Coronavirus, Ceferin spinge per il modello tedesco

Coronavirus, Ceferin spinge per il modello tedesco

Il giornale tedesco Allgemeine Zeitung questa mattina riporta le considerazioni del presidente della UEFA Aleksander Ceferin. Il numero uno della UEFA ha elogiato l’approccio tedesco, volto alla ripresa della Bundesliga ed all’inevitabile convivenza tra virus e calcio. Ecco le sue parole:

“È stata il risultato di un dialogo costruttivo e di un’attenta pianificazione tra le autorità calcistiche e i politici. E sono fiducioso che la Germania fornirà a tutti noi un brillante esempio di come possiamo riportare il calcio – con tutta la sua eccitazione, emozione e imprevedibilità – nella nostra vita. È una grande notizia che le autorità tedesche abbiano concordato che la Bundesliga può tornare. Trovo sia un grande e positivo passo per riportare le persone alla loro vita con ottimismo. Auguro a tutti coloro che sono coinvolti un grande successo”.

I paesi europei fanno sempre più fatica a sostenere il lockdown in ogni settore e si iniziano oramai a preparare dei protocolli di riferimento per convivere con questo maledetto virus, cercando di far lavorare le persone. Il calcio non può essere estromesso da questo procedimento, bisogna provare a ripartire, se oggi non si potrà, saremmo più preparati per settembre, sempre in attesa che arrivi una cura che possa debellare il Covid-19.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Rizzoli: “Ecco come cambierà il calcio giocato”

Nicola Rizzoli, ormai ex-direttore di gara e oggi designatore arbitrale di Serie A, ha parlato a Casa Sky Sport riguardo i cambiamenti che il Covid-19 introdurrà durante le partite dopo la ripresa dei campionati.

Oltre alle varie società, anche gli arbitri sono in attesa di capire se il campionato di Serie A riaprirà. E il Coronavirus potrebbe andare a incidere anche sul regolamento e sul rapporto tra i direttori di gara e i calciatori: “Bisognerà avere comportamenti differenti, non voleranno cartellini ma ci vorrà una diversa distanza.Ci sarà bisogno di uno step culturale, potrà farci bene e questo vale anche per gli arbitri nei confronti dei calciatori. Stiamo facendo un grande lavoro con l’Uefa e i designatori dei grandi campionati europei e questo è un elemento molto importante. Bisogna sfruttare le situazioni difficili per tirarne fuori qualcosa di migliore, sotto tutti i punti di vista”.

VAR e sicurezza

Organizzazione dell’organico e protocollo: così la squadra arbitrale si sta organizzando per la ripresa del campionato. “Se in questa fase cresceranno nuovi arbitri giovani ben venga per tutto il movimento, è chiaro che i più esperti avranno tante partite da fare tra le varie competizioni. In più stiamo lavorando per ridurre al minimo i rischi: ci saranno il VAR, l’assistente VAR e l’operatore, tre persone anziché quattro come accade in genere. Ovviamente tutti con guanti e mascherine, dobbiamo rispettare anche noi il protocollo. Gli arbitri si sono allenati in casa come i calciatori, ora hanno ripreso a lavorare in maniera individuale in attesa che si possano organizzare dei veri e propri allenamenti. Ci sono tanti aspetti che stiamo valutando, per organizzare un protocollo che ci permetta di garantire la nostra presenza in tutte le partite”.

Cinque sostituzioni

Un’altra novità in vista, è quella che riguarda le cinque sostituzioni: qualche allenatore l’ha richiesta per affrontare i tanti impegni ravvicinati, la Fifa ha accolto positivamente questa proposta e l’Ifab potrebbe presto approvarla. “È una proposta importante, ne abbiamo parlato. In una fase in cui bisognerà affrontare tante partite una dietro o l’altra è giusto andare incontro alle società, si sta discutendo di questa proposta e tra pochi giorni potrebbe essere validata dall’Ifab“, le parole di Rizzoli.

