Coronavirus: il Barcellona non ha ricevuto materiale per i test

Il Barcellona non ha tamponi!

Secondo quanto riportato da  OneFootball, il Barcellona non ha tamponi per effettuare i test del Coronavirus suoi suoi tesserati. Javier Teblas, presidente della Liga, aveva comunicato che tutti i club avrebbero ricevuto il materiale medico necessario allo svolgimento degli esami. Tuttavia El Mundo Deportivo ha riportato questa incredibile notizia, che ci fa pensare che la squadra blaugrana non sia l’unica nel campionato spagnolo ad essere ancora sprovvista dei tamponi, nonostante la promessa di Teblas.

Di recente il presidente dei catalani, Joseph Bartomeu, ha scritto una lettera aperta ricordando l’obbligo per tutti di restare a casa e rispettare le norme di sicurezza per la salute collettiva, e facendo notare come il Barcellona abbia fatto di tutto sin dall’inizio per garantire la loro applicazione.

 

 

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Sarà doppio scontro Italia-Spagna, dunque, in Europa League: Inter-Getafe e Siviglia-Roma, andiamo a scoprire meglio le nostre avversarie nel podcast tematico riguardante l’universo Liga!
Siviglia e Getafe segnano poco e subiscono poco meno, pertanto non sembrano avversarie irresistibili numeri alla mano, ma la classifica dice ben altro: rispettivamente terza e quarta, le due compagini sono le vere sorprese di questa bella stagione di Liga. Tra vecchie conoscenze della Serie A, giovani interessanti ed esperti calciatori che da anni militano nel campionato spagnolo, queste due squadre allenate dai preparatissimi Lopetegui (Siviglia) e Bordalás (Getafe) risultano complicate da affrontare: reparti stretti, ripartenze fulminanti, palleggiatori di qualità ma anche attaccanti poco prolifici. Pregi e difetti, dunque, delle nostre prossime avversarie in Europa League, sognando notti magiche e sorteggi più morbidi.




Milan, Leao nei guai: deve 16,5 Milioni allo Sporting Lisbona!

Milan, Leao è nei guai, dovrà risarcire lo Sporting Lisbona con una somma astronomica di 16,5 Milioni.

La questione nasce qualche anno fa, quando il talento rossonero scelse la risoluzione contrattuale con la squadra portoghese dopo uno spiacevole episodio con i tifosi che aggredirono alcuni membri della squadra. All’epoca la rescissione fu consensuale ma a distanza di tempo il club biancoverde ha chiesto un risarcimento alla FIFA dopo che il giocatore si trasferì al Lilla, asserendo che il ragazzo non avesse validi motivi per richiedere la rescissione.

La FIFA rifiutò la richiesta dello Sporting e la carriera del giocatore è proseguita come ben sappiamo al Milan, dopo il trasferimento di questa estate. Ora però il Tas di Losanna ha accolto il ricorso del club portoghese, sancendo un corrispettivo di 16,5 Milioni di danni da versare allo Sporting Lisbona da parte dell’attaccante rossonero: una cifra difficile da sostenere anche per un calciatore di Serie A, considerando che il giocatore prende 2 Milioni all’anno e avrebbe sicuramente bisogno dell’aiuto del club, soprattutto in questo momento di difficoltà.

Una grana non di poco conto che sicuramente non finirà qui e continuerà sui banchi dei tribunali.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Una leggenda vivente: non a caso inserito ante mortem nella Hall of Fame del calcio italiano, dedicatario di una tribuna allo stadio Cino e Lillo Del Luca di Ascoli, detentore del record di panchine in Serie A (797).

Carlo Mazzone compie oggi 83 anni. Romano doc, dopo aver iniziato la carriera nelle giovanili giallorosse, da calciatore veste le maglie di Latina tra i dilettanti,  Roma, Spal, Siena e Ascoli in Serie C . Diventa capitano e bandiera del club marchigiano a tal punto che, una volta terminata la carriera a 32 anni per un infortunio alla tibia, gli viene subito assegnata la panchina nella stagione 1968-1969. In sette anni porta la squadra dalla C alla sua prima promozione in Serie A nel 1973. Il calcio di provincia sarà sempre la sua dimensione ideale.

