Inter, il “metodo Zhang” tra polemiche con la Lega e misure di sicurezza

Inter, il “metodo Zhang” tra polemiche con la Lega e misure di sicurezza

Una settimana di lavoro individuale ad Appiano Gentile e poi tutta la nuova fase di tamponi e test sierologici ai quali giocatori, dirigenti e staff tecnico sono stati sottoposti. Responso: non c’è un positivo. È quello che più comunemente si chiama “metodo Zhang”. Ovvero: sotto le dipendenze dell’Inter non sgarra proprio nessuno. Già abituato con Suning a far fronte al Covid-19 sul territorio cinese, già abituato a cambiare abitudini e approccio al prossimo, già abituato alla salita vertiginosa della curva epidemica da coronavirus, il giovane presidente dell’Inter fin dal principio ha alzato il tono verso la Lega e poi messo l’intero ecosistema nerazzurro in isolamento.

Zero margine, smartworking e ogni tipo di contatto neutralizzato. Solo così è stato possibile mantenere il numero di positivi a zero. Nessuno ha rischiato nulla in casa Inter e oggi i risultati si vedono anche alla Pinetina. Le dichiarazioni aspre dell’ad Marotta danno continuità alla linea dura portata avanti dalla proprietà. Se non esistono garanzie e davanti a linee guida improponibili, la società non ne vuole sapere di esporre i propri dipendenti e tesserati. Perciò il protocollo la Lega ha dovuto rivederlo con la Federazione che, ieri sera, ha dato l’ok per l’ennesimo invio al Governo, pronto a sua volta a girarlo in mattinata al Cts. Tra poco sapremo se la macchina avrà modo di attivarsi per davvero, fino alla sperata (per molti) ripartenza della stagione.

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P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

Paolo Cannavaro, ex difensore di Sassuolo e Napoli, ha rilasciato un’intervista a TuttoMercatoWeb nella quale si è esposto circa la ripresa del calcio. Durante l’intervista Cannavaro ha parlato del Ministro Spadafora, della vita in Cina (dato che vive lì essendo collaboratore tecnico del Guangzhou), del Coronavirus e del famoso maxi ritiro. Andiamo a vedere le parole di Paolo Cannavaro a TMW:

Cannavaro, lei e il Covid-19 vi siete inseguiti…
Eravamo in Cina quando ci sono stati i primi avvisi di Coronavirus, poi ci siamo trasferiti a Dubai con la squadra e al ritorno siamo rimasti segregati nel nostro centro sportivo. Dopo aver fatto tutti i controlli del caso siamo tornati in Italia. Poi siamo andati di nuovo a Dubai e mentre stava per finire il ritiro iniziavano i primi casi in Italia tant’è che non siamo potuti tornare a casa. Così da Dubai ci siamo trasferiti in Cina dove il virus stava per finire e stava iniziando proprio negli Emirati”.

Distanziamento sociale, attività chiuse, rinuncia alle proprie abitudini. Abbiamo vissuto due mesi surreali.
Credo che il distanziamento sociale sia stata la cosa più brutta del Covid-19. In famiglia si sta sempre meno, le distrazioni sono tante. Poter stare con i propri cari non è poi così male. E invece il Covid ha creato questa triste situazione del distanziamento, un momento davvero brutto”.

In Cina come è stata gestita la situazione?
Alla grande. Ci sono state tante iniziative da parte del Governo e delle aziende private. Oggi è tornata la normalità, ci sono tanti controlli e a breve verrà eliminato l’obbligo della mascherina”.

Come si va al ristorante?
Sei una persona libera, puoi fare la tua vita. Ovunque vai però devi compilare un foglio o scaricare l’applicazione dove dichiari che sei stato in quel determinato posto. Tramite i controlli risalgono alle frequentazioni”.

In palestra invece?
Bisogna indossare le mascherine all’ingresso, poi in qualsiasi locale vai trovi l’igienizzante e ti misurano la temperatura corporea. In palestra dopo l’utilizzo degli attrezzi sei obbligato a disinfettarli e l’accesso è limitato ad un determinato numero di persone. Le piscine sono ancora chiuse, così come i cinema. Si può invece praticare lo sport all’aperto. Noi stiamo svolgendo allenamenti con regolarità da sei settimane, i nostri calciatori vengono controllati all’ingresso, c’è stato qualcuno con la febbre che è stato mandato a casa per qualche giorno fino all’esito del tampone. Ora aspettiamo la riapertura del campionato”.

