Analizziamo le quote dei quarti di finale di Europa League

Giovedì 13 aprile si sono giocate le prime quattro partite di Europa League valide per un posto in semifinale. Quattro sfide che hanno mostrato un equilibrio abbastanza omogeneo tra le otto squadre coinvolte e che, giovedì 20 aprile con la gara di ritorno, ci mostreranno quali saranno davvero in grado di arrivare fino alla fine.

Due le italiane in ancora in corsa: Roma e Juventus. La prima ha ripetuto la finale di Conference League dello scorso anno, venendo però beffata dal Feyenoord 1-0 nonostante una partita affrontata ad armi pari. La squadra di Mourinho ha colpito due legni, fallendo anche un rigore nel primo tempo che avrebbe potuto cambiare le sorti del match, e non è mai riuscita ad essere davvero pericolosa. La Juventus, invece, ha trovato la vittoria di misura allo Stadium grazie al gol di Federico Gatti, che trova così la prima marcatura in maglia bianconera, nonostante la netta superiorità dello Sporting.

Dall’altra parte, Manchester United-Siviglia è terminata con il pareggio per 2-2, così come è terminata in pareggio anche Bayern Leverkusen-Union SG (1-1). Nulla è deciso, e solo le partite di ritorno potranno rompere il sostanziale equilibrio visto l’altra sera.

Manchester United e Juventus le favorite per la vittoria della Coppa secondo i bookmakers stranieri, che bancano i Red Devils a 3.00 contro i 4.50 della Vecchia Signora. Seguono Roma, Feyenoord e Leverkusen a 8.00. Ma andiamo a vedere le singole partite e i possibili pronostici secondo i siti scommesse.

Roma-Feyenoord sembra favorire i giallorossi, forti anche del fattore campo, che nel mercato Esito Finale 1×2 sono bancati a 1.90 contro i 4.00 della squadra ospite. L’1-0 sembra il risultato più probabile (6.25), seguito dall’1-1 (7.25), dallo 0-0 (8.75) e dal 2-1 (8.75). Alla Roma serve però almeno un 2-0, che viene bancato a 9.00 secondo Snai.

Un risultato che appare leggermente favorito anche nel mercato Gol/NoGol, che banca la rete inviolata a 1.83 contro l’1.87 del gol da parte di entrambe. Anche il mercato Under/Over2.5 suggerisce la somma reti sotto le due unità (1.70). Nonostante queste premesse, il bookmaker italiano quota, nel mercato Testa a Testa, il passaggio degli olandesi come favorito (1.65 contro 2.25).

Sporting-Juventus invece, a discapito dei pronostici sulla vincente della competizione, potrebbe non essere una passeggiata per gli uomini di Allegri. Se già la Juventus ha faticato allo Stadium, il ritorno all’Estadio José Alvalade si preannuncia davvero ostico. Secondo i bookmakers saranno i portoghesi ad avere la meglio, bancati a 2.35 contro i 3.15 della Juve.

Il Risultato Esatto più probabile sembra essere però l’1-1, bancato a 6.25, seguito dall’1-0 (7.75), dallo 0-0 (8.75) e dallo 0-1 (9.25). Alla Juventus basterà un pareggio per passare il turno, e prevediamo quindi una partita fatta di chiusure e ripartenze. Nel mercato Gol/NoGol prevale l’esito Gol (1.77), mentre l’Under/Over2.5 propende per il risultato Under2.5 (1.67).

Siviglia-Manchester United sarà una partita da vedere con attenzione. Nella gara di andata ha fatto tutto il Manchester: doppio vantaggio già al 21’ minuto grazie alla doppietta di Sabitzer, poi doppio autogol quando mancavano sei minuti alla fine del match. Il ritorno allo Stadio Ramon Sanchez Pizjuan si preannuncia impegnativo, anche se il Siviglia non sta brillando in campionato.

Secondo i bookmakers sono ancora gli inglesi i favoriti, bancati a 2.00 contro i 3.60 nel mercato Esito Finale 1×2. L’1-1 appare il risultato più probabile (7.25), seguito dallo 0-1 (8.25) e dall’1-2 (8.75). Il mercato Gol/NoGol suggerisce una realizzazione per parte (1.63) e una goleada con l’Over2.5 bancato a 1.75.

Chiudiamo con Union SG-Leverkuse. La squadra belga è andata contro ogni pronostico, è si è presentata a questi quarti di finale senza la paura referenziale nei confronti della Werkself. I rossoneri di Leverkusen, però, rimangono i favoriti per questo match, e il sito scommesse Snai quota la vittoria in trasferta a 2.10 contro i 3.40 della squadra di casa.

Nel mercato Risultato Esatto è l’1-1 a prevalere (7.00), seguito dallo 0-1 (8.50) e dall’1-2 (9.00). Nonostante le statistiche della partita di andata sembrano tutte a favore del Leverkusen (64% possesso palla, 15 tiri contro 8, 578 passaggi contro 333 e 8 corner contro 4), potrebbero diventare una delle partite più interessanti di questi quarti di finale. Appuntamento, dunque, a giovedì 20 aprile per conoscere le semifinaliste dell’Europa League 2022-23.




Bundesliga: le difficoltà del Bayern e le outsider al vertice

Sulla carta in questa stagione (come da quasi 10 anni a questa parte, a dire il vero) in Bundesliga non c’era storia. Il solito Bayern a fare da mattatore e le altre “grandi” o medio-grandi a giocarsi posizioni europee più o meno prestigiose. Eppure, ai due terzi del campionato, per la precisione alla 23esima giornata su 34 totali, per la prima volta dopo anni sono tante le squadre coinvolte nella lotta per il primato. E anche le quote scommesse si adeguano e variano di conseguenza.

