Serie A: ecco i punti fondamentali del protocollo per la ripresa

Serie A: ecco i punti fondamentali del protocollo per la ripresa

Grazie all’anticipazione del Messaggero possiamo notare quelli che saranno i punti principali del protocollo, che sarà poi, salvo sorprese, rettificato il 28 maggio in vista della possibile ripresa della Serie A.


I PUNTI DEL PROTOCOLLO

  • Orario delle partite: le partite non si giocheranno alle ore 15, ma in diverse fasce orarie durante la giornata, così come succede in Liga.
  • Playoff: se fosse impossibile finire in tempo la stagione, si valuteranno i playoff: si va dall’ipotesi di massima con tre fasce per coinvolgere tutte e 20 le squadre, a quella minimalista con Juventus, Lazio, Inter e Atalanta in gara per il titolo, Milan-Verona-Parma a contendersi il terzo posto in Europa League e con le ultime 4 (o ultime 6), a giocarsi la permanenza in A.
  • Data per la nuova stagione: la Serie A 2020/21 dovrebbe ricominciare il 12 o al massimo il 19 settembre 2020, con una pausa di soli 40 giorni da una stagione all’altra (escluse ovviamente Coppe Europee e Nations League).
  • Misure sanitarie: vietato l’uso simultaneo del tunnel, niente cerimoniale di gara: niente bambini, niente mascotte e niente strette di mano. I giocatori berranno in bottigliette personalizzate ed anche le sale antidoping saranno separate.
  • Misure di accesso agli stadi: l’accesso sarà consentito per fasce orarie e con un massimo di 300 presenze tra giornalisti e addetti ai lavori. Alle partite le squadre dovranno arrivare con percorsi separati. Autobus e spogliatoi dovranno essere sanificati sia prima che dopo la partita.
  • Misure per la partita: i calciatori non potranno più protestare e dovranno restare a distanza di un metro e mezzo dai direttori di gara, e inoltre non potranno abbracciarsi durante le esultanze.

Queste sono solo indicazioni provvisorie che possono subire variazioni nell’arco di questa settimana.


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Avv. Malagnini: “Il mercato tutto a settembre. Cambiano prestiti e scadenze”

Avv. Malagnini: “Il mercato tutto a settembre. Cambiano prestiti e scadenze”

L’avvocato Luciano Ruggiero Malagnini spiega, ai microfoni di TuttoMercatoWeb, tutte le novità dopo il Consiglio Federale di ieri. L’avvocato Malagnini ha spiegato come cambierà il calciomercato, come verranno modificate scadenze di contratti e prestiti, ha poi fatto degli esempi concreti come il caso di Kulusevski che è dell’Atalanta ma in prestito al Parma ed ufficialmente della Juventus da giugno. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Avvocato, e con i prestiti cosa accadrà?
Oggi ci troveremmo di fronte a calciatori in prestito i cui contratti scadranno a giugno. Servirà una norma ad hoc da parte della Fifa per disciplinare la scadenza”.

Esempio pratico: Kulusevski, acquistato dalla Juve e al momento in prestito al Parma. Cosa accadrà?
Lo ha comprato la Juve in virtù di un contratto preliminare. E i contratti preliminari possono essere depositati dal primo giugno al trentuno agosto. Questo lascia pensare alla proroga delle scadenze perché ovviamente il campionato non si esaurirà a giugno. Quindi arriverà una norma. Kulusevski continuerà a pagarlo il Parma fino ad agosto, pertanto gli emolumenti verranno suddivisi in quattordici mesi anziché dodici. Alcune società non hanno infatti pagato marzo e aprile, quindi pagheranno luglio e agosto in sostituzione. L’ingaggio rimarrà sempre uguale. Ciò porterà però ad una compressione rispetto al contratto per la stagione successiva. Dal primo settembre Kulusevski inizierà la stagione con la Juventus, che pagherà l’ingaggio in dieci mesi anziché dodici. Ma l’importo rimarrà sempre uguale così da poter allineare di nuovo i flussi di pagamento. È un momento particolare, non è il caso di buttare la croce addosso a qualcuno. Serve un passo indietro. Non vorrei essere nei panni di chi deve decidere. Stiamo vivendo qualcosa di imprevisto ed imprevedibile. Non bisogna pensare agli interessi personali, ma a salvare il sistema calcio”.

Il prossimo passo per le scadenze dei contratti?
Verrà modificato l’articolo 47 de le Noif, quindi le scadenze slitteranno, dal 30 giugno al 31 agosto”.

Scusi avvocato, e il prossimo mercato?
Già prima i vari operatori di mercato invocavano un mercato più corto. Credo che la nuova sessione possa svolgersi in tutto il mese di settembre. Un mercato lungo non gioverebbe ai calciatori e al sistema”.

