Il predestinato: chi è Joao Felix, l’uomo nel mirino della Juventus

Juventus, City, United, Liverpool e Barcellona sulle sue tracce. Una clausola rescissoria da 120 milioni che presto diventerà di 200. Ma chi è questo giovane fenomeno che tutti vogliono?

Joao Felix Sequeira è un giocatore portoghese classe 1999 cresciuto prima nel Porto, poi nel Benfica – sua attuale squadra. 1,78 m per 74 kg, è un centrocampista estremamente versatile, probabilmente ancora alla ricerca del suo ruolo ideale: gioca da mezzala, trequartista, esterno d’attacco e seconda punta. Quest’anno nel campionato portoghese si è fatto decisamente notare: a 19 anni (da esordiente) ha segnato 10 goal in 18 partite e fornito 5 assist vincenti. Numeri da predestinato.

Joao Felix è il classico giocatore da grande squadra e bel gioco: ama avere il possesso della palla, scambiare passaggi coi compagni, effettuare uno-due e inserirsi: da qui gli assist, i goal, i passaggi vincenti e la centralità nel gioco. I suoi punti di forza sono certamente la tecnica (è destro ma usa bene il sinistro), il dribbling e la visione di gioco. Un mix fra Rui Costa e Iniesta (ovviamente con le dovute proporzioni), come scrivono in patria.

Calciatore di fantasia e intuiti che sa anche andare in verticale, centrando la porta e dimostrando grande freddezza in area di rigore. Insomma, un potenziale campione: per questo la Juventus sta provando ad anticipare la concorrenza; il rischio di un’asta da oltre cento milioni è dietro l’angolo. Il tempismo sarà determinante.




Svezia-Romania: probabili formazioni, dove vederla in TV e streaming

Alla Friends Arena di Stoccolma, casa dell’AIK, sabato 23 Marzo alle 18:00 la Sevzia sfiderà la Romania. La gara è valevole per la prima giornata del gruppo F delle qualificazioni ad Euro2020. La Svezia ha vinto il suo girone di Nations League e si qualifica alla promozione in fascia A, e dopo un ottimo mondiale, punta alla qualificazione agli europei che confermerebbe il periodo positivo degli scandinavi. La Romania invece è arrivata seconda nel suo girone di Nations League di Fascia C, ma non perde una gara dal Novembre 2017.

Svezia-Romania probabili formazioni:

Il CT Andersson schiererà un pratico 4-4-1-1, dove ci sarà il portiere della Roma Olsen, in difesa a destra Lustig con Augustinsson a sinistra, mentre al centro agiranno Granqvist ed Helander.  A centrocampo regia al doriano Ekdal, con Johansson a fare rottura, mentre sulle fasce agiranno Larsson ed il talentuoso Forsberg. Claesson giocherà sulla trequarti alle spalle dell’unica punta Markus Berg. Cosmin Contra si affiderà ad un 4-2-3-1, con l’ex Fiorentina Tatarasanu in porta, Manea e Bancu terzini con SApunaru e Moti al centro. Stanciu e Marin saranno i mediani, sulla trequarti agiranno Chipciu, i talento Dennis Man e l’ex Pescara Mitrita. Unica punta sarà Keseru.

Probabili formazioni Svezia (4-4-1-1): Olsen; Lustig, Granqvist, Helander, Augustinsson; Sebastian Larsson, Johansson, Ekdal, Forsberg; Claesson; Berg. Allenatore: Andersson
Probabili formazioni Romania (4-2-3-1): Tatarusanu; Manea, Sapunaru, Moti, Bancu; Stanciu, Marin; Chipciu, Mitrita, Man; Keseru. Allenatore: Contra

Svezia-Romania radiocronaca

RadioGoal24 non trasmette la partita: ad ogni modo potete essere aggiornati sul risultato tramite il nostro canale Spreaker, sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube di RadioGoal24 nell’orario della gara.

Svezia-Romania dove vederla in TV

La sfida non sarà trasmessa in Italia. Fischio d’inizio previsto per le 18:00.