Dopo il Borussia Dortmund di Jurgen Klopp, capace di conquistare due titoli consecutivi il Bayern Monaco non ha più sostanzialmente avuto rivali. E anzi ha stroncato sul nascere qualsiasi concorrenza, accaparrandosi i migliori giocatori del campionato tedesco in modo di rinforzarsi sempre di più da un lato, e di indebolire gli avversari dall’altro. Tuttavia, in questa stagione qualcosa pare essere cambiato: il Bayern è ancora primo in classifica (e resta strafavorito per la vittoria finale) ma solo per la maggior differenza reti, dato che il Dortmund resta appaiato a 49 punti e l’Union Berlino, che un paio di settimane fa si trovava anch’esso accanto alle due, pur essendo scivolato sta ancora a 5 punti dalla vetta (44). Le squadre in lotta per i primi posti non sono infatti solo tre, ma ben cinque. Tant’è che tra la quinta in classifica, attualmente il Friburgo, e il duo di testa ci sono solamente sette punti di differenza.

Partiamo con il RB Lipsia e il Friburgo. La prima, da quando ha iniziato la sua scalata ai vertici del calcio tedesco è stata forse la più “convincente” delle rivali del Bayern a livello di rendimento, avendo concluso sempre sul podio ogni sua stagione in Bundesliga e avendo vinto l’anno scorso la Coppa di Germania. È però il Friburgo, insieme all’Union Berlino, la vera sorpresa di questo campionato: storicamente una “piccola” che nella sua lunga storia non è mai riuscita a vincere alcun trofeo se non qualche campionato minore, e che adesso si trova clamorosamente a sette punti dal Bayern dopo 23 giornate, agli ottavi di Europa League e in pienissima corsa Champions.

Passiamo ora al Borussia Dortmund e l’Union Berlino. I gialloneri stanno disputando un’ottima annata, a dispetto dei malumori di inizio stagione. Tuttavia, al rientro dalla sosta post-Mondiale, il BVB si è letteralmente trasformato, ritrovando una continuità di rendimento e di risultati che sembrava impensabile fino a un mese prima: fino alla sconfitta di martedì con il Chelsea la squadra non aveva mai perso nel 2023, con 12 partite vinte su 12 e 10 su 10 in gare ufficiali. Nessuna sconfitta e nessun pareggio tra Bundes, Coppa di Germania e Champions (fino appunto all’altro ieri e all’eliminazione, tra le polemiche, di Stamford Bridge).

L’Union Berlino invece non è più una sorpresa ma una certezza: da quando è approdato in Bundesliga è sempre cresciuto di rendimento ogni stagione, in un culmine rappresentato dal quinto posto della scorsa annata che ha permesso al club di qualificarsi per l’Europa League. In Patria invece lotta per garantirsi un posto Champions e nella prima parte di questa stagione era addirittura in testa alla classifica. Quindi una leggera flessione nel mese di novembre (in cui ha ottenuto solo 1 punto in 3 partite) gli ha fatto perdere il primato, prontamente riconquistato (seppur “condiviso”) dopo la sosta mondiale, con 5 vittorie (consecutive) e un pareggio. Ora di nuovo un calo, con 2 punti nelle ultime 3 di Bundes.

Giusto parlare ampiamente dei meriti degli avversari, ma se la Bundesliga è ancora aperta è a causa dei demeriti dei campioni in carica, raramente così in difficoltà nell’ammazzare un campionato chiuso in partenza. Se si guardassero i soli numeri, capirci qualcosa in più sarebbe difficile: il Bayern ha come sempre ha il miglior attacco del campionato, persino la miglior difesa ed è comunque “primo” in classifica. In Champions poi ha vinto 8 partite su 8 battendo il PSG, il Barcellona e l’Inter: 21 i gol fatti, 2 quelli subiti. Da far spavento. Eppure, a casa qualcosa non va.

Ai bavaresi, che hanno perso solo due volte, ma hanno pareggiato in ben sette occasioni, sembra mancare cattiveria e concentrazione; soprattutto tornati dalla sosta mondiale, con un rendimento in Bundesliga largamente peggiorato. Le cause di questa “piccola crisi” sono da ricercare in una discontinuità nelle letture difensive due (Upamecano e De Ligt non sempre sono stati perfetti) e nella mancanza di un vero e proprio terminale offensivo post-Lewandowski. Insomma, per il Bayern Monaco sembra un po’ una stagione di transizione. L’impressione però è che, proprio quest’anno, qualcuno possa insidiare un regime decennale che sembra scricchiolare: non tanto per questioni tecniche, ma per fisiologica mancanza di cattiveria e attenzione. Magari una squadra che getti il cuore oltre l’ostacolo come l’Union, o più probabilmente una vecchia rivale che dieci anni fa riusciva nell’impresa di scrivere un altro nome sull’albo d’oro tedesco; e che adesso, fuori dall’Europa ma forte di 8 vittorie su 8 nel 2023 in Bundes, può concentrarsi sull’assalto finale al Meisterschale. Le quote scommesse calcio sono avvisate.




Premier League: riuscirà l’Arsenal a vincere un titolo che manca da 20 anni?

I Gunners hanno vinto anche la ventisettesima giornata di Premier League, 0-3 in “trasferta” contro il Fulham grazie ai gol di Magalhaes, Martinelli e Odegaard, ed hanno mantenuto la distanza di +5 dal Manchester City in classifica. Quella contro la squadra londinese è la quinta vittoria consecutiva arrivata dopo la pesante sconfitta in casa contro la diretta avversaria per la lotta al titolo. Un titolo che manca da 20 anni e che, finalmente, potrà tornare nella bacheca dell’Emirates Stadium.

