Lazio, idea Badelj: servono 10 milioni. Su di lui anche il Dortmund

Viste le recenti difficoltà nel chiudere la trattativa per De Roon – centrocampista olandese del Middlesbrough – la Lazio inizia a sondare anche altri calciatori. Il motivo è semplice: Biglia andrà al Milan. Inzaghi necessita di un regista. Il profilo che più interessa al momento è quello di Milan Badelj, che lascerà certamente la Fiorentina (come dichiarato dal suo agente). Sul giocatore, per il quale si proverà ad ottenere uno sconto visto il contratto in scadenza nel 2018, c’è il forte interesse del Borussia Dortmund. Attualmente i gialloneri sono in vantaggio, ma un’offerta da dieci milioni metterebbe la Lazio in pole position. Defilato invece il Valencia, la cui proposta da 7,5 milioni è stata rifiutata negli scorsi giorni.




RG24 AWARDS – I “Premi Oscar” del calcio: a votare VOI, Pardo, Condò, Trevisani e molti altri!

Dopo il grande successo dei TOTS (la squadra della stagione) RadioGoal24 torna con un nuovo contest in cui a decidere sarete VOI. Cosa si vota agli RG24 AWARDS? I premi della stagione di Serie A: miglior giocatore, miglior giovane, miglior gioco, ecc… Ma non solo: ad esprimersi saranno anche dei big del giornalismo: Pardo, Condò, Trevisani, De Grandis, Sabatini, Caputi, Repice e molti altri! I loro giudizi saranno all’interno degli articoli che usciranno ogni giorno alle 17:00. Il giorno successivo si potrà votare il migliore della categoria di cui si è parlato nel pezzo!

Ecco da chi è composta la “critica”:




TOTS RG24 – Il pagellone dei… terzini destri!

Continua il viaggio nei TOTS RG24 (Team Of The Season). La nostra redazione analizzerà, ruolo per ruolo, la stagione dei vari calciatori stilando un “Pagellone”. Nei giorni a seguire sarete VOI a scegliere il migliore calciatore, stilando cosi la TOP 11 del campionato.
Ieri è stato il turno dei portieri, e sulla nostra bacheca è uscita la foto per votare il migliore. Oggi analizziamo i terzini destri, la cui votazione partirà mercoledì dalle 9:00.

ATALANTA:

Conti, voto 9. Il giovane di Lecco – alla sua prima stagione da titolare in Serie A – ha sbalordito tutti con le sue prestazioni: macina chilometri sulla fascia, difende come la scuola italiana insegna e si inserisce come un esterno d’attacco. In totale per lui i numeri sono da record: 32 presenze, 8 goal e 4 assist.

BOLOGNA:

Krafth, voto 6. Giovane e talentuoso, lo svedese comincia bene: solido in difesa e propositivo davanti. Poi fra infortuni e espulsioni (ben due, entrambe dirette) perde la titolarità e la sufficienza quando viene chiamato in causa.

Mbaye, voto 5,5. Stagione sottotono per uno dei talenti più interessanti del Bologna: poche presenze (15 totali) e poca spinta, la caratteristica che aveva fatto segnare il suo nome su parecchi taccuini.

CAGLIARI:

Isla, voto 6. Inizia da mezzala ma la maggior parte delle partite le gioca da terzino. Grande fase offensiva (ben 6 assist) ma anche cattiveria quando necessaria (10 ammonizioni). In generale, per lui stagione sufficiente ma non eccezionale.

CHIEVO VERONA:

Cacciatore, voto 7. Stagione sbalorditiva per il roccioso terzino clivense: 28 presenze, 1 goal, 2 assist ed un mix di solidità difensiva e costanza nell’attaccare che l’hanno reso una delle note più liete della squadra di Maran.

CROTONE:

Rosi, voto 6,5. Stagione positiva per l’ex Roma, che ha nella fase offensiva la sua caratteristica principale ma che si sacrifica tantissimo agli ordini di Nicola: precisione dietro e mantenimento della posizione. Rare le occasioni in cui può salire sulla fascia.

EMPOLI:

Laurini, voto 5,5. Stagione condizionata dall’infortunio muscolare ad inizio anno. Torna quando la squadra toscana è in crisi, e lui fa parte dell’insufficienza generale.

