Gravina ipotizza la ripresa il 17 maggio, oggi assemblea di Lega

Gravina ipotizza la ripresa il 17 maggio, oggi assemblea di Lega.

Il calcio italiano lavora per prevedere tutti gli scenari futuri, con l’obiettivo di completare la stagione interrotta dall’emergenza Coronavirus. Il presidente federale Gabriele Gravina è intervenuto ai microfoni de La Domenica Sportiva: “Finire i campionati a settembre od ottobre? Si tratta di un’ipotesi. Al momento una possibile data per ripartire potrebbe essere il 17 maggio“. Intanto, in giornata, si terrà un’assemblea di Lega Serie A: saltato il tavolo per un accordo con l’AIC, i club del massimo campionato cercano almeno una linea comune sul taglio degli stipendi di marzo e aprile, con il 10% del totale stagionale che è l’obiettivo minimo da spuntare per molti.

Il Corriere dello Sport avanza due ipotesi sul completamento della stagione. La prima prevede un calendario in parallelo: a inizio giugno ripartirebbero i campionati nazionali con un ritmo di una partita ogni 3 giorni fino alla quarta settimana di giugno quando riprenderebbero la Champions (martedì 23 e mercoledì 24) e l’Europa League (giovedì 25). Da lì in poi ci sarebbe la classica alternanza, fino a quando i tornei nazionali non finiranno. La seconda è di andare avanti a blocchi: i vari campionati terminerebbero entro domenica 2 agosto e da lì in poi via alla Champions, che celebrerebbe la sua finale sabato 22 a Istanbul, e all’Europa League con l’ultimo atto il 19 a Danzica.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




Rapinoe:” Dalla FIFA non abbiamo lo stesso rispetto degli uomini. Non mi interessa la Presidenza”

Megan Rapinoe, calciatrice statunitense, femminista ed esponente del movimento LGBTQ+, ha parlato ai microfoni di Marca:“Il 2019 è stato un anno incredibile per il calcio femminile. Mi dispiace per quelli che se ne sono accorti solo in questo momento, ma li perdoniamo. Durante il Mondiale lo spettacolo è stato incredibile, adesso dobbiamo passare allo step successivo. Non sentiamo di avere lo stesso rispetto che hanno gli uomini da parte della FIFA. Abbiamo dimostrato di poter offrire un bello spettacolo, ora è il momenti che le istituzioni facciano un passo avanti verso l’uguaglianza”.

Sulla sua omosessualità: “Essendo statunitense e omosessuale so cosa significa guardare la bandiera e sentire che non sta proteggendo tutti i miei diritti. Mi motiva il fatto che ci sia tanta gente che come me lotta per conquistarli. Per me essere omosessuale e aver giocato il Mondiale durante il mese del Pride è stato fantastico”.

Sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con cui Rapinoe si è scontrata spesso: “Il suo messaggio esclude tante persone. Esclude me, esclude le persone come me, le persone di colore, esclude anche statunitensi che forse lo appoggiano. Non c’è nessun posto in cui vorrei stare, neanche in corsa per la presidenza. Mi dispiace, ma sono occupata”.

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Quali sono i campionati ancora in corso nel mondo?

Il mondo del calcio, si sa, è fermo a causa dell’emergenza Coronavirus. Ci sono tuttavia Paesi che, per diversi motivi, non si sono ancora decisi ad alzare bandiera bianca ed è plausibile pensare che non lo facciano neanche in futuro. Andiamo dunque a scoprire i campionati ancora in corso nonostante la pandemia, i motivi e le situazioni di contagio nei relativi Stati.

Vysejsaja Liha – Bielorussia

Quello bielorusso è ad oggi il campionato (in corso) di livello più alto al mondo, nonostante siamo abituati da anni ormai a vedere la relativa nazionale e il Bate Borisov  (squadra più rappresentativa fuori dai confini) fare figuracce  nelle competizioni europee. La Vysejsaja Liha (“Prima Divisione”) è iniziata il 19 marzo, è arrivata alla terza giornata e comincia ad attirare l’attenzione degli altri Paesi in termini di diritti TV (stretti accordi tra la Federcalcio locale e Russia, India e Israele). Non mancano perplessità sulla mancata sospensione della competizione: gli ultras del Neman Hrodna FC (e non solo) hanno diramato un comunicato nel quale hanno annunciato uno sciopero del tifo per proteggere sé stessi e gli altri, invitando le altre tifoserie a fare lo stesso. Nel Paese ex-sovietico il Governo non vuole decidersi ad adottare misure restrittive (per approfondire, leggere i consigli del Presidente Lukashenko per evitare il contagio), anche se ufficialmente vi sono 562 infetti, 52 guariti e 8 deceduti. Tuttavia, si garantisce una disinfestazione degli stadi due volte a settimana e il controllo della temperatura all’ingresso degli impianti. Nonostante ciò, la situazione in alcune città come quella di Vitebsk è grave e molti cittadini hanno optato volontariamente per quarantena e chiusura di esercizi commerciali.  Per quanto concerne la mera cronaca sportiva, la capolista è l’FK Enerhetik-BDU Minsk, mentre fa scalpore la falsa partenza di squadre ben più quotate come la Dinamo Brest (campione in carica, della quale fu per un breve periodo allenatore Maradona), Dinamo Minsk e lo stesso Bate Borisov, tutte e tre a metà classifica (per la gioia degli scommettitori).