Nuova regola sui falli di mano

L’Ifab ha già pensato a delle novità che verranno introdotte nella stagione successiva. “Ci sono state delle modifiche, definite chiarimenti, per limitare il tocco di mano dell’attaccante, un qualcosa che esula dalla volontarietà e dalla dinamica. Nel regolamento, in caso di gol, si parla solo di tocco di mano, per evitare che una rete possa essere segnata con un braccio seppur in maniera involontaria. C’era una parte non molto chiara, hanno voluto giustamente accorciare i tempi aggiungendo il principio dell’immediatezza del tocco di mano rispetto al gol. Il gol di Ibra contro la Fiorentina, per esempio, sarebbe valido, perché dopo il tocco di mano ci sono due dribbling prima del tiro in porta, quindi in questo caso l’immediatezza non c’è. Qualora invece il fallo di mano precedente al gol sia comunque punibile con gli altri principi della volontarietà e della dinamica, il gol sarebbe comunque da annullare anche in caso di non immediatezza”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Maxi Lopez: “Lotito è il presidente della Federcalcio”. Accanimento eccessivo?

Maxi Lopez: “Lotito è il presidente della Federcalcio”

Un attacco  sfrontato a Lotito arrivato da Maxi Lopez. Come scrive Il Messaggero, l’ex  (tra le altre) di Milan e Samp ha parlato ad una tv Argentina:”Se in Italia fanno quel che hanno fatto in Francia succede una guerra mondiale. Qui è completamente differente, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è il presidente della Federcalcio. Per lui già un mese fa si poteva giocare. Qui un’entità più importante come la Uefa o la Fifa dovrà prendere una decisione”. Queste le parole di Maxi Lopez,in seguito alle quali la società ha rilasciato un comunicato per dissociarsi: “Il Football Club Crotone intende prendere le distanze dalle dichiarazioni del suo tesserato Maxi Lopez, rilasciate ieri sera ad una televisione argentina e riprese da diverse fonti anche nazionali. Il club evidenzia come il calciatore abbia parlato con leggerezza, certamente eccessiva, così una battuta – comunque infelice – grazie alla cassa di risonanza dei social network si è diffusa in tempi brevissimi. La società, con in testa il Presidente Gianni Vrenna ed il Direttore Generale Raffaele Vrenna, da sempre in ottimi rapporti con i vertici istituzionali e profondamente rispettosa del loro lavoro e delle loro decisioni, pur riconoscendo la buona fede dell’attaccante, si dissocia e comunica”. Nella nota della società calabrese si parla anche di possibili provvedimenti disciplinari nei confronti dell’attaccante.

Ma è giusto accanirsi così tanto per queste dichiarazioni? Maxi Lopez, si sa, non è nuovo a dichiarazioni e gesti schietti (la mancata stretta di mano a Icardi docet) e il fatto che, nonostante sia uno straniero, abbia voluto “denunciare” una situazione di fatto nel nostro calcio, che ormai conosce da 10 anni, gli procurerà forse la gogna mediatica. Il comunicato del Crotone, sicuramente una formalità dovuta (anche perché è giusto non associare il pensiero di un tesserato a quello di un’intera società), assume dei toni che sembrano eccessivamente deferenti, quasi a temere una reazione per aver un proprio dipendente smascherato una situazione veritiera. Piaccia o no, l’opinione di Maxi sull’elevata influenza di Lotito sulle istituzioni del calcio (e non solo) italiano potrebbe risultare condivisa da una buona parte degli appassionati.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Gravina: “Non ucciderò il calcio”. Lega, sollecitazioni al Governo

Non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro“: così il presidente della Figc, Gabriele Gravina intervenendo a un meeting online organizzato dall’Ascoli Calcio.

No allo stop

Mi auguro che il mondo del calcio, che ha un impatto altamente sociale nel nostro Paese, possa ripartire con minori individualismi. Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con ‘è finita’ dico che, finché sarò presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati. Io sto tutelando gli interessi di tutti, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti”.