 

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Roma, Bonaventura ha detto sì. Per il calciatore è pronto un triennale

Roma, Bonaventura ha detto sì. Per il calciatore è pronto un triennale

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport  la Roma avrebbe ottenuto il sì di Jack Bonaventura. Il giocatore, in scadenza di contratto con il Milan, si sarebbe già accordato per un triennale con i giallorossi che hanno sbaragliato la concorrenza di Torino ed Atalanta, ed arriverebbe a parametro zero. Il suo procuratore Mino Raiola ha spinto molto per il buon esito della trattativa per il suo assistito. Dopo anni travagliati in rossonero nei quali solo a sprazzi ha potuto mostrare il suo talento, costretto spesso ai box a causa di infortuni, il giocatore, che compirà 31 anni il prossimo agosto, è pronto al rilancio nella Capitale.

Il club giallorosso gli offre, come detto,un contratto triennale da 2,5 milioni di euro netti a stagione più bonus (mezzo milione in più rispetto all’attuale ingaggio in rossonero).

Con i rossoneri il centrocampista ha disputato 171 partite segnando 41 gol. è arrivato nell’estate 2014 dall’Atalanta per 7 milioni di €, scegliendo il Milan dopo esser stato corteggiato anche dall’Inter.

Bonaventura ha vestito anche la maglia azzurra in 14 occasioni, senza mai essere andato a segno.


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Consiglio Federale, calendario fino al 20 agosto in armonia con le coppe europee

Stagione 2019/2020 fino al 31 agosto, con campionati da concludere entro il 20. Questa la decisione del Consiglio Federale di ieri. Come si sposerebbe con le coppe europee? Premesso che il calendario di Champions ed Europa League sarà discusso dalla Uefa solo il 17 giugno, nel prossimo Comitato Esecutivo, il Corriere dello Sport ipotizza la seguente divisione tra campionati e coppe: i campionati nazionali si giocherebbero anche nei weekend dell’8-9 e del 15-16 agosto, mentre Champions ed Europa League andrebbero in campo, sempre ad agosto, il 4-5-6, l’11-12-13, poi di fatto si giocherebbe ogni giorno dal 18 al 26 agosto, con il termine ultimo per la finale di Europa League che è proprio il 26 e quello per la Champions individuato nel 29 agosto. Un calendario serratissimo, a meno di eventuali tagli.

Si tratta di un calendario che metterà a dura prova la tenuta fisica degli atleti e che, senza un’adeguata preparazione, finirebbe per stroncare i giocatori già alle prese con il problema di riabituarsi ai ritmi di una partita (anzi, anche solo di un allenamento). In ogni caso, sembra paradossale la risolutezza con la quale si è presa questa decisione a fronte dell’incertezza, per non dire di peggio, con cui si sta affrontando il discorso ripresa, caratterizzato da una serie di dietrofront, lavate di mani e rinvii. Certamente l’andamento della curva epidemiologica necessita di tempo per essere osservato, ma fare certi programmi sulla conclusione della stagione quando vi è cosi tanta indecisione sulla ripresa (mai dare per scontate le parole di Spadafora e co. sul 13 giugno) rischia di mandare all’aria tale lavoro di programmazione.

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Gasperini: “Bergamo ha sofferto, è il momento di farla sorridere di nuovo”

Gasperini: “Bergamo ha sofferto, è il momento di farla sorridere di nuovo”

Gian Piero Gasperini, tecnico della strepitosa Atalanta che sta facendo impazzire l’Europa e la Serie A, ha rilasciato una lunga e bella intervista al The Guardian. Nel corso della chiacchierata Gasperini ha parlato di Bergamo, della sua Atalanta, dei club allenati nella sua carriera, dei ragazzi lanciati in Serie A, del suo modo di vedere il calcio, delle emozioni che regala giocare la Champions League e molto altro. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Come motiva i suoi ragazzi?

Una delle ultime volte ho inviato ai ragazzi una frase di Michael Jordan: “Ventisei volte mi sono preso il tiro finale e non ci sono riuscito. Ho fallito tante volte nella mia vita ed è per questo che alla fine riesco in quello che voglio”. Ma la cosa migliore che ho fatto è quella di aver attaccato nello spogliatoio una foto di un branco di lupi: ci sono lupi nella parte anteriore, al centro e in fondo al gruppo. Quelli in primo piano impostano il ritmo, quelli in fondo sono i più forti e quelli al centro vivono protetti dagli altri. L’ultimo è il capo che si assicura che nessuno venga lasciato indietro. Il messaggio è che il leader non si limita alla prima linea: si prende cura della squadra e questo è quello che voglio dai miei giocatori“.

Come ha fatto a trasformare l’Atalanta in una delle squadre più divertenti al mondo?
Per darvi un’idea utilizzerò un proverbio cinese del 500 a.c.: “La difesa ti rende invincibile, ma se vuoi vincere, devi attaccare”. Questo riassume lo spirito e la mentalità che voglio che abbia la mia squadra. Ma che anche qualcos’altro di importante: l’identità che crei in una squadra deve essere sempre rafforzata. Devi crescere e migliorare, giorno dopo giorno, perché se non migliora, hai finito. Chi si ferma, è perduto“.