Veseli, voto 6. Arriva a parametro zero senza troppe aspettative, ma si dimostra un elemento valido ed affidabile. Chiude il suo primo anno italiano con 17 partite e 2 assist.

FIORENTINA:

Tomovic, voto 5,5. Gioca più da centrale nei 3 di difesa, ma tende a spostarsi sulla fascia. Ha abituato a stagioni migliori: quest’anno ha deluso. Chiude con un giallo ogni 180 minuti e 55 goal presi (anche per colpa sua).

GENOA:

Edenilson, voto 6. In una squadra che gioca senza terzini per lui è difficile stare – ed infatti viene ceduto a gennaio. In generale è sufficiente quando viene chiamato in causa.

INTER:

D’Ambrosio, voto 8. Il suo voto è “drogato” in virtù della pessima stagione dell’Inter. Stagione in cui da salvare c’è poco. E fra la cose da salvare c’è lui, che chiude con 3 goal e 2 assist.

JUVENTUS:

Dani Alves, voto 8,5. Non gioca tantissimo (16 presenze) per colpa degli infortuni, ma diventa titolare nel momento decisivo della stagione e dimostra una cosa decisamente importante: è ancora il terzino destro migliore al mondo.

Lichtsteiner, voto 7. Che dire? Ha vinto tutti gli scudetti del magnifico ciclo bianconero: scontento, riserva, sottotono… Come volete. Ma lo svizzero è sempre impeccabile, il solito treno sulla fascia, la solita duttilità, la solita precisione difensiva.

LAZIO:

Basta, voto 6,5. Non è sicuramente la sua miglior stagione, ma è sempre sopra la sufficienza. Spinge meno degli altri anni, ma se il risultato è il quarto posto in campionato va bene tutto.

MILAN:

Abate, voto 6. Gli infortuni lo limitano molto e quando è il suo turno risponde con prestazioni mediocri. In generale, però, c’è da essere soddisfatti: 23 partite e 2 assist.

De Sciglio, voto 5,5. Questo non è il suo anno: 25 partite e critiche al limite della contestazione. Da lui ci si aspettava il salto di qualità. Più che un progresso, però, c’è stato un regresso.

NAPOLI:

Hysaj, voto 8. L’albanese non brilla individualmente, ma essere uno degli ingranaggi inamovibili della macchina di Sarri è sufficiente a giudicare la sua stagione in modo ultra-positivo.

PALERMO:

Rispoli, voto 7. Il capitano rosanero è una delle poche cose da salvare. Si prende per mano la squadra quando serve, arrivando alla strabiliante quota di 6 goal e 2 assist.

PESCARA:

Zampano, voto 6. Stagione niente male per il classe 1993, che mostra ottime doti di spinta. Tuttavia, il voto non può essere alto in virtù dell’annata disastrosa della difesa di cui fa parte.

ROMA:

Bruno Peres, voto 4,5. Il brasiliano è stato protagonista di una stagione imbarazzante: contestato a suon di fischi dai tifosi, è colpevole di errori difensivi e di scelte sbagliate in fase propositiva.

SAMPDORIA:

Sala, 6. L’infortunio lo blocca per un terzo di stagione. Gioca nel suo stile e ai suoi livelli, senza alzare mai l’asticella. Sufficiente.

SASSUOLO:

Lirola, voto 7. Il giovane spagnolo è un esordiente, ma solo sulla carta. In campo mette in mostra tecnica, spinta e un talento sul quale la Juventus non può che scommettere.

Gazzola, voto 6. Esperienza, solidità, carattere. Non gioca tantissimo – 15 presenze – ma è sempre efficace. Un elemento più che affidabile per Di Francesco.

TORINO:

Zappacosta, voto 7. Stagione brillante, con un goal e 4 assist decisivi. Le sue qualità le conosciamo, ma quest’anno è cresciuto ulteriormente. Pronto anche per la Nazionale.

De Silvestri, voto 5,5. Spesso inutilizzato, poche apparizioni in cui dimostra di non essere ai suoi livelli abituali. Soffre la staffetta con Zappacosta e raramente riesce a brillare.