Liga Primera – Nicaragua

Nel piccolo Stato centroamericano si gioca a porte chiuse, ma di contro i tifosi continuano a ritrovarsi fuori dagli stadi per sostenere i loro beniamini. Il motivo della mancata sospensione della competizione potrebbe risiedere nel fatto che le 10 squadre partecipanti al campionato, ad eccezione del Diriangén, la più antica e titolata del Paese con 26 trionfi, sono sotto il controllo statale. Non è dunque un caso che sia stato l’unico club a protestare per la situazione attuale, essendo i giocatori scesi in campo con guanti e mascherine nella partita disputata contro il Deportivo Ocota. In Nicaragua risultano tuttavia solo 5 contagiati e un decesso. Solo un giocatore, il russo Nikita Solodchenko, ha chiesto e ottenuto il permesso di andare in Spagna dove risiede la famiglia. A guidare la classifica del campionato dopo 13 giornate è momentaneamente il Managua FC a 29 punti, seguito nella lotta al titolo dal Real Estelì e dallo stesso Diriangén a 27. In posizione più defilata (dai 21 punti in giù) tutte le altre squadre. Per saperne di più, TMW riporta in esclusiva le parole di un giornalista locale informato sulla situazione.

Amstel League – Burundi

Si continua a giocare nel piccolo Paese dell’Africa Orientale, in cui mancano tre giornate alla fine del campionato a 16  squadre. In Burundi sono stati fino ad ora registrati solamente 3 casi e per capire il livello delle misure di sicurezza messe in atto dal Governo, che sta fondamentalmente negando l’esistenza del problema , è sufficiente sapere che il Presidente Nkurunziza ha dichiarato che il suo Paese verrà risparmiato dall’epidemia in quanto “ha messo Dio al primo posto”. Nonostante ciò molte persone si sono messe in quarantena volontaria. Tornando a parlare di calcio, dopo 27 giornate (su un totale di 30) la lotta al titolo è serrata e coinvolge il Le Messager Ngozi e il Musongati, rispettivamente a 55 e 51 punti, ma i secondi hanno una partita da recuperare essendo la giornata in corso. Segue l’Aigle Noir a 41 punti e più giù tutte le altre.

Vyssaja Liga – Tagikistan

Nell’ex-repubblica sovietica confinante con la Cina, a quanto pare, non vi sono ancora casi registrati di Covid-19 (sarà vero?) e la vita prosegue normalmente, escluse la chiusura degli aeroporti e le indicazioni per i cittadini provenienti da altri Paesi di seguire la quarantena. Eppure il calcio si gioca a porte chiuse, in una situazione a dir poco paradossale. Ieri è andata infatti in scena la Supercoppa nazionale tra l’Istiklol di Dushanbe (squadra più blasonata del Paese e reduce da 6 titoli consecutivi, con sede nella capitale) e il Khujand, finita 2-1, mentre oggi prende ufficialmente il via la Vyssaja Liga con 16 club partecipanti. Come per gli altri Stati trattati fino ad ora, il presidente del Tagikistan non sembra essersi reso conto della particolare emergenza sanitaria. E dunque, come si suol dire, buon campionato a tutti e che vinca il migliore…

Lungi da qualsiasi considerazione inerente la politica, tema dal quale ci distanziamo come testata calcistica, è bene sottolineare che non è difficile immaginare il motivo comune per il quale in questi Paesi i campionati di calcio tengano ancora banco: la spasmodica voglia delle federazioni di sfruttare l’occasione per ottenere guadagni facili con i diritti TV e mettere in mostra il prodotto-calcio locale.