Olanda-Germania: probabili formazioni, dove vederla in TV e streaming

All’Amsterdam Arena, ora Johann Cruijff Arena, casa dell’Ajax, domenica 24 marzo alle 20.45 l’Olanda sfiderà la Germania, in uno dei più grandi classici del calcio internazionale. La gara è valevole per la seconda giornata del gruppo C delle qualificazioni ad Euro2020. Nella prima giornata l’Olanda ha vinto facilmente contro la Bielorussia per 4-0, dimostrando di essere in salute e di voler riprendere i fasti di una volta. La Germania ha riposato al primo turno,e viene dall’eliminazione dalle Nations League a discapito proprio dell’Olanda e sta passando un periodo difficile della sua storia recente.

Olanda-Germania probabili formazioni:

L’Olanda dovrebbe confermare il 4-3-3 della gara con la Bielorussia, con Cillessen tra i pali, Blind e Dumfries sulle fasce e Van Dijk e De Light in mezzo. A centrocampo regia in mano al talento dell’Ajax de Jong, aiutato da Wijnaldum e dal giocatore dell’Atalanta De Roon. In avanti ballottaggio tra Babel e Promes, mentre di punta agirà Depay con il giovane Bergwijn ancora a suo fianco. Nella Germania sarà 4-2-3-1, con Neuer tra i pali, Klostermann e Kimmich sulle fasce e Tah e Sule al centro. In mediana regia a Gundogan, supportato dal centrocampista del Lipsia Halstenberg, mentre sulla trequarti agiranno Brandt, Haverz e Sanè. In avanti tutto sui goal di Werner.

Probabile formazione Olanda (4-3-3): Cillessen; Blind, van Dijk, de Light, Dumfries; de Jong, Wijnaldum, de Roon; Babel, Depay, Bergwijn. Allenatore: Koeman

Probabile formazione Germania (4-2-3-1): Neuer; Klostermann, Sule, Tah, Kimmich; Gundogan, Halstenberg; Brandt, Havertz, L. Sané; Werner. Allenatore: Loew

Olanda-Germania radiocronaca

RadioGoal24 non trasmette la partita: ad ogni modo potete essere aggiornati sul risultato tramite il nostro canale Spreaker, sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube di RadioGoal24 nell’orario della gara.

Olanda-Germania dove vederla in TV

La sfida sarà trasmessa su Rete 4. Fischio d’inizio previsto per le 20.45.




Spagna-Norvegia probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Alla stadio Mestalla di Valencia, casa del Valencia, sabato 23 marzo alle 20.45 le furie rosse affronteranno la Norvegia nella prima gara del girone F di qualificazione ad EURO 2020. La Spagna continua la sua crisi che va avanti ormai dai mondiali del 2016, una crisi che ha portato anche al declassamento in fascia B di Nations League. La Norvegia invece ha avuto una promozione dalla fascia C, vincendo il suo girone, perdendo una sola gara delle ultime dieci giocate dagli scandinavi. Per Luis Enrique inizia realmente il nuovo corso per rifondare una nazionale che ha vinto tutto ma che non sa più dominare in campo internazionale.

Spagna-Norvegoa probabili formazioni:

Nella Spagna sarà 4-3-3 con De Gea tra i pali, a destra giocherò Sergi Roberto mentre in mezzo al fianco di Ramos agirà il centrale del Bilbao Martinez, con terzino sinistro il valenciano Gayà. A centrocampo il talento di Ceballos e Saul Niguez, con Busquets a completare il trittico. In avanti spazio a Rodrigo, che giocherà nel suo stadio, e a Munian, tornato in grande forma dagli infortuni, unica punta sarà l’attaccante dell’Atletico Morata. Per la Norvegia il CT Lagerback si affiderà a Jarstein in porta, Elabdellaoui, Rosted, Nordtveit e Aleesami, in forza al Palermo, saranno i difensori. In mezzo al campo dovrebbero esserci Selnaes e Henriksen con Johansen e Mohamed Elyonussi, talento del Southampton, sulle fasce, mentre in attacco ci saranno King e Kamara

Probabile formazione Spagna (4-3-3): De Gea; Sergi Roberto, Sergio Ramos, Inigo Martinez, Gayà; Ceballos, Busquets, Saul; Rodrigo Moreno, Morata, Muniain. Allenatore: Luis Enrique
Probabile formazione Norvegia (4-4-2):
Jarstein; Elabdellaoui, Rosted, Nordtveit, Aleesami; Johansen, Selnaes, Henriksen, Elyonussi; King, Kamara. Allenatore: Lars Lagerbäck

Spagna-Norvegia radiocronaca

La radiocronaca della partita verrà trasmessa da RadioGoal24 sul canale Spreaker, sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sul canale  YouTube di RadioGoal24 a partire dalle ore 20.30.