E dal barbiere?
Non posso rispondere direttamente (sorride, ndr) ma vedo gli altri che vanno: si va per appuntamento con degli indumenti monouso dei quali poi bisogna spogliarsi. E ci si può sedere dopo che il posto viene sterilizzato. Però, vorrei fare un appello”.

Prego.
Attenzione: il Coronavirus non è passato e non possiamo fare tutto ciò che ci piace. Nessuno dovrà reagire così. Questi sono i primi step. Dobbiamo abituarci a convivere con la mascherina e i controlli costanti. In questo momento qualche regola deve cadere, anche sulla privacy. Se vado in un bar e mi viene chiesto di fornire il numero di cellulare e qualche dato so che devo darlo per il bene mio e degli altri. Facciamo finta che sia una partita di calcio: in questo momento siamo tornati in vantaggio, cerchiamo di conservarlo per arrivare al periodo estivo e divertirci. Spero che la gente torni ad avere degli introiti per pagare le spese che sono comunque tante. Torniamo alla normalità, ma con il massimo rispetto delle precauzioni”.

Il Governo a breve consentirà di scaricare l’applicazione Immuni sui cellulari per prevenire il contagio. Qualcuno fa appello alla privacy.
Quando viene presa una decisione non sta mai bene a nessuno. Ci saranno sempre ricorsi e controricorsi. Nelle scelte non si può accontentare tutti. Bisogna fare la cosa più intelligente. È un momento speciale, qualche regola deve crollare. La privacy è importante, ma se dovessi andare in un ristorante preferirei dare i miei dati e tutelare la mia salute così da sapere se qualcuno positivo e magari asintomatico ha frequentato il mio stesso locale. E poi, quando compriamo un cellulare siamo già schedati: non ci vuole nulla ad intercettare i movimenti… la privacy non verrà mai violata, l’applicazione sarà una forma di tutela. Qui in Cina c’è un’app che si chiama We Chat, funziona come whatsapp ma è molto più evoluta e quando sali su un mezzo pubblico basta scansionare il codice per registrare la tua presenza. Sarà meglio saperlo prima se si è a rischio piuttosto che dopo aver contagiato qualcuno”.

In Germania è tornato il calcio, in Italia il Governo ancora non decide. Lei, come la vede?
Sono a favore della ripresa, a patto che il nostro Paese possa prendere una boccata d’ossigeno. Se fossi ancora un calciatore di Serie A sarei favorevole alla ripresa, consapevole anche che ci possa essere qualche modifica come ad esempio giocare i playoff e i playout. Questo rimarrà per sempre nella storia come un campionato diverso, non si può pensare di finirlo normalmente. Meglio finire in modo diverso e poi riprendere il nuovo. L’azienda calcio funziona alla grande, il mondo del pallone fa star bene tante persone dal punto di vista lavorativo. Bisogna ripartire”.

Si è discusso tanto del maxi ritiro, che alla fine non si farà.
Isolare i calciatori e gli allenatori non basta, dietro il sistema non ci sono soltanto loro. Ci sono la stampa, i tecnici, i commissari federali, gli arbitri, gli autisti. Mandare i calciatori e gli allenatori in ritiro non risolve il problema. L’Italia sta avendo sempre meno casi e sta andando verso la normalità. Andando in ritiro non si risolve il problema, in hotel ci sarebbero i camerieri e altre persone. E poi il giorno della partita si frequenterebbero comunque altre persone. E quindi bisognerebbe mettere in quarantena tutti coloro che prenderebbero parte alle partite. No, così non sarebbe facile. Non vorrei essere nei panni di Gravina, verso il quale provo grande affetto, è stato il presidente dell’Under 21 quando ero in Nazionale”.