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Lazio, si tratta il rinnovo di Inzaghi

Si tratta il rinnovo di Inzaghi

La Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sulla situazione del tecnico della Lazio Simone Inzaghi: a breve l’allenatore ed il presidente Lotito avranno un contatto per parlare del rinnovo di contratto. L’idea è  di prolungare almeno fino all’estate del 2022, ma non si esclude un progetto diverso che potrebbe portare il tecnico  a firmare un prolungamento fino al 2025.

Simone Inzaghi è alla sua quarta stagione sulla panchina della Lazio. Subentrato dal settore giovanile nel 2016 dopo il flop della trattativa tra la società biancoceleste e Marcelo Bielsa, il fratello di Pippo è una delle più grandi rivelazioni degli ultimi anni, avendo portato la Lazio, della quale fu anche giocatore, a vincere 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e a competere per lo Scudetto nella stagione in corso.

 

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Premier League: ripartenza dopo Maggio, ecco la decisione dei club

I 20 club del massimo campionato inglese, dopo la riunione tenutasi oggi in videoconferenza, hanno deciso che la Premier League non ripartirà a Maggio. C’è l’intenzione a concludere la stagione, ma solamente quando saranno garantite tutte le misure di sicurezza necessarie, con l’appoggio del Governo e delle autorità sanitarie.

Nel corso della riunione è stato anche deciso che tutti i club discuteranno con i giocatori la possibilità di operare un taglio agli stipendi del 30%, così da poter garantire il salario a tutti i dipendenti delle società.

Infine è stato deciso di stanziare 125 milioni di sterline per finanziare i club della English Football League e della National League, le federazioni che rappresentano i campionati di seconda, terza, quarta e quinta divisione.

 

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…




Milan, si lavora per Florentino Luis del Benfica. Paquetà la chiave

Florentino Luis, mediano classe ’99 del Benfica, è stato definito il “Pogba portoghese” e già in passato era stato accostato al Milan. Per il momento ci sarebbe stato solo un pour parler tra le società, con l’ad rossonero Gazidis che avrebbe offerto Paquetà al collega dei lusitani Rui Costa, essendo stati entrambi i giocatori poco utilizzati nel corso della stagione. Nato a Lisbona, Florentino è cresciuto nel settore giovanile del Benfica ed è entrato in prima squadra nella scorsa stagione, collezionando 14 presenze e un gol, mentre quest’anno ha disputato solamente 13 incontri (e collezionato 1 assist) tra tutte le competizioni. Sullo sfondo per il brasiliano del Milan rimane tuttavia anche l’interesse del PSG dell’estimatore Leonardo.

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Chi vincerebbe i campionati d’Europa se finissero in anticipo?

La Jupiler Pro League, massima divisione belga, è diventata la prima competizione nazionale ad aver chiuso anzitempo causa emergenza Coronavirus. Un comunicato ufficiale ha chiarito infatti che il Consiglio d’Amministrazione della Lega ha effettuato ieri (2 Aprile) una videoconferenza, durante la quale ha preso atto delle raccomandazioni degli esperti sull’impossibilità di riprendere il regolare svolgimento del campionato prima del 30 Giugno (comunque non senza rischi per gli addetti ai lavori). La classifica è stata dunque congelata con la  vittoria da parte del Club Brugges, che vantava 15 punti di distacco dal Gent a una partita più play-off dalla fine della competizione, mentre rimangono in ballo la Croky Cup (coppa nazionale) e la Proximus League (seconda divisione), entrambe a una partita  dalla conclusione. Un comitato si occuperà di gestire le conseguenze di vario tipo derivanti da questa decisione. Ma cosa succederebbe se ciò accadesse negli altri principali campionati europei? Le ipotesi che seguono non prendono in considerazione l’interruzione delle coppe nazionali, decisive ai fini di ottenere posti in Europa League

Serie A

Difficile vedere applicata una soluzione del genere in Italia, dato che il presidente della Lega Serie A Gravina ha dichiarato che lo Scudetto verrà assegnato in ogni caso. Eppure, congelando la classifica, avremmo dopo 26 giornate la Juventus campione d’Italia per la nona stagione consecutiva, Lazio, Inter e Atalanta in Champions League, Roma e Napoli in Europa League (con gli azzurri che dovrebbero passare per i preliminari), Lecce (per differenza reti), Spal e Brescia in Serie B. Ininfluenti i 4 recuperi da disputare della 25a giornata (Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Torino-Parma).