UDINESE:

Widmer, voto 6,5. Per fortuna non cambia mai: corre, accelera, spinge e rientra con rara velocità. Chiude la stagione con ben 4 assist. Il voto potrebbe essere più alto, ma ci fermiamo al 6,5 perché da lui ci si deve aspettare il salto di qualità definitivo.




Roma, Montella: “Ritiro Totti? L’anno scorso sarebbe stato perfetto”

Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta Dello Sport, il tecnico del Milan Vincenzo Montella ha parlato – fra le altre cose – di Francesco Totti, capitano della Roma: “Fossi stato il suo confidente lo avrei “costretto” a smettere, l’anno scorso sarebbe stato perfetto. Ma capisco anche la voglia di continuare a regalare emozioni“.

Per ricevere sul telefono tutte le news riguardo la Roma, iscrivetevi al nostro canale telegram: telegram.me/RomaGoal24

Per ricevere sul telefono tutte le news riguardo il Milan, iscrivetevi al nostro canale telegram: telegram.me/MilanGoal24




ESCLUSIVA RG24 – Torino, osservatori dell’Atletico Madrid in tribuna per Belotti

Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, ieri pomeriggio nella sfida fra Torino e Palermo in tribuna c’erano alcuni osservatori dell’Atletico Madrid per visionare Andrea Belotti, centravanti classe 1993 che è a quota 24 reti stagionali. Con una tripletta storica, l’attaccante avrà certamente aumentato l’interesse della squadra spagnola, che ha puntato il Gallo in vista del prossimo mercato estivo. Per strapparlo al Torino servirà un’offerta monstre, ma (evidentemente) i Colchoneros ci stanno pensando sempre più seriamente.

Per ricevere sul telefono tutte le news riguardo il Torino, iscrivetevi al nostro canale telegram: telegram.me/TorinoGoal24




ESCLUSIVA RG24 – De Marco: “Il rigore su Albiol c’era” (AUDIO)

Intervenuto a La Zebra, trasmissione di RadioGoal24 dedicata al mondo Juventus, l’ex arbitro De Marco ha detto la sua sugli episodi di Juventus-Napoli.

Ascolta “#LaZebra – De Marco su Pjanic-Albiol: “Il tocco c’è, Valeri poteva fischiare il rigore”.” su Spreaker.




Verso Roma-Napoli: Nainggolan contro Hamsik

Roma-Napoli sarà sicuramente una partita bella ed interessante. Si sfidano le uniche squadre che hanno dimostrato di poter rendere arduo il cammino della Juventus. Le due squadre che giocano il calcio più propositivo d’Italia. La sfida sarà inevitabilmente uno scontro tattico fra Spalletti e Sarri. Ma per vincere partite del genere entrambi sanno quanto siano fondamentali le battaglie in mezzo al campo: Dzeko contro Albiol e Koulibaly, Insigne contro Bruno Peres e Rudiger, Strootman contro Zielinski. Ma soprattutto ed inevitabilmente: Radja Nainggolan contro Marek Hamsik, due fra i centrocampisti migliori d’Europa.

Nainggolan ed Hamsik sono i registi avanzati di Roma e Napoli, gli architetti delle azioni offensive. Non a caso, la loro posizione in campo è simile: entrambi sul centro-sinistra per potersi accentrare e scaricare l’ottimo tiro di cui dispongono (più potente il belga, più preciso lo slovacco), entrambi sono i centrocampisti più avanzati nelle loro squadre. Sono arrivati ad una sorta di equilibrio nei propri ruoli, seppur con strade opposte: Nainggolan è stato spostato da Spalletti sulla trequarti, Hamsik più indietro da Sarri. Ma ciononostante saranno loro gli uomini decisivi, per un semplice motivo: sono gli elementi di maggior qualità, maggior personalità, quelli dei goal pesanti e delle partite che contano. Dalle loro azioni passa inevitabilmente l’esito del match – quantomai fondamentale – fra Roma e Napoli.