I ragazzi di Arteta sembrano carichi e concentrati, e non mollano di un passo nonostante la pressione del City che non molla. In realtà una leggera flessione da parte dei Citizen c’è stata: dopo aver strappato agli avversari tre punti nella partita del 15 febbraio (1-3 ad opera di Kevin De Bruyne, Jack Grealish ed Erlin Haaland), si sono arrestati contro il Nottingham Forest, pareggiando 1-1 e regalando di fatto due punti all’Arsenal, che invece ha vinto.

Arsenal che nel frattempo lotta anche sul fronte Europa League. Giovedì 16 dovrà vedersela in casa contro lo Sporting per il ritorno degli ottavi di finale dopo il 2-2 dell’andata. Un risultato che potrebbe arrivare senza troppe sorprese e prolungare quindi l’avventura europea.

I bookmakers danno l’Arsenal favorito per la vittoria finale, e quotano i gunners a 1.70 contro i 2.15 del Manchester City. Erling Haaland, bomber agli ordini di Guardiola, guida in solitaria la classifica dei marcatori e viene bancato da Snai a 1.03 come sicuro Capocannoniere 2022-23. Vediamo allora cosa ci dicono i siti scommesse per le prossime partite di campionato. Ricordiamo che, per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, è possibile utilizzare i bonus benvenuto spiegati da topbonus.info in ogni dettaglio.

L’Arsenal giocherà domenica 19 marzo alle ore 15:00 in casa contro il Crystal Palace, dodicesimo in classifica con quasi quaranta punti in meno. Gli Eagles hanno appena perso contro il City in campionato e arrivano da un periodo affatto positivo. L’ultima vittoria risale al 31 dicembre 2022, 0-2 in casa del Bournemouth terzultimo, dopodiché 5 sconfitte e altrettanti pareggi. Hanno avuto però il merito di pareggiare contro Manchester United, Liverpool e Newcastle, chissà dunque che non riservino brutte sorprese ad Arteta.

Secondo il sito Snai non sarà così. La vittoria della squadra di casa è data a 1.30 contro il 10 per il Crystal Palace. Negli ultimi cinque incontri tra le due leggiamo due vittorie per l’Arsenal, due pareggi e una vittoria per il Crystal Palace: un 3-0 datato 4 aprile 2022, in panchina gli stessi allenatori.

Le formazioni della Premier per il match in questione potrebbero essere:
Ramsdale; Zinchenko, Magalhaes, Saliba, White; Xhaka, Partey, Odegaard; Martinelli, Trossard, Saka per l’Arsenal (4-3-3).
Guaita; Clyne, Andersen, Guehi, Mitchell; Milivojevic, Sambi Lokonga; Schlupp, Olise, Zaha; Ayew per il Crystal Palace (4-2-3-1).

Manchester City che, invece, giocherà direttamente il 1° aprile causa rinvio della partita contro il West Ham. Liverpool che, attualmente, staziona in sesta posizione a –19 dai Citizen. Una partita affatto semplice per gli uomini di Guardiola, che hanno già affrontato i Reds in Coppa di Lega il 22 dicembre 2022 (vincendo 3-2) e in campionato, il 16 ottobre ad Anfield, perdendo 1-0 grazie al gol di Salah al 76’.

Klopp che deve assolutamente ottenere punti per scrollarsi di dosso la minaccia Brighton e Fulham, distanti appena tre punti, e provare ad agganciare il Tottenham quarto a +6 per garantirsi un posto nella Champions League 2023-24. Impresa non certo facile, che passa però dalla vittoria contro il Manchester City. Sarà dunque una partita molto importante sotto tanti punti di vista. Appuntamento a inizio aprile dunque.




L’eterna sfida tra Barca e Real: la spunteranno i blaugrana?

I nove punti che separano il Barcellona dal Real Madrid nella Liga spagnola potrebbero far pensare ad un campionato ormai chiuso, con il Barça che si appresta ad alzare il 27° scudetto della sua storia. Eppure, le tredici giornate che mancano alla fine del torneo lasciano ancora uno spiraglio al Real Madrid, che insegue senza sosta.

È successo nella stagione 2019-20, quando alla venticinquesima giornata il Barcellona guidava la classifica a +2 dal Real, per vedere poi il divario diventare –5 a fine campionato; ed è successo anche a parti inverse nella stagione 2014-15, quando a guidare la classifica nello stesso periodo era il Real che poi ha ceduto il passo al Barcellona; sempre il Real si è visto soffiare il titolo nella stagione precedente, stavolta ad opera dell’Atletico Madrid: +3 alla giornata 25, -3 alla giornata 38.

Insomma, cambiamenti alla guida del campionato e clamorosi recuperi non sono così rari. Lo abbiamo visto anche nella nostra Serie A nella stagione 2017-18, con il Napoli che ha ceduto il passo alla Juventus; o nella stagione 2011-12, quando a cedere il passo ai bianconeri fu il Milan. Eppure, i bookmakers non hanno dubbi sulla vittoria della Liga di quest’anno, e bancano il Barcellona vincente a 1.08 contro gli 8.00 del Real Madrid. A tal proposito, si può dare un’occhiata ai bonus senza deposito non aams.

Una vittoria che appare scontata non solo per i punti che separano le due squadre, ma anche per la qualità del gioco dimostrato finora. E se i blaugrana deludono nelle coppe europee (eliminati nella fase a gironi di Champions League e poi negli spareggi di Europa League), in campionato regalano prestazioni fuori dal comune. Solo 8 i gol subìti da inizio campionato (0,32 a partita) e 47 realizzati (1,88 a partita). Due pareggi, due sconfitte e ventuno vittorie la tabella di marcia, che porta i punti totali a 65.

