Speciale Russia 2018: Croazia, tutti al servizio del mago Modric

Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno della Croazia, che nel gruppo D dovrà vedersela con Argentina, Islanda e Nigeria.

Il cammino verso il mondiale

La Croazia si è qualificata al 21esimo Mondiale della storia arrivando seconda nel gruppo I e vincendo il doppio spareggio contro la Grecia. La formazione allenata da Zlatko Dalic ha disputato un girone di qualificazione dalle due facce, in cui la prima partita non è andata benissimo, poiché è arrivato il pareggio contro la Turchia. Successivamente la nazionale a scacchi ha ottenuto vittorie facili contro Kosovo, Finlandia, Islanda e Ucraina, ed anche il girone di ritorno si è dimostrato favorevole per Modric e compagni, che hanno mantenuto la leadership del gruppo fino alla penultima giornata. Il pareggio inaspettato contro la Finlandia per 1-1, però, ha retrocesso la Croazia al secondo posto, consentendo all’Islanda di balzare in testa alla classifica e di qualificarsi al Mondiale come prima della classe. Ecco quindi che è stato necessario ricorrere al duplice confronto contro la Grecia per accedere alle fasi finali di Russia 2018, in cui la squadra di Dalic ha archiviato il discorso qualificazione già nella partita di andata, vincendo per 4-1, mentre il match di ritorno è terminato con un 0-0, che ha spedito i greci fuori dal Mondiale.

1) La squadra

La nazionale croata si affida spesso ad un equilibrato 4-2-3-1, in cui in porta c’è il portiere del Monaco, Danijel Subašić. Il reparto difensivo è formato dalla coppia centrale Corluka-Lovren: il primo è ormai una certezza assoluta, vicinissimo alle 100 presenze in nazionale, mentre il secondo qualche giorno fa è stato uno dei protagonisti della finale di Champions League. In un possibile ballottaggio potrebbe entrare anche Domagoj Vida, che nelle partite di qualificazione è partito spesso titolare (anche nell’amichevole di ieri contro il Brasile), mentre il resto della difesa è composto da Tin Jedvaj e Matej Mitrovic. Sulle fasce troviamo invece delle conoscenze “italiane” come l’ex Genoa e Sassuolo Vrsaljko (ora giocatore dell’Atletico Madrid) e il sampdoriano Strinic, che il prossimo anno vestirà la maglia del Milan. Il duo di centrocampo è invece affidato all’esperienza di Badelj ma soprattutto di Ivan Rakitic, giocatore del Barcellona, che in questa stagione ha messo in bacheca Liga e Coppa del Re. Spostandoci più avanti, in particolar modo sulla zona della trequarti, troviamo tanta velocità, dribbling, fantasia e classe da vendere. Ovviamente la stella indiscussa è Luka Modric, che quasi due settimane fa ha vinto la sua quarta Champions League con il Real Madrid. Il talento dei blancos sarà affiancato da altre due conoscenze della Serie A: Ivan Perisic e Mario Mandzukic, con il giocatore bianconero che potrebbe dunque ricoprire il ruolo di esterno sinistro anche in nazionale. Nell’elenco del centrocampo restano infine i nomi di Brozovic, Kovacic, Bradaric, Pjaca e Ante Rebic: il giocatore della Juventus ha disputato una buona stagione in prestito allo Schalke 04, mentre Rebic ha segnato una doppietta nella finale di Coppa di Germania, che è valsa la vittoria del suo Francoforte contro il Bayern Monaco. Concludendo con l’attacco, questo vedrà un forte ballottaggio tra Kamaric e Kalinic, che si contenderanno il ruolo di punta centrale.

1.1) L’allenatore: Zlatko Dalic

Nato a Livno, nella Bosnia-Erzegovina, Zlatko Dalic è stato chiamato sulla panchina della Croazia il 7 ottobre del 2017, in seguito all’esonero di Ante Cacic. Ha iniziato a lavorare con la nazionale maggiore croata nel mese di novembre, dopo avere accumulato esperienza nell’equipe dell’Under 21, in cui era stato il secondo di Drazen Ladic. La sua carriera da allenatore è iniziata nel 2002, quando è diventato prima vice tecnico del Vartkes e poi manager vero e proprio del club croato, con cui è riuscito a raggiungere il terzo posto in campionato e a giocarsi una finale di Coppa di Lega, terminata però con una sconfitta. Altre squadre europee in cui ha allenato sono Rijeca (Croazia), Dinamo Tirana (Albania) e Slaven Belupo (Croazia), ma non si è fatto neanche mancare esperienze nel Medio Oriente in club come Al-Faisaly, Al-Hilal e Al-Ain. 