Premier League

In Inghilterra un’eventuale assegnazione del campionato in base alla classifica attuale non sarebbe così scabrosa, con il Liverpool, primo dopo 29 giornate a +26 (virtualmente +23) sul Manchester City, che porterebbe a casa il titolo per la prima volta dopo 30 anni (per la “gioia” di Steven Gerrard). La squadra di Guardiola invece andrebbe in Champions insieme a Leicester e Chelsea. Attenzione però,perché anche in questo caso abbiamo due partite da recuperare: City-Arsenal e Aston Villa-Sheffield United, entrambe della 28a giornata. Il secondo è di importanza cruciale, perché una vittoria dei Villans li tirerebbe fuori dalla zona retrocessione ai danni del Watford, mentre lo Sheffield in caso di successo si proietterebbe addirittura in Europa League, scalzando lo United al quinto posto! E pensare che l’anno scorso militavano in Championship…

Bundesliga

Un solo match da recuperare nel campionato tedesco (l’ininfluente Werder Brema-Eintracht Francoforte), e Bayern Monaco che, in caso di congelamento della classifica, vincerebbe il Meisterschale per l’ottava volta consecutiva dopo 25 giornate. Alle sue spalle Borussia Dortmund (a -4 dai bavaresi), Lipsia e Borussia Moenchengladbach in Champions, Bayer Leverkusen e Schalke 04 (via preliminari) in Europa League, Fortuna Duesseldorf, Werder Brema e Paderborn in Zweite Bundesliga (anche se il Fortuna dovrebbe disputare il play-out con la terza classificata di questo campionato, ovvero l’Amburgo, particolare che intreccia i destini delle due massime divisioni tedesche).

Liga

Nessun incontro da recuperare nel campionato spagnolo. Barcellona virtualmente campione di Spagna dopo 27 giornate a 2 punti dal Real Madrid, che scivolerebbe in Champions insieme a Siviglia e Real Sociedad. In Europa League Getafe e Atletico Madrid (passando per i preliminari), Mallorca, Leganés ed Espanyol in Segunda Divisiòn.

Ligue 1

Anche in questo caso, come in Premier League, il congelamento favorirebbe meritatamente la prima in classifica. Psg teoricamente campione di Francia dopo 28 partite, a +12 (virtualmente +15) sull’Olympique Marsiglia. Unico incontro da recuperare, proprio quello tra lo Strasburgo e i parigini in programma per l’ultima giornata. Marsiglia e Lille in Champions (i secondi passando per i preliminari), Rennes in Europa League. Nimes ai play-out (similmente alla Bundes, la terzultima deve disputare uno scontro con la vincitrice dei play-off del campionato cadetto), Amiens e Tolosa in Ligue 2.

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Serie A, spese folli per gli agenti!

Quanto si spende in Serie A per i procuratori? Tanto, più che in tutto il mondo.

La FIGC ha infatti pubblicato i compensi degli agenti per l’anno 2019, e le spese per le commissioni dei procuratori sportivi di Serie A sono aumentate rispetto allo scorso anno di 16 milioni (9,5%). Dall’1 gennaio al 31 dicembre 2019 le società hanno versato nelle loro tasche 187 milioni di euro. Per fare un paragone, secondo quanto riporta l’Intermediaries in International Transfers Report della Fifa, l’Italia  è  il Paese nel mondo in cima alla lista dei più  “spendaccioni” in commissioni, nonché con la più alta percentuale di trasferimenti nei quali gli intermediari agiscono per conto del club acquirente e la seconda percentuale quando invece è il club che cede ad essere rappresentato. Non è solo il nostro Paese a patire tale incremento di costi, in quanto la medesima fonte parla di un aumento del 35% delle spese in commissioni a livello mondiale (il 97% delle quali avviene in Europa). La FIGC è fino ad ora l’unica federazione nazionale ad aver pubblicatotale rapporto relativo all’anno 2019, una tradizione seguita con zelo dal 2015 anche dalla FA inglese, che però quest’anno pare essere in ritardo. A pagare più di tutte è stata la Juventus con 44,3 milioni di euro, seguita da Inter (31,8 milioni di euro), Roma (23,2 milioni di euro) e Milan ( 19,6 milioni di euro). Tutte le altre squadre annoverano spese inferiori ai 10 milioni a testa. Riportiamo di seguito la lista:

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Ma chi beneficia di questi ingenti movimenti di denaro? La rivista americana Forbes ha pubblicato verso la fine del 2019 una classifica dei 50 procuratori sportivi più pagati nel medesimo anno. Tra questi, 6 hanno a che fare col calcio. Al primo posto Jonathan Barnett, la cui la società, la Stellar Football Ltd., si occupa di Strakosha, Szczesny e Amrabat. Al terzo e al quinto posto compaiono rispettivamente i celeberrimi Jorge Mendes, agente tra gli altri di Cristiano Ronaldo, Miguel Veloso, Bruno Alves e Ghoulam, e Mino Raiola, che cura gli interessi di molti top player del nostro campionato (Ibrahimovic, De Ligt, Insigne per dirne alcuni) Attenzione però, perché al ventiseiesimo posto ecco un’altra conoscenza del calcio nostrano, Alessandro Lucci, procuratore di tantissimi giocatori di Serie A o ex-tali, (Bonucci, Correa e Vecino solo per citare i primi tre nomi sul suo profilo Transfermarkt). La loro presenza in questa classifica basterà a spiegare il grande incremento delle spese per commissioni in Italia e in Serie A?