Spagna-Norvegia dove vederla in TV

La sfida non sarà trasmessa in Italia. Fischio d’inizio alle ore 20.45.

 




Italia-Finlandia: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Alla Dacia Arena di Udine, casa dell’Udinese, sabato 23 marzo la nazionale di Mancini ospiterà la Finlandia per la prima gara di qualificazione ad Euro 2020 del girone J.L’Italia, dopo il disastro pre mondiale, cerca il riscatto con la qualificazione diretta all’Europeo, agevolata anche da un girone abordabile, nel quale Roberto Mancini proverà a ritrovare lo spirito giusto per poter tornare a vedere la luce nel periodo più buio della storia azzurra. La Finlandia ha vinto il suo girone di Nations League, qualificandosi per la lega B, ed ora è a caccia di una complicata qualificazione agli europei, in un girone devo però non ci sono vere e proprie teste di serie.

Italia-Finlandia probabili formazioni:

Il CT Mancini sta sciogliendo gli ultimi dubbi, in particolare incentrati sulle condizioni di Chiesa, che è in dubbio ma dovrebbe farcela, ma in caso di forfait è pronto El Shaarawy a sostituirlo. Sarà 4-3-3 con Donnarumma tra i pali, difesa composta da Florenzi e Biraghi terzini e la coppia juventina Bonucci-Chiellini in mezzo. Doppia regia a centrocampo con Jorginho e Verratti, aiutati da Barella. In avanti spazio a ritorno di Quagliarella, pronto a fare staffetta con Immobile, mentre Bernardeschi è sicuro della maglia da titolare, con Chiesa, come già detto, in dubbio, pronto El Shaarawy o in seconda battuta Politano. La Finlandia del tecnico Kanerva si schiererà con un 4-4-2, assente il giocatore del Crotone Vaisanen, difesa guidata dai centrali Toivio e Arajuuri, con Uronen e Raitala sulle fasce. A centrocampo ci saranno Kamara e Sparv con Lod e Soiri ad agire da esterni di centrocampo, mentre la coppia d’attacco sarà formata da Pukki e Tuominen.

Probabile formazione Italia (4-3-3): Donnarumma; Florenzi, Bonucci, Chiellini, Biraghi; Jorginho, Verratti, Barella; Bernardeschi, Quagliarella, Chiesa. Allenatore: Mancini

Probabili formazione Finlandia (4-4-2): Hradecky; Raitala, Toivio, Arajuuri, Uronen; Lod, Kamara, Sparv, Soiri; Pukki, Tuominen. Allenatore: Kanerva

Italia-Finlandia radiocronaca

La radiocronaca della partita verrà trasmessa da RadioGoal24 sul canale Spreaker, sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sul canale  YouTube di RadioGoal24 a partire dalle ore 20.30.

Italia-Finlandia dove vederla in TV

La sfida sarà trasmessa su Rai 1. Fischio d’inizio previsto per le 20e45.

 




L’ha vinta Spalletti!