Dopo tre stagioni alla Fiorentina, durante le quali conquista un quinto posto e un torneo anglo-italiano, trascorre il biennio 1979-1980 al neopromosso Catanzaro, che conduce a due salvezze consecutive. Tra il 1980 e il 1985 torna ad Ascoli, dove consegue quattro salvezze ed un sesto posto. Nel 1986 riesce a centrare una storica salvezza con il Lecce subentrando in panchina a  dieci giornate dalla fine (più tre gare di spareggio). Nelle due stagioni successive mantiene altrettante volte la categoria, dopodiché approda al Cagliari nel ’91, riportandolo alla qualificazione in coppa UEFA dopo 21 anni.  Arriva dunque la chiamata della sua squadra del cuore, la Roma, con la quale conquista sempre la qualificazione europea tranne che nel primo anno.

Nel ’96 il cammino dei giallorossi in coppa UEFA viene fermato solo da un gol nei supplementari di Vavra all’Olimpico, che costa l’eliminazione dai quarti di finale (una delle storiche delusioni europee della squadra capitolina). Nel ’98 compie l’impresa di portare il Bologna di Signori in semifinale di coppa Italia e coppa UEFA (oltre a vincere l’Intertoto).Dal 2000 al 2003 allena il Brescia, conquistando svariate salvezze e sfiorando la qualificazione alla solita competizione europea. Convince Baggio a seguirlo in quell’avventura e dona a Pirlo, all’epoca seconda punta, il ruolo di regista.

Memorabile la sua esultanza sotto la curva dell’Atalanta, a causa degli insulti rivolti alla sua romanità, dopo il gol del 3-3 di Baggio il 30 settembre 2001, una delle scene più iconiche del calcio italiano. Nel 2006, durante la sua ultima esperienza da allenatore alla guida del Livorno, supera il record di panchine in Serie A detenuto da Nereo Rocco. Nel 2009 Pep Guardiola gli dedica la vittoria della Champions League nella finale Barcellona-Manchester United di Roma, alla quale lo invita mostrando la sua gratitudine come allievo di Sor Carletto (o Sor Magara): un episodio che dimostra quanto la funzione pedagogica di quest’uomo per generazioni di calciatori, allenatori e tifosi, sia il suo lascito morale più grande e imperituro, al di là di ogni successo grande o piccolo. Ancora buon compleanno, Carlo Mazzone!

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Serie A, in Lega domani si discutono gli stipendi

Serie A, in Lega domani riunione per intavolare un altro nodo spinoso nato dallo stop dei campionati per l’emergenza Coronavirus, quello del taglio degli stipendi dei calciatori.

Così come per tutte le attività commerciali e non che sono state sospese o rallentate dalla situazione, anche il calcio va incontro alle sue difficoltà economiche, esposte fin da subito da diversi patron, in particolare delle società più piccole, che avrebbero grosse difficoltà a pagare gli stipendi per intero senza introiti da sponsor, televisioni e stadi.

Una questione rognosa che verrà discussa domani in Lega calcio, dove la strada da percorrere sembra quella di una riduzione del 20/30 % degli stipendi dei calciatori, così come riporta Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna. Una decurtazione che porterebbe le grandi società a risparmiare cifre altissime, mentre bisognerà valutare se nelle squadre minori basterà, visti gli ingaggi nettamente più bassi.

La questione apre anche ad un’altra sfaccettatura, quella della ripresa degli allenamenti e quindi del lavoro: nel momento in cui si riprende ad allenarsi le società non potrebbero esimersi dal pagare gli stipendi, come ad esempio in casa Lazio, dove la società ha convocato giocatori e staff già per lunedì 23, una decisione che altera gli equilibri di questa scelta e che al momento potrebbe essere interrotta solo da un intervento dall’alto, con il governo pronto a sospendere tutte le attività fisiche all’aperto e con i divieti di utilizzo delle palestre, qualsiasi iniziativa sarebbe “fuori legge”.

Domani si discuterà, noi nel frattempo ci appelliamo al buon senso dei vertici calcistici: “Andrà tutto bene”(?)

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Fiorentina, Commisso: “Situazione grave, abbiamo 8/10 infetti”

Fiorentina, Commisso ai microfoni di Sky Sport ha voluto aggiornare della situazione contagiati all’interno della società, dopo che già Vlahovic, Pezzella e Cutrone era risultati positivi al Coronavirus.