Lei, come tutti i calciatori e gli allenatori, probabilmente è più uomo di sport rispetto al Ministro Spadafora che sembra non amare il mondo del calcio. Che consiglio gli darebbe?
Il Ministro dello Sport avrà una pressione psicologica molto forte. Però non deve dimenticare che il calcio in Italia è lo sport più seguito. Tante volte il calcio viene visto come un mondo di viziati, gente che guadagna tanto. Questa storiella l’ho sentita troppe volte. La verità è che il calcio in Italia è una religione, una fede, una passione che non toglierà mai nessuno. Se la maggior parte del paese ama parlare di calcio non è colpa di nessuno. Se in altri sport non ci sono altri privilegi è un’altra storia. Magari oggi c’è la pressione di altri settori. Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia e deve avere il giusto peso. Capisco la pressione, ma il calcio è lo sport più seguito in Italia ed è giusto che sia in cima alle cose di cui occuparsi. Se quello più seguito fosse stato un altro sport, si sarebbe parlato dell’eventuale altra disciplina”.

E la sua esperienza in Cina?
Sto facendo una buona scuola al fianco di mio fratello e insieme ai ragazzi dello staff sto imparando. Spero di dare un contributo anche io. Abbiamo creato un nuovo Guangzhou con tanti giovani che giocavano anche in categorie inferiori. Questo nuovo progetto ci ha portato a vincere uno Scudetto a perdere la semifinale di Champions contro una squadra molto forte. Sono contento sia professionalmente che personalmente, sono in un Paese che va a tremila. Ho tanto da imparare da questa esperienza”.

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Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha confermato di aver ricevuto la nuova proposta relativa al protocollo medico da seguire per la ripartenza del calcio. Un nuovo documento che dovrebbe risolvere i punti critici riscontrati nella versione precedente.

Come spiega La Gazzetta dello Sport, tra le novità principali è che non ci sarà più la tanto discussa “bolla”, niente più gruppo chiuso, si dormirà a casa. A ogni sessione, ci sarà il termo scanner che misurerà la temperatura e chi avrà più di 37,5 non potrà partecipare agli allenamenti. Per arrivare a consentire di dormire a casa serviranno però controlli più frequenti. E quindi, si adottano in toto quelle indicazioni della Federazione Medico-Sportiva che erano state messe da parte vista la «specificità» del calcio. Anche i tamponi saranno effettuati ogni quattro giorni. Si tratta di una decisione che fa in conti con l’impossibilità attuale per i club di Serie A (ad eccezione della Juventus con il J Hotel) di disporre di una struttura per mettere in atto l’isolamento del gruppo squadra.

Secondo punto è la questione su cosa fare in caso di positività. Dopo aver disposto l’immediato isolamento della persona, tutta la squadra si isolerà per due settimane, ma all’interno del centro sportivo e proseguendo gli allenamenti.

Se la decisione risolve il problema per gli allenamenti, il problema rimane per la ripresa del campionato. Per questo si è deciso di valutare la questione della «quarantena automatica» per la squadra più avanti. Si dovrà aspettare lo sviluppo della curva epidemiologica nei prossimi 10-12 giorni.

La nuova proposta ha fatto passare in secondo piano la vicenda del passaggio agli allenamenti collettivi. Il Dpcm firmato da Giuseppe Conte non basta, ci vorranno delle linee guida che il Cts deve validare per portare poi alla pubblicazione sul sito del ministero dello Sport.

Gli scienziati si riuniscono soltanto oggi, quindi anche per questa giornata i calciatori dovranno allenarsi soltanto in forma individuale. Con le nuove linee guida, sarà possibile farlo invece in piccoli gruppi, anche con il pallone, però sempre osservando il distanziamento di due metri.

Un documento che in sostanza non aggiunge molto ai protocolli precedenti, eccezion fatta per il provvedimento sui ritiri, e rimanda le decisioni più importanti in base ai successivi sviluppi della curva epidemiologica. Restiamo in attesa di uleriori novità.