Danni economici

“Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non è percorribile”.

Le conseguenze

“Noi abbiamo forti responsabilità contrattuali verso partner e istituzioni internazionali, Uefa, Fifa. In Francia – le parole di Gravina – è il Governo che ha stabilito ciò che doveva fare la Federazione. Il Paris Saint Germain, ad esempio, ha detto subito di aver perso 200 milioni dopo l’annuncio della chiusura del campionato ed al momento non sa se riuscirà a partecipare alle coppe europee. E anche i club della Ligue 2 hanno deciso di presentare proposte alternative. Vi immaginate quanti contenziosi dovremmo affrontare in caso di stop? Chi viene promosso? Chi retrocede? Quali diritti andremo a calpestare? Tutti invocano il blocco, lo faccia il Governo, ce lo imponga, io rispetterò sempre le regole“. “Sento dire che dobbiamo aspettare il contagio 0 e il vaccino. In questo modo in pratica ci stanno dicendo che non potremo disputare neanche il campionato 2020/2021 – ha aggiunto il n.1 della Figc – Quando sarà pronto il vaccino? Quando sarà disponibile? C’è differenza tra il gioco del pallone nelle piazzette e negli oratori e l’industria calcio, che è un’altra cosa. Ai calciatori con famiglie cosa diremo? Che magari per i prossimi 2-3 anni dovranno cambiare mestiere?”.

Play-off e play-out: la proposta di Gravina

Gravina ha invitato a una riflessione: “non è il caso di fare una riforma, intesa come modalità di sviluppo sostenibile e non solo per quanto riguarda il format playoff/playout? – le sue parole – E’ questo il tema su cui dobbiamo concentrarci: siamo gli unici in Europa ad avere cento squadre professionistiche e non si possono più sostenere. Questa è la mia progettualità e lo dico da imprenditore, non da politico; sono portato a fare i calcoli ed a capire le criticità delle Leghe. Il vero imprenditore deve alzare l’asticella della qualità”.

Intanto è atteso per oggi l’invio, da parte della Lega Serie A, di un comunicato dei club del massimo campionato all’indirizzo del governo per chiedere date certe sulla ripresa. Tuttosport fa il punto anzitutto sui motivi per cui non è arrivato già nella giornata di ieri: alcune società, a partire da Inter e Juventus, avrebbero infatti giudicato troppo pesanti i toni della prima versione del comunicato. Dopo la discussione informale di oggi, la Lega Calcio ne riparlerà in videoconferenza oggi, con l’obiettivo di arrivare a un documento che metta d’accordo tutti, ma la vera discussione ci sarà nell’assemblea odierna. L’obiettivo è quello di coinvolgere l’esecutivo e superare un eventuale scontro frontale. Ma non solo. Cellino e Cairo, infatti, sarebbero tornati a puntare i piedi, contrari alla ripartenza immediata del campionato di calcio. La maggioranza delle squadre resta per il sì e siamo ancora lontani dal rapporto di forze ipotizzato/auspicato dal ministro Spadafora, ma il fronte dell’unanimità è ancora lontano da raggiungere.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Coppe europee, futuro in Qatar?

Dopo l’improvviso stop – almeno fino a settembre – della stagione calcistica in Francia, la UEFA sta valutando se PSG e Lione – in corsa rispettivamente per i quarti di finale e per il ritorno degli ottavi con la Juventus – possano allenarsi per la ripartenza della Champions League, in programma dal 7  al 29 agosto. In Francia gli allenamenti dovrebbero essere teoricamente consentiti a partire dal 1° agosto, ovviamente a porte chiuse. Non è però garantito che si possa anche giocare, motivo per il quale la UEFA starebbe valutando la possibilità di soluzioni in Medio Oriente.