Entriamo nel dettaglio di questo confronto-scontro fra i due, partendo dalla loro fase difensiva: ovviamente, in questo campo, Nainggolan è estremamente forte (nonostante giochi più avanzato, i suoi numeri parlano da soli): 93% di scivolate riuscite, 56% di contrasti riusciti, contro i – rispettivamente – 79% e 50% di Hamsik. Però, come detto, i due sono fondamentali nella creazione del gioco offensivo, dunque nel possesso palla. Con modalità differenti: Nainggolan è più un recupera-palloni, Hamsik è un vero e proprio regista nel ruolo di mezzala. E i numeri evidenziano queste differenze: il belga della Roma in campionato ha totalizzato 984 passaggi, lo slovacco del Napoli ben 2078 (!); una precisione nei passaggi per Marekiaro pari all’89% – contro il 78% del Ninja – e una media di 102 palloni toccati a partita. Nainggolan è fermo a 61.
In fase meramente realizzativa, Nainggolan sta recuperando terreno con un nato-treqaurtista come Hamsik. Per il belga 9 goal e 2 assist, per lo slovacco 10 goal e 7 assist. Normale che i numeri siano questi: ruoli leggermente diversi, compiti completamente differenti.
Hamsik segna di più, ma Nainggolan sembra volerla mettere in rete solo nelle partite decisive. E in vista di Roma-Napoli…




Zamparini, ucciso dalla sua esuberanza: Palermo merita di più

È finita un’era. Dopo Inter, Milan e Roma, un altro club italiano perde la propria italianità societaria: è il turno del Palermo, che chiude un’epoca. Lascia Maurizio Zamparini, dopo quindici anni di presidenza rosanero.
La sua figura è certamente particolare. Di lui tutti parlano sia bene che male. Angelo e diavolo allo stesso tempo. “Re delle plusvalenze” e dei bilanci in positivo a cavallo con il 2009, ma anche tagliatore di teste: verrà ricordato negli anni come colui che ha esonerato più allenatori di chiunque altro.
Zamparini è stato un buon presidente, legatissimo al proprio club. Ma troppo debole nella lotta contro il proprio carattere. Con quella folle esuberanza che non gli ha mai permesso di riflettere un giorno in più. Di prendere decisioni ben ponderate. Di dire la cosa giusta attendendo che il sangue si raffreddasse. Zamparini è stato ucciso dai suoi eccessi. Un presidente troppo controverso per una piazza troppo grande: la quarta città d’Italia, il capoluogo della più grande regione della penisola. Ha fatto tanto in anni difficili, ma non ha mai avuto lungimiranza. I continui cambi d’allenatore ne sono la dimostrazione: un progetto tecnico richiede tempo, ha bisogno di mettere delle basi solide. Questo Zamparini non lo ha mai concesso, negando al Palermo di fare il salto di qualità che una squadra così importante – non per palmares, ma per seguito e potenza geografica – meritava nel corso delle stagioni.
Negli ultimi anni Zamparini è stata la causa dei mali del Palermo. Ha ceduto troppo spesso alle sue turbolenze emotive, facendo marcire la propria squadra. Investendo sempre meno. Puntando su calciatori di seconda-terza fascia, stranieri, a basso costo. Tutti fattori che hanno portato il club – a meno di clamorose sorprese durante il finale di campionato – a retrocedere in Serie B.
Palermo merita di più. Deve volere di più. Una piazza così grande ha il dovere di pretendere risultati all’altezza. Una rosa adeguata per essere competitiva, quantomeno accettabile per la massima competizione del Paese. Palermo è un castello bellissimo ma marcio, scadente. Il cambio di proprietà è quantomai fondamentale per ricostruire.
Grazie Maurizio, ma non dovevi aspettare che il Palermo morisse per passare il testimone.