Contro il Real Madrid in questa stagione sono già tre le partite giocate, con due vittorie per la squadra allenata da Xavi e una per quella di Ancelotti: 3-1 per il Real in campionato a metà ottobre, gol di Benzemà, Valverde, Ferràn Torres e Goes; 1-3 per il Barcellona, nella finale di Supercoppa di Spagna, con i gol di Gavi, Lewandowski, Pedri e Benzema; e infine 0-1 a favore del Barcellona nella partita di andata di semifinale di Coppa del Re grazie all’autorete di Militao al 26’.

Domenica 19 marzo alle ore 21 si giocherà la ventiseiesima di campionato al Camp Nou, e gli ospiti del Barça sono proprio i madrileni del Real. Negli ultimi 80 incontri tra le due, il Barcellona ha vinto in 36 occasioni contro le 23 del Real, e nelle 36 partite giocate al Camp Nou il bilancio vede il Barcellona uscire vincitore in 16 occasioni contro le 8 del Real Madrid.

Bookmakers concordi nel quotare i catalani come favoriti per la vittoria finale: 2.10 la vittoria del Barcellona, 3.60 il pareggio e 3.30 la vittoria dei Blancos. Non c’è spazio per il pareggio, dunque, che appare il risultato meno probabile. Nel mercato risultato esatto, però, ciò che emerge è l’1-1 quotato a 7.00, seguito dall’1-0 bancato a 8.50 e dal 2-1 dato a 9.00.

Le formazioni probabili saranno:
Per il Barcellona 4-3-3 composto da Ter Stegen in porta; Balde, Christensen, Kounde, Roberto in difesa; Gavi, Busquets, De Jong a centrocampo; Torres, Lewandowski e Raphinha in attacco. Per il Real Madrid stesso sistema di gioco, con Courtois tra i pali; Carvajal, Militao, Nacho e Camavinga in difesa; Kroos, Tchouameni, Modric a centrocampo; Valverde, Rodrygo e Vinicius Junior in attacco.




La situazione attuale dei tre gironi di Lega Pro

La 49ª edizione del campionato di Serie C, la 9ª organizzata dalla Lega Pro, è giunta quasi al capolinea. Delle trentotto giornate previste se ne sono giocate già 31, e tra poco più di un mese si saprà quali sono le tre squadre promosse direttamente in Serie B e quali dovranno darsi battaglia per ottenere l’ultimo pass a disposizione per la serie cadetta.

Per chi non lo sapesse, accedono ai Play-off le nove squadre di ogni girone piazzate dal secondo al decimo posto più la squadra vincitrice della Coppa Italia Serie C, per un totale di 28 formazioni, tra le quali uscirà una sola vincitrice. Attualmente abbiamo la Feralpisalò che guida il Girone A, la Reggiana a guidare il Girone B, e il Catanzaro a guidare il Girone C. Vediamo però nel dettaglio le tre classifiche per scoprire quali potrebbero essere gli scenari da qui a fine aprile.

Nel Gruppo A troviamo la Feralpisalò a quota 57, seguita dalla Pro Sesto a 55 punti, Pordenone e Lecco a 52 e Vicenza a quota 50. La squadra allenata da Vecchi viene da sette risultati utili consecutivi (4 vittorie e 3 pareggi), e l’ultima sconfitta risale al 29 gennaio in casa, contro la Virtus Verona. Sembra dunque che possa procedere senza intoppi fino a fine campionato mantenendo il distacco dalle inseguitrici, ma i soli due punti dalla Pro Sesto non rassicurano ancora tifosi e società.

Pro Sesto che, da parte sua, non perde da dieci giornate consecutive (5 vittorie e 5 pareggi) e mantiene il fiato sul collo all’avversaria aspettando solo un passo falso. I bookmaker non aams reputano favorita la Feralpisalo, bancandola a 2.25, e stranamente quotano la vittoria del Pordenone a 2.75 contro i 3.50 del Pro Sesto. Pordenone che attualmente si trova in terza posizione, a –5 dalla vetta, con una tabella di marcia che difficilmente può impensierire i verdazzurri: 2 vittorie, 7 pareggi e 1 sconfitta nelle ultime dieci gare di campionato.

Nel Gruppo B, invece, è la Reggiana a dettare il ritmo di marcia, con 68 punti in 31 partite giocate, seguita da Virtus Entella a 65 punti e Cesena a 60. Le altre sono troppo distanti per impensierire i granata, e la sfida sembra quasi una lotta a due tra la squadra di Reggio Emilia e quella di Chiavari. Proprio questo sabato si è giocato lo scontro al vertice tra le due compagini, che ha visto l’Entella uscire vincitrice dal Mapei Stadium con il risultato di 0-1. Tre punti che hanno permesso alla squadra allenata da Gennaro Volpe di rimanere agganciata alla vetta e ridurre il distacco di soli tre punti.

I bookmakers vedono comunque favorita la Reggiana, bancandola a 1.25 contro i 4.00 dell’Entella. Pochissime speranze per il Cesena, quotato a 12. Lo scatto finale di questo fine stagione sarà quindi tra le prime due in classifica, dove la prima che molla potrebbe subire l’allungo o l’aggancio dell’avversaria, compromettendo così l’intera stagione. Concentrazione al massimo, dunque, fino a fine aprile.