Il Paris Saint-Germain valuta autonomamentel’idea di giocare le partite restanti di Champions League in Qatar. Il club prende atto dell’impossibilità di giocare in Ligue 1, ma resta la questione europea ed ecco l’idea di Nasser Al-Khelaifi, che ieri ha dichiarato: “Rispettiamo la decisione del governo francese. Con il benestare della UEFA, intendiamo partecipare alla fase finale della Champions League. Se non è possibile giocare in Francia, giocheremo le nostre partite all’estero, garantendo nel contempo le migliori condizioni di sicurezza sanitaria per i nostri giocatori e tutto il nostro staff “.

In Italia presumibilmente i campionati di calcio non verranno fermati, data la volontà di tutti i club di ripartire e l’importanza degli interessi in ballo per i soliti noti, ma nel caso in cui venisse presa una decisione analoga a quella francese (e non solo) verrebbe accettata un’ipotesi del genere? Per anni abbiamo mandato giù il fatto che la nostra Supercoppa venisse disputata altrove, spesso proprio nella Penisola Arabica, accettandone le evidenti motivazioni economiche. Ci siamo già rassegnati a cedere nostro diritto di assistere dal vivo a quella competizione per gli interessi di pochi, perché potesse essere fruito da altri. Abbiamo accettato l’idea che il prossimo Mondiale si giochi in Qatar, un Paese senza alcuna tradizione calcistica e dove sarà necessario giocare a dicembre anziché d’estate secondo la consuetudine, per gli stessi motivi. Oggi parliamo di coppe europee, ma se le partite saranno (come si pensa) a porte chiuse, potremo farci una ragione anche di questa decisione. Motivi di salute permettendo, dato che si pone la questione se sia giusto o meno mandare atleti, staff ecc. di varie squadre d’Europa in un altro Continente, dove condivideranno più o meno gli stessi impianti e le stesse strutture e ciò potrebbe causare conseguenze inattese.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 

 




Ceferin:” Difficile terminare la stagione entro il 2020″

In un intervista al Corriere della Sera, il presidente Aleksander Ceferin si è espresso sulla possibile ripresa di campionati e coppe europei dopo la fase 1 dell’emergenza Coronavirus. Ecco le sue parole.

Sulla ripresa e sul termine della stagione
La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite. In tempi così duri si porterebbe alla gente felicità e un certo senso di normalità anche se le partite saranno solo in tv. È presto per dire che non possiamo completare la stagione. L’impatto sarebbe terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare. Precedenza ai campionati e poi le coppe? Potrebbero disputarsi in parallelo. Non c’è una data limite per le finali di coppa.Le Nazionali? A settembre. Non c’è una deadline specifica per il termine della stagione. Stiamo esplorando una varietà di opzioni per vedere quando potrebbero finire le competizioni, sempre in base alle date per ripartire. Terminare la stagione anche tra settembre e ottobre o entro il 2020? Lo vedo abbastanza difficile, avrebbe un impatto pesante sul calendario della stagione 2020-21. Se i campionati saranno completati, le conseguenze finanziare saranno limitate. La Uefa invece perderà tanti soldi per aver posticipato Euro 2020“.

Sulla ripresa degli allenamenti
Tutte le attività si stanno organizzando per ricominciare, tutti hanno bisogno di ritrovare le loro vite. Se le misure di sicurezza verranno rispettate e se le autorità daranno luce verde, gli allenamenti potrebbero riprendere come il resto. Per le gare servirà un ulteriore consenso. Le autorità permetteranno di ricominciare solo se tali misure verranno adottate in modo efficiente e senza recare danno alla popolazione“.

Sul fatto di giocare a porte chiuse
All’inizio sì, ma è meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno. Le misure saranno per un periodo limitato, nel tempo si tornerà alla normalità. Vedremo ancora stadi pieni, ne sono certo“.

Sull’armonizzazione dei calendari in Europa
L’armonizzazione totale è difficile a causa delle diverse condizioni climatiche. In alcuni Paesi non si può giocare per diversi mesi in inverno”.