I suoi allenamenti sono diventati famosi per intensità e fatica.
Durante l’allenamento i miei giocatori devono lottare. Quelli che non sono abituati a lavorare sodo mi spaventano. Dalla lotta nascono le vittorie. Se non corri in allenamento, allora non corri neanche in partita. Poi ovviamente è importante anche divertirsi in allenamento perché da questo deriva lo stile del gioco e la qualità di esso“.

Gomez, Ilicic, De Roon, Gosens e tanti altri hanno raggiunto il miglior momento di forma delle rispettive carriere. Come ci è riuscito?
C’è un segreto: quando raggiungi la maturità necessaria per capire che il duro lavoro porta a risultati, non senti più la stanchezza. Non perdiamo di vista il fatto che i calciatori non si allenano duramente come tanti atleti di quasi tutte le altre discipline, dove gli allenamenti sono più duri e intensi. I miei giocatori devono ricordarsi questo e dare sempre di più. Non abbiamo mai avuto i mezzi per grandi investimenti, quindi abbiamo dovuto trovare giovani giocatori in giro per l’Europa che avessero la stessa filosofia. Capaci di adattarsi al nostro stile di gioco, di prendere la mentalità offensiva della squadra e che fossero disponibili a lavorare sodo. Chi ci crede è uno di noi, quelli che hanno paura, se ne vanno“.

Gomez una volta ha detto che con lei la partita è come un giorno libero, cosa ne pensa?
Stiamo parlando di un giocatore straordinario, che prima di oggi non ha mai raggiunto il massimo dal proprio potenziale perché non si allenava bene. Quando ha iniziato ad allenarsi meglio, ha alzato il suo livello ed è diventato uno dei più forti d’Europa. Ha perso tempo perché è l’allenamento che ti rende un campione: lui ha sempre avuto tutto per diventarlo“.

E Ilicic?
Lo chiamavamo “la nonna” perché era sempre gentile con tutti. Abbiamo dovuto convincerlo ad aumentare gli sforzi in allenamento. Gli mancava quello scatto mentale necessario che poi ha fatto trasformandolo da “nonna” in “professore”. Si è reso conto che ogni sessione di allenamento può essere divertente e da quel momento è rinato. 5 gol in Champions in questa stagione sono un record straordinario“.

L’addio all’Inter l’ha portata a uno dei momenti migliori della sua carriera.
Ero appena stato licenziato perché non avevo la stessa visione della dirigenza. Ho ricevuto un bellissimo messaggio da Guardiola che mi disse che voleva incontrarmi e voleva farmi assistere agli allenamenti del Barcellona. E’ stato un momento molto difficile della mia carriera e ricevere il suo supporto mi ha fatto capire che tipo di persona sia. Mi ha reso felice“.

Il suo modo di interpretare il calcio ebbe dei problemi all’inizio dell’esperienza con l’Atalanta.
Ho deciso di percorrere questa strada e lo farò fino alla fine. Sono pronto a rischiare tutto perché credo in quello che faccio. Abbiamo lanciato giocatori come Caldara, Gagliardini, Petagna, Conti e altri giocatori che avevano pochissime partite in Serie A. La vittoria contro il Napoli fu l’inizio della nostra crescita, l’inizio di questa bella storia“.

La scelta di lavorare con i giovani l’ha premiata.
Fin da subito ho voluto lavorare con i giovani. Bergamo viene considerata una città molto produttiva, dove il lavoro è fondamentale. Volevo un progetto composto da giovani che preferibilmente fossero cresciuti nel vivaio. Per troppo tempo la spina dorsale della squadra era stata vecchia, quindi ho cercato di evitare la retrocessione con un metodo diverso: avere piena fiducia nei giovani facendoli crescere dando la priorità alla qualità“.

Ai suoi calciatori è arrivato a dire di seguire l’arbitro per trovare spazio, è vero?
Trovare spazio è fondamentale per un calciatore e quindi ho detto loro di seguire l’arbitro però sempre nella posizione ideale per vedere il gioco. Gomez è uno che ha capito questo consiglio alla perfezione e lo ha aiutato molto“.

Sua moglie Cristina dice che a volte si sveglia di notte e si mette a scrivere degli appunti.
Sì (ride). Con il mio computer di notte o con la lavagna, studio delle soluzioni per le partite successive e solo quando sono sicuro che possono funzionare riporto quelle idee in allenamento“.