“Abbiamo tre del nostro staff che sono in ospedale più altri che hanno preso il virus senza essere in ospedale per un totale di 8/10 infetti.” ha dichiarato il patron della Fiorentina, che si ritrova ora con 3 casi in ospedale e tutto lo staff, giocatori compresi in quarantena.

Il presidente italo-americano ci ha tenuto anche a precisare che la società sta raccogliendo le donazioni per la lotta al Coronavirus ed ha raggiunto circa 400mila euro, di cui 50mila solamente da Franck Ribery: “Abbiamo una situazione grave con questa malattia ed è giusto aiutare coloro che sono in prima linea in questa lotta. È un nostro dovere aiutarli. Siamo arrivati già oltre 400mila euro e di questo sono molto contento”.

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A volte ritornano: la rinascita di Bruno Peres

A volte ritornano: Bruno Peres è rinato.

16 gennaio 2020, Parma-Roma, ottavi di Coppa Italia. Al minuto 79 i circa mille tifosi giallorossi al Tardini esplodono in un boato. Dopo quasi due anni Bruno Peres torna in campo con la maglia della Roma, sostituendo Alessandro Florenzi. Un passaggio di consegne, data l’imminente cessione (almeno a titolo temporaneo) del ragazzo di Vitinia. Bisogna mettere una toppa sul ruolo di terzino destro quanto meno fino a fine stagione e, visto lo stato di cose attuale (nonché l’inerzia della Roma nel mercato invernale), le previsioni sono tutt’altro che rosee. Zappacosta infortunato, Santon discontinuo. Il peso ricade interamente su Bruno Peres, che in quel momento tutto sembrava tranne che un giocatore.

Dopo due stagioni di prestazioni non all’altezza e macchine distrutte, durante le quali l’unico ricordo positivo è  il miracoloso salvataggio sulla linea di porta in Shakhtar-Roma di Champions League, viene ceduto in prestito al San Paolo nell’estate 2018. Colleziona 19 presenze e un gol, e continua la sua discesa verso l’oblio passando, sempre in prestito, allo Sport Recife nella B brasiliana. Si vocifera di un atleta fuori forma e alcolizzato.  Eppure Bruno Peres torna nella Capitale e, anche grazie ad un famoso personal trainer brasiliano, si rimette in sesto quanto meno per essere ancora qualificato come calciatore.

Fonseca, allenatore dello Shakhtar proprio nella partita del piede miracoloso , vuole fare di lui quel terzino offensivo alla Ismaily, che oltretutto aveva cercato di portare con sé dall’Ucraina. Petrachi, che da direttore sportivo del Torino lo portò in Italia nel 2014, in conferenza stampa lo ammonisce come un padre:”Lo conosco bene, sa giocare a calcio, ma deve ritrovarsi come uomo. Lui ne è consapevole: se sbaglia va via (con riferimento agli eccessi della vita privata ndr.)“.

Ora ritorniamo a quel boato di Parma, prodotto di una tifoseria che, nella situazione presente, non ha voglia di accanirsi contro un giocatore dal quale non si aspetta niente e nel quale forse si riconosce, soprattutto per la condizione di eterno incompiuto e per la debolezza verso i vizi. Del resto Bruno Peres, pur non essendosi mai dimostrato un professionista esemplare, non ha mai mostrato quell’arroganza (alla Kolarov per intenderci) tanto sgradita ai romanisti, quanto piuttosto l’attitudine sommessa di chi annega nell’errore e non ha la forza per rialzarsi, pagandone consapevolmente le conseguenze.

Rispetto a due anni fa le pretese si sono abbassate, tanto che un giocatore che prima era il brutto anatroccolo di una squadra semifinalista di Champions , viene oggi accolto come il figlio che, diseredato dal padre, torna a sostenerlo quando ormai non si regge in piedi, nonostante i rapporti reciproci non proprio floridi. E quindi pronti, via: rigore guadagnato contro il Sassuolo, che scuote temporaneamente la squadra, assist contro il Bologna e una serie di prestazioni complessivamente positive.