Napoli in crisi? Il motivo è tecnico, la colpa è di Sarri

La questione è aperta e discussa: il Napoli è in crisi? La risposta è enigmatica ed irrisolta. Per affrontare il tema bisogna necessariamente restringere il “campo d’indagine”.
Innanzitutto bisogna definire una “crisi”: etimologicamente – proviene dal verbo greco krino – significa giudicare e valutare una situazione. Quella del Napoli è certamente negativa: due sconfitte consecutive, Roma a cinque punti di distanza, sei goal subiti nelle ultime tre partite: è crisi.
Una crisi ha – e deve avere – un’arché, una causa. Le possibili matrici sono: la scarsa qualità della rosa, la mancanza di riserve all’altezza, l’ambiente negativo, le scelte dell’allenatore, la gestione (anche verbale) del presidente. Dunque, le prime due sono nettamente da escludere: il Napoli ha una squadra eccellente, e riserve con potenzialità da titolari. Questione ambientale: i tifosi caricano la squadra eccedendo ed esagerando, ma ciò va utilizzato a proprio vantaggio dai calciatori. La responsabilità non può essere di chi supporta il Napoli, ma di chi non sfrutta tale sostegno. Le variabili rimanenti sono dunque il presidente e l’allenatore. E siamo arrivati al punto. La questione si snoda inevitabilmente nello “scontro” fra De Laurentiis e Sarri.
Partiamo da un presupposto: tifosi e giocatori sono con il mister. Ma è facile comprendere che si tratti quasi di abitudine: il presidente non sprizza simpatia, e il suo essere caustico e pungente attrae costanti smorfie; allontana fiducia e supporto da parte dell’ambiente. Ma non è una spiegazione valida per attribuirgli a priori la colpa della crisi di risultati. Ciò che può essere analizzato è il post-Madrid: “Dobbiamo giocare col centravanti, potevamo fare di più, andava gestita meglio la squadra“. 1) Un presidente DEVE avere voce e farsi sentire. Pallotta e Suning sono contestati per la poca incisività, per il silenzio che avvolge la loro gestione. C’è una soluzione o va attaccato tutto scriteriatamente? 2) Cos’ha detto di sbagliato?
Da questo secondo punto possiamo aprire la parentesi principale: la crisi è tecnica. La colpa va ricercata in Maurizio Sarri.
Allora. Sarri è un allenatore bravissimo, che in due anni ha ottenuto risultati magnifici, esprimendo il calcio più bello d’Italia. Ma ciò non vuol dire che non possa sbagliare. Se la crisi è sul campo, è naturale che buona parte della spiegazione vada trovata nella gestione del tecnico. Dov’è, dunque, la colpa di Sarri? In due aspetti. Il primo è la scelta degli attaccanti: Mertens è stata una scelta geniale – seppur dettata dall’emergenza causata dall’infortunio di Milik – che ha portato frutti straordinari. Ma che non può bastare: il belga non può sostenere ritmi e prestazioni così alte così a lungo. E soprattutto non può essere la soluzione “finale”: il Napoli (così come il 99% delle squadre mondiali) ha bisogno di un centravanti classico. Un Pavoletti o un Milik.
La seconda motivazione per cui “la colpa è di Sarri” è la gestione del turn-over: il Napoli è, insieme alla Juventus, l’unica squadra italiana ad avere per ogni ruolo due giocatori (Ghoulam-Strinic, Diawara-Jorginho, Allan-Zielinski, Milik-Pavoletti, ecc…). Nella maggior parte dei casi le riserve sono più che valide per vincere partite di medio-alta difficoltà. Da questo si trae che utilizzare gli stessi 12-13 giocatori in maniera imperterrita è logorante.

Soluzioni alla crisi? Sfruttare meglio l’ampiezza e la qualità della rosa, e diventare meno scontati: il Napoli è una macchina perfetta, ma pur sempre una “macchina”. In alcuni match fin troppo prevedibile.
Detto tutto questo, Sarri saprà certamente uscire da questa situazione.




ESCLUSIVA RG24 – Torino, Baselli verrà ceduto: Genoa in pole, Roma alla finestra

Secondo quanto appreso dai nostri inviati a Milano, il Torino ha deciso di cedere Daniele Baselli, centrocampista classe 1992 che quest’anno ha disputato 22 partite in Serie A. Su di lui c’è sopratutto il Genoa, che vuole rinforzare la propria mediana e che sta parlando con la dirigenza granata per capire come poter chiudere l’operazione. Alla finestra rimane la Roma, che già stamattina aveva mostrato interesse e che punterebbe su Baselli qualora non riuscisse a prendere Kessié – per il quale si sta trattando con l’Atalanta con l’obiettivo di prenderlo già oggi.

Per rimanere aggiornati MINUTO PER MINUTO su tutte le news di giornata clicca qui–> https://goo.gl/DNPKqu