Giocare con tre difensori era visto come difensivista e qualcuno l’ha anche accusata di esserlo all’inizio, poi cosa è successo?
Sono orgoglioso di questa scelta. Molti anni fa provai a consigliarlo quando ero allenatore delle giovanili della Juventus e mi dissero che ero troppo difensivo. Ho dimostrato il contrario: i tre difensori partecipano alla corsa, sono pronti per essere coinvolti. La formazione non ha importanza, è importante con quanti giocatori attacchi o difendi. Se dovessi riassumere la mia idea della difesa, direi che non aspetterei mai un errore altrui per conquistare palla, penso che uno debba trovare il modo per attaccare l’avversario e portargli via la palla“.

Qual è la filosofia che vuole trasmettere ai suoi giocatori?
Io dico sempre o vinciamo o impariamo, non perdiamo mai. Il mio obiettivo è creare una squadra che possa dare fastidio a qualsiasi avversario. Chi gioca contro di noi deve correre molto ed essere infastidito dal nostro gioco“.

Cosa ha provato dopo che è tornato dalla trasferta di Champions contro il Valencia?
Sembrava di essere in un paese dilaniato dalla guerra. Tutto è accaduto così in fretta, in pochi giorni non si sapeva più cosa potesse succedere. Ricordo che quando arrivammo a Valencia, trovammo una città piena che festeggiava per le strade, mentre a Bergamo si parlava già di situazione critica. Ci siamo resi conto di quanto fosse cambiata la situazione in sole 48 ore. Siamo passati dall’euforia alla paura. Bergamo è stata colpita profondamente da questo terribile virus, con tanti morti e tanti malati. Non dimenticherò mai le sirene nel centro di Bergamo, per tutta la vita“.

Quando riprenderete a giocare, cosa dirà alla squadra?
Metterò l’aspetto emotivo a destra, davanti e al centro. Questi giocatori hanno tutti un legame fortissimo con la città e con i tifosi. Parlerò di emozione e sentimento: Bergamo ha sofferto molto, è il momento di farla sorridere di nuovo“.

 

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Lobotka: “Amo Napoli, il debutto al San Paolo è stato incredibile”

Lobotka: “Amo Napoli, il debutto al San Paolo è stato incredibile”

Il neo acquisto di gennaio partenopeo, il centrocampista slovacco Stanislav Lobotka, ha parlato ai profili social della società Napoli rispondendo alle domande dei tifosi. Nel corso della chiacchierata coi tifosi azzurri Lobotka ha parlato dei suoi compagni di squadra, dell’amore per la città di Napoli, del rapporto con Gattuso e del suo emozionante esordio al San Paolo. Andiamo a vedere cos’ha detto:

DIFFERENZE TRA LIGA E SERIE A – “Cosa cambia tra Liga e Serie A? In Italia le squadre difendono di più, si coprono per poi sfruttare i contropiedi. In Spagna c’è più libertà”.

QUALI COMPAGNI TI HANNO IMPRESSIONATO MAGGIORMENTE? – “E’ difficile da dire perchè sono tutti ottimi giocatori, ma se devo fare qualche nome forse dico Mertens, Insigne, Zielinski e Fabian Ruiz”.

IL DEBUTTO AL SAN PAOLO – “Il debutto al San Paolo è stato incredibile, i tifosi mi hanno accolto bene e mi sono sentito alla grande. Mi hanno fatto sentire orgoglioso di far parte di questa squadra”.

CHE RAPPORTO HAI CON HAMSIK? – “Andiamo d’accordo sia in campo che fuori, siamo buoni amici ma dovete chiedere a lui se è davvero così… (ride, nda)”.

TI PIACE NAPOLI? – “Amo Napoli, specialmente il centro storico, cheprofumo di cibo! E’ fantastico, tutta la mia famiglia ama stare qui”.

CHE NE PENSI DI MISTER GATTUSO? – “Con mister Gattuso ho un ottimo rapporto, mi ha colpito ed è un ottimo allenatore. Lui pratica un tipo di calcio che io amo tantissimo, oltre ad essere una persona simpatica, ma quando c’è da lavorare duramente, non si tira mai indietro”.

IL TUO IDOLO? – “Il mio idolo? Ronaldinho, un mito”.

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Il Consiglio Federale ha deciso: Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto

Il Consiglio Federale ha deciso: Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto

Il Consiglio federale della FIGC ha deciso per lo stop dei Dilettanti e per il prolungamento della Lega di A, B e C. La stagione 2019/2020 si allunga ancora, quindi, fino al 31 agosto stavolta, dopo che il presidente della UEFA Ceferin nella giornata di ieri ha fatto dietrofront sulla data ultima del 2 agosto (inizialmente prevista per la chiusura della stagione). I campionati di Serie A, Serie B e Serie C riprenderanno non appena sarà possibile; il 28 maggio il Governo, nelle figure di Spadafora e Conte, incontreranno Gravina e Dal Pino per valutare l’andamento dei contagi e dare una risposta definitiva alla ripresa, o meno, dei campionati nazionali. Ieri il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, aveva annunciato l’ok definitivo agli allenamenti collettivi.