Veniamo infine al Girone C. Lunedì 13 si è giocata la partita che avrebbe potuto aprire uno spiraglio, seppur minimo, sulle sorti del campionato. E invece il Catanzaro, primo in classifica, è uscito indenne dal campo del Crotone, secondo classificato. L’1-1 ha permesso ai giallorossi di mantenere il distacco dall’inseguitrice a +14 quando e chiudere, di fatto, i giochi. Anche i bookmakers sono d’accordo sulla promozione certa dei calabresi, tanto da togliere le quote sulla vincente del Girone C.

La squadra allenata da Vincenzo Vivarini ha dimostrato di giocare a un altro livello rispetto alle avversarie. In 31 partite giocate ha incassato una sola sconfitta (1-0 contro la Viterbese penultima in classifica), poi 5 pareggi e 25 vittorie. 83 gol fatti (2,67 a partita) e 13 subìti (0,41 a partita). Se dovesse vincere tutte le partite che restano arriverebbe a quota 101 punti, stracciando il record assoluto di 90 punti raggiunto dalla Ternana nel campionato 2020-21 e dal Sudtirol nel campionato 2021-22.

A meno di improbabili cambi di marcia, le Aquile del Sud potrebbero festeggiare già a fine marzo, con quattro o cinque partite di anticipo rispetto all’ultima giornata di campionato. Per quanto riguarda i play-off, il Crotone sarà probabilmente ammesso direttamente alle fasi nazionali, mentre il Pescara dovrà guardarsi le spalle da Foggia, Audace Cerignola, AZ Picerno e Monopoli.




Dentro la rinascita di Milan e Juventus

È stato un gennaio da incubo per i tifosi del Milan e della Juventus. I rossoneri, dopo la vittoria in casa della Salernitana, hanno visto il pareggio in casa contro la Roma (2-2); l’eliminazione negli ottavi di Coppa Italia da parte del Torino (0-1); il pareggio con il Lecce fuori casa (2-2); l’umiliazione nel derby contro l’Inter in finale di Supercoppa Italiana (0-3); poi il 4-0 in casa della Lazio; la sconfitta contro il Sassuolo al Meazza (2-5) e ancora la sconfitta contro l’Inter in campionato (1-0).

Un periodo nel quale la panchina di Pioli stava seriamente traballando e dal quale non si vedeva via di uscita. Le critiche verso giocatori, allenatore e la stessa società piovevano da tutte le parti da esperti del settore e non solo. Il Milan non riusciva più a vincere, perdendo terreno nell’inseguimento del Napoli e nella lotta alla Champions League.

La Juventus dal canto suo, dopo la pesante sconfitta in campionato da parte del Napoli (5-1 al San Paolo il 13 gennaio), si era vista togliere 15 punti dal giudice sportivo in merito all’inchiesta “Prisma” e al caso plusvalenze. Un colpo che ha proiettato i bianconeri da un giorno all’altro in decima posizione, fuori dall’Europa e dalla lotta Champions. Il colpo si è visto anche in campo: prima il pareggio in casa contro l’Atalanta (3-3); poi la sconfitta contro il Monza, di nuovo allo Stadium (0-2).

Per entrambe febbraio è stato il mese della rinascita, con risultati convincenti frutto di lavoro, scelte tattiche e giocatori ritrovati. Ora la Juventus può puntare addirittura ad un posto in Champions, come riportano i bookmakers con scommesse sportive da 1 euro. Vediamo dunque da cosa è dipesa la rinascita delle due squadre e dove possono arrivare in questa ultima parte di stagione.

Partiamo dal Milan, che dopo l’ultima disfatta contro l’Inter è riuscita a incasellare 4 vittorie consecutive: 1-0 contro il Torino; 1-0 contro il Tottenham negli ottavi di Champions League; 0-1 contro il Monza e 2-0 contro l’Atalanta. Poi la sconfitta di misura contro la Fiorentina al Franchi e infine il pareggio decisivo nel ritorno di Champions contro il Tottenham. Il passaggio ai quarti era un traguardo che in pochi avrebbero sperato, soprattutto vista la spirale negativa nella quale si erano infilati i rossoneri.

Pioli ha avuto la capacità di trovare il bandolo della matassa e sbrogliare una situazione che stava degenerando. Passando alla difesa a tre ha trovato in Malick Thiaw una garanzia al centro della difesa. Non è un caso se, a partire dalla vittoria di Torino, sono state solo 2 le reti subite in sei gare (0,33 a partita) con cinque clean sheet. E, a proposito di porta inviolata, fondamentale anche il recente rientro di Maignan tra i pali. Una rinascita rossonera che parte quindi da dietro, da una solidità difensiva che trasmette sicurezza a tutta la squadra.

La solidità difensiva è stata l’arma in più anche della Juventus, che dopo la disfatta con il Monza ha superato la Lazio nei quarti di Coppa Italia per 1-0; ha battuto la Salernitana in campionato con il risultato di 0-3; ha superato la Fiorentina per 1-0 ed ha battuto lo Spezia con il risultato di 0-2. Anche in Europa League sono arrivati i risultati sperati: 1-1 l’andata contro il Nantes e 0-3 il ritorno. Infine, vinto 4-2 anche il derby della Mole.

C’è stato solo un calo, contro la Roma all’Olimpico (1-0 per i giallorossi), poi ancora una vittoria per 1-0 contro il Friburgo negli ottavi di Europa League e la vittoria in campionato contro la Sampdoria (4-2). L’epilogo di questa rinascita bianconera potrebbe avere il suo culmine con il ricorso alla Corte d’Appello tramite il Collegio di Garanzia del Coni, che potrebbe invalidare la sentenza e restituire alla Vecchia Signora i 15 punti di penalizzazione. Significherebbe arrivare a 53 punti, tre in più dell’Inter e seconda posizione in campionato. Ecco, dunque, che la corsa Champions non è solamente un’illusione, ma una possibilità concreta.




