccarda per dodici mesi, con rientro alla casa madre previsto per inizio gennaio 2018. Brekalo si trasferisce quindi in prestito annuale allo Stoccarda, a fine gennaio 2017, dove gioca una buona seconda parte di stagione scendendo in campo in 11 partite siglando anche 1 gol ed 1 assist. La prima metà del campionato 2017-2018 è ancora in prestito allo Stoccarda e anche quei sei mesi si rivelano positivi per Brekalo che gioca ben 17 partite segnando anche 2 gol e siglando 1 assist. Torna al Wolfsburg ad inizio gennaio del 2018 con un anno di esperienza in più sulle spalle e si vede: prima Schmidt e poi Labbadia lo schierano sempre tanto che Brekalo chiude quei sei mesi con 15 presenze, 4 gol ed 1 assist. Nella stagione appena conclusasi Josip Brekalo viene utilizzato spesso da Bruno Labbadia come ala sinistra, mettendosi in mostra con giocate di buon livello, chiudendo l’annata con 25 presenze, 3 gol e 3 assist. Nei tre anni in Germania gioca sempre come ala sinistra sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1. Josip Brekalo ha fatto dei numeri importanti soprattutto con la maglia della propria Nazionale: tra il 2012 ed il 2018 fa tutta la trafila nelle selezioni giovanili dove gioca e segna tantissimo, in particolare con l’Under 19 (17 presenze e 6 gol) e con l’Under 21 (16 partite e 9 gol), fino ad arrivare ad esordire nel novembre del 2018 con la Nazionale maggiore.

Caratteristiche tecniche:

Essendo abile con entrambi i piedi, pur prediligendo il destro, può giocare tranquillamente su entrambe le fasce. È un’ala estremamente tecnica, è dotato di grandissima rapidità e abilità nel dribbling, ciò lo porta a sfidare spessissimo gli avversari nell’uno contro uno. Brekalo gioca sempre molto largo ed ama correre con la palla tra i piedi piuttosto che rincorrerla da lanci in profondità. Il ragazzo non è portato per il gioco aereo e non è molto prolifico, perciò i punti deboli di Brekalo sono sicuramente il colpo di testa e la scarsa vena realizzativa. Josip Brekalo segna la maggior parte dei suoi gol su azione personale: parte palla al piede, sfida il difensore, lo supera con un dribbling e calcia fulmineamente. È considerato un talento eccezionale dall’enorme potenziale ancora inesploso. Josip Brekalo ricorda molto Taison Barcellos Freda dello Shakhtar Donetsk per come gioca.

Numeri:

Minuti Giocati: 1412’     Gol: 3     Assist: 3     Titolare: 15 volte     Subentrato: 10 volte

Dribbling per partita: 5     Riusciti: 63%     Tiri per partita: 1     Nello specchio: 33%

Totale Carriera nei club: 101 presenze, 14 gol, 8 Assist




Alla scoperta di…Róbert Bozenik: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Il Genoa sembra averci preso gusto: dopo l’affare Piatek, il club ligure sembra essere disposto a riprovare una operazione simile, attraverso l’acquisto di Róbert Bozenik, attaccante sloveno dello Zilina, considerato da molti uno degli astri nascenti del calcio slovacco. Il Genoa sembra essersi convinto a prendere lui oltre a Pinamonti, per costruire l’attacco del futuro. La trattativa è già ben avviata e le parti potrebbero arrivare presto ad un accordo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Bozenik è un classe 1999 ed è nato e cresciuto nello Zilina: ha mosso i suoi primi passi da professionista già dalla stagione 2015/2016, subentrando in due partita con la suddetta squadra per un totale di 36 minuti giocati. L’anno successivo comincia a scalare le gerarchie, conquistandosi ben 11 presenze di cui 3 da titolare nella seconda divisione slovacca sempre con lo Zilina, segnando anche un goal. Nello stesso anno gioca anche la sua prima ed unica partita con la maglia della Slovacchia under 18. Nella stagione successiva viene convocato per la prima volta dalla prima squadra dello Zilina, venendo chiamato anche per una partita di qualificazione alla Champions League, in cui tuttavia non si siede nemmeno in panchina. L’ attaccante comincia ad essere messo in pianta stabile nella formazione maggiore, non scendendo tuttavia mai in campo in campionando e giocando solo in due partite di Coppa dove però segna il suo primo goal. Nello stessso anno si alterna anche con la seconda squadra, dove riesce a segnare 4 goal in 8 presenze complessive. Viene convocato in estate anche per l’Europeo Under 2019, giocando 5 partite ma non andando mai in rete. La stagione 2018/2019 è quella della sua consacrazione, con con 32 presenze in Super Liga con lo Zilina condite con 13 goal, segnando anche il suo primo goal con la nazionale Under 21 della Slovacchia. Partecipa anche alla UEFA Youth League con le giovanili, entrando una volta in campo senza segnare.

Caratteristiche tecniche:

Bozenik rappresenta il prototipo dell’attaccante moderno: difficilmente, infatti, è stazionario nell’aria di rigore, tendendo invece ad avvicinarsi per farsi dare palla dai compagni: è ancora abbastanza acerbo per quanto riguarda la finalizzazione ed in generale non ha ancora l’esperienza che gli permette di fare la giocata sempre perfetta: molto spessi si è visto infatti sfruttare la sua potenza fisica (una delle sue indubbie qualità è infatti la capacità di difendere la palla anche in corsa) per andare via ad un avversario in contropiede, sbagliando però magari l’apertura per favorire l’inserimento di un compagno dall’altra parte del campo: in generale, essendo lui destro, tende a favorire il suo piede preferito. Nonostante questo non rifiuta mai di provare a giocare di fino, come dimostrato nel goal di tacco al volo con la Slovacchia under 21 contro la Grecia. Non è molto veloce, ma come detto ha molta potenza nelle gambe, che gli permette anche di colpire dalla distanza con abbinando potenza e precisione. Deve ancora migliorare il dialogo con i compagni e in alcune fasi anche l’uno contro uno ed il dribbling, evitando di buttarsi a terra al minimo contatto.

Numeri:

Bozenik

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