La data per terminare la stagione 2019/2020 è quella del 31 agosto, data simbolica per allinearsi alla UEFA e per ragioni contrattuali, mentre la data per terminare i campionati nazionali è quella del 20 agosto. Entro il 20 agosto andranno terminate Serie A, Serie B e Serie C, con la prima che non avrà in alcun modo la formula dei Playoff Scudetto (ipotesi bocciata). Andiamo a vedere il comunicato ufficiale apparso sul sito della FIGC:

Il Consiglio ha assunto una delibera in cui si indica la regolare prosecuzione delle competizioni professionistiche. In subordine, qualora la ripresa non dovesse essere possibile, si procederà a modifiche di format e, in caso di definitiva interruzione, di definizione delle graduatorie con promozioni e retrocessioni con criteri da individuarsi che premino il merito sportivo.

Roma, 20 maggio 2020 — Il presidente Gabriele Gravina ha aperto i lavori alle ore 12.00 con i consiglieri: Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega di A; Balata per la Lega B; Ghirelli, Baumgartner e Lo Monaco per la Lega Pro; Sibilia, Acciardi, Baretti, Frascà, Franchi e Montemurro per la Lega Nazionale Dilettanti; Tommasi. Calcagno, Gama e Zambrotta per gli atleti; Beretta e Giatras per i tecnici; il presidente dell’AIA Nicchi; il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci; il presidente del Settore Tecnico Albertini; il segretario generale Brunelli; la presidente della Divisione Calcio Femminile Mantovani; vice presidente UEFA Uva: il membro UEFA nel Consiglio della FIFA Christillin; presidente ECA e membro Comitato Esecutivo della UEFA Agnelli. Invitato, in qualità di uditore, il presidente dell’AIAC Ulivieri. Tutti i consiglieri si sono collegati in conference cali, fatta eccezione per Gravina, Lotito, Ghirelli, Sibilia e Montemurro presenti in sede.

Il presidente federale ha aperto la riunione chiedendo al Consiglio un momento di raccoglimento per tutte le vittime da Covid-19 sottolineando come “le nostre esistenze siano indelebilmente segnate da un’epidemia imprevista e subdola”. Gravina ha ricordato anche diverse personalità legate al mondo del calcio scomparse nelle ultime settimane, compresi i giornalisti Mura, Lauro e Bernard i. Gravina, inoltre, ha informato il Consiglio dell’avvenuta pubblicazione del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’ al cui interno sono contenuti provvedimenti molto importanti per il mondo del calcio. In particolare: 1) l’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) la sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi (anche di Serie A); 3) il riconoscimento della Cassa Integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi; 4) l’istituzione del Fondo Salva Sport con una quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive; 5) l’abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva (direttamente il Collegio di Garanzia dello Sport e successivamente il Tar e il Consiglio di Stato) in caso di contenziosi generati dalle decisioni che sono possibili adottare in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento federale sulla determinazione delle classifiche in caso di interruzione dei campionati della stagione 19/20 e quindi sulla determinazione degli organici per la stagione 20/21. “Un risultato molto positivo — ha commentato il presidente federale — che segna un momento significativo per l’intero sistema, abbiamo lavorato in silenzio per l’approvazione di provvedimenti di cui si sentiva un grande bisogno”.

Nomine di competenza
Su proposta della Lega Serie A, il Consiglio ha nominato il dott. Gianni Nanni quale componente della Commissione Medico Scientifica della FIGC, in seguito ha nominato Cristiano Fava componente dell’Organismo di Vigilanza.

Competizioni ufficiali professionistiche e dilettantistiche stagione sportiva 20191/2020
In ossequio al principio del merito sportivo quale caposaldo di ogni competizione agonistica, come previsto dal CIO e dal CONI, e in conformità alle disposizioni emanate dalla FIFA e dalla UEFA nelle scorse settimane, nonché a seguito della pubblicazione dell’art. 218 bis del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’, la FIGC ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche fissando al 20 agosto la data ultima di chiusura delle competizioni di Serie A, B e C. Precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sarà competenza del Consiglio Federale determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese, secondo i principi di seguito indicati: individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tangano conto della organizzazione in gironi elo del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni. Infine, per effetto di quanto deliberato, la stagione sportiva 2020/2021 avrà inizio il prossimo 1 settembre. Per quanto concerne, invece, l’attività dilettantistica, ivi compresa quella femminile fino alla Serie B, valutate le condizioni generali e l’eccezionale situazione determinatasi a causa dell’emergenza Covid-19, il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva. Per quanto riguarda la Serie A femminile, è stato deciso di verificare nei prossimi giorni le condizioni di ripresa, in base all’applicabilità dei protocolli sanitari da parte dei Club e alla disponibilità di contributi da parte della FIGC.