Si attendeva un grande derby e tale è stato. Merito, principalmente, di una grande Inter che ha pienamente meritato il risultato di vittoria. Merito di Spalletti, che in appena tre giorni è riuscito a trasformare l’amorfa squadra di Europa League in un organico euforico e combattente su ogni palla. E ciò con un numero esiguo di calciatori, in campo ed in panca.
Una partita vibrante e tirata, nella quale la supremazia di esperienza dell’Inter e del suo allenatore ha superato l’entusiasmo e la gioventù milanista. Il ritmo forsennato impresso sin dal principio dai neroazzurri ha colto il Milan impreparato. Tradito, forse, da un inoppugnabile favore del pronostico. Ma, si sa, è proprio in gare del genere che l’Inter vien fuori prepotentemente.
Tra gli altri… Vecino ed i suoi gol di peso (Lazio, Tottenham, derby); Perisic e la sua ritrovata snellezza atletica oltre che imprevedibilità di zona (ala destra nell’occasione del primo gol); Politano con i suoi palloni a rientrare (secondo gol) e le sue improvvise sterzate (rigore); De Vrij perentorio nello stacco aereo ed insuperabile in difesa; Brozovic regista di giustezza e peraltro in non perfette condizioni (uscito stremato); Asamoah ed il suo ordine nelle giocate; D’Ambrosio, l’altro terzino, provvidenziale in scivolata al 96’ con le mani dietro la schiena. Inter squadra vera. Che può rinunciare, anche in scontri diretti, al proprio non più imprescindibile riferimento avanzato Icardi.
L’ha vinta Spalletti, con un 4-3-3 che ha mascherato il suo 4-2-3-1 per via della indecifrabile e non facilmente intellegibile posizione sgusciante di Vecino.
Milan che ha iniziato con atteggiamento impaurito e spaesato e che ha pagato l’insussistenza perdurata un tempo intero. Nella ripresa Gattuso l’aveva pur letta bene, con le sostituzioni e i cambi di modulo e di ruolo dei calciatori. Ma ha giocato sostanzialmente in dieci, se è vero che Piatek, per la prima volta, è stato evanescente e non ha sostanzialmente toccato palla. Eccettuato un colpo di tacco vicino all’area piccola.
Non sono mancati gli episodi grotteschi: la possibile rovinosa scivolata dell’arbitro Guida (lo stesso dell’andata, altra perfetta direzione) poco prima della concessione del rigore all’Inter; lo screzio che ha coinvolto Kessie e Biglia in panchina dopo l’uscita dal campo del primo (Gattuso ha preannunciato seri provvedimenti).
Alla fine gli 80mila di San Siro hanno assistito ad una stracittadina proprio divertente, tra le più concitate degli ultimi anni: 5 gol realizzati all’interno di una giornata nella quale sono state ben 42 le marcature effettuate. Ed in cui l’unica squadra di A a non segnare è stata casualmente la capolista Juventus.




Quagliarella araba fenice: l’uomo dei record sfida Ronaldo per il titolo di bomber della Serie A

Chi avrebbe mai potuto immaginare che Cristiano Ronaldo sarebbe arrivato nella Serie A e non sarebbe stato saldamente in testa alla classifica capocannonieri a dieci giornate dalla fine. Chi lo avrebbe detto, che ad impedire ciò, sarebbe stato un attaccante di 36 anni militante in una squadra di metà classifica, al momento fuori dalla zona Europa. Eppure, è successo e l’Italia sorride sotto i baffi, perché è in questi casi che emerge tutto l’orgoglio azzurro, di uno che proprio in questi giorni ritroverà la Nazionale dopo anni, dopo che ormai nessuno e lui in primis ci sperava più.

L’uomo dei record, l’uomo anche dei gol impossibili, è Fabio Quagliarella. Raggiunta quota venti per la prima volta in carriera, a questa età, tanto di cappello. Lo ha fatto calciando il sesto rigore stagionale domenica pomeriggio, contro l’Atalanta, per un momentaneo pareggio prima che gli orobici sbancassero il Marassi. Ronaldo nel frattempo si risparmiava contro l’Udinese per essere al top contro l’Atletico Madrid, saltando la prima partita in casa della stagione, appena la seconda volta fuori dopo i sessanta minuti di Bergamo. A conti fatti, ha anche giocato più di Quagliarella: segnando una rete in meno del nostro bomber tricolore.

Ciò nonostante bwin vede ancora favorito Ronaldo nelle quote relative al cannoniere della Serie A, posizione rafforzata dalla grande prestazione in Champions League del lusitano, che ha permesso alla Juventus di compiere una delle più grandi imprese calcistiche degli ultimi tempi. L’unica incognita riguarderà il possibile turnover nei prossimi appuntamenti di campionato che vedranno come protagonista la Vecchia Signora, ormai lanciata verso lo scudetto e con un vantaggio abissale nei confronti del Napoli.

Non solo loro due, almeno per ora, perché a guardarli da molto vicino c’è un nome che nessuno poteva nemmeno lontanamente pensare ad inizio stagione e che invece mantiene ancora oggi una costanza pazzesca, anche dopo aver cambiato maglia. Si parla ovviamente di Piatek, il polacco trasferitosi dal Genoa al Milan, senza minimamente veder scendere la propria media realizzativa anzi, rimpinguandola decisamente. Anche l’ultima vittoria rossonera è firmata dal pistolero, tanto per cambiare.