I calciatori e la passione per i videogames

A volte guardiamo le partite di calcio e osserviamo 22 “uomini” che si affrontano in uno stadio gremito, davanti a più di 50 mila persone oltre ai milioni di appassionati che seguono da casa e da tutte le parti del mondo, ma ci dimentichiamo che in fondo sono dei ragazzi di poco più di 20 anni che, come altri coetanei, hanno esigenze e passioni, oltre che calcistiche, molto semplici.

Come appunto i videogames. Sicuramente passeranno il loro tempo giocando con le console di ultima generazione e i sistemi di fruizione più evoluti, oppure con i giochi offerti dai casino stranieri, ognuno il suo. Per alcuni è solo un passatempo, per altri una vera e propria ossessione. Andiamo allora a curiosare nella vita dei campioni del calcio per scoprire chi sono i veri “malati” dei videogiochi.

Non sono rare le foto dei campioni intenti a cimentarsi con le ultime uscite, con le mogli che spesso postano sui social scatti rubati ai mariti e frasi contrariate per la mancanza di attenzione. Come nel caso di Ciro Immobile e la moglie Jessica, che scherza spesso sulla questione pubblicando foto del bomber biancoceleste immerso nella realtà virtuale.

Oppure Alvaro Morata, che ammette di giocare anche con il cellulare mentre aspetta la moglie fare shopping o nei viaggi con la squadra. Il suo gioco preferito è Call of Duty, del quale si dichiara un esperto giocatore. Dopotutto, potrebbe averne abbastanza di calcio dopo tante partite e sessioni di allenamento.

Non sono stanchi di calcio, invece, Luis Alberto e Alessandro Florenzi, che hanno tra i preferiti sicuramente FIFA di EA sports. Il laziale ha in casa persino una stanza dedicata ai videogiochi e ha dichiarato di passare molto tempo con i tifosi giocando alla play. Anche l’ex giallorosso si definisce un “malato di Playstation”. Pare che, in occasione della partita contro la Svezia nei playoff con la nazionale Under 21, andò a comprare un televisore nuovo perché quello in camera non aveva l’attacco adatto per la console.

Antoine Griezmann, ai tempi dell’Atletico Madrid, si fece talmente ispirare dal gioco Fortnite da imitare l’esultanza tipica del suo personaggio ad ogni gol realizzato. La “loser dance” è stata mostrata anche in occasione del mondiale 2018 dopo il gol con la Francia. Come lui, anche il centrocampista Dele Alli condivide con Griezmann la passione per il gioco e ne copia le esultanze.

Ma i videogiochi, da semplice svago, possono diventare una vera e propria ossessione, mettendo anche nei guai i più fissati dei calciatori. Come successo a Ousmane Dembelé, che non si presentò agli allenamenti del Barcellona dopo aver passato una notte insonne davanti la Play; o a Neymar, che non si presentò alla cerimonia di premiazione del Pallone d’Oro per giocare online e in diretta streaming su Twitch a Call of Duty con Marquinhos e Thiago Silva.

Mesut Ozil fece peggio di tutti, chiudendo i rapporti con l’Arsenal per via di un dolore alla schiena provocato da circa 1740 ore davanti alla console giocando a Fortnite. Anche Alessandro Nesta si “infortunò” per colpa del troppo utilizzo del joystick, e David James, portiere del Newcastle, disse che “per colpa dei videogiochi” non riusciva a rendere in campo. Pare che passasse intere ore giocando a Tekken 2 e Tomb Rider.

Insomma, pare che i videogiochi riescano a coinvolgere un po’ tutti, dai ragazzini agli adulti, dai tifosi ai calciatori. E chi più di loro, che allenamenti a parte, hanno tempo e risorse da dedicargli? La prossima volta che ti connetterai a uno dei giochi sopracitati stai in guardia, perché potresti trovarti ad affrontare uno dei tuoi calciatori preferiti senza neanche rendertene conto.




Calcio e criptovalute, i due mondi sempre più vicini

Apparentemente due mondi completamente agli antipodi, ma nei fatti, due realtà che mai prima d’ora sono state così vicine. Il calcio e le criptomonete hanno da tempo siglato accordi di collaborazione che hanno visto le parti unirsi in un matrimonio di intenti davvero proficuo per entrambe. Da una parte un settore che muove milioni di appassionati e che ha un potere mediatico come pochi a questo mondo; dall’altra una tecnologia in rapida espansione che molto presto entrerà nella quotidianità di tutti noi.

Due mondi, quindi, che sono legati da un filo comune, e cioè la diffusione di massa. Il calcio lo è già da tempo, mentre le criptomonete lo saranno tra poco. Uno rappresenta il presente, l’altro il futuro. Insieme daranno vita a un nuovo mondo in cui la moneta virtuale sostituirà quella fisica.

In parte questa transizione sta già accadendo. Sono già molte le aziende che accettano pagamenti in criptomonete e che scelgono anche di pagare i propri dipendenti attraverso la moneta virtuale. Esistono stati nel mondo, come il Venezuela o El Salvador, che hanno sviluppato la loro moneta virtuale e la riconoscono come metodo di pagamento nazionale. Tra gli altri utilizzi delle criptovalute c’è anche il gioco online, come anticipato da bestcriptocasino.com, alcuni siti le accettano come metodo di deposito.

Insomma, manca davvero poco alla nuova realtà, e il calcio diventa l’ambasciatore delle cryptocurrecies nel mondo. Già alcune squadre della Premier League inglese, come il Tottenham o il Leicester, hanno dei contratti di sponsorizzazione con società di criptomonete che pagano utilizzando monete virtuali.