1.2) La stella: Luka Modric

Il giocatore con più fantasia nella Croazia è sicuramente Luka Modric, centrocampista del Real Madrid e capitano della propria nazionale. Ai tempi in cui giocava con la Dinamo Zagabria era stato ribattezzato sotto il nome di “nuovo Cruijff”, a causa del suo brillante talento, ma negli ultimi anni è riuscito a confermarsi semplicemente come Luka Modric e basta. Quando Los Merengues lo hanno acquistato nel 2012 dal Tottenham, le aspettative su di lui erano tante, specialmente per un giocatore paragonato a Pirlo e che in Spagna è sempre piaciuto, ma il giocatore nato a Zadar (ex Jugoslavia) non le ha di certo deluse. Il suo modo di giocare ha sempre ricordato, infatti, quello dell’ex centrocampista di Juventus e Milan, caratterizzato soprattutto da verticalizzazioni illuminanti utili per dirigere il gioco, ma negli ultimi anni è stato schierato anche come trequartista. Nel corso del tempo Modric è’ diventato un leader anche per la sua nazionale, ed anche se non segna spesso (in nazionale 12 goal totali, mentre quest’anno con il Real Madrid solo 2 reti segnate) la sua vasta esperienza e la classe cristallina messa a servizio dei compagni si è rivelata utile in molteplici occasioni: suo il rigore realizzato nel match contro la Grecia, che ha sbloccato la partita dopo 13′.

2) La storia

La nazionale di calcio croata viene fondata nel 1991, dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Jugoslavia, in seguito ai tumulti che c’erano stati nei paesi balcanici e che per forza di cose avevano coinvolto anche il calcio. L’esordio ufficiale, tuttavia, arriva nel 1940 con una netta vittoria sulla Svizzera per 4-0; successivamente all’invasione delle forze militari tedesche e della nascita della Croazia come stato indipendente nel 1941, la nazionale di calcio disputa altri 16 incontri fino al 1945, prima di finire annessa a quella jugoslava. Per 45 anni, quindi, la Croazia non ha avuto una squadra calcistica ufficiale che la rappresentasse, ma proprio il 17 ottobre del 1990 va in scena il primo esordio regolare dei Vatreni (i focosi), chiamati così per la combattività che ha sempre caratterizzato la loro storia, che si gioca contro gli Stati Uniti. La partita termina con la vittoria per 2-1 e da quel momento in poi la nazionale biancorossa vive un periodo di crescita esponenziale, rinominata in seguito come l’era della “generazione d’oro”: ne sono un esempio la qualificazione ai quarti di finale di Euro 1996 e il terzo posto ottenuto ai Mondiali di Francia ’98. Tra l’altro in quelle occasioni la Croazia si conferma essere una delle nazionali più forti al mondo, avendo a disposizione una rosa composta da uomini come Boban, Stanic, Tudor e Simic, giusto per citarne i più conosciuti. Nonostante poi il ritiro di alcuni di questi campioni, nel 2002 la squadra a scacchi rimane imbattuta nel girone delle qualificazioni e riesce ad accedere alle fasi finali del Mondiale del 2002, disputatosi in Giappone e Corea del Sud. Qui si ritrova nel girone con Ecuador, Messico e Italia, e proprio la vittoria contro gli azzurri nella seconda giornata lascia ben sperare i ragazzi allenati da Jozic, che però perdono nel terzo turno contro il già eliminato Ecuador, lasciando secondo posto e qualificazione alla nazionale di Giovanni Trapattoni. Negli ultimi anni l’intero movimento calcistico croato ha avuto un notevole sviluppo, tanto da mancare la qualificazione ad una competizione importante soltanto nel Mondiale sudafricano del 2010. Dal 2012 in poi è stato invece avviato un nuovo ciclo, che si è protratto fino ad oggi e che non ha nessuna intenzione di terminare: come non ricordare, infatti, l’ottimo Europeo giocato in Francia nel 2016, in cui la nazionale di Cacic ha dovuto interrompere il suo percorso agli ottavi di finale, perdendo ai tempi supplementari contro il Portogallo (futuro vincitore del torneo).