Non mancano invece le delusioni di grandi nomi, nel corso di questa stagione. Per motivi diversi alcuni dei leader degli scorsi anni stanno deludendo: su tutti i due a pari merito dello scorso anno, Immobile e Icardi. Se il laziale ha dato segnali di ripresa nell’ultimo periodo, per l’argentino è il momento più difficile in carriera, per i noti fatti anche extra campo con l’Inter e tutto l’ambiente. Non meglio i re dei bomber precedenti, da Belotti a Dzeko: anche in questo caso un percorso inverso, col gallo che sembra finalmente in gran spolvero nelle ultime giornate, mentre per Dzeko prosegue l’involuzione preoccupante di questa stagione, costata caro anche a Oporto, nel ritorno di Champions.

Quagliarella, Cristiano Ronaldo o Piatek: uno di questi tre, outsider (Zapata?) permettendo sarà il capocannoniere della Serie A, stagione 2018/19.




Atalanta, la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini

Quest’oggi il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, è intervenuto in conferenza stampa per parlare del prossimo match di campionato.

Domani alle 15.00, infatti, la squadra bergamasca incontrerà il Chievo di mister Di Carlo (qui le probabili formazioni di Atalanta-Chievo), match valido per la 28° giornata di Serie A.  Ecco le parole del tecnico:




Parma, la conferenza stampa di Roberto D’Aversa

Conferenza stampa D’Aversa– Il tecnico del Parma, Roberto D’Aversa, è intervenuto nella giornata di oggi in conferenza stampa in vista del prossimo impegno di campionato.

Domani alle 15.00 , infatti, la squadra emiliana incontrerà la Lazio di mister Inzaghi, per il match valido per la 28° giornata (qui le probabili formazioni di Lazio-Parma) di Serie A.

“Dovremo dare continuità andando a Roma per cercare di fare risultato. Consapevoli di avere di fronte una squadra forte in ogni reparto con diverse individualità. Con compattezza dovremo fare una grande prestazione, come abbiamo già fatto con altre big”.

Situazione infortunati e indisponibili?

“Non ci saranno Sierralta, Barillà, Stulac e Scozzarella, squalificato. Le decisioni finali le prenderò domani, siamo in una situazione di emergenza a centrocampo. Ma questi ragazzi hanno dimostrato di saper tirare fuori il meglio nelle difficoltà”

Domani la centesima panchina con il Parma: sensazioni?

“C’è emozione per l’obiettivo personale, ma a me interessa l’obiettivo di squadra, lo sapete. Queste cento panchine sono volate per i risultati che abbiamo ottenuto. Leggere il mio nome accostato ad altre squadre fa piacere, ma il mio unico pensiero è restare e continuare il progetto Parma. Anche perché Parma è una grande piazza con una grande storia”.

Ci sarà una grande pubblico all’Olimpico:

“Deve essere motivo di orgoglio giocare in uno stadio così importante con così tanto pubblico. Senza soggezione dovremo fare la nostra partita”.

Il tuo stile di gioco può ricordare un po’ quello di Gattuso, con squadre molto organizzate:

“Per quanto riguarda Gattuso, l’organizzazione si vedeva anche prima dei risultati e della posizione di classifica. E’ un allenatore bravo ed organizzato, la sua squadra rispecchia la sua personalità. Io devo ancora capire cos’è il bello per qualcuno. Sento spesso “catenacciaro”, ma se guardiamo la partita con il Genoa abbiamo giocato più nella metà campo avversaria. Rimango stupito quando leggo le interviste post-partita. Qualcuno ha una visione distorta della realtà”.

La Lazio ha tanta qualità, ma quanto influisce la mancanza di Immobile?

“Con caratteristiche diverse giocherà Caicedo, che su 10 partite giocate ha vinto 9 volte. Ci sono tanti giocatori di qualità a centrocampo e in difesa, hanno possibilità di sfruttare sia il dialogo che la prestanza fisica. E’ una squadra forte, l’anno scorso ha perso la Champions all’ultima giornata e ha mantenuto la stessa ossatura. Dobbiamo fare una grane partita, pensando di poter portare a casa il risultato e voglia di dimostrare di non esser inferiori, seppur sulla carta la Lazio sia più forte”.

Stasera a Roma c’è l’Italrugby: sei preoccupato per le condizioni del campo?

“Sinceramente non ho visto le condizioni del campo. Per me non ci devono essere alibi, se il campo sarà in brutte condizioni ci sarà sia per noi che per loro”.