Sull’esclusione del Belgio dalle coppe
Decisioni del genere non vanne prese da soli. Il calcio è interconnesso, abbiamo visto quanto è importante che Uefa e leghe lavorino in buona cooperazione. Il Comitato esecutivo prenderà in esame i casi“.

Sul Fair Play finanziario
Abbiamo già sospeso alcune condizioni, ma non rottameremo il fair play finanziario. Ha portato tanti benefici, però deve essere un aiuto, non un ostacolo: saremo flessibili. Se il Manchester City resterà davvero fuori dalle coppe due anni? Il caso è stato trattato da un organo indipendente e ora è al Tas. Non sarebbe appropriato fare commenti“.

Sul prolungamento dei prestiti e la durata della sessione di calciomercato

Dobbiamo dare maggiore flessibilità a club e giocatori. Mi sembra che estendere la finestra per il calciomercato sia una buona opzione“.

Sull’utilizzo della Var
La Var va utilizzata solo in caso di errori chiari ed evidenti. È un sostegno tecnologico importante, ma non può garantire che un fuorigioco per un’unghia del piede sia certezza assoluta. Anche l’autovelox ha un piccolo margine di tolleranza quando ti scopre oltre il limite di velocità“.

Sull’inserimento di un’altra competizione Uefa

Se siamo d’accordo che il calcio abbia raggiunto il livello di saturazione, la mia risposta è che non abbiamo bisogno di altre competizioni“.

Sul ruolo dell’Italia in questa situazione
Michele Uva e Andrea Agnelli siedono con me nel Comitato Esecutivo Uefa, Evelina Christillin nel Consiglio Fifa. Ci sono tanti italiani con ruoli importanti alla Uefa: Giorgio Marchetti vice segretario generale, Andrea Traverso alla sostenibilità finanziaria, Angelo Rigopoulos per disciplina e integrità, Roberto Rosetti capo del settore arbitri. È naturale che un Paese fondamentale per il calcio abbia un ruolo importante. E non dimentico Gabriele Gravina: lavora con grande lealtà verso la Uefa“.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Europa League, possibile ripresa il 2-3 agosto

Europa League, ecco le date: ripresa ad agosto

Molto complessa la ripresa e il termine dell’edizione corrente dell’Europa League secondo la UEFA, che però in questi giorni presenterà le possibili date per concludere la coppa a Federazioni e Leghe europee. Le prime due partite che dovrebbero essere giocate sono quelle degli ottavi di finale di Roma e Inter contro Siviglia e Getafe, uniche due gare di andata a non essere state disputate a marzo. Il recupero è previsto per il 2-3 agosto, mentre il ritorno, con tutte le altre gare in programma, dovrebbe avvenire il 6. La fase finale poi sarà alternata con la Champions: quarti di andata il 10 e il ritorno il 13; semifinali di andata il 17 e di ritorno il 20 finalissima a Danzica prevista per il 27 agosto. Il primo turno della prossima edizione sarebbe previsto con inizio fissato il 22 ottobre. A riportarlo è Tuttosport. Si va verso una probabile disputa a porte chiuse: appare infatti poco probabile che le autorità sanitarie diano l’ok per far affluire i tifosi negli stadi.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