Licenze Nazionali stagione sportiva 2020/21
Il Consiglio ha aggiornato l’impianto delle licenze Nazionali per l’iscrizione ai campionati professionistici per la stagione 2020/21. Tra le modifiche, ai ammissivi le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti (netti) e degli altri compensi scaduti il 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi modificativi e novativi eventualmente ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati. Per quanto riguarda l’impianto delle garanzie fideiussorie, per la Lega B è stato confermato l’importo di 800 mila euro e per la Serie C l’importo di 350 mila euro. Per i soli Club di Lega Pro, in alternativa o a integrazione, potrà essere prodotta una certificazione della Lega, approvata dall’Assemblea, di aver costituito una garanzia collettiva di efficacia equipollente alle garanzie singole, di pari importo, e nel rispetto degli stessi requisiti richiesti ai soggetti fideiussori. Termini tesseramento in ambito professionistico per la stagione 2020/2021 Nelle more della definizione dei nuovi termini di tesseramento per la stagione sportiva 2020/2021, che saranno stabiliti prossimamente, ha deliberato i termini di deposito dei contratti preliminari: dal 1 giugno al 31 agosto“.

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Ag. Jorginho: “La Juventus è un top club, chiunque vorrebbe giocarci”

Ag. Jorginho: “La Juventus è un top club, chiunque vorrebbe giocarci”

Joao Santos, l’agente di Jorginho, ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli dei rumors che vogliono il suo assistito alla Juventus. L’agente del regista italo-brasiliano ha detto che al suo assistito, come a qualunque altro giocatore del pianeta, farebbe piacere giocare nella Juventus ma anche che il ragazzo sta bene al Chelsea dove ha ancora 3 anni di contratto. Andiamo a vedere le parole di Joao Santos:

La Juventus? È una delle principali squadre europee: a tutti i calciatori farebbe piacere un’esperienza in bianconero. Non ho sentito Paratici, ad oggi non mi ha chiamato. Jorginho ha 3 anni di contratto col Chelsea, sta bene a Londra. Ho letto dell’accostamento alla Juve attraverso i giornali e gli organi di informazione. Ritrovare Sarri? Ripeto: la Juventus è uno dei top club del panorama calcistico”.

Jorginho resta il nome preferito da Sarri per rinforzare il centrocampo dei bianconeri per la prossima stagione, anche a costo di sacrificare Miralem Pjanic. Il bosniaco ha un accordo con il Barcellona ma la Juventus vorrebbe contropartite tecniche di livello o maggiore denaro cash da reinvestire poi sul mercato. Gli altri nomi buoni per la mediana bianconera sono Sandro Tonali e Leandro Paredes, che al momento restano però un piano B. Oltre al Barcellona e al Chelsea, come si legge sul nostro sito, quest’oggi si registra anche un forte interesse del Paris Saint-Germain su Miralem Pjanic che offrirebbe ai bianconeri 50 milioni di euro cash, non avendo contropartite tecniche che interessano alla Juventus (cosa che hanno Chelsea e Barcellona che per questo motivo tengono l’offerta per il cartellino di Pjanic ben più bassa).

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Scaloni, CT Argentina: “Lautaro e Messi insieme al Barça? Meglio per noi”

Scaloni, CT Argentina: “Lautaro e Messi insieme al Barça? Meglio per noi”

Lionel Scaloni ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di El Larguero. Il CT dell’Argentina ha parlato del possibile arrivo di Lautaro Martinez al Barcellona a fianco di Messi. Andiamo a vedere uno stralcio di ciò che ha detto il CT dell’Argentina:

Scaloni commenta il possibile trasferimento di Lautaro Martinez al Barcellona: “L’Inter è un grande club e non sarà facile portarlo via. Ha giocato bene insieme a Messi in Nazionale e per noi è un bene che giochino più tempo insieme. Poi c’è Suarez e bisogna capire se Setien ha intenzione di giocare con il tridente. Lautaro è giovane, di grande prospettiva e ha una straordinaria forza di volontà. È un attaccante moderno, come Haaland. Somiglia molto a Suarez, non si danno mai per vinti, si muovono continuamente, è il giocatore che tutti vorrebbero avere”.

Il CT dell’Argentina non ha potuto non commentare il suo miglior calciatore della Nazionale, Leo Messi: “È il miglior giocatore della storia; quando non ci sarà più, ci pentiremo di non poterlo più vedere. In Argentina è amatissimo; io lo vedo in allenamento, vedo le cose che fa, ha ancora tanto da dare”.

Scaloni ha poi detto la sua circa la questione del se Lautaro si sposerebbe bene con i compagni di reparto e se avrebbe sufficiente minutaggio: “Giocare con Messi, Griezmann e Suarez? Si può sempre fare se c’è sacrificio da parte dei giocatori”.