Ribadiamo, la Roma non è più ai vertici del calcio italiano e (quasi) europeo, ma questo è forse il contesto adatto alla rinascita di un calciatore non certo fenomenale, ma neanche così privo di valore e di professionismo come lo si è dipinto. Forse, un giocatore da Roma.

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Coronavirus, PSG: Neymar e Thiago Silva fanno infuriare la Francia

Coronavirus, il PSG si ritrova una grana mediatica e diplomatica da risolvere: infatti pare che due giocatori in forza ai parigini abbia violato le richieste del Presidente Macron e siano riusciti a lasciare il paese nonostante i divieti.

Si tratta dei brasiliani Neymar e Thiago Silva, volati entrambi in Brasile dalle loro famiglie, lo ha rilevato Le Parisien.

La notizia ha suscitato l’ira del popolo francese, visto che Macron ha dichiarato in diretta nazionale il divieto di spostamenti e l’obbligo di quarantena, seguendo il modello italiano di programma per il contenimento del contagio del Covid-19.

Il PSG ha precisato immediatamente che la società non ha avuto direttive per vietare ai giocatori gli spostamenti e dunque si è discostata dalla scelta dei due ed il focus si è spostato sui funzionari che hanno permesso al volo dei due di partire, considerano ad esempio il caso della Roma qualche settimana fa, bloccata dallo stato spagnolo prima di partire nonostante la UEFA avesse concesso una deroga.

Resta dunque un mistero come i due abbiano fatto a lasciare il paese, di certo l’incoscienza di Neymar e Thiago Silva è stata molta, creando un caso in Francia e mettendo a repentaglio anche la salute di chi li ha accolti in Brasile.

 

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Roma: in dubbio la permanenza di Mkhitaryan

Henrikh Mkhitaryan si è dimostrato l’arma in più della Roma di Paulo Fonseca. L’armeno, nonostante i lunghi periodi di stop a causa degli infortuni, ha messo a segno  6 gol e 4 assist in 17 presenze. Eppure, secondo OneFootball, Mkhitaryan potrebbe non rimanere alla Roma l’anno prossimo. Il motivo risiederebbe nelle richiesta dell’Arsenal di 20 milioni per acquistarlo a titolo definitivo (il trequartista è ora in prestito secco), ritenuta dai giallorossi troppo alta per un giocatore di 31 anni. Del resto, l’allenatore dei Gunners Mikel Arteta ha di recente fatto apprezzamenti sul giocatore, che in futuro potrebbe rientrare nei suoi piani.

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Lazio: obiettivo Giroud per giugno

Lazio: Giroud per giugno

Secondo TMW, la Lazio sarebbe decisa a puntare nuovamente su Olivier Giroud per il mercato estivo, dopo il mancato trasferimento invernale. L’attaccante francese, corteggiato anche da Tottenham e Inter (che pure ha fatto un tentativo a gennaio), è in scadenza di contratto con il Chelsea, e solo dopo aver terminato la stagione con i Blues si deciderà sul suo futuro. I biancocelesti sarebbero disposti a mettere sul piatto un triennale da 3,5 milioni l’anno, con il vantaggio di aver allacciato stretti rapporti con il giocatore già negli ultimi mesi fa.

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Napoli: Mateta possibile erede di Milik

Napoli: Mateta possibile erede di Milik

Secondo quanto riporta TMW,  Giuntoli starebbe lavorando a Jean Philippe Mateta del Mainz come profilo per sostituire Arkadiusz Milik. L’attaccante francese classe ’97 era già finito sul taccuino del direttore sportivo del Napoli per il mercato gennaio, ma fu scartato in quanto rientrante da un’infortunio al ginocchio. Nonostante l’età, la sua esperienza non è da sottovalutare: in tre stagioni, tra Lione, Le Havre (in Ligue 2) e Mainz, il centravanti francese ha collezionato 43 presenze mettendo a segno 25, tutto questo senza contare quando giocava in terza divisione francese con lo Chateaureoux. Alto 192 centimetri, è ambidestro e la sua fisicità è accompagnata da buona tecnica, abilità nel gioco aereo e un discreto senso del gol.  Adesso sembra essere tornato un nome caldo per un calciomercato estivo che mai come quest’anno si presenta inedito. Napoli:  Mateta possibile erede di Milik per la prossima stagione?

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