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Uefa, oggi si decide: 3 piani per la ripresa delle competizioni

Alle ore 12, 55 federazioni si riuniranno in videocall per deliberare riguardo la ripresa delle competizioni nazionali e continentali. Questo il comunicato emanato dal massimo organo calcistico europeo:” La Uefa ha invitato i segretari generali delle 55 federazioni affiliate a una videoconferenza, mercoledì 1° aprile alle 12, per condividere un aggiornamento sui progressi compiuti dai due gruppi di lavoro creati due settimane fa e per discutere le opzioni individuate in merito alla potenziale riprogrammazione delle partite. L’incontro esaminerà gli sviluppi di tutte le competizioni Uefa a livello nazionale e di club, oltre a discutere i progressi a livello Fifa ed europeo su questioni quali i contratti dei giocatori e il sistema dei trasferimenti”Aleksander Ceferin annuncerà presumibilmente che la data per chiudere la stagione slitterà al 31 luglio. Saranno esposte 3 possibilità per i prossimi mesi:

  • la ripresa dei campionati per la metà di maggio
  • la ripresa dei campionati, al massimo,  alla fine di maggio o l’inizio di giugno
  • la ripresa dei campionati entro il 21 giugno

Ognuna di queste sarà affiancata da un piano di modo che, in base all’evoluzione del virus, l’UEFA sarà in ogni caso pronta. Ovviamente più si allontana la ripresa, più complesso diventa recuperare il calcio perso, con l’eventualità della cancellazione di alcune partite o competizioni.

Guardando all’Italia, le ultime valutazioni non escluderebbero le porte chiuse: un’ipotesi è quella di cominciare a giocare appena possibile, sfruttando quelle regioni che prima avranno totalmente superato l’emergenza. Pertanto, non si esclude che un Fiorentina-Cagliari si possa disputare a Verona. Secondo gli scenari prospettati dall’Einaudi Institute for Economics and Finance, i contagi dovrebbe arrivare in prossimità dello zero a metà maggio: ecco perché si pensa ad una ripresa intorno al 24 dello stesso mese. Queste possibilità dovrebbero ovviamente conciliarsi con le condizioni dell’Europa: oggi, ne sapremo di più.

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Cagliari: Giulini tra taglio stipendi, danni economici e ripresa della Serie A

Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha parlato all’emittente tv locale Videolina riguardo il taglio degli stipendi interno alla società, i danni economici causati dall’emergenza  Coronavirus e l’eventuale ripresa del campionato.

Sul taglio degli stipendi:”Sono stati alcuni tesserati  a cercarmi per chiedere in che modo poter dare una mano e tutti hanno mostrato un grande senso di responsabilità e appartenenza rinunciando a una mensilità. Questo ci aiuta”.

Sulle perdite economiche: “La stima dei quattro milioni di danni per la società si avvicina alla realtà. Questa stima non include i diritti televisivi. Se si dovesse perdere anche quelli sarebbe una catastrofe, non basterebbe certo quella mensilità. Vedremo in quel caso cosa fare per aprile e maggio, con molta serenità”.

Sull’eventuale ripresa della Serie A:””Non so se e quando saremo in grado di ripartire o meno, certamente ci sarebbero dei vantaggi, per esempio quello di richiamare tutti i lavoratori che sono a casa. Al contrario ci sarebbero anche degli svantaggi: se si dovesse ripartire lo si farà a porte chiuse e ci sarebbero dei rischi, anche se ci saranno dei protocolli rigorosi per evitare contagi. Non so come si comporterà la Sardegna per la stagione turistica, ma mi dispiacerebbe se fosse proprio il Cagliari a riportare il virus qua: ora non so dire cosa sia meglio, ma molti stanno parlando solo per i propri interessi. Vorrei capire cosa pensano i tifosi, che sono l’anima del calcio, magari con un sondaggio sul giornale. Da una parte vorrei tornare a giocare domani, ma dall’altra vedo tanto dolore e sofferenza negli ospedali: quindi lasciamo che siano anche i tifosi a decidere, se concludere la stagione o pensare già alla prossima”.

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