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Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Il noto attore, regista e tifosissimo giallorosso Carlo Verdone ha rilasciato una bella intervista a Non è la Radio. Nel corso dell’intervista Verdone ha parlato del delicato momento che vive l’Italia, della precaria situazione economica della sua Roma, dei ricordi che ha della sua squadra del cuore e dei suoi progetti cinematografici. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Ciao Carlo e benvenuto. La prima domanda, doverosa, è sull’attualità. Pochi giorni fa, insieme a tanti artisti italiani (circa 300) hai firmato un appello al Governo e al Ministro Franceschini per chiedere l’applicazione della Direttiva Europea sul Copyright, un tema importante per la tua categoria.

È una cosa importante perché tutti se ne approfittano. Ci sono delle piattaforme su cui caricano qualsiasi cosa e non va bene, c’è un diritto d’autore da rispettare. Ogni giorno vengono caricati pezzi dei miei film, io non ho mai detto nulla, ma spesso su Youtube vengono caricati i film interi. Quel film ha avuto dei costi, e anche se noi autori non ci guadagniamo niente, quando ti ritrovi pezzi di film su piattaforme che non pagano o pagano pochissimo, non è neanche un mio problema neanche, perché io vengo pagato alla consegna del film, non prendo percentuali, ma francamente bisogna mettere le cose a posto. Qualche secondo si può concedere, un film intero no. Non è vero che tutto appartiene a tutti, non si può andare avanti così, nell’anarchia generale. È una questione etica, più che economica: ci devono essere delle regole. Ogni tanto qualche amico mi dice i film interi su Youtube, io segnalo ma non serve a niente. Ci vogliono delle regola, ma poi ti scontri con dei colossi che queste regole non le vogliono. Perlomeno abbiamo posto il problema, poi vediamo che succede. In questo Paese le cose vanno male anche perché c’è troppa burocrazia che rallenta tutto e che crea anche molta corruzione”.

L’epidemia ha bloccato l’uscita del tuo film “Si vive una volta sola”. Cosa puoi dirci a proposito?

Per noi è stato un duro colpo, poi però ho cercato di prenderla con filosofia anche pensando a chi ha sofferto di più. Noi abbiamo lavorato bene, eravamo molto coesi. Il film è venuto bene, sono riuscito fortunatamente a presentarlo proprio in concomitanza con l’inizio dell’epidemia, peraltro al Nord, nelle zone più colpite, ma fortunatamente non abbiamo avuto problemi. Ci abbiamo lavorato molto, soprattutto dal punto di vista della produzione, è davvero un buon film. Adesso speriamo di recuperarlo ma il film esce, forse nel tardo autunno o a Natale, speriamo recuperando la sala, perché vorrebbe dire che abbiamo superato l’emergenza. La gente deve ritrovare la fiducia di andare in sala. Io tengo molto a questo film: ha un impianto corale, c’è una recitazione notevole da parte di tutti: Anna Foglietta, Max Tortora, Rocco Papaleo. Ci siamo trovati molto bene anche tra di noi, cosa abbastanza difficile nel nostro mondo. Combatteremo per un po’ di promozione quando decideranno la data d’uscita”.

Veniamo alla Roma, con una domanda che è un po’ a metà con il cinema. La Roma è sempre stata molto citata nella storia del cinema, ma tu, che sei l’ultimo e forse unico erede della commedia italiana, non l’hai fatto quasi mai. È una forma di rispetto per la tua fede giallorossa?

Ci fu un episodio, forse ne I mostri, con Gassman che interpretava il supertifoso della Roma, facendo urla incredibili per un gol: una prova da grandissima attore soltanto con questa esultanza. Io penso che il calcio non è la Roma. La Roma l’ho citata solo in Gallo cedrone, quando sono in come dopo essere stato picchiato dagli integralisti islamici, e i miei amici per farmi risvegliare recitano la formazione della Roma dello Scudetto. Quello è l’unico omaggio che ho fatto alla Roma. Io non tocco l’ argomento calcio perché non ci trovo niente di poetico. Sono un tifoso appassionato e fedele, ma io devo trovare poesia e oggi nel calcio non c’è poesia. Lo vediamo anche in questi giorni, con tutti questi problemi, queste complicazioni politiche e burocratiche. Tutto è molto confuso e legato a interessi economi. Potrei fare un film su qualcosa che mi da uno spessore umano forte, su un maratoneta o anche un procuratore che cerca talenti, perché lì c’è un fattore umano, c’è un’anima, ma per la Roma non me la sento. Abbiamo avuto Alberto Sordi e Lino Banfi, a me francamente non viene molta voglia. Potrei fare un film su un uomo che lotta contro sé stesso, ma su una squadra di oggi, con i giocatori milionari, i diritti tv, tutto quello che c’è sotto, che c’è di poetico? Una volta il calcio era poesia, oggi è business. Dove c’è business non c’è poesia”.

Che sensazioni hai sul futuro della Roma? Sei preoccupato?