Che squadra è la Lazio?

“La Lazio è una squadra ordinata e con qualità, sono molto bravi a sfruttare le ripartenze giocando con un 3-5-2. All’andata abbiamo perso da una palla inattiva nostra, di fronte avremo una squadra ordinata, compatta che lavora insieme da tanto tempo. A questo si aggiunge struttura fisica e qualità. Sono una squadra forte. Inzaghi è stato molto bravo, dimostrando di essere un grande allenatore”.

Il Parma può affrontare questo match in maniera serena, senza nulla da perdere:

“Tranquilli perché non abbiamo nulla da perdere è un termine che non mi piace. Abbiamo tanto da perdere, se pensiamo di affrontare la partita in maniera più serena, abbiamo sbagliato tutto. Dobbiamo affrontare le partite in maniera “ignorante” come abbiamo fatto dall’inizio dell’anno, per cercare di portare a casa punti indipendentemente dall’avversario”.




Milan, la conferenza stampa di Gennaro Ivan Gattuso (LIVE)

Conferenza stampa Gattuso – Il tecnico del Milan, Gennaro Ivan Gattuso, interverrà nella giornata di oggi in conferenza stampa per parlare del prossimo impegno di campionato.

L’allenatore rossonero presenta il match di domani, ore 20.30, contro l’Inter di mister Spalletti e valido per la 28° giornata di Serie A (qui le probabili formazioni di Milan-Inter). Qui le parole del tecnico:

Sul derby:

“Ogni derby ha una storia a sé, sarà diverso da quello di 4 mesi fa. Sento dire che siamo i favoriti e che l’Inter è morta, non è così perché il derby è una gara a sé. Domani San Siro fa il record d’incassi e deve essere il nostro dodicesimo uomo in campo, ma bisogna rispettare l’Inter”.

Sulla gara:

“Dobbiamo essere bravi a contrastare la loro pressione, all’andata non ci fecero respirare. Domani sarà la stessa gara e bisogna avere coraggio. All’andata non mi era piaciuto l’atteggiamento della nostra squadra mentre domani voglio vedere i ragazzi giocare con la testa libera”.

Sulla gara più importante in carriera:

“E’ una gara come le altre, ci sono tre punti in palio. Non mi preoccupa la gara, ma cosa ti può lasciare la sfida se le cose andranno male. L’Inter può farci male. Mi preoccupano le altre 10 gare dopo questa. Se vinciamo a livello mentale questa gara ci può dare qualcosa in più, se non va bene sarà difficile dopo il derby”.

Su Biglia titolare:

“Domani vediamo”.

Esame di maturità:

“E’ una gara che può servire a tutti, ai giocatori e allo staff tecnico perché siamo tutti giovani e vogliamo crescere”.

Su Piatek:

“La differenza la deve fare il collettivo, la squadra e non il singolo. Pochi vincono le gare da soli, e oggi non siamo in condizione di vincerla con uno solo”.

Sull’Inter:

“Non penso agli altri, parlo solo di quello che succede all’interno del mio spogliatoio”.

Sulla panchina a rischio 4 mesi fai:

“Mai pensato all’esonero, ho solo pensato a lavorare e non ci ho mai pensato di andare via”.

Sulla rivincita personale:

“Non c’è nessuna rivincita, dobbiamo continuare a credere al nostro obiettivo e far crescere i nostri giocatori, di provare a tornare in Champions League. Non ho nessuna rivincita con l’Inter. Non solo io ero in discussione. Vedi Allegri, ha perso a Madrid e sembrava più buono a nulla, ora tutti hanno fatto un passo indietro. Io sono fortunato per quello che sono e per il lavoro che faccio alla mia età”.

Sul sentimento nello spogliatoio:

“Sono partite in cui devi parlare il meno possibile. Già da giocatore la preparavo con il silenzio, e da allenatore sono uguale. Sono altre le gare in cui devi punzecchiare i giocatori, non questa. Oggi a Milanello si sente che l’aria è diversa, il derby si prepara da solo, la pressione e la tensione è abbastanza alta”.

Su Icardi:

“Anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto degli altri componenti dello spogliatoio. E quando vedo che non c’è rispetto posso diventare l’uomo più cattivo al mondo. Ma non solo del giocatore, anche di chi lo gestisce. Lo spogliatoio è sacro e chiedo a tutti di dire le cose in faccia, meglio mandarsi a quel paese ma poi il rancore bisogna metterlo da parte”.