In Italia l’Inter e la Roma hanno scelto come sponsor di maglia l’azienda canadese Digitalbits, che promuove la rivoluzione in chiave crypto per il mondo del commercio; la Lazio ha come main sponsor per questa stagione il servizio di cambio virtuale Binance; l’Udinese ha utilizzato il meme-coin Kibainu; la Juventus ha adottato dei token sul proprio sito, grazia alla collaborazione con Socios.com, con i quali i propri tifosi possono acquistare prodotti di merchandising e biglietti per le partite.

Il rovescio della medaglia, ed è anche normale in un contesto di sperimentazione e di crescita iniziale, sta nell’alta volatilità del mercato valutario. Basti pensare che il valore di un singolo Bitcoin è passato da oltre 56 mila euro a poco più di 18 mila in soli sei mesi. Lo stesso destino che è capitato a Digitalbits e che è costato ai nerazzurri il mancato provento stabilito tra le parti. Ma è un rischio che si deve correre se si vuole andare verso la direzione giusta.

I recenti mondiali in Qatar hanno visto la nascita dei Fan Token delle nazionali che potevano essere scambiati sulle apposite piattaforme dedicate. L’Argentine Football Association fan token (ARG), la Brazil National Football Team fan token (BFT) e la Spain National Football Team fan token (SNFT) sono solo alcune di queste. Pur non partecipando, anche l’Italia ha sviluppato il proprio fan token. Questo per dare un’idea della portata della cosa.

Attualmente esistono più di 17 mila diverse monete virtuali. Alcune del valore di pochi centesimi, altre di diverse migliaia di euro. Per certi versi possono sembrare investimenti che suonano più come scommesse sportive, e per certi versi è anche così. Criptomonete nate da un giorno all’altro, senza una reale base e senza un futuro mettono a rischio i risparmi degli investitori.

Ma esistono realtà più concrete, come la più famosa Bitcoin e anche altre, che sono invece basate su solide tecnologie di sicurezza e criptazione dei dati che avranno una sicura applicazione. Non solo negli scambi di valute, ma anche nella stipula di contratti o nelle compravendite di prodotti fisici. Insomma, una realtà che oggi ci sembra molto confusa e complessa, ma che, tra qualche anno, sarà il pane quotidiano di ognuno di noi.




Quali sono i giocatori di Serie B con più presenze di sempre?

Prosegue la serie A, con il Napoli che non accenna a mollare e le altre che provano a inseguire per dare un po’ di vitalità a un campionato che sembra già scritto. I bookmakers e gli scommettitori hanno spostato l’interesse sulla lotta all’Europa e alla sfida salvezza, ma non sembra ci sia più quella passione che accendeva gli animi come una volta. Se invece vuoi puntare sulla Serie B, consulta il sito https://www2.italianonlinecasino.net/ per le quote aggiornate.

Il campionato cadetto, come disse Mauro Balata, presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie B, «…è il vero campionato degli italiani, è nel nostro DNA. Non solo perché il 71% dei giocatori tesserati sono italiani ma anche perché abbiamo un legame particolare con il territorio, con il sociale, con la gente. E l’impegno della Lega e delle società è quello di dialogare e interagire costantemente con essi».

Dichiarazioni sincere e sentite, che evidenziano come ci sia un seguito molto appassionato in Serie B, fatto di tifosi che vivono ardentemente il territorio e le sorti della propria squadra, a volte ancor di più che nella serie maggiore. E l’alta percentuale di giocatori nazionali, come evidenziato dallo stesso Balata, sembra andare contro a un sistema calcistico che, nella serie A come nei principali campionati europei, è spesso orientato verso calciatori stranieri.

Recentemente anche Roberto Baggio ha sottolineato questa tendenza tramite una dichiarazione a Sportweek, settimanale della Gazzetta dello Sport: «A volte vedo calciatori in Serie C o D che hanno un talento incredibile. Gente che dà del tu al pallone. Mi soffermo a guardare i loro movimenti, le loro giocate, e dentro di me mi domando: come può uno del genere giocare in serie minori? Possibile che non lo noti nessuno? Poi vedo approdare calciatori in Serie A che fanno solo da comparsa. Calciatori presi in campionati sconosciuti, ma che per qualche ragione entrano nel giro giusto e approdano magicamente nella massima serie».

E aggiunge: «Sarà merito dei procuratori, degli sponsor? Non è dato saperlo…Per rilanciare il calcio Italiano servono calciatori Italiani. Nelle serie minori ce ne sono tanti. Quando giocavo io arrivavano in Serie A solo stranieri che valevano veramente. Poi ci sono state anche molte eccezioni, ma ci può stare. Mi piacerebbe che vengano valorizzati i settori giovanili, come sta accadendo da svariati anni in Germania, e Spagna. Solo così riusciremo a tornare a grandi livelli. Le società devono svegliarsi, comprese le grandi squadre. Devono dare più potere al calciatore e non ai procuratori.»

Se andiamo a vedere l’attuale classifica dei marcatori di serie A abbiamo solo 2 giocatori italiani (Immobile e Zaccagni) nei primi 14 cannonieri, mentre nella serie cadetta il rapporto è quasi opposto: solo 3 stranieri nei primi 13 marcatori. Che sia realmente una questione di capacità o di procuratori non è dato saperlo, quello che sappiamo con certezza è che, se andiamo a ritroso nel tempo, troviamo calciatori che hanno scritto davvero la storia della serie B che avrebbero meritato di certo una vetrina importante anche in serie A.