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Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Henrikh Mkhitaryan in poco tempo è diventato è diventato centrale nel progetto Roma, indispensabile negli schemi di Mr Fonseca e idolo della tifoseria, tutto grazie alla sua professionalità ed al suo talento. Quest’oggi Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato un’intervista all’ambasciata armena dove ha parlato della Serie A, del suo futuro nel club giallorosso, della Roma e degli obiettivi di stagione. Andiamo a vedere cos’ha detto:

“Dal primo giorno che sono arrivato a Roma mi sono trovato bene con la città e la squadra. Tutto era fantastico. Ovviamente sarebbe bello restare qui. L’obiettivo principale è entrare in Champions League e vincere dei titoli. Mentre volavo da Londra a Roma lo steward mi chiese se avessi già firmato. Risposi che ancora non lo sapevo, poi una volta arrivato a Fiumicino c’erano tantissime persone e giornalisti. L’ufficio stampa della Roma mi spiegò che in Italia sono matti per il calcio e che era perfettamente normale. Questo fa capire la passione che c’è intorno alla squadra. Ho già vinto molto, ma quello è il passato. Voglio ottenere di più il prossimo anno perché poi quando smetterai tutti si chiederanno cosa hai fatto per la squadra. Quindi per me è importante lasciare un messaggio positivo vincendo qualcosa. A Roma ci sono grandi talenti e spero che potranno raggiungere i loro obiettivi. La Serie A ha le sue particolarità, molti la sottovalutano, ma è affascinante come campionato. Magari non è come venti anni fa, ma sono felice che il campionato stia continuando a crescere e anche il mio prestito dell’anno scorso parla da sè. Sono felice di giocare in Italia. Avevo sentito che i tifosi qui erano “pazzi”, in senso buono. Ma non credevo che fossero realmente così. Sono molto soddisfatto di giocare con la Roma e dei suoi tifosi.”

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Calciomercato Lazio, Tare segue 2 giocatori dell’Hellas Verona

Calciomercato Lazio, Tare segue 2 giocatori dell’Hellas Verona

Calciomercato – La Lazio sta valutando diversi profili in vista della prossima stagione nella quale si disputerà anche la Champions League e Igli Tare sembra aver messo sotto i riflettori 2 giocatori dell’Hellas Verona.

Secondo il Corriere dello Sport sono Kumbulla e Faraoni i giocatori seguiti dal Ds biancoceleste. Il primo è un difensore albanese con cittadinanza italiana classe 2000 che è cresciuto nelle giovanili dell’Hellas ed ha già esordito con la nazionale maggiore. In questa stagione mister Juric gli ha dato spazio e il difensore ha sempre disputato ottime partite. Per portarlo in biancoceleste la Lazio potrebbe puntare sul rapporto che il calciatore ha con il connazionale Strakosha. Il suo cartellino, secondo Transfermarkt, è pari a 22,5 milioni di €.

Il secondo giocatore monitorato è un giocatore del 1991, Davide Faraoni, di ruolo terzino destro cresciuto nelle giovanili biancocelesti ma che non ha mai esordito con la Lazio e che ha lasciato definitivamente nel 2010 per trasferirsi all’Inter. Il suo cartellino si aggira attorno ai 3.2 milioni di euro. Se dovesse concretizzarsi il suo arrivo è facile pensare che a lasciargli spazio sarebbe Marusic: il giocatore piace in Premier League, più precisamente all’Arsenal.


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Calciomercato, l’agente di Szoboszlai: “Probabile un futuro in Serie A”

Calciomercato, l’agente di Szoboszlai: “Probabile un futuro in Serie A”

Calciomercato – Dominik Szoboszlai è un nome che nelle ultime settimane si legge spesso insieme a quello del Milan. Il centrocampista in forza al Salisburgo sembra avere molto mercato anche tra altre squadre di Serie A che si sono informate per prendere l’ungherese e sono Roma, Lazio ed Atalanta, oltre al già citato Milan. Il suo agente, Matyas Esterhazy, è stato intervistato dal sito tmw.com, e ha rilasciato parecchie dichiarazioni interessanti:

Haaland però è andato al Borussia Dortmund per evitare di non giocare al Real Madrid o alla Juventus… Può essere un percorso simile?

Non stiamo pensando a nomi, se fare un passo più lungo o più breve. Pensiamo solamente alle possibilità, al giusto progetto. Certo, per noi giocare tanto è una necessità. Sceglieremo quello migliorare il più possibile, secondo me Dominik ha la possibilità di essere uno dei migliori giocatori d’Europa nel suo ruolo.