A sorpresa il Bayern Monaco torna ad allenarsi

A sorpresa il Bayern Monaco torna ad allenarsi

Il Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio l’Europa, le frontiere sono chiuse, le produzioni industriali sono limitate a quelle di prima necessità, in buona parte del continente vige l’ordine di restare a casa e di ridurre al minimo i contatti sociali. L’ emergenza sanitaria non ha chiaramente risparmiato lo sport ed il calcio, gli stadi non possono essere riempiti e non ci si può allenare per evitare di avere contatti fisici. La UEFA, la FIFA e le Federazioni nazionali da settimane lavorano ad ipotetici calendari per non cancellare e stoppare definitivamente la stagione corrente, tali piani si modificano costantemente di settimana in settimana con l’evolversi dell’emergenza, c’è ancora poco di chiaro, se non che tutti stiano cercando di fare il possibile per concludere questa annata. Il Corriere dello Sport riporta una notizia dalla Germania che è a tutti gli effetti un’ assoluta bomba per il calcio europeo: il Bayern Monaco torna ad allenarsi. I bavaresi sta mattina si sono ritrovati al campo di allenamento con delle regole ben precise da rispettare: si arriva al campo da soli e si entra nel parcheggio uno alla volta a distanza di tempo, i calciatori sono divisi in piccoli gruppi da 5 e sono sempre tenuti a rispettare la distanza di sicurezza di un metro e mezzo. Inoltre la società ha predisposto degli spogliatoi separati con al massimo due persone a stanza, sono vietate anche le strette di mano e gli allenamenti con il pallone sono previsti sempre rispettando la distanza di sicurezza, quindi niente partitelle e contrasti.  D’altronde è un momento decisivo nella battaglia contro il virus, che sta mettendo in luce la triste e concreta possibilità che dovremmo convivere con questo male per più tempo del previsto, i bavaresi hanno iniziato a testare una prima forma di “convivenza” con questa situazione qualche ora fa. Osserviamo tutti con curiosità come andrà questo test del Bayern, come fosse una fase dell’epidemia 2.0, con la speranza che vada bene e che non sia stata una decisione troppa affrettata e che quindi possa essere un modello replicabile anche dagli altri club europei.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




UEFA, pronte sanzioni per chi segue il modello belga

UEFA, pronte sanzioni per chi segue il modello belga.

Il campionato belga ha lanciato il primo segnale importante sul futuro del calcio europeo. Infatti il Club Brugge è il primo club europeo ad aver ottenuto il titolo di campione nazionale anzitempo, dopo che la Jupiler Pro League ha deciso di terminare qui il campionato e premiare la prima in classifica al momento della sospensione per l’emergenza Covid-19, con il club di Bruges che era in vantaggio di 15 punti sulla seconda.

La notizia sembrava aprire vari scenari sugli altri campionati europei, in primis in Inghilterra dove il Liverpool, con i suoi 20 punti di vantaggio potrebbe usufruire della stessa decisione. Situazione differente in Italia, dove la distanza tra Juventus e Lazio ed Inter è molto più esiguo.

Ma la reazione delle componenti UEFA è stata certamente differente, infatti la scelta della federazione belga non è piaciuta agli organi europei, che hanno comunicato che qualsiasi decisione di questo tipo è prematura e soprattutto potrebbe portare l’UEFA a stabilire sanzioni in merito, principalmente escludendo le federazioni coinvolte dalle prossime competizioni europee.

Pugno duro, dunque, per lanciare un messaggio importante alle federazioni, che sottolinea come l’idea sia quella di attendere l’evolversi della situazione per poter recuperare i campionati, ma soprattutto di dare una linea unitaria a tutte le competizioni coinvolte.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La UEFA cancella le partite delle nazionali in programma a giugno

La UEFA cancella le partite delle nazionali in programma a giugno

La riunione odierna della UEFA ha ufficializzato la cancellazione delle partite delle nazionali originariamente in programma a giugno. La decisione è frutto della linea più volte ribadita anche dalle Federazioni nazionali: priorità ai campionati e alle competizioni europee per salvare quel che si può della stagione 2019-2020. Ora bisognerà capire quando ricominciare, cercando di non affrettare i tempi, è verosimile credere che i campionati nazionali ripartiranno prima delle manifestazioni europee che presuppongono spostamenti e viaggi al momento severamente vietati in quasi tutti i paesi del vecchio continente. Ad oggi infatti l’opzione più probabile per far ripartire Europa League e Champions League è quella di programmarne la ripresa per la seconda metà di luglio.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?