Sono preoccupato: tra l’epidemia e la delicata situazione del calcio italiano, Friedkin sembra aver fatto un passo indietro. La Roma è molto indebitata, il pericolo maggiore è dover cedere un gioiello come Zaniolo. Sarebbe una tragedia, l’ennesimo giocatore di talento ceduto. Dopo le cessione di Salah e poi anche degli altri, tutti dicevano che era Salah a voler andare via, ma non è vero. Salah voleva restare, invece ci hanno fatto credere che lui volesse andare via. Abbiamo ceduto giocatori con cui potevamo davvero vincere qualcosa, e che oggi vincono altrove. Avevamo l’oro in mano e non c’è rimasto niente. Abbiamo avuto squadre tenute insieme con lo scotch, che hanno fatto il loro meglio e non posso biasimarli, ma i giocatori non erano all’altezza di quelli ceduti. Le mie critiche sono rivolete soprattutto al presidente e alla sua voglia di fare qualcosa di importante in una grande città come Roma. Non mi sembra che sia così, che ci sia entusiasmo, che venga spesso a Roma. Chi comanda alla Roma? Tutti e nessuno. Sicuramente il presidente, ma per interposta persona. La Roma è una squadra mortificata, che sa quello che può fare, anche con un bravo allenatore come Fonseca, ma veri gioielli li abbiamo dati via. Se fai una squadra con i giocatori ceduti sei la squadra più forte del mondo, ma non abbiamo potuto tenerli. Io poi non sopporto le bugie: i giocatori volevano restare, sono stati ceduti per problemi economici. I ragazzi di talento come Zaniolo vanno tenuti a tutti i costi”.

Tu hai vissuto un’epoca molto diversa rispetto a noi. Cos’è per te il romanismo?

Io ho vissuto un’ epoca in cui andavi allo stadio e non avevi paura. Soprattutto negli anni ‘60, tra Roma e Lazio si risolveva tutto a sfottò, qualche ortaggio tirato e un po’ di scenografia, ma non c’era violenza. Poi l’episodio di Paparelli cambia tutto e il calcio prende un’altra direzione. Le curve cominciano a essere frequentate da altre persone, diventa tutto più aggressivo e si perde la poesia che c’era in passato, quando non succedeva niente. Poi siamo entrati in un’altra era, meno poetica. Per me il romanismo sono due colori: il giallo e il rosso. Sono quartieri come Testaccio, quartieri di una Roma vera di un tempo, dove veramente batteva il cuore giallorosso. Quando ti innamori di una squadra sei quasi te a scendere in campo. È questo il bello di questo sport: ti senti quasi un calciatore, perché sai che il tuo tifo spinge quelli in campo a correre. Per me la Roma è una gran parte di Roma. Poi c’è anche la Lazio, ma io la identifico con la mia città”.

Ultima domanda arriva dal nostro Emanuele Giubilei: Totti definì il tempo con il termine “maledetto”. Il passare degli anni colpisce tutti, ma spesso, dal tempo, rubiamo momenti della nostra vita che rendiamo indelebili e indimenticabili. Ti chiediamo quindi tre immagini che non lascerai mai andare via

La prima volta che andai allo stadio con il mio compagno di banco, Franco, che mi fece diventare romanista anche con dei disegni molto belli che poi mi regalava. Io ancora non avevo una fede calcistica e diventai della Roma proprio per questi regali che mi faceva lui. La prima volta all’Olimpico fu per un Roma-Napoli in cui segnò Manfredini. Ricordo molto bene il campo, un Olimpico completamente diverso da oggi, la grande esultanza per quel gol. Poi dico il secondo Scudetto: quella era veramente un grande Roma, con il grande presidente Viola, la Roma di Falcao, Conti, Pruzzo. Quella fu una giornata meravigliosa. Infine quando sono entrato nello spogliatoio dopo Roma-Parma del 2001. Ero insieme a mio figlio, siamo entrati e abbiamo visto i giocatori che urlavano, festeggiavano, si spruzzavano lo spumante addosso, e Fabio Capello chiuso nel suo stanzino, sudato come non mai e ancora arrabbiato perché dopo l’invasione di campo avevamo rischiato l’annullamento della partita. Lui diceva “Questa città è folle, stavamo perdendo la partita!”. Io l’ho fermato, l’ho abbracciato, bagnandomi tutto perché lui era completamente zuppo, e gli ho detto: “Fabio, Roma voleva Cesare, tu oggi sei Cesare per Roma”. Lui sorrise e appoggiò testa sul tavolo, stremato, perché quell’invasione gli fece veramente temere di perdere la grande vittoria dello Scudetto. Quelli sono stati momenti meravigliosi, ma noi ora dobbiamo guardare avanti: è passato troppo tempo dall’ultimo scudetto, e per questo io sto male quando vedo i campioni della Roma andare via. Speriamo che i problemi ora si risolvano. Noi la Roma la ameremo sempre, anche se dovesse prendere delle bastonate, ma ovviamente speriamo che non debba prenderne più”.

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