Quindi l’Italia…

Alla fine della storia la scelta viene fatta dal giocatore. Nella mia idea sia il calcio italiano può essere una buona destinazione.

Però si parla di Milan, di Roma, di Lazio e Atalanta…

Se il tempo è quello giusto, la Serie A è una delle scelte più probabili, ovviamente.

Qual è il suo prezzo?

È molto difficile parlare di valore, è definito dal mercato. Ma mai come oggi è instabile, il Coronavirus avrà delle ripercussioni, probabilmente nei prezzi. Sarà complicato definirlo.

Il campionato austriaco intanto è pronto a ripartire…

Dovrebbero farlo con la finale di coppa il 29 maggio, poi playoff e playout. Dovrebbero finire il 5 luglio. Il protocollo è simile a quello della Bundesliga. Alla fine credo sia una buona scelta quella di isolare i positivi: se lo è uno non vuol dire che lo sia tutta la squadra.


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Ibrahimovic, parla Mihajlovic e svela il futuro dello svedese

Ibrahimovic, parla Mihajlovic e svela il futuro dello svedese

Voci che si rincorrono da tempo ma adesso arrivano delle dichiarazioni che sembrano avere proprio i connotati dell’ufficialità. L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic intervistato dalla tv serba Vece sa Ivanom Ivanovicem ha rivelato di aver parlato con Zlatan Ibrahimovic riguardo il futuro dello svedese. L’attaccante, arrivato a gennaio a Milano da svincolato dopo l’esperienza in California con i Los Angeles Galaxy, era tornato in Svezia durante la quarantena per proseguire gli allenamenti con l’Hammarby, squadra della quale detiene alcune quote.

«Mi ha chiamato qualche giorno fa, vedremo cosa deciderà in estate. Certamente non rimarrà a giocare a Milano, ma la domanda è se verrà da noi o tornerà in Svezia. Il Bologna l’anno prossimo vorrà lottare per andare in Europa».

Parole che non lasciano nemmeno il beneficio del dubbio sulla fine della seconda avventura in maglia rossonera dello svedese che ha messo a segno 4 reti in 10 partite al Milan.

Se consideriamo la prima esperienza rossonera in totale sono 60 gol in 94 presenze.

Circa un mese fa il bosniaco si era espresso cosi:

“Ho un contratto con il Milan e vedremo come finisce lì e se finisce. Ho detto che voglio giocare a calcio il più a lungo possibile ma non sai mai cosa può succedere”.

La dirigenza del Milan, nella figura di Gazidis, valuta troppo oneroso il contratto di Ibra (6 milioni di €)  in relazione all’età dell’attaccante bosniaco e sembra non sia stato di certo fatto un discorso sulle indiscusse qualità sportive.

Ora è tutto da decifrare il futuro del numero 21 rossonero, che potrebbe decidere di accettare la corte dell’allenatore del suo ex compagno di squadra ai tempi dell’Inter Mihajlovic e andare al Bologna, valutare un ritorno in patria nel club di Stoccolma, l’Hammarby, o anche l’ipotesi del ritiro dall’attività agonistica. Ipotesi, quest’ultima, poco percorribile, per detta dello stesso giocatore e considerando la volontà ancora forte di giocare di Ibra, che atleticamente e mentalmente si sente ancora al top della forma.


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Juventus, per il Mundo Deportivo Pjanic al Barça si fa. Prevista contropartita

Juventus, Mundo Deportivo: Pjanic al Barça si fa. Prevista contropartita

Juventus – Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Mundo Deportivo  il Barcellona starebbe monitorando il nostro campionato, sia per quanto riguarda Lautaro Martinez, sia per un altro giocatore della nostra Serie A. Il Barça straebbe spingendo sull’acceleratore per arrivare al centrocampista della Juventus Miralem Pjanic. Secondo il quotidiano spagnolo il club blaugrana sarebbe disposto a inserire Semedo nell’operazione, nome gradito al club bianconero.