Sulla trappola derby:

“Il periodo negativo l’abbiamo passato prima, quando siamo usciti dall’Europa League. Non ci caschiamo in questo giochino che noi stiamo bene e loro stanno male. Dobbiamo rispettare una squadra forte come l’Inter, che può farti male in qualsiasi momento”.

Sul Milan favorito:

“E’ una gara in cui non esiste una favorita. Il derby si vince controllando bene le emozioni e le energie prima del fischio d’inizio. Entrare in campo con la testa libera”.

Su Piatek:

“Non parlo molto con lui, ora comincio a vedere qualche sorriso in più e mi fa piacere perchè pensavo che all’inizio era arrabbiato con me. Gli piace allenarsi, al massimo si prende un giorno libero, poi torna qui ad esercitarsi”.

Sulla coperta corta:

“Non sono un sarto che riesce ancora a cucire bene i vestiti. Sbaglio ancora qualcosa, stiamo li per migliorare ma il sarto non lo sono al 100%”.

Sul secondo posto:

“Dobbiamo arrivare in Champions, ora se arriviamo secondi o quarti cambia poco. Il Napoli ha un vantaggio ampio e ha una squadra forte, non voliamo troppo alti. Il Napoli ha qualcosa in più di noi e lo sappiamo. Ancelotti ha fatto molto turnover e hanno molti giocatori, per il Napoli la Coppa non è un problema. Siamo lontani da loro”.

Sull’andamento della stagione:

“Nelle prime 7-8 partite di campionato giocavamo un calcio diverso ma facevamo fatica a portare i punti a casa. Prendevamo sempre gol. Il fatto di soffrire e non prendere gol e ribaltare il risultato nel recupero, ci ha dato sicurezza”.

Su Gattuso nella crescita:

“Ho sempre pensato che l’allenatore in una squadra incide al 30-40% poi bisogna avere un bel gruppo di lavoro, ci vuole disciplina e rispettare la società. I meriti sono dei ragazzi e del club, e una piccola percentuale c’è anche qualcosa di mio e del mio staff”.

Sulla stanchezza dell’Inter:

“Mi riallaccio alla gara che la Juve ha fatto a Madrid. Tutti a dire che la Juve era stanca e morta, poi avete visto al ritorno. Bisogna capire se la stanchezza e fisica o mentale. I miei giocatori non hanno stanchezza fisica altrimenti non fai corse di 50 metri a raddoppiare sugli avversari, qualche giocatore però a livello tecnico soffre un pò di più. Suso e Paquetà? Stiamo chiedendo qualcosa in più a questi giocatori, ma bisogna essere compatti e solidi, non è un problema fisico ma del lavoro che gli chiediamo”.

Su Musacchio:

“E’ cresciuto molto. Sento parlare di Mateo solo come cuore e grinta. Ma lui ne sbaglia poche quando costruiamo dal basso, sento poche persone che notano questo. Ci sono 10 giocatori che danno una mano alla difesa”.

Sulle parole di Berlusconi:

“Quello che dice il presidente è così, bisogna rispettarlo, io faccio le scelte e prendo le decisioni”

Sulla paura di non esserci al derby:

“E’ già la terza volta, non posso permettermi di lasciare la squadra senza allenatore. Se voglio migliorare devo imparare queste cose qui, ho sbagliato e devo migliorare. Non posso discutere così con i giocatori, ho sbagliato ed è giusto che il quarto uomo mi ha cacciato via. Per fortuna non ho detto nulla di grave. Partita vissuta in tribuna stampa? Non lo sapevo nemmeno, ma sono me stesso”.

Sul gol di Biglia:

“Nelle ultime gare stiamo prendendo punizioni dal limite, possiamo prendere più falli al limite dell’area avversaria ma la media è molto bassa. Abbiamo 3-4 giocatori che calciano bene”.

Sulla voglia del Milan in classifica:

“C’è tantissima voglia. Mica dobbiamo fare a botte, non è pugilato ma calcio. La parola “rabbia” bisogna quantificarla, pare una gara nervosa non è giusto. Bisogna avere calma e lucidità. Domani bisogna avere rispetto per l’avversario perché l’Inter può farti male in qualsiasi momento”.

TERMINA QUA LA CONFERENZA STAMPA