Come Luigi Cagni, nato a Brescia il 14 giugno 1950, ex difensore e allenatore. In serie B occupa il primo posto tra i giocatori con il maggior numero di presenze: 485 gare giocate in 16 stagioni dal 1970 al 1987. 256 presenze con il Brescia e 229 con la Sambenedettese. In carriera ha vinto 1 campionato Primavera e 1 campionato De Martino nel 1968-69; da allenatore un campionato di Serie C (1990-91) e 1 campionato di Serie B (1994-95), entrambi con il Piacenza. Chiude la carriera compiendo l’impresa di salvare il suo Brescia dalla retrocessione in serie C nella stagione 2016-17.

Al secondo posto della classifica troviamo Juri Tamburini, con 418 presenze. Nelle 14 stagioni che lo hanno visto militare in serie B dal 1998 al 2012 ha vestito le maglie di Cesena (20), Vicenza (93),

Salernitana (63), Modena (233) e Ascoli (9). Da calciatore, a differenza di Gigi Cagni, non ha mai esordito in serie A, pur avendone avuto la possibilità con il Vicenza. Dopo aver contribuito alla promozione dei biancorossi in massima serie, infatti, viene ceduto alla Salernitana. Dal 2019 ha intrapreso la carriera di allenatore, ed attualmente è il tecnico dell’under 16 del Cesena.

Con 413 presenze in 13 stagioni, al terzo posto della classifica di tutti i tempi, troviamo Daniele Di Donato, ex centrocampista di Torino (8), Palermo (101), Arezzo (77), Ascoli (207) e Cittadella (20). Ha debuttato tra i professionisti nella stagione 1996-97, giocando 8 partite e realizzando anche 1 gol alla seconda presenza in carriera. Chiuderà con il Cittadella in serie B collezionando anche 23 presenza in serie A con il Siena nel 2004-05. Attualmente è tecnico del Latina in serie C.

Segue Simone Rizzato, 411 presenza in 12 stagioni vestendo le maglie di Torino (30), Catanzaro (21), Ancona (41), Reggina (153), Trapani (153) e Avellino (13). Un assaggio di serie A con il Chievo, da gennaio a giugno 2005, senza però registrare mai una presenza. Nasce a Terracina il 21 settembre 1981, esordisce in C2 nel 1998-99 con il Fano, e chiude la carriera in Eccellenza, con l’Atletico Gallo Colbordolo, nel luglio 2022.

Davide Nicola, volto noto ai più per le numerose presenze sulle panchine di serie A alla guida di Crotone, Udinese, Genoa, Torino e Salernitana, occupa il quinto posto in classifica. Le 402 presenze in 14 stagioni dal 1993 al 2008 sono state giocate sotto le bandiere di Fidelis Andria (26), Ancona (27), Genoa (167), Pescara (7), Ternana (94), Torino (35), Spezia (28), Ravenna (18). Per lui una lunga carriera in serie B, iniziata nella stagione 1993-94 e proseguita ininterrottamente per 10 stagioni. Poi un anno in serie A, con il Siena, per poi tornare in B e chiudere la carriera con il Lumezzane nella lega pro prima divisione.

Seguono Giacomo Zunico (402 presenze) e Francesco Renzetti (397) presenze, unico giocatore in top10 ancora in attività. Poi Luigi Tonani (395), Federico Giampaolo (391), Massimo Rastelli (388), Giovanni Udovicich (383), Gennaro Ruotolo (381), Claudio Ottoni (380), Stefan Schwoch (380) e molti altri.




Quanto guadagna Sarri alla Lazio? Il suo stipendio

Maurizio Sarri, dopo la vittoria dello scudetto con la Juventus e un successivo anno di sosta, è diventato l’allenatore della Lazio nella stagione sportiva 2021/2022. Arrivato ufficialmente in biancoceleste l’8 giugno 2021 ha firmato un contratto biennale con opzione per un terzo anno a 3 milioni di euro a stagione. Dopo un grande campionato, chiuso al 5° posto in Serie A, il presidente Claudio Lotito stringe un nuovo accordo con il tecnico toscano, blindando così Sarri fino al 30 giugno 2025 e portando il suo ingaggio annuale a 3,5 milioni di euro.

La crescita della Lazio con Sarri

La sinergia che si è creata fra l’ambiente e il tecnico spingono naturalmente la società e l’allenatore a continuare a voler far crescere il progetto e arrivare a raggiungere nuovi obiettivi insieme. Durante la seconda stagione, ancora in corso, la Lazio riesce a esprimere un ottimo gioco – marchio di fabbrica dell’allenatore toscano – e a sorprendere con diverse statistiche: i biancocelesti sono attualmente la seconda miglior difesa della Serie A, solo 11 gol subiti, meglio di loro ha fatto solo la Juventus con 7. La difesa sta registrando ottimi numeri anche per quanto riguarda le azioni da goal che concede, tutti segnali di come i giocatori siano ben organizzati in campo e coesi nel pensiero del tecnico. Da segnalare anche i numeri di Provedel, portiere arrivato nella capitale per fare il secondo e diventato un punto fermo della squadra, attualmente nel campionato è il terzo per reti subite per 90′ e per percentuale di parate (79,2%) e il portiere di Serie A che gioca più azioni offensive fuori dall’area.

Quanto guadagna Sarri? Confronto con gli altri allenatori

Maurizio Sarri nella classifica degli stipendi degli allenatori in Serie A per la stagione 2022/2023 è attualmente quinto a parimerito con Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, anche lui fresco di rinnovo e di ritocco dell’ingaggio. Davanti a Sarri troviamo Pioli (Milan) con quattro milioni annui e Inzaghi (Inter) con cinque. Più staccati, nelle primissime posizioni, ci sono gli allenatori di Roma e Juventus, Mourinho e Allegri, infatti, guidano la classifica degli allenatori più pagati in Serie A con sette milioni di stipendio annuali.