Il giocatore portoghese avrebbe accettato l’eventuale trasferimento a Torino. Per il calciatore ex Benfica sono 110 presenze e 1 gol con il Barça. Un altro nome che potrebbe rientrare nella trattativa è quello di Arthur, da tempo accostato proprio alla squadra torinese ma che non scalda più di tanto il direttore Paratici, convinto di avere già in casa l’erede di Pjanic, ovvero Bentancur. Da registrare anche l’interesse verso Jorginho del Chelsea, pupillo di mister Sarri.

Sempre secondo il Mundo Deportivo Pjanic avrebbe dato già l’ok per il buon esito della trattativa.

In bianconero il centrocampista bosniaco ex Roma ha collezionato 166 presenze in tutte le competizioni mettendo a segno 22 reti. Il costo del suo cartellino, secondo il sito Transfermarkt, è pari a 52 milioni di €. Semedo viene valutato 32 milioni di €.


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Serie A, Spadafora: “Lavoriamo per ripartire. Facile giudicare da fuori!”

Serie A, Spadafora: “Lavoriamo per ripartire. Facile giudicare da fuori!”

Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, in una diretta sulla sua pagina Facebook ha fatto delle dichiarazioni sulla ripresa della Serie A, commentando le parole del Premier Conte in seguito all’ultima conferenza stampa.
Il Ministro non le ha mandate di certo mandate a dire a tutti i suoi detrattori, a coloro che lo accusano di non voler far riprendere il Campionato.
Ecco le sue dichiarazioni:
“Inviterei tutti a fare un po’ meno i fenomeni. Da fuori si è tutti scienziati, calciatori, arbitri. Anche nel mondo del calcio ci sono posizioni diverse, anche tra i calciatori ricevo molti messaggi sui social, cercano di contattarmi per dirmi le loro preoccupazioni.

Infine una dichiarazione sulla ripresa della Serie A:

“Il campionato può ripartire il 13 giugno? Noi stiamo lavorando per fare in modo che dopo che sia ripartito il campionato, poi possa anche concludersi. La prudenza utilizzata è stata interpretata male. Il mondo del calcio alla fine in sostanza ci chiede di andare avanti o di essere noi ad assumerci la responsabilità di bloccare tutto per tutta la questione dei diritti tv. Il mondo del calcio non lo deciderà mai in autonomia

C’è da attendersi sicuramente qualche polemiche in seguito alle parole del Ministro dello Sport.


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Calciomercato, la Fiorentina sulle tracce del “Gallo” Belotti

Calciomercato, la Fiorentina sulle tracce del “Gallo” Belotti

Calciomercato – La Fiorentina vuole acquistare una prima punta di spessore per ambire a posizioni importanti in campionato, e l’attaccante e capitano del Torino Andrea Belotti sembra essere il calciatore più adatto al progetto. Il “Gallo” è una punta d’area di rigore, scaltro e abilissimo nei gol acrobatici. L’ideale per una squadra dedita al cross in area per andare in gol. Belotti sembra proprio essere il profilo giusto e con un attaccante del genere, la rete è garantita e la Fiorentina vuole un grande nome come Belotti, in grado di far tornare a sognare la tifoseria.

La Viola deve guardarsi bene dalla concorrenza del Napoli. Belotti gode da sempre della stima di Rino Gattuso, il quale lo vede già come possibile erede di Milik. Il Napoli è senza dubbio la squadra che più di tutte sta “corteggiando” il capitano granata ma non va dimenticato anche l’interesse di altre squadre di Serie A come Milan e Roma e anche di club di Premier League come Manchester United e soprattutto Everton di Carlo Ancelotti che già lo avrebbe voluto nella sua avventura partenopea. Belotti veste la maglia del Torino dalla stagione 2015/16 e con i granata ha disputato 179 partite mettendo a segno 85 reti. La stagione 2016/17 è stata senza dubbio la più prolifica con ben 28 reti in tutte le competizioni.

La prossima stagione è quella che porta all’Europeo, slittato al 2021 causa emergenza Coronavirus perciò il “Gallo” dovrà valutare bene se restare in una società nella quale sa di essere importante ed ha la titolarità garantita (salvo cali di rendimento drammatici) o calarsi in una realtà più grande e conquistarsi il posto di domenica in domenica.


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